Gil Botulino

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domenica 24 Luglio 2005

Si svolgerà il 10 agosto. La decisione presa nel corso di una riunione con il segretario provinciale Ds, Amendola
Dopo 15 anni a Isca torna la festa dell'"Unità"

Nel Basso jonio soveratese, alla presenza del segretario provinciale Franco Amendola, i Democratici di Sinistra hanno tenuto una serie di riunioni con la presenza dei segretari di sezione dei comuni della comunità montana del "Versante Jonico" : Guardavalle, S. Caterina, Badolato, Isca, S.Andrea, S. Sostene, Davoli, Satriano, Cardinale.
L'incontro, è servito a fare il punto sulla situazione politica nelle diverse realtà comprensoriali, superando divisioni interne. Approfondite le tematiche per la campagna tesseramento, l'organizzazione delle Feste dell'Unità, verifiche amministrative, nelle realtà dove i Ds sono forza di governo e di opposizione, progetti e programmi in vista delle prossime amministrative in alcuni comuni del comprensorio, che coincideranno con le consultazioni politiche di primavera.
La discussione più articolata, ha riguardato la situazione dell'ente montano di Isca, che vede alla presidenza un esponente dell'Udeur, Gaetano Stagno, sostenuto da una coalizione trasversale di centro destra, con esponenti del centro sinistra che vi hanno aderito a titolo personale, mentre, i rappresentanti dei Ds, sono all'opposizione. Amendola, nel dare una valutazione negativa dell'accordo, portato avanti da Stagno, ha dichiarato che chiederà un incontro con i segretari provinciali del centrosinistra per chiudere questa esperienza negativa. «Lavoreremo, ha detto Amendola, per ridare alla comunità montana un governo di centrosinistra, capace di riprendere un forte e propositivo intervento sulle varie problematiche del territorio. La statale jonica 106, la ferrovia, la viabilità collinare e montana, il porto di Badolato, la sanità, lo sviluppo economico, sociale e culturale del basso jonio, che rischia l'isolamento».
Amendola, si è poi incontrato separatamente con i dirigenti delle sezioni di Badolato e Isca. Con i primi si è valutata la gravissima situazione politica amministrativa dopo la decisione dei quattro consiglieri diessini di maggioranza di abbandonare la coalizione guidata dal sindaco Menniti, chiedere la sua sfiducia, coinvolgendo in questa operazione i cinque consiglieri del gruppo di minoranza "Cinque Stelle". Amendola, ha invitato i suoi compagni di partito di attivarsi per superare le divisioni con tantissimi compagni che sono stati allontanati o che hanno deciso di prendere le distanze dalla sezione, provocando in questi anni lacerazioni nel partito. Ha sollecitato i quattro consiglieri a chiedere la convocazione del consiglio comunale, in quanto in una precedente riunione, il coordinatore del movimento Cinque Stelle, Gerardo Mannello, e il compagno Vincenzo Piperissa, coordinatore di Aprile per la Sinistra, Vincenzo Piperissa, si sono dichiarati disponibili ad un dibattito politico nella sede istituzionale per sfiduciare l'amministrazione Menniti. Invece, con i dirigenti diessini di Isca, il segretario provinciale, ha analizzato lo stato di salute del partito, la necessità della sua riorganizzazione sul territorio.
Nell'attesa del tesseramento e del congresso di sezione, sono stati nominati due responsabili, Carmine Pervi e Agazio La Croce. Si è deciso anche di organizzare per il 10 agosto il festival dell'Unità, che ritorna ad Isca dopo 15 anni.
Da numerosi interventi, è emersa la determinazione di un forte impegno del partito per ritornare ad essere un punto di riferimento per tutta la sinistra.

Franco Laganà, Il Quotidiano, sabato 23 luglio 2005

Il pm dovrà ora decidere se portare in aula gli affiliati alla cosca Gallace-Novella
"Mithos", chiesti 81 rinvii a giudizio
Avrebbero imposto il controllo sul Basso Jonio catanzarese

DIECI mesi di indagini per arrivare alla possibilità di un processo contro 81 persone. Dal 23 settembre del 2004 al 23 luglio del 2005, quando il sostituto procuratore della Repubblica Gerardo Dominijanni ha depositato, presso l'ufficio gip, la richiesta di rinvio a giudizio.
81 persone che, a diverso titolo, dovranno rispondere di ipotesi d'accusa che vanno dall'associazione a delinquere di tipo mafioso al danneggiamento, passando attraverso estorsioni, rapine, traffico internazionale di armi, produzione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, fino al controllo degli appalti pubblici. Un vero e proprio fiume in piena che travolse il Basso Ionio e, in particolare, i centri di Guardavalle, Badolato e Santa Caterina.
L'inchiesta "Mithos", si sposta dunque nella aule giudiziarie dove, nei prossimi mesi, inizierà l'udienza preliminare a carico di presunti affiliati al clan che teneva sotto scacco il Basso Ionio catanzarese. Un'indagine complessa, al punto da interessare anche il Lazio dove, contestualmente, si svolse un'altra attività dell'Arma denominata "Appia", con la quale si fece piena luce sui tentacoli della 'ndrangheta calabrese capace di conquistare le coste romane. Un'influenza ramificata anche nella Lombardia, nei centri di Rho e Legnano, e nella provincia di Reggio Calabria, con Stilo e Monasterace.
Qui regnavano, secondo le ipotesi dell'accusa che hanno portato alla richiesta di rinvio a giudizio, le regole della potente cosca Gallace-Novella. Nulla è servito a smontare l'impianto delle indagini, nemmeno le dichiarazioni spontanee rilasciate durante gli interrogatori effettuati a cospetto del pm, dopo la chiusura delle indagini preliminari.
Secondo l'ipotesi accusatoria, tutti erano pronti a rispondere agli ordini impartiti dai presunti boss Vincenzo Gallace e Carmine Novella, capi incontrastati, chiamati a gestire le attività illecite nonché ad organizzare le gerarchie ed i rapporti tra gli affiliati, spesso parenti tra loro.
A conferma di un'organizzazione malavitosa che proprio sui vincoli parentali basava la sua forza e irrobustiva la sua capacità di controllo. Gli appalti pubblici in Calabria e il traffico di stupefacenti nel Lazio, le maggiori fonti di ricchezza a cui la Procura della Repubblica di Catanzaro ha voluto porre fine.
Con grande facilità, la cosca passava dai rapporti molto stretti con gli ambienti politici locali, ai contatti molto stretti con le linee di traffico provenienti da Siria, Turchia, Svizzera, Germania, Olanda e dai cartelli sudamericani. Fino al controllo dei campionati dilettantistici di calcio, anch'essi finiti sotto la gestione diretta delle 'ndrine del Basso Ionio.
Ma i legami più redditizi gli affiliati ai Gallace-Novella li avrebbero tenuti e mantenuti anche con esponenti istituzionali, a partire da alcuni amministratori dei Comuni del Basso Ionio, grazie ai quali veniva esercitata una sorta di "esclusivo" controllo degli appalti pubblici e in particolare di quelli relativi alla ricostruzione dopo l'alluvione del 2000. Dalle tangenti, ai lavori gestiti direttamente, a quelli affidati ad imprese "amiche", chiamando in causa anche alcune opere effettuate per conto della Provincia di Catanzaro, passando attraverso lo scioglimento, nel novembre del 2003, del Consiglio comunale di Guardavalle per presunte infiltrazioni mafiose.
Depositata la richiesta di rinvio a giudizio da parte del sostituto procuratore Dominijanni, potrebbe essere l'aula del Tribunale di Catanzaro il luogo in cui, una volta per tutte, si farebbe piena luce sull'influenza esercitata dalla 'ndrangheta nel panorama catanzarese del Basso Ionio.

Saverio Puccio, Il Quotidiano, domenica 24 luglio 2005

I nomi delle persone per le quali il pm ha depositato la richiesta del processo


Francesco Aloi, 38 anni di Guardavalle (detenuto); Raffaele Andreacchio, 33 anni di Guardavalle, "Apatico" (detenuto); Raffaele Barletta, 49 anni di Guardavalle (latitante); Luciano Bonelli, 30 anni di Isca sullo Jonio (libero); Giuseppe Antonio Campagna, 46 anni di Isca sullo Jonio (libero); Salvatore Carioti, 29 anni di Guardavalle (detenuto); Francesco Cicino, 35 anni di Guardavalle, "u Berlocco" (detenuto); Francesco Cicino, 72 anni di Guardavalle, "Ciccio Cuttunaro" (arresti domiciliari); Eliseo Andrea Codispoti, 54 anni di S. Andrea Apostolo dello Jonio (libero); Roberto Salvatore Codispoti, 38 anni di S. Andrea Apostolo dello Jonio (libero); Rocco Colubriale, 32 anni di S. Caterina Jonio (libero); Rosario Colubriale, 25 anni di S. Caterina Jonio, "Lallo" (detenuto); Domenico Comito, 24 anni di Badolato, "U Gaspare" (libero); Damiano Emanuele, 28 anni di Catanzaro, "Occhi e sveglia" (libero); Domenico Fazzalaro, 33 anni di S. Caterina dello Jonio, "Big Babol" (latitante); Andriano Fiorenza, 31 anni di S. Caterina dello Jonio (arresti domiciliari); Antonio Fiorenza, 28 di S. Caterina Jonio (libero); Pasquale Fiorenza, 27 anni di S. Caterina Jonio (libero), Giuseppe Frustagli, 29 anni di S. Sostene marina (detenuto); Francesco Galati, 29 anni di Guardavalle, "U Fascista" (detenuto); Agazio Gallace, 51 anni di Guardavalle (arresti domiciliari); Angelo Gallace, 39 anni di Anzio, "Titti" (detenuto); Bruno Gallace, 33 anni di Guardavalle (detenuto); Rocco Gallace, 21 anni di Guardavalle (libero); Vincenzo Gallace, 58 di Guardavalle "compare Cenzo" (detenuto), Patrizio Gallelli, 25 anni di Badolato, "Patrizio u tozzo" (libero); Vincenzo Gallelli, 62 di Badolato, "Cenzo e Macinejiu" (libero); Antonio Giannini, 32 anni di S. Caterina Jonio (detenuto); Fabrizio Latassa, 28 anni di S. Caterina Jonio (detenuto); Francesco Antonio Lazzaro, 52 anni di S. Caterina Jonio, "Branchetta" (libero); Cosmo Leotta, 45 di Monasterace, "U Varvere" (detenuto); Saverio Leto, 30 anni di S. Caterina Jonio (libero); Francesco Mauro, 34 anni di Catanzaro (libero); Vincenzo Menna, 36 anni di Catanzaro (libero); Carmelo Novella, 55 anni di Guardavalle, "Compare Nuzzo", (detenuto); Vincenzo Alessio Novella, 28 anni di Guardavalle (detenuto); Domenico Origlia, 44 di Guardavalle, "Mimmo" (detenuto); Salvatore Papaleo, 34 anni di Monasterace, "Nascune" (detenuto); Nicola Perronace, 62 anni di Guardavalle, "Cola du Bejo" (detenuto); Vittorio Pultrone, 47 anni di Badolato (libero); Paolo Riitano, 29 anni di Anzio "Paolello" (latitante); Cosimo Andrea Scarano, 33 anni di Monasterace, "U barune" (detenuto); Sergio Scicchitano, 26 anni di Davoli Marina (libero); Giuseppe Squillace, 28 anni di Isca sullo Jonio (libero); Francesco Taverniti 31 anni di Guardavalle, "U Gendarme" (latitante); Amedeo Giuseppe Tedesco, 22 anni, di S. Caterina Jonio (detenuto); Cosimo Tedesco 22 anni di S. Caterina Jonio (detenuto); Raffaele Tedesco, 25 anni di S. Caterina Jonio (detenuto); Domenico Todaro, 44 anni di Soverato (detenuto); Giuseppe Todaro, 24 anni di Chiaravalle (detenuto); Maurizio Tripodi, 46 anni di Soverato (libero); Damiano Vallelunga, 48 di Serra San Bruno (detenuto); Carmelo Vitale, 44 anni di Guardavalle (libero); Giuseppe Vitale, 28 anni di Guardavalle (libero); Domenico Zangari, 24 anni di Davoli Marina (libero); Aloi Cosimo, 52 anni di Guardavalle; Andreacchio Andrea, 29 anni di Badolato; Aouab Lyubov, 30 anni Ucrauina residente a Guardavalle; Carioti Antonio, 28 anni di Guardavalle; Carioti Alfonso, 31 anni di Guardavalle; Chiefari Pietro,48 anni di Torre Ruggiero; Colubriale Francesco, 67 anni di S. Caterina; Coniglio Benito Giuseppe, 69 anni di Guardavalle; Costantino Enzo, 34 anni di Catanzaro; Fiorenza Antonio, 28 anni di Santa Caterina; Gallelli Maurizio, 31 anni di Badolato Gallelli Pasquale, 49 anni di Badolato; Maria Wioletta Kovvalezuk, 26 anni di S. Caterina; Mirante Giuseppe, 38 anni di Catanzaro; Origlia Agazio, 56 anni di Roma; Notaro Michele, 42 anni di Satriano; Paparo Angelo Domenico, 25 anni di Badolato; Paparo Luigi, 31 anni di Guardavalle; Procopio Saverio, 51 anni di Soverato; Purri Antonio, 51 anni di Guardavalle; Riitano Nicola, 43 anni di Guardavalle; Siciliano Antonio, 70 anni di Antonimina; Tedesco Liberato, 63 anni di Guardavalle; Tolone Vito, 51 anni di Vallefiorita; Vitale Nicola, 36 anni di Guardavalle.

Il Quotidiano, domenica 24 luglio 2005