Gil Botulino |
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The German
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responsabile: Pasquale Andreacchio - e-mail: info@gilbotulino.it - web: www.gilbotulino.it |
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sabato 23 - Ottobre 2004 |
| LA DOLCE ECONOMIA DEI MASSAGGI APPRODA A BADOLATO Alcuni affezionati lettori dei S. Pietro a Maida, evidentemente amanti di Badolato e di massaggi, ci hanno segnalato un annuncio apparso sulla Gazzetta del Sud tra gli avvisi economici: "BADOLATO di Soverato (Cz) novità bravissima massaggiatrice molto disponibile massima riservatezza cell:...." A parte quel "di Soverato" che è un po' stonato, per noi badolatesi, la notizia è stata accolta con grande entusiasmo. A Badolato finalmente qualcosa si muove e nel verso giusto. Non metto il numero di cellulare della Signora: sono un po' offeso perché non si è rivolta a Gil per la pubblicità. Probabilmente perché la sezione "te la dò gratis" non è stata ritenuta appropriata. |
![]() I liquami hanno invaso il lungomare: protestano i cittadini DEPURATORE IN TILT Andreacchio: «Una situazione di grave pericolo»BADOLATO - In occasione della protesta dei pescatori davanti ai cancelli del porto di Badolato, "Bocche di Gallipari", tutti si sono accorti che l'aria era irrespirabile a causa dell'odore nauseabondo che proveniva dai pozzetti dell'impianto fognario, che attraversa tutto il lungomare di Badolato per poi defluire nell'impianto del depuratore consortile ubicato nei pressi del ponte di Gallipari, sulla statale 106, e utilizzato anche dai comuni di Isca e S.Andrea. Sul posto si trovavano anche alcuni amministratori comunali.Qualcuno era già conoscenza del problema, altri invece hanno verificato di persona la grave situazione che ormai si trascina da diversi anni. Inoltre, si è visto che qualcuno, abusivamente, ha scoperchiato uno dei pozzetti provocando fuoriuscita di liquami e creando pericoli per gli automobilisti, i pedoni, i contadini che abitualmente, con i loro mezzi agricoli, percorrono giornalmente il lungomare per raggiungere i propri fondi.Già durante il periodo estivo il depuratore non era stato in grado di far fronte all'enorme quantitativo di materiale fognario che arrivava dai tre comuni, per cui, spesso, le acque non depurate venivano scaricate nel letto del fiume Gallipari e trasportate a mare, nei pressi del porto, provocando l' inquinamento sia del fiume, le cui acque vengono utilizzate per irrigazione, sia del mare, con i conseguenti pericoli per i bagnanti. Per non parlare del fatto che sul lungomare di Badolato sono ubicati diversi lidi, strutture turistiche e campeggi, che hanno risentito negativamente del problema, con il rischio che i turisti non ritornino in vacanza. Da evidenziare anche che nella fascia a mare e sotto ferrovia esistono abitazioni con nuclei familiari che hanno più volte protestato e denunciato il cattivo funzionamento della rete fognaria e il conseguente rischio di infezioni. Il presidente del consiglio comunale, Salvatore Caminiti, il consigliere Giuseppe Carnara e il difensore civico, Pasquale Andreacchio, presenti sul posto per esprimere la loro solidarietà ai pescatori, hanno evidenziato che il problema è stato più volte denunciato e deve essere affrontato con decisione perché non è possibile che anche in questo periodo, in cui non ci sono turisti, si verifichino intasamenti per il cattivo funzionamento delle pompe di sollevamento. «Avendo ricevuto proteste da parte di numerosi cittadini, ha precisato il difensore civico, mi attiverò per sbloccare la situazione. Molte volte abbiamo chiesto l'intervento del Commissario per l'emergenza ambientale in Calabria e di tutti i responsabili della gestione del depuratore consortile, l'abbiamo fatto soprattutto in estate quando la situazione si è rivelata drammatica per il buon andamento delle numerose attività turistiche adiacenti al lungomare. Anche l'amministrazione comunale di Badolato si è attivata in tal senso l'ultima volta in agosto. Ancora oggi, a stagione turistica chiusa, dunque quando la scusa di un eccezionale utilizzo non è praticabile, assistiamo al ripresentarsi di questo problema di inquinamento del territorio badolatese. Sono trascorsi più di due anni dall'entrata in funzione dell'impianto e la situazione continua a essere di grande pericolo e danno per l'ambiente circostante. Un odore pestilenziale si avverte a centinaia di metri di distanza rendendo irrespirabile l'aria. Malgrado le legittime proteste avanzate dai numerosissimi proprietari dei terreni, delle case, dei camping e dei villaggi adiacenti all'impianto di depurazione, a tutt'oggi, nessun intervento concreto e definitivo è stato messo in atto per cercare di sanare la situazione igienico-sanitaria e salvaguardare l'ambiente, a forte vocazione turistica, di cui da decenni si fa un gran parlare, ma con scarsi conseguenti provvedimenti. È sufficiente un sopralluogo nelle zone inquinate per accertare il pericolo e i danni ingentissimi che ha prodotto e continua a provocare il cattivo funzionamento di un impianto di depurazione il cui scopo era quello del risanamento della bassa fascia costiera ionica. È inaccettabile che un problema che si manifesta in continuazione, già da qualche giorno dopo l'entrata in funzione del depuratore consortile, e di cui tutti sono a conoscenza, non riesca a trovare il giusto ascolto da parte di chi questo problema deve risolvere». Sicuramente per la cittadina jonica
non è stata un'estate tranquilla, il "Quotidiano" in più occasioni ha
denunciato la gravissima situazione igienico-sanitaria, discussa anche in consiglio
comunale. La superficiale ed inconsistente disinfestazione da parte dell'As, hanno
precisato numerosi cittadini, ha provocato un'estate da vero incubo ai pochi turisti
presenti a Badolato. Franco Laganà, Il Quotidiano, sabato 23 ottobre 2004 |
Prosegue la protesta dei pescatori del Basso Jonio catanzarese. La forma di protesta pacifica è esplosa perché il porticciolo "Le bocche di Gallipari" continua a rimanere chiuso a qualsiasi attività, dopo la conferma dei giudici del riesame del Tribunale di Catanzaro dell'ordinanza di sequestro disposto dalla Procura della Repubblica lo scorso 3 agosto. La marineria locale, in attesa delle pronunce definitive dei giudici del Tribunale di Catanzaro, chiede la possibilità di ormeggiare le proprie barche nella struttura portuale di Badolato «l'unica - hanno evidenziato - esistente da Crotone a Roccella Jonica». I manifestanti già nella giornata di mercoledì hanno inscenato la protesta di fronte alle telecamere della televisione nazionale e di quelle locali per richiamare l'attenzione sul loro stato di disagio operativo ed economico da quando la darsena è stata dichiarata off-limits per motivi di sicurezza. Sarebbe proprio il mancato collaudo del porticciolo ad aver determinato la chiusura di ogni attività, sia alle imbarcazioni dedite alla pesca che a quelle che praticano la nautica da diporto. Accanto ai lavoratori si sono ritrovati i rappresentanti della Salteg, la società di gestione della struttura, rappresentanti dei movimenti civici e amministratori locali e provinciali. I pescatori insistono della loro condizione di precarietà hanno informato il prefetto di Catanzaro, Alberto Di pace. Allo stato pare che non ci siano spiragli che possano consentire a una deroga all'ormeggio. La protesta , secondo quanto affermato da un pescatore di Soverato, che custodiva la propria imbarcazione nel porticciolo di Badolato, potrebbe continuare sine die. Una delegazione di pescatori è probabile che oggi possa essere ricevuta dal prefetto Di Pace. L'obiettivo resta la deroga al sequestro e la riapertura delle attività. Domenico Modaffari, La Gazzetta del Sud, venerdì 22 ottobre 2004 |
![]() I primi commenti dopo la manifestazione dei pescatori che hanno chiesto il dissequestro del porto SI RISPETTI L'AZIONE DELLA MAGISTRATURA Egidio Chiarella (An): «La gestione del demanio è ancora confusa ma la Regione ci sta lavorando» «All'indomani dell'apposizione dei sigilli, considerando la piena stagione estiva e le attività di pesca legate al tratto di costa jonica - ha proseguito l'onorevole Chiarella - avevo in qualche modo suggerito una gestione del porto, sotto il controllo vigile della magistratura». Una proposta, quella del presidente della prima commissione regionale condivisa anche dal prefetto di Catanzaro, Alberto Di Pace, per non alimentare il disagio sociale ed economico venutosi a creare nella fascia del Soveratese. «Evidentemente - ha proseguito l'onorevole Chiarella - l'autorità giudiziaria
ha ritenuto non realizzabile una gestione controllata della darsena e, a questo punto,
sarebbe una gravissima mancanza di rispetto sia nei confronti dei giudici sia delle parti
coinvolte, sollecitare nuovamente l'adozione di quella soluzione in qualche modo avanzata
dal mondo politico. piuttosto mi auguro che venga approvata al più presto la legge sul
demanio marittimo, attualmente in discussione. Tra l'altro è fissato al prossimo
martedì, 26 ottobre, l'avvio delle audizioni per il Piano dei trasporti. Un confronto
importante che coinvolgerà sindaci, sindacati, presidenti di Province, tecnici, al fine
di valutare, alla luce delle proposte già presentate e delle nuove intuizioni, la
possibilità di nuovi insediamenti portuali sugli 800 chilometri di costa calabrese. È
necessario, infatti, dare ai nostri litorali la giusta importanza e il giusto valore». Alessandra Torchia, Il Domani, venerdì 22 ottobre 2004 |
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