Gil Botulino

The German Observer
dal 2001

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sabato 10 Settembre 2005

Gli Usi Civici risolleveranno le sorti finanziarie del Comune di Badolato

Non chiedetemi di spiegarvi che cosa vuol dire "Uso Civico" - il Ds, o il Comune, probabilmente organizzerà un convegno con esperti del campo - non sono né un esperto né un legale né un perito demaniale. Posso soltanto dirvi, con parole approssimative, quel che ho capito io. Si tratta di terreni che sono di proprietà del Comune (del demanio dello Stato) con una particolare destinazione d'uso che si chiama "Uso civico". Lo so: non si capisce niente, ma non è la definizione che è importante. La cosa importante da sapere è che questi tipi di terreni nel Comune di Badolato ci sono, solo che non lo sapevamo. Non solo non sapevamo della loro caratteristica di "Uso civico" ma non sapevamo nemmeno che erano di proprietà del Comune.

Su questi terreni i cittadini che li conducono, o che li possiedono (abusivamente), ci devono pagare l'affitto o, se ne hanno diritto e decidono di legittimarseli (cioè di diventarne proprietari non abusivi), devono pagare un prezzo da quantificare: tutti questi denari devono essere versati nelle casse del Comune di Badolato.

Se andrà a buon fine, come tutto lascia sperare, l'azione di accertamento, che Il Comune di Badolato avrebbe dovuto fare già dal lontano 1928 (avete capito bene: millenovecentoventotto!), ma che soltanto da pochi mesi la Giunta comunale, su proposta del capogruppo Ds, Domenico Bressi, nella sua breve permanenza nella carica di assessore ai lavori pubblici, ha affidato a dei professionisti legali e tecnici, il Comune di Badolato sistemerà definitivamente le situazioni emerse, con il riconoscimento dei diritti degli occupatori (abusivi) e, nel caso di non ricorrenza dei requisiti di legge, con la reintegra delle terre interessate al patrimonio civico comunale.

La situazione è molto semplice da capire, ma allo stesso tempo è delicata e complessa poiché si va ad interferire su possessi spesso ultradecennali illegittimi, o comunque impropri che, molto spesso, sono stati oggetto di atti notarili di compravendita o successori apparentemente legittimi anche se affetti da nullità assoluta per la loro caratteristica di indisponibilità.

Voglio dire - per fare un esempio così ci capiamo - che, se il barone Paparo ha venduto un pezzo di terreno a Qualcuno, e questo terreno ora fosse tra quelli adibiti a Uso Civico, Qualcuno 1) ha un atto di vendita nullo 2) deve pagare l'affitto al Comune di Badolato 3) può chiedere di comprarlo e, se ne ha i titoli, deve pagarne il valore stabilito al Comune di Badolato. Mi sembra che ora sia tutto molto più chiaro, no?

Ma vi voglio fare ancora un esempio di altro tipo: Supponete che le terre sotto ferrovia, oggetto dell'esproprio "costruzione impianti sportivi e tempo libero ditta De Riso" (per capirci quelle dove sorge il campo sportivo, i campetti di calcetto, di tennis etc.), siano gravati da "Uso Civico", cosa vorrebbe dire? Vuol dire che il Comune di Badolato ha espropriato un terreno che apparteneva al demanio dello Stato (cioè che era già suo) e per questo terreno ha riconosciuto (ed infine pagato) la bella somma di circa 5 miliardi di lire alla ditta De Riso (delibera n. 47 del 29/11/1996). Supponete che queste terre siano gravate da Uso civico, allora la ditta De Riso dovrebbe restituire al Comune di Badolato quella somma indebitamente percepita.

continua....

Ci sono molte cose ancora da dire sugli usi civici, tutte cose che saranno dette a breve, in maniera ufficiale, direttamente o indirettamente, dal Comune di Badolato, che non può che prendere atto di quanto si va accertando dalle figure professionali preposte all'accertamento. Se avete delle domande a chiarimento da fare inviatemele pure, le girerò a stretto giro di e-mail agli esperti. Intanto, nei prossimi giorni, vi dirò di un incontro che ho avuto con il tecnico demaniale del Comune di Badolato, delle domande che ho posto e delle risposte che ho ricevuto. da quello che ho capito, mi pare di poter affermare che è giunta l'ora, dopo quasi un secolo di ignoranza, inerzia ed omissioni, che l'ampio territorio di Badolato con caratteristica di Uso civico, per decenni usurpato, ritorni al suo legittimo proprietario: Il popolo badolatese. Una vera rivoluzione!

Mi ritorni in mente... Gil Botulino ricorda Battisti

Ricorre il settimo anniversario della morte di Lucio Battisti. Anch'io lo voglio ricordare - per qualche ragazza che ho avuto da giovane a causa delle sue canzoni - condividendo con voi  una canzone a scelta, tra quelle del mio LucioBox personale.

Badolato, paese incinto

Dopo Badolato paese in vendita (di Mimmo Lanciano), Badolato paese luminoso (di Imelda Bonato), nei giorni dell'Arcobaleno abbiamo Badolato paese incinto.

Infatti tutti i cittadini sono in attesa:
1) Della fine del lutto dei Ds
2) Della mozione di sfiducia dei Ds
3) delle dimissioni dei Ds, di Pippo e di Cinque stelle
4) Di un qualunque segno di vita da parte dei Ds
5) Della convocazione del consiglio Comunale
6) della conferenza stampa di Francesco Gallelli, capogruppo di cinque stelle
7) della nomina della nuova - settima o ottava - Giunta Menniti
8) delle dimissioni del sindaco

Della fine dell'estate e di questa sofferta gestazione.

La Giunta delle vendemmie

vediamo e pubblichiamo

Ho visto un foglietto in una bacheca con il seguente contenuto. Piroso, Pultrone, Leuzzi, Criniti, Bressi D., Bressi A.: La giunta delle vendemmie. Lo interpreto come un pronostico e come un augurio di pronta soluzione della crisi visto che le vendemmie sono cominciate.

Badolato. Il sindaco ritira le deleghe a sei assessori e profila una nuova giunta
Menniti minaccia le dimissioni
Ds, Margherita e "Cinque stelle" preparano il terreno per la sfiducia

Il sindaco di Badolato Andrea Menniti, ha scelto l'etere e il sito internet di Gil Botulino, diretto dal professore Pasquale Andreacchio, per annunciare il ritiro delle deleghe ai suoi sei assessori nominati da appena due mesi.
Questo il testo del comunicato: «Ore 14 di giovedì 8 settembre, il sindaco di Badolato Andrea Menniti, mi ha comunicato di aver firmato il decreto di revoca di tutti gli assessori ed ha affidato al messo comunale l'incarico per la notifica che avverrà certamente nel pomeriggio». Questa invece la dichiarazione del sindaco rilasciata a Gil Botulino: «Ho inteso con questo azzerare, di fatto e formalmente, tutta la situazione, se gli altri sono d'accordo, si può ripartire da zero. Altrimenti, tempo due o tre giorni, mi dimetterò e c'è ne andremo tutti a casa». Questo l'epilogo conclusivo della grave crisi amministrativa che già si era evidenziata all'atto dell'insediamento per divergenze sulla nomina del difensore civico, il cui nominativo Pasquale Amdreacchio, indicato dai Ds, veniva contestato dal sindaco e da alcuni consiglieri tra cui Gaetano Stagno che evidenziava l'incompatibilità, essendo un dipendente statale. Superato questo ostacolo l'amministrazione si era messa al lavoro [...] Successivamente sono arrivate le dimissioni del difensore civico, Pasquale Andreacchio, per divergenze con il sindaco, e le dimissioni dell'assessore esterno Assunta Criniti. [...]  Le polemiche si accentuano, i Ds con una assemblea pubblica, presente il segretario provinciale Franco Amendola, chiedono scusa al paese e dichiarano di sfiduciare il sindaco in consiglio comunale. [...] Si arriva cosi ai lavori dell'ultimo consiglio comunale, con l'annuncio delle dimissioni della consigliera Audino dalla carica di vice Presidente del Consiglio, l'approvazione del Conto consuntivo 2004, e con l'ufficializzazione della sfiducia al sindaco Menniti, da parte del gruppo dei Ds e della minoranza "Cinque stelle", decisione questa condivisa anche dal locale Circolo della Margherita. A sorpresa, l'assessore Carnara, annuncia le sue dimissioni. Intanto, la minoranza, sulla situazione politica ­ amministrativa, decide di lasciare al capo gruppo Francesco Gallelli, il compito di un comunicato stampa. Ribadiscono la posizione di sfiduciare il sindaco, anche se la migliore scelta politica sarebbe stata quella di presentare congiuntamente ai Ds le dimissioni. «Ulteriori ritardi, dei Ds, sostengono dei consiglieri di minoranza, creano solo confusione politica». Intanto, dopo la decisione del sindaco di ritirare le deleghe ai sei assessori, di tentare di formare una nuova giunta, ed eventualmente di dimettersi, i Democratici di sinistra hanno tenuto una riunione per valutare la nuova situazione politica. Dalla stessa non è trapelata nessuna notizia, anche se da indiscrezioni sembra che il sindaco offrirebbe ai Ds tre posti in giunta, con la riconferma degli assessori Piroso, Leuzzi e Pultrone. È una notizia da prendere in considerazione oppure è una bufala? Oppure il sindaco è pronto a rassegnare le dimissioni? La risposta è attesa fra due giorni.

Franco Laganà, Il Quotidiano, sabato 10 settembre 2005

Lettera, di rettifica a chiarimento, al Quotidiano

L'elezione del Difensore civico di Badolato, nell'agosto del 2004, fu alquanto travagliata ma trovo inesatta la ricostruzione che ne fa "Il Quotidiano" di sabato 10 settembre, a pag. 32, nell'articolo "Menniti minaccia le dimissioni", per cui chiedo di voler pubblicare una rettifica a chiarimento.
Scrive il Quotidiano: "Questo l'epilogo conclusivo della grave crisi amministrativa che già si era evidenziata all'atto dell'insediamento per divergenze sulla nomina del difensore civico, il cui nominativo Pasquale Andreacchio, indicato dai Ds, veniva contestato dal sindaco e da alcuni consiglieri tra cui Gaetano Stagno che evidenziava l'incompatibilità, essendo un dipendente statale".
Non mi risulta che "il nominativo Pasquale Andreacchio sia stato contestato" né dal sindaco, né da alcuni consiglieri né tantomeno da Stagno che pur pose il quesito dell'incompatibilità. Quel che risulta, al contrario, è che il mio nome fu proposto dal sindaco e che fui votato all'unanimità da tutto il Consiglio, essendo tutti i consiglieri comunali presenti: «I lavori si sono conclusi - leggo su "Il Quotidiano dell'8 agosto 2004 - con la nomina all'unanimità del difensore civico, Pasquale Andreacchio, docente presso l'istituto alberghiero di Soverato». Ma perché non ci si debba fidare della mia versione dei fatti, si prenda nota delle seguenti frasi, tratte dal verbale della seduta consiliare del 6/8/2004, deliberazione n. 17: "Prende la parola il Sindaco che fa presente che non risulta agli atti consiliari alcuna sottoscrizione di presentazione alla carica di Difensore Civico Comunale; Quindi propone di mettere ai voti la proposta di candidatura del prof. Pasquale Andreacchio. Sottolinea che, contrariamente a quanto affermato e vociferato da qualcuno, la maggioranza consiliare è compatta nel presentare il prof. Andreacchio. Quindi si susseguono i seguenti interventi: Stagno: si sono sentite tantissime chiacchiere, il nome proposto dal Sindaco è accettato da tutti, però chiedo al segretario generale se il nominativo proposto ha i requisiti di legge per rivestire la carica di difensore civico; Gallelli: La proposta del sindaco è accettata dal gruppo 5 Stelle che ritiene il Prof. Andreacchio persona meritevole che ha tutti i requisiti per assicurare la preparazione e l'imparzialità che sono le massime prerogative per il difensore civico. Quindi si procede, in maniera segreta, alla votazione che ha questo esito: Schede votate 16, ha riportato voti Andreacchio Pasquale, voti riportati 16".
È quanto mi premeva comunicare ai Vostri lettori, che hanno diritto ad una informazione veritiera.
E' altrettanto vero che mi sono dimesso da Difensore civico perché, non essendo stato messo nelle condizioni di operare, ho ritenuto di dover separare la mia immagine da quella di una amministrazione colpevolmente inerte. A tal punto inerte da non aver ancora risposto al quesito posto da Stagno, nonostante Io stesso abbia più volte sollecitato il presidente del Consiglio, per l'inserimento all'ordine giorno, così come è dovuto, sia per rispetto dei Regolamenti che per rispetto del consigliere Stagno che, in nome del popolo badolatese, ha posto all'attenzione del Consiglio comunale, una possibile interpretazione del Regolamento del difensore civico comunale.

Grazie per l'attenzione,
Pasquale Andreacchio

La band calabrese protagonista al Teatro di Villa Strozzi a Firenze
Piero Pelù ospite dei Marasà

«Il gruppo di ricerca, riproposta e rielaborazione di musica tradizionale calabrese "Marasà" lo scorso 5 settembre 2005 al Teatro di Villa Strozzi a Firenze in occasione della quinta edizione del "Teatro Mediterraneo" a cura di Gianfranco Pedullà, ha "sbancato" con un notevole successo di critica e di pubblico». Lo racconta il giornalista di Firenze, Ezio Alessio Gensini. «Il Mediterraneo - prosegue -  non è solo geografia. I suoi confini sono irriducibili alla sovranità e alla storia, non sono né statali né nazionali: somigliano al cerchio di gesso che continua ad essere descritto e cancellato, che le onde o i venti, le imprese e le ispirazioni allargano e restringono (Predrag Matvejevic, Mediterraneo. Un nuovo breviario, Garzanti). I "Marasà" sono stati preceduti sul meraviglioso palcoscenico del Teatro di Villa Strozzi dal gruppo "Ditè e e re ka cift' Ungra" e la tradizione arbërëshe degli albanesi di Calabria
Ospite della serata Piero Pelù in veste di attore ha declamato alcuni passaggi di: "Cristo si è fermato a Eboli" il libro più famoso di Carlo Levi, scrittore, pittore, medico che attraverso quest'opera racconta la sua storia di confino in Basilicata sotto il regime fascista». «Piero Pelù - scrive ancora - magistrale nella recitazione accompagnato dalle note di Domenico "Mimmo" Audino, Sergio Schiavone e Angelo Pisani. Ma chi sono i "Marasà". Il progetto Marasà, nasce nell'inverno del 2002. Lo scopo è quello di approfondire, attraverso la ricerca sul campo, lo studio degli strumenti e delle modalità interpretative della tradizione orale per poi riproporle a fini sia didattici che artistici. Oltre alle attività di studio il gruppo propone anche uno spettacolo di reintrepretazione e rielaborazione della tradizione musicale calabrese. I Marasà hanno tenuto diversi concerti e seminari in Calabria e non solo, partecipando ad alcuni Folk Festival tra cui il "Tarantella Power", "L'Albero di Canto", "Tarantijandu" ed altri ancora. Nel gennaio scorso hanno realizzato il primo lavoro discografico intitolato "Ad aria". Il gruppo: Mimmo Audino: voce, chitarra battente, fischiettara, zikitipù; Sergio Schiavone: chitarra, zampogna a paru, ciarameddruzzu, lira, fischiotti; Francesco Mancuso: fisarmonica, organetto diatonico, pipita; Peppuccio Garofano: tamburello, chitarra; Angelo Pisani: batteria, flauti, fischiotti; Pino Fiorito: basso elettrico. I "Marasà" saranno anche oggetto di un cortometraggio girato da Ezio Alessio Gensini in Calabria a Badolato e a Firenze. Intervista, ricordi e aneddoti che saranno inseriti nella trasmissione "Kulturing" di cui Ezio Alessio Gensini è autore e conduttore, con Claudia Fiorelli regista (visibile tra qualche tempo sulle reti tv in Calabria e via internet sul sito: www.gilbotulino.it).

Il Domani, sabato 10 settembre 2005

Assessori a casa: al Comune si apre la crisi

Con l'azzeramento degli incarichi assessoriali da parte del sindaco si è aperta una nuova crisi al comune di Badolato. Ancora tensioni, dunque, in casa Arcobaleno tra le diverse anime costitutive della lista civica che, nel 2003, ha portato Andrea Menniti alla carica di primo cittadino. A determinare l'ennesima situazione di instabilità è stato, in particolare, il deteriorarsi dei rapporti con la componente della maggioranza che si riconosce nella Mongolfiera, un movimento civico riconducibile ai Democratici di sinistra. Il sindaco ha dichiarato la sua disponibilità a dialogare con tutti gli alleati: «In questo momento – ha detto Menniti – non intendo sbarrare la strada a nessuno e neanche ai Ds, con i quali si possono trovare le condizioni per il riavvicinamento e per ricucire gli strappi. La porta, insomma, è sempre aperta». I motivi che in questi anni hanno prodotto tante lacerazioni, poi superate, in seno all'amministrazione, Menniti li individua nella natura eterogenea della lista civica, che, accomunando esperienze e ideologie differenti, talora contrapposte, può far sorgere incomprensioni. Intanto Menniti lancia un appello «ai Democratici di sinistra e alle altre forze della maggioranza per concordare un incontro distensivo e di riconciliazione. Sono disponibile a qualsiasi soluzione che sia razionale, obiettiva e con pari dignità, che dia finalmente un governo stabile e forte e che soprattutto sia l'ultimo governo di questo mandato». Il tentativo è quello di riannodare fino alla scadenza del mandato, gli elementi dello schieramento che due anni fa diedero vita all'aggregazione dell'Arcobaleno, pe riacquisire credibilità e per restituire fiducia alla popolazione. I tempi per la gestione della crisi, afferma Menniti, non dovranno essere lunghi: «Non bisogna perdere tempo, la crisi deve essere rapidissima altrimenti andrò a dimettermi e ognuno si assumerà le sue responsabilità».

Massimo Ranieri, Gazzetta del Sud, sabato 10 settembre 2005