Depuratore
consortile: Chi faccia e... sindaco!
Mannello minaccia l'insurrezione popolare
Che si dovesse costruire un depuratore consortile lo sapevamo
da anni perché l'ex sindaco dott. Bressi aveva convocato una pubblica assemblea. Quale
sarebbe stato l'aspetto del depuratore consortile lo sapevamo da anni perché l'ex sindaco
dott. Bressi in quella pubblica assemblea lo ha fatto spiegare al progettista. Dove
sarebbe stato ubicato il depuratore consortile lo sapevamo da anni perché l'ex sindaco
dott. Bressi lo aveva paventato in pubblica assemblea.
Che si dovesse costruire un depuratore consortile lo abbiamo ri-saputo dalla
campagna elettorale di cinquestelle, che se n'è arrogato il merito. Dove e come doveva
essere costruito non lo abbiamo saputo perché questo è lo stile dell'amministrazione
cinquestelle: "nell'area di un paese confinante". Noi non l'abbiamo saputo
perché il sindaco Mannello, come usa fare, tiene i progetti ben custoditi sotto la sua
ascella e in faldoni ben chiusi e a tenuta stagna (per un depuratore è cosa buona e
giusta), ma che adesso dobbiamo anche credere che neanche lui -e perfino Franco Nisticò-
non ne conoscessero l'ubicazione è veramente troppo: chi faccia e... sindaco!
Eppure non può che essere così, se diamo ascolto alle veline che ci vengono
ammannite dalle colonne del Domani e dai microfoni di Telejonio. Eppure non può che
essere così visto che si minaccia addirittura l'insurrezione popolare se l'ubicazione non
dovesse essere cambiata. Eppure, nel libro evangelico di cinquestelle è scritto: "in
verità, in verità vi dico inizio lavori aprile 2001 entrata in funzione estate
2001".
Ed ora, inizio giugno 2001, ci chiamano (Laganà, Mannello, Nisticò per non
fare nomi) all'insurrezione perché l'ubicazione non è (più) di loro (di loro chi non
sappiamo) gradimento. Lo hanno ribadito a piene lettere: "il progetto
penalizza un'intera area per le ovvie problematiche derivanti dall'attività del
depuratore". Ma durante la campagna elettorale, la puzza del depuratore non
era stata ancora avvertita nei dintorni di Gallipari? E ora (a metà strada dal definitivo
funzionamento), ci viene detto dal cronista-paggio, che il sindaco, interpretando la
volontà popolare (immagino si riferisca ai fratelli alle cognate e ai nipoti),
ritiene più opportuno edificare l'opera altrove e, carte alla mano, "di alternative
ce ne sarebbero eccome a disposizione": e chi cazzu! non poteva tirare fuori queste
carte a Marzu? Così noi evitavamo la polvere che ci hanno lasciato sul lungomare gli
scavi per la condotta?
E ancora "rischiamo di perdere una porzione di area turistica e
balneabile di rilevante importanza per noi" ha dichiarato il primo cittadino
di Badolato: e chi cazzu! non poteva accorgersene a Marzu?
E Franco Nisticò, "partecipando la volontà decisa di tutto
l'hinterland" (e dove l'ha incontrato l'hinterland? se fosse il milanland allora
capirei!) ha dichiarato la speranza che le autorità preposte ritornino sui propri
passi accogliendo le ragioni della protesta: sinnò?!...
Per domani è previsto un incontro tra una delegazione di amministratori
locali ed il prefetto di Catanzaro, e dall'esito dell'incontro si spera in una immediata
rivisitazione del progetto, anche se questo dovesse costare qualche miliardo in più, e
anche se questo miliardo dovesse essere a carico dei comuni: parola di Nisticò.
Se ci capite qualcosa, scriveteci. Io credo che i casi siano tre: 1) il
sindaco vuole apparire su telejonio tutti i giorni; 2) Nisticò vuole apparire su
telejonio tutti i giorni e più del sindaco; 3) bisogna dare ogni giorno a telejonio una
mancia per far apparire tutti i giorni il sindaco e Nisticò.
Ovviamente ci saranno ragioni più profonde, ma Gil non vede oltre il metro e
mezzo di profondità.
E voi? |