Gil Botulino

The German Observer
dal 2001

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martedì 18 Ottobre 2005

Dentro il voto dell'Unione a Badolato, vince l'Udeur di Stagno

A Badolato hanno votato in 352 persone. Ben 352. Potrebbero sembrare poche ma non lo sono. Sono esattamente il 31,1% di coloro che hanno votato per l'Unione alle Regionali di qualche mese fa. Più di tutta la provincia di Catanzaro che è al 21,0% e della Calabria che è al 18%.
   Si sono recati alle urne quasi tutti gli elettori dell'Udeur (152 oggi, 164 alle regionali) e quasi tutti gli elettori di Rifondazione (18 oggi, 25 alle regionali), per altri è meno immediato fare raffronti (Prodi ha avuto 167 voti). Se volete farli voi, nelle regionali questi sono stati i voti: Ds 206, Margherita 255, Sdi 23, Alleanza popolare 374. Se vogliamo dire che soltanto Ds e Margherita, i due partiti che si contendono il primato dei consensi a Badolato (senza contare Mannello), hanno votato per Prodi, dobbiamo dire che hanno portato ai seggi il 36% dei loro elettori, contro il 93% dell'Udeur e il 72% di Rifondazione.
   L'Udeur è passato dal 14,5% delle regionali al 43,2% di oggi. Prc dal 2,2% delle regionali al 5,1% di oggi. Soltanto Panzino e Mastella sono andati meglio a Badolato che nel resto della Provincia o della Regione. Mastella ha il 43,2% a Badolato, il 22,3% su base provinciale e il 18,3% su base regionale.

Nella foto, Gaetano Stagno

Perché il Cat@Hospital dovrebbe funzionare?

Nell'articolo del Quotidiano (che avete sotto) si lamenta il non funzionamento del Cat@ospital, che è quel sistema di prenotazione online delle visite mediche che dovrebbe essere possibile fare dal Comune. Il sistema ha avuto grossa pubblicità al momento dell'attivazione, oggi funziona, funzionicchia, non funziona per niente.
   Il motivo è da ricercarsi nel fatto che nel Comune di Badolato, stante l'andamento lento Arcobaleno che nulla organizza o programma, tutto è lasciato alla buona volontà delle singole persone.
   In Marina il sistema trova più difficoltà per problemi endemici di linea e di collegamento ad Internet: Serrao l'ho visto mille volte dibattersi in questi e altri problemi legati all'informatica, ancora oggi si sta cercando di attivare la linea Adsl.
   Al Borgo le cose vanno un po' meglio in quanto Mario (Colonna) Gallelli è un po' più esperto d'informatica, per cui lì - dice - le prenotazioni funzionano, tanto che è stata fatta richiesta di un Lsu alla Provincia che andrà a potenziare l'ufficio.
   Naturalmente tutta la popolazione è in Marina dunque il disagio è reale, ma non è che uno dei molti problemi -di semplicissima soluzione- che l'amministrazione Arcobaleno non sa, non può o non vuole risolvere
   In compenso abbiamo fatto una bella inaugurazione con soppressate, capicolli, vino e la dott. Paola (nella foto), dovrebbe bastarci o no?

Commemorazione del Compagno Giuseppe Samà

Riceviamo da Sergio Genco e pubblichiamo

Peppe SamàCommemorazione del compagno Peppino Samà, Badolato 15 ottobre 2005

La CGIL provinciale di Catanzaro rende omaggio alla figura umana e politica del compagno Peppino Samà.
   Oggi commemoriamo la scomparsa di un compagno: un sindacalista, un uomo della sinistra democratica.
   Peppino Samà rappresenta una delle figure nobili del movimento progressista Calabrese.
   Per il suo ruolo, per l'azione da lui svolta, in un sessantennio di lotte appassionate, la sua figura travalica i confini territoriali di Badolato e dello stesso Basso Jonio, che lo videro protagonista e artefice della rinascita della Calabria.
   Peppino fa parte, a pieno titolo, di una generazione di compagni generosa e irripetibile.
   Una generazione di uomini e di donne che fondarono la Democrazia nel nostro Paese, la difesero dalle insidie, la consolidarono affinché non si tornasse indietro.
   Una generazione, la sua, che si batté per migliorare le condizioni di vita delle classi sociali più umili, per dare piena dignità e cittadinanza ai lavoratori e opportunità di progresso sociale ed economico a quanti non erano rappresentati e difesi e che per questo ne rimanevano esclusi.
   Peppino fa parte di quella generazione che, dopo la caduta del fascismo, fece una scelta di vita, non facile, non scontata, ma irta di sacrifici, di coerenze personali e politiche improntate al disinteresse e all'altruismo.
   Erano quelli gli anni tremendi del secondo dopo-guerra.
   Il fascismo e le sue classi dirigenti ci consegnarono un Paese diviso, povero, umiliato, una situazione sociale profondamente ingiusta.
   Un Paese diviso non solo geograficamente, ma per censo, nel quale, ancora, le donne non avevano diritto di voto.
   Una Nazione dove i lavoratori, i piccoli artigiani, i coloni, i braccianti poveri rappresentavano gli ultimi di una immodificabile piramide sociale che il fascismo e la monarchia avevano cristallizzato.
   In essa un mezzogiorno e una Calabria sofferente e arretrata a causa di un sistema di potere ed economico imperniato sul latifondo e sullo sfruttamento delle classi povere.
   Un popolo di esclusi, di subalterni, di senza voce e senza volto.
   Peppino, assieme a molti altri della sua generazione, fece una scelta di campo limpida e impegnativa per dare una prospettiva di vita e una speranza nuova e positiva a questo popolo.
   Peppino aveva capito che era necessario battersi politicamente, avere con la sua gente un protagonismo nuovo che determinasse autentici cambiamenti.
   Aveva capito che era necessario, per aprire una nuova stagione, non solo rimuovere le macerie sociali ed economiche ereditate dal ventennio fascista, ma con questo ricostruire la Nazione su nuove basi democratiche, che si fondassero sulla partecipazione, sul ruolo dei partiti e del sindacato, sul protagonismo forte del popolo, per superare le cause profonde della povertà e dell'esclusione sociale.
   Peppino capì che questa era l'unica strada per consegnare alle nuove generazioni un Paese più giusto, più libero e avanzato.
   E Peppino, nel corso della sua vita si batté per realizzare questo suo ideale, lo fece da Comunista, aderendo al PCI, da sindacalista della CGIL, da uomo delle istituzioni.
   Lo fece con passione negli anni giovanili, durante la stagione delle lotte per la terra: per l'applicazione dei decreti Gullo, che assegnavano le terre incolte e mal coltivate ai contadini.
   Fu protagonista affinché la comunità di Badolato avesse un'amministrazione comunale autenticamente democratica e progressista e non riandassero al potere i vecchi arnesi della stagione dei podestà fascisti o quelli nominati d'ufficio dal barone locale.
   E nel 1946, alle prime elezioni libere, l'affermazione della lista guidata dal comunista Gigino Tropeano, che da lì a qualche anno sarebbe diventato Deputato della repubblica e poi Senatore, fu travolgente, un vero e proprio plebiscito popolare.
   Contribuì nella sua umiltà affinché alle donne venisse riconosciuto il diritto di voto e nel 1947, al referendum sulla Repubblica, perché si affermasse in Badolato il voto popolare a favore della Repubblica.
   Partecipò negli anni cinquanta, da protagonista, alle lotte per l'imponibile di manodopera in agricoltura e in edilizia, contro il carovita e, nelle infinite manifestazioni pubbliche organizzò la lotta per lo sviluppo ed il lavoro, che ebbe come momento culminante lo sciopero a rovescio per la costruzione della strada Badolato-Brognaturo, per togliere dall'isolamento fisico le popolazioni delle preserre.
   In queste azioni di lotta politiche, sindacali, civili, Peppino si distinse, diventandone punto di riferimento e assumendo incarichi di grande prestigio: responsabile della Camera del Lavoro a Badolato, esponente provinciale della CGIL, responsabile di zona del PCI nel vibonese, chiamato a questo incarico delicato da Mario Alicata, allora segretario regionale del PCI e tra i sui massimi dirigenti.
   Il suo ruolo nelle lotte politiche e sindacali era da tutti riconosciuto ed apprezzato ed anche, dobbiamo dirlo, fortemente contrastato da quanti auspicavano per Badolato e l'Italia un arretramento ed un ritorno al passato.
   Da coloro che in modo sprezzante gli ricordavano le sue umili origini contadini e lo "consigliavano", in accesi comizi pubblici, a lasciare la "penna" e ritornare alle "zolle".
   Non ritornò alle "zolle" Peppino, continuò a pensare, a studiare e frequentò l'allora scuola di partito a Bologna, perché comprendeva che per dirigere, incidere sulla realtà era importante capire lo stato delle cose, e il sapere, la cultura diventavano uno strumento importante imprescindibile e potente.
   Continuò a lottare con questo spirito negli anni della maturità, diventando Consigliere Comunale, fondando con Rina Trovato il "centro per anziani di Badolato" , lo fece da dirigente della locale sezione del PCI prima e poi da dirigente del PDS e dei Democratici di sinistra.
   Fu una azione la sua, caparbia, orgogliosa, appassionata, generosa, che non venne mai meno agli ideali giovanili.
   Non fu un caso se per oltre un cinquantennio Badolato divenne punto di riferimento non solo nella nostra zona ma nell'intera provincia.
   Quella generazione di militanti, la sua generazione: dei Tropeano, dei Corea, di Carmelina Amato, dei Larocca, dei Nicola Criniti avevano seminato bene.
   Ricordando oggi Peppino, il suo ruolo, ricordiamo con lui un'intera generazione, riandiamo alle nostre radici, ai nostri valori di riferimento: di giustizia sociale e di solidarietà.
   Ritroviamo le motivazioni più profonde per andare avanti in questo cammino non ancora compiuto, rinnovando un impegno.

   Ciao Peppino e che la terra della tua Badolato ti sia Lieve.

Sergio GencoSergio Genco, Segretario Generale CGIL Catanzaro
 
Raf, Convocata l'assemblea degli iscritti e dei simpatizzanti dei Ds?

Oggetto: assemblea ds
Inviato: Mon, 10 Oct 2005 09:22:19 +0200

Ciao prof,
mi sembra di capire che i rapporti giornalistici tra te e i DS, sono abbastanza freddi! Per cui, ti comunico io che ho visto sul sito http://web.tiscali.it/dsbadolato/prima_pagina.htm , che è stata CONVOCATA PER DOMENICA 28 OTTOBRE L'ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI E DEI SIMPATIZZANTI DEL PARTITO!
   Io non sono riuscito ad aprire la pagina. Non saprei quindi dirti se tale avviso si riferisce al 28 ottobre 2005, oppure trattasi di un avviso dello scorso anno!
Se si riferisce al 2005 come posso fare a sapere i contenuti, visto che c'è un collegamento ipertestuale (si chiama così?) interrotto!
   ciao da raffaele menniti

Non so dirti, credo che sia una cosa vecchia... ma puoi chiedere ai Ds: dsbadolato@katamail.com.

Francesco Gallelli: «Piena solidarietà a Laganà»

Dichiarazione del Capogruppo della minoranza Consiliare rilasciata a Telejonio

Sulle dichiarazioni del sindaco Menniti, ecco l'intervista rilasciata a Telejonio da Francesco Gallelli:

«E' stato un intervento rozzo e puttanesco, mi consenta di dirlo, perché la stampa, Telejonio e il giornalista Franco Laganà, sono stati sempre imparziali con tutti i consiglieri, con le comunicazioni che dà alla gente, e quindi assoluta correttezza di comportamento. Io, a nome del mio gruppo "Cinque Stelle", che ho l'onore di rappresentare con 1050 voti, esprimo piena solidarietà per il lavoro proficuo svolto dal giornalista Laganà, che lo sta svolgendo, con assoluta correttezza, con imparzialità, con provata esperienza, con provata capacità. Quindi respingo l'intervento del sindaco Menniti".

 
A Badolato 352 elettori, il "professore" conquista 167 preferenze

Ben 352 gli elettori che a Badolato hanno partecipato alle primarie.
   Ha vinto Romano Prodi che ha riportato 167 voti, seguito da Clemente Mastella (152 voti), Fausto Bertinotti con 18 voti, Simona Panzino 6 voti, Antonio Di Pietro 6 voti, Alfonso Pecoraro Scanio 2 voti mentre Ivan Scalfarotto non ha avuto voti.
   Una scheda bianca.

la didascalia della foto: Nella foto (di GILBOTULINO) lo spoglio (al centro il presidente Gaetano Stagno)

Il Quotidiano, martedì 18 ottobre 2005

Rifs: Gil Botulino New di domenica 16 ottobre 2005

Badolato, Pietro Piroso nominato commissario della sezione Udc

Il segretario provinciale dell'Udc, Vito Bordino, ha nominato nei giorni scorsi Pietro Piroso, commissario della sezione Udc di Badolato. Piroso, che riveste il ruolo di assessore alla Pubblica Istruzione presso il Comune di Badolato, dovrà occuparsi dell'organizzazione del partito e, per farlo avrà tre mesi di tempo. «Sono molto soddisfatto -ha affermato Piroso- per questo incarico che mi è stato affidato dal segretario provinciale, il quale si è messo totalmente a mia disposizione e che ha assicurato la sua presenza nei momenti più importanti. Immediatamente dopo la nomin mi sono attivato per il tesseramento e sto cercando anche dei locali per la nuova sezione dell'Udc di Badoato. Al più presto verrà convocata l'assemblea sezionale ed eleggeremo gli organi del direttivo. Sono costantemente in contatto con il segretario provinciale perché quello che dovrò svolgere in questi mesi è un compito importante che sto affrontando con grande serietà e impegno. Sono sicuro -ha concluso Piroso- Che saranno in tanti a iscriversi a questa sezione, così anche l'Udc avrà una presenza forte a Badolato».

Sara Dominijanni, Il Domani, martedì 18 ottobre 2005

Badolato. Piperissa denuncia i disagi presso lo sportello dell'ospedale
Perchè non si attiva il servizio di Cat@ospital al Comune?

Con una lettera indirizzata al sindaco del comune di Badolato, al presidente della Provincia di Catanzaro, e al commissario straordinario dell'As 7 di Catanzaro, Vincenzo Piperissa, coordinatore del movimento "Aprile per la Sinistra" di Badolato, denuncia la situazione caotica ed insostenibile dell'ufficio Accettazione dell'ospedale di Soverato.
Una situazione che a causa le giuste proteste dei cittadini, esasperati per la carenza funzionale, provocando giornalmente l'intervento dei carabinieri.
«Nel sapere, scrive Piperissa, che ci sono persone che arrivano a Soverato alle cinque del mattino, da tutti i comuni del comprensorio, per prendere il numero, fare la fila di sei ore, per poi non avere il sevizio dovuto, abbiamo provato un grande senso di vergogna.
Il servizio Cat@ospital, istituito dalla Provincia di Catanzaro, per le prenotazioni e inaugurato, anche dal sindaco di Badolato circa un anno fa, rappresenta un fatto molto positivo per ovviare a tali carenze, soprattutto adesso che con la circolare n. 52754 del 30 agosto 2005, la stessa Provincia da la possibilità a tutti i comuni, con l'invio dei modelli di autocertificazioni, o con il pagamento sul conto corrente postale, di regolarizzare il cosiddetto ticket in sede comunale, mettendo i cittadini nelle condizioni di recarsi direttamente in ospedale solo per l'esame, il giorno della prenotazione, senza passare più dall'ufficio accettazione».
«A tale proposito, prosegue ancora la lettera di Piperissa, chiediamo come "Aprile per la Sinistra", e prima di coinvolgere i cittadini in lotte più efficaci, che venga attivato nel più breve tempo possibile ed in maniera concreta, sia a Badolato Marina, che nel Centro, uno sportello comunale per soddisfare tale esigenza, considerando che spesse volte si sono verificate delle grosse disfunzioni. Chiediamo l'intervento del presidente della Provincia e del commissario straordinario dell'As 7, per verificare quali sono i motivi per cui nel comune di Badolato tale servizio stenta ad essere avviato, ed intervenire per la sua soluzione, che è di vitale importanza per tutta la cittadinanza».
Fin qui la lettera di protesta di Piperissa. C'è da dire che numerosi cittadini, hanno dichiarato, che recandosi al comune, con la ricetta del medico di base, non hanno avuto la possibilità di prenotare le visite presso gli ospedali di Soverato e Chiaravalle, in quanto spesso i codici per le richieste, relative alle varie patologie di visite specialistiche mediche non venivano accettati, dagli uffici provinciali. Di chi le responsabilità?
Intanto all'ufficio accettazione di Soverato, continuano i disagi per l'utenza.
«Perché, ha detto un pensionato di S. Andrea, costretto a recarsi per una Tac a Siderno, non trovare la soluzione più idonea, come quella adottata nell'ospedale reggino, dove alcune prenotazioni vengono fatte nei reparti, evitando cosi caos, liti, e file interminabili per i cittadini?»

Franco Laganà, Il Quotidiano, martedì 18 ottobre 2005