Gil Botulino

The German Observer
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mercoledì 6 Luglio 2005

I Democratici di Sinistra pronti ad uscire dalla maggioranza dopo il provvedimento di forza di Menniti


Ad orario come sempre improvvido (l’ultima volta arrivarono alle 8 del mattino), i vigili urbani di Badolato mi hanno consegnato la relata di notifica con cui mi si annunciava la destituzione (“revoca” in termini tecnici) dalla carica di assessore e quindi vicesindaco di questo Comune.

Le motivazioni sono in realtà ininfluenti, ma curiose..e molti potrebbero comunque volerle conoscere: [premesso che] avviata la fase finale della verifica per la composizione definitiva della Giunta, essendo venuti meno i presupposti della fiducia fra il sottoscritto [è il sindaco che parla] e l’assessore Nicola Criniti è emersa anche a seguito di valutazioni di opportunità politica, la necessità di revocare il mandato di assessore e vicesindaco al consigliere Nicola Criniti.

La nota, poi, chiama in causa Mimmo Bressi che si erano cercati di acquisire cercando anche di farlo uscire dal partito:

E arriviamo dunque all’altro assessore Domenico Bressi al quale è stata manifestata piena fiducia, nonché l’intenzione del sottoscritto di revocare l’incarico al Consigliere Nicola Criniti;
che per effetto di quanto comunicato al Consigliere Domenico Bressi, lo stesso faceva sapere che per uno spirito di appartenenza politica, nonché per una stima personale nei confronti del consigliere Nicola Criniti, nel caso di revoca del Vice Sindaco, avrebbe presentato le sue dimissioni irrevocabili, quindi manifestando di fatto la volontà di non far parte di una Giunta nella quale non fosse presente il Consigliere Nicola Criniti.
Grazie Mimmarè..a buon rendere!

In realtà non è la prima volta che cercano di farci mettere contro per le cosiddette “poltrone”: nel 1997, quando lui era Presidente di Comunità Montana, “5 stelle” cercò di colpirlo intromettendosi nella votazione del consigliere della minoranza da mandare appunto in Comunità Montana. In sostanza mentre noi 3 della minoranza Ulivo votammo Mimmo, ben 4 consiglieri di maggioranza fecereo convergere i loro voti su di me…all’epoca dovevo sembrare ancora un bravo ragazzo….naturalmente mi dimisi seduta stante ed a pensarci ora mi dispiacque non essere stato molto più duro contro 5 stelle, visto che venivo votato solo in modo strumentale.
Abbiamo sempre ragionato (e continueremo a farlo, purtroppo per qualcuno) come partito e non come singoli in cerca di poltrone….cmq…acqua passata…. o no?

No! In realtà sta comunità montana torna sempre un po’ a creare scompigli... bene inteso…è solo la goccia di un vaso già traboccante e prima o dopo qualcosa sarebbe successo, ma il motivo finale che ha aizzato qualcuno contro di me sta nel mancato arrivo in Comunità Montana della consigliera Assunta Carnuccio (Faro).
In pratica sarei quello identificato come colui che si è opposto a tale nomina (e non me ne pento di certo: al Faro non doveva toccare nulla per come sancito due anni fa nell’accordo che ha dato vita a questa oramai moribonda amministrazione).

Questa la goccia ripeto, ma il vaso era già colmo.
Le motivazioni sopra riportate, possono magari incuriosire, sono solo scemenze e Ninuzzo Menniti lo sa bene. Tra di noi non c’è stato il minimo screzio, la minima disparità di vedute né a livello personale né a livello politico. Ancora fino a ieri stavamo facendo giunta assieme come se nulla fosse. In queste ultimissime settimane siamo stati più volte allo stesso tavolo in occasioni conviviali, altre volte a rappresentare il Comune assieme e comunque non mi ha mai detto nulla di nulla. Addirittura non è neppure passato un mese da quando ha presentato la nuova Giunta (voluta esclusivamenteda lui e dal consigliere Gaetano Stagno) in consiglio comunale, difendendola e dicendo che andava integrata!
Tutto questo per dire che sotto sotto c’è qualcosa che non va. Troppo sciocca e autolesionista una mossa del genere: per giustificarla hanno cercato miriadi di pretesti, manifesti in cui mettevano Turi Caminiti contro di me su cose evanescenti (verifica finita o no), hanno riempito il paese su maldicenze che io avrei messo in giro sul sindaco stesso, hanno fatto articoli parlando di necessità di ridimensionamento DS (che il sindaco smentiva in nostra presenza parlando di integrazione al massimo) o manifestini di livello insulso ed offensivi come quello del Faro contro i DS (documento di cui il sindaco diceva di non sapere niente).
In tutto ciò il sindaco non mi ha ovviamente neanche telefonato per dirmi che qualcosa non andava: coda di paglia o cosa?
Bah…lo saprà lui a questo punto
Insomma è riuscito a sconfessare se stesso in due mesi, si appresterebbe a fare la sua terza giunta in meno di un anno, e senza i DS che a questo punto sono fuori dalla maggioranza (perché tale revoca non è frutto di una verifica o discussione ma di un’aperta cacciata dalla giunta) è già diventato minoranza in consiglio comunale (dove i DS sono 4). Cioè un suicidio.

A questo punto o è troppo lunatico o prende i consigli sbagliati.
In tutti e due i casi, comunque, amministrando un ente con 3.600 abitanti forse davvero troppo pericoloso per sé e per gli altri.

Nicola Criniti

Badolato. Il circolo "Aprile" punta il dito sulle scelte della maggioranza al Comune
Sinistra contro sinistra
Il sindaco Andrea Menniti prepara la giunta-ter con sei assessori


BADOLATO - L'arrivo delle alte temperature, ha innalzato anche il clima politico a Badolato.

Infatti con un volantino il circolo "Aprile Per la sinistra", ha chiesto le dimissioni dell'attuale maggioranza "Arcobaleno", guidata dal sindaco Andrea Menniti in carica da circa un anno. L'iniziativa del circolo della sinistra, che fa riferimento a livello nazionale all'onoroverole Berlinguer, arriva dopo le aspre polemiche che si protraggono da oltre un mese all'interno della stessa maggioranza, dopo le dimissioni del difensore civico, Pasquale Andreacchio, espressione dei Ds, e le dimissioni dell'assessore esterno Assunta Criniti della Margherita, sono iniziate le lotte interne con la pubblicazione di volantini e interviste da parte dei dirigenti di partito, e dei movimenti che compongono la coalizione "Arcobaleno" : Margherita, Democratici di Sinistra, Il Faro, Indipendenti, che si sono lanciate accuse a vicenda, sia sull'operato della giunta, con la richiesta dei Ds di una verifica interna che ha provocato il primo scossone con l'intervento del sindaco che ha provveduto al ritiro della delega agli assessori, Raffaele Lanciano e Giuseppe Lezzi, che non avevano accettato di consegnare le deleghe, non condividendo la decisione del sindaco Menniti, espressione del Movimento Il Faro.

Successivamente il primo cittadino annunciava la nascita della nuova giunta che da sei assessori veniva ridotta a quattro, di cui facevano parte, Nicola Criniti, Pietro Piroso, Teresa Pultrone e il nuovo entrato, Domenico Bressi, dimessosi da consigliere della Comunità Montana di Isca. Il varo del nuovo esecutivo ha provocato critiche da parte degli ex assessori, Lezzi e Lanciano non riconfermati, proteste che sono arrivate anche da parte del consigliere di maggioranza, Giuseppe Carnara, esponente della Margherita.

«Il Balletto delle cariche», questo è il titolo del volantino diffuso dal circolo con il quale vengono chieste le dimissioni dell'amministrazione comunale e nel quale si legge: «L'associazione politico culturale Aprile. Per la Sinistra, nel valutare negativamente l'operato dell'amministrazione comunale Arcobaleno , esprime preoccupazione per l'immagine, il degrado sociale, ambientale e culturale in cui versa Badolato.

Dall'insediamento, avvenuto un anno fa, i nostri amministratori non hanno saputo dare soluzione ai tanti problemi che interessano la comunità. Si sono concentrati, invece , con quotidiani litigi, su come assumere le cariche in giunta,quindi giunte che nascono e muoiono, assessori mandati a casa, lotte di potere, politica umiliata» . Cosi prosegue «Noi ci facciamo interpreti del malessere della maggioranza dei cittadini badolatesi, che giornalmente denuncia l'incapacità amministrativa del sindaco e della sua maggioranza,ribadendo la mancanza di una progettualità politico - amministrativa: non hanno presentato nessun progetto per i servizi civili, hanno abbandonato al degrado opere e strutture pubbliche quali il porto,il centro polifunzionale,il campo sportivo,il parco giochi della scuola elementare,il verde pubblico, il lungomare, l'impiantistica sportiva, e ci fermiamo qui perché l'elenco sarebbe troppo lungo».

«Con le risse interne per accaparrarsi posti di potere, hanno accentuato la sfiducia nelle istituzioni e creato nuove tensioni sociali. Con le interviste alla stampa , all'emittente Telejonio e i volantini , i rappresentanti della maggioranza si lanciano scambievolmente accuse pesanti e di basso livello politico». «In questo clima cosi armonioso: Come si fa ad amministrare ? Come si possono risolvere i tanti e gravi problemi della collettività? Le lotte intestine per la nascita della nuova giunta a sei sono state appianate? Chi saranno gli esclusi e chi, invece, i nuovi assessori?».

«Alla luce di tutto questo,riteniamo che codesta amministrazione sia giunta al capolinea e che, per evitare ulteriori danni al paese, si deve dimettere per ridare al popolo, che è sovrano, la possibilità di andare al voto nella prossima primavera, in concomitanza con le prossime elezioni politiche».

Fin qui il documento di Aprile.Quali saranno le reazioni politiche della maggioranza considerando che da indescrizioni il sindaco Menniti si prepara a varare la nuova giunta ter a sei, con esclusione di alcuni assessori e il rientro di altri in precedenza mandati a casa.

Franco Laganà tratto da: Il Quotidiano

PORTO DI BADOLATO
Ricorre al Tar la società che ha realizzato l'approdo

La Salteg contro la Soprintendenza

Torna d'attualità, in piena stagione turistica, la controversa vicenda del porto di Badolato «Bocche di Gallipari», unico approdo tra Roccella e Catanzaro Lido, posto sotto sequestro dalla magistratura parecchi mesi fa dopo aver accertato irregolarità nella costruzione dell'opera.

A riaccendere i riflettori sul porto - e ad allontanare ulteriormente il "varo" della darsena - è la battaglia legale che è riesplosa nei giorni scorsi nelle aule del Tribunale amministrativo regionale. A rivolgersi al Tar con un nuovo ricorso corredato di istanza cautelare è la società Salteg costruttrice del porto, che ha impugnato un recente provvedimento del 30 maggio scorso con il quale la Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio della Calabria ha negato la validità dell'autorizzazione paesaggistica sanatoria rilasciata dalla Provincia, peraltro a seguito di un'ordinanza del Tar, alla stessa società Salteg.

La Salteg aveva realizzato a Badolato un porto turistico dopo aver ottenuto nel 2001 l'autorizzazione paesaggistica dalla Provincia, rilasciata all'ing. Gianfranco Gregorace. In fase esecutiva si è manifestata però la necessità di estendere il bacino di ormeggio e di ampliare la superficie di terraferma.
Terminata l'opera la Salteg ha avviato la procedura per ottenere l'autorizzazione paesaggistica in sanatoria per le varianti apportate. La valutazione dell'abuso è stata compiuta in primo luogo dalla Regione (che ha sanzionato l'abuso disponendo il pagamento di 30 mila euro) antecedentemente all'entrata in vigore del Codice Urbani.

Restava quindi da ottenere l'autorizzazione delle Provincia. Nel frattempo, a causa dell'ancora non perfezionato iter che avrebbe dovuto sanare e autorizzare le modifiche apportate, il porto ha subìto il sequestro penale disposto dal Gip del tribunale di Catanzaro e confermato dal Tribunale del Riesame. In questo contesto ha assunto importanza fondamentale, anche per gli esiti connessi del procedimento penale, il procedimento finalizzato ad ottenere l'autorizzazione paesaggistica in sanatoria dalla Provincia.


Questa però ha emesso un provvedimento di diniego, lo stesso che la Salteg´nei mesi scorsi ha impugnato davanti al Tar ottenendo dai giudici amministrativi che il diniego dell'Amministrazione provinciale venisse sospeso. La Provincia ha dovuto rivedere pertanto la sua decisione rilasciando, il 27 dicembre scorso, l'autorizzazione paesaggistica in sanatoria, precisando che questa avrebbe assunto efficacia dopo 60 giorni dalla data di ricevimento da parte della Soprintendenza. La quale, tuttavia, ha negato efficacia all'autorizzazione della Provincia, sostenendo che quest'ultima doveva ritenersi superata in virtù della successiva richiesta, da parte della Salteg, dell'accertamento di compatibilità paesaggistica, ai sensi della legge n.308 del 15 dicembre 2004. Da qui il nuovo ricorso al Tar della Salteg (n.713/2005), anche in questo nuovo contenzioso difesa dall'avv. Alfredo Gualtieri, per ottenere l'annullamento, previa sospensiva, del diniego della Soprintendenza.

Betty Calabretta, Gazzetta del Sud, lunedì 4 luglio 2005

PORTO DI BADOLATO La posizione del consigliere provinciale del Prc Pino Commodari
«No al dissequestro a intermittenza»

Il Domani, martedì 5 luglio 2005

Ci sono i tartufi ma nessuno lo sa

CATANZARO – La Calabria ha una miniera d'oro: il tartufo. I calabresi, però, non la conoscono, mentre dal Centro-Nord c'è chi si reca in calabria per cercarli, accompagnati da cani addestrati. Lo sostiene l'Università dei Popoli, con sede a Badolato diretta dal prof. Antonio Gesualdo. Per i funghi, attività molto fiorente che registra ben 13 tipi classificati, invece, esistono i cercatori, con numerose associazioni di volontariato. Per valorizzare il tartufo calabrese, l'Università dei Popoli ha scritto al Governatore Agazio Loiero, ai Presidenti delle cinque province, al Preside della Facoltà di Agraria di Reggio Calabria, ad altri enti ed Associazioni per «chiedere di avviare un serio discorso di valorizzazione del tartufo calabrese, inserendo la regione nell'apposito circuito nazionale ed internazionale del tartufo, redditizio pure per il turismo e la gastronomia della Calabria». L'Università dei Popoli spera che «si realizzi anche nella regione Calabria una vera e propria corsa all'oro bianco», rappresentato da questo prezioso fungo sotterraneo, il tartufo. (agi)

Gazzetta del Sud, mercoledì 6 luglio 2005

PORTO DI BADOLATO Ricorre al Tar la società che ha realizzato l'approdo
La Salteg contro la Soprintendenza

Torna d'attualità, in piena stagione turistica, la controversa vicenda del porto di Badolato «Bocche di Gallipari», unico approdo tra Roccella e Catanzaro Lido, posto sotto sequestro dalla magistratura parecchi mesi fa dopo aver accertato irregolarità nella costruzione dell'opera. A riaccendere i riflettori sul porto - e ad allontanare ulteriormente il “varo” della darsena - è la battaglia legale che è riesplosa nei giorni scorsi nelle aule del Tribunale amministrativo regionale. A rivolgersi al Tar con un nuovo ricorso corredato di istanza cautelare è la società Salteg costruttrice del porto, che ha impugnato un recente provvedimento del 30 maggio scorso con il quale la Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio della Calabria ha negato la validità dell'autorizzazione paesaggistica sanatoria rilasciata dalla Provincia, peraltro a seguito di un'ordinanza del Tar, alla stessa società Salteg. La Salteg aveva realizzato a Badolato un porto turistico dopo aver ottenuto nel 2001 l'autorizzazione paesaggistica dalla Provincia, rilasciata all'ing. Gianfranco Gregorace. In fase esecutiva si è manifestata però la necessità di estendere il bacino di ormeggio e di ampliare la superficie di terraferma. Terminata l'opera la Salteg ha avviato la procedura per ottenere l'autorizzazione paesaggistica in sanatoria per le varianti apportate. La valutazione dell'abuso è stata compiuta in primo luogo dalla Regione (che ha sanzionato l'abuso disponendo il pagamento di 30 mila euro) antecedentemente all'entrata in vigore del Codice Urbani. Restava quindi da ottenere l'autorizzazione delle Provincia. Nel frattempo, a causa dell'ancora non perfezionato iter che avrebbe dovuto sanare e autorizzare le modifiche apportate, il porto ha subìto il sequestro penale disposto dal Gip del tribunale di Catanzaro e confermato dal Tribunale del Riesame. In questo contesto ha assunto importanza fondamentale, anche per gli esiti connessi del procedimento penale, il procedimento finalizzato ad ottenere l'autorizzazione paesaggistica in sanatoria dalla Provincia. Questa però ha emesso un provvedimento di diniego, lo stesso che la Salteg nei mesi scorsi ha impugnato davanti al Tar ottenendo dai giudici amministrativi che il diniego dell'Amministrazione provinciale venisse sospeso. La Provincia ha dovuto rivedere pertanto la sua decisione rilasciando, il 27 dicembre scorso, l'autorizzazione paesaggistica in sanatoria, precisando che questa avrebbe assunto efficacia dopo 60 giorni dalla data di ricevimento da parte della Soprintendenza. La quale, tuttavia, ha negato efficacia all'autorizzazione della Provincia, sostenendo che quest'ultima doveva ritenersi superata in virtù della successiva richiesta, da parte della Salteg, dell'accertamento di compatibilità paesaggistica, ai sensi della legge n.308 del 15 dicembre 2004. Da qui il nuovo ricorso al Tar della Salteg (n.713/2005), anche in questo nuovo contenzioso difesa dall'avv. Alfredo Gualtieri, per ottenere l'annullamento, previa sospensiva, del diniego della Soprintendenza.

Betty Calabretta, Gazzetta del Sud, lunedì 4 luglio 2005