Gil Botulino

The German Observer
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martedì 6 Settembre 2005

Giorno sesto, Pippo raggiunge i Ds alla veglia funebre

Decisamente, comincia ad avvertirsi il fetore che proviene dal tambutu aperto, dove è adagiato, in attesa di sepoltura, il cadavere dell'amministrazione Arcobaleno.

Gli elettori dell'Arcobaleno, che hanno il cadavere in casa, ne sono nauseati. Gli avversari attoniti, non sanno se ridere o piangere per questa strana, tragicomica veglia funebre.

Non c'è consigliere di maggioranza che, a turno, non abbia cantato il de profundis almeno una volta; i consiglieri Ds vogliono funerali solenni ma, rotti dal dolore, non si decidono ad organizzarli; quelli di minoranza preferirebbero un funerale dimesso e veloce, un funerale quale che sia, a scelta dei Ds, purché tolgano questo cadavere dalla strada, ma non insistono più di tanto. Oggi tocca all'assessore Pippo Carnara dichiarare che questa amministrazione non può andare avanti e che bisogna, al più presto, restituire la parola agli elettori: lo ha fatto nell'intervista che è trascritta sotto.

I cittadini, quelli che hanno sostenuto la lista Arcobaleno, prendono le distanze dai politici. «Io li ho votati, ma se fosse stato per me quello non avrebbe fatto il sindaco» è la frase che si sente sempre con più frequenza. Ma  anche «Chi aspettanu u si nda vannu arha casa? on si virgognanu?».

Io credo che sì, che un po' si vergognino. Ma credo, anche, che se fossero stati in grado di prendere decisioni tempestive, lo avrebbero fatto anche nell'azione amministrativa che, invece, si è tutta consumata nell'attesa di qualcosa che non è venuta mai.

Nella foto, il sindaco di Badolato, Andrea Menniti

Pippo Carnara: è giunto il momento di restituire la parola agli elettori

Trascrizione dell'intervista rilasciata dall'assessore Pippo Carnara al microfono di Franco Laganà per Telejonio

Pippo Carnara è pronto a dimettersi. «In queste condizioni non si può più andare avanti, sarebbe meglio dare un'altra volta mandato agli elettori» è quanto afferma Giuseppe Carnara, dopo le dichiarazioni offensive del primo cittadino di Badolato nei confronti di Tonino Parretta.

«Mi sembra opportuno chiarire prima alcuni aspetti sulla situazione politica amministrativa del comune di Badolato. Noi siamo fortemente in crisi e questo è ormai chiaro a tutti. Io ringrazio il sindaco ad avermi chiamato a far parte dell'esecutivo anche contro il parere contrario della Margherita, del mio stesso partito. Io ero e sono tuttora un personaggio della Margherita, una persona della Margherita anche se sto andando controcorrente al mio partito. ma sto andando controcorrente al mio partito per un unico motivo. la Margherita stessa nel mese di aprile, il 26 aprile, aveva detto al sindaco stesso di fare una verifica accurata in modo tale di avere una Giunta forte. Il sindaco, la Margherita diceva, la Margherita replicava dicendo che se il sindaco non faceva una Giunta forte la Margherita rimaneva fuori dall'esecutivo stesso. Il sindaco su queste considerazioni formula una nuova Giunta. Una Giunta a quattro costituita esclusivamente da Diessini, senza Margherita. I Diessini non condividono questa scelta del sindaco ma l'accettano. Quindi, praticamente, ci siamo ritrovati... io personalmente mi sono ritrovato spiazzato perché io ho detto personalmente, come Margherita, che andavo a far parte dell'esecutivo soltanto con i Diessini, in modo tale di avere una Giunta forte. I Diessini sono andati a far parte dell'esecutivo anche senza Margherita e tutto ciò ha provocato delle lesioni sia a livello personale sia a livello politico. ecco perché la Margherita, poi, è rimasta fuori, totalmente, da tutti i giochi e io, invece, ho voluto accettare l'incarico del sindaco, la fiducia del sindaco, perché cioè i diessini reputavano che io non sapessi fare l'assessore, cosa sbagliatissima perchè io sto operando e sto operando molto bene, i risultati li sto ottenendo. Io sto vincendo sul campo non sto vincendo con la politica, perchè la politica è essere con i cittadini 365 giorni all'anno, essere presenti nel territorio. Io sono nella strade, sono nelle piazze, sono nei bar. Io vivo tutti i problemi dei cittadini perchè ogni problema del cittadino è il mio problema perché solo così una persona può essere un buon assessore e un buon amministratore di un comune perchè Badolato sta piangendo. Io non voglio che Badolato pianga. Voglio che Badolato cresca giorno per giorno».

Per quanto riguarda, invece, le dichiarazioni del sindaco, qual è la sua opinione e che cosa intende fare adesso?

«Allora, io, per quanto riguarda il consiglio comunale che si è discusso il 31 di agosto, ed effettivamente all'ordine del giorno c'erano due importantissimi punti, dove c'era l'approvazione del bilancio consuntivo, dove non ci sono stati problemi. È stato approvato tranquillamente. Le discussioni della nuova Giunta. C'è stato un intervento da parte di Tonino Parretta, secondo me giusto perchè non ci dobbiamo dimenticare che Tonino Parretta, non perché è mio zio ma tutti lo sanno, è una delle persone più blasonate a livello politico, è una persona grossissima a livello politico, di grosso spessore politico, una persona intelligente e lui ha ragione, in questo caso, nei confronti del sindaco. Ha ragione per un semplice fatto perché il sindaco quando ha formulato questa giunta a sei non ha contattato il Comitato, il comitato che è sempre stato, che ha sempre lavorato per questa lista, che ha sempre ... è lo stesso Parretta che ha voluto il sindaco Menniti, quindi il sindaco Menniti doveva essere più solidale nei confronti del signor Parretta perchè l'anno scorso moltissime persone non volevano il signor Menniti Andrea candidato a sindaco mentre invece lo stesso Tonino Parretta, con i suoi sforzi, l'ha voluto fortemente, invece, al sindaco Menniti e invece il sindaco Menniti non è stato corretto nei confronti di Parretta come Parretta è stato corretto nei confronti di Menniti».

Assessore Carnara, l'esponente del Margherita Tonino Parretta ha valorizzato il ruolo che ha dimostrato nei due mesi che è in carica come assessore. Questo è un fatto molto positivo ma, alla luce di queste considerazioni che lei ha fatto, ci sono le condizioni per continuare ad andare avanti?

«Io apprezzo tantissimo le parole dette dal signor Tonino Parretta perché Tonino Parretta, politicamente, lo considero una persona molto saggia, una persona, a livello politico, di grossissimo spessore politico. Io penso che continuare ad amministrare in queste condizioni non è possibile. Non è possibile perché non abbiamo lo spirito, l'entusiasmo di poter amministrare. Quindi per quanto mi riguarda, a livello personale e a livello politico, per quello che pensa il mio stesso partito, io penso che bisogna restituire il consenso che la popolazione ha dato, cioè dare la possibilità al popolo di decidere il prossimo anno alle prossime votazioni».

Tg Telejonio, martedì 6 settembre 2005

Nella foto, l'assessore Pippo Carnara

Tonino Parretta: la pulce nell'orecchio del sindaco? Una questione di igiene personale

Trascrizione dell'intervista rilasciata da Tonino Parretta al microfono di Franco Laganà per Telejonio

Ritengo un intervento, quello del sindaco, fuori dalla norma, fuori dal comune. Perché, come mi ripeto, avesse avuto un po' di dignità e di rispetto verso il suo consesso e verso la comunità, parte della comunità, che era venuta ad assistere al Consiglio, avrebbe dovuto tranquillamente rispondere alle accuse pesanti che, come Margherita e come Tonino Parretta, erano state rivolte al sindaco, in prima persona, e all'operato dell'amministrazione successivamente. Avesse avuto questa accortezza, tranquillamente, al mio intervento avrebbe potuto replicare e dire le sue motivazioni smontando, se era nelle condizioni di farlo, tutto quello che avevo detto. Ciò non è avvenuto perché, come si è potuto dimostrare, non solo è stato scorretto a non rispondere e a controreplicare ma l'ha fatto andando all'emittente Telejonio successivamente allo scioglimento dell'assemblea e tra le altre cose andando a dire cose che non stanno né in cielo né in terra. Infatti, tutti sanno, nessuno escluso, in Badolato, che il sottoscritto, così come ha rimarcato nell'intervento in consiglio comunale, non ha mai preteso poltrone alcuna, si è sempre dichiarato disponibile a lavorare per il Paese senza chiedere impegni a guidare la lista, pur essendo invitato, a più riprese negli anni precedenti, senza chiedere assessorati, senza chiedere nulla. Quindi, se lui adesso è arrivato a dire, tra le altre cose, che gli era venuta nell'orecchio la pulce, probabilmente questi sono problemi legati a fattori igienici o a altre cose perchè il sottoscritto di queste cose non sa che farsene perché il suo impegno nel sociale continuerà a darlo con o senza incarichi assessorili. Per quanto riguarda il fatto che lui aveva messo prima mia moglie e successivamente in una fase successiva mio nipote, questo è  un fatto che è stato avanzato esclusivamente da loro, per un fatto di opportunità perché mi hanno chiesto in quella fase un atto di responsabilità per evitare che sin da subito potesse entrare il Carnara che era stato legittimamente votato dalla comunità e che quindi aveva titoli e ruoli per ricoprire il posto di assessore. Ma per evitare già da subito rotture e beghe, dal momento che tra le altre cose  come fece in una precedente intervista, il Carnara era impegnato in quella fase a portare avanti i problemi legati alla sua professionalità, ho ritenuto opportuno e pensavo che fosse giusto lasciargli spazio negli impegni di lavoro e nello stesso tempo, nel poco tempo che aveva a disposizione, fare un po' di esperienza politica e quindi nella successiva, immaginando che la Giunta, il consiglio, il sindaco insieme potessero portare a compimento l'intera legislatura, il Carnara aveva tutto il tempo per dimostrare le sue potenzialità e le sue qualità. Quindi il sacrificio della moglie di Tonino Parretta è stato solamente un sacrificio legato a quel momento non per problemi di poltrona o di altra natura. Quindi questo sia chiaro al sindaco che è stata data dal sottoscritto, mi ripeto ancora oggi, l'opportunità di riscattarsi verso il paese e non ha saputo cogliere questa proposta positiva che gli veniva data, se  è vero, come è vero, che lui è subentrato a guidare quella lista perché il sottoscritto, in prima persona, aveva rifiutato di guidarla, Nicola Criniti aveva rifiutato di guidarla e altri amici, che non sto qui a fare il nome avevano rifiutato, quindi lui, se vogliamo dire questa cosa, è stato semplicemente una ruota di scorta immaginato in quella fase come una persona che poteva essere recuperata. Solo questo.

Tg Telejonio, martedì 6 settembre 2005

Nelle foto, Tonino Parretta

Dopo lo strappo con il sindaco si attende il prossimo passo dei Ds locali
Mozione di sfiducia o dimissioni?
Esistono ora quattro gruppi consiliari. "Arcobaleno" è ora minoranza

Nell'ultimo consiglio comunale, svoltosi a Badolato il 31 agosto, i Democratici di sinistra avevano confermato e ribadito la loro volontà di esprimere la sfiducia al sindaco, Andrea Menniti, nonostante il tentativo di riconciliazione esperito dal primo cittadino.
Altra novità del consiglio "tecnico", durante il quale è passata in sordina l'approvazione del rendiconto consuntivo, è stata la costituzione del gruppo dei "Democratici di Sinistra" a cui hanno aderito Andrea Bressi, Domenico Bressi, Salvatore Caminiti, Nicola Criniti.
Esistono ora quattro gruppi consiliari e, se si sommano i membri dei Ds con quelli dell'opposizione "Cinque stelle", risulta subito chiaro che la maggioranza "Arcobaleno" è diventata minoranza.
Questa situazione di fatto, unita alla considerazione che i consiglieri di minoranza hanno dichiarato la loro disponibilità alle dimissioni congiunte, ha fatto sorgere delle polemiche interne ai Ds. protagonisti della polemica, emersa nei giorni scorsi, sono Pasquale Andreacchio, ex difensore civico, e Nicola Criniti.
Andreacchio sostiene a gran voce che non sia necessario, visto il parere della minoranza, insistere sull'utilizzo della mozione di sfiducia poiché questo strumento avrebbe avuto un senso quando è stata annunciata mesi fa, ma ora è «fuori tempo, stonata, inutile».
Nelle dichiarazioni pubblicate su internet, Andreacchio ha dichiarato anche di non comprendere il motivo per il quale tutti i cittadini di Badolato dovrebbero stare ad aspettare la formalizzazione di una mozione di sfiducia, «in attesa di una morte che si ritiene inevitabile e abbondantemente annunciata». «i Ds - ha affermato Andreacchio - non hanno più alibi».
In risposta, Nicola Criniti ha scritto anch'egli un documento fatto poi circolare sulla rete nel quale ha cercato di spiegare le ragioni di una tale insistenza sulla mozione di sfiducia.
«Come già detto da due mesi a questa parte - scrive Criniti - i Ds presenteranno una mozione di sfiducia per una discussione pubblica e relativo voto su quanto verificatosi a Badolato con la crisi dell'amministrazione Menniti».
Secondo Criniti sono stati troppi gli screzi e le tensioni con i consiglieri "Cinque stelle" per dimettersi insieme. «La minoranza - continua il consigliere diessino - non ci impone (o "invita a presentare immediatamente le dismissioni"») un bel nulla anche perché ha già cambiato idea troppe volte».
«Sia chiaro e pacifico - conclude Criniti - che i Ds di favori a 5 stelle non ne stanno facendo. Stiamo solo scegliendo il male minore, dando solo seguito a un percorso già tracciato. Abbiamo sempre detto che ci sarebbe stata una discussione alla base della caduta di questa amministrazione».
Alla luce di queste polemiche interne, quale strada sceglieranno i Ds della sezione Larocca di Badolato? Proseguiranno per la via della mozione i sfiducia o sceglieranno la strada più semplice e veloce delle dimissioni congiunte?

Sara Dominijanni, Il Domani, martedì 6 settembre 2005

Il presidente dell'ente montano replica alle accuse dell'opposizione su presunti trasversalismi
Stagno difende la sua maggioranza
«Ds e Rc hanno preferito isolarsi ritenendosi indispensabili»

Per l'ente montano di Isca, dopo la costituzione della nuova maggioranza, da parte de Democratici di sinistra e da Rifondazione comunista, sono arrivate pesanti critiche nei confronti del presidente, Gaetano Stagno, esponente dell'Udeur, e consigliere provinciale, eletto nel collegio, Guardavalle ­ Badolato. I Ds, con un comunicato del capo gruppo di minoranza, Stella Criniti, e del consigliere di Rc, Pino Commodari, hanno accusato Stagno di incoerenza politica per aver dato vita ad una maggioranza trasversale, con capogruppo Natalino De Gori esponente di Alleanza nazionale.  Dopo le ulteriori accuse di Commodari, il presidente Stagno interviene con decisione sulla diatriba politica. «Prima di tutto, precisa Stagno, respingo il contenuto del comunicato dei consiglieri di minoranza dei Ds, difendo la mia maggioranza, che risulta sostenuta da 17 consiglieri su 21. Vorrei ricordare a tutti, che durante le consultazioni per la costituzione della nuova maggioranza, i diessini hanno rifiutato qualsiasi confronto politico programmatico, preferendo isolarsi, ritenendosi indispensabili e portatori di tutte le verità, dimenticando che in politica ci vuole anche umiltà».

Franco Laganà, Il Quotidiano, martedì 6 settembre 2005