Gil Botulino

The German Observer
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lunedì 7 Febbraio 2005

«VI PRESENTO MIA FIGLIA»

Ho deciso: metterò a dosposizione delle nuovissime generazioni badolatesi un po' di spazio perché si presentino alla collettività. Me ne ha dato l'idea il dott. Giacomo Leuzzi, che ha presentato la figlia a un gruppo di amici inviando loro un e-mail con un paio di foto. Per la verità la presentazione è privata, nel senso che non l'ha invita a Gilbotulino, ma con Giacomino, anzi con sua figlia, mi permetto di comiciare questa nuova rubrica di Gilbotulino, pubblicando la sua e-mail

vittorialeuzzi.jpg (5356 byte)E' nata il 29/01/2005 alle ore 04.07
Peso alla nascita Kg 3.80
Lunghezza 50 cm
Si chiama Vittoria come mia madre.

Un affettuoso saluto
Giacomo

A lato un particolare di una delle due foto inviateci

Vittoria Leuzzi, figlia di Giacomo e di Stella Scoppa

FUGACE APPARIZIONE DI STRANI MANIFESTINI NELLE BACHECHE

Ci giunge notizia, un po' vaga sull'onda del ricordo, che oggi un paio di strani manifestini sono stati affissi nelle bacheche comunali di Badolato marina (quelle sui muri dei bar). Una apparizione fugace i quanto sono stati ritirati dopo un paio d'ore. per quanto mi sia dato da fare non sono riuscito a procurarne una copia per voi. Tutti quelli con con ho parlato non hanno chiaro il testo dei due fogli, ma tutte le testimonianza concordano nel contenuto generale: ambedue i fogli invitavano delle persone, con nome e cognome, ad andarsene da Badolato.

ARCOBALENO RISPONDE A CINQUESTELLE CON UN CONSIGLIO COMUNALE

«Una discussione che risponda con forza al fango gratuito e mostri di fronte a tutta la cittadinanza la verità sul disastro in cui abbiamo trovato il nostro Comune dopo gli anni di Cinque stelle»: questa la motivazione con cui il gruppo consiliare Arcobaleno del Comune di Badolato chiede la convocazione urgente di un Consiglio comunale aperto per domenica 13 febbraio. Lo chiede al presidente del Consiglio in margine ad un volantino diffuso in risposta al manifesto di dura denuncia affisso nei giorni scorsi su tutti i muri di Badolato dal movimento politico “5 Stelle”, che esprime la minoranza consiliare.

Potete leggere più sotto il testo integrale del documento.

IL VOLANTINO DEL GRUPPO CONSILIARE ARCOBALENO

CINQUE STELLE….ANCORA TU???? MA NON DOVEVAMO VEDERCI PIÙ?

Prendiamo atto con vivo stupore e grande interesse del fatto che a Badolato esista una minoranza !!!
Il lieto evento è stato annunciato da manifesti giganti 2000 metri x 2000 metri dagli sgargianti colori giallo – verdi con cui il nostro paese è stato tappezzato in preparazione dell’imminente Carnevale…

Speriamo però non si tratti di una burla, di Carnevale: perché non siamo davvero abituati alla presenza di una minoranza e non vorremmo risvegliarci con l’amaro in bocca….

Se non altro, burloni o non burloni, questi amici della minoranza “5 Stelle” sono davvero simpatici: hanno prodotto un manifesto in cui, dopo chilometri di parole, non sono riusciti ad azzeccarne una!!!! UNA!

E l’avessero fatto con un certo stile almeno sto buco…..

Anzitutto, amiconi cinquestellari….suvvia!!! Sarebbe meglio per la nostra Comunità, una dialettica ed uno scontro anche duro, ma politico, senza bassezze o nomi e cognomi che creano solo tensione sociale tra le persone e tra le famiglie…non crediamo si sia mai visto a Badolato un manifesto di 2 km elencare così tanti fatterelli privati, così tanti nomi, così tante singole vicende come in questo caso…MAI!

Eppure il Comune, come ogni Comune, è pieno di questi episodi: che squallore buttarli in piazza! Perfino nei consigli comunali, la massima espressione di una collettività, i fatti personali vengono discussi a porte chiuse. Anche con Mannello il Comune aveva decine di questi “fattacci” ma mai li abbiamo usati per scrivere un manifesto! Invece di personalizzare, amici “cinquestellari”, se trovate estremi per un reato andate a denunciare la cosa in Procura, altrimenti sarebbe davvero il caso cominciaste a fare un pò di vera politica…dopo 8 anni che esistete sarebbe anche ora!
Prima di parlare di dispetti e ripicche la resuscitata minoranza dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e guardare al clima di tensione e di distruzione del tessuto sociale del nostro paese provocato negli anni di suo governo e se c’è un’amministrazione che non si è davvero messa a fare dispetti è l’amministrazione “Arcobaleno”…il fatto è che, alle volte, c’è chi pensa il male perché lo farebbe!

Negli anni di amministrazione di Gerardo Mannello la discriminazione contro l’elettore avverso è diventata la norma ed oramai a Badolato in molti ritengono che il dispetto debba far parte del DNA di chi governa il paese. Questa logica portata all’esasperazione da 5 stelle non ci appartiene; come non ci appartiene il loro stile: proprio 5 stelle di familiari di assessori incompetenti non dovrebbe parlare…né lo faremo (o lo abbiamo mai fatto) noi, e ciò per il rispetto verso le famiglie che non vanno spiattellate in manifesti che trasudano odio ed una profonda ignoranza (o malafede) dei problemi amministrativi.

E il resto del manifesto??? Qualcosa di meno squallido? Qualcosa di azzeccato? Manco mezza sillaba purtroppo (eppure si devono essere impegnati per scriverlo…) ma abbiamo da riflettere sulle molte assurdità, diverse in malafede, molte mal suggerite, che appaiono in questo scadente manifesto targato 5 Stelle…Noi non vogliamo metterla sul personale, non scendiamo al loro livello, ma reputiamo impossibile lasciar cadere nel nulla le accuse ignobili di persone che, lo ripetiamo, hanno letteralmente massacrato questo Comune nell’arco di 7 lunghissimi anni.

Intendiamo rispondere subito, ed in modo il più aperto possibile: perché non abbiamo nulla da nascondere.

CHIEDIAMO LA CONVOCAZIONE DI UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO DA TENERSI DOMENICA ALLE ORE 17,00 PRESSO IL CENTRO SOCIALE DI BADOLATO MARINA PER UNA DISCUSSIONE - DIBATTITO CHE RISPONDA CON FORZA AL FANGO GRATUITO E MOSTRI DI FRONTE A TUTTA LA CITTADINANZA LA VERITA’ SUL DISASTRO IN CUI ABBIAMO TROVATO IL NOSTRO COMUNE DOPO GLI ANNI DI CINQUE STELLE.

IL GRUPPO CONSILIARE ARCOBALENO

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IN CATTIVE ACQUE: PESCI, BAGNANTI E LAVORATORI
Bollette inevase, depuratori in tilt, litigi, inchieste: e il mare di Calabria è sporco

diario20050204art.jpg (12060 byte)Mesi e mesi di lavoro. Ma lo stipendio arriva a singhiozzo. Da sempre. Scioperano, così, i 42 operai della Gerica (consorella della Dondi Ibi di Rovigo), addetti ai 60 impianti di depurazione della provincia di Catanzaro. Intere famiglie indebitate fino al collo; i loro uomini costretti ad anticipare persino i soldi per le missioni e ad utilizzare la propria auto, in assenza di quelle aziendali. Un dramma dell’occupazione, che all’improvviso sparisce dalle pagine dei giornali. Cancellato da un’emergenza di ben più vaste proporzioni. Che spiega l’inquinamento di parte della costa nella scorsa estate, e che, chissà, potrebbe avere ripercussioni anche sulla prossima.

Sono quasi una ventina i comuni della fascia ionica catanzarese che si ritrovano all’improvviso con i depuratori in tilt. A dicembre l’Enel sospende l’erogazione dell’energia elettrica necessaria a farli funzionare. La Gerica non ha pagato le bollette del 2003 e del 2004, accumulando debiti per 2 milioni 700 mila euro. Da Cropani a Copanello, da Soverato a Santa Caterina, i sindaci insorgono. Raffaele Mancino, primo cittadino di Soverato, dichiara di aver effettuato per il 2003 tutti i versamenti e, addirittura, in anticipo. Anche gli amministratori di Botricello fanno sapere di aver pagato le bollette. La confusione è enorme. Tutti accusano l’Enel di interruzione di pubblico servizio e di aver provocato un disastro. Il viceprefetto Pietro Lisi chiede spiegazioni al Commissario regionale per l’emergenza ambientale, Domenico Bagnato, e alla Gerica. Quest’ultima si rivolge al Tar, che dà ragione all’Enel: è la Gerica ad essere insolvente. Sembra, tuttavia, che le fatture dell’Enel siano state inviate dall’Ufficio del commissario anche ai comuni. Il giornalista Raffaele Spada solleva altri dubbi: le bollette sarebbero state pagate due volte. Qualche amministratore, infatti, avrebbe effettuato tanto il pagamento diretto quanto quello della quota di depurazione al commissario, che, secondo il capitolato d’appalto, comprende i consumi di elettricità.

Vengono fuori tante mezze verità. Fino al 31 dicembre 2002 i contatori erano intestati all’Ufficio del commissario. Da gennaio 2003 sono passati alla Gerica. Al comune di Botricello, che chiedeva il ripristino immediato dell’erogazione di energia, l’Enel ha fatto sapere che non può pretendere alcunché: non è parte in causa. L’impianto di depurazione è regolato da un contratto di fornitura con la Gerica, non con l’ente locale. Ma le amministrazioni che hanno pagato, perché hanno pagato e per giunta due volte? Come recupereranno le somme versate?
Il sindaco di Botricello, Giovanni Puccio, è disposto a tutto pur di riavere i depuratori funzionanti: anche a sostenere i costi dell’Enel. Ma Giuseppe D’Ippolito, presidente della Federazione dei verdi, minaccia di presentare un esposto alla procura, se qualcuno realmente tentasse di obbligare i sindaci ad assumersi debiti fatti da altri o a volturare contratti di fornitura stipulati precedentemente da terzi. Tanto più che gli impianti di depurazione e le reti di collegamento non sarebbero mai stati formalmente consegnati ai sindaci, né questi avrebbero mai visto i verbali di collaudo. Secondo i Verdi, solo se la Regione si assume i debiti pregressi sarebbe possibile sbloccare velocemente la situazione.

La Gerica ha vinto l’appalto regionale, ma deve ottenere ogni sei mesi una proroga, in attesa che vengano resi completamente operativi su base provinciale gli Ato (Ambiti territoriali ottimali), decollati il 1 gennaio 2004. Nell’ultima finanziaria il governo Berlusconi ha concesso una proroga anche all’Ufficio del Commisario regionale per l’emergenza ambientale, per altri 12 mesi, di fatto normalizzando il caos. Secondo la legge Galli, l’Ato dovrebbe affidare il ciclo delle acque ad un gestore unico. In Calabria, invece, una miriade di aziende (molte del Nord) si sono spartite la torta: per la provincia di Catanzaro l’approvvigionamento idrico, la fetta più grossa, è stato assegnato alla Sorecal; la depurazione alla Gerica; e la distribuzione a varie ditte locali. I costi sono lievitati, ma a danno dei servizi.

Il sostituto procuratore Federico Sergi, che ha aperto un’inchiesta e iscritto un dirigente dell’Enel nel registro degli indagati, ha conferito ai periti Anna Maria Albano e Francesco Russo dell’Arpacal di Catanzaro, l’incarico di effettuare perizie tecniche. Da queste emerge che è bloccato qualsiasi processo di trasformazione dei liquami, e che pertanto c’è un notevole incremento di flora batterica altamente inquinante. Già un anno fa, tuttavia, Salvatore Guadagnolo, legale rappresentante della Gerica, era stato accusato per la cattiva gestione del depuratore di Botricello.

Dopo un mese e mezzo di trattative, si è deciso che i costi dei depuratori saranno tutti a carico della Gerica, mentre gli impianti di sollevamento saranno volturati ai comuni più piccoli. Ma per gli operai la soluzione è ancora lontana. Restano in cattive acque, proprio come i pesci.
Francesca Viscone

Francesca Viscone, diario (della settimana), anno X n. 5, 4 febbraio 2005