Gil Botulino |
|
The German
Observer |
responsabile: Pasquale Andreacchio - e-mail: info@gilbotulino.it - web: www.gilbotulino.it |
||
Clicca a destra per tutte le notizie di Aprile 2005 |
giovedì 7 Aprile 2005 |
| DOMANI UFFICI COMUNALI CHIUSI PER LUTTO CITTADINO Il sindaco di Badolato, Ins. Andrea Menniti, con proprio decreto (il n. 2 del 2005), ha dichiarato in memoria e in occasione dei funerali del Santo padre, papa Giovanni Paolo II, per domani 8 Aprile 2005 il lutto Cittadino. Nello stesso decreto, comunica alla Cittadinaza intera che, presso la palestra della locale Scuola media Statale, è stato allestito un mega schermo al fine di poter seguire in diretta, e tutti assieme, l'evento televisivo dei Funerali del Santo Padre. Infine dispone la chiusura per tutta la giornata degli Uffici Comunali. |
| IL DIFENSORE CIVICO SI E' DIMESSO Ieri pomeriggio, il difensore civico del comune di Badolato, Pasquale Andreacchio, ha presentato, al protocollo del Comune, le dimissioni dalla carica. |
| I RINGRAZIAMENTI E LE PROPOSTE DI GERARDO MANNELLO Riceviamo e pubblichiamo A tutti gli elettori, Gerardo Mannello |
| PRIME ESTUMULAZIONI, SONO ANCORA TUTTI VIVI Ieri sono cominciate le operazioni di estumulazione nel cimitero di Badolato, ma le salme si sono presentate, dopo 25 anni, ancora con la carne viva. |
![]() VERSANTE JONICO, DISCUSSA LA VARIANTE AL BILANCIO Si è riunito ad Isca il Consiglio della Comunità montana di Gaetano Stagno (...) Si è entrato nel vivo della discussione mettendo in evidenza le variazioni inerenti alle maggiori entrate di cui 1.303.909 di euro per il Pit mirati al recupero e alla riqualificazione urbana nei comuni di Davoli, San Sostene, Sant'Andrea, Satriano e Badolato (...) Successivamente è intervenuto Domenico Bressi, consigliere ed ex presidente dell'ente montano, i quale ha ricordato il suo impegno per la realizzazione del Piano redatto in base alle esigenze del territorio. «Devo prendere atto a malincuore - ha spiegato - di come i comuni in questi anni abbiano progettato senza prendere in considerazione questo valido strumento». Rosanna Paravati, Il Domani, giovedì 7 aprile 2005 |
![]() Una riunione in Prefettura ha affrontato il problema degli impianti costieri in vista dell'estate imminente MARE PULITO CON ACQUE DEPURATE I sindaci contestano il metodo per il calcolo delle tariffe del servizio Sembra irrisolvibile il problema della depurazione delle acque che ha scatenato nelle scorse settimane non poche polemiche. Oltre al problema del pagamento dell'energia elettrica degli impianti di depurazione, i sindaci contestano il metodo con il quale vengono calcolate le tariffe da pagare. Per questo motivo il prefetto di Catanzaro, Alberto Di Pace, ha prima convocato e ieri presieduto una riunione ricognitiva, alla quale hanno partecipato il commissario straordinario per l'emergenza ambientale, Domenico Bagnato, ed i sindaci della provincia, per affrontare e cercare di capire come risolvere il problema, in modo particolare nell'imminenza dell'ormai prossima stagione estiva. «Ci sono situazioni diverse ha dichiarato al termine dell'incontro il commissario Bagnato alcune attinenti alle opere realizzate o da completare per le quali è necessario reperire delle risorse che consentano il completamento e l'adeguamento della rete di depurazione ed un altro problema è quello delle tariffe per la depurazione che, soprattutto per il pregresso, bisogna trovare un modo per rientrare da questa situazione emergenziale. Gli impianti per la maggior parte sono realizzati. Bisogna solo realizzare alcuni collegamenti ai depuratori esistenti. L'attività svolta dall'ufficio del commissario è stata quella di realizzare gli impianti di depurazione sul territorio e collettare i diversi comuni sul territorio per abbattere totalmente l'inquinamento delle acque marine. Questa è stata la filosofia con la quale ha operato l'ufficio del commissario negli anni scorsi. È chiaro che con le risorse di cui si disponeva è stato fatto tanto: ora bisogna trovare quelle per completare alcuni interventi. Una situazione particolare è quella relativa alla gestione dei depuratori che può andare avanti se vengono pagate le spese di gestione. Se vengono pagate in parte o non vengono pagate, va in sofferenza l'impresa che gestisce gli impianti e del sistema nel suo complesso. L'impresa non ricevendo fondi può giustificarsi se l'impianto non funziona bene non avendo risorse per una gestione corretta». I sindaci su quest'ultimo punto hanno lamentato la base di calcolo delle tariffe della depurazione delle acque. «Nel 2000 ha detto il primo cittadino di Squillace, Guido Rhodio il mio comune spendeva 50 mila euro per quattro depuratori. Posso capire che dopo cinque anni i costi siano aumentati a massimo 75 mila euro ma non a 150 o a 200 mila euro all'anno. Inoltre, c'è una sproporzione enorme tra quello che noi incassiamo come tributi dell'erogazione idrica e quello delle acque che andiamo a depurare che, aggiungendoci la cifra per l'acqua piovana, sono molto più alte». Il sindaco di Falerna, Daniele Menniti, ha chiarito meglio il concetto. «La legge Galli ha detto stabilisce che bisogna pagare in base all'erogazione dell'acqua al contatore. Avevamo fatto i conti che i fondi che avevamo dai tributi coprivamo abbondantemente la cifra da pagare, anzi c'erano anche dei margini che avremmo comunque versato al commissario per le infrastrutture. Il problema però non è che l'importo per la depurazione sia esoso ma è sbagliata la base di calcolo sulla quale viene applicata la tariffa. Non ci sono mai stati dei misuratori di portata ma vengono stimate le portate sulla base delle ore di funzionamento dell'impianto. L'acqua che esce dall'impianto quindi non è necessariamente quella stimata». Rhodio ha anche lamentato che «questo tipo di calcolo danneggia i comuni, dal punto di vista amministrativo, che hanno le cifre in bilancio per pagare, ma non quelle che si chiedono. Noi chiediamo che si apra una prospettiva di lavoro comune per affrontare i problemi in una visione globale che risolva questo problema. Noi comuni non possiamo sopportare il peso di quello che c' stato richiesto. Quello che c'era da fare l'abbiamo fatto. Se ci sono differenze di cifre, qualcuno dovrà assumersene la responsabilità del pagamento. Per il futuro ci auguriamo che con il nuovo presidente della Regione si possano puntualizzare i temi essenziali, se ci sono delle leggi regionali da fare, degli atti amministrativi da modificare, delle proposte operative da organizzare. Per il problema più urgente che riguarda la prospettiva dell'estate, se l'Ato non ha soldi, se il commissario ha finito le sue competenze, restano solo i comuni a dover gestire la situazione. Se si dovesse verificare questo tipo di emergenza o difficoltà, attiveremo tutte quelle iniziative che la legge ci consente per provvedere autonomamente alla gestione dei depuratori in modo che i liquami non vadano a finire sulle spiagge ed quindi a inquinare i territori. Sono pronto a fare un'ordinanza con la quale il mio comune si riprenderà la gestione in economia dei quattro depuratori del suo territorio per i mesi estivi». Giuseppe Mercurio, Gazzetta del Sud, giovedì 7 aprile 2005 |
![]() Ieri mattina lungo vertice tra i rappresentanti del Comitato dei sindaci Ato 2 e il prefetto di Catanzaro DEPURATORI, DISCUSSI I NODI DELLA VERTENZA A rischio manutenzione ordinaria e straordinaria necessaria in vista della stagione estiva A quattro mesi dall'emergenza ambientale innestata dall'ormai noto blocco dei depuratori per effetto dell'interruzione all'erogazione della corrente elettrica messo in atto dall'Enel, e a distanza di poco meno di un 30 giorni dalla missiva inoltrata dal presidente dell'Ato 2, Michele Traversa, con la quale si invitavano i primi cittadini a versare le quote per la depurazione relative al 2004 e ad inserire nei bilanci di previsione per il 2005 le somme necessarie ad indire la trattativa privata necessaria per l'aggiudicazione della nuova gestione degli impianti delle acque reflue, i componenti del Comitato dei sindaci dell'Ato sono stati ricevuti ieri dal prefetto di Catanzaro, Alberto Di Pace. Lo stesso rappresentante di governo che nel corso della cerimonia dell'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei Conti, aveva dichiarato sulle problematiche relative ai depuratori della provincia catanzarese: « La questione depuratori rientra nell'emergenza rifiuti che è un'emergenza dichiarata, prorogata fino al 31 dicembre e affidata ad un commissario straordinario che è il prefetto Bagnato ». Un incontro, quello di ieri, più volte sollecitato dai sindaci per via di tutta una serie di questione che da dicembre ad oggi si sono avvicendate con un unico appello costante: quello rivolto al prefetto affinchè lui stesso, in prima persona, si interessasse della complessa problematica della gestione degli impianti fognari della provincia catanzarese. E così è stato. Solo ieri però. Un lungo vertice a porte chiuse - a cui hanno partecipato anche il vice prefetto Pietro Lisi e il commissario per l'emergenza ambientale, Domenico Bagnato - che è stato commentato con soddisfazione da alcuni dei sindaci presenti quali Daniele Menniti di Falerna, Guido Rhodio di Squillace, e Simone Puccio di Botricello. Con loro alla riunione, tra gli altri, anche i rappresentanti di San Pietro a Maida, Stalettì, Maida e Gimigliano. Sul tavolo della discussione tre nodi spinosi affrontati già nel corso della campagna elettorale dai sindaci del Comitato e dagli aspiranti governatori della Calabria, Sergio Abramo e Agazio Loiero: la questione delle somme pregresse, la problematica della gestione futura degli impianti rispetto a quella portata avanti dall'Ato ed infine la vertenza sulla manutenzione dei depuratori in vista della stagione estiva. Tre argomenti ostici sui quali il prefetto Di Pace ha voluto vederci chiaro nel corso di una riunione durata un paio d'ore. Una disamina puntuale dei fatti con la conseguente determinazione a grandi linee delle fasi per risolvere la "vertenza depuratori" in una prospettiva di lavoro comune tra organo prefettizio e rappresentanti comunali, soprattutto in vista della stagione estiva e con essa della balneazione da salvaguardare, della salute cittadina da tutelare e dell'ambiente da proteggere. Una questione, questa, particolarmente urgente considerato che proprio prima della bella stagione si dovrebbe procedere ad un controllo ordinario e straordinario degli impianti, che allo stato è messo in discussione: da una parte, infatti, l'Ato che continua a "battere cassa" e dall'altro, invece, l'ufficio del commissario per l'emergenza che sostiene di aver concluso la sua fase di amministrazione. Da qui l'interrogativo: chi procederà alla manutenzione? Un'eventualità, quella della mancata organizzazione di carattere territoriale dell'Ato in tempo utile per assicurare la salubrità ambientale costiera, che gli stessi sindaci si preparano a fronteggiare attraverso i poteri e gli strumenti che la legge mette loro a disposizione considerata la funzione di responsabili dell'igiene pubblica: un'ordinanza sindacale. E nell'attesa della risoluzione della vertenza grazie anche all'interessamento del prefetto Alberto Di Pace, il Comitato dei sindaci si prepara all'incontro con il neo governatore della Calabria, Agazio Loiero che dovrebbe essere organizzato da qui a qualche giorno: a lui saranno rivolte richieste incidenti su atti amministrativi e leggi regionali. Alessandra Torchia, Il Domani, giovedì 7 aprile 2005 |
![]() «COMPLETARE GLI IMPIANTI E DECIDERE SULLA GESTIONE» Il commissario per l'emergenza, Domenico Bagnato, indica le priorità sulla vicenda I completamenti degli impianti di depurazione e la gestione delle acque reflue: queste le due problematiche importanti da affrontare e risolvere per superare la fase emergenziale della vertenza ecologica in previsione dell'approssimarsi della stagione estiva secondo il commissario per l'emergenza ambientale, Domenico Bagnato, presente ieri all'incontro svoltosi a palazzo prefettura tra gli esponenti del Comitato dei sindaci e il rappresentante governativo, Alberto Di Pace. (...) La seconda questione spinosa è, invece, quella relativa alla gestione dei depuratori, alle tariffe adottate e alle cifre per il servizio pregresso richiesto dalla società aggiudicataria della gara di manutenzione. « La gestione dei depuratori, attualmente ad opera di un'impresa che ha vinto l'appalto e che sta operando in proroga, non potrà più essere portata avanti se non si ottempererà o si ottempererà in parte al pagamento delle tariffa e delle spese. Se le cifre non verranno sborsate è inevitabile una sofferenza dell'impresa impossibilitata ad operare ». Un circolo vizioso, quindi, utilizzabile come facile giustificazione per restituire al mittente le accuse di una cattiva manutenzione dell'impianto. « L'azienda di gestione, infatti, - ha sottolineato il commissario per l'emergenza ambientale - può sempre sostenere che il malfunzionamento dipende dall'assenza di quelle risorse necessarie per farlo operare in maniera ottimale ». Quanto poi alle contestazione sulle somme dovute dai Comuni, ribadito l'impegno a trovare una soluzione di comune accordo. Ale. tor., Il Domani, giovedì 7 aprile 2005 |