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Ottobre 2005 |
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sabato 22 Ottobre 2005 |
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Gil Botulino a quota 400 iscritti con Rosa P.
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Se siete naviganti non occasionali di Gil consiglio anche a voi
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curata edizione che trovate sul sito. Tra le altre cose ci
eviterete di bloccare il contatore -fissato a 10.000 accessi
mensili e che ci serve per le statistiche- al venti del mese.
Grazie. |
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Questa è la vostra musica!
I badolatesi Marasà protagonisti all'interno dei live di
Piero Pelù in Calabria
"Una canzone per
essere bella non dev'essere necessariamente famosa, questa è la
vostra musica non dimenticatelo": sono le parole che Piero Pelù,
rocker fiorentino (ex frontman dei Litfiba), usa nei confronti
di un gruppo che porta avanti con orgoglio le tradizioni della
nostra regione, e in particolare di Badolato, i Marasà.
Siamo a Rossano, è il 19 aprile del 2005: io e Mariadomenica siamo
partite oggi pomeriggio dall'Università della Calabria per
seguire il nostro idolo che stasera e domani farà tappa nella
nostra regione. L' attesa per il concerto è grande, poi Guerino
mi ha anche detto che stasera si esibiscono i Marasà e io sono
proprio curiosa di sentirli dal vivo visto che ho già acquistato
il cd "ad aria" e l'ho trovato molto interessante. E' da dire
che già dagli esordi Piero Pelù è stato affascinato dalle
culture autoctone, e, sopratutto Badolato è come se fosse per
lui una seconda casa: vi si rifugia ogni volta che può ed
insieme ai suoi amici badolatesi trascorre nottate
indimenticabili tra un bicchiere di buon vino ed una serenata
(l'11 agosto scorso l'ha visto protagonista di un concerto
indimenticabile che si è tenuto all'interno del campo sportivo
di Badolato M.na grazie agli organizzatori della Festa
dell'Unità 2005).
Il concerto comincia dopo le 22:00 e, dopo una serie di hits "Litfibiane"
alle 23:30 fanno il loro ingresso i Marasà: Mimmo Audino saluta
tutti e comincia ad intonare "Facci de n'ammendula mundata"; il
pubblico è curioso, ascolta si chiede come mai sia possibile che
all'interno di un concerto rock si possa esibire un gruppo folk.
Poi quando i Marasà partono con la "Sangiuvannisa" i ritmi veloci e
travolgenti di questa bellissima canzone ci coinvolgono tutti e
divertiti battiamo le mani a tempo di musica. Così alla fine
della loro esibizione gli applausi sono tutti per loro e anche
il "Diavolaccio" toscano non risparmia parole di elogio che ci
rendono orgogliosi della nostra terra, terra troppe volte spesso
mal considerata in primis da noi stessi. Noi ardiamo ancora
sotto le ceneri di cui ci hanno cosparso, abbiamo solo bisogno
di una grande spinta che dobbiamo cominciare a darci da soli;
dobbiamo risalire dall'inettitudine in cui ci siamo gettati ed è
questo che Piero Pelù ha voluto far trapelare dalle sue poche
parole del concerto rossanese.
Io vivo nei pressi di una città che ha chiuso gli occhi e che
perchè vuole dimenticare le sue origini; si vuole sentire
all'avanguardia, vuole cancellare il suo passato…ed è anche per
questo che ammiro tantissimo Mimmo Audino e il suo gruppo che
con grinta portano avanti il loro progetto senza dimenticare mai
che, quella che suonano è la musica dei nostri papà, dei nostri
nonni, della nostra regione… è semplicemente "La nostra musica".
Questo probabilmente il segreto che ha portato "I Marasà" al
successo, realizzando concerti anche in quel di Firenze e di
Viareggio dove hanno riscontrato favori di critica da parte di
tutto il pubblico partecipante.
didascalia immagine: Foto tratte dal sito
www.gilbotulino.it
Giusy Scarpino, Spazio Giovani, n. 2 - ottobre
2005 |
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Giuseppe Lentini: «Sono storie intrecciate di
politica casereccia e malaffare»
Riceviamo, per posta ordinaria, da Giuseppe Lentini e
pubblichiamo l'incipit
«Caro Gil, Le storie di questi ultimi giorni
intrecciate di politica casereccia e malaffare mi inducono alle
seguenti riflessioni che Ti affido con preghiera di pubblicarle»
inizia così la lettera che abbiamo ricevuto da Giuseppe Lentini,
via nazionale, poi firmata "Uomo senza faccia". Siccome dubito
che la risposta possa arrivargli con lo stesso mezzo, rispondo
qui.
Le riflessioni, di Giuseppe Lentini,
riguardano fatti di cui non posso controllare la veridicità, per
cui non vengono pubblicate.
Comunque...
Se Giuseppe Lentini ritiene adombrare, con i fatti che descrive,
l'incompatibilità dei consiglieri di maggioranza citati può,
utilmente, inviare la stessa missiva, se non l'ha già fatto, al
Capogruppo di minoranza o al Presidente del Consiglio che, sono
certo, potrà presentare un'interrogazione a chiarimento delle
vicende descritte.
Se Giuseppe Lentini ritiene anche che ci siano dei reati, come a me
pare, nei fatti che descrive può utilmente presentare una
denuncia ai Carabinieri o alla magistratura. |
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Ds badolato. O qualcuno mente o ci vogliono
coglioneggiare, o... |
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(Franco
Amendola, 3 ottobre 2005)
«Per
quello che so io ancora non è stato deciso nulla. ... Ritengo
nei prossimi giorni di incontrare i compagni dei democratici di
sinistra di Badolato per definire una linea precisa nostra»
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(Nicola
Criniti, 4 ottobre 2005)
«Due
settimane fa la sezione gli ha parlato in termini molto chiari.
Insomma Amendola non può non sapere che è in atto un cambiamento
di linea da ormai diverse settimane. Preciso che anche prima
dell'incontro di due settimane fa ce n'era stato un altro in
federazione a Catanzaro anche con la presenza dell'ex segretario
provinciale Puccio» |
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(Nicola
Criniti, 7/10/2005)
«In
realtà Ciccio, che è assolutamente in buona fede, è stato
contattato sia da Turi Caminiti che dall'ing. Cunsolo e la sua
risposta ad ambedue è stata: se ci sono le condizioni andate
avanti» |
(Ciccio
Frascà, 8/10/2005)
«No, a mmia nessunu vinna u mi cerca nenta. Quel che ho detto
ieri ti dico oggi, 'on è ca mi rimangiu 'a palora» |
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(Nicola
Criniti, 23/9/2005)
«Io
personalmente, che voglio bene a questo partito di cui ho fatto
il segretario per sette anni, che ho ricoperto anche la carica
di capogruppo consiliare, credo di avere rappresentato sempre in
termini abbastanza corretti –ho avuto anche difficoltà
abbastanza forti all'interno della sezione– ripeto, mi sono
esposto credendo di rappresentare le posizioni del partito e
credo –anche se questo è un qualcosa che vedremo a breve con la
federazione e con i compagni stessi– vista la difficile
situazione in cui ci siamo, evidentemente, ficcati, a brevissimo
dovrà essere convocato un congresso straordinario che marchi un
po' quella che dovrà essere la nostra linea qui a Badolato. Io
rimango dell'avviso, che per quello che è successo a Luglio,
questa amministrazione non doveva continuare il suo percorso».
«All'interno della sezione è maturato un cambiamento anche forte
che, ripeto, ha messo in minoranza me ed altri compagni» |
(Giusy
Gerace, 8/10/2005)
«sentendo
la base del partito e il direttivo stesso, abbiamo deciso che in
effetti il nostro compito era quello di andare avanti, lavorare,
lavorare per il bene del paese. La gente che ci ha votato, ci ha
votato perché voleva che noi amministravamo. Perciò abbiamo
deciso nell'insieme, tutti all'unanimità, insieme alla presenza
del nostro segretario provinciale, Amendola» |
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(Franco
Amendola, 3 ottobre 2005)
«Per
quello che so io ancora non è stato deciso nulla. ... Ritengo
nei prossimi giorni di incontrare i compagni dei democratici di
sinistra di Badolato per definire una linea precisa nostra»
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(Giusy
Gerace, 8 ottobre 2005)
«sentendo
la base del partito e il direttivo stesso, abbiamo deciso che in
effetti il nostro compito era quello di andare avanti, lavorare,
lavorare per il bene del paese. La gente che ci ha votato, ci ha
votato perché voleva che noi amministravamo. Perciò abbiamo
deciso nell'insieme, tutti all'unanimità, insieme alla presenza
del nostro segretario provinciale, Amendola» |
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(Consiglio comunale 10/10/2005)
LEUZZI: I diessini nella riunione svoltasi presso la Comunità
Montana
avevano dichiarato apertamente che volevano tutte le cariche.
SINDACO: Tutti i Consiglieri, nella sede della
Comunità Montana,
avevano
affermato che bisognava continuare e non fare morire questa
legislatura. Era necessario che i Diessini rientrassero
nell’esecutivo. Tutti dovevano fare un passo indietro per
organizzare un governo forte e duraturo. Su questi basi ci si è
mossi.
(*)la riunione presso la C.M. è del 29 agosto
2005 |
(Nicola
Criniti, 2/9/2005)
«Abbiamo
dato seguito agli impegni presi dopo la crisi amministrativa che
ci aveva escluso dalla giunta. Dopo l'assemblea pubblica e la
Festa dell'Unità, questa sera ufficializziamo la mozione di
sfiducia al sindaco. Nei prossimi giorni andremo ad un incontro
con il gruppo di minoranza per avere i numeri necessari per
votarla nel prossimo consiglio comunale». |
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Deliberazione del Consiglio comunale n. 22 del
10 ottobre 2005 22- DIMISSIONI DEL
CONSIGLIERE AUDINO DA VICE-PRESIDENTE DEL CONSIGLIO – NOMINA
NUOVO VICE-PRESIDENTE – ART. 10/BIS STATUTO COMUNALE
IL CONSIGLIO COMUNALE
Premesso che l'art. 10/bis del Vigente Statuto Comunale prevede
le figure del Presidente e del Vice-Presidente del Consiglio;
Che con atto n. 03 del 03 luglio 2004 il Consiglio Comunale ha
nominato Vice Presidente del Consiglio il Consigliere Audino
Gesualda;
Che con successiva nota prot. 5274 del 30 agosto 2005 il
Consigliere Comunale Audino ha rassegnato le proprie dimissioni
da Vice Presidente del Consiglio;
Che si rende necessario nominare il nuovo Vice Presidente;
Sentiti i seguenti interventi:
Presidente: invita il gruppo di minoranza "5 Stelle" a scegliere
tra i propri consiglieri il nuovo Vice Presidente per come era
già avvenuto con delibera n. 03/2004;
Gallelli Francesco: ringrazia a nome del gruppo di minoranza il
Presidente per la proposta formulata. Ad inizio di legislatura
la proposta era stata accettata in quanto la minoranza
consiliare aveva in proposito la volontà di collaborare e non di
agire in forma precostituita contro l'esecutivo comunale, oggi
alla luce della catastrofe amministrativa della Giunta
"Arcobaleno" il gruppo "5 Stelle" rifiuta qualsiasi carica
istituzionale;
Criniti Nicola: Si dovrebbe avere più rispetto per le
Istituzioni. Si tratta di cariche istituzionali di garanzia che
dovrebbero essere riconosciute tali da tutti i Consiglieri e non
farli rientrare nelle beghe politiche: La presa di posizione del
gruppo "5 Stelle" è grave.
Quindi vengono nominati scrutatori i seguenti tre consiglieri:
Piroso Pietro e Stagno Gaetano per la maggioranza e Piroso
Pasquale per la minoranza.
Si procede alla votazione per la nomina del Vice Presidente,
mediante scheda segreta, di ha il seguente risultato:
VOTANTI 16
Hanno ottenuto voti:
- Bianche 5
- Bressi Andrea voti 11
Pertanto
IL CONSIGLIO COMUNALE
Visto l'esito della votazione sopra riportata
D E L I B E R A
5. Nominare Vice presidente del Consiglio Comunale il
Consigliere Bressi Andrea in sostituzione della dimissionaria
Consigliera Audino Gesualda.
6. Con separata ed unanime votazione favorevole rendere la
presente dichiarazione immediatamente eseguibile ai sensi
dell'art.134 del D. Lgs 267/2000. |
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Deliberazione del Consiglio comunale n. 23 del
10 ottobre 2005 23 - MODIFICA ART.
38 DEL VIGENTE STATUTO COMUNALE
PREMESSO che con precedente atto n. 25 del 29.04.1998, vistato
dal CO.RE.CO. – Sez. Dec. di Catanzaro – nella seduta del
18/05/1998 – prot. n.522, è stato approvato il nuovo Statuto
Comunale;
Che con successivo atto n. 8 del 13 marzo 2001 sono state
apportate variazioni agli articoli 10 e 25 dello Statuto
Comunale;
Che si rende necessario apportare nuove modifiche allo statuto
Comunale e precisamente all'art. 38 che disciplina l'istituzione
della figura del Difensore Civico;
Preso atto che al comma 4° dell'art. 6 del D. Lgs. 267/200 che
testualmente recita: "Le modifiche dello statuto sono deliberate
dal Consiglio Comunale con il voto favorevole dei due terzi dei
Consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venga
raggiunta, la votazione è ripetuta in successive sedute da
tenersi entro trenta giorni e le modifiche sono approvate se la
relativa dichiarazione ottiene, per due volte, il voto
favorevole della maggioranza assoluta dei Consiglieri
assegnati";
Sentiti i seguenti interventi:
Gallelli F. : chiede il perché della modifica statutaria, ed in
ogni caso propone la conferma della vecchia bozza dell'art. 38
nonché la rinomina del Prof. Andreacchio quale Difensore Civico
Comunale;
Presidente del Consiglio: la nuova bozza dell'art. 38, della
quale da lettura, da la facoltà al Consiglio Comunale di
istituire o meno la figura del Difensore Civico per l'intera
legislatura in corso, non prevedendola come un obbligo
statutario;
Criniti N.: la modifica statutaria è determinata dal fatto che
la figura del Difensore Civico da quando è stata istituita non
ha mai funzionato ed è stata sempre confusa come carica politica
e non di garanzia per il buon funzionamento degli Uffici a
favore della Cittadinanza;
E' lampante, altresì, il paradosso che il controllato nomini il
controllore. Occorre modificare lo Statuto Comunale normando ad
esempio che il Difensore Civico debba essere designato dalla
minoranza Consiliare;
Visti i pareri resi a norma di legge ;
Con voti 11 favorevoli e 5 contrari (minoranza consiliare);
D E L I B E R A
Per quanto in premessa
2. Prendere atto che con la presente votazione è stato raggiunto
il quorum dei voti favorevoli dei due terzi dei Consiglieri
assegnati per come stabilito dal più volte citato art. 6 del
D.Lgs. n. 267/2000;
3. Apportare, conseguentemente, alo Statuto Comunale la seguente
modifica:
Il comma 1 dell'art. 38 "difensore Civico – Istituzione dell'Ufficio" 1-
Il Consiglio Comunale, entro 60 gg. dalla data di insediamento,
ha la facoltà di istituire con propria apposita delibera
l'Ufficio del "Difensore Civico" quale garante del buon
andamento dell'imparzialità, della tempestività e della
correttezza dell'azione amministrativa. L'ufficio del Difensore
Civico avrà validità per la sola legislatura nella quale è stato
istituito.
4. Con successiva e separata votazione (11 favorevoli e 5
contrari –minoranza consiliare-) rendere i presente atto
immediatamente eseguibile. |
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Deliberazione del Consiglio comunale n. 24 del
10 ottobre 2005 24 - UFFICIO DEL
DIFENSOER CIVICO – APPROVAZIONE NUOVO REGOLAMENTO
IL CONSIGLIO COMUNALE
Premesso che con precedente atto n. 28 del 29/04/1988 il
Consiglio Comunale ha approvato il Regolamento del Difensore
Civico;
Che con successivo atto n. 52 del 06/11/2001 sono state
approvate modifiche al predetto regolamento;
Considerato che si rende necessario approvare un nuovo testo di
regolamento del Difensore Civico in modo da rendere più
comprensibile la nomina, le funzioni, i casi di incompatibilità
ed ineleggibilità e la revoca del Difensore Civico;
Vista la bozza presentata dal Presidente del Consiglio;
Ritenuta meritevole di approvazione;
Visti i pareri resi a norma di legge;
Con voti favorevoli 11 e 5 contrari (minoranza consiliare);
D E L I B E R A
Per quanto in premessa
1) approvare, in sostituzione del precedente adottato con atto
n. 28/98, il nuovo regolamento del Difensore Civico Comunale
composto da n. 10 articoli;
2) Allegare al presente atto il Regolamento del Difensore Civico
Comunale (All. A)
3) Stabilire che l'adottato regolamento, dopo l'esecutività
della presente atto deliberativo, dovrà essere pubblicato
all'Albo Pretorio per quindici giorni. |
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Guida alla lettura de "Il Quotidiano" di oggi
Vi informo che non abbiamo rifatto "Ieri", come
dice il Quotidiano, le esequie di Peppe Samà. Il funerale c'è
stato domenica scorsa, 16 ottobre. Altra notizia che non mi pare
corrisponda alla realtà, ma posso essermi distratto, La bara non
era tenuta a spalla dai dirigenti dei Ds -come afferma il
Quotidiano- ma dal personale addetto delle onoranze funebri
Marafioti. Lo dico perché poi qualche altro compagno, in futuro
o in passato, non se ne abbia a male. Il saluto del segretario
provinciale della Cgil, Sergio Genco, potete leggerlo
integralmente nelle News di martedì 18
ottobre. |
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Badolato. Ieri le esequie del protagonista di
tante lotte sindacali e responsabile locale della Camera del
lavoro
Addio al compagno Peppino
Commosso saluto del segretario provinciale della Cgil, Genco
Il
popolo comunista di Badolato, e del comprensorio, i Ds, le forze
politiche e sindacali, hanno reso omaggio al compagno Giuseppe
Samà, scomparso per una grave malattia, all'età di 82 anni. La
bara, all'uscita dalla chiesa, tenuta a spalla dai dirigenti dei
Ds, con accanto i familiari, è stata avvolta dalla bandiera
rossa, con i simboli di falce e martello.
La figura politica, sindacale, umana e sociale di Samà, è stata
ricordata dal segretario provinciale della Cgil, Sergio Genco, e
dall'ex segretario dei Ds, di Badolato, Nicola Criniti. Al
termine tra la commozione generale , un lungo applauso ha
salutato il compagno Samà
«La Cgil provinciale di Catanzaro, ha detto emozionatissimo
Genco, rende omaggio alla figura umana e politica del compagno
Peppino Samà. Oggi commemoriamo la scomparsa di un compagno, un
sindacalista, un uomo della sinistra democratica. Peppino Samà,
rappresenta una delle figure nobili del movimento progressista
calabrese. Per il suo ruolo, per l'azione da lui svolta, in un
sessantennio di lotte appassionate, la sua figura travalica i
confini territoriali di Badolato e dello stesso Basso Jonio, che
lo videro protagonista e artefice della rinascita della
Calabria. Peppino, fa parte, a pieno titolo, di una generazione
di compagni generosa e irripetibile. Una generazione di uomini e
di donne che fondarono la democrazia nel nostro paese, la
difesero dalle insidie, la consolidarono affinché non si
tornasse indietro». Genco, ha poi ricordato quella generazione
che si batté per migliorare le condizioni di vita delle classi
sociali più umili, per il progresso sociale ed economico.
«Peppe Samà, ha proseguito Genco, fa parte di quella generazione
che, dopo la caduta del fascismo, fece una scelta di vita, non
facile, non scontata, ma irta di sacrifici, di coerenze
personali e politiche improntate al disinteresse e
all'altruismo».
Il sindacalista, nel prosieguo del suo intervento, ha ricordato
e ripercorso gli anni bui e tremendi del fascismo, del secondo
dopo-guerra, nel quale, ancora, le donne non avevano diritto di
voto. «Peppino, ha proseguito Genco, assieme a molti altri della
sua generazione, fece una scelta di campo limpida e impegnativa
per dare una prospettiva di vita e una speranza nuova e positiva
a questo popolo. Peppino aveva capito che era necessario
battersi politicamente, avere con la sua gente un protagonismo
nuovo che determinasse autentici cambiamenti, dando un ruolo
importante ai partiti e al sindacato». Genco, ha ricordato anche
gli ideali di Samà.
«Peppino, nel corso della sua vita si batté per realizzare
questo suo ideale, lo fece da comunista, aderendo al Pci, da
sindacalista della Cgil, da uomo delle istituzioni. Lo fece con
passione negli anni giovanili, durante la stagione delle lotte
per la terra: per l'applicazione dei decreti Gullo, che
assegnavano le terre incolte e mal coltivate ai contadini. Fu
protagonista affinché la comunità di Badolato avesse
un'amministrazione comunale autenticamente democratica e
progressista e non riandassero al potere i vecchi arnesi della
stagione dei podestà fascisti o quelli nominati d'ufficio dal
barone locale. E nel 1946, alle prime elezioni libere,
l'affermazione della lista guidata dal comunista Gigino Tropeano,
che da lì a qualche anno sarebbe diventato Deputato della
Repubblica e poi Senatore, fu travolgente, un vero e proprio
plebiscito popolare. Contribuì nella sua umiltà affinché alle
donne venisse riconosciuto il diritto di voto e nel 1947, al
referendum sulla Repubblica, perché si affermasse in Badolato il
voto popolare a favore della Repubblica. Partecipò negli anni
cinquanta, da protagonista, alle lotte per l'imponibile di
manodopera in agricoltura e in edilizia, contro il carovita e,
nelle infinite manifestazioni pubbliche organizzò la lotta per
lo sviluppo ed il lavoro, che ebbe come momento culminante lo
sciopero a rovescio per la costruzione della strada
Badolato-Brognaturo, per togliere dall'isolamento fisico le
popolazioni delle preserre. In queste azioni di lotta politiche,
sindacali, civili, Peppino si distinse, diventandone punto di
riferimento e assumendo incarichi di grande prestigio:
responsabile della Camera del Lavoro a Badolato, esponente
provinciale della Cgil, responsabile di zona del Pci nel
vibonese, chia0mato a questo incarico delicato da Mario Alicata,
allora segretario regionale del Pci e tra i sui massimi
dirigenti. Il suo ruolo nelle lotte politiche e sindacali era da
tutti riconosciuto ed apprezzato ed anche, dobbiamo dirlo,
fortemente contrastato da quanti auspicavano per Badolato e
l'Italia un arretramento e di un ritorno al passato. Da coloro
che in modo sprezzante gli ricordavano le sue umili origini
contadini e lo consigliavano, in accesi comizi pubblici, a
lasciare la penna e ritornare alle zolle».
Franco Laganà, Il Quotidiano, sabato 22 ottobre
2005 |
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Badolato. Manifesto al vetriolo contro gli
esponenti della Quercia
"Aprile per la sinistra" passa all'attacco dei diesse
Dopo la conclusione della crisi amministrativa,
con la maggioranza "Arcobaleno" che si è ricompatta, le
polemiche continuano a tenere banco negli ambienti politici di
Badolato.
A scendere in campo, il circolo di "Aprile per la sinistra" di
Badolato, che con un documento molto critico, denuncia l'operato
dei Ds, che con il loro voltafaccia, di non sfiduciare il
sindaco Andrea Menniti, sono venuti meno a precisi impegni presi
in assemblee pubbliche, Festa dell'Unità, consiglio comunale.
Questo il contenuto del documento dal titolo: "La patetica farsa
dei Ds... è una vergogna per la sinistra".
L'associazione politico culturale "Aprile per la sinistra"
sente, quindi, il dovere di fare chiarezza in merito alla crisi
amministrativa. «Con questo documento, si legge nel manifesto
-denunciamo all'opinione pubblica e ai tanti compagni che non si
riconoscono nella linea politica degli attuali dirigenti
diessini, il voltafaccia, l'inaffidabilità, il fallimento
politico della sezione. Il partito e il gruppo consiliare, con
il loro comportamento irresponsabile, hanno umiliato valori e
ideali di intere generazioni di onesti e laboriosi compagni che
hanno dedicato la loro vita alla crescita civile e democratica
di Badolato e delle popolazioni del comprensorio».
Secondo "Aprile per la sinistra" i diesse avrebbero dimenticato
il vero significato dell'essere comunisti che sono stati sempre
al servizio del popolo e che invece ora sarebbero al servizio
solo di se stessi «e di qualche manovratore esterno- si legge
ancora nel manifesto- perciò avete rinnegato la decisione di
sfiduciare il sindaco Menniti, venendo meno agli accordi
ufficializzati in assemblea pubblica, alla Festa dell'Unità,
alla quale eravamo stati invitati, in consiglio comunale, dove
avevate annunciato di andare ad un incontro con la minoranza
"Cinque Stelle" per presentare unitariamente le dimissioni,
mandando a casa l'amministrazione "Arcobaleno". Il tutto con il
beneplacito del segretario provinciale dei Ds, Franco Amendola,
che avevamo incontrato in una riunione a Isca, alla presenza
anche dei consiglieri di minoranza. Ma anche lui ci ha delusi.
Siete stati bugiardi, quando, per giustificare il voltafaccia e
l'accordo di potere con il sindaco Menniti, avete parlato di
senso di responsabilità per evitare l'arrivo del commissario,
proprio voi che avete favorito due gestioni commissariali -
paura di rimanere esclusi dalla formazione della lista di centro
sinistra - rischio di non avere i numeri per presentare una
lista dei Ds. Avete preferito non fare la crisi, confermando un
sindaco di centro destra, mentre l'assessore Criniti andava
dichiarando di essere minoranza nel direttivo, e per amore del
partito non faceva la crisi. Ma perché non fate i nomi di chi, e
non dite perchè ha remato contro la caduta di Menniti?».
Secondo l'associazione "Aprile per la sinistra" i diesse
avrebbero avuto paura di indire un'assemblea pubblica per
spiegare la contraddittoria decisione di mantenere in vita una
maggioranza politicamente fallita e inaffidabile, quando poi
hanno confermato un sindaco che, «dopo averlo restituito
miracolosamente alla politica, avete umiliato in ogni modo,
anche con il "de profundis" recitato dal compagno, Salvatore
Caminiti , il quale pubblicamente si è battuto il petto
chiedendo scusa al popolo di Badolato per aver fatto l'accordo
politico con Menniti. Senza alcun ritegno e dignità avete
accettato le scuse del sindaco, il quale, pur di rimanere in
carica, si è venduto l'anima al diavolo, si è umiliato e vi ha
chiesto di rientrare nella maggioranza ad ogni costo».
f.l., Il Quotidiano, sabato 22
ottobre 2005 |
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