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In fumo il progetto pilota polivalente "Mari
Juana Nostra", Badolato rischia il dissesto

Era costato un anno di ricerche, studi,
seminari e riunioni quel campo sperimentale di canapa indiana,
all'infanghati, in terreno demaniale, sotto la centrale
elettrica del romito. Il posto era stato scelto con cura, umido
a soleggiato, così come le sementi, alla terza generazione di
selezione, il concime e il regime di irrigazione.
L'amministrazione Arcobaleno ne avrebbe fatto la sua
inflorescenza all'occhiello. Un progetto pilota polivalente che
aveva impegnato gli assessori alla salute, all'istruzione,
all'agricoltura e al bilancio e la partecipazione attiva dei
servizi sociali e delle associazioni dei genitori. Uno di quei
rari progetti che mettono d'accordo tutti. Un progetto, alla cui
proposizione, la Consulta giovanile era pervenuto dopo un
sondaggio a tappeto tra i giovani per saggiare le loro
preferenze in fatto di consumi di sostanze tossiche: nessun
dubbio, la stragrande maggioranza dei ragazzi badolatesi, con
una prevalenza delle donne sui maschi, preferisce il fumo
all'alcool.
Ulteriori studi hanno mostrato che il fumo acquistato dai ragazzi
(per lo più erba albanese e marocchina) era di pessima qualità,
tranne che per alcune partite di supershunk, che però a badolato
non arriva e bisogna acquistare fuori con un sovrapprezzo per il
viaggio, che il prezzo di mercato (1.5 /2 euro al grammo)
risulta molto alto per le tasche dei badolatesi, per cui
l'associazione dei genitori ha investito del problema, che
riveste grande importanza sociale, l'amministrazione comunale.
Gli assessori, fosse stato per loro avrebbero preferito finanziare
la produzione di vino, ma spinti da figli e nipoti e figli e
nipoti di loro elettori, hanno attivato gli uffici comunali che,
in brevissimo tempo, sono riusciti a produrre un progetto
invidiabile: erba di altissima qualità, doc, supercontrollata
medicalmente, da distribuire alle famiglie badolatesi al prezzo
di 1 euro al grammo.
Un beneficio per tutti: per i genitori che avrebbero speso molto
meno, per i ragazzi che avrebbero fumato erba Nostra, per la
salute e anche per le casse comunali.
Il responsabile dell'Area finanziaria e dell'Area tecnica avevano
assicurato all'assessore al Bilancio anni di prosperità per il
Comune di Badolato. Il conto era stato fatto in fretta: una
piantina di "Mari Juana Nostra" - così è stata battezzata la
cannabis badolatese - produrrà 1 kg d'erba (a fronte dei 500/600
grammi di cannabis comune), con un ricavato di 1000 euro a
piantina, considerata la raccolta semestrale del prodotto.
Considerato il consumo medio badolatese, e qualche regalo di
rappresentanza, si era stabilito di partire con la coltivazione
di 170 piante, per un introito di 340mila euro: giusto la rata
di mutuo che il Comune paga per i famosi debiti.
Oggi il progetto è andato in fumo. Il corpo forestale dello stato ha
"scovato" la piantagione e non avendo trovato nessun cartello
che ne indicasse il tipo e la destinazione ha provveduto alla
distruzione di tutte le piantine. I cartelli con su scritto
"Comune di Badolato - campo sperimentale di Mari Juana Nostra -
finanziamenti UE" giacciono nella stanza dell'assessore
all'agricoltura e foreste, che da un mese è chiusa in attesa di
un nuovo inquilino.
C'è grande preoccupazione tra i badolatesi che avevano investito grandi
speranze - e discrete somme in rolli - in questo progetto. Ci si stava preparando alla
festa della raccolta, ormai imminente, non più tardi del 16
ottobre, dopo le vendemmie.
La radice ha annullato la stampa, già in bozze, di un numero speciale,
con le foto della festa della raccolta e un saggio di Gesualdo
sulla Cannabis badolatese che, si è scoperto, era già presente
nella valle del Copino fin dal 3000 a.c.
In segno di protesta oggi è rimasto chiuso il bar Solesi, domani toccherà
al Centrale, la Consulta giovanile sta preparando una
manifestazione finale, ma non ha ancora deciso la data, domenica
prossima ci sarà la riunione "plenaria" dell'Arcobaleno per
decidere se e come andare avanti dopo questa mazzata, in forse
il riequilibrio di Bilancio.
Come si è pervenuti alla "scoperta" della piantagione? È chiaro che si
tratta di una soffiata. Secondo Pippo, una soffiata dei
diessini, per mettere in difficoltà l'amministrazione. «Da dove
venivano - domanda Pippo - gli agenti della forestale? da S.
Caterina e da Davoli. E i sindaci chi sono? Leto e Femìa. E di
quale partito sono? Vuoi vedere che domenica prossima in cambio
delle piantine chiedono un altro assessorato?»
Tutti si aggrappano, alla parole di Pippo. Forse c'è ancora una
speranza... se le piantine... fossero veramente in mano ai
diesse... non tutto è perduto.
I diesse hanno annunciato che faranno un comunicato.
Nell'immagine, la prima pagina de "Il Domani"
di oggi |
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La personale opinione di Teresa Larocca,
direttivo Ds Caro Gil,
avrei voluto lasciar passare le tue provocazioni nei confronti
dei Ds ma visto che insisti esprimerò la mia personale opinione
a riguardo.
Credo che nessuno dei dirigenti del partito voglia tirarsi indietro
e non assumersi delle responsabilità, ma tu ben sai che un
partito ha e deve avere un'unica voce quando parla
ufficialmente, altrimenti faremmo come altri partiti in cui
ognuno dice la propria e alla fine non si comprende qual è la
posizione ufficiale.
Tu sai benissimo che quello che avviene all’interno di una riunione
di direttivo, di segreteria, e nel caso dell’amministrazione, di
comitato, debba rimanere tutto all'interno altrimenti non
avrebbe senso farli a porte chiuse, ma potrebbero svolgersi in
piazza pagando il biglietto come piacerebbe a te. Voglio dire
che se nessuno "si sbottona" non è perchè voglia celare chissà
cosa, e mi dispiace che sia tu a parlarmi di trasparenza, credo
che tu sappia che la trasparenza di cui il mio partito parlava
in campagna elettorale era quella riferita alla burocrazia
comunale o per farmi capire meglio "chirhu chi succeda nto
comuni", non al fatto che tu, o qualsiasi altro giornalista e
non, debba per forza conoscere ciò che si dice nelle riunioni o
la mia personale opinione, perché la mia analisi, sintesi,
progetto o decisione come dici tu, è quella che il mio partito
prende dopo costruttive discussioni. Questa è la regola di ogni
partito.
Ora, se vuoi sapere perché la voce ufficiale è quella di Nicola
Criniti, il motivo è perché oltre a essere un bel ragazzo e
single, oltre a essere ormai un personaggio della televisione,
oltre a essere il più criticato, il più seguito, è anche un buon
comunicatore, che vuol dire "ca ava i scoli giusti" per parlare
di politica, cioè utilizza quel linguaggio tecnico-politico del
quale io per esempio non ho padronanza.
Augurandomi che questa risposta possa bastarti ti saluto
affettuosamente, sappi che nonostante tutto questo astio che hai
per noi diessini io rimango comunque una tua fan.
Teresa Larocca
Nessun astio per voi diessini:
esprimo, come sempre, la mia opinione. Anzi, in questo caso,
faccio solo delle domande: quelle che sento in mezzo alle strade
e non trovano risposte. Per quanto riguarda Criniti, avrà pure
"i scoli giusti" ma... "o è surdu o è cecu" - oppure è sordo e
cieco chi lo informa - se parla a nome del partito per
accorgersi, all'improvviso, che è solo la sua personalissima
opinione. Avrei da dire su quale sia "la regola di ogni partito"
ma non voglio approfittare di questo spazio.
Sono onorato di averti tra le mie fan perché la mia stima per te
è immutata. |
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Che ci facevano, domenica, minacciose
navi da guerra nel mare di Badolato?
dal nostro Guardone addetto alla spiaggia di
Badolato

Anche domenica scorsa, come tutte le
domeniche, avevamo inviato il nostro Guardone sulla spiaggia di
Badolato a spiare le turiste che, in questo periodo,
approfittando delle belle giornate di sole amano stendersi sul
bagnasciuga senza veli.
Ne abbiamo ricavato delle foto di scarsissimo interesse, che abbiamo
immediatamente cestinato.
Per esempio, quella a fianco, ci era stata invita con la didascalia:
Cindy si toglie il reggiseno. A parte il fatto che non si vede
proprio niente, neanche nella foto originale, Cindy è anche
coperta da uno che l'impalla.
Poi ho notato la nave e il motoscafo. In altre foto ci sono altre tre
navi, tra cui un dragamine.
Il marinaio sul motoscafo guarda, decisamente, verso riva. Probabilmente
anche tutti i marinai delle navi da guerra, a cui lancio un
appello: Se avete una foto di Cindy da migliore posizione,
possibilmente con il seno scoperto, potete inviarle a
info@gilbotulino.it?
Nella foto: in basso, Cindy si cambia il
reggiseno; in alto, la nave da guerra |
Badolato. Piantagione di cannabis scoperta
dalla Forestale
Sono in tutto 167 le piante di canapa indiana sequestrate in
località “Settepagliari” a Badolato. Una piantagione estesa su
oltre 180 metri quadrati di terreno, occultata in un vallone
boscato vicino ad un ruscello. Una vegetazione rigogliosa, tanto
che alcune piante superavano il metro di altezza. A scoprire la
piantagione, gli agenti del Corpo forestale dello Stato delle
Stazioni di Santa Caterina dello Jonio, Davoli e Catanzaro, nel
corso dei controlli predisposti per la tutela del territorio e
contro l'illecito esercizio dell'attività venatoria. Una
coltivazione di cannabis che era stata creata nel sottobosco,
nascosta da alberi di frassino e corbezzolo, su un terreno
demaniale. Sul posto, oltre alle piante, gli agenti hanno
rinvenuto tutto l'occorrente per la coltivazione, dai tubi per
l'irrigazione al concime ed anche un bivacco fatto da pali di
legno con copertura in teli di plastica. Gli agenti hanno
sequestrato ed estirpato le 167 piante di cannabis, oltre al
materiale ritrovato.
(l.p.) , Gazzetta del Sud,
mercoledì 28 settembre 2005 |
Badolato. Gli agenti della Forestale individuano
in località "Settepagliari" una coltivazione di canapa
Scoperta una piantagione di droga
Estirpate e distrutte 167 piante. Si cerca il proprietario
dell'area
Centottanta metri quadri di terreno, nascosti in un vallone
boscato, vicino ad un ruscello, trasformati in una piantagione
di canapa indiana.
La scoperta è stata fatta dagli agenti del Corpo forestale dello
Stato dei Comandi stazione di Santa Caterina dello Jonio, Davoli
e Catanzaro, nel corso dei controlli predisposti per la tutela
del territorio e contro l'illecito esercizio dell'attività
venatoria, nella località "Settepagliari" in agro del Comune di
Badolato.
Gli agenti hanno trovato una coltivazione di canapa indiana, con
piante di altezza variabile da quindici centimetri a un metro.
La piantagione era stata creata nel sottobosco, nascosta da
alberi di frassino e corbezzolo, lungo il versante di un fosso,
su terreno demaniale.
Nella zona è stato rinvenuto tutto l'occorrente per la
coltivazione, dai tubi per l'irrigazione al concime ed a una
trentina di metri dal posto, un bivacco fatto da pali di legno
con la copertura di teli in plastica.
Su disposizione dell'autorità giudiziaria si è provveduto al
sequestro ed estirpazione di 167 piante di canapa indiana, più
tutto il materiale ritrovato.
Gli agenti hanno, inoltre, effettuato tutti i rilievi di rito e,
attualmente, sono in corso le indagini per rintracciare i
proprietari del terreno e stabilire se fossero le stesse persone
che avevano allestito la coltivazione illegale.
Il Quotidiano, mercoledì 28 settembre 2005 |