Gil Botulino

The German Observer
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mercoledì 18 Maggio 2005

LE CAMPIONESSE DI PALLAMANO PARTONO PER LE FINALI NAZIONALI

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RAI INTERNATIONAL A BADOLATO PER IL CIMITERO ONLINE

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JAN È TORNATO A BADOLATO

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BADOLATO, DIVAMPANO LE FIAMME NEL BAR CENTRALE DI VIA NAZIONALE

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Il Domani, mercoledì 18 maggio 2005

vedi anche: Gil Botulino News di martedì 17 maggio 2005

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L'appello di Franco Nisticò del Comitato di lotta per il basso jonio all'assessore regionale Lo Moro
SI POTENZI IL POLO SANITARIO

Gravi disagi all'utenza dopo la decisione di limitare i prelievi

«Il provvedimento adottato dalla precedente giunta regionale, di limitare il numero dei prelievi presso il polo sanitario di Badolato e negli ospedali di Soverato e Chiaravalle, ha creato notevoli disagi agli utenti del comprensorio di Soverato, in particolare alle categorie più deboli, agli anziani».
La presa di posizione arriva da Franco Nisticò del coordinamento di lotta per la statale 106 e la ferrovia jonica Nisticò, in una conferenza stampa ha annunciato l'intenzione di iniziare uno sciopero della fame e della sete per richiamare l'attenzione dell'assessore regionale alla sanità Doris Lo Moro e dei dirigenti As.
«Il Polo sanitario di Badolato, puntualizza Nisticò, rimane un fiore all'occhiello del servizio sanitario nel comprensorio di Soverato. Nel dare servizi e assistenza alle popolazioni dei comuni di Guardavalle, S.Caterina, Badolato, Isca e S. Andrea, riusciva a garantire ogni giorno oltre 40 prelievi giornalieri senza prenotazioni e con personale qualificato. Inoltre funzionano diversi ambulatori con medici ospedalieri molto professionali, che con le loro prestazioni evitano agli utenti di recarsi all'ospedale di Soverato e Chiaravalle.Per tanto ritengo urgente un intervento dell'assessore alla sanità per ripristinare i prelievi senza prenotazioni».
Nisticò lei ha denunciato altri gravi problemi?
«Certamente, per il mio impegno nel sociale, sono stato contattato da numerose famiglie di persone anziane che vivono l dramma di chi non può comprare le medicine necessarie per la loro sopravvivenza. Chiederò l'abolizione dei ticket per queste fasce d'anziani che percependo la misera pensione di circa 400 euro non possono coprire le spese per l'acquisto dei medicinali che ogni mese si aggirano sui 600 euro, in tutto il comprensorio ci sono centinaia di questi casi, ma nessuno li tutela, neanche il tribunale dei diritti degli ammalati».
Lei ha sollevato anche il caso della disinfestazione sul territorio?
«Per evitare il ripetersi della drammatica situazione dello scorso anno con la zanzara Tigre che ha seminato il terrore provocando punture dolorosissime a grandi e piccoli costretti a cure di cortisone. Sul territorio, le zanzare sono arrivate, ci sono già le prime vittime, l'estate è alle porte ma la disinfestazione non è iniziata. Anche su questa problematica chiederò l'intervento dell'assessore Lo Moro per sollecitare l'As ad intervenire».
Nisticò lei ha sollevato anche il caso della chiusura del porto Bocche di Gallipari di Badolato?
«Il caso esula dalle problematiche sanitarie, ma riveste una priorità per l'economia del paese e di tutto il comprensorio. La sua chiusura ha provocato danni notevoli agli operatori turistici e alcuni proprietari delle barche hanno deciso di non venire in Calabria per le loro vacanze. Nessuna istituzione locale, provinciale e regionale, ha sollevato il caso, tutto è caduto nel dimenticatoio. Una struttura costruita con finanziamenti regionali, rischia di morire. Dopo le proteste dei pescatori di Soverato fortemente danneggiati, e dei proprietari di piccole imbarcazioni turistiche, si rende necessario un intervento risolutore dell'assessore regionale al Turismo Donnici, per sbloccare la chiusura, nominare un commissario per la gestione e rendere di nuovo agibile il porto.Anche per questo problema, sono pronto a spendere tutte le mie energie con manifestazioni di protesta con notevole rilevanza sociale».

f.l., Il Quotidiano, mercoledì 18 maggio 2005

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Badolato. Ennesimo attentato al locale già più volte nel mirino dei malviventi
INCENDIATO IL BAR CENTRALE

Ingenti danni e tanta paura tra gli abitanti del quartiere

Momenti di panico durante la notte scorsa a Badolato marina, per un incendio che per la seconda volta ha distrutto il bar Centrale ubicato sulla statale 106 di proprietà di Giuseppe Cundò.
Il gravissimo episodio si è verificato all'una di notte, le fiamme e un forte boato hanno creato preoccupazione tra gli abitanti del quartiere che si sono riversati per la strada. Sul posto si sono prontamente portati i carabinieri di Badolato, una gazzella della compagnia di Soverato e i vigili del fuoco di Chiaravalle che hanno provveduto a spegnere l'incendio.
Dalle prime indiscrezioni sembra che l'incendio sia di natura dolosa in quanto sono state trovate tracce di liquido infiammabile che ignoti hanno cosparso da una delle finestre poste sul retro del bar in fase di ristrutturazione e di prossima apertura. L'incendio si è propagato all'interno del bar provocando danni alla struttura, la deflagrazione ha divelto la serranda e gli infissi del locale. Danni anche agli infissi di un'abitazione del piano superiore del bar, utilizzata come Bad and breakfast, ma attualmente disabitata. Anche in altre abitazioni si sono verificati rottura di vetri e danni agli infissi. Nel primo incendio il locale era andato completamente distrutto. Allora si ipotizzò un corto circuito, anche se le forze dell'ordine indagarono in altre direzioni.
Il proprietario, dopo quattro mesi di chiusura del bar, terminati i lavori, si apprestava alla riapertura. Il locale, per la sua posizione strategica, è uno dei più frequentati del paese. Intanto le forze dell'ordine stanno indagando a 360 gradi per risalire agli incendiari che ancora una volta hanno preso di mira un locale nel basso jonio soveratese. Infatti, nei mesi scorsi, altri incendi di natura dolosa si sono verificati ad attività commerciali ed autovetture nei comuni di Guardavalle, S.Caterina, Badolato, Isca e S.Andrea.
Da segnalare anche il forte impegno dei carabinieri della compagnia di Soverato al comando del capitano Tocci

Franco Laganà, Il Quotidiano, mercoledì 18 maggio 2005