Gil Botulino

The German Observer
dal 2001

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martedì 8 Novembre 2005

Guerini boccia il terreno di gioco badolatese: «troppe buche»

Vincenzo Guerini, Francesco Cittadino e un agronomo, accompagnati da Gaetano Stagno, hanno fatto un sopralluogo al campo sportivo di Badolato marina, per verificarne le condizioni.
   Per il Catanzaro sarebbe stato comodo potere fare gli allenamenti a Badolato. Purtroppo, a giudizio di Guerini, allenatore del Catanzaro, nel terreno di gioco di Badolato ci sono troppe buche, per cui è inadatto.
   Di prima mattina Pierino era andato al campo per mettere qualche junta di terra nelle buche più vistose, ma non è valso a nulla. Il Catanzaro, pare, si allenerà a Steccato di Cutro. Questo mette anche fine alle polemiche che già ieri sera si erano levate sull'opportunità di permettere al Catanzaro di allenarsi nel campo di Badolato oppure no. Favorevole Stagno, contrario Savino. Questo spiega anche la contestazione di Stagno nei confronti di Savino.

Nella foto, Vincenzo Guerini

 
Strada delle pigne troppe buche, difficoltà per gli olivicoltori

L'ultimo tratto della strada delle Pigne, per circa un chilometro, ha troppe buche. «Sarebbero bastate -si lamenta Erminio- due ore di ruspa». Se n'è lamentato con il sindaco oggi pomeriggio, perché quando si è aggiustata la strada di Soglia o quando si è passati dalla Guardia bastava scendere e in un paio d'ore si sarebbe allisciata per bene. Il sindaco si difende dicendo che con i soldi che il Comune ha stanno facendo molto di più di quanto è nelle umane possibilità. In realtà le strade di cui parla Erminio, quelle che sono state aggiustate, sono state lisciate dalla Comunità montana. L'anno scorso, quando era assessore Leuzzi, ci ha pensato il Comune: se cercate nel sito sicuramente troverete la notizia. Non è che ora manca l'assessore all'agricoltura?

 
I due pensionati arrestati domenica dai carabinieri sono stati trovati in possesso di un arsenale da guerra
Scelti dalla 'ndrangheta perché insospettabili
L'Arma: «Scenario inquietante che vede una fitta rete di collegamenti con la criminalità»

Sarebbero stati scelti dalla criminalità organizzata perché insospettabili Domenico Menniti, di 66 anni, e Caterina Frascà, 65 anni, i due pensionati arrestati domenica dai carabinieri perché in una abitazione di loro pertinenza sono state trovate numerose armi e munizioni. E' quanto emerge dalle indagini dei carabinieri della compagnia di Soverato. Gli investigatori ritengono che i due coniugi non sarebbero affiliati a nessuna cosca della 'ndrangheta e che avrebbero svolto un ruolo di fiancheggiatori di qualche gruppo della criminalità organizzata. dalle indagini che hanno portato al ritrovamento delle armi emerge, secondo i carabinieri, uno «scenario inquietante che vede una fitta rete di collegamenti con la criminalità che raggiunge anche persone insospettabili». L'età e il fatto che i due coniugi sono incensurati sarebbero stati i due elementi che hanno indotto gli esponenti della criminalità ad affidare loro le armi. L'arsenale è stato trovato nell'abitazione di proprietà del padre di Caterina Frascà, morto da alcuni anni. Frascà, che abita a poche decine di metri dall'abitazione dove sono state trovate le armi, ha la disponibilità dell'immobile. Sulle armi e sulle munizioni saranno eseguite perizie balistiche per accertare se sono state utilizzate per compiere reati. Sulle modalità con le quali è stato individuato il nascondiglio delle armi i carabinieri preferiscono mantenere il massimo riserbo. le indagini però proseguono per accertare a quale gruppo della criminalità organizzata appartengano armi e munizioni.

Il Domani, martedì 8 novembre 2005

 
Mario Lentini dirigente provinciale dell'Udc

Il congresso provinciale dei giovani dell'Udc, che si è svolto domenica scorsa a Catanzaro, ha eletto i suoi organismi dirigenti. Mario Lentini (napùti 'e mastru Mariu) è stato eletto segretario organizzativo.

 
Comunità montana, finanziamenti per le imprese artigiane

In questi giorni, il presidente Stagno ha trasmesso ai sindaci dei comuni facenti parte dell'ente montano, il bando relativo al progetto "Emersione Calabria" in riferimento alla delibera CIPE 138/2001.
   Il progetto è finanziato dal Ministero del Lavoro e P.S «e – spiega il presidente – è finalizzato a sperimentare politiche innovative per l'emersione e lo sviluppo locale in Calabria».
   «Possono partecipare al bando - ribadisce Stagno - tutte le imprese artigiane e le piccole e medie imprese operanti in Calabria. I finanziamenti riguardano macchinari, attrezzature, impianti, automezzi industriali specifici, immobili aziendali e anche il ripristino dell'attivo circolante, nonché eventuali interventi diretti all'aumento del grado di competitività, in ogni caso inseriti in un processo di sviluppo aziendale e/o regolarizzazione e/o emersione».
   Le imprese interessate, per tutte le informazioni e per l'avvio delle procedure di presentazione della domanda, potranno rivolgersi allo sportello informativo della "Versante Jonico", aperto ogni lunedì dalle ore 9 alle ore 12 e gestito dal responsabile territorio della Confartigianato di Catanzaro Gregorio Barbieri.
   La modulista può essere scaricata dal sito web dell'ente montano all'indirizzo www.cmversantejonico.it.
 
Elisoccorso atterra nel campo sportivo per trasportare una donna ferita
rimasta coinvolta in un incidente

Nel tardo pomeriggio di domenica, l'atterraggio dell'elisoccorso del 118 sul terreno di gioco dello stadio comunale di Badolato Marina, ha creato tensione e paura.
La partita di calcio era terminata da circa quindici minuti, quando nel centro del campo si è posizionato l'elicottero per soccorrere una donna rimasta gravemente ferita in un incidente stradale. Dopo aver atteso per circa mezzora (considerando il ritardo dell'arrivo dell'ambulanza del 118) che doveva trasportare la donna ferita sul terreno di gioco, per poi essere trasferita all'ospedale di Catanzaro dall'elisoccorso, e il sopraggiungere dell'oscurità, l'elicottero è decollato per rientrare a Lamezia. Giuseppe Procopio, alla guida della sua motoape, in compagnia della moglie Provvidenza Saraco, stavano rientrando dalla campagna, dopo aver trascorso una giornata nel loro appezzamento di terreno, per la raccolta delle olive, quando giunti in località "Giambartolo", sulla provinciale Badolato ­ S. Caterina, alla periferia del centro abitato di Badolato Superiore, per cause da accertare, il mezzo su cui viaggiavano si era ribaltato finendo fuori strada, mentre i due rimanevano incastrati nel piccolo abitacolo. Le gravissime condizioni della donna, rimasta immobilizzata, inducevano qualcuno dei soccorritori ad allertare sia l'elisoccorso che l'ambulanza del 118. Sul posto si recavano anche i carabinieri di Badolato e una volante della compagnia di Soverato. La donna, che presentava traumi e ferite in tutto il corpo, veniva trasporta all'ospedale Pugliese di Catanzaro.

f.l., Il Quotidiano, martedì 8 novembre 2005

 
Comunità montana, rimborsi tributari per trentamila euro

A seguito degli accurati controlli sulle posizioni tributarie dei cittadini dei vari Comuni associati al nostro servizio, predisposti ed effettuati dalla responsabile del procedimento Teresa Cossari, anche su istanza di alcuni cittadini, sono stati effettuati rimborsi per la somma di 28.248,21 euro. Oltre ai rimborsi sono state effettuate compensazioni per circa 21.000,00 euro.
   La notizia riveste grande importanza. I rimborsi, infatti, sono di solito la cosa più difficile da ottenere dalla Pubblica Amministrazione, l'aspetto riveste però importanza perchè il rimborso, affiancato alla lotta all'evasione, permette di avvicinarsi sempre di più all'equità fiscale.

News, www.cmversantejonico.it

 
Gli inquirenti ipotizzano legami con le cosche locali e quelle della Locride
Giallo sull'arsenale di Badolato
Oggi saranno interrogati i due anziani proprietari del deposito

Chi c'è dietro Domenico Menniti e Caterina Frascà? Chi sono i loro parenti, gli amici, i conoscenti? Quali i legami dei due pensionati con esponenti della criminalità organizzata, che li hanno indotti ad accettare di trasformarsi nei custodi di un vero e proprio arsenale, nascosto in un immobile nella loro disponibilità nel pieno centro di Badolato? Le domande si rincorrono incessanti, da quando, all'alba di domenica i carabinieri della Compagnia di Soverato, guidati dal capitano Francesco Tocci, hanno scoperto una grande quantità di armi in una casa disabitata del piccolo borgo del Basso Ionio catanzarese. Trovare le risposte è essenziale e, a tale scopo, i militari lavorano a pieno ritmo, scavando nel passato dei due anziani. Recente e lontano. Passando al setaccio parentele e conoscenze, rapporti con i compaesani e con persone residenti nei centri limitrofi. Soprattutto cercando di capire se Menniti e la moglie avessero contatti con esponenti delle cosche locali. Stando ai primi accertamenti, infatti, i coniugi non hanno scheletri nell'armadio. Almeno in apparenza. La loro fedina penale è candida, senza uno straccio di guaio con la giustizia. Puliti e, forse proprio per questo, insospettabili. Due persone assolutamente anonime che, secondo le speranze deluse di chi li ha sfruttati per nascondere le armi, difficilmente avrebbero potuto finire nel mirino delle Forze dell'ordine. La loro vita piatta, l'innocuo distacco da "fatti" degni di attenzione, quella casa disabitata di proprietà del padre della Frascà, deceduto da qualche anno, sono sembrati la sistemazione ideale per una serie di oggetti uno più scottante dell'altro. Armi nuove e in buono stato di conservazione, alcune delle quali non reperibili in Italia, con silenziatori già applicati e modificate in modo tale da essere facilmente trasportabili e occultabili. Un kalashnikov, otto fucili, quattro pistole, diversi silenziatori, due pistole lanciarazzi, due centraline ricetrasmittenti e un paio di guanti in lattice, erano nascosti nell'abitazione. Forse in attesa di essere utilizzati da qui a poco per la realizzazione di qualche proposito criminale su cui, adesso, i militari devono cercare di far luce. Riuscirci, naturalmente, è difficilissimo. Nel tentativo di farlo i carabinieri hanno avviato una serie di accertamenti sulle armi sequestrate, al fine di verificare se sono state usate di recente.
E se pure sulla loro funzione nulla potranno dire i due pensionati, è certo che il loro interrogatorio (che sarà effettuato oggi davanti al giudice per le indagini preliminari) potrebbe servire a mettere insieme tasselli importanti di un complicato mosaico.
Il primo passo sarà capire se Menniti e la moglie abbiano agito coscienti di ciò che stavano facendo, ovvero se fossero al corrente del tipo di materiale che era stato depositato nell'abitazione di loro pertinenza, oppure se fossero completamente ignari del fatto che quell'abitazione era stata trasformata in un vero e proprio arsenale. Al momento l'ipotesi ritenuta più plausibile dagli inquirenti è che i due, che sono accusati di detenzione abusiva di armi da guerra e da sparo e ricettazione, fossero i fiancheggiatori di qualche esponente delle cosche locali. Una teoria ovviamente tutta da verificare, che dovrà essere approfondita nel prosieguo delle indagini. Intanto il lavoro dei militari procede a ritmo serrato, alla luce del fatto che il Basso Ionio catanzarese è per definizione una zona "calda" della provincia ma, soprattutto, in considerazione della vicinanza geografica con l'area che, in questo momento storico, rappresenta il cuore pulsante della criminalità calabrese, cioè la Locride.

Chiara Spagnolo, Il Quotidiano, martedì 8 novembre 2005

 
Comunità Versante Ionico Il presidente a difesa degli Enti montani
Realtà indispensabili
Stagno: «È un dato di fatto, i numeri ci danno ragione»

«Il Governo vuole annientare le Comunità montane. Lo dimostra l'inesistenza di stanziamenti nell'ultima finanziaria, contro i 60 milioni del 2005». Lo afferma il presidente della Comunità montana «Versante Jonico» di Isca Marina, Gaetano Stagno, il quale ha partecipato alla protesta di Roma contro questa opportunità, che se si verificasse – dice – «sarebbe una sentenza di morte». E continua: «È contro questa sentenza che ho manifestato a Roma assieme a migliaia di altre persone; politici, rappresentanti e impiegati degli enti montani, sindaci, amministratori e semplici cittadini. Bisognerebbe invece rinforzare e riorganizzare il ruolo delle Comunità montane, attraverso finanziamenti adeguati alle loro funzioni, essenziali proprio per non ridurre le Comunità montane a imprese inefficienti». Una protesta, quindi, che è servita anche «per ribadire – sostiene il presidente Stagno – che alle comunità montane venga riconosciuto il ruolo per cui sono nate, che siano sostenute finanziariamente, che siano affidate a essere le deleghe per poter diventare veri centri di gestione e coordinamento di servizi sovracomunali ai quali i singoli comuni, le piccole amministrazioni montane, non hanno la forza di provvedere. Noi, per far fronte a tutto ciò e per migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione ci siamo attivati e, con successo, abbiamo puntato anche nel campo dei servizi associati con i Comuni». Il successo il presidente della Comunità montana di Isca ce lo dimostra con i numeri: «82mila procedimenti amministrativi eseguiti a 22 mila accertamenti per il recupero dell'evasione nei nove comuni associati. Dal 1. gennaio a oggi abbiamo esaminato 10.721 pratiche relative all'Ici dei comuni associati che risultavano non in regola dai primi controlli, abbiamo predisposto ben 9.847 avvisi di accertamento, con un recupero di Ici di oltre un milione e mezzo di euro. Sono stati inoltre elaborati 20.151 accertamenti per Trsu e Tosap e 62.291 procedimenti amministrativi per la riscossione corrente delle varie entrate comunali, effettuato 11.500 letture e verifiche sui misuratori di portata delle utenze idriche e, inoltre abbiamo supportato tutti i comuni nella gestione dello sportello di assistenza al cittadino». «Naturalmente accanto a tutto ciò – aggiunge Gaetano Stagno – nel campo delle opere pubbliche, con pochissimi fondi a disposizione, sono stati eseguiti numerosi interventi a favore delle zone montane con percorsi naturalistici, aree attrezzate, strade interpoderali eccetera; e anche nel campo della prevenzione degli incendi, attraverso una convenzione con il gruppo di volontariato «Edelweiss», abbiamo fornito alle amministrazioni comunali un servizio di pronto intervento in caso d'incendio e di altre calamità naturali e anche l'elaborazione di un Piano comunale di emergenza di protezione civile». Questi i fatti «messi in piazza» dal presidente Stagno «per protestare – afferma – contro questo Governo che vuole negare realtà come questa che sono un supporto concreto a chi vive in condizione di sfavore economico e non solo».

Patrizia Greto, Gazzetta del Sud, martedì 8 novembre 2005