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Novembre 2005 |
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martedì 8
Novembre 2005 |
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Guerini boccia il terreno di gioco badolatese:
«troppe buche»
Vincenzo
Guerini, Francesco Cittadino e un agronomo, accompagnati da
Gaetano Stagno, hanno fatto un sopralluogo al campo sportivo di
Badolato marina, per verificarne le condizioni.
Per il Catanzaro sarebbe stato comodo potere fare gli allenamenti a
Badolato. Purtroppo, a giudizio di Guerini, allenatore del
Catanzaro, nel terreno di gioco di Badolato ci sono troppe
buche, per cui è inadatto.
Di prima mattina Pierino era andato al campo per mettere qualche
junta di terra nelle buche più vistose, ma non è valso a
nulla. Il Catanzaro, pare, si allenerà a Steccato di Cutro.
Questo mette anche fine alle polemiche che già ieri sera si
erano levate sull'opportunità di permettere al Catanzaro di
allenarsi nel campo di Badolato oppure no. Favorevole Stagno,
contrario Savino. Questo spiega anche la contestazione di Stagno
nei confronti di Savino.
Nella foto, Vincenzo Guerini |
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Strada delle pigne troppe buche, difficoltà
per gli olivicoltori L'ultimo tratto
della strada delle Pigne, per circa un chilometro, ha troppe
buche. «Sarebbero bastate -si lamenta Erminio- due ore di
ruspa». Se n'è lamentato con il sindaco oggi pomeriggio, perché
quando si è aggiustata la strada di Soglia o quando si è passati
dalla Guardia bastava scendere e in un paio d'ore si sarebbe
allisciata per bene. Il sindaco si difende dicendo che con i
soldi che il Comune ha stanno facendo molto di più di quanto è
nelle umane possibilità. In realtà le strade di cui parla
Erminio, quelle che sono state aggiustate, sono state lisciate
dalla Comunità montana. L'anno scorso, quando era assessore
Leuzzi, ci ha pensato il Comune: se cercate nel sito sicuramente
troverete la notizia. Non è che ora manca l'assessore
all'agricoltura? |
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I due pensionati arrestati domenica dai
carabinieri sono stati trovati in possesso di un arsenale da
guerra
Scelti dalla 'ndrangheta perché insospettabili
L'Arma: «Scenario inquietante che vede una fitta rete di
collegamenti con la criminalità»
Sarebbero
stati scelti dalla criminalità organizzata perché insospettabili
Domenico Menniti, di 66 anni, e Caterina Frascà, 65 anni, i due
pensionati arrestati domenica dai carabinieri perché in una
abitazione di loro pertinenza sono state trovate numerose armi e
munizioni. E' quanto emerge dalle indagini dei carabinieri della
compagnia di Soverato. Gli investigatori ritengono che i due
coniugi non sarebbero affiliati a nessuna cosca della
'ndrangheta e che avrebbero svolto un ruolo di fiancheggiatori
di qualche gruppo della criminalità organizzata. dalle indagini
che hanno portato al ritrovamento delle armi emerge, secondo i
carabinieri, uno «scenario inquietante che vede una fitta rete
di collegamenti con la criminalità che raggiunge anche persone
insospettabili». L'età e il fatto che i due coniugi sono
incensurati sarebbero stati i due elementi che hanno indotto gli
esponenti della criminalità ad affidare loro le armi. L'arsenale
è stato trovato nell'abitazione di proprietà del padre di
Caterina Frascà, morto da alcuni anni. Frascà, che abita a poche
decine di metri dall'abitazione dove sono state trovate le armi,
ha la disponibilità dell'immobile. Sulle armi e sulle munizioni
saranno eseguite perizie balistiche per accertare se sono state
utilizzate per compiere reati. Sulle modalità con le quali è
stato individuato il nascondiglio delle armi i carabinieri
preferiscono mantenere il massimo riserbo. le indagini però
proseguono per accertare a quale gruppo della criminalità
organizzata appartengano armi e munizioni.
Il Domani, martedì 8 novembre
2005 |
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Mario Lentini dirigente provinciale dell'Udc
Il congresso provinciale dei giovani dell'Udc,
che si è svolto domenica scorsa a Catanzaro, ha eletto i suoi
organismi dirigenti. Mario Lentini (napùti 'e mastru Mariu)
è stato eletto segretario organizzativo. |
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Comunità montana, finanziamenti per le imprese
artigiane
In
questi giorni, il presidente Stagno ha trasmesso ai sindaci dei
comuni facenti parte dell'ente montano, il bando relativo al
progetto "Emersione Calabria" in riferimento alla delibera CIPE
138/2001.
Il progetto è finanziato dal Ministero del Lavoro e P.S «e – spiega
il presidente – è finalizzato a sperimentare politiche
innovative per l'emersione e lo sviluppo locale in Calabria».
«Possono partecipare al bando - ribadisce Stagno - tutte le imprese
artigiane e le piccole e medie imprese operanti in Calabria. I
finanziamenti riguardano macchinari, attrezzature, impianti,
automezzi industriali specifici, immobili aziendali e anche il
ripristino dell'attivo circolante, nonché eventuali interventi
diretti all'aumento del grado di competitività, in ogni caso
inseriti in un processo di sviluppo aziendale e/o
regolarizzazione e/o emersione».
Le imprese interessate, per tutte le informazioni e per l'avvio
delle procedure di presentazione della domanda, potranno
rivolgersi allo sportello informativo della "Versante Jonico",
aperto ogni lunedì dalle ore 9 alle ore 12 e gestito dal
responsabile territorio della Confartigianato di Catanzaro
Gregorio Barbieri.
La modulista può essere scaricata dal sito web dell'ente montano
all'indirizzo
www.cmversantejonico.it. |
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Elisoccorso atterra nel campo sportivo
per trasportare una donna ferita
rimasta coinvolta in un incidenteNel
tardo pomeriggio di domenica, l'atterraggio dell'elisoccorso del
118 sul terreno di gioco dello stadio comunale di Badolato
Marina, ha creato tensione e paura.
La partita di calcio era terminata da circa quindici minuti,
quando nel centro del campo si è posizionato l'elicottero per
soccorrere una donna rimasta gravemente ferita in un incidente
stradale. Dopo aver atteso per circa mezzora (considerando il
ritardo dell'arrivo dell'ambulanza del 118) che doveva
trasportare la donna ferita sul terreno di gioco, per poi essere
trasferita all'ospedale di Catanzaro dall'elisoccorso, e il
sopraggiungere dell'oscurità, l'elicottero è decollato per
rientrare a Lamezia. Giuseppe Procopio, alla guida della sua
motoape, in compagnia della moglie Provvidenza Saraco, stavano
rientrando dalla campagna, dopo aver trascorso una giornata nel
loro appezzamento di terreno, per la raccolta delle olive,
quando giunti in località "Giambartolo", sulla provinciale
Badolato S. Caterina, alla periferia del centro abitato di
Badolato Superiore, per cause da accertare, il mezzo su cui
viaggiavano si era ribaltato finendo fuori strada, mentre i due
rimanevano incastrati nel piccolo abitacolo. Le gravissime
condizioni della donna, rimasta immobilizzata, inducevano
qualcuno dei soccorritori ad allertare sia l'elisoccorso che
l'ambulanza del 118. Sul posto si recavano anche i carabinieri
di Badolato e una volante della compagnia di Soverato. La donna,
che presentava traumi e ferite in tutto il corpo, veniva
trasporta all'ospedale Pugliese di Catanzaro.
f.l., Il Quotidiano, martedì 8
novembre 2005 |
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Comunità montana, rimborsi tributari per
trentamila euro
A
seguito degli accurati controlli sulle posizioni tributarie dei
cittadini dei vari Comuni associati al nostro servizio,
predisposti ed effettuati dalla responsabile del procedimento
Teresa Cossari, anche su istanza di alcuni cittadini, sono stati
effettuati rimborsi per la somma di 28.248,21 euro. Oltre ai
rimborsi sono state effettuate compensazioni per circa 21.000,00
euro.
La notizia riveste grande importanza. I rimborsi, infatti, sono di
solito la cosa più difficile da ottenere dalla Pubblica
Amministrazione, l'aspetto riveste però importanza perchè il
rimborso, affiancato alla lotta all'evasione, permette di
avvicinarsi sempre di più all'equità fiscale.
News, www.cmversantejonico.it |
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Gli inquirenti ipotizzano legami con le cosche
locali e quelle della Locride
Giallo sull'arsenale di Badolato
Oggi saranno interrogati i due anziani proprietari del deposito
Chi
c'è dietro Domenico Menniti e Caterina Frascà? Chi sono i loro
parenti, gli amici, i conoscenti? Quali i legami dei due
pensionati con esponenti della criminalità organizzata, che li
hanno indotti ad accettare di trasformarsi nei custodi di un
vero e proprio arsenale, nascosto in un immobile nella loro
disponibilità nel pieno centro di Badolato? Le domande si
rincorrono incessanti, da quando, all'alba di domenica i
carabinieri della Compagnia di Soverato, guidati dal capitano
Francesco Tocci, hanno scoperto una grande quantità di armi in
una casa disabitata del piccolo borgo del Basso Ionio
catanzarese. Trovare le risposte è essenziale e, a tale scopo, i
militari lavorano a pieno ritmo, scavando nel passato dei due
anziani. Recente e lontano. Passando al setaccio parentele e
conoscenze, rapporti con i compaesani e con persone residenti
nei centri limitrofi. Soprattutto cercando di capire se Menniti
e la moglie avessero contatti con esponenti delle cosche locali.
Stando ai primi accertamenti, infatti, i coniugi non hanno
scheletri nell'armadio. Almeno in apparenza. La loro fedina
penale è candida, senza uno straccio di guaio con la giustizia.
Puliti e, forse proprio per questo, insospettabili. Due persone
assolutamente anonime che, secondo le speranze deluse di chi li
ha sfruttati per nascondere le armi, difficilmente avrebbero
potuto finire nel mirino delle Forze dell'ordine. La loro vita
piatta, l'innocuo distacco da "fatti" degni di attenzione,
quella casa disabitata di proprietà del padre della Frascà,
deceduto da qualche anno, sono sembrati la sistemazione ideale
per una serie di oggetti uno più scottante dell'altro. Armi
nuove e in buono stato di conservazione, alcune delle quali non
reperibili in Italia, con silenziatori già applicati e
modificate in modo tale da essere facilmente trasportabili e
occultabili. Un kalashnikov, otto fucili, quattro pistole,
diversi silenziatori, due pistole lanciarazzi, due centraline
ricetrasmittenti e un paio di guanti in lattice, erano nascosti
nell'abitazione. Forse in attesa di essere utilizzati da qui a
poco per la realizzazione di qualche proposito criminale su cui,
adesso, i militari devono cercare di far luce. Riuscirci,
naturalmente, è difficilissimo. Nel tentativo di farlo i
carabinieri hanno avviato una serie di accertamenti sulle armi
sequestrate, al fine di verificare se sono state usate di
recente.
E se pure sulla loro funzione nulla potranno dire i due
pensionati, è certo che il loro interrogatorio (che sarà
effettuato oggi davanti al giudice per le indagini preliminari)
potrebbe servire a mettere insieme tasselli importanti di un
complicato mosaico.
Il primo passo sarà capire se Menniti e la moglie abbiano agito
coscienti di ciò che stavano facendo, ovvero se fossero al
corrente del tipo di materiale che era stato depositato
nell'abitazione di loro pertinenza, oppure se fossero
completamente ignari del fatto che quell'abitazione era stata
trasformata in un vero e proprio arsenale. Al momento l'ipotesi
ritenuta più plausibile dagli inquirenti è che i due, che sono
accusati di detenzione abusiva di armi da guerra e da sparo e
ricettazione, fossero i fiancheggiatori di qualche esponente
delle cosche locali. Una teoria ovviamente tutta da verificare,
che dovrà essere approfondita nel prosieguo delle indagini.
Intanto il lavoro dei militari procede a ritmo serrato, alla
luce del fatto che il Basso Ionio catanzarese è per definizione
una zona "calda" della provincia ma, soprattutto, in
considerazione della vicinanza geografica con l'area che, in
questo momento storico, rappresenta il cuore pulsante della
criminalità calabrese, cioè la Locride.
Chiara Spagnolo, Il Quotidiano,
martedì 8 novembre 2005 |
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Comunità Versante Ionico Il presidente a difesa
degli Enti montani
Realtà indispensabili
Stagno: «È un dato di fatto, i numeri ci danno ragione»
«Il
Governo vuole annientare le Comunità montane. Lo dimostra
l'inesistenza di stanziamenti nell'ultima finanziaria, contro i
60 milioni del 2005». Lo afferma il presidente della Comunità
montana «Versante Jonico» di Isca Marina, Gaetano Stagno, il
quale ha partecipato alla protesta di Roma contro questa
opportunità, che se si verificasse – dice – «sarebbe una
sentenza di morte». E continua: «È contro questa sentenza che ho
manifestato a Roma assieme a migliaia di altre persone;
politici, rappresentanti e impiegati degli enti montani,
sindaci, amministratori e semplici cittadini. Bisognerebbe
invece rinforzare e riorganizzare il ruolo delle Comunità
montane, attraverso finanziamenti adeguati alle loro funzioni,
essenziali proprio per non ridurre le Comunità montane a imprese
inefficienti». Una protesta, quindi, che è servita anche «per
ribadire – sostiene il presidente Stagno – che alle comunità
montane venga riconosciuto il ruolo per cui sono nate, che siano
sostenute finanziariamente, che siano affidate a essere le
deleghe per poter diventare veri centri di gestione e
coordinamento di servizi sovracomunali ai quali i singoli
comuni, le piccole amministrazioni montane, non hanno la forza
di provvedere. Noi, per far fronte a tutto ciò e per migliorare
l'efficienza della pubblica amministrazione ci siamo attivati e,
con successo, abbiamo puntato anche nel campo dei servizi
associati con i Comuni». Il successo il presidente della
Comunità montana di Isca ce lo dimostra con i numeri: «82mila
procedimenti amministrativi eseguiti a 22 mila accertamenti per
il recupero dell'evasione nei nove comuni associati. Dal 1.
gennaio a oggi abbiamo esaminato 10.721 pratiche relative all'Ici
dei comuni associati che risultavano non in regola dai primi
controlli, abbiamo predisposto ben 9.847 avvisi di accertamento,
con un recupero di Ici di oltre un milione e mezzo di euro. Sono
stati inoltre elaborati 20.151 accertamenti per Trsu e Tosap e
62.291 procedimenti amministrativi per la riscossione corrente
delle varie entrate comunali, effettuato 11.500 letture e
verifiche sui misuratori di portata delle utenze idriche e,
inoltre abbiamo supportato tutti i comuni nella gestione dello
sportello di assistenza al cittadino». «Naturalmente accanto a
tutto ciò – aggiunge Gaetano Stagno – nel campo delle opere
pubbliche, con pochissimi fondi a disposizione, sono stati
eseguiti numerosi interventi a favore delle zone montane con
percorsi naturalistici, aree attrezzate, strade interpoderali
eccetera; e anche nel campo della prevenzione degli incendi,
attraverso una convenzione con il gruppo di volontariato
«Edelweiss», abbiamo fornito alle amministrazioni comunali un
servizio di pronto intervento in caso d'incendio e di altre
calamità naturali e anche l'elaborazione di un Piano comunale di
emergenza di protezione civile». Questi i fatti «messi in
piazza» dal presidente Stagno «per protestare – afferma – contro
questo Governo che vuole negare realtà come questa che sono un
supporto concreto a chi vive in condizione di sfavore economico
e non solo».
Patrizia Greto, Gazzetta del
Sud, martedì 8 novembre 2005 |
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