Porto di Badolato. Il primo cittadino ha
ricevuto un avviso di garanzia dal pm De Magistris
I Ds chiedono chiarezza al sindaco
«Riteniamo che si debba difendere la credibilità
dell'amministrazione»
Dopo
l'uragano giudiziario che ha coinvolto il sindaco di Badolato,
Andrea Menniti, che è stato raggiunto da un avviso di garanzia
emesso dal pm De Magistris, (accusa questa inviata anche ad
altri soggetti tra cui l'ex sindaco Gerardo Mannello),
relativamente alle indagini della magistratura sui i gravissimi
fatti accaduti durante la costruzione del Porto "Bocche di
Gallipari" di Baolato, bisogna registrare un documento, dei
Democratici di Sinistra i Badolato, pubblicato ieri sul loro
sito.
I Ds, fanno parte della maggioranza "Arcobaleno", una lista
civica, con quattro consiglieri, che ricoprono importanti
cariche istituzionali: Salvatore Caminiti e Andrea Bressi,
rispettivamente presidente e vice del Consiglio comunale gli
assessori Domenico Bresi e Nicola Criniti, con il primo che
ricopre anche la carica di vice sindaco. La locale sezione
diessina, invita il sindaco Menniti, in carica dalla primavera
scorsa, a fare chiarezza sulla sua posizione. Questo il testo
integrale del documento: «In merito alle recenti vicende
riguardanti l'indagine sul porticciolo di Badolato ed il
coinvolgimento di alcuni rappresentanti politici del nostro
paese affermiamo quanto segue: in primis, sia chiaro, si esprime
piena e totale fiducia nell'operato della magistratura e delle
forze inquirenti operanti su tali vicende. Il sindaco Andrea
Menniti ha il dovere di chiarire la propria posizione. I Ds
reputano assolutamente necessario che il sindaco di Badolato
sgombri il campo da qualsiasi dubbio e sospetto riguardo le
gravi accuse inerenti la questione del porticciolo Bocche di
Gallipari esplosa pesantemente in questi giorni. Egli deve
ritrovare la serenità, la calma ma anche la fermezza per reagire
e chiarire presso tutte le sedi opportune la propria posizione».
«Riteniamo, proseguono i Ds, che come proprietario del campeggio
attiguo abbia subito torti e zero vantaggi dalla vicenda di
questa darsena. Ma i capi d'imputazione riguardano vicende tanto
più pesanti e gravi da rendere immediata una sua reazione,
uscendo in termini netti ed impostando una propria difesa sia
giudiziaria che politica che gli ridia l'onore messo in
discussione in queste ore. Dal nostro punto di vista, quello
politico ed amministrativo, l'azione dell'Amministrazione si è
svolta nel pieno rispetto della legalità, cercando di mettere
ordine ad una situazione convulsa, a tratti, in alcuni settori,
completamente anarchica, con spaventosi buchi di bilancio, caos
contabile, pressioni che in questi anni hanno portato ad atti
intimidatori, interessi corposi, gestione fallimentare ed
allegra della cosa pubblica, continui interventi di controllo
delle forze dell'ordine. Per tali situazioni l'Ente, cioè i
cittadini, sta ancora pagando, e continuerà purtroppo a pagare
le conseguenze. Per parte nostra sappiamo di aver impostato, pur
tra le difficoltà e tra le tensioni politiche di questi mesi, un
lavoro nuovo basato sulla correttezza amministrativa, la
corretta ripartizione del sistema delle responsabilità,
eliminato le spese folli, azzerato la tendenza all'indebitamento
dell'Ente, cominciando a pagare gli arretrati e mettendo ordine
ad una materia come quella tributaria che in alcuni casi era
ferma a tre anni addietro. Naturalmente il percorso è stato
ancora breve e certamente resta in salita. Ma quel che certo è
che ci si sta provando e si stanno bandendo prevaricazioni e
creando argini contro qualsiasi eventuale sistema di pressioni
indebite». Nelle conclusioni del documento, la sezione diessina
fa riferimento all'attività amministrativa dell'ente:
«La storia amministrativa di questi 18 mesi parla chiaro. A
maggior ragione, non ritenendo Ninuzzo Menniti un estorsore,
vogliamo che si adoperi per la credibilità propria e
dell'Amministrazione tutta. Sia come Ds che come membri di
questa alleanza non abbiamo alcuna ragione per non credergli ed
augurarci che ne esca rapidamente e nel modo migliore».
f.l., Il Quotidiano, giovedì 17
novembre 2005 |
L'invito giunge dalla locale sezione diessina
in seguito al sequestro del villaggio turistico "Bocca di
Gallipari"
«Il sindaco Menniti faccia chiarezza»
"Dal nostro punto di vista l'azione dell'Amministrazione si
è svolta nel pieno rispetto della legalità"
Scalpore
e incredulità ha destato, nei giorni scorsi, a Badolato la
vicenda giudiziaria che vede implicati imprenditori e politici
del luogo sul porto turistico Bocca di Gallipari.
Intanto, la prima reazione politica è dei diessini della Sezione
"Larocca" che esternano la posizione del partito riguardo la
recente vicenda giudiziaria nella quale è coinvolto, tra gli
altri, anche l'attuale Sindaco, Andrea Menniti.
Dopo aver dichiarato "piena e totale fiducia nell'operato della
magistratura e delle forze inquirenti", i diessini chiedono al
Sindaco Menniti di chiarire la propria posizione.
"I DS reputano assolutamente necessario -si legge nel comunicato
stampa- che il Sindaco di Badolato sgombri il campo da qualsiasi
dubbio e sospetto riguardo le gravi accuse inerenti la questione
del porticciolo Bocche di Gallipari esplosa pesantemente in
questi giorni. Egli deve ritrovare la serenità, la calma, ma
anche la fermezza per reagire e chiarire presso tutte le sedi
opportune la propria posizione. Riteniamo che, come proprietario
del campeggio attiguo, abbia subito torti e zero vantaggi dalla
vicenda di questa darsena. Ma i capi d'imputazione riguardano
vicende tanto più pesanti e gravi da rendere immediata una sua
reazione, uscendo in termini netti ed impostando una propria
difesa sia giudiziaria che politica che gli ridia l'onore messo
in discussione in queste ore".
Sulla ventilata possibilità, visti i recenti accadimenti, di
un'ispezione da parte di una commissione prefettizia, i Ds
tengono a ribadire che il loro impegno, in questi diciotto mesi
di amministrazione, è stato mirato al risanamento di una
precedente gestione fallimentare della quale i cittadini stanno
pagando, tuttora, le conseguenze.
"Dal nostro punto di vista, quello politico ed amministrativo,
-si legge nella nota- l'azione dell'Amministrazione si è svolta
nel pieno rispetto della legalità, cercando di mettere ordine ad
una situazione convulsa, in alcuni settori completamente
anarchica, con spaventosi buchi di bilancio, caos contabile,
pressioni che in questi anni hanno portato ad atti intimidatori,
interessi corposi, gestione fallimentare ed allegra della cosa
pubblica, continui interventi di controllo delle forze
dell'ordine".
"Per parte nostra -si legge ancora- sappiamo di aver impostato,
pur tra le difficoltà e tra le tensioni politiche di questi
mesi, un lavoro nuovo basato sulla correttezza amministrativa,
la corretta ripartizione del sistema delle responsabilità,
eliminato le spese folli, azzerato la tendenza all'indebitamento
dell'Ente, cominciando a pagare gli arretrati e mettendo ordine
ad una materia come quella tributaria che in alcuni casi era
ferma a tre anni addietro. Naturalmente il percorso è stato
ancora breve e certamente resta in salita. Ma quel che certo è
che ci si sta provando e si stanno bandendo prevaricazioni e
creando argini contro qualsiasi eventuale sistema di pressioni
indebite".
Coscienti del loro operato, i diessini, come membri della
coalizione Arcobaleno che ha sostenuto il primo cittadino Andrea
Menniti alle ultime elezioni, chiedono che lo stesso Sindaco si
adoperi per la credibilità propria e di tutta l'Amministrazione
e si augurano che il tutto si concluda rapidamente e nel modo
migliore.
Sara Dominijanni, Il Domani, giovedì 17 novembre
2005 |
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Il 25 novembre si ferma il mondo del lavoro
Oggetto: comunicato stampa CGIL, CISL e UIL
Inviato: Thu, 17 Nov 2005 14:02:04 +0100
saluti
sergio genco
Per la democrazia, la legalità, lo sviluppo,
contro una manovra finanziaria 2006 sbagliata.
Il 25 novembre si ferma il mondo del lavoro, CGIL CISL e UIL
hanno promosso lo sciopero generale nazionale contro la legge
finanziaria 2006 in discussione in Parlamento.
Una finanziaria sbagliata, inadeguata, iniqua e insoddisfacente
sotto tutti i punti di vista, che ha come unico obiettivo di
tagliare la spesa sociale, i servizi pubblici, la sanità, la
scuola, l’università, la finanza locale e di comprimere
ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie, che con
questa finanziaria, per effetto degli aumenti della tassazione
locale, diventeranno più povere e avranno meno disponibilità di
spesa sui generi alimentari e di vestiario di prima necessità,
non un euro di investimento è previsto a sostegno delle
infrastrutture, delle opere pubbliche, delle attività produttive
ed industriali e per lo stesso Mezzogiorno
I tagli ai Comuni sono devastanti, la finanza locale viene
ulteriormente abbattuta di quasi 3 miliari di euro (6.000
miliardi di vecchie lire), una riduzione che inciderà
negativamente sulla qualità della vita delle comunità perché
sarà colpita la scuola primaria e dell’infanzia, con restrizioni
perfino sulle mense scolastiche, sui trasporti dei bambini,
sull’ordinaria manutenzione delle strutture scolastiche.
Vengono cancellati gli interventi sul territorio e l’ambiente,
sulla polizia locale e sulla sua capacità di prevenzione e di
controllo, è azzerato il sostegno alla viabilità e trasporti,
alle attività culturali e ricreative, non vi potrà essere una
adeguata politica e di recupero per gli anziani e i disabili, e
nessuna azione di supporto per l’eliminazione del disaggio
sociale e delle devianze perché il fondo sociale di 500 mila
euro è stato di fatto annullato.
La finanziaria penalizza il sistema nazionale sanitario in
quanto è previsto un taglio di spesa di 2, 5 miliardi di euro
(5.000 miliardi di vecchie lire), non potranno, cosi, essere
assicurati i livelli minimi d’assistenza, con una impressionante
penalizzazione delle regioni meridionali e in modo particolare
la Calabria che non avrà le risorse disponibili per assicurare
la copertura di spesa delle attività ospedaliere, distrettuali,
dei servizi socio-assistenziali di base.
Per quanto riguarda la scuola in particolare, continua la
sotterranea opera di demolizione dei sistemi pubblici
d’istruzione, formazione e ricerca, mentre si dirottano quote
crescenti di finanziamento pubblico verso scuole ed università
private e confessionali.
Gli studenti, in particolare quelli delle regioni meridionali,
vengono colpiti in quanto viene ridotta la spesa per il diritto
allo studio e gli investimenti per l’edilizia scolastica, a
fronte di strutture sempre più precarie, inaccoglienti e
fatiscenti.
Per i lavoratori impegnati nell’attività agricola viene
abbassata l’aliquota contributiva ai fini della pensione e viene
decurtato il trattamento di disoccupazione.
Per i lavoratori dell’industria in crisi, viene ridotto
l’assegno di cassa integrazione, e fortemente ridimensionato il
fondo di copertura nazionale della cassa integrazione ordinaria
e speciale, tutto ciò in presenza d’una crescente crisi del
sistema industriale del nostro paese e della conseguente
espulsione e messa in disoccupazione di centinaia di migliaia di
lavoratori.
A fronte, poi, d’una riforma fiscale di cui hanno beneficiato
solo i ricchi e i redditi elevati, con un risparmio ed un
accumulo di ricchezza di quasi 10 mila miliardi di vecchie lire,
non viene restituito, invece, ai lavoratori e ai pensionati il
fiscal-drag di 6 miliardi di euro; più tasse pagate dai
cittadini per il solo effetto degli aumenti nominali sulla busta
paga, divorati dalla crescente inflazione.
Continua, poi, la privatizzazione dell’Anas, alla quale vengono
sottratti 300 milioni di euro, mettendo in forse non solo la
realizzazione delle opere stradale già appaltate, ma quelle
iniziate ed in corso opera.
Stessa sorte tocca alle ferrovie, con una decurtazione di 1, 2
miliardi di euro, che preludono, per mancanza di finanziamenti,
allo smantellamento e alla dismissione di 5.000 chilometri di
linea ferrata, in essa quella jonica calabrese.
Niente viene previsto per il mezzogiorno e al sostegno alle
attività imprenditoriali, vengono di fatto cancellati gli
incentivi alle aziende che investono ed assumono nelle regioni
meridionali, nessuna fiscalità premiale viene prevista, i fondi
relativi agli strumenti della programmazione negoziata vengono,
di fatto, bloccati, con il paradosso che le aziende si vedranno
sottratti i finanziamenti per il completamento dei capannoni
industriali e l’acquisto dei macchinari.
Si continua, invece, con la finanza “creativa” di Tremonti, a
fare cassa svendendo il patrimonio pubblico, attraverso la
cartolarizzazione, e a procedere nella politica immorale dei
condoni fiscali, incentivando, per questa strada, altra evasione
fiscale ed elusione contributiva.
Solo nella pubblica amministrazione, decurtando le risorse di
quasi 2 milardi di euro, sono a rischio 100.000 lavoratori con
contratto di collaborazione e non un euro viene previsto per i
lavoratori del pubblico impiego a copertura del biennio
contrattuale 2006-2007.
Un ulteriore colpo viene dato alla gia magra finanza
dell’amministrazione della giustizia e alle forze di polizia che
vedranno ridotti gli stanziamenti, rispetto al 2005, di oltre il
20%. Una vera e propria beffa, per la Calabria, dove la
ndrangheta ha con l’assassinio del vice presidente del consiglio
regionale, ha alzato il tiro e la sfida, e dove occorrono,
invece, molti più mezzi, risorse e uomini per fronteggiare e
reprimere il fenomeno mafioso.
Una finanziaria recessiva, che deprime lo sviluppo, che non
incentiva la domanda di consumo e che mette in ginocchio, per
questo, le attività commerciali
CGIL, CISL e UIL si battono, con lo sciopero e le manifestazioni
del 25 di Novembre, per cambiare alla radice questa legge,
puntando ad una politica fiscale realmente redistributiva che
aumenti la tassazione sulle rendite di natura speculativa,
finanziaria e immobiliare, recuperando, così, ingenti risorse da
impegnare per una politica di sviluppo.
Il sindacato unitario si batte per la restituzione integrale del
fiscal-drag, e per il rafforzamento del potere d’acquisto dei
salari e delle pensioni, anche mediante la riduzione del carico
fiscale sulle busta paga e la redistribuzione di una quota della
ricchezza prodotta a favore delle pensioni; per una autentica
politica di controllo dei prezzi e tariffe mediante la
predisposizione di strumenti di monitoraggio e contrasto verso
aumenti speculativi ed ingiustificati.
E’ necessario, perché il Paese torni ad essere competitivo e
produca ricchezza, che la finanziaria dia corso ad una politica
industriale nuova, fondata sui fattori di qualità dello sviluppo
che incentivi le imprese, promuova ricerca e innovazione di
prodotto, in tutto questo elemento centrale deve essere il
Mezzogiorno, dove si addensano in prevalenza le risorse umane
non utilizzate.
Per questi ragioni, si stanno tenendo nei luoghi di lavoro
diecine di assemblee, per preparare l’adesione allo sciopero del
settore pubblico e privato, del mondo della scuola, dei servizi.
Stessa cosa si sta facendo in tutto il territorio provinciale e
nei Comuni, per organizzare la partecipazione, in quanto è stata
prevista a Catanzaro una manifestazione che si concluderà in
piazza Matteotti con un pubblico comizio dei segretari di CGIL,
CISL e UIL. |
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Schillacium, Prc: «vigileremo
per garantire un futuro certo ai lavoratori»
Subject: lavoratori
schillacium
Date: Thu, 17 Nov 2005 14:38:15 +0000
Ricorrono oramai periodicamente le vicende drammatiche dei
lavoratori della "Schillacium", che lottano per ottenere il
pagamento regolare e puntuale degli stipendi.
Ai lavoratori, per primo, va riconosciuto un grande senso di
responsabilità, perché nonostante questa drammatica situazione,
che ricade solamente su di loro per responsabilità altrui,
continuano a lavorare. Lo stesso senso di responsabilità hanno
dimostrato la C.G.I.L., il Commissario per l'Emergenza
Ambientale e la Prefettura di Catanzaro.
Ai Sindaci va il merito di aver trovato il rattoppo momentaneo e
parziale ad una vertenza che non si è definitivamente conclusa.
Anche in questa occasione, come in altre, i Sindaci si sono
fatti carico di anticipare il pagamento di due mensilità,
novembre e dicembre, nonostante la scure rappresentata dalla
legge finanziaria 2006 che taglia pesantemente i bilanci degli
enti locali.
Ma in questa occasione hanno dimostrato una consapevolezza
maggiore, comprendendo finalmente che la società è soprattutto
loro proprietà, essendo azionisti di maggioranza.
Con l'ultima vertenza la politica, oltre ai Sindaci anche
l'Assessore Regionale all'Ambiente, ha compiuto un salto di
qualità riappropriandosi della responsabilità che ad essa viene
attribuita nella programmazione e nella gestione di un settore
così rilevante per i lavoratori, per i cittadini, per la salute
di tutti noi, per l'ambiente e per l'economia locale.
L'Assemblea dei Sindaci, che si terrà nei prossimi 15 giorni
alla presenza dell'Assessore regionale all'Ambiente, per
discutere della situazione della "Schillacium", rappresenta un
momento importante per verificare se questa nuova assunzione di
responsabilità si concretizzerà.
Riteniamo, che è necessario, come sosteniamo oramai da tempo
visti i risultati fallimentari della gestione, partire
dall'azzeramento dei vertici aziendali, fare chiarezza sulla
reale condizione finanziaria, dotarsi di un piano che rilanci la
società, con la priorità di stabilizzare, con contratto a tempo
pieno ed indeterminato, i lavoratori attualmente in servizio.
Qualora queste proposte non dovessero concretizzarsi, riteniamo
che i comuni devono assumersi la responsabilità della gestione
diretta del servizio in modo associato.
Come partito vigileremo sia sul rispetto degli accordi siglati
il 15 novembre, sia sulle scelte politiche che verranno adottate
per garantire un futuro certo ai lavoratori, il diritto alla
salute ed un ambiente sano.
Pino Commodari, Resp. Enti Locali, Partito
della Rifondazione comunista federazione di Catanzaro |