Gil Botulino

The German Observer
dal 2001

responsabile: Pasquale Andreacchio - e-mail: info@gilbotulino.it - web: http://www.gilbotulino.it/

Clicca a destra per tutte le notizie di Ottobre 2005

sabato 22 Ottobre 2005

Gil Botulino a quota 400 iscritti con Rosa P.

È Rosa P., l'iscritto numero 400 alla mailing list di Gil. Rosa non ha vinto niente se non questa citazione. Se siete naviganti non occasionali di Gil consiglio anche a voi l'iscrizione alla mailing list. È gratis, è facile, è comodo. Riceverete nella vostra e-mail le News, nella stessa identica curata edizione che trovate sul sito. Tra le altre cose ci eviterete di bloccare il contatore -fissato a 10.000 accessi mensili e che ci serve per le statistiche- al venti del mese. Grazie.

 
 
Questa è la vostra musica!
I badolatesi Marasà protagonisti all'interno dei live di Piero Pelù in Calabria

"Una canzone per essere bella non dev'essere necessariamente famosa, questa è la vostra musica non dimenticatelo": sono le parole che Piero Pelù, rocker fiorentino (ex frontman dei Litfiba), usa nei confronti di un gruppo che porta avanti con orgoglio le tradizioni della nostra regione, e in particolare di Badolato, i Marasà.
   Siamo a Rossano, è il 19 aprile del 2005: io e Mariadomenica siamo partite oggi pomeriggio dall'Università della Calabria per seguire il nostro idolo che stasera e domani farà tappa nella nostra regione. L' attesa per il concerto è grande, poi Guerino mi ha anche detto che stasera si esibiscono i Marasà e io sono proprio curiosa di sentirli dal vivo visto che ho già acquistato il cd "ad aria" e l'ho trovato molto interessante. E' da dire che già dagli esordi Piero Pelù è stato affascinato dalle culture autoctone, e, sopratutto Badolato è come se fosse per lui una seconda casa: vi si rifugia ogni volta che può ed insieme ai suoi amici badolatesi trascorre nottate indimenticabili tra un bicchiere di buon vino ed una serenata (l'11 agosto scorso l'ha visto protagonista di un concerto indimenticabile che si è tenuto all'interno del campo sportivo di Badolato M.na grazie agli organizzatori della Festa dell'Unità 2005).
   Il concerto comincia dopo le 22:00 e, dopo una serie di hits "Litfibiane" alle 23:30 fanno il loro ingresso i Marasà: Mimmo Audino saluta tutti e comincia ad intonare "Facci de n'ammendula mundata"; il pubblico è curioso, ascolta si chiede come mai sia possibile che all'interno di un concerto rock si possa esibire un gruppo folk.
   Poi quando i Marasà partono con la "Sangiuvannisa" i ritmi veloci e travolgenti di questa bellissima canzone ci coinvolgono tutti e divertiti battiamo le mani a tempo di musica. Così alla fine della loro esibizione gli applausi sono tutti per loro e anche il "Diavolaccio" toscano non risparmia parole di elogio che ci rendono orgogliosi della nostra terra, terra troppe volte spesso mal considerata in primis da noi stessi. Noi ardiamo ancora sotto le ceneri di cui ci hanno cosparso, abbiamo solo bisogno di una grande spinta che dobbiamo cominciare a darci da soli; dobbiamo risalire dall'inettitudine in cui ci siamo gettati ed è questo che Piero Pelù ha voluto far trapelare dalle sue poche parole del concerto rossanese.
   Io vivo nei pressi di una città che ha chiuso gli occhi e che perchè vuole dimenticare le sue origini; si vuole sentire all'avanguardia, vuole cancellare il suo passato…ed è anche per questo che ammiro tantissimo Mimmo Audino e il suo gruppo che con grinta portano avanti il loro progetto senza dimenticare mai che, quella che suonano è la musica dei nostri papà, dei nostri nonni, della nostra regione… è semplicemente "La nostra musica". Questo probabilmente il segreto che ha portato "I Marasà" al successo, realizzando concerti anche in quel di Firenze e di Viareggio dove hanno riscontrato favori di critica da parte di tutto il pubblico partecipante.

didascalia immagine: Foto tratte dal sito www.gilbotulino.it

Giusy Scarpino, Spazio Giovani, n. 2 - ottobre 2005

 
Giuseppe Lentini: «Sono storie intrecciate di politica casereccia e malaffare»

Riceviamo, per posta ordinaria, da Giuseppe Lentini e pubblichiamo l'incipit

«Caro Gil, Le storie di questi ultimi giorni intrecciate di politica casereccia e malaffare mi inducono alle seguenti riflessioni che Ti affido con preghiera di pubblicarle» inizia così la lettera che abbiamo ricevuto da Giuseppe Lentini, via nazionale, poi firmata "Uomo senza faccia". Siccome dubito che la risposta possa arrivargli con lo stesso mezzo, rispondo qui.

Le riflessioni, di Giuseppe Lentini, riguardano fatti di cui non posso controllare la veridicità, per cui non vengono pubblicate.
Comunque...
   Se Giuseppe Lentini ritiene adombrare, con i fatti che descrive, l'incompatibilità dei consiglieri di maggioranza citati può, utilmente, inviare la stessa missiva, se non l'ha già fatto, al Capogruppo di minoranza o al Presidente del Consiglio che, sono certo, potrà presentare un'interrogazione a chiarimento delle vicende descritte.
   Se Giuseppe Lentini ritiene anche che ci siano dei reati, come a me pare, nei fatti che descrive può utilmente presentare una denuncia ai Carabinieri o alla magistratura.

Ds badolato. O qualcuno mente o ci vogliono coglioneggiare, o...
 
(Franco Amendola, 3 ottobre 2005)
«Per quello che so io ancora non è stato deciso nulla. ... Ritengo nei prossimi giorni di incontrare i compagni dei democratici di sinistra di Badolato per definire una linea precisa nostra»
 
(Nicola Criniti, 4 ottobre 2005)
«Due settimane fa la sezione gli ha parlato in termini molto chiari. Insomma Amendola non può non sapere che è in atto un cambiamento di linea da ormai diverse settimane. Preciso che anche prima dell'incontro di due settimane fa ce n'era stato un altro in federazione a Catanzaro anche con la presenza dell'ex segretario provinciale Puccio»
 
(Nicola Criniti, 7/10/2005)
«In realtà Ciccio, che è assolutamente in buona fede, è stato contattato sia da Turi Caminiti che dall'ing. Cunsolo e la sua risposta ad ambedue è stata: se ci sono le condizioni andate avanti»
 (Ciccio Frascà, 8/10/2005)
«No, a mmia nessunu vinna u mi cerca nenta. Quel che ho detto ieri ti dico oggi, 'on è ca mi rimangiu 'a palora»
 
(Nicola Criniti, 23/9/2005)
«Io personalmente, che voglio bene a questo partito di cui ho fatto il segretario per sette anni, che ho ricoperto anche la carica di capogruppo consiliare, credo di avere rappresentato sempre in termini abbastanza corretti –ho avuto anche difficoltà abbastanza forti all'interno della sezione– ripeto, mi sono esposto credendo di rappresentare le posizioni del partito e credo –anche se questo è un qualcosa che vedremo a breve con la federazione e con i compagni stessi– vista la difficile situazione in cui ci siamo, evidentemente, ficcati, a brevissimo dovrà essere convocato un congresso straordinario che marchi un po' quella che dovrà essere la nostra linea qui a Badolato. Io rimango dell'avviso, che per quello che è successo a Luglio, questa amministrazione non doveva continuare il suo percorso».
«All'interno della sezione è maturato un cambiamento anche forte che, ripeto, ha messo in minoranza me ed altri compagni»
(Giusy Gerace, 8/10/2005)
«sentendo la base del partito e il direttivo stesso, abbiamo deciso che in effetti il nostro compito era quello di andare avanti, lavorare, lavorare per il bene del paese. La gente che ci ha votato, ci ha votato perché voleva che noi amministravamo. Perciò abbiamo deciso nell'insieme, tutti all'unanimità, insieme alla presenza del nostro segretario provinciale, Amendola»
 
(Franco Amendola, 3 ottobre 2005)
«Per quello che so io ancora non è stato deciso nulla. ... Ritengo nei prossimi giorni di incontrare i compagni dei democratici di sinistra di Badolato per definire una linea precisa nostra»
 
(Giusy Gerace, 8 ottobre 2005)
«sentendo la base del partito e il direttivo stesso, abbiamo deciso che in effetti il nostro compito era quello di andare avanti, lavorare, lavorare per il bene del paese. La gente che ci ha votato, ci ha votato perché voleva che noi amministravamo. Perciò abbiamo deciso nell'insieme, tutti all'unanimità, insieme alla presenza del nostro segretario provinciale, Amendola»
 
(Consiglio comunale 10/10/2005)
LEUZZI: I diessini nella riunione svoltasi presso la Comunità Montana avevano dichiarato apertamente che volevano tutte le cariche.

SINDACO: Tutti i Consiglieri, nella sede della Comunità Montana, avevano affermato che bisognava continuare e non fare morire questa legislatura. Era necessario che i Diessini rientrassero nell’esecutivo. Tutti dovevano fare un passo indietro per organizzare un governo forte e duraturo. Su questi basi ci si è mossi.

(*)la riunione presso la C.M. è del 29 agosto 2005

(Nicola Criniti, 2/9/2005)
«Abbiamo dato seguito agli impegni presi dopo la crisi amministrativa che ci aveva escluso dalla giunta. Dopo l'assemblea pubblica e la Festa dell'Unità, questa sera ufficializziamo la mozione di sfiducia al sindaco. Nei prossimi giorni andremo ad un incontro con il gruppo di minoranza per avere i numeri necessari per votarla nel prossimo consiglio comunale».
 
Deliberazione del Consiglio comunale n. 22 del 10 ottobre 2005

22- DIMISSIONI DEL CONSIGLIERE AUDINO DA VICE-PRESIDENTE DEL CONSIGLIO – NOMINA NUOVO VICE-PRESIDENTE – ART. 10/BIS STATUTO COMUNALE

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso che l'art. 10/bis del Vigente Statuto Comunale prevede le figure del Presidente e del Vice-Presidente del Consiglio;
Che con atto n. 03 del 03 luglio 2004 il Consiglio Comunale ha nominato Vice Presidente del Consiglio il Consigliere Audino Gesualda;
Che con successiva nota prot. 5274 del 30 agosto 2005 il Consigliere Comunale Audino ha rassegnato le proprie dimissioni da Vice Presidente del Consiglio;
Che si rende necessario nominare il nuovo Vice Presidente;
Sentiti i seguenti interventi:
Presidente: invita il gruppo di minoranza "5 Stelle" a scegliere tra i propri consiglieri il nuovo Vice Presidente per come era già avvenuto con delibera n. 03/2004;
Gallelli Francesco: ringrazia a nome del gruppo di minoranza il Presidente per la proposta formulata. Ad inizio di legislatura la proposta era stata accettata in quanto la minoranza consiliare aveva in proposito la volontà di collaborare e non di agire in forma precostituita contro l'esecutivo comunale, oggi alla luce della catastrofe amministrativa della Giunta "Arcobaleno" il gruppo "5 Stelle" rifiuta qualsiasi carica istituzionale;
Criniti Nicola: Si dovrebbe avere più rispetto per le Istituzioni. Si tratta di cariche istituzionali di garanzia che dovrebbero essere riconosciute tali da tutti i Consiglieri e non farli rientrare nelle beghe politiche: La presa di posizione del gruppo "5 Stelle" è grave.

Quindi vengono nominati scrutatori i seguenti tre consiglieri: Piroso Pietro e Stagno Gaetano per la maggioranza e Piroso Pasquale per la minoranza.

Si procede alla votazione per la nomina del Vice Presidente, mediante scheda segreta, di ha il seguente risultato:
VOTANTI 16
Hanno ottenuto voti:
- Bianche 5
- Bressi Andrea voti 11

Pertanto
IL CONSIGLIO COMUNALE

Visto l'esito della votazione sopra riportata

D E L I B E R A
5. Nominare Vice presidente del Consiglio Comunale il Consigliere Bressi Andrea in sostituzione della dimissionaria Consigliera Audino Gesualda.
6. Con separata ed unanime votazione favorevole rendere la presente dichiarazione immediatamente eseguibile ai sensi dell'art.134 del D. Lgs 267/2000.

Deliberazione del Consiglio comunale n. 23 del 10 ottobre 2005

23 - MODIFICA ART. 38 DEL VIGENTE STATUTO COMUNALE
PREMESSO che con precedente atto n. 25 del 29.04.1998, vistato dal CO.RE.CO. – Sez. Dec. di Catanzaro – nella seduta del 18/05/1998 – prot. n.522, è stato approvato il nuovo Statuto Comunale;

Che con successivo atto n. 8 del 13 marzo 2001 sono state apportate variazioni agli articoli 10 e 25 dello Statuto Comunale;

Che si rende necessario apportare nuove modifiche allo statuto Comunale e precisamente all'art. 38 che disciplina l'istituzione della figura del Difensore Civico;

Preso atto che al comma 4° dell'art. 6 del D. Lgs. 267/200 che testualmente recita: "Le modifiche dello statuto sono deliberate dal Consiglio Comunale con il voto favorevole dei due terzi dei Consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione è ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e le modifiche sono approvate se la relativa dichiarazione ottiene, per due volte, il voto favorevole della maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati";

Sentiti i seguenti interventi:
Gallelli F. : chiede il perché della modifica statutaria, ed in ogni caso propone la conferma della vecchia bozza dell'art. 38 nonché la rinomina del Prof. Andreacchio quale Difensore Civico Comunale;

Presidente del Consiglio: la nuova bozza dell'art. 38, della quale da lettura, da la facoltà al Consiglio Comunale di istituire o meno la figura del Difensore Civico per l'intera legislatura in corso, non prevedendola come un obbligo statutario;

Criniti N.: la modifica statutaria è determinata dal fatto che la figura del Difensore Civico da quando è stata istituita non ha mai funzionato ed è stata sempre confusa come carica politica e non di garanzia per il buon funzionamento degli Uffici a favore della Cittadinanza;
E' lampante, altresì, il paradosso che il controllato nomini il controllore. Occorre modificare lo Statuto Comunale normando ad esempio che il Difensore Civico debba essere designato dalla minoranza Consiliare;

Visti i pareri resi a norma di legge ;
Con voti 11 favorevoli e 5 contrari (minoranza consiliare);

D E L I B E R A
Per quanto in premessa
2. Prendere atto che con la presente votazione è stato raggiunto il quorum dei voti favorevoli dei due terzi dei Consiglieri assegnati per come stabilito dal più volte citato art. 6 del D.Lgs. n. 267/2000;
3. Apportare, conseguentemente, alo Statuto Comunale la seguente modifica:
 Il comma 1 dell'art. 38 "difensore Civico – Istituzione dell'Ufficio" 1- Il Consiglio Comunale, entro 60 gg. dalla data di insediamento, ha la facoltà di istituire con propria apposita delibera l'Ufficio del "Difensore Civico" quale garante del buon andamento dell'imparzialità, della tempestività e della correttezza dell'azione amministrativa. L'ufficio del Difensore Civico avrà validità per la sola legislatura nella quale è stato istituito.

4. Con successiva e separata votazione (11 favorevoli e 5 contrari –minoranza consiliare-) rendere i presente atto immediatamente eseguibile.

Deliberazione del Consiglio comunale n. 24 del 10 ottobre 2005

24 - UFFICIO DEL DIFENSOER CIVICO – APPROVAZIONE NUOVO REGOLAMENTO


IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso che con precedente atto n. 28 del 29/04/1988 il Consiglio Comunale ha approvato il Regolamento del Difensore Civico;

Che con successivo atto n. 52 del 06/11/2001 sono state approvate modifiche al predetto regolamento;

Considerato che si rende necessario approvare un nuovo testo di regolamento del Difensore Civico in modo da rendere più comprensibile la nomina, le funzioni, i casi di incompatibilità ed ineleggibilità e la revoca del Difensore Civico;

Vista la bozza presentata dal Presidente del Consiglio;

Ritenuta meritevole di approvazione;

Visti i pareri resi a norma di legge;

Con voti favorevoli 11 e 5 contrari (minoranza consiliare);

D E L I B E R A

Per quanto in premessa
1) approvare, in sostituzione del precedente adottato con atto n. 28/98, il nuovo regolamento del Difensore Civico Comunale composto da n. 10 articoli;
2) Allegare al presente atto il Regolamento del Difensore Civico Comunale (All. A)
3) Stabilire che l'adottato regolamento, dopo l'esecutività della presente atto deliberativo, dovrà essere pubblicato all'Albo Pretorio per quindici giorni.

Guida alla lettura de "Il Quotidiano" di oggi

Vi informo che non abbiamo rifatto "Ieri", come dice il Quotidiano, le esequie di Peppe Samà. Il funerale c'è stato domenica scorsa, 16 ottobre. Altra notizia che non mi pare corrisponda alla realtà, ma posso essermi distratto, La bara non era tenuta a spalla dai dirigenti dei Ds -come afferma il Quotidiano- ma dal personale addetto delle onoranze funebri Marafioti. Lo dico perché poi qualche altro compagno, in futuro o in passato, non se ne abbia a male. Il saluto del segretario provinciale della Cgil, Sergio Genco, potete leggerlo integralmente nelle News di martedì 18 ottobre.

Badolato. Ieri le esequie del protagonista di tante lotte sindacali e responsabile locale della Camera del lavoro
Addio al compagno Peppino
Commosso saluto del segretario provinciale della Cgil, Genco


Il popolo comunista di Badolato, e del comprensorio, i Ds, le forze politiche e sindacali, hanno reso omaggio al compagno Giuseppe Samà, scomparso per una grave malattia, all'età di 82 anni. La bara, all'uscita dalla chiesa, tenuta a spalla dai dirigenti dei Ds, con accanto i familiari, è stata avvolta dalla bandiera rossa, con i simboli di falce e martello.
La figura politica, sindacale, umana e sociale di Samà, è stata ricordata dal segretario provinciale della Cgil, Sergio Genco, e dall'ex segretario dei Ds, di Badolato, Nicola Criniti. Al termine tra la commozione generale , un lungo applauso ha salutato il compagno Samà
«La Cgil provinciale di Catanzaro, ha detto emozionatissimo Genco, rende omaggio alla figura umana e politica del compagno Peppino Samà. Oggi commemoriamo la scomparsa di un compagno, un sindacalista, un uomo della sinistra democratica. Peppino Samà, rappresenta una delle figure nobili del movimento progressista calabrese. Per il suo ruolo, per l'azione da lui svolta, in un sessantennio di lotte appassionate, la sua figura travalica i confini territoriali di Badolato e dello stesso Basso Jonio, che lo videro protagonista e artefice della rinascita della Calabria. Peppino, fa parte, a pieno titolo, di una generazione di compagni generosa e irripetibile. Una generazione di uomini e di donne che fondarono la democrazia nel nostro paese, la difesero dalle insidie, la consolidarono affinché non si tornasse indietro». Genco, ha poi ricordato quella generazione che si batté per migliorare le condizioni di vita delle classi sociali più umili, per il progresso sociale ed economico.
«Peppe Samà, ha proseguito Genco, fa parte di quella generazione che, dopo la caduta del fascismo, fece una scelta di vita, non facile, non scontata, ma irta di sacrifici, di coerenze personali e politiche improntate al disinteresse e all'altruismo».
Il sindacalista, nel prosieguo del suo intervento, ha ricordato e ripercorso gli anni bui e tremendi del fascismo, del secondo dopo-guerra, nel quale, ancora, le donne non avevano diritto di voto. «Peppino, ha proseguito Genco, assieme a molti altri della sua generazione, fece una scelta di campo limpida e impegnativa per dare una prospettiva di vita e una speranza nuova e positiva a questo popolo. Peppino aveva capito che era necessario battersi politicamente, avere con la sua gente un protagonismo nuovo che determinasse autentici cambiamenti, dando un ruolo importante ai partiti e al sindacato». Genco, ha ricordato anche gli ideali di Samà.
«Peppino, nel corso della sua vita si batté per realizzare questo suo ideale, lo fece da comunista, aderendo al Pci, da sindacalista della Cgil, da uomo delle istituzioni. Lo fece con passione negli anni giovanili, durante la stagione delle lotte per la terra: per l'applicazione dei decreti Gullo, che assegnavano le terre incolte e mal coltivate ai contadini. Fu protagonista affinché la comunità di Badolato avesse un'amministrazione comunale autenticamente democratica e progressista e non riandassero al potere i vecchi arnesi della stagione dei podestà fascisti o quelli nominati d'ufficio dal barone locale. E nel 1946, alle prime elezioni libere, l'affermazione della lista guidata dal comunista Gigino Tropeano, che da lì a qualche anno sarebbe diventato Deputato della Repubblica e poi Senatore, fu travolgente, un vero e proprio plebiscito popolare. Contribuì nella sua umiltà affinché alle donne venisse riconosciuto il diritto di voto e nel 1947, al referendum sulla Repubblica, perché si affermasse in Badolato il voto popolare a favore della Repubblica. Partecipò negli anni cinquanta, da protagonista, alle lotte per l'imponibile di manodopera in agricoltura e in edilizia, contro il carovita e, nelle infinite manifestazioni pubbliche organizzò la lotta per lo sviluppo ed il lavoro, che ebbe come momento culminante lo sciopero a rovescio per la costruzione della strada Badolato-Brognaturo, per togliere dall'isolamento fisico le popolazioni delle preserre. In queste azioni di lotta politiche, sindacali, civili, Peppino si distinse, diventandone punto di riferimento e assumendo incarichi di grande prestigio: responsabile della Camera del Lavoro a Badolato, esponente provinciale della Cgil, responsabile di zona del Pci nel vibonese, chia0mato a questo incarico delicato da Mario Alicata, allora segretario regionale del Pci e tra i sui massimi dirigenti. Il suo ruolo nelle lotte politiche e sindacali era da tutti riconosciuto ed apprezzato ed anche, dobbiamo dirlo, fortemente contrastato da quanti auspicavano per Badolato e l'Italia un arretramento e di un ritorno al passato. Da coloro che in modo sprezzante gli ricordavano le sue umili origini contadini e lo consigliavano, in accesi comizi pubblici, a lasciare la penna e ritornare alle zolle».

Franco Laganà, Il Quotidiano, sabato 22 ottobre 2005

Badolato. Manifesto al vetriolo contro gli esponenti della Quercia
"Aprile per la sinistra" passa all'attacco dei diesse

Dopo la conclusione della crisi amministrativa, con la maggioranza "Arcobaleno" che si è ricompatta, le polemiche continuano a tenere banco negli ambienti politici di Badolato.
A scendere in campo, il circolo di "Aprile per la sinistra" di Badolato, che con un documento molto critico, denuncia l'operato dei Ds, che con il loro voltafaccia, di non sfiduciare il sindaco Andrea Menniti, sono venuti meno a precisi impegni presi in assemblee pubbliche, Festa dell'Unità, consiglio comunale. Questo il contenuto del documento dal titolo: "La patetica farsa dei Ds... è una vergogna per la sinistra".
L'associazione politico ­ culturale "Aprile per la sinistra" sente, quindi, il dovere di fare chiarezza in merito alla crisi amministrativa. «Con questo documento, si legge nel manifesto -denunciamo all'opinione pubblica e ai tanti compagni che non si riconoscono nella linea politica degli attuali dirigenti diessini, il voltafaccia, l'inaffidabilità, il fallimento politico della sezione. Il partito e il gruppo consiliare, con il loro comportamento irresponsabile, hanno umiliato valori e ideali di intere generazioni di onesti e laboriosi compagni che hanno dedicato la loro vita alla crescita civile e democratica di Badolato e delle popolazioni del comprensorio».
Secondo "Aprile per la sinistra" i diesse avrebbero dimenticato il vero significato dell'essere comunisti che sono stati sempre al servizio del popolo e che invece ora sarebbero al servizio solo di se stessi «e di qualche manovratore esterno- si legge ancora nel manifesto- perciò avete rinnegato la decisione di sfiduciare il sindaco Menniti, venendo meno agli accordi ufficializzati in assemblea pubblica, alla Festa dell'Unità, alla quale eravamo stati invitati, in consiglio comunale, dove avevate annunciato di andare ad un incontro con la minoranza "Cinque Stelle" per presentare unitariamente le dimissioni, mandando a casa l'amministrazione "Arcobaleno". Il tutto con il beneplacito del segretario provinciale dei Ds, Franco Amendola, che avevamo incontrato in una riunione a Isca, alla presenza anche dei consiglieri di minoranza. Ma anche lui ci ha delusi. Siete stati bugiardi, quando, per giustificare il voltafaccia e l'accordo di potere con il sindaco Menniti, avete parlato di senso di responsabilità per evitare l'arrivo del commissario, proprio voi che avete favorito due gestioni commissariali - paura di rimanere esclusi dalla formazione della lista di centro sinistra - rischio di non avere i numeri per presentare una lista dei Ds. Avete preferito non fare la crisi, confermando un sindaco di centro destra, mentre l'assessore Criniti andava dichiarando di essere minoranza nel direttivo, e per amore del partito non faceva la crisi. Ma perché non fate i nomi di chi, e non dite perchè ha remato contro la caduta di Menniti?».
Secondo l'associazione "Aprile per la sinistra" i diesse avrebbero avuto paura di indire un'assemblea pubblica per spiegare la contraddittoria decisione di mantenere in vita una maggioranza politicamente fallita e inaffidabile, quando poi hanno confermato un sindaco che, «dopo averlo restituito miracolosamente alla politica, avete umiliato in ogni modo, anche con il "de profundis" recitato dal compagno, Salvatore Caminiti , il quale pubblicamente si è battuto il petto chiedendo scusa al popolo di Badolato per aver fatto l'accordo politico con Menniti. Senza alcun ritegno e dignità avete accettato le scuse del sindaco, il quale, pur di rimanere in carica, si è venduto l'anima al diavolo, si è umiliato e vi ha chiesto di rientrare nella maggioranza ad ogni costo».

f.l., Il Quotidiano, sabato 22 ottobre 2005