Gil Botulino

The German Observer
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domenica 11 Dicembre 2005

Giornata positiva per lo sport badolatese

Sono stati vinti tutti gli incontri in calendario per oggi dalle varie squadre badolatesi.
    Gli esordienti dell'Us Badolato hanno vinto per 1 a 0 a Soverato e, mal che vada, sono primi in classifica insieme al Guardavalle.
    La prima squadra dell'Us Badolato vince ad Amaroni per 3 a 1 e rimane seconda in classifica dietro il Cortale.
    Il Cs Meta due vince a Caulonia per 27 a 22. e rimane seconda in classifica dietro il Lamezia.

(gilbotulino.it 11-12-2005)

 
Viva la nostra Calabria

Oggetto: congratualzioni
Inviato: Sun, 11 Dec 2005 12:33:31 +0100


Egr. Gilbotulino, sono un calabrese come Te, purtroppo da molti anni emigrato al nord. Ho scoperto x caso il sito, dato che una carissima amica di famiglia è di Badolato - il paese + bello della Calabria dice la mia amica.
   Ti seguo spesso, dato che mi sono iscritto alla mailing list, e riferisco sempre a questa amica di famiglia gli avvenimenti del suo paese + bello ( secondo lei) della Calabria. Ma devo dirti che il Mio paese, sperduto sui monti vicino alla Sila (Sellia Superiore) è + bello del paese della mia amica.
   Comunque, congratulazioni, e viva la NOSTRA Calabria.

Francesco

P.S. La Calabrisella (canzone) mettila tutta intera nel web, così la posso scaricare e cantarla

(gilbotulino.it 11-12-2005)

 
Il Gatto a furia di fingersi cieco s'era accecato davvero

Non avevano ancora fatti cento passi, che videro seduti sul ciglione della strada due brutti ceffi, i quali stavano lì in atto di chiedere l'elemosina.
Erano il Gatto e la Volpe: ma non si riconoscevano più da quelli d'una volta. Figuratevi che il Gatto, a furia di fingersi cieco, aveva finito coll'accecare davvero: e la Volpe invecchiata, intignata e tutta perduta da una parte, non aveva più nemmeno la coda. Così è. Quella trista ladracchiola, caduta nella più squallida miseria, si trovò costretta un bel giorno a vendere perfino la sua bellissima coda a un merciaio ambulante, che la comprò per farsene uno scacciamosche.
- O Pinocchio, - gridò la Volpe con voce di piagnisteo, - fai un po' di carità a questi due poveri infermi.
- Infermi! - ripetè il Gatto.
- Addio, mascherine! - rispose il burattino. - Mi avete ingannato una volta, e ora non mi ripigliate più.
- Credilo, Pinocchio, che oggi siamo poveri e disgraziati davvero!
- Davvero! - ripetè il Gatto.
- Se siete poveri, ve lo meritate. Ricordatevi del proverbio che dice: "I quattrini rubati non fanno mai frutto". Addio, mascherine!
- Abbi compassione di noi!...
- Di noi!...
- Addio, mascherine! Ricordatevi del proverbio che dice: "La farina del diavolo va tutta in crusca".
- Non ci abbandonare!...
- ...are! - ripetè il Gatto.
- Addio, mascherine! Ricordatevi del proverbio che dice: "Chi ruba il mantello al suo prossimo, per il solito muore senza camicia".
E così dicendo, Pinocchio e Geppetto seguitarono tranquillamente per la loro strada: finché, fatti altri cento passi, videro in fondo a una viottola in mezzo ai campi una bella capanna tutta di paglia, e col tetto coperto d'embrici e di mattoni.

Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio / Storia di un burattino, II Edizione, Rizzoli Editore. Milano, 1949
(gilbotulino.it 11-12-2005)

 
Luminarie e illuminazione ancora spente a Badolato marina

Per il terzo giorno consecutivo l'albero di Natale all'incrocio tra via Garibaldi e via Nazionale è spento, come anche le luminarie e i lampioni nei dintorni.

Forse perché non c'è l'assessore all'illuminazione?

(gilbotulino.it 11-12-2005)

Nella foto, l'albero di Natale (il famoso cedro del Libano), lampioni e luminarie limitrofi, di giorno e di sera rigorosamente spenti

 

Gli esperti: tarantella e dialetto fanno sì che siano ascoltati anche «senza impegno»
La globalizzazione delle cattive idee di F. Viscone
«Canti popolari in cui l'infame è lo sbirro»


«I canti di malavita sono molto diffusi in Calabria», afferma la ricercatrice-giornalista Francesca Viscone che collabora con la sociologa dell'Unical, Renate Siebert. «E sono liberamente commercializzati come economiche cassette da bancarella, ultimamente anche come cd, sempre in versione economica. La maggior parte viene diffusa attraverso canali legali, nelle bancarelle dei mercati, come dimostra la presenza del bollino Siae. Raccontano la storia leggendaria, i riti e i valori dell'Onorata Società, ma anche la vita di "uomini d'onore" - eroi coraggiosi che non hanno paura della Legge - perseguitati dagli sbirri, dagli infami. Ci sono canti di carcerati, canti di donne che piangono i mariti uccisi e i figli orfani, ma anche tarantelle particolarmente brillanti e allegre. Vi si celebra l'onore, il battesimo di un nuovo affiliato o del locale dove si svolgono le riunioni della 'ndrina, l'omertà, l'eroismo di chi, a costo di finire in carcere da innocente, non parla, non tradisce. E, soprattutto, molti canti sono pieni di minacce, ingiurie, offese, avvertimenti contro gli "infami", i pentiti e i collaboratori di giustizia».
Francesca Viscone ha analizzato nel saggio La globalizzazione delle cattive idee. Mafia, musica, mass media (in uscita a novembre per la Rubbettino editore) un particolare fenomemo verificatosi qualche anno fa in Germania, dove l'uscita di due cd de Il canto di malavita ha suscitato l'attenzione dei mass media di tutto il mondo. Viscone sostiene che, generalmente, «nei canti di 'ndrangheta tutto si trasforma paradossalmente nel contrario di tutto. I criminali sono presentati come vittime o come eroi; gli uomini di legge come criminali; pentiti e collaboratori di giustizia sono spie, carogne o infami. Il mondo si divide in un "dentro" e un "fuori". Chi è dentro l'organizzazione e ne fa parte è "uomo". Chi sta fuori non è nulla, non conta niente, la sua vita non vale niente. I canti non sono insignificanti, tutt'altro. Essi sono lo specchio di un modo di vivere e di interpretare la realtà, sono espressione di una vera e propria subcultura mafiosa. Tuttavia non bisogna credere che tutti coloro che li ascoltano siano mafiosi, poiché il fatto stesso che le musiche siano chiaramente legate a canoni popolari come le tarantelle, e che le parole siano in un dialetto spesso percepito come paradossale e grottesco, può spingere ad ascoltarli e cantarli senza riflettere molto, come se fossero una specie di gioco trasgressivo e provocatorio».
Ma questi canti che sentimenti esprimono? «Spesso sentimenti negativi: malinconia, lutto, odio, disprezzo, desiderio di vendetta. A volte con drammaticità, a volte con esagerata retorica. I più diffusi sono i canti di carcerato. Molto forte è la rappresentazione drammatica delle "persecuzioni" subite dall'uomo d'onore, da parte degli sbirri o degli infami. Il suo è un dolore vissuto come ingiustizia, come tradimento e lutto. In questo caso i toni possono diventare tristemente lamentosi, con forti accenti di commiserazione o autocommiserazione. La pietà è tuttavia a senso unico, orribilmente egocentrica. Il malavitoso si autocommisera e piange solo su se stesso. Nei canti non c'è mai una parola di pietà o di comprensione per le vittime o i figli delle vittime non mafiose. La vita di un uomo d'onore viene rappresentata in modo molto stereotipato. È un eroe, ma un eroe non libero di vivere come vuole: egli appartiene all'Onorata. La concatenazione "naturale" degli eventi della sua vita comprende sempre l'obbligo di dimostrare il proprio coraggio attraverso il crimine. Quasi sempre il suo "curriculum" comprende il battesimo, il crimine, l'omertà, il tradimento, il carcere, la vendetta, la morte. Come se questa fosse la sequenza abituale dell'esistenza umana».

Paola Surace, Avvenire online
(gilbotulino.it 11-12-2005)

 
Otello Profazio non ha recitato

Il programmato recital di Otello Profazio a Badolato superiore non ha avuto luogo. Causa maltempo, Otello Profazio non ha potuto raggiungere Badolato.

(gilbotulino.it 11-12-2005)

 

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