
L'appello di Franco Nisticò del Comitato di lotta per il basso jonio all'assessore
regionale Lo Moro
SI POTENZI IL POLO SANITARIO
Gravi disagi all'utenza dopo la decisione di limitare i prelievi«Il
provvedimento adottato dalla precedente giunta regionale, di limitare il numero dei
prelievi presso il polo sanitario di Badolato e negli ospedali di Soverato e Chiaravalle,
ha creato notevoli disagi agli utenti del comprensorio di Soverato, in particolare alle
categorie più deboli, agli anziani».
La presa di posizione arriva da Franco Nisticò del coordinamento di lotta per la statale
106 e la ferrovia jonica Nisticò, in una conferenza stampa ha annunciato l'intenzione di
iniziare uno sciopero della fame e della sete per richiamare l'attenzione dell'assessore
regionale alla sanità Doris Lo Moro e dei dirigenti As.
«Il Polo sanitario di Badolato, puntualizza Nisticò, rimane un fiore all'occhiello del
servizio sanitario nel comprensorio di Soverato. Nel dare servizi e assistenza alle
popolazioni dei comuni di Guardavalle, S.Caterina, Badolato, Isca e S. Andrea, riusciva a
garantire ogni giorno oltre 40 prelievi giornalieri senza prenotazioni e con personale
qualificato. Inoltre funzionano diversi ambulatori con medici ospedalieri molto
professionali, che con le loro prestazioni evitano agli utenti di recarsi all'ospedale di
Soverato e Chiaravalle.Per tanto ritengo urgente un intervento dell'assessore alla sanità
per ripristinare i prelievi senza prenotazioni».
Nisticò lei ha denunciato altri gravi problemi?
«Certamente, per il mio impegno nel sociale, sono stato contattato da numerose famiglie
di persone anziane che vivono l dramma di chi non può comprare le medicine necessarie per
la loro sopravvivenza. Chiederò l'abolizione dei ticket per queste fasce d'anziani che
percependo la misera pensione di circa 400 euro non possono coprire le spese per
l'acquisto dei medicinali che ogni mese si aggirano sui 600 euro, in tutto il comprensorio
ci sono centinaia di questi casi, ma nessuno li tutela, neanche il tribunale dei diritti
degli ammalati».
Lei ha sollevato anche il caso della disinfestazione sul territorio?
«Per evitare il ripetersi della drammatica situazione dello scorso anno con la zanzara
Tigre che ha seminato il terrore provocando punture dolorosissime a grandi e piccoli
costretti a cure di cortisone. Sul territorio, le zanzare sono arrivate, ci sono già le
prime vittime, l'estate è alle porte ma la disinfestazione non è iniziata. Anche su
questa problematica chiederò l'intervento dell'assessore Lo Moro per sollecitare l'As ad
intervenire».
Nisticò lei ha sollevato anche il caso della chiusura del porto Bocche di Gallipari di
Badolato?
«Il caso esula dalle problematiche sanitarie, ma riveste una priorità per l'economia del
paese e di tutto il comprensorio. La sua chiusura ha provocato danni notevoli agli
operatori turistici e alcuni proprietari delle barche hanno deciso di non venire in
Calabria per le loro vacanze. Nessuna istituzione locale, provinciale e regionale, ha
sollevato il caso, tutto è caduto nel dimenticatoio. Una struttura costruita con
finanziamenti regionali, rischia di morire. Dopo le proteste dei pescatori di Soverato
fortemente danneggiati, e dei proprietari di piccole imbarcazioni turistiche, si rende
necessario un intervento risolutore dell'assessore regionale al Turismo Donnici, per
sbloccare la chiusura, nominare un commissario per la gestione e rendere di nuovo agibile
il porto.Anche per questo problema, sono pronto a spendere tutte le mie energie con
manifestazioni di protesta con notevole rilevanza sociale».
f.l., Il Quotidiano, mercoledì 18 maggio 2005 |

Badolato. Ennesimo attentato al locale già più volte nel mirino dei malviventi
INCENDIATO IL BAR CENTRALE
Ingenti danni e tanta paura tra gli abitanti del quartiereMomenti
di panico durante la notte scorsa a Badolato marina, per un incendio che per la seconda
volta ha distrutto il bar Centrale ubicato sulla statale 106 di proprietà di Giuseppe
Cundò.
Il gravissimo episodio si è verificato all'una di notte, le fiamme e un forte boato hanno
creato preoccupazione tra gli abitanti del quartiere che si sono riversati per la strada.
Sul posto si sono prontamente portati i carabinieri di Badolato, una gazzella della
compagnia di Soverato e i vigili del fuoco di Chiaravalle che hanno provveduto a spegnere
l'incendio.
Dalle prime indiscrezioni sembra che l'incendio sia di natura dolosa in quanto sono state
trovate tracce di liquido infiammabile che ignoti hanno cosparso da una delle finestre
poste sul retro del bar in fase di ristrutturazione e di prossima apertura. L'incendio si
è propagato all'interno del bar provocando danni alla struttura, la deflagrazione ha
divelto la serranda e gli infissi del locale. Danni anche agli infissi di un'abitazione
del piano superiore del bar, utilizzata come Bad and breakfast, ma attualmente disabitata.
Anche in altre abitazioni si sono verificati rottura di vetri e danni agli infissi. Nel
primo incendio il locale era andato completamente distrutto. Allora si ipotizzò un corto
circuito, anche se le forze dell'ordine indagarono in altre direzioni.
Il proprietario, dopo quattro mesi di chiusura del bar, terminati i lavori, si apprestava
alla riapertura. Il locale, per la sua posizione strategica, è uno dei più frequentati
del paese. Intanto le forze dell'ordine stanno indagando a 360 gradi per risalire agli
incendiari che ancora una volta hanno preso di mira un locale nel basso jonio soveratese.
Infatti, nei mesi scorsi, altri incendi di natura dolosa si sono verificati ad attività
commerciali ed autovetture nei comuni di Guardavalle, S.Caterina, Badolato, Isca e
S.Andrea.
Da segnalare anche il forte impegno dei carabinieri della compagnia di Soverato al comando
del capitano Tocci
Franco Laganà, Il Quotidiano, mercoledì 18 maggio 2005 |