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mercoledì
31 Agosto 2005 |
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L'amministrazione di Andrea
Menniti è giunta al capolinea
La minoranza invita i consiglieri DS alle immediate dimissioni congiunte
Il
Consiglio comunale di questa sera è servito, se non altro, a rendere
pubbliche le posizioni dei consiglieri di minoranza e dei consiglieri del
gruppo Ds. I Ds considerano terminata, come già hanno affermato
ufficialmente in più occasioni, l'esperienza dell'Arcobaleno. La minoranza,
è ovvio, la considerava finita già prima che cominciasse.
Dopo aver partecipato a questo consiglio "tecnico" ed
approvato il bilancio consuntivo, i Ds si appresterebbero a iniziare la
procedura per la mozione di sfiducia al sindaco, come già annunciato in più
occasioni. Oggi abbiamo appreso, nella ricostruzione di Nicola Criniti, che
la scelta dello strumento della mozione di sfiducia era scaturita
dall'indisponibilità della minoranza alle dimissioni congiunte. I
consiglieri di minoranza hanno smentito questa ricostruzione. Ma, a parte le
polemiche sulla storia, che conosce solo chi ha partecipato alle trattative,
oggi in Consiglio, i consiglieri di minoranza hanno sollecitato i Ds
alle dimissioni congiunte.
Dunque, a questo punto, non esiste più una ragione
"tecnica" per una mozione di sfiducia, che rappresenterebbe una inutile
perdita di tempo, poiché il sindaco è già stato sfiduciato a sufficienza
questa sera e le ragioni della sfiducia sono note a tutte. Presentare le
dimissioni è ormai inevitabile: questione di dignità! Il sindaco Menniti non ha più la maggioranza in Consiglio, come da tempo non ce l'ha
più nel paese. Se ritiene il contrario si presenti alle prossime elezioni. |
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| La minoranza invita i
consiglieri Ds alle immediate dimissioni Dal
documento letto dal Consigliere Vincenzo Papaleo ed allegato agli atti:
Il
nostro gruppo consiliare non riconosce in questa maggioranza uno
schieramento politico capace di governare i cittadini e dirigere la vita
amministrativa all'interno degli uffici. Non vi riconosciamo capaci e quindi
vi invitiamo a presentare immediatamente le dimissioni da consiglieri
comunali.
Con particolare riferimento al gruppo Ds, anzi al consigliere Nicola
Criniti, che nell'ultima festa dell'Unità, non ha perso l'occasione per
gettare dubbi sul comportamento del gruppo "5 Stelle" che a suo dire
sosterrebbe il gruppo di maggioranza "Il Faro", lo invitiamo a fissare la
data in cui firmare le dimissione insieme ai sottoscritti, evitando di fare
tante chiacchiere e pettegolezzi inutili, che arrecano solo fastidio a
noialtri e gettano i cittadini nello sconforto. |
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| Rinvenuta in via U. Foscolo
una macchina rubata In serata, su segnalazione
di un solerte cittadino, è stata ritrovata dai Carabinieri con la gazzella,
una Fiat Uno in via U. Foscolo, rubata presumibilmente ieri a Guardavalle.
L'automobile è stata già consegnata al legittimo proprietario che ha
invitato, come ringraziamento, il nostro paesano a una mangiata a fìcatu
ed
armùzzi. |
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| Tante cose a poco prezzo, un
bazar multietnico

Una nuova attività commerciale ha visto la luce in questi
ultimi giorni a Badolato marina. Il bazar multietnico, aperto tutto il
giorno (se non piove), ideato e gestito da tre ragazzine (una badolatese e
due sorelle marocchine), si trova davanti alla panchina in piazza Pisani:
Un'ottima posizione, prospiciente la via Nazionale e di fronte al bar Solesi.
nel bazar "Tante cose a poco prezzo", la mercanzia viene esposta sopra degli
scatoloni. Tutti quelli che passano si fermano, anche solo per curiosare, e
le abili venditrici presto li convincono a comprare qualcosa. vendono
pupazzi di peluche, bambole, gioielli, ferrettini,
portacellulari, elastici, pinze, cartoline illustrate, giochi piccoli. I
prezzi? molto invitanti: da 30 a 50 eurocent. Safa, Desirée e Hudda,
trascorrono la loro giornata in questa attività nell'attesa che la Scuola
apra i battenti. Infatti le tre ragazzine - 8,9 e 10 anni - frequentano
rispettivamente la terza, la quarta e la quinta elementare. Hudda, la più
grande, è il riconosciuto capo, ma sono tutte socie alla pari e si dividono
il guadagno a fine giornata. Qualche volta, come oggi, se l'incasso è
consistente - ben 8 euro! - anche a metà giornata. Come spendono i soldi che
guadagnano? Una parte va, come in ogni attività che si rispetti, in nuovi
investimenti. Il resto viene speso in gelati e patatine al bar Solesi. E non
rimane nemmeno un centesimo. Per questo già pensano di come incrementare i
loro guadagni vendendo anche magliette e pantaloni. "Di marca!" dicono.
Nella foto da sinistra: Sabrina(aiutante), Safa Saud,
Desirée Lentini, Hudda Saud |
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| Tonino Napoli si abbona
all'Unità Tonino Napoli, membro del direttivo
dei Ds badolatesi, legge l'Unità, che Michele Cundò lascia al Bar Solesi,
sistematicamente, tanto che, dopo aver letto che Michele si accinge a
tornare a Soverato, a fine estate, ha deciso di sottoscrivere l'abbonamento
al giornale. Dunque, data anche la vicinanza del suo negozio di ottica al
bar, anche dopo l'estate "i compagni" potranno continuare a visionarne una
copia. |
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L'ex difensore civico,
Andreacchio, si scaglia contro il presidente del consiglio comunale
Gli strali di Gilbotulino su Caminiti
Oggi si ufficializza la formazione del nuovo esecutivo
C'è
molta attesa a Badolato per i lavori del consiglio comunale in programma per
oggi alle ore 18. Tre i punti in discussione: Approvazione verbale seduta
precedente- Approvazione Conto consuntivo 2004- Comunicazione formazione
Giunta comunale. Gli addetti ai lavori, seguiranno con attenzione il ruolo
che assumeranno in consiglio i rappresentanti diessini, dopo le note vicende
legate alla decisione del sindaco Andrea Menniti di escludere dalla giunta
l'ex vice sindaco Nicola Criniti.
Da qui poi la decisione dei Ds di prendere le distanze dalla maggioranza,
annunciando in una rovente assemblea pubblica, e successivamente alla festa
dell'Unità, la volontà di sfiduciare il sindaco, avvalendosi anche per
raggiungere il numero di nove consiglieri il sostegno dei cinque consiglieri
di minoranza del gruppo "Cinque Stelle", che a loro volta, in un incontro
con il segretario provinciale dei Ds, Franco Amendola, avevano annunciato la
disponibilità di sostenere la presa di posizione di sfiduciare il sindaco e
prepararsi a nuove elezioni, che si dovrebbero tenere in primavera in
concomitanza alle elezioni politiche nazionali. In molti si chiedono, i Ds
manterranno gli impegni presi? Oppure c'è stato un ripensamento, in quanto
negli ambienti politici, c'è chi ipotizza la disponibilità del sindaco a far
rientrare in giunta un consigliere del partito di Fassino, ed evitare quindi
lo scioglimento del consiglio in carica da un anno e mezzo. Ma per
verificare queste ipotesi, bisogna aspettare le conclusioni di questo
importante consiglio comunale, e verificare il ruolo che assumeranno i
quattro consiglieri dei Democratici di sinistra: Nicola Criniti, Salvatore
Caminiti, che ricopre anche la carica di presidente del Consiglio, Domenico
Bressi, e Andrea Bressi. Intanto, anche il gruppo di minoranza, composto dai
consiglieri: Francesco Gallelli, Vincenzo Papaleo, Ettore Menniti, Pasquale
Piroso e Gina Audino, che ricopre la vice Presidenza del Consiglio, hanno
tenuto una riunione in vista dei lavori del consiglio. Da indiscrezioni
sembra che i rappresentanti di "Cinque Stelle" abbiano confermato la loro
disponibilità a sfiduciare il sindaco, ritenendo ormai conclusa la fase
amministrativa della maggioranza "Arcobaleno". Intanto bisogna registrare la
presa di posizione dell'ex Difensore civico, Pasquale Andreacchio, che in
una lettera inviata a tutti i consiglieri comunali, lancia pesanti strali al
presidente del Consiglio, Caminiti, compagno di partito.
Questo il testo della lettera: «Se c'è stata una cosa, che ha tenuto
costantemente impegnato in discussioni senza fine il pianeta Arcobaleno, in
quest'anno di amministrazione, questa è stata la figura del Difensore
civico, nominato, dopo estenuanti trattative, minacce, ritorsioni (e chi più
ne ha più ne metta), nel mese di agosto del 2004. Il 6 aprile del 2005 il
difensore civico si è dimesso. Il 10 maggio il Consiglio ha preso atto delle
dimissioni. Fino a quel giorno, le discussioni e le polemiche politiche
hanno riguardato, immeritatamente, quasi esclusivamente questo argomento. Da
ciò se ne sarebbe potuto dedurre che, per questa amministrazione, la figura
del difensore civico fosse molto importante. E invece no! Oggi si può, con
altrettanta certezza, dedurre che il motivo per cui quelle discussioni
venivano fatte era perché il Difensore civico viene ritenuta una figura del
tutto superflua. Infatti il comune di Badolato è senza questa figura
istituzionale da ben cinque mesi nonostante il regolamento comunale ne
preveda la nomina entro 45 giorni dalle avvenute dimissioni».
Cosi prosegue la lettera di Andreacchio «Chi decide se e quando il difensore
civico debba essere nominato? Certamente, il presidente del Consiglio ha il
dovere di mettere il punto all'ordine del giorno. Cosa che non è stata
fatta. Salvatore Caminiti, d'altra parte, non è nuovo a queste omissioni.
Per quanto mi riguarda, sono ancora in attesa di conoscere il parere del
Consiglio sulla questione posta da più di un anno dal consigliere Stagno:
«Può un insegnante di scuola pubblica ricoprire la carica di difensore
civico?»
La questione è stata posta all'ordine del giorno del Consiglio del
24/11/2004 ma poi, il punto è stato rinviato su richiesta del capogruppo di
maggioranza Domenico Bressi. Sembra, rinviato sine die, considerato che non
è stato più riproposto nei Consigli comunali successivi: quelli del 13/2,
del 23/3 e del 10/6. E, ancora oggi, non c'è traccia di questo punto
nell'ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale, convocato per oggi».
Queste le conclusioni del documento dell'ex Difensore civico: «Forse il
presidente del Consiglio, preso dalle estenuanti polemiche contro il suo
sindaco, se ne è dimenticato? Forse questa volta sì. Ma per le volte
precedenti gli è stato ricordato, verbalmente, da me, e tutte le volte mi ha
assicurato, verbalmente, che sarebbe stato messo all'ordine del giorno. "Il
presidente del Consiglio, con il suo comportamento omissivo, priva il
Consiglio delle sue prerogative e i cittadini delle risposte a cui hanno
diritto. Perciò chiedo a tutti i signori consiglieri di far mettere
all'ordine del giorno i due punti in questione: Regolamento comunale
"Ufficio del Difensore civico" - art. 5, comma 1° lett. D) -interpretazione
autentica. Nomina del difensore civico. Inoltre, se lo ritengono opportuno,
l'ulteriore punto: Mozione di sfiducia al presidente del Consiglio».
Franco Laganà, Il Quotidiano, mercoledì 31 agosto 2005 |
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Il campeggio "Oasi" ha ospitato
l'esibizione dell'associazione "Fiocco show"
Danze, giochi e fuochi per una serata indimenticabile

Il Domani, mercoledì 31 agosto 2005 |
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Soverato. Si è tenuto un
interessante convegno presso la sala consiliare del Comune
L'opera testamentaria di Vito Maida
Ricco di
emozioni e di contenuti la presentazione del libro "Spine e spighe", poesie,
di Vito Maida, avvenuta lunedì scorso presso la sala consiliare del Comune
di Soverato. [...] Dopo i saluti e il racconto affettuoso di qualche
aneddoto che lo riguardava l'attenzione è stata rivolta a chi ha curato
l'introduzione e la prefazione del libro. Il prof. Squillacioti nel
raccontare la genesi della raccolta ha detto: «Si tratta di un'opera
testamentaria, un'eredità che Vito Maida, presago della fine imminente,
volle affidare alle persone a lui più vicine, alle sorelle per prime, alle
quali ha lasciato una chiara consegna». Sulla raccolta, al centro della
scrivania, un biglietto su cui c'era scritto, con decisa grafia, "Soverato-
Notte 6-7 dic. 2004- Poesie da Salvare - Vito". E ancora sopra un numero de
"La Radice", aperto alla pagina in cui era pubblicata una delle più belle
poesie. Da ciò direttamente e senza alcuna possibilità di fraintendimento,
la pubblicazione di questo volume a cura de "La Radice", associazione
culturale di Badolato". [...]
Maria Anita Chiefari, Il Domani, mercoledì 31 agosto 2005 |
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Alla prima udienza molti
imputati ma le parti offese si tengono alla larga
Processo alle cosche, la Regione non si è costituita parte civile
Non c'è alcuna parte civile nell'udienza preliminare a carico
delle cosche di Guardavalle. Né persone, né enti. Né, tantomeno, la Regione
Calabria. Lunedì, nell'aula bunker del capoluogo, dove si svolge il
maxi-processo, c'erano molti imputati, un pool nutrito di avvocati
difensori, i parenti in prima fila, ma di parti civili neppure l'ombra. Non
un rappresentante legale delle innumerevoli "parti offese", ovvero di quelle
persone che, secondo la ricostruzione della Dda catanzarese, avrebbero
subito sulla propria pelle lo strapotere criminale dell'associazione mafiosa
capeggiata da Vincenzo Gallace e Nunzio Novella. Non una sola richiesta di
costituzione di parte civile depositata presso la cancelleria dell'ufficio
gip-gup del capoluogo da chi avrebbe dovuto affiancarsi alla pubblica
accusa, che, nel processo nato dall'operazione "Mithos", ha il volto e il
nome del sostituto procuratore Gerardo Dominiajanni.
E, nonostante la strada processuale da percorrere sia ancora lunga dal
momento che quella di lunedì è stata solo la prima udienza preliminare e
l'eventuale partecipazione di altre "parti" potrà essere formalizzata anche
in seguito, le premesse non lasciano ben sperare. L'assenza di chi dalla
cosca di Guardavalle ha subìto per anni danneggiamenti ed intimidazioni,
lunedì, era fin troppo evidente. Così come quella della Regione Calabria,
che pure, pochi mesi fa, aveva annunciato di voler diventare parte attiva in
tutti i procedimenti giudiziari contro la criminalità organizzata.
A dare voce a tale volontà era stato lo stesso presidente Agazio Loiero, il
quale, all'indomani dell'elezione, aveva annunciato la creazione di un
"Osservatorio per il contrasto della criminalità organizzata", nonché la
costituzione dell'ente come parte civile "in tutti i processi di mafia che
ledono l'immagine della nostra terra e l'onestà dei cittadini calabresi".
"Ci sentiamo particolarmente mobilitati nella lotta alla mafia per garantire
la sicurezza del territorio e la legalità nella gestione amministrativa
aveva affermato il governatore il 22 aprile -. La nostra reazione sarà
forte, di fronte alla minaccia ed al tentativo di delegittimazione delle
Istituzioni democratiche". E, per far seguire alle parole i fatti, la giunta
regionale, durante una delle sue prime riunioni, aveva deliberato di
concedere l'autorizzazione generale al dirigente dell'Avvocatura regionale
alla costituzione di parte civile nei procedimenti penali inerenti ai fatti
di criminalità organizzata, affrettandosi anche a divulgare tale buona
notizia per fornire all'opinione pubblica il segnale inequivocabile del
proprio impegno. La prova del nove del processo nato dall'operazione "Mithos",
però, a quanto pare, non è andata bene. Né per la Regione, che ha brillato
per la propria assenza, né per le altre parti offese, nessuna delle quali ha
avuto il coraggio di presentarsi nell'aula bunker e guardare in faccia
quelli che gli inquirenti hanno definito come i padroni di Guardavalle e
dell'intero Basso Jonio catanzarese.
Imprenditori edili che per anni si sono dovuti piegare alla legge delle
estorsioni, agricoltori vittime di furti di ogni genere, anziani rapinati,
finanche esponenti di Forze dell'ordine intimiditi nel tentativo di indurli
ad allentare la presa sulla malavita delle Preserre. Personaggi che
compaiono con tanto di nome e cognome nella voluminosa ordinanza del gip di
Catanzaro e che ricompaiono, sempre con nome e cognome, nella richiesta di
rinvio a giudizio firmata dal gip Dominijanni. Indicati come "parti offese"
e quindi candidati, laddove lo ritenessero opportuno, a costituirsi come
parti civili. Il problema è che, evidentemente, nessuno ha ritenuto
abbastanza opportuno, oppure abbastanza sicuro, entrare da protagonista nel
processo.
Chiara Spagnolo, Il Quotidiano, mercoledì 31 agosto 2005 |
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