Gil Botulino

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mercoledì 19 Ottobre 2005

Le proposte d'iscrizione all'ordine del giorno del Capogruppo di minoranza

Sotto avete le due proposte, del capogruppo Francesco Gallelli, d'iscrizione all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale di parecchi argomenti. Alcuni punti sono stati più volte chiesti e mai portati in Consiglio, come già saprete. Spiccano due nuovi punti. In uno, la minoranza fa sua la mia proposta di riduzione dell'indennità agli amministratori, argomentando in maniera appropriata. L'altro punto, che riguarda il lavoro di Salvatore Caminiti, dipendente di un'azienda privata, come tecnico informatico, anche presso il Comune di Badolato, ha tutta l'aria di un'interrogazione. Il testo integrale, fattoci pervenire dal Capogruppo di Cinquestelle, delle due proposte ce l'avete più sotto.

 
Rinnovate le cariche della Croce Rossa Badolatese

Oggetto: Croce Rossa Italiana - Badolato
Inviato: Wed, 19 Oct 2005 10:11:38 +0200

In data 14.09.2005, si sono svolte le elezioni per il rinnovo delle cariche all'interno della Croce Rossa Italiana - Gruppo Operativo di Badolato.
Sono risultati eletti:
1) Pasquale Rudi - Ispettore- Responsabile
2) Mario Di Iorgi - Vice Ispettore;
3) Vincenzo Tutù Lazzaro - Vice Ispettore
I nominativi eletti sono stati riconfermati nelle cariche precedenti.

L'Ispettore, Pasquale Rudi

Carfizzi Style: Un eden di sinistra? Non proprio, ma ci va vicino...

Oggetto: da Carfizzi
Inviato: Wed, 19 Oct 2005 13:54:17 +0200


C'è anche un'altra Calabria. Un abbraccio, Francesca Viscone

Qui, Calabria profonda, di primarie si discute in albanese, il sindaco non chiude la scuola anche se ci sono pochissimi bambini e pensa ai vecchietti.

Un eden di sinistra? Non proprio, ma ci va vicino…

Quando nasce un bambino a Carfizzi gli regalano un dolce a forma di cavallo, in ricordo degli antichi guerrieri o della patria lontana: gli albanesi giunsero in Calabria a metà del 1400 al seguito dell'eroe Scanderberg in guerra contro i turchi. Te ne accorgi appena arrivi, attraversando via Gramsci e via Nenni e poi via Otto marzo, largo 22 Dicembre 1922 (quando in cui i giovani buttarono giù l'insegna della locale sezione fascista, provocando persecuzioni, arresti e purghe, e la prima ondata migratoria in America) e addirittura via Primo Maggio 1919: la prima volta che qui si celebrò la festa dei lavoratori. Ancora oggi, insieme agli abitanti dei paesi albanofoni vicini, i carfizzoti raggiungono a piedi il Parco della Montagnella. Portano le bandiere rosse, ma anche da mangiare e da bere. Un tempo si arrivava sugli asini, che accompagnavano i comizi ragliando.

Le ultime elezioni comunali, a giugno del 2004, sono state sofferte. C'erano due liste, polemicamente contrapposte: una rappresentava la sinistra più tradizionale e l'altra quella del rinnovamento radicale. Entrambe guidate da donne. Fu sconfitta la prima, con a capo Giacobba Marino, ma ispirata da Nello Alfieri (Ds), già vicesindaco per cinque anni e poi sindaco per ben ventiquattro. Con 366 preferenze stravinse Caterina Tascione e la lista Hora, che significa "paese". Il suo motto era: Sa kutë rromi ankora Karfic: per continuare ad esistere. Sì, perché la cronaca dei nostri giorni non è fatta da capitani coraggiosi, ma da gente comune il cui destino è rappresentato da numeri: qui vivono ormai solo 788 persone, mentre gli emigrati iscritti all'Aire sono 669.

Il padre della sindaca faceva il calzolaio, aveva modi un po' inglesi e militò sempre nel Pci. Frequentò fino alla quarta elementare, ma fu eletto vicesindaco lo stesso. Nella sua bottega si sono formate intere generazioni di compagni, tra cui lo stesso Alfieri, ora avversario di Caterina. I suoi primi atti amministrativi di quest'ultima sono stati gesti di semplice democrazia. Subito invitò tutti ad un'assemblea. Poi, per scegliere gli assessori, convocò l'intera lista, compresi i non eletti, e chiese loro di fissare un criterio. Si stabilì che avrebbero distribuito le deleghe in base alle preferenze. Così, Marianna Leonetti divenne vicesindaco; Dea Alfieri (anche lei dei Ds, come l'ex sindaco ora in minoranza) assessore alle Politiche sociali. Anche il terzo assessore doveva essere una donna, ma Tascione si oppose: bisognava dare pari opportunità anche agli uomini! Ma l'esclusa, Agostina Esposito, oltre che capogruppo consiliare, divenne consigliere della Comunità montana.

Per stimolare la partecipazione dei cittadini, la sindaca ha spedito a tutti una relazione sulle scelte di bilancio. E nonostante la morsa in cui si trovano stretti i piccoli comuni, non avrebbe voluto aumentare nessun tributo, poiché la popolazione è anziana e vive di reddito minimo. La gente è onesta, racconta, tutti pagano le tasse, persino quelli residenti all'estero. Se sbagliano è perché versano più del dovuto e poi bisogna rimborsarli. Tuttavia, un aumento c'è stato: la Fida Pascolo. Da molti anni 280 ottanta ettari di terreno erano stati assegnati a sei pastori. Pagavano 1.50 euro a ovino e 5 euro a bovino: «Li ho convocati: una ricotta costa due euro, gli ho detto, voi pagate al comune solo tre quarti di ricotta… Mi hanno risposto che avevo ragione».

Tascione avrebbe voluto studiare medicina, ma non aveva i soldi per frequentare l'università fuori regione. Studiò lo stesso e ora insegna Scienze matematiche. Racconta che la storia di questo paese l'hanno fatta più le donne che gli uomini, anche se finora non hanno mai avuto cariche istituzionali. La sua vita politica è sempre stata intensa. Si scrisse alla Fgci nel 1968, a quattordici anni. All'università simpatizzava per Lotta continua. È stata due volte segretaria del Pci, negli anni Ottanta, ma «i compagni avevano difficoltà ad accettarmi, forse perché ero donna». Quando si è sciolto il Pci ha fondato la sezione di Rifondazione comunista. Ma c'erano troppe divisioni. La gente pensa che i politici facciano solo i propri interessi. Lei, invece, ha rinunciato ai 15.840 € all'anno di indennità che spettano ad un sindaco, devolvendo la somma al Fondo sollievo disoccupazione.

Tra Prodi e Bertinotti. Anche qui in paese c'è fermento per le primarie. Alfieri ha chiesto e ottenuto gli spazi della Casa comune e il giornalista Michele Abate (Ds) organizza incontri a cui partecipano anche membri della maggioranza decisi, insieme alla minoranza, ad appoggiare Prodi. Sul suo nome sembra convergere quasi tutto il centrosinistra a Carfizzi. Tascione, da quando è diventata apartitica, continua a votare per Rifondazione. Ma alcune cose le danno fastidio: «Bertinotti sembra uscito da via Montenapoleone. Quanti stipendi di un operaio ci vogliono per pagare una sua giacca?». In questi giorni ha partecipato al blocco della statale 106 con i vitivinicoltori, finché l'Arssa non ha deciso di acquistare le uve invendute. Si è vestita come loro e con loro ha mangiato pane e soppressata: anche lei sa di viti e di ulivi. Prodi le piace di più: non ha ambiguità, è affidabile e solido. Voterà per lui e questa sembra l'unica cosa sulla quale concorda con i suoi avversari al Comune.

A Carfizzi c'è una grande socialità. Lo scambio di doni è continuo e persino per strada ogni tanto si vedono persone che si rincorrono con un pacchetto in mano. Anche le amiche di Teresa, l'ottantenne madre della sindaca, vengono dal vicinato a trovarla, da sempre e a ogni ora del giorno. Portano spesso qualcosa da mangiare, un dolce, persino la pasta al forno. Stanno sul divano e insieme snocciolano i nomi dei figli emigrati e contano i nipoti lontani uno a uno, come se avessero paura di perderli. Teresa non ha mai conosciuto suo padre. Era segretario comunale, ma se ne andò in America nel 1924, per evitare le persecuzioni fasciste. Anche l'altro figlio di Teresa e di mastro Manuele, Tommaso, era iscritto al Pci. Essere oligofrenico non gli ha mai impedito di partecipare alla vita del paese. «Tutti gli volevano bene», racconta Caterina, «e ha sempre trovato fuori lo stesso calore che lo circondava in casa».

Quello che l'assessore Marianna Leonetti ha a cuore è il recupero del centro storico e della parte più antica e degradata del paese, il curriduri, ma soprattutto la tutela della lingua e della cultura arbëreshë, sul cui insegnamento obbligatorio non tutti sono d'acordo: questa è la lingua delle emozioni, non dell'ufficialità. Nella piccola scuola ci sono le pluriclassi: una prima e una seconda riuniscono appena 11 bambini. Compresi quelli della materna, in tutto sono 37. Dall'inizio dell'anno ci sono solo tre nuovi nati, ma sulla possibile chiusura della scuola lei ha le idee chiare: «I diritti di dieci bambini valgono quanto quelli di cento».

Dea Alfieri si occupa delle politiche sociali: «Questo è un paese di anziani senza figli», racconta a Diario, e anche in questo, forse, il destino di Carfizzi ci sembra emblematico. «Ci sono persone che vivono da sole, anziani non autosufficienti. Bisogna garantirgli almeno un pasto caldo. E poi, c'è un problema sanità». Come faranno, visti i tagli della finanziaria, ancora però non si sa.

Nello Alfieri, da leader indiscusso per oltre trent'anni, è passato adesso all'opposizione. Ma ha segnato la storia di Carfizzi. Al punto che, commentando l'articolo che Sofri ha dedicato nella sua Piccola posta alla nuova giunta, un giornale locale, il Crotonese, ha ricordato gli scambi culturali organizzati per oltre un ventennio dalla sua associazione, la Scanderberg. Ad Alfieri non manca certo lo spirito di iniziativa. Una volta attraversò da solo tutta l'Albania per portare dieci quintali di antibiotici in uno sperduto villaggio. È orgoglioso delle opere pubbliche realizzate dalla sua amministrazione o dalla Comunità montana: la palestra, l'anfiteatro, l'ostello della gioventù, il campo sportivo, una volta così piccolo che lui riuscì a mandare un rigore a fallo laterale! Ora le strutture di Carfizzi sono sovradimensionate e che farne è un bel problema.

Qui la 'ndrangheta non c'è mai stata: è inconciliabile con la mentalità arbëreshë. Dal 1930 ad oggi si ricordano solo due omicidi. Però di denunce i carfizzoti ne hanno prese a decine: nel periodo fascista e durante l'occupazione delle terre. I vecchi hanno il comunismo nel sangue. Oggi in piazza alcuni giocano a carte. Tutti ricordano il 29 ottobre 1949, quando la polizia di Scelba uccise tre persone nel fondo demaniale Fragalà, nella vicina Melissa. Emanuele Affatati e Michele, padre dello scrittore Carmine Abate, si inseguono quasi nella narrazione dei fatti: «Nelle sue terre il barone Berlingieri mandò la celere e la celere sparò. A Melissa ci furono i morti e così Melissa divenne un simbolo, ma anche noi lottavamo. Nel nostro fondo non si sparò, però 16 contadini li hanno legati con una corda dietro il mulo, come bestie li hanno legati e li hanno portati a Catanzaro. A me che ero un giovanotto mi hanno dato i muli per riportarli a casa. Erano contadini, avevano fatto la Seconda guerra mondiale e ora venivano affamati. Di quattro quintali che venivano prodotti, senza mezzi meccanici, i padroni ne prendevano tre. Quando mi hanno portato in caserma ne ho presi di schiaffi... Tutto per un pezzo di pane asciutto…». La riforma agraria non raggiunse gli obiettivi e gli zappaterra emigrarono in massa. I loro figli divennero intellettuali, scrittori, ingegneri, docenti nelle università straniere. Come Immacolata Amodeo, che insegna Letterature comparate a Brema.

Carfizzi è finita, urla quasi Emanuele, non è che un paese di vecchi. Ma un pensiero per i giovani lui ancora ce l'ha: «Devono essere grati a quei contadini, e devono ancora lottare. Devono capire che i diritti si possono perdere».

Simone Monaco, invece, di anni ne ha solo 16. Il padre lavora in Germania da trenta. Parla l'arbëresh, ma non sa scriverlo. Non si interessa di politica, non ne discute mai con i compagni. L'amicizia, la famiglia e l'amore contano, ma anche fare il bene del paese. Non ci sono molti ragazzi qui: «Sul pullman ognuno di noi ha a disposizione due posti». Questo senso di abbandono unisce le generazioni di Carfizzi. Da undici anni si celebra la Festa del ritorno, a cui Carmine Abate ha dedicato un romanzo. Chi è partito continua a tornare, spiega, «non solo perché qui ha le proprie radici, ma anche dare una speranza a chi è rimasto».

Francesca Viscone, diario della settimana 14 ottobre 2005, Anno X, N. 38/39

Il Capogruppo di minoranza propone la riduzione delle indennità agli amministratori

Il gruppo consiliare di opposizione "5 stelle"
Proposta n.1 del 15.10.2005, art. 23 del Regolamento comunale

Vista la relazione economica redatta dall'Assessore al Bilancio relativa al riequilibrio di bilancio, approvato nella seduta del Consiglio Comunale in data 10.10.2005;
   Tenuto conto delle dichiarazioni rilasciate dallo stesso Assessore sulla stampa "Il Quotidiano", dalle quali emerge lo stato disastrato del bilancio comunale;
   Che dall'anzidetta relazione economica e dalle citate dichiarazioni, sembrerebbe a prima vista, che tutti i cittadini badolatesi debbono sforzarsi a stringere la cinghia;
   Visto che il bilancio comunale non consente sperperi di denaro o spese superiori alle reali possibilità;
Considerato, inoltre, che l'indennità onoraria del Sindaco e della Giunta Municipale, potrebbe, fra l'altro, alleviare le spese da imputare nel bilancio corrente e in quelli successivi;
   Ritenuto, a parere del Gruppo Consiliare di opposizione, opportuno e necessario, ridurre del 60% l'anzidetta indennità onoraria, nonché l'abolizione del telefonino assessorile, a favore degli amministratori;
   Che, presumibilmente, l'economie derivanti dalla suddetta riduzione, ammonterebbero ad euro 40.000 annue;
   Visti che altri Comuni (Lamezia terme, Cerva, Botricello, Cosenza, Catanzaro e Comunità montana del versante jonico, ecc.), amministrazioni tutte di centro sinistra (escluso Catanzaro), hanno adottato, analogamente alla presente proposta, la riduzione dell'indennità di carica degli amministratori;
   Accertato che in Badolato risiedono, (anche), famiglie bisognose che versano in condizioni disagiate economiche, tanto da non poter ottemperare al pagamento della Tassa Rifiuti Solidi Urbani per l'anno 2005, nonché al versamento per il canone idrico degli anni decorsi;
   Visto, inoltre, che per fare fronte ad imprevisti di pronto intervento di natura ambientale ed assicurare i servizi civili essenziali, l'Amministrazione comunale, ha difficoltà di reperire i fondi necessari per la soluzione degli stessi (vedi i lavori di pulizia ambientale dell'estate scorsa, offerti gratuitamente dall'Impresa Leuzzi);
Che, pertanto, le economie derivanti da tale riduzione dell'indennità onoraria, potrebbero essere, imputate su un capitolo di bilancio e le stesse, potrebbero essere destinate ed utilizzate per il soddisfacimento di servizi civili essenziali (ambiente, opere igienico-sanitarie, ecc.) ovvero per alleviare le spese delle suddette famiglie;
    Propone
   Ai sensi dell'art. 23 del Regolamento Comunale
(*)
Ciò stante e considerato, che la seguente proposta avente ad oggetto: Proposta n.1 del 15.10.2005: "Riduzione in percentuale dell'indennità di carica del Sindaco e della Giunta Municipale", venga iscritta all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, atteso che l'argomento in questione richiede un approfondito dibattito consiliare.

Badolato 15.10.2005 - Il Capogruppo consiliare dott.ing.Francesco Gallelli

(*) Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale
Art. 23 proposte di iscrizione all'ordine del giorno da parte del singolo consigliere
1. Le proposte da trattare in Consiglio possono, in qualunque momento, essere avanzate per iscritto anche da un singolo consigliere, ma possono essere non accolte dal presidente, quando non sia ritenuto opportuno o necessario. Il presidente deve comunicare i motivi del diniego, per iscritto, al proponente.
2. Il consigliere proponente può, nella prima seduta consiliare, chiedere che il consiglio si pronunci per l'iscrizione della sua proposta all'ordine del giorno della successiva adunanza, osservati i termini di legge, fatta salva la possibilità ex art. 39 comma 2 TU.

Il Capogruppo consiliare di minoranza: mettere all'ordine del giorno i punti più volte richiesti
A che titolo Salvatore Caminiti verifica i sistemi informativi comunali?

Il gruppo consiliare di opposizione "5 stelle"
Proposta n.2 del 18.10.2005, art. 23 del Regolamento comunale

Vista la deliberazione della G.M. n. 34 del 17.9.2004 con la quale sono stati adottati gli schemi del "programma triennale dei lavori pubblici da realizzare per il triennio 2004-2006;
   Che nell'anzidetto programma non figurano trascritte le seguenti opere pubbliche all'uopo avviate dall'Amministrazione comunale precedente: Completamento "Casa per Anziani", sita presso i locali dell'ex asilo San Domenico; completamento "Centro Polifunzionale"; completamento aree adiacenti "Centro Mercantile"; trasformazione e ristrutturazione immobile di proprietà comunale "ex edificio Scolastico" ad alloggi E.R.P.;
   Visto che l'impianto di pubblica illuminazione funziona in forma discriminatoria fra gli abitanti di Badolato con l'apertura e chiusura dello stesso in ore diverse;
   Visto che la Giunta Municipale ha affidato incarichi esterni per il servizio tributi;
   Visto che il servizio di pulizia ambientale è stato curato nell'estate scorsa, gratuitamente, dall'Impresa Leuzzi;
Considerato che a tutt'oggi, dopo reiterate richieste, prodotte dal Gruppo consiliare di opposizione (in data 15.09.2004 acquisite al protocolo n. 6432 del 20.9.2004; nonché a mezzo fax il 27.01.2005, 8.3.2005 e 7.4.2005) rimaste tutte prive di riscontro, non si conoscono i debiti fuori bilancio, prodotti dall'Amministrazione "Mannello";
   Accertato che il sig. Salvatore Caminiti, che com'è noto, ricopre la carica istituzionale di Presidente del Consiglio Comunale, per la sua provata conoscenza e competenza dell'uso del personal computer, verifica di volta in volta, (ed a che titolo? Amministratore o amministrato?), presso il comune di Badolato i sistemi informativi e l'uso del personal computer;
   Propone
   Ai sensi dell'art. 23 del Regolamento Comunale
(*)
Che la seguente proposta avente ad oggetto: Proposta n.2 del 18.10.2005, "Mancata trascrizione nel programma quadriennale delle opere pubbliche nelle premesse descritte; Impianto di pubblica illuminazione; incarichi esterni di consulenza-affidamento a professionisti esterni; debiti fuori bilancio; servizio di pulizia ambientale su tutto il territorio badolatese; Sig. Salvatore Caminiti, Presidente del Consiglio-chiarimenti;" venga iscritta all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, atteso che gli argomenti in questione richiedono un approfondito dibattito consiliare.

Badolato 18.10.2005 - Il Capogruppo consiliare dott.ing.Francesco Gallelli

(*) Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale
Art. 23 proposte di iscrizione all'ordine del giorno da parte del singolo consigliere
1. Le proposte da trattare in Consiglio possono, in qualunque momento, essere avanzate per iscritto anche da un singolo consigliere, ma possono essere non accolte dal presidente, quando non sia ritenuto opportuno o necessario. Il presidente deve comunicare i motivi del diniego, per iscritto, al proponente.
2. Il consigliere proponente può, nella prima seduta consiliare, chiedere che il consiglio si pronunci per l'iscrizione della sua proposta all'ordine del giorno della successiva adunanza, osservati i termini di legge, fatta salva la possibilità ex art. 39 comma 2 TU.