Gil Botulino |
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The German
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giovedì 5 Maggio 2005 |
| La copia della sentenza mette fine al chiacchiericcio di questi
giorni MARESCIALLO DI CELLO TESTIMONIANZA FALSA E INOFFENSIVA Galeotta fu l'impaginazione e chi la fece, il procedimento del notaio ruba la scena alla giunta Menniti
Non potendo tagliarla in altro modo, nello stesso foglio è visibile l'articolo di Stefania Papaleo dal titolo "Non dichiarò il falso Scagionato Di Cello", che nel titolo non ci dice niente ma a leggerlo ha cominciato ad interessare i badolatesi che, alla fine, si sono dimenticati del tutto di Menniti. Nell'articolo si parla di un procedimento che vede il notaio Andreacchio contro il maresciallo di Soverato Di Cello. Stefania Papaleo, nella sua ricostruzione della vicenda, dice, in poche parole che il notaio si è sbagliato in tutto e che in tutto ha avuto ragione il maresciallo. Questa versione è stata ripresa anche dai tg locali. Ieri, ancora un articolo sempre a firma Stefania Papaleo, che ha tutto l'aspetto di una smentita, dal titolo "Testimonianza falsa e inoffensiva i motivi dell'archiviazione del gip". Anche questo articolo è stato ripreso dai tg locali. Ma allora che cosa è successo realmente? Ha ragione il notaio o non ha ragione, si chiedono i badolatesi? E credoche se lo siano chiesti anche gli altri lettori interessati alla vicenda. Oggi, a Badolato, a fianco del vecchio articolo è stato affisso il nuovo. È vero che negli articoli si fanno anche delle osservazioni ma, come vi ho sempre detto, non serve fare il resoconto di una cosa scritta quando si può leggere l'originale! Io, il testo della sentenza, l'ho trovato più intrigante, esaustivo e chiaro di tutti gli articoli che ne riportano (male) il contenuto, per cui ve lo ripropongo sotto, integralmente. Una sola osservazione-domanda: per caso c'è una regola giuridica che obbliga ad usare l'apostrofo al posto dell'accento, contro le regole dell'ortografia italiana? Ve ne consiglio la lettura. Assolutamente! Per nostra memoria vi riporto anche i due articoli di Stefania Papaleo, perché anch'io non cada nell'errore di intrepretare quello che potete interpretare da soli. |
![]() Crisi al Comune. Il sindaco Andrea Menniti revoca la delega di assessori a Lanciano e Leuzzi ASSUNTA CRINITI FORMALIZZA LE DIMISSIONI Ma il primo cittadino intende portare comunque avanti il programma amministrativo
Sara Dominijanni, Il Domani, giovedì 5 maggio 2005 vedi: Gil Botulino News di mercoledì 4 maggio 2005 |
![]() Denunciato dal notaio Andracchio: il gip archivia NON DICHIARÒ IL FALSO SCAGIONATO DI CELLO Da accusatore ad accusato. Ma, ieri mattina, a liberare il comandante della stazione dei carabinieri di Soverato, il maresciallo Giuseppe Di Cello, dall'incubo giudiziario nel quale era stato catapultato dalla denuncia presentata dal notaio Antonio Andreacchio ci ha pensato il gip Maria Vittoria Marchianò, con un decreto di archiviazione firmato al termine di un tortuoso cammino giudiziario che aveva visto una prima richiesta presentata in tal senso dalla Procura rigettata, a favore dell'opposizione presentata dalla presunta parte offesa. Le ulteriori indagini disposte dallo stesso gip hanno, tuttavia, alla fine, dato ragione all'ufficiale, le cui ragioni, portate avanti in aula attraverso gli avvocati Giuseppe e Fabrizio Costarella, hanno avuto la meglio su quelle del professionista, affiancato nella sua battaglia legale dall'avvocato Salvatore Staiano. Una battaglia a colpi di carta bollata scaturita dal processo che, diversi anni fa, portò sul banco degli imputati il notaio Andracchio per una costruzione realizzata - a detta della Procura - abusivamente sulla collina di Cuturella, a Soverato. (...) Ed era stato nel dibattimento del processo intentato per questa vicenda che il maresciallo Di Cello, sedendo sulla poltroncina dei testimoni, aveva ricostruito i sopralluoghi effettuati nel corso delle relative indagini preliminari, ricordando di aver visto per ben due volte il notaio sul posto e di avere anche indagato sulla società riferibile al Caminiti. Dichiarazioni false, aveva replicato a gran voce il notaio Andracchio, procedendo con una denuncia approdata sulla scrivania del sostituto procuratore Ida Moretti che, in un primo tempo, aveva proceduto a concludere le indagini offrendo la possibilità a Di Cello di dire la sua sulla questione, per poi convincersi delle sue ragioni. Il maresciallo, in fatti, non si era tirato indietro, comparendo davanti al magistrato con tanto di documentazione comprovante la veridicità delle sue affermazioni, tanto che la Moretti si era affrettata a tornare sui propri passi procedendo ad una richiesta di archiviazione che, tuttavia, il gip aveva rigettato, in accoglimento dell'opposizione presentata dalla presunta parte offesa. Nuove indagini, vecchio epilogo. E questa volta il gip ha deciso a sua volta di archiviare il caso, restituendo la ragione al maresciallo di Cello. Stefania Papaleo, Il Quotidiano, martedì 3 maggio 2005 |
![]() Nel procedimento del notaio Andreacchio contro il maresciallo Di Cello TESTIMONIANZA FALSA E INOFFENSIVA I MOTIVI DELL'ARCHIVIAZIONE DEL GIP
Stefania Papaleo, Il Quotidiano, mercoledì 4 maggio 2005 |
| PROCEDIMENTO NEI CONFRONTI DEL MARESCIALLO DI CELLO, SENTENZA
DEL 2 MAGGIO 2005 N.242/103 R.G.N.R. TRIBUNALE DI CATANZARO IL GIUDICE Sulla richiesta dì archiviazione avanzata dal P.M. in sode in data 21-9-2004 nel procedimento in epigrafe indicato nei confronti di Di Cello Giuseppe, nato a San Pier Niceto il 1-5-1963, in relazione al reato di cui all'art. 372 c.p.; Vista l'opposizione presentata da Andreacchio Antonio, con atto depositato in data 21-9-2004; Vista l'ordinanza emessa da questo Giudice in data 21-12-2004 che si intende integralmente richiamata e trascritta nel presente provvedimento, con cui veniva disposto il compimento di ulteriori indagini; Vista la nota di P.G. dei 23-2-2005, con cui veniva comunicato l'esito delle indagini delegate, con la documentazione allegata; Letti gli atti e sentite le parti all'odierna udienza camerale; RILEVA Preliminarmente, si ritiene opportuno evidenziare che le nuove indagini svolte
dalla Guardia di Finanza, esorbitano dalle indicazioni contenute nel provvedimento di
questo G.I.P. del 21-12-2004, in quanto dirette ad accertare anche l'eventuale
svolgimento, di attivita' notarili da parte dell'Andreacchio nel periodo compreso tra il
20 e il 30 settembre 1998, in relazione al quale risultava gia' provato documentalmente
che l'odierna persona offesa si trovava a Saturnia. Quanto alla circostanza relativa alla societa' Linfa, specificamente indicata
nel provvedimento che ordinava le nuove indagini, risulta confermato che, all'epoca della
deposizione dibattimentale da parte del Di Cello, quest'ultimo era a conoscenza
dell'esistenza della stessa, avendo ricevuto la nota del 29-5-1999 del Comando Carabinieri
RONO dì Catanzaro con cui si comunicava che, "da accertamenti effettuati presso
l'ufficio IVA di questo centro, era emerso che la partita IVA n. 02184830798 risultava
intestata a Linfa di Arqiro' Giuseppe & c. con sede in Soverato, via Olimpia n. 39, di
cui era rappresentante Arqiro' Giuseppe".
P.Q.M Dispone l'archiviazione del procedimento e la restituzione degli atti al P. M. Manda alla cancelleria per gli adempimenti di competenza. Catanzaro, 2-5-2005. IL G.I.P. D.ssa Maria Vittoria Marchiano' |
| PROCEDIMENTO NEI CONFRONTI DEL MARESCIALLO DI CELLO, SENTENZA
DEL 21 DICEMBRE 2004 N.242/03 R.G.N.R. TRIBUNALE DI CATANZARO IL GIUDICE Sulla richiesta di archiviazione avanzata dal P.M. in sede in data 21-9-2004 nel procedimento in epigrafe indicato nei confronti di Di Cello Giuseppe, nato a San Pier Niceto il 1-5-1963, in relazione al reato di cui all'art. 372 c.p.; Vista l'opposizione presentata da Andreacchio Antonio, con atto depositato in data 21-9-2004; Letti gli atti e sentite le parti all'odierna udienza camerale; RILEVA Il procedimento in esame trae origine da una denuncia-querela presentata da Andreacchio Antonio nei confronti del Maresciallo Di Cello, in servizio presso la Stazione dei Carabinieri di Soverato, per avere, quale teste del dibattimento davanti al Tribunale dì Catanzaro, nell'ambito del proc. n. 1146/98 RGNR nei confronti dei predetto Andreacchio, dichiarato falsamente l'inesistenza della Societa' Linfa, rivelatasi invece esistente, come emerso dagli accertamenti compiuti dalla Guardia di Finanza di Catanzaro su delega dell'ufficio di Procura, (cfr. prot. 766/03 dell'1-6-2003), nonche' per avere, nel corso dello stesso dibattimento, dichiarato falsamente che l'Andreacchio era presente nel corso di due sopralluoghi da lui effettuati nelle date del 24 e 25 settembre 1998, mentre dalla documentazione acquisita nel corso del processo e dagli accertamenti eseguiti successivamente dalla Guardia di Finanza emergeva che lo stesso Andreacchio, nel periodo in questione si trovava in Saturnia. Nella richiesta di archiviazione, il P.M. afferma, quanto alla prima contestazione, relativa all'esistenza della societa' Linfa, che il Di Cello si limito' a riferire l'esito delle indagini eseguite da altri, ed in particolare dal Nucleo informatico del reparto Operativo di Catanzaro, mentre in relazione alla seconda contestazione, il P.M. fa riferimento alle circostanze esposte dall'indagato in sede di interrogatorio e conclude affermando che la molteplicita' degli incontri avvenuti tra il Di Cello e l'Andreacchio nel corso delle indagini puo' avere ingenerato una confusione nei ricordi del teste. Deduce l'opponente, a sostegno della richiesta di formulazione dell'imputazione
coatta o, in subordine, di prosecuzione delle indagini, che non vi e' alcuna traccia, ne'
nel procedimento a carico dell'Andreacchio, ne' nel presente procedimento, della
sub-delega che il maresciallo Di Cello avrebbe conferito al Reparto Operativo di
Catanzaro, e che, in ogni caso, nell'informativa n. 240 del 24-5-1999, a firma dello
stesso Di Cello, anteriore alla deposizione dibattimentale, si da atto dell'acquisizione
di una visura camerale che dimostra l'esistenza della societa' in questione. Tanto premesso, ed a prescindere dalla possibilita' di riconoscere ad
Andreacchio Antonio la qualita' di persona offesa del reato di falsa testimonianza, (che,
secondo la giurisprudenza prevalente, tutela il bene giuridico dell'ordinato svolgimento
dell'attivita' giudiziaria, sicche' persona offesa è esclusivamente lo Stato), ritiene
questo Giudice di non poter condividere le argomentazioni poste a sostegno della richiesta
di archiviazione, non essendo sufficientemente delineato l'iter logico che, partendo dalle
premesse fattuali acquisite attraverso le indagini, porterebbe, secondo il P.M.
richiedente, ad affermare l'infondatezza dell'accusa.
P.Q.M. Rigetta la richiesta di archiviazione e dispone il compimento di ulteriori indagini, specificamente indicate nella parte motiva, fissando, per il compimento delle stesse, il termine di quaranta giorni. Manda alla cancelleria per gli adempimenti di competenza. Catanzaro, 21-12-2004. IL CANCELLIERE B3 (Ida Lucia Senese) Il Giudice D.ssa Maria Vittoria marchiano' |
![]() A BADOLATO, RABBIA PER I VOLATILI UCCISI DALL'USO DEL DISERBANTE concerto e rabbia tra i cittadini per la morte di tortore e altri volatili uccisi dal diserbante, sembra usato dagli operai dalla società Schillacium sia sul lungomare che in altri quartieri della frazione marina, per distruggere le erbacce che crescono ai bordi della strada. La denuncia era partita dall'ex sindaco di Badolato, Gerardo Mannello che in una lettera inviata all'assessore all'ambiente, Nicola Criniti denunciava l'irresponsabilità di chi aveva provocato un danno ambientale molto grave.Fortemente critici anche alcuni anziani che abituati a trascorrere delle ore di svago sul lungomare per dare del mangime alle tortore, hanno notato che gli uccelli erano morti nel beccare l'erbacce trattate con il veleno.Netta presa di posizione dell'amministrazione comunale che nel ricevere la denuncia di Mannello si è attivata per individuare le responsabilità e le cause del gravissimo episodio. Infatti l'assessore Criniti ha preso contatti con la società Schilacium che oltre a provvedere la raccolta dei rifiuti solidi urbani, ha un contratto per la cura e manutenzione del verde pubblico.Nella missiva indirizzata ai responsabili della Shillacium, l'assessore evidenziava le gravi responsabilità della società, ricordava anche che il contratto non prevedeva l'uso di diserbanti in quanto nocivi e pericolosi.Denunciava anche lo stato di degrado del verde pubblico, e l'inadempienze relative alla raccolta differenziata, puntualizzava altresì che il comune di Badolato, paga regolarmente quanto dovuto alla Schillacium. La lettera i Criniti, nel richiamare la società al rispetto del contratto, ipotizza anche le penalità previste dall'ex articolo 9, ed un'eventuale rescissione del contratto. Proteste anche dei cittadini di Badolato Borgo, che hanno denunciato il degrado nei pressi di Piazza Castello per la presenza di cumuli di terra, materiale edilizio ed altro.Immediato l'intervento dell'assessore Criniti che venuto a conoscenza della denuncia ha subito investito del problema l'ufficio tecnico del comune e il comando dei vigili urbani, per far rimuovere il materiale. Franco Laganà, Il Quotidiano, giovedì 5 maggio 2005 vedi: Gil Botulino News di lunedì 2 maggio 2005 News di giovedì 28 aprile 2005 |