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Carfizzi Style: Un eden di sinistra? Non
proprio, ma ci va vicino...
Oggetto: da Carfizzi
Inviato: Wed, 19 Oct 2005 13:54:17 +0200
C'è anche un'altra Calabria. Un abbraccio, Francesca Viscone
Qui, Calabria profonda,
di primarie si discute in albanese, il sindaco non chiude la
scuola anche se ci sono pochissimi bambini e pensa ai
vecchietti.
Un eden di sinistra? Non proprio, ma ci va vicino…
Quando nasce un bambino a Carfizzi gli
regalano un dolce a forma di cavallo, in ricordo degli antichi
guerrieri o della patria lontana: gli albanesi giunsero in
Calabria a metà del 1400 al seguito dell'eroe Scanderberg in
guerra contro i turchi. Te ne accorgi appena arrivi,
attraversando via Gramsci e via Nenni e poi via Otto marzo,
largo 22 Dicembre 1922 (quando in cui i giovani buttarono giù
l'insegna della locale sezione fascista, provocando
persecuzioni, arresti e purghe, e la prima ondata migratoria in
America) e addirittura via Primo Maggio 1919: la prima volta che
qui si celebrò la festa dei lavoratori. Ancora oggi, insieme
agli abitanti dei paesi albanofoni vicini, i carfizzoti
raggiungono a piedi il Parco della Montagnella. Portano le
bandiere rosse, ma anche da mangiare e da bere. Un tempo si
arrivava sugli asini, che accompagnavano i comizi ragliando.
Le ultime elezioni comunali, a giugno del 2004, sono state
sofferte. C'erano due liste, polemicamente contrapposte: una
rappresentava la sinistra più tradizionale e l'altra quella del
rinnovamento radicale. Entrambe guidate da donne. Fu sconfitta
la prima, con a capo Giacobba Marino, ma ispirata da Nello
Alfieri (Ds), già vicesindaco per cinque anni e poi sindaco per
ben ventiquattro. Con 366 preferenze stravinse Caterina Tascione
e la lista Hora, che significa "paese". Il suo motto era: Sa
kutë rromi ankora Karfic: per continuare ad esistere. Sì, perché
la cronaca dei nostri giorni non è fatta da capitani coraggiosi,
ma da gente comune il cui destino è rappresentato da numeri: qui
vivono ormai solo 788 persone, mentre gli emigrati iscritti
all'Aire sono 669.
Il padre della sindaca faceva il calzolaio, aveva modi un po'
inglesi e militò sempre nel Pci. Frequentò fino alla quarta
elementare, ma fu eletto vicesindaco lo stesso. Nella sua
bottega si sono formate intere generazioni di compagni, tra cui
lo stesso Alfieri, ora avversario di Caterina. I suoi primi atti
amministrativi di quest'ultima sono stati gesti di semplice
democrazia. Subito invitò tutti ad un'assemblea. Poi, per
scegliere gli assessori, convocò l'intera lista, compresi i non
eletti, e chiese loro di fissare un criterio. Si stabilì che
avrebbero distribuito le deleghe in base alle preferenze. Così,
Marianna Leonetti divenne vicesindaco; Dea Alfieri (anche lei
dei Ds, come l'ex sindaco ora in minoranza) assessore alle
Politiche sociali. Anche il terzo assessore doveva essere una
donna, ma Tascione si oppose: bisognava dare pari opportunità
anche agli uomini! Ma l'esclusa, Agostina Esposito, oltre che
capogruppo consiliare, divenne consigliere della Comunità
montana.
Per stimolare la partecipazione dei cittadini, la sindaca ha
spedito a tutti una relazione sulle scelte di bilancio. E
nonostante la morsa in cui si trovano stretti i piccoli comuni,
non avrebbe voluto aumentare nessun tributo, poiché la
popolazione è anziana e vive di reddito minimo. La gente è
onesta, racconta, tutti pagano le tasse, persino quelli
residenti all'estero. Se sbagliano è perché versano più del
dovuto e poi bisogna rimborsarli. Tuttavia, un aumento c'è
stato: la Fida Pascolo. Da molti anni 280 ottanta ettari di
terreno erano stati assegnati a sei pastori. Pagavano 1.50 euro
a ovino e 5 euro a bovino: «Li ho convocati: una ricotta costa
due euro, gli ho detto, voi pagate al comune solo tre quarti di
ricotta… Mi hanno risposto che avevo ragione».
Tascione avrebbe voluto studiare medicina, ma non aveva i soldi
per frequentare l'università fuori regione. Studiò lo stesso e
ora insegna Scienze matematiche. Racconta che la storia di
questo paese l'hanno fatta più le donne che gli uomini, anche se
finora non hanno mai avuto cariche istituzionali. La sua vita
politica è sempre stata intensa. Si scrisse alla Fgci nel 1968,
a quattordici anni. All'università simpatizzava per Lotta
continua. È stata due volte segretaria del Pci, negli anni
Ottanta, ma «i compagni avevano difficoltà ad accettarmi, forse
perché ero donna». Quando si è sciolto il Pci ha fondato la
sezione di Rifondazione comunista. Ma c'erano troppe divisioni.
La gente pensa che i politici facciano solo i propri interessi.
Lei, invece, ha rinunciato ai 15.840 € all'anno di indennità che
spettano ad un sindaco, devolvendo la somma al Fondo sollievo
disoccupazione.
Tra Prodi e Bertinotti. Anche qui in paese c'è fermento per le
primarie. Alfieri ha chiesto e ottenuto gli spazi della Casa
comune e il giornalista Michele Abate (Ds) organizza incontri a
cui partecipano anche membri della maggioranza decisi, insieme
alla minoranza, ad appoggiare Prodi. Sul suo nome sembra
convergere quasi tutto il centrosinistra a Carfizzi. Tascione,
da quando è diventata apartitica, continua a votare per
Rifondazione. Ma alcune cose le danno fastidio: «Bertinotti
sembra uscito da via Montenapoleone. Quanti stipendi di un
operaio ci vogliono per pagare una sua giacca?». In questi
giorni ha partecipato al blocco della statale 106 con i
vitivinicoltori, finché l'Arssa non ha deciso di acquistare le
uve invendute. Si è vestita come loro e con loro ha mangiato
pane e soppressata: anche lei sa di viti e di ulivi. Prodi le
piace di più: non ha ambiguità, è affidabile e solido. Voterà
per lui e questa sembra l'unica cosa sulla quale concorda con i
suoi avversari al Comune.
A Carfizzi c'è una grande socialità. Lo scambio di doni è
continuo e persino per strada ogni tanto si vedono persone che
si rincorrono con un pacchetto in mano. Anche le amiche di
Teresa, l'ottantenne madre della sindaca, vengono dal vicinato a
trovarla, da sempre e a ogni ora del giorno. Portano spesso
qualcosa da mangiare, un dolce, persino la pasta al forno.
Stanno sul divano e insieme snocciolano i nomi dei figli
emigrati e contano i nipoti lontani uno a uno, come se avessero
paura di perderli. Teresa non ha mai conosciuto suo padre. Era
segretario comunale, ma se ne andò in America nel 1924, per
evitare le persecuzioni fasciste. Anche l'altro figlio di Teresa
e di mastro Manuele, Tommaso, era iscritto al Pci. Essere
oligofrenico non gli ha mai impedito di partecipare alla vita
del paese. «Tutti gli volevano bene», racconta Caterina, «e ha
sempre trovato fuori lo stesso calore che lo circondava in
casa».
Quello che l'assessore Marianna Leonetti ha a cuore è il
recupero del centro storico e della parte più antica e degradata
del paese, il curriduri, ma soprattutto la tutela della lingua e
della cultura arbëreshë, sul cui insegnamento obbligatorio non
tutti sono d'acordo: questa è la lingua delle emozioni, non
dell'ufficialità. Nella piccola scuola ci sono le pluriclassi:
una prima e una seconda riuniscono appena 11 bambini. Compresi
quelli della materna, in tutto sono 37. Dall'inizio dell'anno ci
sono solo tre nuovi nati, ma sulla possibile chiusura della
scuola lei ha le idee chiare: «I diritti di dieci bambini
valgono quanto quelli di cento».
Dea Alfieri si occupa delle politiche sociali: «Questo è un
paese di anziani senza figli», racconta a Diario, e anche in
questo, forse, il destino di Carfizzi ci sembra emblematico. «Ci
sono persone che vivono da sole, anziani non autosufficienti.
Bisogna garantirgli almeno un pasto caldo. E poi, c'è un
problema sanità». Come faranno, visti i tagli della finanziaria,
ancora però non si sa.
Nello Alfieri, da leader indiscusso per oltre trent'anni, è
passato adesso all'opposizione. Ma ha segnato la storia di
Carfizzi. Al punto che, commentando l'articolo che Sofri ha
dedicato nella sua Piccola posta alla nuova giunta, un giornale
locale, il Crotonese, ha ricordato gli scambi culturali
organizzati per oltre un ventennio dalla sua associazione, la
Scanderberg. Ad Alfieri non manca certo lo spirito di
iniziativa. Una volta attraversò da solo tutta l'Albania per
portare dieci quintali di antibiotici in uno sperduto villaggio.
È orgoglioso delle opere pubbliche realizzate dalla sua
amministrazione o dalla Comunità montana: la palestra,
l'anfiteatro, l'ostello della gioventù, il campo sportivo, una
volta così piccolo che lui riuscì a mandare un rigore a fallo
laterale! Ora le strutture di Carfizzi sono sovradimensionate e
che farne è un bel problema.
Qui la 'ndrangheta non c'è mai stata: è inconciliabile con la
mentalità arbëreshë. Dal 1930 ad oggi si ricordano solo due
omicidi. Però di denunce i carfizzoti ne hanno prese a decine:
nel periodo fascista e durante l'occupazione delle terre. I
vecchi hanno il comunismo nel sangue. Oggi in piazza alcuni
giocano a carte. Tutti ricordano il 29 ottobre 1949, quando la
polizia di Scelba uccise tre persone nel fondo demaniale Fragalà,
nella vicina Melissa. Emanuele Affatati e Michele, padre dello
scrittore Carmine Abate, si inseguono quasi nella narrazione dei
fatti: «Nelle sue terre il barone Berlingieri mandò la celere e
la celere sparò. A Melissa ci furono i morti e così Melissa
divenne un simbolo, ma anche noi lottavamo. Nel nostro fondo non
si sparò, però 16 contadini li hanno legati con una corda dietro
il mulo, come bestie li hanno legati e li hanno portati a
Catanzaro. A me che ero un giovanotto mi hanno dato i muli per
riportarli a casa. Erano contadini, avevano fatto la Seconda
guerra mondiale e ora venivano affamati. Di quattro quintali che
venivano prodotti, senza mezzi meccanici, i padroni ne
prendevano tre. Quando mi hanno portato in caserma ne ho presi
di schiaffi... Tutto per un pezzo di pane asciutto…». La riforma
agraria non raggiunse gli obiettivi e gli zappaterra emigrarono
in massa. I loro figli divennero intellettuali, scrittori,
ingegneri, docenti nelle università straniere. Come Immacolata
Amodeo, che insegna Letterature comparate a Brema.
Carfizzi è finita, urla quasi Emanuele, non è che un paese di
vecchi. Ma un pensiero per i giovani lui ancora ce l'ha: «Devono
essere grati a quei contadini, e devono ancora lottare. Devono
capire che i diritti si possono perdere».
Simone Monaco, invece, di anni ne ha solo 16. Il padre lavora in
Germania da trenta. Parla l'arbëresh, ma non sa scriverlo. Non
si interessa di politica, non ne discute mai con i compagni.
L'amicizia, la famiglia e l'amore contano, ma anche fare il bene
del paese. Non ci sono molti ragazzi qui: «Sul pullman ognuno di
noi ha a disposizione due posti». Questo senso di abbandono
unisce le generazioni di Carfizzi. Da undici anni si celebra la
Festa del ritorno, a cui Carmine Abate ha dedicato un romanzo.
Chi è partito continua a tornare, spiega, «non solo perché qui
ha le proprie radici, ma anche dare una speranza a chi è
rimasto».
Francesca Viscone, diario della
settimana 14 ottobre 2005, Anno X, N. 38/39 |
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Il Capogruppo di minoranza propone la
riduzione delle indennità agli amministratori
Il
gruppo consiliare di opposizione "5 stelle"
Proposta n.1 del 15.10.2005, art. 23 del Regolamento comunale
Vista la relazione economica redatta dall'Assessore al Bilancio
relativa al riequilibrio di bilancio, approvato nella seduta del
Consiglio Comunale in data 10.10.2005;
Tenuto conto delle dichiarazioni rilasciate dallo stesso Assessore
sulla stampa "Il Quotidiano", dalle quali emerge lo stato
disastrato del bilancio comunale;
Che dall'anzidetta relazione economica e dalle citate
dichiarazioni, sembrerebbe a prima vista, che tutti i cittadini
badolatesi debbono sforzarsi a stringere la cinghia;
Visto che il bilancio comunale non consente sperperi di denaro o
spese superiori alle reali possibilità;
Considerato, inoltre, che l'indennità onoraria del Sindaco e
della Giunta Municipale, potrebbe, fra l'altro, alleviare le
spese da imputare nel bilancio corrente e in quelli successivi;
Ritenuto, a parere del Gruppo Consiliare di opposizione, opportuno
e necessario, ridurre del 60% l'anzidetta indennità onoraria,
nonché l'abolizione del telefonino assessorile, a favore degli
amministratori;
Che, presumibilmente, l'economie derivanti dalla suddetta
riduzione, ammonterebbero ad euro 40.000 annue;
Visti che altri Comuni (Lamezia terme, Cerva, Botricello, Cosenza,
Catanzaro e Comunità montana del versante jonico, ecc.),
amministrazioni tutte di centro sinistra (escluso Catanzaro),
hanno adottato, analogamente alla presente proposta, la
riduzione dell'indennità di carica degli amministratori;
Accertato che in Badolato risiedono, (anche), famiglie bisognose
che versano in condizioni disagiate economiche, tanto da non
poter ottemperare al pagamento della Tassa Rifiuti Solidi Urbani
per l'anno 2005, nonché al versamento per il canone idrico degli
anni decorsi;
Visto, inoltre, che per fare fronte ad imprevisti di pronto
intervento di natura ambientale ed assicurare i servizi civili
essenziali, l'Amministrazione comunale, ha difficoltà di
reperire i fondi necessari per la soluzione degli stessi (vedi i
lavori di pulizia ambientale dell'estate scorsa, offerti
gratuitamente dall'Impresa Leuzzi);
Che, pertanto, le economie derivanti da tale riduzione
dell'indennità onoraria, potrebbero essere, imputate su un
capitolo di bilancio e le stesse, potrebbero essere destinate ed
utilizzate per il soddisfacimento di servizi civili essenziali
(ambiente, opere igienico-sanitarie, ecc.) ovvero per alleviare
le spese delle suddette famiglie;
Propone
Ai sensi dell'art. 23 del Regolamento Comunale
(*)
Ciò stante e considerato, che la seguente proposta avente ad
oggetto: Proposta n.1 del 15.10.2005: "Riduzione in percentuale
dell'indennità di carica del Sindaco e della Giunta Municipale",
venga iscritta all'ordine del giorno del prossimo consiglio
comunale, atteso che l'argomento in questione richiede un
approfondito dibattito consiliare.
Badolato 15.10.2005 - Il Capogruppo consiliare
dott.ing.Francesco Gallelli
(*) Regolamento per il funzionamento del
Consiglio comunale
Art. 23 proposte di iscrizione all'ordine del giorno da parte
del singolo consigliere
1. Le proposte da trattare in Consiglio possono, in qualunque
momento, essere avanzate per iscritto anche da un singolo
consigliere, ma possono essere non accolte dal presidente,
quando non sia ritenuto opportuno o necessario. Il presidente
deve comunicare i motivi del diniego, per iscritto, al
proponente.
2. Il consigliere proponente può, nella prima seduta consiliare,
chiedere che il consiglio si pronunci per l'iscrizione della sua
proposta all'ordine del giorno della successiva adunanza,
osservati i termini di legge, fatta salva la possibilità ex art.
39 comma 2 TU. |
Il Capogruppo consiliare di minoranza: mettere
all'ordine del giorno i punti più volte richiesti
A che titolo Salvatore Caminiti verifica i sistemi
informativi comunali?
Il
gruppo consiliare di opposizione "5 stelle"
Proposta n.2 del 18.10.2005, art. 23 del Regolamento comunale
Vista la deliberazione della G.M. n. 34 del
17.9.2004 con la quale sono stati adottati gli schemi del
"programma triennale dei lavori pubblici da realizzare per il
triennio 2004-2006;
Che nell'anzidetto programma non figurano trascritte le seguenti
opere pubbliche all'uopo avviate dall'Amministrazione comunale
precedente: Completamento "Casa per Anziani", sita presso i
locali dell'ex asilo San Domenico; completamento "Centro
Polifunzionale"; completamento aree adiacenti "Centro
Mercantile"; trasformazione e ristrutturazione immobile di
proprietà comunale "ex edificio Scolastico" ad alloggi E.R.P.;
Visto che l'impianto di pubblica illuminazione funziona in forma
discriminatoria fra gli abitanti di Badolato con l'apertura e
chiusura dello stesso in ore diverse;
Visto che la Giunta Municipale ha affidato incarichi esterni per il
servizio tributi;
Visto che il servizio di pulizia ambientale è stato curato
nell'estate scorsa, gratuitamente, dall'Impresa Leuzzi;
Considerato che a tutt'oggi, dopo reiterate richieste, prodotte
dal Gruppo consiliare di opposizione (in data 15.09.2004
acquisite al protocolo n. 6432 del 20.9.2004; nonché a mezzo fax
il 27.01.2005, 8.3.2005 e 7.4.2005) rimaste tutte prive di
riscontro, non si conoscono i debiti fuori bilancio, prodotti
dall'Amministrazione "Mannello";
Accertato che il sig. Salvatore Caminiti, che com'è noto,
ricopre la carica istituzionale di Presidente del Consiglio
Comunale, per la sua provata conoscenza e competenza dell'uso
del personal computer, verifica di volta in volta, (ed a che
titolo? Amministratore o amministrato?), presso il comune di
Badolato i sistemi informativi e l'uso del personal computer;
Propone
Ai sensi dell'art. 23 del Regolamento Comunale
(*)
Che la seguente proposta avente ad oggetto: Proposta n.2 del
18.10.2005, "Mancata trascrizione nel programma quadriennale
delle opere pubbliche nelle premesse descritte; Impianto di
pubblica illuminazione; incarichi esterni di
consulenza-affidamento a professionisti esterni; debiti fuori
bilancio; servizio di pulizia ambientale su tutto il territorio
badolatese; Sig. Salvatore Caminiti, Presidente del
Consiglio-chiarimenti;" venga iscritta all'ordine del giorno del
prossimo consiglio comunale, atteso che gli argomenti in
questione richiedono un approfondito dibattito consiliare.
Badolato 18.10.2005 - Il Capogruppo consiliare
dott.ing.Francesco Gallelli
(*) Regolamento per il funzionamento del
Consiglio comunale
Art. 23 proposte di iscrizione all'ordine del giorno da parte
del singolo consigliere
1. Le proposte da trattare in Consiglio possono, in qualunque
momento, essere avanzate per iscritto anche da un singolo
consigliere, ma possono essere non accolte dal presidente,
quando non sia ritenuto opportuno o necessario. Il presidente
deve comunicare i motivi del diniego, per iscritto, al
proponente.
2. Il consigliere proponente può, nella prima seduta consiliare,
chiedere che il consiglio si pronunci per l'iscrizione della sua
proposta all'ordine del giorno della successiva adunanza,
osservati i termini di legge, fatta salva la possibilità ex art.
39 comma 2 TU. |