Gil Botulino

The German Observer
dal 2001

responsabile: Pasquale Andreacchio - e-mail: info@gilbotulino.it - web: www.gilbotulino.it

venerdì 3     -     Dicembre 2004

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BADOLATO Cominciano a trapelare le prime indiscrezioni sulla prossima tornata elettorale
FRANCO NISTICÒ CORRE ALLE REGIONALI?

Ildomani2004_12_03.jpg (12595 byte)Franco Nisticò probabile candidato alle regionali con Prc? L'indiscrezione è stata lanciata via web da gilbotulino.it. Nisticò alle ultime Provinciali è stato il primo eletto a Badolato con il 30 per cento dei voti, risultando anche il primo del Prc in tutta la provincia con il 13 per cento. Nonostante la sua evidente affermazione, però, l'esponente comunista, non ha potuto raggiungere l'agognato scranno dell'ente intermedio perché a Rifondazione è toccato un solo posto, assegnato al candidato a presidente, Pino Commodari. Ma Nisticò, evidentemente, intende riprovarci alle Regionali. E sarebbe di sicuro una bella lotta da affrontare, basata sui temi a lui più cari. Innanzitutto, la conquista di una posizione strategica per dare visibilità e voce alle istanze del Basso Jonio Soveratese. Un'area abbandonata da tutti i punti di vista, soprattutto per ciò che attiene la viabilità, le strade, le ferrovie. Franco Nisticò ha capeggiato comitati e mobilitazioni per mettere in evidenza l'arretratezza del sistema infrastrutturale, condannando la passività della classe politica locale che si è rivelata, spesso, inadeguata nel portare avanti le rivendicazioni del territorio. Con soddisfazione, Nisticò ha preso atto dei recenti stanziamenti per ammodernare ponti e viadotti sulla statale jonica 106. Circa 60 milioni di euro, annunciati dal deputato di collegio, Giancarlo Pittelli. «ma noi resteremo sempre qui a vigilare e a far sì che le cose possano sempre migliorare» ha tuonato il vulcanico Franco, pronto a dare battaglia sulle ferrovie, ancora a binario unico e attraversate da locomotori diesel. Il programma elettorale, insomma, è pronto. Resta solo da ufficializzare la scesa in campo.

Il Domani, venerdì 3 dicembre 2004

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Il presidente del civico consesso ribadisce il suo sì ad Andreacchio
BADOLATO, I DS DIFENDONO LA NOMINA DEL DIFENSORE CIVICO

ilquotidiano2004_12_03.jpg (22160 byte)La compatibilità o meno della figura del difensore civico del comune di Badolato, esplosa durante i lavori dell'ultimo Consiglio comunale, continua a tenere banco tra le forze politiche di maggioranza, minoranza e tra la gente, ed è motivo di aspre polemiche.

Per fare chiarezza e capire bene il ruolo dei Democratici di sinistra, abbiamo sentito il presidente del consiglio comunale, Salvatore Caminiti componente del direttivo del partito di Fassino.

Presidente, la riconferma o meno del difensore civico ha provocato forti tensioni all'interno della maggioranza "Arcobaleno". Quali sono le sue valutazioni?
«Aver votato insieme alla minoranza contro il rinvio del punto in discussione, dissociandomi quindi dalla richiesta di rinvio formulata dai due capigruppo consiliari della maggioranza, Giuseppe Leuzzi e Domenico Bressi, era dettata da una questione di principio, considerando che si andava a ratificare una nomina già ufficializzata all'unanimità nel precedente Consiglio comunale. Non c'era motivo di rinvio, in quanto nessuno aveva chiesto, all'interno della maggioranza, di aprire un dibattito, considerato anche il parere tecnico del segretario comunale dopo l'interrogazione del consigliere Gaetano Stagno, quindi, un adempimento di riconferma della nomina che non doveva provocare nessuna tensione».

Il suo partito aveva, con determinazione, difeso la scelta del professore Pasquale Andreacchio. Tra gli accordi elettorali era previsto che la nomina del difensore civico spettava ai Ds.
«Ma no, è questo il problema, in quanto si vuole mettere in discussione una norma del regolamento consiliare in cui va data un'interpretazione dal punto di vista letterale molto precisa. Il regolamento puntualizza che i dipendenti pubblici non possono ricoprire la carica di difensore civico nel caso in cui la stessa potesse creare conflittualità d'interessi. Ma nel nostro caso questa causa non sussiste, in quanto l'amico Andreacchio è docente di Matematica presso l'Istituto Alberghiero di Soverato, che non ha nulla a che vedere con il nostro comune. Ma oltre a questo vorrei ricordare che il professore Andreacchio era stato votato all'unanimità dal consiglio comunale, dove il capogruppo della minoranza, Francesco Gallelli aveva apprezzato il qualificato curriculum del difensore civico».

Allora come giudica questo comportamento di alcuni esponenti della sua stessa maggioranza?
«Sicuramente in modo negativo e strumentale.Vorrei ricordare anche che in una dichiarazione Andreacchio ha puntualizzato che non intende ricevere per il ruolo che ricopre nessuna indennità, e questa scelta dimostra la signorilità, la grande disponibilità di un professionista serio che si pone al servizio del paese. In passato invece non è stato così, in quanto il difensore civico ha regolarmente ricevuto un'indennità che ha influito sulle casse comunali. Noi, come gruppo Ds, all'interno di questa maggioranza ribadiamo la nostra ferma intenzione a sostenere la nomina di Andreacchio».

Franco Laganà, Il Quotidiano, venerdì 3 dicembre 2004

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Protestano gli amministratori dei centri coinvolti nella ritorsione decisa dalla compagnia elettrica
DEPURATORI FERMI, CRITICHE ALL'ENEL
Si appellano al prefetto i sindaci di Isca, Santa Caterina, Badolato e Botricello

Alessandra Torchia, Il Domani, venerdì 3 dicembre 2004

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Le prime reazioni all'indomani della mancata fornitura di elettricità dell'Enel in 11 comuni
DEPURATORI, SINDACI IN RIVOLTA
Isca, Badolato e S. Caterina diffidano la società elettrica


L'ENEL da qualche giorno ha sospeso l'erogazione dell'energia elettrica agli impianti di depurazione in ben 11 Comuni - Soverato, Cropani, Botricello, Isca sullo Jonio, Santa Caterina, Guardavalle, Badolato Sant'Andrea, Amato, Magisano, Zagarise - della provincia gestiti dalla Gerica, per morosità di alcune annualità, mettendo a dura prova le amministrazioni comunali che si trovano a dover fronteggiare dall'oggi al domani, un'emergenza ambientale di proporzioni indefinite. E all'indomani della tegola caduta sui Comuni, si registrano le prime reazioni di alcuni sindaci.

(...)

I sindaci di Isca, Pierfrancesco Mirarchi, Badolato, Andrea Menniti e S.Caterina sullo Jonio, Giuseppe Leto, hanno inviato una nota congiunta di protesta e contestuale diffida nei confronti dell'Enel, indirizzata al prefetto di Catanzaro, invitandolo ad intervenire prontamente al fine di ripristinare il normale funzionamento dei depuratori consortili. La decisione dell'Enel sarebbe dovuta, secondo i sindaci, al fatto che la società che gestisce l'appalto relativo non avrebbe corrisposto all'ente erogatore le spettanze dovute. Non di meno per gli scriventi la scelta dell'Enel di sospendere la fornitura di corrente elettrica nei rispettivi depuratori consortili «rappresenta senza alcun dubbio un fatto gravissimo che colpisce numerosi comuni che sono costretti a subire le conseguenze e ­ aggiungono - pesanti, soprattutto se si pensa a quei comuni che regolarmente versano quanto dovuto». Una determinazione, quella dell'Enel di interrompere la fornitura di corrente elettrica che «non trova alcuna giustificazione pur rimanendo valide le motivazioni di fondo». Si tratta di una situazione che prospetta, secondo i sindaci, rischi di carattere ambientale e igienico sanitario qualora dovesse perdurare. Di quanto avvenuto i sindaci dei suddetti comuni fanno sapere di aver informato le rispettive stazioni dell'Arma dei carabinieri «evidenziando la situazione di interruzione di un servizio di pubblica utilità e si riservano di intraprendere tutte le iniziative utili a salvaguardare i cittadini interessati». I tre sindaci «confidando nell'interessamento del commissario straordinario per l'emergenza ambientale Bagnato» al quale è stata inviata la nota di protesta «si dichiarano fiduciosi in una soluzione di tale gravosa vicenda, manifestando tutta la loro concreta disponibilità per giungere ad una soluzione proponendo in tale ottica un tavolo tecnico di discussione».

Amalia Feroleto, Il Quotidiano, venerdì 3 dicembre 2004