Gil Botulino |
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The German
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responsabile: Pasquale Andreacchio - e-mail: info@gilbotulino.it - web: http://www.gilbotulino.it/ |
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sabato 3 Dicembre 2005 |
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I Cantanti di S. Caterina hanno cantato
Questa sera, a differenza di Sabato scorso, non
ha piovuto fino alla fine dello spettacolo che gli "Amici del
Varietà" e Angelo Mauro hanno potuto portare a termine in piazza
Castello davanti ad un numeroso pubblico che si è divertito,
anche se non lo dava a vedere. Buono lo spettacolo con brave
ballerine sufficientemente discinte e sculettanti. Angelo Mauro
canta canzoni napoletane. Il pubblico badolatese, tranne una
ventina di ragazzine, come al solito partecipa poco e non
accoglie le esortazioni a battere le mani, nemmeno se a
chiederlo è una ammicante ballerina. «A Badolato, 'on tira
cchjù mancu 'u pilu» è lo scorato commento di un anziano
gaudente festaiolo. (gilbotulino.it 3-12-2005) |
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Riviera degli Angeli, un nome più adatto per
la nostra Comunità montana
Ridefinire l'intestazione da Comunità montana del Versante
Jonico a Comunità montana "Riviera degli Angeli". È la proposta
lanciata da Mimmo Lanciano con una lettera aperta indirizzata al
presidente della Comunità montana con sede a Isca e ai sindaci
dei comuni di tale Comunità. (gilbotulino.it 3-12-2005) |
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Badolato. "Aprile per la sinistra" chiede un
incontro con i segretari della Quercia in vista delle elezioni Segnali di pace verso i Ds «Vogliamo unire tutte le anime del centrosinistra per battere la destra» A Badolato, in vista delle
festività natalizie, partiti e movimenti escono dal guscio, e
ravvivano il clima politico - amministrativo. Nei giorni scorsi,
il nuovo movimento politico "Badolato Sviluppo", composto dagli
ex assessori, Giuseppe Leuzzi, Raffaele Lanciano, e Giuseppe
Carnara, hanno ufficializzato l'uscita dalla maggioranza
"Arcobaleno", guidata dal sindaco Andrea Menniti, e con
un'intervista rilasciata alla nostra testata giornalistica,
hanno annunciato che in Consiglio comunale siederanno sui banchi
dell'opposizione.
(gilbotulino.it 3-12-2005) |
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Vertenza Schillacium. Una delle proposte emerse
durante la conferenza dei sindaci Commissione per la verifica di cassa Il sindaco di Squillace, Rhodio, chiede le dimissioni dei vertici della società «Andrò ha affermato Guido Rhodio sindaco di Squillace - all'assemblea dei soci solo quando il consiglio d'amministrazione è dimissionario». Con queste parole è terminata la conferenza dei servizi convocata dal sindaco Raffaele Mancini per discutere e cercare di risolvere il problema della Schillacium e dei lavoratori. Un problema che non è di facile soluzione come qualcuno pensava, perché prima di garantire un impegno per un finanziamento da un milione e mezzo di euro è necessario avere una conoscenza della reale situazione economica della società. I sindaci, soprattutto, vogliono assicurazioni che garantiscano il rilancio della società e che la Regione Calabria dimostri concreto interesse collaborando alla soluzione del problema in modo fattivo. Infatti, secondo i sindaci l'encomiabile interesse dell'assessore regionale Diego Tommasi non è andato al di là di un'azione efficace di coordinamento tra le parti della società: pubblica-privata e lavoratrice. Il sindaco Rhodio nell'informare di aver avviato l'iter per la rescissione del contratto con la società ha dichiarato che prima di prendere una decisione dovrà sentire il parere del consiglio comunale organo deputato a determinare certe scelte. Si è chiesto da più parti (vedi Gabriele Raimondo rappresentate di Torre Ruggiero) che tecnici esperti diano il loro parere per avere un quadro completo della situazione finanziaria. «Devono essere gli esperti ha confermato Cosimo Femia sindaco di Davoli a spiegare cosa bisogna fare per rilanciare la società e garantire il posto di lavoro agli operatori ecologici». Si è proposto di nominare una commissione di tre tecnici «che entrino nelle casse della Schillacium e ci facciano sapere come bisogna comportarsi». Rosanna Squillacioti sindaco di Montauro ha proposto di attendere una risposta che dovrà dare l'assessore regionale all'Ambiente, Diego Tommasi dopo di che «dobbiamo confrontarci tra di noi. Quindi riportare il Consiglio comunale quanto decideremo. Dopo di che la pubblica assise dovrà stabilire cosa fare». Subito dopo è intervenuto ancora Rhodio per ribadire ancora una volta «non sappiamo discutere a questo tavolo. Fatemi proposte che porterò in consiglio d'amministrazione della società non sarà data alcuna fideiussione. Inoltre, aspettiamo la decisione dell'assessorato regionale e poi ci muoveremo». Quindi la riunione si è sciolta. Alcuni sindaci si sono lamentati affermando di aver portato anche il responsabile dell'ufficio amministrativo del proprio comune convinti che si sarebbe fatto qualcosa di concreto. Così con grande disappunto dei rappresentanti dei sindacati dei lavoratori la riunione è stata aggiornata in attesa di ulteriori sviluppi di una situazione che di giorno in giorno diventa più presente.
(gilbotulino.it 3-12-2005) |
| Soverato Alla Conferenza dei sindaci è
scontro aperto con i sindacati Schillacium, fumata nera Il primo cittadino Raffaele Mancini messo sott'accusa SOVERATO - Si inaspriscono le polemiche e si riaccendono i riflettori sulla vertenza "Schillacium". All'indomani del pagamento di una mensilità arretrata ai centoquaranta operai della società mista che garantisce il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani in trenta comuni del Basso Ionio soveratese, torna la tensione. La conferenza dei sindaci, tenutasi ieri, nella Sala consiliare del comune di Soverato, ne è la dimostrazione. Si sarebbe dovuto discutere della salvezza della società, assumendo decisioni importanti per il futuro dei lavoratori, invece è stato duro scontro, tra alcuni sindaci e le organizzazioni sindacali, presenti con Domenico Zannino (Cisl) e Alfredo Iorno (Cgil). Tra i protagonisti degli alterchi, il vicesindaco di Chiaravalle Centrale, Giuseppe Maida; i sindaci di Gasperina, Domenico Lomanni e di Squillace, Guido Rhodio, che hanno dapprima contestato al primo cittadino di Soverato, Raffaele Mancini la formalità della convocazione, e successivamente hanno dimostrato perplessità per la redazione dell'atto deliberativo da consegnare al Commissario per l'emergenza ambientale, Domenico Bagnato. Attraverso la sottoscrizione i sindaci hanno riconosciuto il debito nei confronti del Commissario per la raccolta differenziata. A sua volta Bagnato, una volta in possesso del documento, avrebbe anticipato, entro il sette dicembre, circa duecentocinquantamila euro, che sarebbero serviti al pagamento di due mensilità. A quanto pare, però, questa volontà non c'è stata. A rimarcarlo è stato il sindacalista della Cisl, Domenico Zannino: «Non è possibile che i sindaci, si interroghino ancora sulla possibilità di far vivere la "Schillacium", dopo tutte le proteste messe in campo dai lavoratori, e soprattutto, dopo aver preso un impegno ufficiale, durante una delle tante riunioni, svoltasi il 15 novembre scorso, dinanzi all'assessore regionale all'Ambiente Diego Tommasi ed al Commissario Bagnato. Stavolta non la farete franca! Non mi sembra questo il modo di salvaguardare e tutelare i diritti dei lavoratori. È necessaria una presa di posizione netta che vada nella direzione di un rilancio societario, non verso lo sfascio totale». Da qui, l'out-out di Zannino: «Se gli operai non percepiranno materialmente le due mensilità, entro il 7 dicembre, come stabilito in precedenza, dal giorno dopo si scatenerà nuovamente l'inferno. Quello che saranno disposti a scatenare i lavoratori è facilmente ipotizzabile, e non so fino a che punto tutto ciò convenga. Da parte nostra, sosterremo in ogni modo, come abbiamo sempre fatto, le maestranze, affinché, vedano tutelato un loro sacrosanto diritto, quello del regolare pagamento delle spettanze, ancora di più, in questo momento particolare, visto che il Natale è alle porte». Degna di nota, la partecipazione di Giulio Muraca, esperto di Diritto societario, il quale si è soffermato sui problemi di carattere tecnico e contabile della società e sugli eventuali rimedi da adottare per sanare l'intero contesto. Secondo Muraca, bisogna rivedere il Consiglio d'amministrazione e anche la parte privata deve accettare l'aumento di capitale sociale. Il dato più eclatante che è scaturito dall'analisi dell'esperto è quello relativo alle risultanze del bilancio aziendale dell'anno 2004: circa ottocentomila euro di attivo. Raffaele Mancini, anch'esso bersagliato da più parti, ha preferito non commentare l'ennesima fumata nera, ma si è lasciato andare a delle considerazioni: «Siamo di fronte ad un problema di diritto societario, che va risolto da un esperto, da una commissione tecnica, non dai sindaci. Quello di ieri doveva essere semplicemente un incontro per esplorare la situazione e per monitorare, con l'ausilio dell'esperto, le condizioni della "Schillacium"».
(gilbotulino.it 3-12-2005) |
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Depurazione, annullate le decisioni del tdl di
catanzaro Le perquisizioni da Chiaravalloti e Papello la Cassazione ha dato ragione all'accusa Segna un punto a suo favore il pubblico ministero Luigi De Magistris, titolare dell'inchiesta "Poseidone" che punta a fare luce su presunti illeciti nella gestione dei finanziamenti per la depurazione delle acque. Ieri la Cassazione ha accolto l'appello del magistrato e annullato i provvedimenti del Tribunale della Libertà di Catanzaro che revocavano il sequestro di documenti disposto lo scorso 16 maggio dalla Procura nell'abitazione dell'ex presidente della giunta regionale Giuseppe Chiaravalloti, e nei confronti di Giovanbattista Papello, ex responsabile unico del procedimento dell'Ufficio del commissario straordinario per l'emergenza ambientale in Calabria. La "visita" a casa dell'ex governatore era stata compiuta dai carabinieri del Rono e del Nucleo operativo ecologico di Catanzaro. La Suprema Corte (relatore Davigo, Nardi presidente) all'esito delle due distinte udienze tenute ieri mattina (Chiaravalloti era difeso dagli avvocati Armando Veneto ed Enzo Musco, Papello dall'avv. Alfonso Larussa) ha rinviato i provvedimenti annullati al Tribunale della Libertà che dovrà riesaminare le sue decisioni alla luce dei criteri direttivi e dei principi che saranno contenuti nelle motivazioni della Cassazione. Per le quali bisognerà aspettare un po' di tempo. Il Pm vince dunque un round importante, sia pure tutto in punta di diritto, in una vicenda che nei giorni scorsi si è allargata notevolmente e ha provocato le dimissioni dello stesso Papello e di Giuseppe Scordo responsabile per l'area di Reggio nell'Ufficio del commissario per l'emergenza ambientale. L'inchiesta che vedeva inizialmente dodici indagati, annovera adesso altri avvisi di garanzia e perquisizioni nei confronti di ulteriori 69 soggetti tra persone e società anche di primo piano sparse in tutt'Italia. Papello, Chiaravalloti, l'ex assessore regionale Domenico Basile e altre nove persone (Bruno Barbera, Giuseppe Mazzitello, Claudio Decembrini, Giuseppe Scordo, Emanuela Democrito, Pasquale Torquato, Francesco Manduca, Vincenzo Restuccia, Santo Lico) sono indagate per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata in danno dello Stato. Nei confronti di Chiaravalloti, Basile e Papello sono ipotizzati anche i reati di abuso d'ufficio, danneggiamento e disastro ambientale. Nuove perquisizioni sono state eseguite nei giorni scorsi nei confronti dell'ex caposegreteria di Chiaravalloti, Giovanna Raffaelli, di suo marito Annunziato Scordo riconducibile a diverse società di vario tipo, della moglie di Papello, Maria Assunta Lanzetta, dell'ex funzionario del ministero degli Esteri, Fabio Schettini, dell'impiegato doganale Giuseppe Mercuri e dei suoi figli Cesare e Roberto. Tutti indagati per associazione a delinquere, corruzione e riciclaggio. Il Tribunale del Riesame aveva revocato il provvedimento di sequestro e ordinato la restituzione dei documenti all'ex presidente Chiaravalloti considerato che il Pm con il decreto di perquisizione finalizzato alla ricerca di "documentazione varia" si era «limitato a disporre il sequestro contestuale "di quanto rinvenuto e pertinente alle indagini"». Ciò secondo il TdL rappresentava «solo una generica indicazione del vincolo di pertinenzialità tra la documentazione da ricercare e le fattispecie ipotizzate e che tale giudizio non è suscettibile di modifica neanche alla luce dell'esame dei documenti rinvenuti, come confermato dal fatto che il medesimo Pm ha provveduto alla restituzione di alcuni documenti sequestrati».
(gilbotulino.it 3-12-2005) |
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