Gil Botulino

The German Observer
dal 2001

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mercoledì 23 Febbraio 2005

NIENTE FILE ALLA POSTA DELLA MARINA: COSA SUCCEDE?

Stamattina alla posta di Badolato marina niente file. Sono arrivato intorno alle 11 e non c'era nessuno ad aspettare. Mi sono attardato a parlare amabilmente con le impiegate dell'ufficio e soltanto dopo venti minuti è arrivato un cliente. Nessuno ha saputo spiegare come mai. L'unica cosa che ho notato di diverso dagli altri giorni è che c'era un impiegato in più. Vuoi vedere che basta mettere un impiegato ad ogni sportello e il problema si risolve?

FESTA DELLA DONNA: DOVE SONO LE CANDIDATE REGIONALI?

Le candidature per le regionali saranno definite entro il 5 marzo. Dopo tre giorni ci daremo ai festeggiamenti dell'8 marzo, festa festa della donna. Ma queste donne cosa avranno da festeggiare!? Guardate le indiscrezioni sulle liste che vanno componendosi, di tutti i partiti o movimenti, nessuno escluso, almeno di quelle della provincia di Catanzaro: vedete donne tra i candidati? Al massimo, quando si ha la sfrontatezza di fare nomi, ce n'è una per ogni lista. Ma si può andare avanti così? Non sarebbe meglio accorgersene prima della chiusura delle liste? Non sarebbe meglio lamentarsi prima della celebrazione della festa della donna? E non sarebbe meglio se l'unica donna in lista rinunciasse, per protesta, alla propria candidatura?

CANDIDATURE TUTTE DA DEFINIRE? MANNELLO È CERTO, ECCO IL SANTINO

gmannello_reg2005.jpg (9302 byte)I quotidiani di oggi, naturalmente, dedicano spazio al toto-candidature: Si scrive dei partiti principali e anche questo è comprensibile. Però, quando si scrive nel dettaglio come fa Antonio Iliano sul quotidiano di oggi, bisogna stare più attenti per dare un'informazione corretta.

Scrive Iliano: «Continua l'altalena dei nomi di quanti residenti nel Soveratese, si dovrebbero candidare nelle prossime elezioni a consigliere regionale mentre resta confermata la candidatura di Raffaele Mancini per An e di Giuseppe Calabretta per l'Udc. Tanti i nomi dei probabili candidati alle prossime regionali ma anche tanti i dubbi, le incertezze e le perplessità».

E invece non è proprio così. Non capisco perché si voglia oscurare a tutti l'unica, vera certezza sulle candidature a consigliere che ad oggi abbiamo tra quanti sono residenti nel soveratese. L'unica candidatura ufficialmente presentata  è quella di Gerardo Mannello per Mpc. Non è che perché è stata presentata con largo anticipo rischia di essere dimenticata?

Comunque, anche questo con largo anticipo - non so se è uno scoop - vi presento il "santino" del candidato al Consiglio regionale. Io non ho visto "santini" di altri candidati e non ho notizie di altre presentazioni ufficiali di candidati nel soveratese. Non è che c'è un complotto contro l'ex sindaco di Badolato?

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Inchiesta sul porto di Badolato. Il Riesame revoca l'interdizione all'attività disposta dal gip
GROSSI TORNA ALLA GUIDA DELLA SALTEG
L'imprenditore è accusato di truffa in concorso con il direttore dei lavori

TORNERA' alla guida delle sue società. Compresa la Salteg, cioè quella che ha realizzato, e per un breve periodo anche gestito, il porto di Badolato. Mario Grossi, 52 anni, di San Felice sul Panaro, è stato "riabilitato" all'esercizio della sua attività dal Tribunale del Riesame che, ieri mattina, ha revocato il temporaneo divieto di esercitare l'attività imprenditoriale, imposto lo scorso 13 gennaio dal gip Flavia Costantini, su richiesta del sostituto procuratore Luigi de Magistris.
Il collegio del Tdl, presieduto dal giudice Caterina Chiaravalloti (a latere Claudia Pingitore e Carlo Fontanazza), ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Concetta Nunnari ed Armodio Migali, scrivendo in tal modo un' altra pagina importante nel caso giudiziario nato intorno al porto di Badolato.
La misura decisa dal gip a carico di Grossi era giunta, infatti, un mese fa ed era stata emessa insieme ad un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari a carico dell'altro protagonista della vicenda: Gianfranco Pietro Gregorace, cinquantasettenne di Santa Caterina, direttore dei lavori della Salteg. I due uomini, secondo l'ipotesi accusatoria costruita dal magistrato sulla scorta delle indagini effettuate dagli uomini del Nucleo provinciale di polizia tributaria della Guardia di finanza, avrebbero organizzato una vera e propria truffa ai danni della Regione Calabria, attuando una serie di raggiri per far sì che la Salteg potesse intascare il previsto finanziamento di oltre un milione e 125 mila euro pur non essendo stata l'opera autorizzata e in mancanza degli impegni assunti con l'ente erogatore del contributo.
Una serie di imbrogli contro cui hanno puntato il dito gli avvocati di Grossi, i quali hanno precisato innanzitutto che vi fu un'unica erogazione di fondi regionali risalente al 13 giugno 2002, e poi che l'amministratore assunse la carica di presidente della Salteg il 31 ottobre 2003, ovvero un anno e mezzo dopo la liquidazione della prima tranche. Nessun'altra erogazione sarebbe seguita, hanno sottolineato i legali nel loro ricorso, e ciò dimostrerebbe che i collaudi privati, contro cui si era scagliata la Procura, non sarebbero serviti a sollecitare la percezione di fondi pubblici. Sulla scorta di tali considerazioni è stato precisato, inoltre, dagli avvocati Nunnari e Migali che "se la condotta diretta ad ottenere un contributo pubblico non dovuto consiste nella mera presentazione di un documento falso, il fatto integra il reato di indebita percezione di erogazione a danno dello Stato e non quello di truffa ai danni dello Stato". Ed ancora che "le condotte ascritte all'indagato sarebbero consistite in false produzioni documentali finalizzate secondo l'accusa all'ottenimento di fondi regionali peraltro mai ottenuti", e ciò potrebbe supportare, eventualmente, solo la contestazione di un'altra fattispecie di reato, ovvero la percezione indebita anziché la truffa.
Tesi che, evidentemente, i giudici del Riesame hanno ritenuto di accogliere, anche alla luce del fatto che il temporaneo divieto di esercitare l'attività imprenditoriale, esteso a tutte le società ed imprese che a Grossi fanno capo, rappresentava una misura pesante, che gli impediva di portare avanti qualunque tipo di attività, anche nell'ambito di società ed imprese diverse dalla Salteg, "con conseguenze facilmente immaginabili su un piano patrimoniale e lavorativo".
Ieri mattina, dunque, è arrivata la revoca del divieto, che si è andata ad aggiungere alla revoca della misura cautelare disposta qualche tempo fa per Gregoraci. Nessun passo indietro, invece, per quanto riguarda la misura reale applicata dal gip al porto di Badolato, ovvero per quel sequestro disposto alla fine del mese di luglio e tutt'ora vigente. Nonostante i tentativi degli avvocati di ottenere, anche in merito a tale decisione, una diversa pronuncia da parte del Tribunale della libertà.

c.s., Il Quotidiano, mercoledì 23 febbraio 2005

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Il Riesame ha revocato la misura cautelare disposta a carico del presidente della società concessionaria del porto
ACCOLTO IL RICORSO DI MARIO GROSSI

Il Domani, mercoledì 23 febbraio 2005

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Inchiesta sul poro di Badolato
IL RIESAME DÀ RAGIONE A GROSSI

Il Tribunale della libertà ha annullato la misura interdittiva dell'esercizio dell'attività imprenditoriale vergata dal giudice delle indagini preliminari nei confronti di Mario Grossi, 53 anni di San Felice sul Panaro (Modena), presidente della Salteg, la società che sta eseguendo i lavori per la realizzazione del porto di Badolato. Il cosiddetto “Bocche di Gallipari”. I magistrati del Riesame (presidente Chiaravalloti, a latere Fontanazza e Pingitore) hanno accolto le richieste elaborate dagli avvocati Titti Nunnari e Armodio Migali mirate a smontare le tesi in base alle quali lo scorso gennaio il sostituto procuratore della Repubblica Luigi De Magistris ha chiesto al giudice delle indagini preliminari Flavia Costantini l'emissione degli arresti domiciliari per Grossi. I penalisti hanno aggiunto che ora attendono il deposito delle motivazioni alla base della decisione. Nei giorni scorsi il Riesame aveva cancellato gli arresti domiciliari decisi invece per il progettista dell'approdo, l'ingegnere Gianfranco Pietro Gregorace difeso dall'avvocato Salvatore Staiano.

(d.m.), Gazzetta del Sud, mercoledì 23 febbraio 2005

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Chiaravalle Summit di sindaci e presidenti di "Fossa del lupo" e "Versante ionico"
PIT, RAGGIUNTO L'ACCORDO
Promozione turistica con la valorizzazione dei centri urbani

CHIARAVALLE CENTRALE - Dalla conferenza dei 25 sindaci dell'area Pit "Serre Calabresi" e dei presidenti delle Comunità montane della "Fossa del lupo" e del Versante ionico, è arrivato l'accordo , per dare corpo all'azione di programmazione territoriale, attraverso il ricorso al bando-Cipe, che mette a disposizione due milioni di euro per interventi in infrastrutture urbane. La linea privilegiata, dall'assemblea, presieduta dal sindaco di Soverato, Raffaele Mancini e stata quella di captare i finanziamenti del ministero per le Attività produttive, per integrarli con la progettazione Pit che si trova già in fase avanzata ed in attesa del definito decreto di assegnazione delle risorse finanziarie. Via libera pure alle Comunità montane, che diventeranno le "stazioni appaltati", per tutti gli interventi nei 25 comuni del Basso Ionio del Soveratese e tra quelli delle Preserre del Chiaravallese. Infine, gli interventi che partono con la riqualificazione dei centri storici, con il recupero degli angoli e dei luoghi più suggestivi (piazze, fontane, portali) per finire agli interventi più consistenti che hanno come scopo quello di creare nodi di attrazione turistica. Le priorità sono andate al completamento della piscina e alla messa in funzione dell'intero impianto sportivo polivalente di Isca sullo Ionio per agevolare sport e riabilitazione; la valorizzazione dell'area del santuario "Madonna delle Grazie" di Torre di Ruggiero, che ha tutte le caratteristiche per promuovere il turismo religioso; infine il recupero del centro storico del comune di Badolato, quale punto delle eccellenze dell'area Pit. Il presidente Raffaele Mancini ha parlato delle opportunità offerte dal Cipe, che in un primo momento potevano interessare i grossi centri urbani, mentre adesso il bando interessa le associazioni dei Comuni. Cosimo Femia, sindaco di Davoli, ha portato l'esempio del comune amministrato che in tempi non sospetti, ha promosso l'azione del recupero del centro storico, per renderlo "produttivo" ai fini della promozione turistica. Per la Comunità montana "Fossa del lupo", ha parlato l'assessore Gregorio Muzzì, che si è soffermato sulla necessità di formulare una proposta concreta, per evitare di vanificare gli sforzi dei sindaci. I primi cittadini presenti nella sede di via Foresta, hanno fornito validi contributi al dibattito. Mario Barbieri di Torre di Ruggiero ha evidenziato l'importanza dell'iniziativa e sul fatto che la Regione Calabria, dovrà tramutare in risorse finanziarie, i reali bisogni del territorio nel settore della promozione turistica. Dopo gli approfondimenti di carattere politico-strategico, la parola passea ai tecnici ed ai funzionali del Gal "Serre Calabresi", l'agenzia di sviluppo, che curerà attraverso il responsabile Anna Maria Cardamone, tutti gli adempimenti tecnici, per essere puntuali alla scadenza.

Vincenzo Iozzo, Gazzetta del Sud, mercoledì 23 febbraio 2005