Gil Botulino |
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The German
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sabato 11 Giugno 2005 |
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Badolato "paese dei single", l'ultima proposta di Lanciano
Inesauribile nelle sue proposte originali riguardanti la
"sua" Badolato, questa volta il giornalista Domenico Lanciano ha "studiato"
un progetto destinato ai "single" (non accoppiati o "scoppiati") per vacanze
tutto l'anno da trascorrere nell'antico borgo. Viviana Santoro, Il Quotidiano, sabato 11 giugno 2005 |
| Badolato. Dopo le roventi
polemiche, oggi in consiglio si definiranno i nuovi assetti politici a
palazzo In attesa della nuova giunta Tra i punti all'odg l'approvazione del bilancio di previsione
A Badolato, dopo le polemiche delle settimane scorse
all'interno della stessa maggioranza, provocate da una verifica interna
all'esecutivo conclusasi con la nomina della nuova giunta, tra le forze
politiche di maggioranza e opposizione c'è molta attesa per i risvolti
politici che potranno scaturire dai lavori del consiglio comunale che avrà
luogo oggi alle 17,30. Franco Laganà, Il Quotidiano, venerdì 10 giugno 2005 |
| Inchiesta sul porto di Badolato.
La Cassazione rigetta il ricorso del pm No all'arresto di Gregorace I domiciliari imposti dal gip furono revocati dal Riesame NIENTE arresto per Gianfranco Pietro Gregorace, il direttore dei lavori della Salteg, coinvolto nell'inchiesta sul porto di Badolato. La Corte di Cassazione ha detto no al ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, confermando la decisione del Tribunale del Riesame che, nel mese di febbraio, accogliendo la sollecitazione degli avvocati Nunzio Raimondi e Salvatore Staiano, aveva disposto la revoca degli arresti domiciliari. Resta, dunque, intatta l'ordinanza con cui il Tdl aveva restituito la libertà al cinquantasettenne, originario di Santa Caterina e residente a Soverato, che secondo l'ipotesi del sostituto procuratore Luigi de Magistris era stato il regista della mega-truffa del "porto che non c'è". Un imbroglio colossale, stando al castello messo su dal magistrato in base alle indagini effettuate dai finanzieri del Nucleo provinciale di polizia tributaria, legato all'illegittima erogazione da parte della Regione Calabria e della Comunità europea di diverse migliaia di euro. Un finanziamento pubblico che avrebbe dovuto essere sfruttato per creare sviluppo e che, invece, secondo l'accusa, sarebbe servito soltanto a realizzare interessi privati. Nello specifico gli interessi di Gregoraci e di Mario Grossi, 52 anni, di San Felice sul Panaro, presidente della Salteg, la società che aveva realizzato e gestito la struttura denominata "Bocche di Gallipari". Diversi i ruoli e le responsabilità attribuite ai due uomini, per i quali il gip Flavia Costantini aveva disposto l'applicazione di due diverse misure. Arresti domiciliari per Gregorace e divieto di esercitare l'attività imprenditoriale per Grossi, che, nella realizzazione della presunta truffa, avrebbe avuto un ruolo marginale. Entrambe le misure, in ogni caso, non hanno superato la prova del Tribunale del Riesame, che le ha, infatti, revocate a distanza di pochi giorni, accogliendo i ricorsi presentati dai legali dei due rappresentanti della Salteg. Facendo sì che il primo tornasse in libertà ed il secondo riprendesse il timone di tutte le sue società. Compresa la Salteg. Una decisione, questa, parzialmente contestata dal pubblico ministero, che si è affrettato a proporre un dettagliato ricorso alla Corte di Cassazione, nella speranza di vedere ribaltata la decisione del Tdl e ripristinata la misura cautelare a carico di Gregorace. Una speranza evidentemente vana, se i giudici supremi hanno ritenuto di non accogliere tale sollecitazione e di confermare quanto era stato deciso dai magistrati catanzaresi. Segnando, in tal modo, un punto importante a favore della difesa dei due indagati, che avevano precedentemente subito un duro colpo nell'ambito della vicenda relativa al sequestro. In quella circostanza, la pronuncia del Tribunale del Riesame e quella successiva della Cassazione, furono invece favorevoli alla pubblica accusa, dal momento che entrambe le volte fu confermato il sequestro disposto il 4 agosto scorso. Chiara Spagnolo, Il Quotidiano, venerdì 10 giugno 2005 |
| Disagi e proteste per gli utenti
del basso Jonio costretti a rivolgersi alle strutture private Visite mediche, il calvario delle attese Sette mesi per una elettromiografia. Appello all'assessore Lo Moro La decisione dell'As 7 di attuare un numero limitato di prelievi, visite specialistiche ambulatoriali ed esami radiologici in tutte le strutture sanitarie, e, per mancanza di personale, limitare i ricoveri nel reparto di medicina dell'ospedale di Soverato, con l'attuazione delle liste d'attesa molto lunghe, continua a provocare malcontento e proteste da parte degli utenti del basso Jonio soveratese e chiaravallese. La prima denuncia era partita dopo che il provvedimento aveva provocato una notevole limitazione dei prelievi presso il polo sanitario di Badolato, prelievi che, da 40 giornalieri, erano stati ridotti a 15. La struttura sanitaria di Badolato, per la sua efficienza, era considerata il fiore all'occhiello della sanità comprensoriale, in quanto serve una vasta utenza compresa tra i comuni di Guardavalle e S. Sostene. L'ultimo episodio di malasanità è stato denunciato da una mamma di Santa Caterina il cui figlio, E.C., di appena un anno, necessita di una visita specialistica di ortopedia pediatrica. «Mi sono rivolta al comune per fare la prenotazione tramite il servizio di Cat@hospital, puntualizza la mamma; ebbene, con mio grande stupore, mi è stato riferito che la visita poteva essere effettuata nel mese di ottobre. A nulla sono servite le mie rimostranze per la gravità della situazione del mio bambino. Ora non mi resta che affrontare un viaggio verso Roma, per portare mio figlio in un centro specialistico, oppure rivolgermi a strutture private a pagamento. Voglio denunciare questa situazione di malasanità sperando che le istituzioni e la classe politica calabrese si facciano carico di questa piaga che colpisce sempre i ceti più deboli». Dello stesso tenore tantissime altre denunce di cittadini di Guardavalle, Badolato e S. Andrea. «Sono una madre di famiglia, che necessita di effettuare con urgenza l'esame di elettromiografia, ma per la prenotazione i tempi di attesa sono di sette mesi,una cosa assurda che va denunciata con determinazione». Non meno grave la denuncia di un diabetico di Guardavalle. «Ho subito un piccolo intervento al piede e, dopo le cure, devo effettuare una radiografia per prevenire i rischi di un'eventuale infezione con conseguenze gravi. Il mio medico curante ha scritto sulla ricetta la patologia e l'urgenza, ma per la prenotazione bisogna aspettare la fine di agosto. Per salvaguardare la mia salute sarò costretto ad effettuare la radiografia in uno studio privato, a pagamento, pur essendo un povero pensionato, un cittadino italiano che paga le tasse». Notevoli le difficoltà anche per fare le prenotazioni relative all'esame di fluoroangiografia, infatti, dagli uffici comunali, gli addetti a questo servizio non riescono a collegarsi tramite internet al sito attuato dalla Provincia di Catanzaro. Abbiamo incontrato presso il Polo sanitario di Badolato e gli ospedali di Soverato e Chiaravalle altri utenti che, per alcune visite ambulatoriali, devono aspettare circa quattro mesi. Disappunto anche tra gli operatori sanitari che sostengono che i problemi sollevati dagli utenti potrebbero essere risolti facendo funzionare gli ambulatori anche di pomeriggio. Un appello è stato rivolto all'assessore regionale alla sanità, Doris Lo Moro, per un suo intervento risolutore. Franco Laganà, Il Quotidiano, giovedì 9 giugno 2005 |
| Gli iscritti al Circolo
"Vincenzo Gallelli" di Badolato fanno il punto della situazione La Margherita è sempre disponibile a una verifica collegiale con gli alleati r.p., Il Domani, giovedì 9 giugno 2005 |
| Il presidente Guerino Nisticò
programma le attività delle associazioni Le nuove sfide del "Pianeta giovani" Ad agosto una manifestazione culturale con la radio "Studio 54" Franco laganà, Il Quotidiano, sabato 4 giugno 2005 |