Gil Botulino

The German Observer
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giovedì 28 Luglio 2005

i componenti della direzione Ds provinciale

MOZIONE FASSINO: Franco Amendola, Doris Lo Moro, Pino Soriero, Rita Commisso, Titti Nunnari, Enzo Bruno, Pino Maida, Francesco Maruca, Gigi Puccio, Cosimo Femia, Filomeno Maruca, Angelo Mendicino, Lucio Pagliaro, Gianluca Filandro, Pasquale Motta, Daniele Menniti, Giovanbattista Paola, Sergio Trapuzzano, Giuseppe Portafoglio, Luciano Molinaro, Franco Cappello, Antonio Cianflone, Marcello Gigliotti, Felice Molinaro, Paolo Amelio, Rodolfo Cuda, Finita Cerchiaro, Tonino Tilieci, Concetta Mussari, Salvatore Paone, Anronio Friia, Giuseppe Arena, Giovanni Davoli, Mario Paraboschi, Giovanni Paone, Claudio Cimino, Antonio Marasco, Santino Ciambrone, Franco Primo, Vittorio Todaro, Domenico Menniti, Pino Giulino, Sebastiano Fratto, Francesco Friia, Gregorio Ferrari, Pietro Damiani, Mimmo Frustagli, Gaetano Mocciaro, Mimmo Loiero, Beppe Marcucci, Lino Puzzonia, Peppe Grillo, Annamaria Longo, Giorgio Gemelli, Carlo Mileto, Antonio Tarantino, Rossana Neri, Massimo Cassandra, Carlo Scalafaro, Nicola Ventura, Armando Vitale, Sandro Benincasa, Enzo Lauria, Tina Mazza, Antonio Lagonia, Franco Laudadio, Eugenio Conforto, Carlo Strocchi, Mario De Grazia, Liliana Marasco, Giovanni Scionti, Mimmo Bronzi, Eleonora Pitari, Giovanna Viola, Antonio Sirianni, Antonio Mallamo, Franco Lucia, Gioacchino Tavella, Nicola Perri, Piero Enrico, Nino Bruno, Maria Molinaro, Domenico Truglia, Franco Luppino, Pasquale Muccari, Giovanni Maltese, Elia De nardo, Lorenza Sntopolo, Maria Teresa Grillone, Vivino Florino, Attilio Mazzei, Antonio Belsito, Giovanni Mosca, Alfredo Lancillotto, Mimmo Zaccone, Arturo Bova, Mimmo Fratto, Antonio Iamello, Rosa Libelli, Domenico Truglia, Franco Luppino, Giuseppe Sgro, Angelo Bertucci, Vincenzo Daniele, Giovanni Voci, Antonio Lagrotetria, Felice Siciliano, Antonio Iozzi, Luciano Federico, Mario Petullà, Antonio Tirabosco, Antonio Gigliotti, Rona Lazzaro, Mimmo Reillo, Carmela Sposato, Citriniti, Galati, Tedesco, Leonardo Ferragina, Pino Leto, Salvatore Severino, Stella Criniti, Nicola Criniti, Giusy Gerace, Aldo Lacroce, Carmine Perri, Saverio Sinopoli, Michele Drosi, Silvia Marino, Gino Sciumbata, Pasquale Capellupo, Tonino Tavella, Antonio Biamonte, Giovanni Puccio, Antonio Rocca, Agostino Viscomi, Lorenzo Suraci, Poerio, Santino Bubbo, Galea, Antonio Belsito

MOZIONE Mussi: Tonino Cimino, Bernardo Cirillo, Carla Rotundo, Maria Grazia Leo, Alfredo Iorno, Franco Viapiana, Tonino Meliti, Claudio Chiaravalloti, Eno Consarino, Pino Tomasello, Salvatore Conforto, Ernesto Mazzei, Bruno Talarico, Carlo Vetere, Anna Pascuzzo, Andrea Ranieri, Gennarino Masi, Crapis, Longo, De benedetti, Vera Lamonica Gianni Dattilo, Carlo Carnei, Alberto Notaris, Franco De Simone, Leone, Antonio Ciliberto,, Autora Notaro, Gianni Speranza, Sergio Genco, Nuccio Iovene, Maurizio Lijoi, Mimmo Frustaci, Antonio Levato, Teresa Corea, Sarino Maida, Luciano Alcaro, Domenico Brignone, Gigliotti, Salvatore Valentino, Lina Paparo, Mario Caserta, Paparo, Laganà, Cuda.

SINISTRA GIOVANILE:Davide Zicchinella, Roberto Iozzi, Nicola Falbo, Antonella Scalzi, Pietro Frustagli, Joseph Zicchinella, Giovanni Lauria, Mario Gentile, Antonio Dardano, Giuseppe Valentino, Giovanni Le grazie, Carlo Bonifati, Francesco Le Grazie, Luca De Fazio, Salvatore Paone, Gianluca Cuda.
quotidiano mer 27-07-2005

Il Quotidiano, mercoledì 27 luglio 2005

Nelle selezioni di San Calogero e Davoli netta affermazione di due giovani bellezze di Amantea e di Badolato
Miss Italia, altre due finaliste regionali

Si sono svolte nel weekend due selezioni regionali di Miss Italia organizzate dalla Drb Associati di Beniamino Chiappetta. Sabato è stata la volta di San Calogero, centro del Vibonese, che ha ospitato la kermesse della bellezza calabrese, con lo svolgimento, grazie all'Amministrazione comunale diretta dal sindaco D'Amico, di una prestigiosa selezione regionale. Durante la manifestazione si è respirata aria da grande evento per la partecipazione, in qualità di presentatrice, della bellissima Stefanie Vatta Miss Italia nel Mondo 2003, che ha affiancato nella conduzione Domenico Dilani. Dal parterre, professionali come al solito, gli interventi della brava Emanuela Marchio. Ospite artistico d'eccezione Luca Viraga, il cantante imitatore dalla bravura straordinaria, come ha sottolineato il grande pubblico che ha assistito alla serata. A vincere la selezione, che si è avvalsa della collaborazione della Provincia di Vibo e della Bcc di San Calogero, è stata la bellissima Ida Miceli, 19 anni di Amantea centro del tirreno cosentino, con in mente un grande sogno, quello di partecipare al concorso di bellezza più importante. «È vero è il mio grande sogno - afferma la Miss San Calogero 2005 - voglio dedicare questa mia vittoria alla mia famiglia e al mio ragazzo, che mi sostengono in questa avventura con Miss Italia, che spero che vada sempre bene». Al secondo posto Anna Pintimalli di Pizzo, che ha preceduto l'altra Miss pizzitana Elisabetta Esposito. Al quarto posto la palmese Laura Basile, mentre al quinto si è classificata la bella vibonese Grazia Lopreiato. La presenza di tanta gente (oltre 3.000 persone) hanno decretato il successo di questa manifestazione per la quale il sindaco d'Amico e l'assessore allo Spettacolo e Turismo Romano si sono tanto prodigati. Domenica sera la carovana della bellezza si è trasferita a Davoli Marina, dove grazie all'impegno della Pro Loco diretta da Mara Corasaniti, si è registrato un vero e proprio evento di bellezza che ha suscitato notevoli consensi di pubblico che ha affollato numeroso la piazza Nicholas Green. La giuria presieduta dal giornalista Pietro Melia, e composta anche dall'on. Pino Soriero, il quale ha osservato l'importanza di tale avvenimento per un'immagine promozionale del territorio. Il sindaco di Davoli, Femia e la bella miss catanzarese, Ilaria Tommaselli, da quest'anno testimonial della bellezza made in Calabria, hanno decretato la vittoria al fotofinish per Vittoria Papaleo, di Badolato, esaltante bellezza mediterranea e non nuova alla passerella di Miss Italia. «Sono contenta, sono un paio d'anni che partecipo al concorso, e quest'anno mi auguro di poter arrivare lontano», queste sono state le prime emozionanti parole della nuova Miss Davoli 2005. Al secondo posto l'avvenente Angela Awuisha Monsour di Gimigliano la soveratese Chiara Nisticò. Al quarto posto Vittoria Rodà, di Santa Caterina dello Ionio che ha preceduto la Miss Wella della serata, ovvero, la crotonese Teresa Luly, ancora una volta sul podio. Perfetta la conduzione del duo Domenico Dilani e Stefanie Vatta, mentre puntuali gli interventi dal parterre di Emanuela Marchio in abito rosso elegante e sensuale. Grande soddisfazione è stata espressa dalla Presidente della pro Loco Mara Corasaniti e da tutti i soci della Pro Loco i quali hanno commentato, che da tempo non si registrava uno spettacolo così apprezzato e al quale hanno assistito oltre 4.000 persone. Un buon inizio per la nuova Pro Loco - ha concluso Mara Corasaniti - che vuole lavorare in sinergia con tutti gli enti, e in primis con l'Amministrazione Comunale, per lo sviluppo del territorio. Dal canto suo Beniamino Chiappetta ha commentato, «Abbiamo ancora una volta confermato il valore delle nostre manifestazioni e la grande attesa che il pubblico ha verso eventi del genere. Uno stimolo di più per continuare a dare il meglio e di continuare a fare di Miss Italia non solo un evento di spettacolo ma un grande evento itinerante che ha le sue ricadute su vari aspetti della promozione del territorio della nostra Calabria».

Gazzetta del Sud, giovedì 28 luglio 2005

Badolato. L'ex presidente della Salteg commenta le ultime vicende delle "Bocche di Gallipari"
«Il porto ha bisogno di verità»
Giampiero Menniti: «Ricorso al Tar privo di fondamento»


BADOLATO - Un porto pensato per diventare volàno di sviluppo e rampa di decollo di un nuovo turismo per la costa ionica e finito, invece, sotto i riflettori della cronaca ormai da un anno. A commentare le ultime novità giudiziarie sulle "Bocche di Gallipari" è l'ex presidente della Salteg, società concessonaria della struttura, Giampiero Menniti.
Cosa può dirci sulla disposizione del pm che ha concesso alla ditta Marentech la restituzione dei pontili installati presso il porto?
«Si tratta di un provvedimento che va in tutela dei creditori della Salteg, che per i pontili, pur detenendoli, non ha fino ad ora versato neanche un centesimo alla ditta fornitrice, mentre quest'ultima ha parzialmente effettuato un'erogazione di oltre 70.000 euro alla ditta Marentech che li ha realizzati. La Investimenti Generali e la Marentech, anche se da posizioni differenti, hanno ritenuto più che opportuno che quest'ultima riottenesse i pontili sui quali aveva un riservato dominio secondo contratto. Alla Salteg non resta che pagare i danni alla Investimenti Generali, oltre che l'onere di rendere conto del fatto che i pontili siano stati utilizzati per svolgere attività illegale di ormeggio.
Come s'inserisce, a suo parere, nel contesto della complessa vicenda, il nuovo ricorso presentato al Tar da parte della Salteg?
«Nel merito, la presentazione dello stato delle opere inserita nel ricorso promosso presso il Tar dagli attuali amministratori della Salteg e dal direttore dei lavori, a mio parere è del tutto priva di fondamento poiché non riflette il reale stato delle strutture abusivamente realizzate e già indicate come tali dal collaudatore ufficiale la cui nota viene ignorata pur essendo stata inoltrata a suo tempo anche alla Salteg. Si tratta di una questione di buon senso: continuando a dare per scontato quanto propugnato dal direttore dei lavori e dagli amministratori della Salteg, la battaglia si snoderà su aspetti formali costruiti su un castello di sabbia: spero invece che prima o poi si possa fare luce sul reale stato delle opere e quando questo avverrà saremo all'epilogo della farsa».
Quale potrebbe essere lo scenario immaginato dalla Salteg per l'immediato futuro?
«Si può ipotizzare che, ottenendo dal Tar una sentenza favorevole, la strategia degli attuali amministratori della Salteg e del direttore dei lavori consisterebbe nel dimostrare che, pur se basato su falsi presupposti tecnici, essendo vigente il nulla osta ambientale il sequestro del porto non avrebbe ragione d'essere. In realtà, dal mio punto di vista, il sequestro ha ragioni più che fondate: occorrerebbe ringraziare pubblicamente il magistrato che è intervenuto a tutela dell'interesse pubblico e della pubblica incolumità. E' inutile ripetere quanto già più volte ribadito. Quello che conta è l'avere fornito ogni elemento a chi ha l'autorità per intervenire. D'altra parte, il pervicace accanimento con il quale gli amministratori modenesi ed il direttore dei lavori si stanno battendo per affermare tesi inconsistenti è il segno evidente del loro esclusivo interesse dietro al quale si snoda tutta la vicenda».
A quale interesse si riferisce?
«Il riserbo ed il rispetto verso l'attività del magistrato titolare dell'inchiesta e della polizia giudiziaria non verranno intaccati dalla mia risposta. E' del tutto evidente cosa accadrà e quali ricadute avrà sui responsabili, in sede penale e civile, se verrà dimostrato: che le opere realizzate abusivamente sono molto più consistenti di quanto si voglia far credere; che queste hanno completamente stravolto i fondamenti tecnici del progetto originario; che tali opere abusive hanno provocato danni ambientali consistenti; che tali opere hanno determinato nel breve volgere di un anno, anche l'insabbiamento dell'imboccatura del porto, come del resto era stato previsto nella perizia in mio possesso e nella nota ufficiale di diniego al collaudo; che è necessaria la demolizione e la ricostruzione della darsena. Se non si valuta questo, non si potrà mai comprendere il perché di un tale accanimento e dell'intreccio di vari soggetti ed interessi che vi è alle spalle».
Lei è fiducioso sugli esiti dell'indagine? Che ne sarà del porto?
«La complessa e grave verità sul porto di Badolato verrà ristabilita dall'autorità giudiziaria e solo dopo si potrà finalmente riparlare seriamente del porto e delle sue potenzialità, in un contesto, me lo lasci sottolineare, di ritrovata legalità. La parola passerà a tecnici competenti, ad imprenditori ed amministratori avveduti che si occuperanno di ricostruire l'opera e di renderla effettivamente agibile ed utile a promuovere un presidio di economia sana. Nel frattempo, occorre pazienza: la giustizia ha bisogno dei suoi tempi e va rispettata! Un'indagine non può essere svincolata dal contesto in cui è inserita e dai suoi protagonisti in negativo, non la si può fare divenire un fatto indipendente dalle attività di un'impresa e dai suoi responsabili: piuttosto, è doveroso agevolarne gli esiti affermando la verità, anche se questa fosse difficile da ammettere. Sono i contesti illegali che bisogna temere, disprezzare e combattere. Io ho fiducia e non mollo».

g.v., Il Quotidiano, giovedì 28 luglio 2005