Gil Botulino

The German Observer
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lunedì 21 Novembre 2005

Fiaccolata contro la 'ndrangheta a Locri, il Comune di Badolato c'era?

La fiaccolata di Locri, organizzata dall'Unione, a cui hanno partecipato tutti i leader nazionali, è stata molto partecipata. Assieme ai segretari dei partiti dell'alleanza erano presenti almeno 15 mila persone, secondo gli organizzatori. Hanno aderito ufficialmente 198 comuni calabresi, praticamente la metà di tutti i comuni della Calabria. Nell'elenco Badolato non c'è. Può darsi che, non essendo in ordine alfabetico, mi sfugga il nome. Può darsi anche che l'elenco non sia completo. Può darsi anche che il Comune di Badolato non si senta dell'Unione, pur essendo il più a sinistra degli ultimi 15 anni. Può darsi che il sindaco di Badolato non si senta dell'Unione, pur essendo andato a votare alle primarie. Può darsi...

 
via Nazionale, ancora con qualche problema ma piccolo

dal nostro inviato ai buchi nell'asfalto

   Ancora lamentele da parte di cittadini, titolari di negozi in via Nazionale. Questa volta non per il fango ma per la polvere e la terra ventulijata dai camion e dalle macchine, quando passavano sopra le buche nell'asfalto, che sabato erano state coperte di terra.
   Oggi si è proceduto alla rimozione della terra e al riempimento delle buche con dell'asfalto, mi si dice, provvisorio.
   L'asfalto finale deve metterlo l'Anas.

Nella foto, i lavori di rimozione della terra dalla buca più estesa. Franco Serrao dà dei suggerimenti agli operai della ditta. Da lontano don Elia osserva i lavori.

 
Pallamano Femminile, Il Badolato perde la partita d'esordio in serie B

Campionato regionale di Pallamano femminile serie B. Con il punteggio di 11 a 20 (primo tempo 6-8) l'H. Lamezia 95 batte il C.S. Meta Due (la squadra di Badolato), nella partita d'esordio in serie B. Un punteggio che penalizza un po' le nostre atlete, penalizzate dall'emozione e, in alcuni casi dal ritardo di preparazione. Soddisfatto della prestazione, tutto sommato, Valentino Paparo, che ha già individuato i punti deboli e che si mostra ottimista per la partita di ritorno.
   Queste le atlete che hanno partecipato alla gara: Ferraina Fabiana (figghja do carbineri), Gallelli Enza (figlia di Mario Ruggero), Lentini Immacolata (Sosti Catìna), Papaleo Vittoria Sara (Figghja d'Attigliu), Spasari Ilaria (figlia di Pino Spasari), Stefanelli Grazia (elettrauto), Vasile Marica (figghja d'Elizziu), Paparo Tullia (figlia di Valentino), Vasile Sabrina (zia di Marica); in panchina: Carnuccio Natascha (Carigghju), Pultrone Maria Vittoria (figghja 'e Sperotto), Randazzo Lorena (dell'ing. Rocco).
   Hanno segnato: 3 reti Tullia; 2 Vittoria Sara e Immacolata; Una rete Enza, Ilaria, Marica e Grazia.
   Prossima partita in Casa l'11 dicembre alle ore 11.

 
Calcio esordienti, Il Badolato continua a comportarsi bene

Dopo il pareggio a Soverato della scorsa settimana, gli esordienti di Badolato hanno vinto ieri, in casa, l'altra squadra del Soverato., per 3 a 1.

 
Calcio seconda categoria, Il Badolato vince contro l'Uria 2000

Per quattro reti a due il Badolato vince ancora una volta in casa e mantiene un ottimo piazzamento in classifica. Alle spalle del Cortale, da solo al comando, il Badolato è secondo ad un punto insieme Cropani, Davoli e S. Caterina, in casa del quale andrà a giocare la prossima partita.

 
LA VICENDA DEL PORTO, AL CENTRO DI UN'INCHIESTA GIUDIZIARIA CHE coinvolge le istituzioni locali
Badolato, il sindaco si difende: basta con i sospetti

Da un lato il sindaco sotto accusa si difende, dall'altro il pubblico ministero non si rassegna e propone appello contro il rifiuto del giudice di disporre l'arresto per il primo cittadino di Badolato, il suo predecessore e altri quattro indagati per estorsione aggravata dalle modalità mafiose.
   È lo scenario di un'inchiesta che ha tutti gli ingredienti per creare un caso: politica, imprenditoria, mare azzurro, barche senza approdo e il sogno di un turismo che senza strutture non decolla. Su tutto, l'ombra delle cosche. Al centro della vicenda, il porto di Badolato, ex "paese in vendita" che cerca sul mare occasioni di rilancio. Il porto, denominato "Bocche di Gallipari" è stato sequestrato oltre un anno fa perché realizzato, secondo la Procura, senza le previste autorizzazioni e grazie all'indebita percezione di fondi comunitari (oltre un milione di euro) erogati per metà alla società concessionaria dei lavori, la Salteg. Nei giorni scorsi, il 10 novembre, è stato sequestrato per abusivismo anche il campeggio adiacente, di cui è titolare il sindaco Andrea Menniti. Che è indagato (con richiesta d'arresto rigettata dal Gip) insieme ad altri cinque: il suo predecessore, l'ex sindaco Gerardo Mannello; Vincenzo Gallelli, già indagato nell'operazione Mithos contro le cosche del Soveratese; gli imprenditori Andrea Santillo e Angelo Domenico Paparo, e l'ing. Gianfranco Pietro Gregorace, il cinquantottenne di Soverato direttore dei lavori per la realizzazione della darsena. Tutti sono accusati di estorsione aggravata dalle modalità mafiose. Ed è già fissata a gennaio l'udienza innanzi al Tribunale del Riesame sull'appello proposto dalla Procura di Catanzaro contro il rifiuto dell'Ufficio Gip di disporre l'applicazione di misure cautelari in carcere nei confronti degli indagati, difesi dagli avvocati Salvatore Staiano, Francesco Gambardella e Nunzio Raimondi. I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Catanzaro hanno eseguito accurate perquisizioni nelle abitazioni degli indagati. Che secondo l'accusa, sarebbero riusciti ad acquisire il controllo dei lavori per la realizzazione del porto, ad ottenere le autorizzazioni e a gestire la commercializzazione di beni e servizi necessari alla costruzione dell'opera. L'attività estorsiva sarebbe stata perpetrata ai danni della società Salteg. Tutte accuse, ovviamente, ancora da dimostrare.
   Intanto il sindaco Andrea Menniti rompe il silenzio: «Dichiaro la mia totale estraneità ai fatti gravissimi che mi sono stati addebitati e che mi vedono accusato in merito alla questione del porto di Badolato», afferma con vigore. «Una vicenda – prosegue – che mi ha visto parte in causa, non nella qualità di Sindaco, ma in quella di imprenditore turistico, titolare del campeggio "Bocca di Gallipari", che a suo tempo ha ceduto la miglior parte del campeggio credendo nel porto quale traino turistico, nulla guadagnando». E ancora: «Le strutture rimastemi non hanno niente del "villaggio turistico", come erroneamente riportato», rimarca contestando l'espressione usata nella nota diffusa dalla Guardia di Finanza. Menniti si dichiara «esterrefatto e sorpreso» per quanto è accaduto «ma pronto a scelte importanti per garantire la reputazione e l'onorabilità dei miei consiglieri. Il mio silenzio è stato frutto di questo sconcerto. Un silenzio amaro che interrompo dopo la nomina dei miei avvocati». Menniti vorrebbe «porre fine al clima arbitrario di sospetto che non può riguardare persone oneste e forti contro la mafia come quelle che animano questa amministrazione. Nonostante la profonda amarezza di queste ore, rimango, come cittadino e come uomo delle Istituzioni, totalmente fiducioso nell'operato della Magistratura e delle forze inquirenti. Sono certo – conclude – di poter dimostrare in tempi rapidi la mia innocenza e la totale estraneità ai fatti oggetto di questa inchiesta».

Betty Calabretta, Gazzetta del Sud, lunedì 21 novembre 2005

 
La Capitanata: esempio nazionale di spreco di risorse pubbliche

Inviato: Mon, 21 Nov 2005 19:21:10 +0100

Esempio nazionale di spreco delle risorse pubbliche è la Capitanata in Puglia. Qui, infatti, abbiamo: l'Ente Provincia, tre Comunità Montane (Monti Dauni Meridionali - Monti Dauni Settentrionali -Gargano), tre Asl Sanitarie, un Consorzio di Bonifica, un Consorzio Gargano, un Consorzio Agrario Provinciale (commissariato da sempre), un Parco Nazionale (Gargano), una miriade di Patti (Patto Verde - Patto di Foggia - Prospettive Sub-Appennino), Ente Fiera, GAL (Gruppi di Azione Locale) PIT e tutta una serie di appendici fastidiose istituzionalizzate come Enti per la cultura, sport e turismo e spettacolo e chi più ne ha ne metta.
   Tutte queste sigle costano alla collettività milioni di euro all'anno solo per la gestione politico-amministrativa, con il solo risultato finale che la Capitanata (Provincia di Foggia) risulta essere da sempre nelle classifiche sulla qualità delle Province italiane, realizzare da grandi e autorevoli riviste specializzate, al novantesimo posto su cento, con gli indicatori della qualità inesorabilmente voltati sempre verso il basso. Una realtà territoriale da terzo mondo, con un sistema della viabilità vergognoso, con punte di criminalità da record, una disoccupazione che ha sfondato il tetto massimo possibile (oltre il 45% della popolazione totale), flussi migratori che hanno superato le percentuali storiche degli anni cinquanta e una qualità della vita complessiva al di sotto degli standard minimi dei Paesi in via di sviluppo.
   Questo è il prodotto finale di una miriade di Enti e Istituzioni pubbliche che hanno il solo scopo di garantire le necessità di poltrone di quella politica che si alimenta attraverso le risorse pubbliche ed indebolisce ogni speranza di riscatto e di futuro per le nuove generazioni. Una terra dove l'internet veloce è una chimera, dove la burocrazia vive condizioni armene, inconsapevole delle nuove tecnologie e completamente abbandonata a se stessa.
   Una condizione che estesa al resto del Paese (perché ovunque è purtroppo così in linea di massima) fa dell'Italia il fanalino di coda dell'Europa e cosa ancora più grave, fa del Mezzogiorno la punta di diamante dei Paesi del quarto mondo. A questo punto una riflessione della classe politica a tutti i livelli è doverosa. Che senso ha continuare a tenere in vita questi autentici carrozzoni e dover poi registrare vergognosamente le difficoltà delle forze di polizia che non hanno risorse sufficienti nemmeno per il carburante o addirittura per la semplice carta e non essere quindi nella condizione di poter svolgere il proprio dovere quotidiano? O, cosa ancora più grave per i Piccoli Comuni, l'assenza di una guardia medica, di un pronto soccorso o di una misera ambulanza attrezzata.
   Ad un Consiglio Comunitario (Comunità Montane) inutile e dannoso (una giunta comunitaria composta da dieci assessori costa diecimila euro al mese) è preferibile la presenza del medico pediatra; ad un Consiglio di Amministrazione del nulla è preferibile avere l'Assistenza domiciliare agli anziani. Sono queste le ragioni che portano il Coordinamento nazionale dei piccoli Comuni italiani ad avviare sull'intero territorio nazionale una campagna di sensibilizzazione presso la pubblica opinione per mettere fine all'ingiusto spreco di risorse pubbliche. Una campagna che vuole tra l'altro costringere le Regioni ad operare un forte ridimensionamento del numero dei Consiglieri Regionali, delle auto blu, dei collaboratori familiari e soprattutto un taglio netto degli stipendi d'oro, percepiti dalla pubblica opinione come una grande offesa alla povertà ed ai meno abbienti, altro che i miseri tagli del dieci per cento attuati da qualche Consiglio Regionale. Una potente azione di ritrovata etica della politica che deve incontrare anche la disponibilità reale del Parlamento italiano ad un ridimensionamento concreto nei numeri e nel costo di gestione dell'attività parlamentare. Tutto questo lo dobbiamo alle nuove generazioni che rischiano inconsapevolmente di trovarsi in un mare di debiti e soprattutto di non avere nessuna possibilità di futuro. Perché questa è la drammatica e reale situazione in cui si trova l'Italia nonostante la politica italiana tenti disperatamente di occultare il tutto come spesso siamo costretti a subire guardando alcune trasmissioni televisive come Porta a Porta o Matrix. Diventa quindi strategico e determinante il ruolo del servizio pubblico, della RAI, che incontra le legittime attese della gente ed avvia una chiara azione di comunicazione corretta e seria su temi di così grande evidenza popolare.
Rocchetta Sant'Antonio, 21 novembre 2005

Virgilio Caivano
Portavoce Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni

 
Le istituzioni inutili sono a chiudere subito

Inviato: Sun, 20 Nov 2005 13:37:00 +0100

Giusta, coerente, intelligente e realmente futuristica la riflessione propositiva avanzata dai Piccoli Comuni Italiani che nel Coordinamento trova la forza per garantire un futuro ai nostri figli ed evitare ad essi che un domani, per coercizione istituzionale o per difetto legislativo si troveranno a pagare debiti contratti dalla negligenza dei rappresentati istituzionali senza scrupoli dei loro padri.
A tal proposito il Coordinamento propone una seria riflessione politica sulla necessità di arrivare in tempi brevi alla chiusura di Enti inutili come le Province, le Comunità Montane, i Consorzi di ogni ordine e grado (bonifica, rurali, ecc.), ormai inutili carrozzoni che tendono a far allargare a dismisura la spesa pubblica arrecando un danno enorme ai cittadini del domani che si ritroveranno con un debito pubblico procapite spaventoso. Sosteniamo inoltre la necessità di taglio reale del numero dei Consiglieri Regionali e dei Parlamentari per arrivare ad una rappresentanza qualificata e soprattutto realmente in grado di risolvere le grandi questioni che attengono alla vita delle persone. L'impegno del Coordinamento è per la costruzione di una democrazia che ha nei Comuni, nelle autonomie locali, nelle Regioni, nel Parlamento e nel Governo i punti cardine efficaci ed efficienti. La riforma denominata devolution, conseguenza automatica della devastante riforma del Titolo V della Costituzione rende parimerito ai due poli nell'aver scardinato la Carta Costituzionale, autentico simbolo del nostro Paese. Ancora una volta la sinistra italiana sta dando prova di un utilizzo delle istituzioni, molto di parte come dimostra l'innalzamento verso l'alto della spesa pubblica. Non è un caso l'enorme crescita della spesa pubblica nelle Regioni, soprattutto in quelle meridionali dove ogni Governatore si ritiene in dovere di fare tutto ed il contrario di tutto, assumendo con arroganza compiti e ruoli che attengono ad altre istituzioni di livello superiore. Occorre quindi un dibattito serio in grado di realizzare riforme coerenti e soprattutto tese ad eliminare sprechi inutili a vantaggio dei servizi costituzionalmente garantiti che proprio i Comuni, il primo livello dello Stato ed il vero punto di contatto con i cittadini, con queste riforme sarebbero in grado di offrire senza problemi. In sostanza lanciamo una campagna di sensibilizzazione per uno Stato più leggero che si basa soprattutto sulle Autonomie locali la vera identità, la storia e la radice del Paese. Il Coordinamento nazionale dei piccoli comuni italiani sosterrà in pieno ogni iniziativa tesa a realizzare una legge di iniziativa popolare che si prefigge lo scopo di snellire le istituzioni e chiudere quei carrozzoni vuoti utili solo a creare poltrone e far sopravvivere un sistema parassitario che si alimenta nella spesa pubblica a danno dello sviluppo e del futuro dei giovani.

Marco Feltri, Newsitalia

 

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