Gil Botulino

The German Observer
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giovedì 1 Settembre 2005

Ritrovata la dentiera di donna Genoveffa

Donna Genoveffa (de Caccia) ha perso la dentiera. Donna Genoveffa l'aveva cercata per tutta la sera e non era riuscita a trovarla in nessun angolo della casa. In casa non c'era più. E se non era in casa non c'era che un'altra possibilità: La dentiera era finita inavvertitamente nella spazzatura. Alle 21 e 30 l'idea ormai era diventata certezza e Chicchinehra a paccia passava all'azione.  "Donna Genoveffa perdìu a dentera. Esta nto bidoni da spazzatura. Aiutàtami ggenti" gridava. Turi Caminiti e Mimmo Audino seduti a un tavolo del bar degli artisti, in piazza Castello, la guardavano increduli. E come è potuto succedere? "oja fìciamu i pumadora. A dentera eppa 'e cadìra nta mbusta de pehricchi. Aiutàtami" implorava. Turi e Mimmo si guardarono e si capirono al volo: non li sfiorava, nemmeno, l'idea di rovistare nel bidone della spazzatura, ormai pieno. Fosse stato per loro, donna Genoveffa sarebbe stata condannata a insipidi brodini per il resto dei suoi giorni. Ma William no! William è fatto di un'altra pasta. È allo stesso tavolo di Turi e Mimmo, con la moglie. William è qui in vacanza. Un Comunista. Quello che ha insegnato a Turi a dormire col pugno chiuso. Chicchinehra è bassina e non arriva al bidone della spazzatura. Sta mettendo a repentaglio la vita, in equilibrio precario su un vecchio scaldabagno, sbircia dentro il bidone. William non ci pensa su due volte. Allontana Chicchinehra e lo scaldabagno, e si mette a rovistare nel bidone della spazzatura. Ci entra addirittura dentro: la busta con le pehricchje di pomodoro è proprio in fondo. "ovì duv'è!" gli grida Chicchinehra a paccia, appena la scorge. E, miracolo, la dentiera di donna Genoveffa è proprio lì dentro. Chicchinehra ringrazia William chiedendogli "Siti parenti 'e Turi?" ma non aspetta la risposta. "Vaju 'e fujera ca donna Genoveffa ava u mangia" gli dice e corre via... non prima, però, di aver lanciato uno sguardo assassino e un minaccioso "Uh!" a Turi e a Mimmo.

Cronaca di una morte annunciata, giorno primo

Come era comprensibile, vista l'immane fatica del Consiglio di ieri sera, oggi i Consiglieri si sono riposati. Quando dico "i Consiglieri" mi riferisco ai consiglieri del gruppo Ds. Infatti la mossa tocca a loro. La minoranza sta aspettando - a loro dire già dall'incontro con Amendola - che i Ds si decidano a firmare le dimissioni congiunte. La cosa è stata inequivocabilmente ribadita ieri, in Consiglio, in forma orale e scritta (non ho notizie di una forma cantata, ma forse arriverà anche quella).

I Ds, se mai ne hanno avuto bisogno (e molti, purtroppo non solo avversari, cominciano a pensarlo), non hanno più alibi. Non vogliono che questa esperienza vada avanti, non hanno lasciato alcuna porta aperta ad una ricucitura ma... Come è loro inveterata abitudine - almeno da quando sulla scena dirigenziale di questo partito si è affacciato Nicola Criniti - lasciano che sia il tempo a far loro cascare gli eventi addosso, ad altri l'iniziativa, ad altri gli applausi a scena aperta. E ora, non so per quale strana, estrosa ragione, tutti i cittadini di Badolato dovrebbero stare, dopo il Consiglio di ieri, tutto il tempo (forse un mese) necessario per la formalizzazione di una mozione di sfiducia, in attesa di una morte, che si ritiene inevitabile e abbondantemente annunciata.

Una mozione di sfiducia che avrebbe avuto un senso quando è stata annunciata (un paio o più di mesi fa), ma che ora è fuori tempo, stonata, inutile. Non c'è nulla che quel Consiglio possa aggiungere a quanto già non si sia detto, se non altre inutili, sterili e stucchevoli polemiche - a cui Nicola Criniti sembra dedicare tutte le sue energie - tra i consiglieri Ds e qualcun altro di maggioranza, tra i consiglieri Ds e quelli di minoranza, tra i consiglieri Ds e il resto del mondo.

I Ds dicano ai cittadini, che non riescono a capire le loro ragioni, per quale motivo si debba stare ancora al capezzale di questo morto invece di celebrarne, velocemente, il funerale e cominciare, altrettanto velocemente, a pensare al futuro.

Un altro Consiglio, in realtà, andrebbe fatto (e questo si può fare velocemente: meno di una settimana) con all'ordine del giorno i punti che il presidente del consiglio, per un motivo o per l'altro, pur essendone tenuto, non ha ancora portato all'attenzione dei Consiglieri. Parlo dell'interpretazione autentica del regolamento del difensore civico e del punto, più volte richiesto dalla minoranza, e non discusso ieri, solo per motivi "tecnici". E se ce ne sono altri che non so. Questo perché nessuna "macchia" rimanga sul comportamento di Turi Caminiti che, da presidente del Consiglio, non ha demeritato.

La Giunta non è stata cambiata

Il secondo punto all'ordine del giorno prevedeva la comunicazione della nuova Giunta. Qui la novità, non scontata, è che la Giunta non è cambiata. Non è cambiata nei suoi componenti e nemmeno nelle deleghe assegnate. Per cui la voce secondo la quale a Pippo era stata data anche la delega allo sport è priva di fondamento. Il problema è che a dire questo è stato lo stesso assessore Carnara: si vede che chi va con il coglioneggiatore impara a coglioneggiare.

Nella foto, Andrea Menniti

La solidarietà di Stagno a Caminiti

Prima che il consiglio si aprisse con la discussione dei punti all'ordine del giorno, ha chiesto la parola il consigliere Stagno per esprimere la propria solidarietà al presidente del consiglio "per gli attacchi di cui è stato oggetto sulla stampa in questi giorni". Si vede che è cresciuto, dal punto politico e umano! Nel Consiglio comunale del 28 novembre 2001, non seppe trovare uguale sensibilità, e non chiese la parola per esprimere "solidarietà" a Salvatore Caminiti, oggetto di attacchi nella notte del 27 (due giorni prima). Ma quella volta Caminiti aveva subito soltanto un attentato intimidatorio di stampo mafioso e... Turi Caminiti faceva parte dell'opposizione e... Stagno della maggioranza Cinquestelle.

Nella foto, Gaetano Stagno

I Ds si costituiscono in gruppo

Altra novità di questo Consiglio è la costituzione del gruppo "Democratici di Sinistra" a cui hanno aderito Andrea Bressi, Domenico Bressi, Salvatore Caminiti, Nicola Criniti. Capogruppo è Mimmo Bressi. Adesso si può dire, ufficialmente, che non ci sono altri Ds in consiglio comunale. Dunque ora in Consiglio ci sono 4 gruppi: 3 di maggioranza e 1 di minoranza. O se preferite 2 di maggioranza e 2 di opposizione. In tal caso se sommate i membri di maggioranza e poi fate la stessa operazione con quelli di opposizione risulta matematicamente chiaro che la maggioranza è diventata minoranza: più chiaro di così!

Nella foto, Domenico Bressi

L'intervento di Tonino Parretta, unico applaudito

A Consiglio terminato, ha preso la parola Tonino Parretta. Veramente l'aveva chiesta prima e il presidente era anche propenso a dargliela, come ha sempre fatto, con chiunque l'abbia chiesta. Ma, ricevuta l'assicurazione da parte dei consiglieri, che non sarebbero scappati via, Tonino ha accettato di parlare dopo la fine, come per regolamento.

Non ha detto niente di più, niente di meno di quello che va ripetendo da quando questa crisi è cominciata, però in modo molto più duro. Un intervento che non lascia spazio a nessuna interpretazione: Parretta ha chiesto l'immediata mandata a casa di questa amministrazione. Alla fine calorosi applausi da parte del pubblico presente. Nessun intervento aveva ricevuto applausi in questo consiglio.

Ah! dimenticavo: gli applausi provenivano da esponenti del Ds, non so se dirigenti ma sicuramente Ds di sicura e sperimentata fede. Credo perché, nel profondo della loro anima, non so se consapevolmente o meno, hanno riconosciuto che le parole e le argomentazioni, che Parretta aveva utilizzate, erano state prese pari-pari dall'ispirato "De profundis" di Caminiti. Devo dire, a discolpa di Parretta per il plagio operato, che la parte riguardante la Redenzione stava molto meglio in bocca sua che in quella di Turi.

Nella foto, Tonino Parretta

I punti omessi saranno inseriti nel prossimo Consiglio

La minoranza si è lamentata perché non ha trovato all'ordine del giorno un punto più volte richiesto che riguarda l'incompatibilità del sindaco (o qualcosa del genere). Il presidente del Consiglio si è scusato ma si è giustificato dicendo che questo è un consiglio tecnico e che il punto sarà messo all'ordine del giorno del prossimo consiglio "se mai ci sarà". Io credo che un prossimo consiglio, in tempi rapidissimi, ci debba essere soltanto per questo: per i punti che, doverosamente, dovevano già essere stati discussi da questo consiglio.

Nella foto, Salvatore Caminiti

«Cola Criniti, parìa nu zzitehru»

Nicola Criniti, si sa, non è né estroso né umorale, ma un po' polemico sì. Ieri ha esercitato questa sua dote in più di un'occasione. Ha argomentazioni a non finire (letteralmente senza fine) su qualunque cosa. Il Consigliere Papaleo diceva che la minoranza aveva dato nell'incontro con Amendola la disponibilità alle dimissioni? Nicola Criniti tirava fuori il manifesto orange di Cinquestelle (scritto almeno dieci giorni prima di quell'occasione) e chiedeva: così eravate disponibili? Il Consigliere Papaleo leggeva un documento in cui era scritto quello che vi ho riportato ieri e cioè "fissate il giorno delle dimissioni"? Nicola Criniti tirava fuori il manifesto orange di Cinquestelle per dire: "però voi quella volta...". Ha dato un paio di lezioni, alla minoranza, su come si fanno le richieste per l'inserimento di un punto all'ordine del giorno. Ha detto che "sì il difensore civico bisognava farlo entro 45 giorni ma non è questo il problema. Il problema è che il difensore civico non serve per un paese di 3000 anime". Insomma una sequela di "Sì... però" che hanno fatto dire a qualcuno "Cola Criniti, parìa nu zziterhu". Un'impressione che ho avuto anch'io. Non che in altre occasioni non si sia comportato nello stesso modo (non sarebbe Nicola Criniti!), ma in tutte le altre occasioni ha, alla fine, ritrovato il bandolo della matassa, la serietà politica per un intervento di spessore che faceva dimenticare le polemiche infantili. Ieri sera questo intervento non l'ho sentito: a meno che non mi sia distratto.

Nella foto, Nicola Criniti

Nel Consiglio di ieri è successo anche questo: hanno approvato il bilancio consuntivo

L'unica cosa importante del Consiglio di ieri (il motivo per cui ha meritato l'appellativo di consiglio tecnico) è stata l'approvazione del bilancio consuntivo che, a causa della crisi in atto, e della percepita inutilità di qualunque discussione seria, non ha ricevuto quell'attenzione che di solito questo punto attira e su cui si giocano, talvolta, le sorti di un'amministrazione. Si può dire che è sempre stato il punto più importante di tutti i consigli comunali.

In particolare "questo" bilancio avrebbe meritato un'attenzione maggiore (soprattutto da parte di Nicola Criniti, che avrebbe potuto su questo riscattare una serata di bassissimo profilo) perchè è, anche se è stato detto a bassa voce, e se non ho interpretato male, il primo bilancio veritiero, dopo anni di bilanci falsi.

Per raggiungere questo risultato, Nicola Criniti (e chi gli è stato accanto) ha investito gli ultimi sette anni (se vogliamo fermarci al 2002) della sua azione politica. Avrebbe dovuto e saputo parlarne da par suo (e vi assicuro senza un filo di polemica) per ore.

Di questa occasione non colta, distratto dall'abominevole volantino orange di cinquestelle e dalla danza del ventre di Stagno, gli faccio una colpa; tutto il resto sono cazzate. Ciò non toglie che, come anche il suo sindaco gli riconosce in continuazione, sia "un bravo ragazzo".

Nella foto: un frammento del celebre "5stelle orange"