Gil Botulino

The German Observer
dal 2001

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giovedì 10 Marzo 2005

I RIFIUTI SI RIVERSANO NELLE STRADE

Riceviamo e pubblichiamo

Caro Gil, è da qualche giorno che il camion della spazzatura non passa più: come mai? I rifiuti di riversano nella strada.

LA CASA BRUCIATA AL DESTRO SARÀ RICOSTRUITA ANCORA PIÙ BELLA

Riceviamo e pubblichiamo

20050304.jpg (8003 byte)Buongiorno a voi, per dovere d' informazione ( io mi chiamo Fabio Del Re e sono il proprietario della casa che è bruciata il 4/3/05 ) l'incendio è stato causato da un cortocircuito e non da un turista che si è dimenticato la lampada accesa. Oltretutto al momento dell'incendio ero nell'aero diretto a Lamezia assieme alla mia fidanzata e contavamo di trascorrere un sereno fine settimana nella mia bella casetta che era appena stata rifinita degli ultimi lavori interni. Nella casa non c'era, ne mai ci sarà, una bombola del gas, e questo era risaputo. Detto questo, la cosa importante è che nessuno si sia fatto male o abbia avuto a patire a causa dell'incendio. A proposito, il tetto, e non solo quello, è tutto scufundato e va abbattuto. Comunque ricostruirò la mia casa la farò rifare più bella di prima perchè amo profondamente quella parte di Calabria e amo Badolato ( anche se sono un turista e per di più milanese ).

Cordiali saluti
Fabio Del Re

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Nella ricorrenza dell'8 marzo promosso un incontro dai diessini della segretaria Giusy Gerace
FECONDAZIONE ASSISTITA, LA VOCE DELLE DONNE
Al centro della discussione la legge n. 40/2004 oggetto del prossimo referendum

Ildomani20050310.jpg (15209 byte) Le donne badolatesi hanno festeggiato l'8 marzo partecipando ad un convegno organizzato dalla locale sezione diessina di cui è segretaria Giusy Gerace, la quale in apertura dei dibattito ha sottolineato come la giornata dedicata alle donne più che una 'festa' rappresenti la commemorazione delle operaie tragicamente scomparse in una fabbrica bruciata da un incendio. Oggetto del convegno la legge n. 40/2004 sulla procreazione assistita, in discussione nel prossimo referendum. All'iniziativa, che si è svolta nei locali della scuola media, hanno partecipato moltissime donne, ma non è mancata la presenza maschile e di giovani. Con la relazione di Giuseppe Leto, sindaco di Santa Caterina, ma presente alla manifestazione in veste di medico, si è entrati nel vivo della problematica. Illustrata, infatti, la legge dal punto di vista sanitario, sottolineando quanto la fecondazione assistita rappresenti una tematica importante perché incide sulla vita di coppia. Leto ha spiegato cosa si intende per coppia sterile o infertile. «Si tratta - ha puntualizzato - di una coppia in cui risulta l'assenza di concepimento dopo circa 24 mesi di vita sessuale normale. Le cause che la determinano possono dipendere da tanti fattori. La prima fecondazione medicalmente assistita risale a 27 anni fa in Gran Bretagna e portò alla nascita di Luisa. Oggi è il 25% di fecondazioni medicalmente assistite ad avere successo». Leto si è poi soffermato sulle tecniche di fecondazione: inseminazione artificiale, fecondazione in provetta (Fivet) e la terza che prevede metodiche più sofisticate, tecnologie avanzate e ricovero. E proprio in questo contesto è stato sottolineato che la legge n. 40/2004 ha vietato la fecondazione eterologa con l'inevitabile conseguenza che per decidere di ricorrervi è necessario rivolgersi all'estero. «È una normativa stupefacente dal punto di vista scientifico - ha concluso Leto - e offensiva dal punto di vista morale perché limita la libertà e la dignità della donna. Una legge che va cambiata perché non risponde ai requisii dei valori essenziali che spingono la coppia a ricorrere alla fecondazione assistita». La parola è poi passata ai politici presenti all'incontro ossia a Pino Maida e a Doris Lo Moro entrambi candidati al Consiglio regionale, che hanno espresso un saluto ed un plauso per l'iniziativa e, con una breve riflessione, hanno evidenziato l'importanza del ruolo della donna nella società e di quanto sia indispensabile e necessario il rispetto delle opinioni femminili e quindi della libertà decisionale della donna soprattutto rispetto alla scelta di essere madre. È poi intervenuta Daniela Trapasso del Cir Calabria (Consiglio italiano per i rifugiati) organizzazione non governativa nata nel 1990, attiva in Calabria dal '98, dallo sbarco dei curdi. Il discorso della Trapasso ha esulato dal tema della serata: si è, infatti, soffermata nel ricordare le pratiche di mutilazione genitale femminile, messe in essere in Uganda e nei paesi africani, spesso catalogate come "usanze culturali" e tuttavia caratterizzate dai risvolti medici pesanti per la salute fisica e psicologica della donna. Un tema, dunque, molto particolare quello discusso e coordinato da Alessandra Torchia, giornalista de "il Domani', un argomento che ha focalizzato l'attenzione su condizioni femminili spesso dimenticate e soprattutto su una legge, quella n. 401/2004, disciplinante la fecondazione assistita al centro di un prossimo referendum al quale tutti, specie le donne, saranno chiamati ad esprimere una volontà confermativa o meno dell'attuale assetto. Ed è stata Titti Nunnari, componente del Consiglio nazionale Ds nonché del Coordinamento della Federazione provinciale della Quercia, ad esporre gli articoli della criticata regolamentazione sulla fecondazione assistita. «Si tratta di una legge obbrobriosa- ha spiegato la Nunnari - per il cui varo hanno partecipato e votato molte donne, dando il via ad una disciplina che ha limitato moltissimo la volontà decisionale proprio della donna. Una legge secondo la quale per accedere alla fecondazione assistita bisogna essere sposate o conviventi stabili, con certificato di infertilità e sterilità; una legge che vieta la fecondazione eterologa, cioè la donazione di semi da uomini diversi dal proprio marito o compagno, viceversa accettata negli altri paesi». Facendo cenno alla clonazione umana Titti Nunnari si è espressa negativamente sottolineando che nessun essere umano ha diritto ad essere duplicato, mentre soffermandosi sul congelamento degli embrioni, ha criticato l'attuale disposizione legislativa evidenziando la impossibilità di utilizzarli nel campo della ricerca scientifica per sconfiggere importanti e gravi malattie. Una relazione puntuale, quella della giurista diessina, che ha altresì puntualizzato come allo stato sia impedito alla donna di esprimere il proprio diniego all'impianto di embrioni malati dovendo necessariamente, conosciute le cause patologiche, ricorrere all'aborto. «Il legislatore ha anche previsto sanzioni nei confronti di quel medico che dovesse violare questa famigerata normativa: per lui infatti, radiazione dall'albo e pagamento di una cospicua sanzione amministrativa fino a 600 mila euro. Ritengo invece - ha concluso Titti Nunnari - che ogni donna sia giudice del proprio corpo. Ecco perché è necessario partecipare al referendum e scegliere con un "sì" di modificare questa normativa che mette nuovamente in discussione conquiste che sembravano consolidate». Al termine del dibattito è stato offerto un rinfresco per un momento di convivialitá.

Rosanna Paravati, Il Domani, giovedì 10 marzo 2005

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MINACCIA IL MARITO E L'AMANTE BRANDENDO UNA PISTOLA

ilquotidiano20050310.jpg (7525 byte)QUELLA relazione tra suo marito ed un'altra donna non l'aveva proprio accettata. Troppa era l'umiliazione che quel tradimento le aveva procurato e che le bruciava talmente tanto da indurla a compiere un gesto estremo. Come quello di procurarsi una pistola ed impugnarla al cospetto del suo uomo e della rivale, minacciandoli ripetutamente.
Per quelle parole di fuoco, nonché per la ricettazione dell'arma utuilizzata per dare maggiore forza al suo gesto e per la detenzione abusiva della pistola stessa, E.P., 46 anni di Badolato, ieri mattina è stata giudicata dal giudice per l'udienza preliminare Teresa Tarantino. Al suo cospetto la donna, con l'assenso del pubblico ministero Giovanna Mastroianni, ha chiesto ed ottenuto di patteggiare la pena, uscendo, infine, dal nuovo palazzo di giustizia del capoluogo con la condanna a 16 mesi (pena sospesa) e a 340 euro di multa.
Una pena non certo irrisoria, per quella donna che ha voluto vendicare l'onta subita a causa del tradimento del marito e che, alla fine, da vittima che era si è trasformata nell'unica responsabile di ben tre reati.

Il Quotidiano, giovedì 10 marzo 2005

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Con il Petrizzi riesce a rimontare ma il pari è ormai inutile per la classifica
BADOLATO, UN PUNTO CHE NON SERVE

ildomani20050310_1.jpg (11005 byte)Termina con un pareggio l'incontro testa coda tra il Badolato di Mister Riitano ed il forte Petrizzi. Un punto ciascuno che non serve a nessuno, e che forse vedono svanire definitivamente i propri obiettivi. Gli ospiti in ogni caso hanno rosicchiato un punto al Marinate sconfitto a San Gregorio, mentre diventa davvero preoccupante la classifica del Badolato, che non riesce a sfruttare il turno casalingo, che ora si porta a meno sette dal San Pietro M, vincitore in casa contro l'Antonimina. L'incontro inizia, come in tutti gli stadi italiani, con il minuto di raccoglimento in onore dell'agente dei servizi segreti Nicola Calipari caduto eroicamente in Iraq. Al primo affondo il Petrizzi passa in vantaggio. Al 4' Zannino è bravo a raccogliere e depositare in rete un cross dalla destra effettuato da Mosca. Ci si aspetta una goleada invece, mister Riitano legge bene la partita toglie una punta ed inserisce Salerno contenendo così le folate degli avversari e spostando il baricentro del gioco piu' avanti. I frutti si iniziano a vedere ed infatti al 45' c'è l'occasione per pareggiare ma Menniti P. arriva in ritardo. Nella ripresa i locali si spingono con insistenza in avanti e al 50' pervengono al pareggio. Corner per i giallorossi, dalla bandierina batte Menniti P. e serve in area Caporale che da pochi batte l'incolpevole pipelet ospite. A questo punto il Petrizzi cerca nuovamente di pervenire al vantaggio ma il Badolato si difende con ordine, amministrando il risultato fino alla fine e per poco non sfiora il colpaccio, ma forse sarebbe stato davvero troppo.

Vincenzo Riitano, Il Domani, giovedì 10 marzo 2005

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MINACCE CON LA PISTOLA IN PUGNO AL MARITO E ALL'AMANTE, PATTEGGIA

Catanzaro La folle gelosia di fronte al proprio marito beccato fra le braccia di un'altra a cosa può spingere? La storia purtroppo insegna che spesso ha condotto a gesti assai scellerati ma ieri mattina, a E. P., quarantaseienne di Badolato, la cosa ha portato solo un anno e 4 mesi di reclusione oltre che una multa di 340 euro. é stata il gup Teresa Tarantino (cancelliere Giuseppe Zarola) ad applicare la pena alla donna, su richiesta del suo stesso difensore, l'avvocato Arcorace, e con il consenso del pubblico ministero d'udienza, Giovanna mastroianni. La signora, stando alle accuse che le venivano mosse, per lavare l'onta del tradimento avrebbe pensato bene di minacciare il fedifrago e la sua amante con in pugno una pistola che, peraltro, era alterata. Minacce e ricettazione le ipotesi di cui era chiamata a rispondere al procedimento che, però, ha deciso di chiudere definitivamente con un patteggiamento.

Il Domani, giovedì 10 marzo 2005

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Ha patteggiato 16 mesi e 344 euro di multa
SOSPETTA CHE IL MARITO LA TRADISCA, LO MINACCIA CON LA PISTOLA

Ha minacciato con una pistola il marito e la sua presunta amante, rei di spassarsela alle sue spalle. Una storia tutta da raccontare, scivolata con estrema facilità dalla camera da letto alle aule di giustizia. Con “lei” nel ruolo di imputata, “lui” in quella di vittima. La quarantaseienne di Badolato E. P. è comparsa ieri mattina dinanzi al giudice delle udienze preliminari Teresa Tarantino (assistito dal cancelliere dr. Pino Zarola) per difendersi dalle accuse di ricettazione, detenzione illegale di arma da fuoco clandestina, minacce. La donna, difesa dall'avvocato Arcorale, ha deciso di patteggiare una pena di sedici mesi e 344 euro di multa. Una proposta che non ha trovato opposizione nel pubblico ministero Giovanna Mastroianni. La pena è stata ovviamente sospesa. In base a quanto ricostruito dall'accusa, la donna avrebbe appreso della presunta relazione extraconiugale del marito. E, rosa dalla rabbia, si sarebbe procurata una pistola seguendo canali illeciti. L'obiettivo era scontato: spezzare una volta per tutte l'agonia sentimentale provocatale dalle sospettate scappatelle del consorte. Ha studiato con attenzione i dettagli del blitz, sino a quando ha puntato la canna dell'arma di fronte al marito, rivolgendogli frasi ingiuriose legate al rapporto che avrebbe instaurato con un'altra donna, tradendo la sacralità dell'alcova coniugale.

(d.m.), Gazzetta del Sud, giovedì 10 marzo 2005

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Il vicesindaco Matacera contesta l'interruzione senza preavviso del servizio di raccolta dei rifiuti
SCHILLACIUM, ACCUSE AI SINDACATI
Anche ieri cortei sulla statale 106. E il sindaco di Squillace rescinde il contratto

Il Domani, giovedì 10 marzo 2005

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Roso: « Sulla carta avremmo dovuto vincere ma il calcio non è una scienza esatta »
AL PETRIZZI NON BASTA ZANNINO

ildomani20050310_1.jpg (11005 byte)Petrizzi Non è bastata al Petrizzi una prodezza, dopo neanche un giro delle lancette dell'orologio, di Alessandro Zannino per avere ragione di un Badolato coriaceo, ben messo in campo e molto determinato nella sua rincorsa verso i play - out. E così, al ventesimo del secondo tempo i ragazzi di mister Riitano hanno raggiunto il pareggio, tutto sommato meritato, difendendo poi a denti stretti la propria porta in un finale in cui il Petrizzi ha tentato ripetutamente di raggiungere la vittoria. per la squadra di Mister Roso si è trattato di un mezzo passo falso, molto simile a quello già verificatosi nella trasferta di San Pietro a Maida, aggravato dalla contemporanea sconfitta del Marinate e, quindi, dal rammarico di non essere riusciti a rosicchiare più punti alla capolista nel giorno della sua seconda sconfitta stagionale. Va dato atto al Petrizzi di aver incontrato un avversario molto motivato e di aver sofferto oltremisura il fondo di un terreno in erba molto irregolare. Una squadra di vertice, però, non dovrebbe mancare la vittoria contro avversari meno quotati, anche se va detto che l'attuale classifica sta molto stretta al Badolato. Lo spogliatoio del Petrizzi è rimasto a lungo chiuso e poi soltanto Mister Roso ha accettato di commentare la gara: « Siamo venuti a Badolato con il chiaro intento di portare a casa tre punti, anche perchè sapevamo che a San Gregorio il Marinate avrebbe avuto vita dura. Eravamo consapevoli che il nostro principale nemico sarebbe stato un eventuale calo di concentrazione, eppure non siamo riusciti ad evitarlo. Non abbiamo chiuso la gara quando avremmo potuto e così i nostri avversari, senza assolutamente demeritare, sono rientrati in partita. A quel punto non abbiamo avuto la forza di scardinare un bunker molto ben organizzato ed, anzi, abbiamo addirittura rischiato in occasione di un rapido contropiede. Dire che sono un po' arrabbiato è giusto, in quanto il Petrizzi ha le capacità e le qualità per vincere anche in trasferta. Purtroppo il calcio non è una scienza esatta e, di conseguenza, ecco perchè ci ritroviamo a commentare un pareggio che ci lascia ancora lontani dalla vetta della classifica ».

Il Domani, giovedì 10 marzo 2005