Gil Botulino

The German Observer
dal 2001

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martedì 14     -     Dicembre 2004

VIETATO IL TRANSITO NELLA ZONA ANTISTANTE IL DELFINO

L'Ufficio circondariale marittimo di Soverato dopo aver accertato che la struttura denominata "Il Delfino", adibita in passato a stabilimento balneare, risulta pericolosa per le precarie condizioni di stabilità accertate, considerato che non risulta sia stata emanata apposita ordinanza di interdizione da parte della competente Amministrazione Comunale, Ordina è vietato transitare e/o sostare nel tratto di arenile adiacente l'intero immobile sopra citato, nel tratto di mare antistante l'immobile in questione, per un raggio di 50 metri dallo stesso, è vietata la balneazione, navigazione, la sosta, la fonda, la pesca e qualsiasi tipo di attività subacquea.

10/12/2004

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Il maltempo ha causato lo smottamento di un costone roccioso che ha ostruito il transito
FRANA SULLA PROVINCIALE PER DAVOLI
A Badolato Marina sono saltati i pozzetti delle fogne

L'intensa pioggia che da tre giorni, ha investito il basso jonio del Soveratese, continua a preoccupare. I danni più gravi vengono segnalati dai comuni di Davoli e Badolato marina.

A Badolato marina sono saltati i pozzetti delle fogne ubicati lungo il percorso del lungomare, che confluiscono nel depuratore consortile, nei pressi del fiume Gallipari. Il lungomare, per due chilometri, è stato invaso da liquami, e dalle acque del torrente in piena che taglia il lungomare per po confluire a mare. per tutta la mattinata di ieri, gli abitanti della zona, e le strutture alberghiere, sono rimaste isolate, creando notevoli disagi a quanti dovevano raggiungere il posto di lavoro, e ai bambini delle scuole costretti a fare vacanza.

Franco Laganà, Il Quotidiano, martedì 14 dicembre 2004

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LA CALABRIA CHIEDE ALLO SLOW-FOOD L'UNIVERSITA' DI SCIENZE GASTRONOMICHE

L'Università dei Popoli di Badolato, diretta dallo storico Antonio Gesualdo, ha scritto a Carlo Petrini, presidente nazionale dello Slow-Food e ad Alberto Capatti, rettore della neonata Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN), per proporre loro di esaminare la possibilità che la Calabria possa avere una filiale della stessa Università, la prima del genere istituita nel mondo.

La proposta è sostenuta dal fatto che la Calabria vanta da millenni molteplici caratteristiche attinenti l'eno-gastronomia. Già più di tremila anni fa il nostro territorio era denominato "Enotria" cioè terra del vino ed il suo re Italo (dal quale è derivato il nome Italia) inventò i cosidetti "Sissizi"... quei pasti comuni che servivano alla gente per socializzare e per realizzare una migliore coesione popolare, prima espressione di vera democrazia e di unità tra le diverse classi sociali, come descrive con ammirazione il grande filosofo Aristotele (384-322 a.C.) nella sua "Politica" (in particolare al libro 7, capitolo 10, paragrafo 1329b).

La Calabria è, inoltre, celebre per il culto del peperoncino (che ha addirittura una vera e propria Accademia, imitata nel mondo) e di altre specialità, spesso uniche (come il bergamotto o un genere di cedro), che ci invidiano ovunque, con quella varietà di mari, colline, montagne e microclimi che pochissimi possono attualmente vantare persino nello stesso mitico Mediterraneo.

Traendo spunto da tali preziose basi vocazionali e storiche, l'Università dei Popoli, nella stessa richiesta avanzata allo Slow-Food, sollecita numerose autorità territoriali (principalmente il presidente della regione Giuseppe Chiaravalloti), aziende, associazioni, persone di cultura a far sì che l'Università di Scienze Gastronomiche possa approdare presto in Calabria e diventare uno dei più potenti motori per la valorizzazione nazionale ed internazionale dei prodotti tipici e della cucina calabrese che vanta quella speciale dieta frugale ma varia, essenziale e sostanziosa, che oggi più che mai può salvare la salute ed il gusto dei popoli che, in ogni parte del mondo, sono messi gravemente in pericolo anche dalla cattiva globalizzazione gastronomica.

Domenico Lanciano, Punto&@Capo, Anno I, N. 11, Dicembre 2004

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PORTO DI BADOLATO, LA TORRE DI BABELE DELLA GIUSTIZIA

Una torre di Babele, non sapremmo come altro definire la Giustizia in questo nostro martoriato territorio se prendessimo, esempio esemplare, la vicenda tormentata del Porto di Badolato. Ripetiamo: non compete a noi entrare nel merito dell'inchiesta (se ne occupano gli avvocati delle parti in causa). E non entreremo, anche se sfogliando le carte più di una tentazione l'abbiamo avuta ma siamo riusciti - più avanza l'età più si diventa saggi... - a reprimerla, sia pure con fatica. ma un riepilogo delle "puntate precedenti" è necessario per capire meglio e tentare di far capire. Il sequestro delle "Bocche di Gallipari" avviene il 2 agosto, dunque in piena stagione estiva. Pescatori e turisti da diporto - un centinaio - costretti a sloggiare. E senza alternativa: o Crotone o Roccella, poiché lungo il litorale jonico delle 3 province (Reggio, Catanzaro e, appunto, Crotone) quella di Badolato è l'unica struttura portuale esistente. Si scatena la battaglia giudiziaria. Ognuno, giustamente, rivendica i propri diritti. paga l'economia locale e, in termini maggiori, l'immagine, già pessima, della nostra zona, la più emarginata e meno protetta (anche politicamente) della provincia. Corsi e ricorsi. Si arriva al Tribunale del Riesame, che dà ragione al pubblico ministero che ha affidato i sigilli a Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto, e ci si mette quasi l'animo in pace. Finché non arriva il Tribunale Amministrativo Regionale, che sposa le tesi dei ricorrenti, capovolgendo l'impostazione dell'accusa, Noi, da cittadini, speriamo che tutto finisca positivamente; salvaguardando le ragioni (e gli interessi) degli uni e degli altri, ma innanzitutto di un territorio che per proporre la sua offerta turistica ha bisogno di strutture come quella realizzata da privati alla foce del torrente Gallipari. E ben vengano altri Porti: siamo tutti consapevoli ormai che con le strade che ci ritroviamo (la ss 106, che ci riguarda da vicino...) non si va lontano e non ci sarà sviluppo. L'idea delle "vie del mare" potrebbe essere una risposta adeguata alle sempre più crescenti esigenze di vacanzieri, calabresi, italiani e stranieri, stanchi di lunghi viaggi per raggiungere quella che davvero potrebbe essere la "California del Sud". Per ora, purtroppo, solo nei desideri di chi ha a cuore il destino presente e futuro di quest'area della nostra Regione.

Pietro Melia, Punto&@Capo, Anno I, N. 11, Dicembre 2004

GOLETTA VERDE PLAUDE AL SEQUESTRO DEL PORTO DI BADOLATO

“Quella dei porti turistici sta diventando sempre più una giungla. Ne spuntano come funghi, crescono le autorizzazioni per strutture assolutamente sovradimensionate e inutili, c’è anche un proliferare di abusi. E’ ora di regolamentare con più decisione questo settore, per evitare altri corposi danni alle coste”. Così Goletta Verde di Legambiente ha commentato il sequestro del porto turistico di Badolato, in provincia di Catanzaro, realizzato, secondo quanto è emerso dalle indagini della Guardia di finanza, in difformità rispetto alle autorizzazioni concesse ed alla normativa vigente, con conseguente danno al demanio ed al paesaggio. “Un’idea completamente sbagliata dello sviluppo turistico affida proprio allo sviluppo dei porti turistici grandi speranze di rilancio del settore – aggiunge Legambiente – invece in taluni casi queste strutture finiscono solo col danneggiare la costa. In più sembra che il nostro Paese sia diventato improvvisamente un popolo di navigatori. Basti pensare che negli ultimi 4 anni sono stati costruiti oltre 40 porti turistici, un numero quasi uguale a quelli realizzati nel mezzo secolo precedente: 44! Ci sono inoltre una miriade di progetti per un totale di circa 20 mila posti barca gia autorizzati e altri 20 mila posti barca attendono il via libera. Inoltre ci sono già 110 mila posti barca già operativi in tutta Italia. Questo il quadro ufficiale. Ma c’è poi – come dimostra il caso di Badolato – tutto il fronte degli ampliamenti illegali e delle strutture completamente abusive”.
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La proposta indirizzata allo Slow Food da Domenico Lanciano
PARTE DA BADOLATO LA RICHIESTA DI UNA FACOLTA' GASTRONOMICA

Viviana Santoro, Il Quotidiano, 10-12-2004