Gil Botulino

The German Observer
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martedì 11 Ottobre 2005

Dott. Cento distrugge valigetta, decisione frettolosa

Dìcia ca, il Commissario Sebastiano Cento, appena insediato, abbia fatto distruggere la famosa valigetta con combinazione di Mannello. Mai decisione fu così altamente simbolica ma, alla luce di quello che sta succedendo tra il presidente del consiglio e la minoranza Cinquestelle, allo stesso tempo frettolosa. Da 18 mesi circa la minoranza fa interrogazioni, chiede convocazioni di consigli, inserimenti di punti all'ordine del giorno: ieri, il capogruppo di minoranza ha letto un elenco senza fine. Troppe volte la minoranza ha lamentato in Consiglio comunale queste cose e il presidente del Consiglio ha risposto di non aver ricevuto la richiesta. Ieri è stata la volta di un fax, sulla cui validità come mezzo di richiesta si è dissertato, ma che anche lui non si trova. Credo che dovrebbe essere a tutti chiaro, in primis al direttore generale, che è ora che si appresti una commissione di inchiesta che verifichi quale delle seguenti alternative si stia verificando. 1) Il capogruppo di Cinquestelle mente; 2) Il presidente del Consiglio mente; 3) Le poste non consegnano la posta; 4) I fax non spediscono o non consegnano i fax; 5) La posta e i fax si perdono negli uffici, o vengono rubati: in questo caso la valigetta potrebbe tornare utile. Se si ritiene, facciamola ricomprare al dott. Cento.

Nella foto: la valigetta con combinazione del sindaco Mannello

 
Gil Botulino perde lettori a favore del Dìcia ca

La signora Cecile Arlette Savioz, membro del direttivo dei Ds di Badolato, non leggerà più Gil Botulino. Me lo ha comunicato durante il Consiglio comunale di lunedì. Non condivide quello che stiamo scrivendo. Avrebbe voluto rilasciare anche una dichiarazione a favore di Nicola Criniti (le ho osservato che quello che scrivo è già a favore di Nicola Criniti), ma non ho avuto il tempo di raccoglierla: avrei dovuto scriverla o trascriverla a mente. Se la signora Savioz vuole fare una dichiarazione, come ben sa, può inviare un mail a info@gilbotulino.it, se non se lo rilegge non fa nulla. A Gil Botulino dispiace perdere un lettore affezionato come la signora Savioz, che si faceva mandare le News, a stampa, dalla figlia che sta in Svizzera: le invidio molto la sua collezione su carta, che io non ho. Ho soltanto un'altra lettrice, che ha la collezione completa di Gil Botulino su carta, una signora di sicure radici comuniste, meno male che non è iscritta ai Ds di Badolato.

Da oggi, dunque, la signora Savioz  sarà informata solamente dal dìcia ca, non meravigliatevi, poi, se fa delle scelte che voi non capite.

 
Vincita di 10 cent al Consiglio comunale

Ieri si è svolto il Consiglio Comunale del nuovo corso Arcobaleno. Mai visto in vita mia un Consiglio così! Cinque ore di ricostruzioni, di accuse, di difese, di svelamenti di retroscena e retropensiero. A ruota libera. Senza freni e senza regole. Non posso riassumervi in alcun modo tutto, né darvi la minima idea del clima di questo Consiglio comunale, pessimamente presieduto da Salvatore Caminiti (Ridatemi Giovanni Bove, era infinitamente meglio!), che per l'ennesima volta è stato al centro delle proteste della minoranza per il suo comportamento in aula e fuori dall'aula.

Andrea Menniti, sindaco ri-"recuperato dalla pattumiera della Storia" (*), per giustificare il casino che combinano i Cavalieri dell'Arcobaleno, ha avuto la geniale idea di accusare Laganà - tanto lui non gli può votare la sfiducia! -  per aver tirato, comu ciucci d'a capizza, tutte le persone da lui intervistate. L'unico a ribattere a queste accuse è stato Laganà. Il Capogruppo di minoranza, Francesco Gallelli, ha accusato il sindaco di attacco alla libertà di stampa!

Qualcosa vi dirò sotto. Qualcosa nei prossimi giorni, forse. In sintesi. Si sono approvati tutti i punti messi nel primo ordine del giorno. È stato eletto il vicepresidente del Consiglio: Andrea Bressi. Spettatori 15, direttivo dei Ds compreso.

Gli ultimi due punti, quelli aggiunti, invece -  comu dissa u dìcia ca? "Li hanno messi per coglioneggiare le persone; poi li rimandano" - sono stati regolarmente rimandati. Su questo avevo scommesso 10 cent e li ho vinti. Teresa Pultrone, che è stata assente negli ultimi giorni da Badolato, non ha saputo niente della mia scommessa sul dìcia ca, per cui, quando le ho detto "hai visto che le lottizzazioni sono state rimandate? ho vinto 10 cent", oltre a voler sapere con chi avevo scommesso, ci ha tenuto a dichiarare che «li hanno rimandati, perché è molto tardi e sono molto stanca, sono arrivata da Roma, giusto giusto per il consiglio, alle cinque, non sono nemmeno passata da casa».

Teresa non ci provare. Non posso darti metà della vincita: la devo dividere con il dìcia ca! Però posso darti la metà della prossima. Dìcia ca, al prossimo Consiglio questi due punti non saranno nemmeno portati: i soliti 10 cent!

(*) dal De Profundis di Caminiti

Mimmo Bressi: «avrebbero fatto il centrosinistra senza i Ds»

Questi Ds, sono diventati incredibili (*)! Ne sparano una dietro l'altra. D'altra parte, bisogna capirli, cosa possono fare se non arrampicarsi sugli specchi? È il prezzo che bisogna pagare quando non si è trasparenti nelle decisioni. Quando si predica una cosa e poi se ne fa un'altra. Quando se ne dice una e poi se ne dice un'altra: Dìcia ca Mimmu Runcu si dimìsa da Comunità montana pecchì avìa fatti i dimissioni tantu pe' fara, poi nci detta arhu sindacu pemu ncì mustra a Libertu e u sindacu i protocollàu: u futtìu! Questo dìcia ca -  autorevole come tutti i dìcia ca - ci ha pensato Criniti a smentirlo. U dìcia ca 'on ci l'avìa dittu a Criniti?

All'ultimo Consiglio comunale, su richiesta del consigliere di minoranza, Pasquale Piroso, ha parlato - per la prima volta in 18 mesi, correggetemi se sbaglio - il capogruppo DS, già capogruppo Ulivo, Mimmo Bressi, dopo aver tentato di far rispondere Nicola Criniti, richiamato urgentemente in aula, da dove si era momentaneamente allontanato. Ma Piroso la risposta l'ha pretesa da lui «Chiedo al capogruppo DS, quali sono le ragioni che hanno spinto il gruppo a tornare sulle proprie decisioni e a non rispettare ... le solite assemblee, feste,consigli, riunioni, patti .... per la sfiducia».

Mimmo Bressi ha parlato e di ragioni ne ha date due.

La prima, dice, per evitare il commissariamento: una ragione risibile (*). «Non c'è ragione - aveva detto Amendola, alla famosa assemblea - per demonizzare il commissario. Quando ci vuole ci vuole!» erano seguiti applausi scroscianti da tutti i presenti: direttivo della sezione Ds di Badolato, iscritti o che dicono di esserlo, simpatizzanti o che dicono di esserlo, cittadini qualunque e Cinquestelle al completo (**). D'altra parte quando cadde Mannello, i Ds, non si posero il problema del Commissario, anzi! (Consiglio x Nicola Criniti, per mettere una stampella a questa, infelice, affermazione del suo capogruppo dia la colpa a Ciccio do Guardia: «È stato Cicciu do Guardia a buttare Mannello, io non c'entro, quel giorno ero a Reggio Calabria. Oggi ci siamo basati su posizioni di singoli compagni che sono state vagliate in sezione per capire gli umori dei compagni... intendendo con ciò chi ci vuole bene... non Ciccio do' Guardia o simili "compagni"». Ma ancora. Nell'anno successivo -  quando fu sbagliata la presentazione della lista, da qualcuno dei Ds - non mi pare che i Ds si stracciassero le vesti per il prolungamento del commissariamento. Anzi! (Non ho idee su come giustificare questo: Cicciu do Guardia non partecipò al "complotto").

La seconda, dice, «ci siamo accorti che volevano fare il centrosinistra, ma lasciando fuori i Ds». Questa incredibile(*) affermazione commentatevela da soli, io non riesco a capire che tipo di ragione sia.

(*) in tutti i sensi.
(**) che in quella assemblea ci fosse tutta Cinquestelle è un'affermazione di Nicola Criniti

Pepé Leuzzi: «Il sindaco ci ha macellato, non ci ha mai rispettato»

Intervento di Pepè Leuzzi al Consiglio comunale di Badolato del 10-10-2005

Noi quando ci siamo riuniti ha firmato anche  Lanciano e quellaltro (Carnara) perché nessuno vuole le poltrone, l'ho firmato pure io perché il diessino Nicola Criniti, qua, ci ha messo sul tavolo che vuole il vicesindaco e se ne è andato. Teresa Pultrone mi ha detto a me «Pepè, tu devi mettere in discussione il vicesindaco» i fatti questi sono. Allora io ho detto «a me il vicesindaco ... mettetelo in discussione» e loro se n'erano già andati, che volevano dimettersi l'indomani mattina. Non era vero, era tutta una finzione, perché qua c'è questa alleanza, che pensiamo noi. E c'è con i fatti, signori miei!

I fatti questi sono. Questi diessini sono venuti lì alla riunione e all'ultimo che hanno preso tutto hanno detto: Il vicesindaco va a noi. E loro se ne sono andati, l'amministrazione era caduta. Teresa Pultrone m'ha detto a me «Pepè - dìcia - e chi facimu?» Eccoci, e chi avìmu u facìmu? Certo per la coalizione, non è che io non ho messo in discussione il vicesindaco, io ho messo in discussione tutto, ma non voglio niente, da ultimo non ho voluto niente. I fatti questi sono.

Poi Nicolino qua (Criniti) va alla televisione a dire che siamo 9 a 8; chi lo autorizza a questa persona a dire che siamo 9 a 8?  Io faccio parte della maggioranza sono stato eletto all'Arcobaleno, Ar-co-ba-le-no, promotore dell'Arcobaleno, cento-ven-to-tto-voti di preferenze.

A me e a Lanciano non ci hanno mai convocati a fare la giunta, ci hanno sempre esclusi. Tre o quattro persone lì - qualcuno è pure qua (ci sono A. Cunsolo e A. Gallelli) fa il marichello: «ti dimetti, tu dimittiti, ti dimetti... (ci sono proteste di sottofondo che coprono la voce) Io mi voglio assumere le mie responsabilità a questo Consiglio comunale (continuano i disturbi) che è la massima istituzione di Badolato a dire che il sindaco a me non è mai venuto a dire «Pepé, tu chi dici?». Mai! È andato a Cosimino (Alfonso Gallelli), è andato a quello, è andato a quellaltro. A me mai. A Lanciano mai. E abbiamo portato un sacco di voti. Questo ci ha macellato. Noi siamo a questa condizione, non ci ha mai rispettato, questo signore.

Questi sono i fatti: 9 e 8 lo dice Nicolino qua. Chi gliel'ho dà questo diritto, a dire 9 a 8? Quello che lo ha portato, è il sottoscritto, sulle spalle.

Francesco Gallelli: «la concertazione è finita», ma poi sceglie il Vicesindaco

Consiglio Comunale del 10-10-2005, è successo anche questo

Il capogruppo di Cinquestelle, Francesco Gallelli, è stato il mattatore della serata, ha attaccato a tutto campo per tutto il tempo e alla fine, ancora fresco come una rosa, annunciava una opposizione gagliarda, per smentire Nicola Criniti, che nelle interviste a bordo campo, ha dichiarato la stanchezza di tutti: sua, dei consiglieri, dei cittadini e perfino di Telejonio.

Al momento della nomina del vice presidente del Consiglio, in aula è tornata un po' di serietà. La nomina si è resa necessaria perché, come ricorderete, Gina Audino si era dimessa, per ovvi motivi. La maggioranza, facendo finta di non capire gli ovvi motivi, ha offerto ancora una volta la vicepresidenza alla minoranza.

Gallelli, dopo aver profusamente e doverosamente ringraziato, ha declinato l'offerta, mettendo in evidenza il fatto che la minoranza ha cercato con l'elezione all'unanimità, delle cariche istituzionali - presidente e vice presidente del Consiglio, difensore civico - di facilitare la concertazione istituzionale. Però in questi 18 mesi i rapporti istituzionali si sono deteriorati, non certo per colpa della minoranza, ne sono prova anche le dimissioni del difensore civico. «La minoranza - ha concluso Gallelli - non vuole avere più niente a che fare con voi».

Il discorso ha lasciato un po' - non moltissimo, in verità - sorpresi i consiglieri di maggioranza. Il presidente del consiglio ha cercato di dire due parole tipo "Compare Ciccio, maggioranza e minoranza non c'entrano, sono cariche istituzionali": secondo me fa lo gnorri, perché non c'è verbale di Consiglio in cui la minoranza non si lamenta che del comportamento del Presidente del consiglio. Il compare Ciccio ha tagliato corto dicendo: «Vabbè, vabbè! fate vicepresidente Andrea Bressi, c'è ancora un Ds che non ha avuto niente».

Si è quindi passati alla votazione segreta e la maggioranza, anche questa volta, ha nominato il vicepresidente indicato dalla minoranza: Andrea Bressi.

Badolato. Il sindaco Menniti ha ufficializzato la nuova formazione in Consiglio
Aspre polemiche sulla giunta
Bressi: «La decisione presa dai Ds è per evitare il commissariamento»


Consiglio comunale ieri pomeriggio a Badolato all'insegna di aspre polemiche e scontri verbali per cui presidente del Consiglio, Salvatore Caminiti ha sospeso o lavori per dieci minuti.
Otto punti all'odg tra i più importanti: la comunicazione del sindaco, Andrea Menniti sulla composizione dell nuova giunta che risulta composta da gli assessori, Domenico Bressi, Nicola Criniti, Pietro Piroso, Teresa Pultrone, Assunta Carnuccio. In apertura dei lavori il capogruppo di minoranza Francesco Gallelli ha sancito pesanti accuse al sindaco ed al presidente del Consiglio per non aver dato risposte alle sue diverse interrogazioni e di aver per questo motivo informato anche il prefetto di Catanzaro.
Nel rispondere sia il presidente del Consiglio che il segretario comunale, Vincenzo Prenestini hanno dichiarato di non aver mai ricevuto le suddette interpellanze che Gallelli aveva inviato per fax.
Dopo la rituale approvazione del verbale della seduta precedente che ha registrato l'astensione della minoranza c'è stata un'ampia discussione sulla composizione della giunta. Il sindaco ha spiegato i motivi per cui è nata la nuova squadra ma non ha condiviso le po
sizioni dell'ex assessore, Giuseppe Leuzzi che si è dimesso ed ha invece valutato positivamente l'accordo con i Ds in quanto ha riconosciuto di aver sbagliato nel fare delle erronee valutazioni quando sono stati esclusi dalla giunta. «Gli accordi attuali, ha detto Menniti - si basano su un nuovo progetto politico programmatico».
Leuzzi ha contestato le dichiarazioni del sindaco in quanto non veritiere ed ha ribadito che continuerà all'interno della maggioranza a lavorare per l'interesse del paese.
Ha chiesto, però, all'assessore Criniti di chiarire le affermazioni rilasciate alla stampa in cui affermava che la maggioranza risultava composta da nove consiglieri e la minoranza da otto.
Lo stesso Criniti nel rispondere ha ribadito che, chi fa dichiarazioni contro la stampa, si pone al di fuori della maggioranza. Di seguito l'opposizione ha chiesto ai Ds di sapere i motivi per cui non hanno sfiduciato il sindaco dopo gli impegni presi in un'assemblea pubblica alla festa dell'Unità e in consiglio comunale.
Nel rispondere il vicesindaco e assessore Domenico Bressi dei Ds e lo stesso Criniti hanno evidenziato che il sindaco nell'ammettere le proprie responsabilità ha favorito la ripresa del dialogo per cui con grande senso di responsabilità hanno decisio di rimanere nella maggioranza evitando così l'arrivo del commissario.
Il capogruppo di minoranza, Gallelli non avendo avuto la possibilità di replicare ha contestato l'intervento del presidente del Consiglio che ancora una volta ha sospseso i lavori del Consiglio.
Lavori che, si sono protratti fino a tarda notte per l'approvazione della salvaguardia degli equilibri di bilancio.

Franco Laganà, Il Quotidiano, martedì 11 ottobre 2005