Gil Botulino

The German Observer
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sabato 11 Giugno 2005

Badolato "paese dei single", l'ultima proposta di Lanciano

Inesauribile nelle sue proposte originali riguardanti la "sua" Badolato, questa volta il giornalista Domenico Lanciano ha "studiato" un progetto destinato ai "single" (non accoppiati o "scoppiati") per vacanze tutto l'anno da trascorrere nell'antico borgo.
«L'Università dei Popoli ­ spiega Lanciano ­ sta cercando in tutti i modi di rivitalizzare il borgo antico, dopo che si sono esaurite le esperienze utili ma limitate del "paese in vendita" e dell'accoglienza a i Kurdi. Adesso proponiamo ad istituzioni e cittadini di destinare ai single gran parte della ricettività disponibile per vacanze tutto l'anno».Una soluzione per salvare il borgo? Potrebbe essere, a detta di Lanciano, che è il promotore dell'associazione ed ideatore di tante originali iniziative per far conoscere il borgo come quella del "paese in vendita", attraverso la quale molti stranieri e italiani hanno acquistato case vuote per vivere in un posto tranquillo e suggestivo.Da dove è nata l'ennesima idea del giornalista?
«Dalla consapevolezza che nei Paesi occidentali i cosiddetti single sono in aumento - egli afferma ­e si prevede che tra qualche anno saranno la maggioranza. Occorre loro una capitale che offra un'adeguata ospitalità. Alcune famiglie si stanno già attrezzando con il B&B, per esempio c'è già la Casa dell'eliocriso di Anna Giannuzzzi, una signora genovese che ha comprato una struttura nel vecchio borgo per trasformarla in casa albergo per donne single».
Se questo progetto andrà in porto Badolato potrà vantare il marchio italiano di "Badolato vacanza donna" e "Badolato vacanza uomo"
Ma non finisce qui l'idea del il nostro amico che va oltre ed ha già pensato che le 15 chiese presenti nel borgo potranno essere il degno palcoscenico di eventuali matrimoni che potrebbero scaturire dall'incontro tra i single.
Allora Badolato novella agenzia matrimoniale favorita dalla bellezza del posto e dalla disponibilità dei badolatesi?Ebbene sì, Lanciano ha già scritto al governatore Loiero ed ai principali responsabili del turismo in Calabria, ma anche al sindaco di Badolato, alla "Costa degli angeli" ed agli imprenditori.
Insomma il giornalista ha coinvolto come sempre nelle sue "utopie" rivolte alla valorizzazione del borgo, quanti amano Badolato e ne comprendono le potenzialità turistiche.Quale sarà la prossima "mossa" di questo badolatese che non ha dimenticato la sua terra? Staremo a vedere..

Viviana Santoro, Il Quotidiano, sabato 11 giugno 2005

Badolato. Dopo le roventi polemiche, oggi in consiglio si definiranno i nuovi assetti politici a palazzo
In attesa della nuova giunta
Tra i punti all'odg l'approvazione del bilancio di previsione

A Badolato, dopo le polemiche delle settimane scorse all'interno della stessa maggioranza, provocate da una verifica interna all'esecutivo conclusasi con la nomina della nuova giunta, tra le forze politiche di maggioranza e opposizione c'è molta attesa per i risvolti politici che potranno scaturire dai lavori del consiglio comunale che avrà luogo oggi alle 17,30.

Nove i punti posti all'ordine del giorno, tra cui: comunicazione componenti nuova giunta, approvazione bilancio di previsione 2005; bilancio pluriennale 2005-2007, relazione revisionale e programmatica 2005-2007, approvazione piano triennale opere pubbliche, presa atto dimissioni del Difensore civico, Pasquale Andreacchio, dimissione da rappresentante del comune presso la comunità montana "Versante Jonico" di Isca del consigliere Domenico Bressi, risoluzione contratto con la società Schillacium.

L'attesa riguarda il ruolo che assumeranno i tre consiglieri di maggioranza, Giuseppe Carnara, esponente della Margherita, Giuseppe Leuzzi e Raffaele Lanciano, già ex assessori non riconfermati. Carnara, dopo la nomina della nuova giunta, ha fortemente criticato le scelte del sindaco Andrea Menniti, evidenziando che non ha tenuto conto delle indicazioni emerse durante la verifica e della propria disponibilità ad entrare in giunta, dando invece molto peso al gruppo dei Democratici di sinistra. Invece gli ex assessori Leuzzi e Lanciano, dopo il loro rifiuto di rassegnare le dimissioni per l'apertura di una verifica all'interno dell'esecutivo, richiesta dai Ds, hanno contestato la decisione di Menniti di procedere alla verifica e al ritiro delle deleghe, nonchè alla nomina della nuova giunta a quattro.

Al "Quotidiano" i due ex assessori dichiaravano che il loro rifiuto di dimettersi era dovuto al fatto che, secondo loro, all'interno dell'esecutivo avevano operato bene e nell'interesse della collettività.

Una critica sottile sulla composizione della nuova giunta era stata rivolta anche dal presidente del consiglio, Salvatore Caminiti, dirigente dei Ds, il quale evidenziava che in un incontro tra i gruppi di maggioranza si era deciso di nominare una giunta a sei, di cui dovevano far parte,oltre agli ex assessori Giuseppe Leuzzi, Teresa Pultrone, Nicola Criniti e Pietro Piroso, Domenico Bressi, consigliere dei Ds, e l'esterno Tonino Parretta, esponente della Margherita.

Da parte sua, il sindaco, chiamato in causa, rispondeva alle polemiche con una nota stampa inviata alla nostra redazione, in cui contestava le dichiarazioni di Caminiti e spiegava che la nomina della giunta a quattro non era da ritenersi chiusa. Infatti, puntualizzava che il nuovo esecutivo, composto dagli assessori Criniti, Piroso, Pultrone e Bressi, era scaturito da diverse riunioni, presenti i rappresentanti del movimento "Arcobaleno"e del comitato elettorale, nelle quali aveva avuto largo mandato perché si nominasse la nuova giunta.

«Prendendo spunto, sosteneva il sindaco, dalla proposta dello stesso Caminiti, ho deciso di iniziare con un esecutivo temporaneo di quattro assessori. I piu' soddisfatti si dichiaravano i Ds, i quali valutavano positivamente l'incarico di Bressi, assessore ai lavori pubblici e all'urbanistica, e di Criniti al bilancio- sport e ambiente».

Menniti, nella sua dichiarazione, annunciava che a giorni avrebbe formulato una nuova giunta. Inoltre, invitava anche ciascun consigliere a sostenere l'attuale maggioranza per garantire governabilità, e ad impegnarsi per risolvere i problemi reali della popolazione, altrimenti si sarebbero dovuti assumere tutte le responsabilità dell'affossamento, a distanza di un anno, dell'amministrazione comunale, con tutte le conseguenze e i danni che ne sarebbero derivati per l'intera collettività. Conludeva affermando:«Ma io sono convinto che i cittadini di Badolato sapranno valutare e discernere».

Questo, il clima politico del consiglio comunale che si terrà oggi. Sicuramente un ruolo importante nel dibattito sarà svolto dai tre consiglieri, Leuzzi, Lanciano e Carnara, che hanno fortemente criticato l'operato del sindaco Menniti. In molti si chiedono: dopo la tempesta, i contestatori rientreranno nei ranghi? Oppure si porranno in una posizione di contrasto?

Franco Laganà, Il Quotidiano, venerdì 10 giugno 2005

Inchiesta sul porto di Badolato. La Cassazione rigetta il ricorso del pm
No all'arresto di Gregorace
I domiciliari imposti dal gip furono revocati dal Riesame

NIENTE arresto per Gianfranco Pietro Gregorace, il direttore dei lavori della Salteg, coinvolto nell'inchiesta sul porto di Badolato. La Corte di Cassazione ha detto no al ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, confermando la decisione del Tribunale del Riesame che, nel mese di febbraio, accogliendo la sollecitazione degli avvocati Nunzio Raimondi e Salvatore Staiano, aveva disposto la revoca degli arresti domiciliari.


Resta, dunque, intatta l'ordinanza con cui il Tdl aveva restituito la libertà al cinquantasettenne, originario di Santa Caterina e residente a Soverato, che secondo l'ipotesi del sostituto procuratore Luigi de Magistris era stato il regista della mega-truffa del "porto che non c'è".

Un imbroglio colossale, stando al castello messo su dal magistrato in base alle indagini effettuate dai finanzieri del Nucleo provinciale di polizia tributaria, legato all'illegittima erogazione da parte della Regione Calabria e della Comunità europea di diverse migliaia di euro. Un finanziamento pubblico che avrebbe dovuto essere sfruttato per creare sviluppo e che, invece, secondo l'accusa, sarebbe servito soltanto a realizzare interessi privati. Nello specifico gli interessi di Gregoraci e di Mario Grossi, 52 anni, di San Felice sul Panaro, presidente della Salteg, la società che aveva realizzato e gestito la struttura denominata "Bocche di Gallipari".

Diversi i ruoli e le responsabilità attribuite ai due uomini, per i quali il gip Flavia Costantini aveva disposto l'applicazione di due diverse misure. Arresti domiciliari per Gregorace e divieto di esercitare l'attività imprenditoriale per Grossi, che, nella realizzazione della presunta truffa, avrebbe avuto un ruolo marginale. Entrambe le misure, in ogni caso, non hanno superato la prova del Tribunale del Riesame, che le ha, infatti, revocate a distanza di pochi giorni, accogliendo i ricorsi presentati dai legali dei due rappresentanti della Salteg.

Facendo sì che il primo tornasse in libertà ed il secondo riprendesse il timone di tutte le sue società. Compresa la Salteg.
Una decisione, questa, parzialmente contestata dal pubblico ministero, che si è affrettato a proporre un dettagliato ricorso alla Corte di Cassazione, nella speranza di vedere ribaltata la decisione del Tdl e ripristinata la misura cautelare a carico di Gregorace. Una speranza evidentemente vana, se i giudici supremi hanno ritenuto di non accogliere tale sollecitazione e di confermare quanto era stato deciso dai magistrati catanzaresi.

Segnando, in tal modo, un punto importante a favore della difesa dei due indagati, che avevano precedentemente subito un duro colpo nell'ambito della vicenda relativa al sequestro. In quella circostanza, la pronuncia del Tribunale del Riesame e quella successiva della Cassazione, furono invece favorevoli alla pubblica accusa, dal momento che entrambe le volte fu confermato il sequestro disposto il 4 agosto scorso.

Chiara Spagnolo, Il Quotidiano, venerdì 10 giugno 2005

Disagi e proteste per gli utenti del basso Jonio costretti a rivolgersi alle strutture private
Visite mediche, il calvario delle attese
Sette mesi per una elettromiografia. Appello all'assessore Lo Moro

La decisione dell'As 7 di attuare un numero limitato di prelievi, visite specialistiche ambulatoriali ed esami radiologici in tutte le strutture sanitarie, e, per mancanza di personale, limitare i ricoveri nel reparto di medicina dell'ospedale di Soverato, con l'attuazione delle liste d'attesa molto lunghe, continua a provocare malcontento e proteste da parte degli utenti del basso Jonio soveratese e chiaravallese.

La prima denuncia era partita dopo che il provvedimento aveva provocato una notevole limitazione dei prelievi presso il polo sanitario di Badolato, prelievi che, da 40 giornalieri, erano stati ridotti a 15. La struttura sanitaria di Badolato, per la sua efficienza, era considerata il fiore all'occhiello della sanità comprensoriale, in quanto serve una vasta utenza compresa tra i comuni di Guardavalle e S. Sostene.

L'ultimo episodio di malasanità è stato denunciato da una mamma di Santa Caterina il cui figlio, E.C., di appena un anno, necessita di una visita specialistica di ortopedia pediatrica.

«Mi sono rivolta al comune per fare la prenotazione tramite il servizio di Cat@hospital, puntualizza la mamma; ebbene, con mio grande stupore, mi è stato riferito che la visita poteva essere effettuata nel mese di ottobre. A nulla sono servite le mie rimostranze per la gravità della situazione del mio bambino. Ora non mi resta che affrontare un viaggio verso Roma, per portare mio figlio in un centro specialistico, oppure rivolgermi a strutture private a pagamento. Voglio denunciare questa situazione di malasanità sperando che le istituzioni e la classe politica calabrese si facciano carico di questa piaga che colpisce sempre i ceti più deboli».

Dello stesso tenore tantissime altre denunce di cittadini di Guardavalle, Badolato e S. Andrea.

«Sono una madre di famiglia, che necessita di effettuare con urgenza l'esame di elettromiografia, ma per la prenotazione i tempi di attesa sono di sette mesi,una cosa assurda che va denunciata con determinazione».

Non meno grave la denuncia di un diabetico di Guardavalle.

«Ho subito un piccolo intervento al piede e, dopo le cure, devo effettuare una radiografia per prevenire i rischi di un'eventuale infezione con conseguenze gravi. Il mio medico curante ha scritto sulla ricetta la patologia e l'urgenza, ma per la prenotazione bisogna aspettare la fine di agosto. Per salvaguardare la mia salute sarò costretto ad effettuare la radiografia in uno studio privato, a pagamento, pur essendo un povero pensionato, un cittadino italiano che paga le tasse».

Notevoli le difficoltà anche per fare le prenotazioni relative all'esame di fluoroangiografia, infatti, dagli uffici comunali, gli addetti a questo servizio non riescono a collegarsi tramite internet al sito attuato dalla Provincia di Catanzaro.

Abbiamo incontrato presso il Polo sanitario di Badolato e gli ospedali di Soverato e Chiaravalle altri utenti che, per alcune visite ambulatoriali, devono aspettare circa quattro mesi. Disappunto anche tra gli operatori sanitari che sostengono che i problemi sollevati dagli utenti potrebbero essere risolti facendo funzionare gli ambulatori anche di pomeriggio. Un appello è stato rivolto all'assessore regionale alla sanità, Doris Lo Moro, per un suo intervento risolutore.

Franco Laganà, Il Quotidiano, giovedì  9 giugno 2005

Gli iscritti al Circolo "Vincenzo Gallelli" di Badolato fanno il punto della situazione
La Margherita è sempre disponibile a una verifica collegiale con gli alleati

r.p.,  Il Domani, giovedì  9 giugno 2005

Il presidente Guerino Nisticò programma le attività delle associazioni
Le nuove sfide del "Pianeta giovani"
Ad agosto una manifestazione culturale con la radio "Studio 54"

Franco laganà,  Il Quotidiano, sabato  4 giugno 2005