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Settembre 2005 |
sabato 10 Settembre 2005 |
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| Gli Usi Civici risolleveranno
le sorti finanziarie del Comune di Badolato Non
chiedetemi di spiegarvi che cosa vuol dire "Uso Civico" - il Ds, o il
Comune, probabilmente organizzerà un convegno con esperti del campo - non
sono né un esperto né un legale né un perito demaniale. Posso soltanto
dirvi, con parole approssimative, quel che ho capito io. Si tratta di
terreni che sono di proprietà del Comune (del demanio dello Stato) con una
particolare destinazione d'uso che si chiama "Uso civico". Lo so: non si
capisce niente, ma non è la definizione che è importante. La cosa importante
da sapere è che questi tipi di terreni nel Comune di Badolato ci sono, solo
che non lo sapevamo. Non solo non sapevamo della loro caratteristica di "Uso
civico" ma non sapevamo nemmeno che erano di proprietà del Comune.
Su questi terreni i cittadini che li conducono, o che li
possiedono (abusivamente), ci devono pagare l'affitto o, se ne hanno diritto
e decidono di legittimarseli (cioè di diventarne proprietari non abusivi),
devono pagare un prezzo da quantificare: tutti questi denari devono essere
versati nelle casse del Comune di Badolato. Se andrà
a buon fine, come tutto lascia sperare, l'azione di accertamento, che Il
Comune di Badolato avrebbe dovuto fare già dal lontano 1928 (avete capito
bene: millenovecentoventotto!), ma che soltanto da pochi mesi la Giunta
comunale, su proposta del capogruppo Ds, Domenico Bressi, nella sua breve
permanenza nella carica di assessore ai lavori pubblici, ha affidato a dei
professionisti legali e tecnici, il Comune di Badolato
sistemerà
definitivamente le situazioni emerse, con il riconoscimento dei diritti
degli occupatori (abusivi) e, nel caso di non ricorrenza dei requisiti di
legge, con la reintegra delle terre interessate al patrimonio civico
comunale. La
situazione è molto semplice da capire, ma allo stesso tempo è delicata e
complessa poiché si va ad interferire su possessi spesso ultradecennali
illegittimi, o comunque impropri che, molto spesso, sono stati oggetto di
atti notarili di compravendita o successori apparentemente legittimi anche
se affetti da nullità assoluta per la loro caratteristica di
indisponibilità. Voglio dire - per fare un esempio
così ci capiamo - che, se il barone Paparo ha venduto un pezzo di terreno a
Qualcuno, e questo terreno ora fosse tra quelli adibiti a Uso Civico,
Qualcuno 1) ha un atto di vendita nullo 2) deve pagare l'affitto al Comune
di Badolato 3) può chiedere di comprarlo e, se ne ha i titoli, deve pagarne
il valore stabilito al Comune di Badolato. Mi sembra che ora sia tutto molto
più chiaro, no? Ma vi voglio fare ancora un esempio
di altro tipo: Supponete che le terre sotto ferrovia, oggetto dell'esproprio
"costruzione
impianti sportivi e tempo libero ditta De Riso" (per capirci quelle dove
sorge il campo sportivo, i campetti di calcetto, di tennis etc.), siano
gravati da "Uso Civico", cosa vorrebbe dire? Vuol dire che il Comune di
Badolato ha espropriato un terreno che apparteneva al demanio dello Stato
(cioè che era già suo) e per questo terreno ha riconosciuto (ed infine
pagato) la bella somma di circa 5 miliardi di lire alla ditta De Riso
(delibera n. 47 del 29/11/1996). Supponete che queste terre siano gravate da
Uso civico, allora la ditta De Riso dovrebbe restituire al Comune di
Badolato quella somma indebitamente percepita.
continua.... Ci sono
molte cose ancora da dire sugli usi civici, tutte cose che saranno dette a
breve, in maniera ufficiale, direttamente o indirettamente, dal Comune di
Badolato, che non può che prendere atto di quanto si va accertando dalle
figure professionali preposte all'accertamento. Se avete delle domande a
chiarimento da fare inviatemele pure, le girerò a stretto giro di e-mail
agli esperti. Intanto, nei prossimi giorni, vi dirò di un incontro che ho
avuto con il tecnico demaniale del Comune di Badolato, delle domande che ho
posto e delle risposte che ho ricevuto. da quello che ho capito,
mi pare di poter
affermare che è giunta l'ora, dopo quasi un secolo di ignoranza, inerzia ed
omissioni, che l'ampio territorio di Badolato con caratteristica di Uso
civico, per decenni usurpato, ritorni al suo legittimo proprietario: Il
popolo badolatese. Una vera rivoluzione! |
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| Mi ritorni in mente... Gil
Botulino ricorda Battisti Ricorre il settimo
anniversario della morte di Lucio Battisti. Anch'io lo voglio ricordare -
per qualche ragazza che ho avuto da giovane a causa delle sue canzoni -
condividendo con voi una canzone
a scelta, tra quelle del mio LucioBox personale. |
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| Badolato, paese incinto
Dopo Badolato paese in vendita (di Mimmo Lanciano), Badolato
paese luminoso (di Imelda Bonato), nei giorni dell'Arcobaleno abbiamo
Badolato paese incinto.
Infatti tutti i cittadini sono in attesa:
1) Della fine del lutto dei Ds
2) Della mozione di sfiducia dei Ds
3) delle dimissioni dei Ds, di Pippo e di Cinque stelle
4) Di un qualunque segno di vita da parte dei Ds
5) Della convocazione del consiglio Comunale
6) della conferenza stampa di Francesco Gallelli, capogruppo di cinque
stelle
7) della nomina della nuova - settima o ottava - Giunta Menniti
8) delle dimissioni del sindaco
Della fine dell'estate e di questa sofferta gestazione. |
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| La Giunta delle vendemmie
vediamo e pubblichiamo
Ho visto un foglietto in una bacheca con il seguente
contenuto. Piroso, Pultrone, Leuzzi, Criniti, Bressi D., Bressi A.: La
giunta delle vendemmie. Lo interpreto come un pronostico e come un augurio
di pronta soluzione della crisi visto che le vendemmie sono cominciate. |
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Badolato. Il sindaco ritira le deleghe a sei assessori e profila una nuova
giunta
Menniti minaccia le dimissioni
Ds, Margherita e "Cinque stelle" preparano il terreno per la sfiducia
Il sindaco di Badolato
Andrea Menniti, ha scelto l'etere e il sito internet di Gil Botulino,
diretto dal professore Pasquale Andreacchio, per annunciare il ritiro delle
deleghe ai suoi sei assessori nominati da appena due mesi.
Questo il testo del comunicato: «Ore 14 di giovedì 8 settembre, il sindaco
di Badolato Andrea Menniti, mi ha comunicato di aver firmato il decreto di
revoca di tutti gli assessori ed ha affidato al messo comunale l'incarico
per la notifica che avverrà certamente nel pomeriggio». Questa invece la
dichiarazione del sindaco rilasciata a Gil Botulino: «Ho inteso con
questo azzerare, di fatto e formalmente, tutta la situazione, se gli altri
sono d'accordo, si può ripartire da zero. Altrimenti, tempo due o tre
giorni, mi dimetterò e c'è ne andremo tutti a casa». Questo l'epilogo
conclusivo della grave crisi amministrativa che già si era evidenziata
all'atto dell'insediamento per divergenze sulla nomina del difensore civico,
il cui nominativo Pasquale Amdreacchio, indicato dai Ds, veniva contestato
dal sindaco e da alcuni consiglieri tra cui Gaetano Stagno che evidenziava
l'incompatibilità, essendo un dipendente statale. Superato questo ostacolo
l'amministrazione si era messa al lavoro [...] Successivamente sono arrivate
le dimissioni del difensore civico, Pasquale Andreacchio, per divergenze con
il sindaco, e le dimissioni dell'assessore esterno Assunta Criniti. [...]
Le polemiche si accentuano, i Ds con una assemblea pubblica, presente il
segretario provinciale Franco Amendola, chiedono scusa al paese e dichiarano
di sfiduciare il sindaco in consiglio comunale. [...] Si arriva cosi ai
lavori dell'ultimo consiglio comunale, con l'annuncio delle dimissioni della
consigliera Audino dalla carica di vice Presidente del Consiglio,
l'approvazione del Conto consuntivo 2004, e con l'ufficializzazione della
sfiducia al sindaco Menniti, da parte del gruppo dei Ds e della minoranza
"Cinque stelle", decisione questa condivisa anche dal locale Circolo della
Margherita. A sorpresa, l'assessore Carnara, annuncia le sue dimissioni.
Intanto, la minoranza, sulla situazione politica amministrativa, decide di
lasciare al capo gruppo Francesco Gallelli, il compito di un comunicato
stampa. Ribadiscono la posizione di sfiduciare il sindaco, anche se la
migliore scelta politica sarebbe stata quella di presentare congiuntamente
ai Ds le dimissioni. «Ulteriori ritardi, dei Ds, sostengono dei consiglieri
di minoranza, creano solo confusione politica».
Intanto, dopo la decisione del sindaco di ritirare le deleghe ai sei
assessori, di tentare di formare una nuova giunta, ed eventualmente di
dimettersi, i Democratici di sinistra hanno tenuto una riunione per valutare
la nuova situazione politica. Dalla stessa non è trapelata nessuna notizia,
anche se da indiscrezioni sembra che il sindaco offrirebbe ai Ds tre posti
in giunta, con la riconferma degli assessori Piroso, Leuzzi e Pultrone. È
una notizia da prendere in considerazione oppure è una bufala? Oppure il
sindaco è pronto a rassegnare le dimissioni? La risposta è attesa fra due
giorni.
Franco Laganà, Il Quotidiano, sabato 10 settembre 2005 |
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| Lettera, di rettifica a
chiarimento, al Quotidiano L'elezione del
Difensore civico di Badolato, nell'agosto del 2004, fu alquanto travagliata
ma trovo inesatta la ricostruzione che ne fa "Il Quotidiano" di sabato 10
settembre, a pag. 32, nell'articolo "Menniti minaccia le dimissioni", per
cui chiedo di voler pubblicare una rettifica a chiarimento.
Scrive il Quotidiano: "Questo l'epilogo conclusivo della grave crisi
amministrativa che già si era evidenziata all'atto dell'insediamento per
divergenze sulla nomina del difensore civico, il cui nominativo Pasquale Andreacchio, indicato dai Ds, veniva contestato dal sindaco e da alcuni
consiglieri tra cui Gaetano Stagno che evidenziava l'incompatibilità,
essendo un dipendente statale".
Non mi risulta che "il nominativo Pasquale Andreacchio sia stato contestato"
né dal sindaco, né da alcuni consiglieri né tantomeno da Stagno che pur pose
il quesito dell'incompatibilità. Quel che risulta, al contrario, è che il
mio nome fu proposto dal sindaco e che fui votato all'unanimità da tutto il
Consiglio, essendo tutti i consiglieri comunali presenti: «I lavori si sono
conclusi - leggo su "Il Quotidiano dell'8 agosto 2004 - con la nomina
all'unanimità del difensore civico, Pasquale Andreacchio, docente presso
l'istituto alberghiero di Soverato». Ma perché non ci si debba fidare della
mia versione dei fatti, si prenda nota delle seguenti frasi, tratte dal
verbale della seduta consiliare del 6/8/2004, deliberazione n. 17: "Prende
la parola il Sindaco che fa presente che non risulta agli atti consiliari
alcuna sottoscrizione di presentazione alla carica di Difensore Civico
Comunale; Quindi propone di mettere ai voti la proposta di candidatura del
prof. Pasquale Andreacchio. Sottolinea che, contrariamente a quanto
affermato e vociferato da qualcuno, la maggioranza consiliare è compatta nel
presentare il prof. Andreacchio. Quindi si susseguono i seguenti interventi:
Stagno: si sono sentite tantissime chiacchiere, il nome proposto dal Sindaco
è accettato da tutti, però chiedo al segretario generale se il nominativo
proposto ha i requisiti di legge per rivestire la carica di difensore
civico; Gallelli: La proposta del sindaco è accettata dal gruppo 5 Stelle
che ritiene il Prof. Andreacchio persona meritevole che ha tutti i requisiti
per assicurare la preparazione e l'imparzialità che sono le massime
prerogative per il difensore civico. Quindi si procede, in maniera segreta,
alla votazione che ha questo esito: Schede votate 16, ha riportato voti Andreacchio Pasquale, voti riportati 16".
È quanto mi premeva comunicare ai Vostri lettori, che hanno diritto ad una
informazione veritiera.
E' altrettanto vero che mi sono dimesso da Difensore civico perché, non
essendo stato messo nelle condizioni di operare, ho ritenuto di dover
separare la mia immagine da quella di una amministrazione colpevolmente
inerte. A tal punto inerte da non aver ancora risposto al quesito posto da
Stagno, nonostante Io stesso abbia più volte sollecitato il presidente del
Consiglio, per l'inserimento all'ordine giorno, così come è dovuto, sia per
rispetto dei Regolamenti che per rispetto del consigliere Stagno che, in
nome del popolo badolatese, ha posto all'attenzione del Consiglio comunale,
una possibile interpretazione del Regolamento del difensore civico comunale.
Grazie per l'attenzione,
Pasquale Andreacchio |
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La band calabrese protagonista
al Teatro di Villa Strozzi a Firenze
Piero Pelù ospite dei Marasà
«Il gruppo di
ricerca, riproposta e rielaborazione di musica tradizionale calabrese
"Marasà" lo scorso 5 settembre 2005 al Teatro di Villa Strozzi a Firenze in
occasione della quinta edizione del "Teatro Mediterraneo" a cura di
Gianfranco Pedullà, ha "sbancato" con un notevole successo di critica e di
pubblico». Lo racconta il giornalista di Firenze, Ezio Alessio Gensini. «Il
Mediterraneo - prosegue - non è solo geografia. I suoi confini sono
irriducibili alla sovranità e alla storia, non sono né statali né nazionali:
somigliano al cerchio di gesso che continua ad essere descritto e
cancellato, che le onde o i venti, le imprese e le ispirazioni allargano e
restringono (Predrag Matvejevic, Mediterraneo. Un nuovo breviario,
Garzanti). I "Marasà" sono stati preceduti sul meraviglioso palcoscenico del
Teatro di Villa Strozzi dal gruppo "Ditè e e re ka cift' Ungra" e la
tradizione arbërëshe degli albanesi di Calabria
Ospite della serata Piero Pelù in veste di attore ha declamato alcuni
passaggi di: "Cristo si è fermato a Eboli" il libro più famoso di Carlo
Levi, scrittore, pittore, medico che attraverso quest'opera racconta la sua
storia di confino in Basilicata sotto il regime fascista». «Piero Pelù -
scrive ancora - magistrale nella recitazione accompagnato dalle note di
Domenico "Mimmo" Audino, Sergio Schiavone e Angelo Pisani. Ma chi sono i "Marasà".
Il progetto Marasà, nasce nell'inverno del 2002. Lo scopo è quello di
approfondire, attraverso la ricerca sul campo, lo studio degli strumenti e
delle modalità interpretative della tradizione orale per poi riproporle a
fini sia didattici che artistici. Oltre alle attività di studio il gruppo
propone anche uno spettacolo di reintrepretazione e rielaborazione della
tradizione musicale calabrese. I Marasà hanno tenuto diversi concerti e
seminari in Calabria e non solo, partecipando ad alcuni Folk Festival tra
cui il "Tarantella Power", "L'Albero di Canto", "Tarantijandu" ed altri
ancora. Nel gennaio scorso hanno realizzato il primo lavoro discografico
intitolato "Ad aria". Il gruppo: Mimmo Audino: voce, chitarra battente,
fischiettara, zikitipù; Sergio Schiavone: chitarra, zampogna a paru,
ciarameddruzzu, lira, fischiotti; Francesco Mancuso: fisarmonica, organetto
diatonico, pipita; Peppuccio Garofano: tamburello, chitarra; Angelo Pisani:
batteria, flauti, fischiotti; Pino Fiorito: basso elettrico. I "Marasà"
saranno anche oggetto di un cortometraggio girato da Ezio Alessio Gensini in
Calabria a Badolato e a Firenze. Intervista, ricordi e aneddoti che saranno
inseriti nella trasmissione "Kulturing" di cui Ezio Alessio Gensini è autore
e conduttore, con Claudia Fiorelli regista (visibile tra qualche tempo
sulle reti tv in Calabria e via internet sul sito: www.gilbotulino.it).
Il Domani, sabato 10 settembre 2005 |
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Assessori a casa: al Comune
si apre la crisi
Con l'azzeramento degli incarichi assessoriali da parte del sindaco si è
aperta una nuova crisi al comune di Badolato. Ancora tensioni, dunque, in
casa Arcobaleno tra le diverse anime costitutive della lista civica che, nel
2003, ha portato Andrea Menniti alla carica di primo cittadino. A
determinare l'ennesima situazione di instabilità è stato, in particolare, il
deteriorarsi dei rapporti con la componente della maggioranza che si
riconosce nella Mongolfiera, un movimento civico riconducibile ai
Democratici di sinistra. Il sindaco ha dichiarato la sua disponibilità a
dialogare con tutti gli alleati: «In questo momento – ha detto Menniti – non
intendo sbarrare la strada a nessuno e neanche ai Ds, con i quali si possono
trovare le condizioni per il riavvicinamento e per ricucire gli strappi. La
porta, insomma, è sempre aperta». I motivi che in questi anni hanno prodotto
tante lacerazioni, poi superate, in seno all'amministrazione, Menniti li
individua nella natura eterogenea della lista civica, che, accomunando
esperienze e ideologie differenti, talora contrapposte, può far sorgere
incomprensioni. Intanto Menniti lancia un appello «ai Democratici di
sinistra e alle altre forze della maggioranza per concordare un incontro
distensivo e di riconciliazione. Sono disponibile a qualsiasi soluzione che
sia razionale, obiettiva e con pari dignità, che dia finalmente un governo
stabile e forte e che soprattutto sia l'ultimo governo di questo mandato».
Il tentativo è quello di riannodare fino alla scadenza del mandato, gli
elementi dello schieramento che due anni fa diedero vita all'aggregazione
dell'Arcobaleno, pe riacquisire credibilità e per restituire fiducia alla
popolazione. I tempi per la gestione della crisi, afferma Menniti, non
dovranno essere lunghi: «Non bisogna perdere tempo, la crisi deve essere
rapidissima altrimenti andrò a dimettermi e ognuno si assumerà le sue
responsabilità».
Massimo Ranieri, Gazzetta del Sud, sabato 10 settembre 2005 |
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