Gil Botulino

The German Observer
dal 2001

responsabile: Pasquale Andreacchio - e-mail: info@gilbotulino.it - web: http://www.gilbotulino.it/

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venerdì 11 Novembre 2005

Chiedo scusa a Liberto, ai paparinari e ai lettori di Gilbotulino

Nei giorni scorsi su Gilbotulino sono apparse  -non so dire per quanto tempo sono state visibili sul sito, io stesso l'ho saputo ieri sera- notizie false su Liberto, associato al ritrovamento di armi.
    Questa stessa mattina ho chiarito con Liberto, e in altre sedi, tutta la cosa: dei vari articoli usciti sui giornali, avevo preparato delle false versioni, per stamparle e mostrarle proprio a lui, per scherzare come siamo soliti fare a tu per tu. Purtroppo, non so come -probabilmente per il rincoglionimento dell'età o, forse, per cose tecniche che non sono riuscito a capire fino in fondo- le false versioni sono andate a finire nel circuito di Gilbotulino, senza che fosse mia intenzione.
   Liberto è un mio amico, non c'è cosa che lo riguardi che io abbia pubblicato sul sito che non abbia avuto prima la sua approvazione. Ogni qual volta mi ha detto "chissu orhu mentìra, cà t'ammàzzu", io non l'ho messo.
   L'idea di fare una falsa versione della stampa, a suo uso e consumo, e di mostrargliela mi era nata proprio da una conversazione, avuta qualche giorno fa, in cui ci eravamo scambiate molte battute dal crepare dal ridere.

Anche i paparinari -i confratelli della confraternita di S. Caterina- sono stati, nello stesso modo, tirati in ballo falsamente negli stessi falsi preparati per Liberto. Lo sono stati, non in quanto Confraternita o Confratelli, ma soltanto perché Liberto è un paparinaro, anzi fa parte del seggio priorale della confraternita di S. Caterina.

Il rispetto che ho sempre avuto per Liberto, per la moglie, e per tutta la sua famiglia è a loro tutti noto. Spero che, chiarito l'incidente, vogliano ancora conservarmi la loro amicizia e la stima di cui mi sono sempre sentito onorato.

Nella foto scattata pochi giorni fa, Domenico Epifani detto Libertu

 
Forse è la volta buona per la festa di intitolazione del campo sportivo di Badolato

Stamani al bar Solesi, si è visto Gianni Improta -vecchia gloria del Catanzaro (suo un gol in uno spareggio che ha poi consentito al Catanzaro la serie A) detto anche il Baronetto di Posillipo, famoso anche perchè usava giocare con i guanti durante le domeniche d'inverno- attualmente dirigente al CZ in predicato di sostituire il Direttore Generale Martino. Era di ritorno ad un sopralluogo al terreno del campo sportivo di Badolato marina. Questa volta per vedere se sia possibile almeno far disputare al Catanzaro la famosa partitella per la più volte rinviata festa d'intitolazione del campo sportivo a "G. Larocca". Sembra che questa sia la volta buona, ma aspettiamo i manifesti ufficiali. In ogni caso il Catanzaro, con i suo esperti, provvederà a rendere calpestabile il terreno di gioco. All'organizzazione della festa molti stanno dedicando il loro tempo- Stagno, l'avv. Larocca, il geom. Larocca, il presidente del Badolato Frascà- e tutto dovrebbe essere pronto per mercoledì 23 novembre.

Intanto, da ieri il Catanzaro è in ritiro a Cutro (località Steccato) dove sotto la guida di mr Guerini si sta preparando a dovere per la sentitissima partita di domenica contro il Bari. Guerini e Cittadino sono rimasti contenti della struttura, che fu ritiro del Catanzaro dal 1985 fino al 1990, un Catanzaro che vorrebbe emulare in tutto e per tutto lo spirito del Catanzaro dell'88 che lo stesso Guerini portò ad un passo dalla A...

Nella foto, il restauro di una parte del campo sportivo

credits: per le notizie tecniche e foraterra ci siamo avvalsi della qualificata consulenza di Tony Marchese e di www.uscatanzaro.net

 
Liberi gli anziani di Badolato arrestati per detenzione di armi da sparo e da guerra
Scarcerati i "custodi" dell'arsenale

Avevano le chiavi dell'arsenale. Ma non ne erano i custodi. Delle armi riposte ordinatamente al suo interno, a pochi metri dalla piazza principale di Badolato, Cosimo Menniti e Caterina Frascà, non sapevano proprio nulla. Lo hanno detto e ripetuto davanti al gip Alessandro Bravin, che martedì ha sottoposto all'interrogatorio di convalida i due anziani arrestati all'alba di domenica con l'accusa di detenzione abusiva di armi da guerra e da sparo e ricettazione.
    Dopo avere ascoltato i loro racconti, nonché l'interpretazione dei fatti fornita dall'avvocato Salvatore Staiano, il giudice ha disposto la scarcerazione dei coniugi, dando loro la possibilità di rientrare a Badolato. L'età avanzata di entrambi, lui ha 66 anni lei soltanto uno in meno, nonché lo stato di incensuratezza dei due, evidentemente, hanno indotto il magistrato a rigettare la sollecitazione del pm, che aveva chiesto l'applicazione della custodia cautelare in carcere. In tal modo si è chiuso un primo capitolo della strana vicenda che si è consumata, nell'arco di poche ore, tra le colline del Basso Ionio catanzarese.
   Una storia che ha tutti i connotati del giallo, caratterizzata dal ritrovamento di un vero e proprio arsenale in una casa disabitata del borgo di Badolato. Tra le quattro mura di quell'edificio apparentemente simile a molti altri, era, infatti, custodito un tesoro delle cosche: armi in quantità, ben tenute e ben funzionanti, e forse pronte per essere utilizzate. un kalashnikov, quattro pistole, otto fucili (tra cui doppiette e carabine), numerosi serbatoi per pistola e carabina, oltre 1.000 cartucce, due apparati ricetrasmittenti, due pistole lanciarazzi e un paio di guanti in lattice da chirurgo. Emblematica la presenza dei silenziatori e di pistole non commerciabili in Italia, nonché di fucili a pompa modificati per essere più facilmente trasportati e occultati. Per non parlare poi delle ricetrasmittenti, con tutta probabilità utilizzate non solo per le comunicazioni tra i membri del sodalizio criminale ma anche per captare le frequenze su cui si snodano i contatti tra le Forze dell'ordine. Certo è che si tratta di armi di valore, trovate dai carabinieri della Compagnia di Soverato che, sotto la guida del capitano Francesco Tocci, all'alba di domenica hanno fatto irruzione nel covo.
   Pochi istanti sono bastati ai militari per capire che la scoperta andava ben al di là delle aspettative e per risalire ai coniugi Menniti, che avevano in uso quell'abitazione originariamente di proprietà del padre della Frascà, deceduto da qualche anno. Arrivare ai loro nomi e fare scattare le manette attorno ai loro polsi, è stato questione di poco. Il difficile, per gli investigatori, è arrivato soltanto dopo, quando si sono trovati di fronte la necessità di decifrare il rebus delle armi nascoste a Badolato. L'unica cosa su cui non ci sono dubbi è che appartengano alla criminalità organizzata. Chi le abbia portate in paese e nascoste in quella casa è una domanda a cui è difficile dare una risposta. Così come l'interrogativo più inquietante, ovvero quello relativo all'uso che di tutte quelle armi avrebbe dovuto essere fatto.

c.s., Il Quotidiano, venerdì 11 novembre 2005

 
Scarcerati i coniugi arrestati domenica mattina dopo il ritrovamento di armi e munizioni
Arsenale da guerra, il libertà i due pensionati
Il giudice, dopo 5 ore di camera di consiglio, ha sostenuto l'insussistenza del quadro indiziario

Sono stati scarcerati Domenico Menniti e Caterina Frascà, arrestati domenica mattina, perché in una abitazione di loro pertinenza, è stato trovato un arsenale da guerra. Dinanzi al gip Alessandro Bravin, il pubblico ministero aveva chiesto la custodia cautelare in carcere. Richiesta rigettata in quanto, dopo una camera di consiglio di 5 ore, il gip Bravin, dopo aver convalidato gli arresti, ha sostenuto l'insussistenza del quadro indiziario che giustificasse la misura di custodia cautelare in carcere. I due coniugi, difesi dall'avvocato Salvatore Staiano, sono stati così rimessi in libertà. Secondo le prime indagini, i due pensionati arrestati domenica dai carabinieri sarebbero stati scelti dalla criminalità organizzata proprio perché insospettabili. Gli investigatori ritengono che i due coniugi non sarebbero affiliati a nessuna cosca della 'ndrangheta e che avrebbero svolto un ruolo di fiancheggiatori di qualche gruppo della criminalità organizzata. L'età e il fatto che i due coniugi sono incensurati sarebbero stati i due elementi che hanno indotto gli esponenti della criminalità ad affidare loro le armi. [...]
   Sulle armi e sulle munizioni saranno eseguite perizie balistiche per accertare se sono state utilizzate per compiere reati.
   Sulle modalità con le quali è stato individuato il nascondiglio delle armi i carabinieri preferiscono mantenere il massimo riserbo. Le indagini però proseguono per accertare a quale gruppo della criminalità organizzata appartengano armi e munizioni.

Tratto da  "Il Domani", venerdì 11 novembre 2005

 
I coniugi trovati in possesso di una vera e propria "santabarbara" sono stati scarcerati dal Gip

Insussistenza della gravità indiziaria. Questa la motivazione con la quale il Giudice per le indagini preliminari Alessandro Bravin, accogliendo le tesi difensive, ha prima convalidato gli arresti e poi scarcerato i due coniugi badolatesi (difesi dall'avvocato Salvatore Staiano ) trovati in possesso di una vera e propria "santabarbara" nell'abitazione.
   La decisione è maturata dopo più di sei ore di camera di consiglio. Il Gip ha convalidato il provvedimento restrittivo senza tener conto delle richieste della Procura di Catanzaro, secondo la quale per Domenico Menniti e la moglie Caterina Frascà si sarebbe dovuto applicare la custodia cautelare in carcere. L'avvocato Staiano ha articolato la sua lunga arringa insistendo sull'effettiva estraneità dei due coniugi alle ipotesi di reato contestate dalla Procura, e sul fatto che i due fossero incensurati. Tesi accolta dal magistrato, tanto che ne ha disposto la scarcerazione. La coperta dell'arsenale, risale a domenica, quando i carabinieri della Compagnia, diretti dal capitano Francesco Tocci, insieme ai colleghi della Stazione di Badolato, durante una perquisizione nel domicilio dei coniugi, nel piccolo comune del litorale ionico, hanno rinvenuto e sequestrato diverse pistole, fucili mitragliatori, un kalashnikov, due ricetrasmittenti e numerose munizioni.
   Ulteriori indagini sono in corso per risalire ai proprietari delle armi che, secondo quanto riferito dagli investigatori, potrebbero appartenere ad una cosca mafiosa. Il capitano Tocci ha annunciato ulteriori sviluppi d'indagine, per i prossimi giorni, ed il potenziamento dei servizi di controllo del territorio con l'ausilio di reparti speciali provenienti da ogni parte d'Italia. Intanto, si attendono i risultati delle perizie balistiche, disposte dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, per appurare se le armi abbiano sparato di recente.

(c.b.), gazzetta del sud, venerdì 11 novembre 2005

 
Battuto il Satriano. Sugli spalti distribuito un volantino degli "Ultras gruppo Mbidia"
Il Badolato vince il derby, ma i tifosi contestano


Badolato: Murdolo, Messineo, Tucci, Martello, Armocida, Scoleri (15'st. Pugliese), Riitano (25'st. Mosca), Spanò, Rava (40'st. Menniti P.), Coniglio, Menniti G. Allenatore: Baldari.
Satriano: Gennarini, Matozzo, Vitale U., Nisticò, Sinopoli , Vitale S., Fratto, Chiaravalloti, Vasile, Ranieri, Arena (21'st. Vitale). Allenatore: Migliarese.
Arbitro: Palamara di Cz.
Marcatori: 25'st Coniglio, 40'st Armocida.
Il Badolato di mister Baldari gioca bene, domina la gara, convince, si porta a casa tre punti e si attesta solitario al secondo posto in classifica, alle spalle del Cortale. Negli spogliatoi, prima della gara, il tecnico Baldari, aveva sollecitato i suoi ragazzi ad una prova d'orgoglio, per riscattare l'immeritata sconfitta di Bivongi. Nel primo tempo, la squadra, con gli attaccanti Rava, Coniglio, Menniti, e il fluidificante Martello, hanno messo alle corde i cugini del Satriano, scesi in campo convinti della superiorità tecnica atletica degli avversari, ma determinati ad uscire dal terreno di gioco a testa alta. Capitan Armocida, con Tucci e Messineo davanti alla porta di Murdolo, rimasto a godersi la partita perché poco impegnato, non hanno concesso spazi agli attaccanti del Satriano. A centro campo Spanò, Riitano e Scoleri hanno bloccato il gioco degli avversari, i quali, si sono limitati a qualche lancio per gli attaccanti Arena, Ranieri e Vasile. Tra gli sportivi, c'era molta attesa per vedere alla prova, il neo-acquisto giallorosso Menniti G. di ritorno da Guardavalle, dove aveva esordito nel campionato d'Eccellenza. La sua prestazione è stata ottima, determinato negli interventi, in più occasioni ha sfiorato il gol, ed è stato una spina nella difesa avversaria. La porta difesa da Gennarino è sottoposta ad un continuo pressing da parte degli attaccanti giallorossi, che però sono imprecisi nelle conclusioni, ma anche sfortunati. Il risultato di parità del primo tempo penalizza i ragazzi del presidente Frascà. Negli spogliatoi, i ragazzi vengono strigliati da Baldari. Il Satriano comunque non sta a guardare e crea qualche azione di contropiede con Arena e Ranieri, impegnando il portiere Murdolo. Il risultato si sblocca al 25' con Coniglio, che in area di rigore crea lo scompiglio e insacca alle spalle del portiere ospite. La reazione del Satriano è sterile e mister Migliarese manda in campo uomini freschi, ma la situazione non cambia. Sostituzioni anche nelle file del Badolato. Mosca e Menniti, gemello di Giuseppe, anche lui di ritorno da Guardavalle vivacizzano il gioco in attacco, e più volte Mosca ha la palla del 2-0. Sul finale della gara, arriva il secondo gol. Uno scatenato Menniti G. si proietta in avanti, supera due avversari, lancia il pallone in area dove il difensore Nisticò tocca con le mani, e all'ottimo arbitro Palamara non resta che concedere il rigore. Penalty che viene realizzato dal bomber capitan Armocida. Gli "Ultras Gruppo Mbidia", in tribuna, hanno distribuito un comunicato, contestando alcune decisioni della società. A fine gara, il vice presidente del Badolato, Bressi, si è detto dispiaciuto dell'episodio, ma convinto di chiarire al più presto l'incomprensione con i giovani tifosi. Ha espresso comunque soddisfazione per la bella prestazione della squadra. I gemelli del gol, i fratelli Menniti, si sono dichiarati contenti del loro ritorno a Badolato. «Sono convinto - ha detto Giuseppe - che il Badolato ha le carte in regola per dominare questo campionato da protagonista. Mi ha fatto molto piacere ricevere gli applausi dei tifosi, spero di ricambiare la loro fiducia e stima segnando tantissimi gol». Amarezza e delusione invece nelle parole del tecnico del Satriano, Migliarese. «I miei ragazzi hanno dato il massimo. Oggi abbiamo incontrato una delle squadre candidate alla promozione, noi dobbiamo puntare, con i nostri giovani locali, a disputare un campionato tranquillo». Da segnalare che la società, ha preso contatti con i dirigenti del Catanzaro, per disputare un'amichevole e festeggiare l'intitolazione dello stadio all'indimenticabile presidente Giuseppe Larocca.

Franco Laganà, Il Quotidiano, venerdì 11 novembre 2005

 
Depurazione, impianti fermi se entro il 15 novembre gli stipendi non arriveranno

Si riaccende lo scontro sul fronte della depurazione con l'ennesimo ritardo degli stipendi alle maestranze e tutto fa prevedere che il sistema a singhiozzo dei pagamenti dei salari si trascinerà oltre il mese di dicembre, come è già avvenuto da alcuni anni a questa parte. Ciò non può destare sorpresa stante la mancata legalizzazione del contratto con la Gerica e la rigidità delle posizioni (Ufficio del Commissario coperto da enormi crediti/debiti, comuni insolventi, Ato 2 Catanzaro ancora in rodaggio, Assessorato ambiente all'inizio), senza voler parlare dell'aspro contenzioso finito al Tar e delle indagini penali.
   Ecco perché i lavoratori fanno sapere che se entro il 15 novembre non riceveranno la mensilità di ottobre, saranno costretti a fermarsi.
   Le altre novità negative sono il mancato versamento dei comuni all'Ufficio del Commissario per circa 4 milioni di euro arretrati del 2003; e all'Ato 2 per il 2004 e per il 2005. Ancora non risulta definito il contratto-ponte per legalizzare il rapporto con la Gerica, senza copertura giuridica dal settembre 2004, anche se si sta lavorando ad un provvedimento che comprende marzo 2005 marzo 2006.
  L'Ato 2 ha incamerato dai comuni l'irrisoria somma di 78.000 euro. Ciò significa che i Comuni non hanno pagato e che probabilmente non pagheranno a causa delle restrizioni della finanziaria; che i commissari ad acta promessi dal governo con il decreto Campania-Calabria non sono stati attivati e nessuno si sogna di farli partire prima delle elezioni politiche del 2006; e che la Calabria pagherà lo scotto di questi ritardi la prossima stagione estiva.

Tratto da  "Il Quotidiano", venerdì 11 novembre 2005

 
Calcio, il punto sul girone del Badolato

Dopo l'equilibrio regnante la scorsa settimana, in cui vi erano cinque squadre in vetta a pari punti. A spuntarla guidando in solitaria è il cortale 91, che vincendo fuori casa sulla formazione di S. Andrea, l'Andreolese, per 3 a 2, ottiene i tre punti e il primato. Non è da meno il Badolato di mister Baldari che torna ad riassaporare il gusto della vittoria battendo con il classico 2 a 0 il Satriano, reduce da due sconfitte consecutive.
    Per riconfermarsi al vertice il Cortale avrà di fronte alla sesta in casa l'ostico Bivongi; il Badolato sarà invece di scena al comunale di Soveria Simeri, con il Bruzia. Spezzato, anche se di poco l'equilibrio tra le compagini di testa, la prossima giornata offrirà ancora altri spunti importanti e degni di nota.

Tratto da  "Il Domani", venerdì 11 novembre 2005