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Dicembre 2005 |
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lunedì 12
Dicembre 2005 |
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Al Solesi il palco è pronto, si attende
l'eccezionale flusso turistico

Tutto in ritardo quest'anno. La proverbiale
inerzia dell'Arcobaleno sta contagiando tutti, anche il Solesi,
che di solito è il primo in tutticosi.
Oggi, con uno scatto d'orgoglio, Pietro ha messo su il tradizionale
palco natalizio. È ancora vuoto. Forse comincerà a disporre la
mercanzia domani. Può farlo soltanto con la riserva di spumante e
champagne perché dei dolci natalizi non si vede l'ombra. La
distribuzione di panettoni e pandoro è in forte ritardo.
Benché oggi si sia acceso (miracolo) anche il Cedro di Natale,
risulta in ritardo anche l'eccezionale flusso turistico, che normalmente si
verifica durante le feste natalizie, che rende
facoltativa la chiusura infrasettimanale dei negozi.
Il Solesi dice che, anche se quest'anno non dovesse esserci
l'eccezionale flusso turistico -che non si è verificato nemmeno
l'anno scorso- o se il sindaco dovesse dimenticare di dare
l'ordine all'ufficio commercio, non osserverà in ogni caso la
chiusura infrasettimanale, a cominciare da questo mercoledì.
Dunque le feste natalizie sono iniziate: chi c'è, c'è!
(gilbotulino.it 12-12-2005)
Nella foto il tradizionale palco natalizio al bar
Solesi |
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Solidarietà con Padre Cosmas
In questo spazio c'era la petizione pro Kosmas
che è stata rimossa dal sito su richiesta dell'associazione
italo-greca "San Giovanni Theristis". Vedi le News di
martedì 13 dicembre 2005 |
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| Il monastero di
San Giovanni Therestis

Il monastero di San Giovanni Therestìs, si
trova tra le alture intorno l'abitato del Comune di Bivongi. Tra
il silenzio della località si erge l'area monastica tra le
fiumare Stilaro e Assi.
Dedicata a S. Giovanni Theresìs (Mietitore), la basilica risale
alla fine dell'XI sec. Il monastero rientra tra gli insediamenti
ascetici posti sulle pendici del Consolino e delle colline
circostanti, abitati da monaci dalla cultura, dalla spiritualità
e dall' asceticismo così elevati, da far definire questa zona la
"Terrasanta del Basilianesimo in Calabria".
Dal 1994, nel monastero detto Katholìkon, vivono stabilmente, in
preghiera, studio e lavoro, monaci greco-ortodossi provenienti
da Monte Athos, in Grecia. Sono tornati in questo luogo rimasto
a lungo abbandonato, spinti dalla fede e dalle memorie storiche,
per elevare le loro preghiere all'Onnipotente, così come tanti
loro confratelli più di mille anni fa. E' l'unico monastero in
Italia fondato da monaci aghioriti, ovvero del Monte santo, l'Athos.
(gilbotulino.it 12-12-2005) |
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La montagna sacra
Dal Monte Athos alla Calabria. Storia di un ritorno, e di una
eredità millenaria. Greco ortodossa
Ritorna il passato, con la barba lunga, la tonaca, il velo e i
capelli neri raccolti a chignon. Arriva dalle rotte d'Ulisse e
ha il volto sereno di un monaco della Repubblica di Monte Athos
che, nell'ascetica vallata bizantina dello Stilàro, nella
Locride, incuneata tra le province di Catanzaro e Vibo Valentia,
ha riportato - dice - la preghiera dei suoi confratelli di mille
anni fa. Ah, come vorrebbe padre Cosmas starsene quassù tra i
silenzi, solo, a meditare, contemplare, leggere e scrivere di
cose sacre, essere un puntino nero tra il verde splendente degli
alberi e delle montagne. "Sì, sono un monaco innamorato della
vita che conduce. La spiritualità è una bellezza che non si può
capire senza viverla", spiega. E lui la vive su questo monte
calabrese come l'ha vissuta in uno dei venti cenobi della
Repubblica monastica di Monte Athos. "Qui tutto ricorda la
montagna sacra", afferma, e guarda lo Jonio blu e le coste
greche immaginate dietro l'orizzonte, il paesaggio aspro, il
monte Consolino di rimpetto, la valle dove un tempo c'erano
oltre trenta luoghi ascetici di cui restano ancora tracce
monumentali. Come la Cattolica di Stilo, il paese che si vede in
lontananza; la maestosa grancia che sorge a due passi - il
Katolicon - che è stato consegnato dal sindaco di Bivongi,
Felice Valenti, a padre Cosmas. Con lui sono ritornati i
riti greco-ortodossi e, soprattutto, tiene a sottolineare il
monaco, è ritornato l'ascetismo. Certo, quassù non ci sono le
celebrazioni grandiose del monte Athos. Non ci sono neppure gli
spazi. "Qui si dice messa a cielo aperto", scherza il professor
Ernesto Franco, il quale ha sollecitato e reso possibile la
"restituzione" ai monaci greci della Basilichetta di San
Giovanni Therestìs, con l'accento sulla i come pronunciano a
Bivongi, il paesino di duemila anime, giù a valle, che ha ben
accolto la minuscola comunità religiosa. Del monastero di mille
anni fa, della chiesa bizantina in grandezza normanna, restano
poche, superbe mura e qualche affresco. Ma la ricostruzione,
seppur lenta, è iniziata. La Regione Calabria, che finora è
stata a guardare, dovrebbe spendere 500 milioni. I monaci (oltre
a padre Cosmas, monaco-monaco, c'è padre Nilo, ieromonaco,
monaco-prete, cioè, e un terzo confratello che va e viene dalla
Grecia) hanno riadattato e fatto rivivere un'ala, ricavando tre
cellette anguste e disadorne, un piccolo luogo di ricevimento,
un terrazzino-soggiorno e una cappella dove, anche durante la
notte, tra candele e nuvole d'incenso si raccolgono in preghiera
davanti a un'icona della Madonna del Monastero Dionissiu, uno
dei venti dell'Athos, che padre Cosmas si è portato appresso.
"Sentivamo il bisogno del ritorno, abbiamo ristabilito un
dialogo tra presente e passato, un dialogo sepolto all'inizio
del Millennio", dice il padre. Ed eccolo qui, il monaco,
annunciare l'alba battendo il talanton, una trave appesa a una
fune, invitando, come sull'Athos, alla preghiera. Eccolo, con lo
sciotki tra le dita (è una specie di rosario fatto dai monaci
stessi), salutare i contadini, parlare con la gente che arriva
da tutto il mondo fino al Monastero (nel monachesimo orientale è
la gente che va dal monaco), più numerosa d'agosto e le
domeniche, a Natale e a Pasqua, il 24 febbraio festa di San
Giovanni Therestìs, il mietitore, quando padre Nilo celebra la
messa e amministra i sacramenti. Tra queste mura e sotto questo
cielo ora ingrigito d'autunno, più di un anno fa padre Silvano
Papanicolaou, parroco di una chiesa vicino all'Acropoli di
Atene, giunto in pellegrinaggio in Calabria, ha unito in
matrimonio Leandro Mallamaci, calabrese di San Lucido, e la
greca Zacaroula Asimoudis, e subito dopo ha battezzato per
immersione il loro bambino, Leandro Luigi, di soli tredici mesi.
"Celebrazioni suggestive", ricorda il professor Franco, a cui è
affidata la memoria storica del paese. Ma come e quando i monaci
greco-ortodossi sono ritornati? "La mia casa", ricorda Franco,
"è stata il loro primo monastero. Sono arrivati quasi 4 anni fa,
cercavano una sistemazione qui attorno. Ho detto a padre Cosmas:
perché non vi prendete il vecchio monastero di San Giovanni? Lui
mi rispose: e chi ce lo dà? Il Comune glielo ha dato. E una sera
che eravamo quassù hanno detto di volerci rimanere. Non c'era un
tetto, non avevano un letto. In paese è scattata la solidarietà.
È arrivato lo stretto necessario. E da quel momento sono
rimasti". Il 24 febbraio del '95, poi, il monastero è stato
inaugurato dal metropolita d'Italia, Gennadis. Padre Cosmas e,
quando c'è, padre Nilo vivono così, anche adesso, in cellette
fredde, senza luce né acqua. Sono sempre di quaresima. Mangiano
quello che la natura dà. Padre Cosmas coltiva le lenticchie, da
Bivongi si fanno portare verdura, pomodori, frutta. "Ho vissuto
peggio", sostiene il monaco, che è nato in un paesino dell'Epiro
e a 32 anni ha affrontato il severo "tirocinio" per diventare
monaco. La sua storia incrocia quella di padre Nilo. Ed è una
storia da raccontare. Andrea (questo il suo nome da laico) era a
Roma per completare gli studi di teologia. Conobbe Giorgio
Barone Adesi, casata importante, calabrese di Reggio, allora
assistente all'università di Roma, il quale più volte era stato
sul Monte Athos e aveva la casa piena di icone orientali. Andrea
maturò allora la decisione di diventare monaco col nome di
Cosmas. E dall'amico sentì parlare di quest'area ascetica in
Calabria. Giorgio, di famiglia cattolicissima, aveva studiato
all'Università pontificia. Più che dall'ascetismo teutonico (a
pochi chilometri da qui, a Serra, San Brunone di Colonia fondò
la sua certosa) o dalla lingua dei segni dei trappisti, era
attratto dal monachesimo orientale, dove, racconta, "l'ascesi è
strumento, non è fine". Si fece monaco. Adesso si chiama Nilo
Vatopedinos. Il nome l'ha scelto lui, il cognome gli è stato
imposto e ricorda il secondo monastero del monte sacro, da dove,
guarda caso, proveniva l'ultimo vescovo greco della Diocesi di
Gerace, ora di Locri-Gerace. La scelta ortodossa? "Sono tornato
alle radici della cultura calabrese", afferma, "sono un
calabrese che nella vallata dello Stilàro ha ritrovato il
santuario nascosto, godendo, in questo monastero legato da
sempre all'Athos, una tranquillità attiva dello spirito". E il
legame con la comunità monacale dell'Athos? Totale. "Per il
monaco importante è dov'è il suo cuore", dice. "Posso essere
ovunque, ma la testa è a monte Athos. Se il mio superiore
fischia io torno là". Padre Nilo, comunque, ha toccato con mano
la propria utopia riportando l'ascetismo greco-ortodosso nella
sua terra, in questo monastero dove hanno vissuto tre santi -
San Giovanni, Sant'Ambrogio e San Nicola - raffigurati in una
icona che ha trovato posto nella cappelletta delle funzioni
private. La zona è tornata a nuova vita. Arrivano ambasciatori,
numerosi pellegrini. Dalla Georgia, dalla Russia, dalla Grecia,
da Cipro, dagli altri paesi europei e dalle Americhe. Sono
comitive di religiosi e di studenti. Anche gruppi di cattolici,
guidati da sacerdoti cattolici. Don Carmelo viene da Messina e
dice: "Perché sono qui? La spiritualità è una, come la Chiesa".
Il clero locale ha accolto bene i monaci venuti dal sacro monte,
anche perché non fanno proselitismo. Il vescovo di Locri,
Giancarlo Maria Bregantini, ha incontrato qui il metropolita
ortodosso. Bivongi, un paesino lindo e ordinato, si riappropria
così del proprio passato, resta cattolico ma "chiude" con lo
scisma festeggiando pure la Pasqua ortodossa, spera anche in un
futuro roseo di turismo religioso per questa "Terrasanta
basiliana". Sul piatto dell'offerta ci sono bellezze naturali
singolari: il parco dello Stilàro, le cascate del Marmarico, il
centro storico che diventerà paese-albergo. Intanto le comitive
che visitano l'area monastica, un ristretto pianoro in faccia
alle ripide pareti del Consolino, sciamano tra icone e ruderi
millenari, dove un cartello avvisa: Rispettare il silenzio.
Padre Cosmas si è chiuso a pregare. Il suo pensiero sulla gente
di qui lo ha già espresso citando Dostoevskij: "Se un popolo non
ha orgoglio non ha futuro. La Calabria è una terra che emana
storia, è una terra che deve liberarsi del proprio fatalismo". I
monaci son qui a dare una mano. Come mille anni fa.(gilbotulino.it 12-12-2005)
Pantaleone Sergi, Repubblica, 11 novembre 1997 |
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Calcio seconda categoria. Il punto
Una giornata caratterizzata dal maltempo che ha
imperversato sul settore ionico della Calabria. Tre partite non
iniziate, per la pioggia. Per il momento sono quattro le gare da
recuperare. Una Davoli-Cortale è prevista per mercoledì 14
prossimo. Si è giocato a Cortale, dove la nebbia ha spesso messo
in forse la gara. La capolista, supera di misura il Bruzia
Soveria e mantiene a distanza chi insegue. Risponde bene il
Badolato alla capolista che espugna il campo dell'Amar valle. la
compagine di mister Baldari, una delle candidate alla vittoria
finale, realizza le tre reti con la doppietta di Rava e una di
Arrmocida. In settimana il comitato provinciale, deciderà sul
recupero delle gare non disputate.
Antonio Illiano, Il Quotidiano, lunedì 12 dicembre 2005
(gilbotulino.it 12-12-2005) |
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Pallamano serie B femminile, le pagelle C.S.
Meta Due Badolato 27
Aspak Caulonia
22
Parziali:
(14-7/27-22)
Marcatori: Per il Cs Meta Due, Spasari 6, Gallelli e Vasile M
5, Paparo 4, Papaleo e Pultrone 2, Cristiano, Lentini e Stefanelli 1. Per l'Aspak Caulonia,
Vallelonga I. e Vartolo 7, Circosta 5 , Pellicò 3.
Cs Meta due Badolato: Ferraina Fabiana, Gallelli Enza, Carnuccio Natascha,
Lentini Immacolata, Papaleo Vittoria Sara, Spasari Ilaria, Pultrone Maria Vittoria, Vasile Marica,
Stefanelli Grazia, Cristiano Roberta, Vasile Sabrina, Paparo Tullia, Liotta Anna
Maria. All. Paparo.
Aspak Caulonia: Ettore Silvia, vallelonga Ilaria, Vallelonga
Marcella, Vartolo Monica, Circosta Paola, Rullo Valentina,
Pellicò Maria. All. Paolillo.
Arbitro: Caglioti di Catanzaro.
A causa del maltempo, che ha imperversato sul settore ionico
della Calabria, il Cs meta 2 di Badolato, sprovvisto di un campo
coperto, ha giocato la sua terza partita di campionato, in casa
dell'Aspak, ospite della bella struttura comunale di Caulonia.
Le ragazze del coach Paparo non si sono lasciate intimorire dal
gioco aggressivo dell'imbattuta Aspak ed hanno affrontato con la
giusta determinazione una partita a tratti spigolosa. Sono stati
ben otto i rigori assegnati da Caglioti, di cui trasformati
soltanto tre, soprattutto per la bravura di ambedue le portiere.
Il parziale di 14 a 7 non lasciava dubbi sulle intenzioni del Cs
Meta 2, guidato in attacco da una scatenata Marica Vasile che ha
siglato cinque nitide reti nonostante la strettissima e
aggressiva marcatura.
Nel secondo tempo il vantaggio sull'Aspak, che ha giocato a ranghi
ridotti, si è incrementato fino al 23 a 12. A quel punto, messo
al sicuro il risultato, Paparo ha dato spazio alle "esordienti"
Cristiano, Pultrone, Carnuccio e Vasile Sabrina. L'Aspak ha
subito approfittato della maggiore esperienza e qualità tecnica
per accorciare le distanze. Il fischio finale dell'arbitro ha
fissato il risultato sul 27 a 22.
una prova che convince l'esigente preparatore del Cs Meta 2, che ha
parole di elogio per la prestazione delle atlete a fine partita.
«Sono state -dice Paparo- tutte brave. Le ragazze stanno
riacquistando la grinta e la determinazione che le ha sempre
contraddistinte. Dobbiamo soltanto migliorare in difesa, dove
manchiamo di aggressività».
Il Cs Meta due, con i tre punti conquistati, raggiunge l'Aspak e si
porta alle spalle della capolista Lamezia.
Le pagelle del C.S. Meta 2
Ferraina (portiere): Più sicura che nelle partite precedenti è riuscita a parare parecchi tiri
insidiosi e un rigore. (8+)
Papaleo (centrale): Nonostante la stretta marcatura è
riuscita brillantemente nel suo ruolo. Suoi molti degli assist
per il pivot. Molto sicura anche in difesa. (8+)
Vasile M (pivot): Si libera con facilità in azioni
d'attacco ma si conferma anche l'ottima attitudine all'azione
difensiva. (8+)
Gallelli (ala): Pochi errori. Più sicura in attacco,
segna anche quattro reti. (7½)
Spasari (terzino): Riesce sempre nelle azioni
individuali. Molto precisa nelle finalizzazione di alcuni
passaggi. Risulta ancora poco aggressiva in difesa ma disputa
nel complesso una buona gara. (8)
Stefanelli
(ala): Interpreta molto bene il proprio ruolo difendendo bene
bene, quando gioca in difesa, e non di meno quando deve
raddoppiare a doppio pivot. (8-)
Paparo (terzino): Al rientro dopo un paio d'anni di
inattività agonistica, sfodera la solita grinta. Ottima la
difesa ma ci sono ancora margini di miglioramento nelle
penetrazioni d'attacco. (7½)
Lentini (pivot): Poco concentrata specialmente in attacco
ma riesce a procurare, per il ruolo che copre, qualche rigore
per la squadra. (7-)
Pultrone (centrale): Indecisa nella fase di penetrazione
della difesa avversaria ma molto pratica in fase finale. (7-)
Cristiano (terzino): Riprende l'attività dopo quattro
anni di lontananza dai campi da gioco. Buono l'impegno e
l'interpretazione del ruolo. (7-)
Carnuccio: Al suo primo anno di attività mostra delle
buone doti che deve ancora imparare a mettere a frutto. (sv)
Vasile S: Gioca solo qualche minuto nella fase finale
della gara. (sv)
Liotta: Non ha giocato. (sv)
(gilbotulino.it 12-12-2005) |
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Cs Meta Due Badolato - Foto
Gori Campese |

Cs Meta Due Badolato
in piedi: Steffanelli, Bressi, Pultrone,
Spasari, Lentini, Papaleo, Ferraina, mister Paparo
accosciate: Stefanelli, Gallelli, Paparo, Vasile M, Vasile S,
Carnuccio |
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4a
giornata 11/12/2005
Lamezia T.-Cus Cosenza 30-8
C.S.
Meta Due Badolato - Aspak Caulonia 27-22
Città di Rende - Pandosia 8-6 |
Classifica
Lamezia T. 12
Caulonia 6
Meta Due Badolato 6
Città di rende 6
Girls Terranova 3
Pandosia 3
Cus Cosenza 0 |
5a
giornata 18/12/2005
Aspak Caulonia - Lamezia T.
Pandosia HC 2004 - C.S.
Meta Due Badolato
H Girls 89 Terranova - H.C.G.
Città di Rende
Riposa: Cus Cosenza |
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Soverato. Le promesse, anche quelle sottoscritte,
non sarebbero state mantenute
Schillacium, è ancora agitazione
Il prossimo incontro è stato fissato per il 21 dicembre
Le promesse anche quelle scritte e sottoscritte, ancora una
volta sono state disattese e i lavoratori della Schillacium,
venerdì scorso, hanno nuovamente proclamato lo stato di
agitazione. A comunicare la notizia è stato un rappresentante
della Cgil, Vaccaro, sul cui volto si leggeva l'amarezza e lo
sconforto misto tuttavia a molta determinazione. Quella stessa
determinazione che appartiene a chi è deciso a portare avanti la
sua battaglia, a far di tutto perchè si mantenga il posto di
lavoro regolarmente retribuito.
«Solo quando saranno pagati i due stipendi promessi si
riprenderà a lavorare - ha sottolineato Vaccaro - la decisione è
irrevocabile e non ci saranno più promesse o garanzie tali da
farci cambiare idea». «Per la verità - ha aggiunto il
sindacalista della Cgil - ho sempre insistito perchè venissero
pagati tutti gli stipendi arretrati, ma considerato che questo
non era possibile, abbiamo accettato che almeno due mensilità
venissero corrisposte, ma se neanche due stipendi arrivano,
allora vuol dire che questa volta nessuno e niente ci farà
cambiare idea. Solo quando saremo pagati torneremo a lavorare».
Intanto venerdì mattina nella sala consiliare del palazzo di
città alla presenza del sindaco Raffaele Mancini, si è tenuto
l'incontro tra l'amministratore delegato pro tempore della
società Costanzo e una rappresentanza dei lavoratori.
L'incontro, rigorosamente a porte chiuse è stato lungo e molto
animato. Da indiscrezioni pare che il sindaco di Soverato
Raffaele Mancini abbia spiegato l'evoluzione della situazione e
a che punto stanno i lavori. Parte dei ventisette Comuni soci
hanno già fatto pervenire l'impegno al pagamento al commissario
straordinario regionale per l'emergenza dei rifiuti, Domenico
Bagnato, e i comuni che ancora non l'hanno formalizzato si
stanno attivando per farlo. E così, tra non molto, l'impegno al
pagamento di circa 2 milioni e mezzo di euro dovrebbe essere
completato e il commissario Bagnato dovrebbe inviare alla
Schillacium i 236.000 euro sufficienti a pagare i due stipendi
arretrati. I lavoratori, nel corso dell'incontro sarebbero stati
invitati ancora una volta a capire la delicata situazione in
attesa che iil tutto si sblocchi rapidamente. Tuttavia al
termine dell'incontro hanno deciso di concedere ancora qualche
tempo in attesa di ulteriori sviluppi che non dovrebbero tardare
ad arrivare.
Probabilmente prima di Natale sulla situazione si potrà scrivere
la parola fine. Infatti la prossima riunione è stata fissata per
il 21 dicembre prossimo quando si dovrà eleggere un nuovo
Consiglio di amministrazione e si dovrà procedere ad una nuova
organizzazione dell'intero organigramma. Solo così i lavoratori
potrebbe concludere il loro stato di agitazione e riprendere a
lavorare.(gilbotulino.it 12-12-2005)
Antonio Illiano, Il Quotidiano, lunedì 12 dicembre 2005 |
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Calcio promozione B. È Pirrò l'autore del gol
Vittoria per il team di Gerace
Il Montepaone di misura su una buona Eufemiese
Montepaone 1
Eudfemiese 0
Marcatori:
16'2T Pirrò
Montepaone: Menniti, Ussia, Sinopoli (al 31'2t da Rosi),
Palumbo, Traversa, Voci, Fodero, Mercurio, Maida (al 47'2t da
Lattari F.), Pisano (al 42'2t da Mantello), Pirrò. A disp.:
Comitogianni, Lattari S., Grillone, Lorenzo. All. Gerace
Eufemiese: Meduri, Leonello, Alcavilla, Mandalari,
Quartullo, Surace, Cammarere (al 21'2t da Gattuso), Cutrupi,
Callipo, Alvaro Giuseppe (al 35'2t da Leonardis), Alvaro
Giovanni. A disp.: Parisio, Oliverio, Napoli, Nocida. All. De
Leo
Ammoniti: 23'1t Mercurio, 34'1t Voci, 27'2t Leonello,
34'2t Traversa, 44'2t Pirrò.
Arbitro: Valentina Garoffolo di Vibo Valentia.
Assistenti: De Gaetano e Labonia di Rossano.
In un campo ai limiti della praticabilità,
il Montepaone di Mister Gerace ha incassato ieri una bella
vittoria nello scontro con l'Eufemiese.
La squadra di casa, molto più forte sulla carta rispetto agli
ospiti, si è trovata ad affrontare un'avversario tutt'altro che
semplice.
Nel primo tempo, infatti, la compagine di Mister De Leo è
riuscita a chiudere molto bene in difesa e ad impedire che gli
attacchi impetuosi del Montepaone andassero a buon fine.
Nella seconda metà di gioco, invece, grazie anche a condizioni
climatiche migliori, il Montepaone è riuscito ad andare a segno
con una rete di pregevole fattura siglata da Pirrò.
La cronaca: Sin dai primi minuti di gioco il Montepaone
comincia ad attaccare la porta avversaria e a costruire azioni
pericolose di cui si rende regista, in diverse occasioni,
Fodero.
Tantissimi gli spunti interessanti per la squadra del patron
Stratoti che, però, non riesce a concretizzare. La prima
importante giocata arriva al 13', quando Pisano batte una
punizione che, con il vento a favore, mette a dura prova Meduri
che è costretto a deviare in calcio d'angolo.
Immediatamente dopo è Maida che, nell'area di rigore dell'Eufemiese,
manca il tiro di rovesciata; interviene, poi, Pirrò che prova,
ma il tentativo si spegne a fondo campo.
Siamo al 31' quando, ancora una volta su calcio di punizione
battuto da Pisano, Maida tenta lo stacco di testa, ma la palla
colpisce clamorosamente il palo di Meduri.
Si verifica, invece, al 35' l'unica occasione pericolosa messa a
punto dalla compagine di Mister De Leo. L'arbitro Garoffolo
assegna, infatti, alla squadra ospite un calcio di punizione al
limite dell'area di rigore e in posizione centrale; il tiro è di
Mandalari che, però, colpisce la traversa.
La prima frazione di gioco si conclude, dopo qualche altra
occasione per il Montepaone, con un pareggio.
Al rientro, il clima atmosferico e psicologico è tutto diverso.
Il Montepaone entra, infatti, deciso a vincere e lo fa capire
sin dall'inizio.
Già al 3' arriva, infatti, un'azione interessante: Fodero mette
al centro per Sinopoli che segna, ma il guardalinee segnala il
fuorigioco.
Nulla di fatto, dunque, ma la squadra di Mister Gerace ci
riprova e trova il gol al 16'. Fodero dalla fascia mette al
centro per Pirrò che, di testa, devìa la palla dove Meduri non
può arrivare e sigla la tanto attesa rete del vantaggio.
La compagine reggina, dal canto suo, dopo aver sfiorato
l'autogol al 30', si rende pericolosissima al 38', costringendo
Menniti a spazzare via con i pugni.
La partita si chiude, dopo 4 minuti di recupero, sul risultato
di 1-0.
Una vittoria importante, dunque, per la squadra di Mister Gerace
che sale a quota 26 punti assestandosi in piena zona play off.
(gilbotulino.it 12-12-2005)
Sara Dominijanni, Il Domani, lunedì 12 dicembre 2005
Nella foto, il Montepaone, in piedi da sinistra
Ettore Menniti |
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Si allarga l'inchiesta sui 700 impianti fantasma
che inquinavano invece di pulire. Mazzette fino al 7%, ingenti i
danni allo Stato
Depuratori tangenti affari, il business del mare sporco
Superteste rivela: una truffa da 200 milioni
IL MARE sporco della Calabria ha fatto arricchire
tanti. Quei depuratori che non funzionano mai hanno insudiciato
le coste, hanno portato pericolo alla salute pubblica, hanno
"procurato un ingiusto profitto alle ditte con un danno alla
Comunità europea, allo Stato e alla Regione per oltre 200
milioni di euro". Un disastro ambientale e una colossale rapina
su un giro di tangenti tra Catanzaro e Roma, per il quale sotto
indagine sono già una settantina di personaggi del sottobosco
politico calabrese. C'è anche qualche manager di Roma e di
Milano, c'è l'ex governatore Giuseppe Chiaravalloti, ci sono un
paio di intrallazzatori di mestiere. È uno scandalo che sta
sfiorando nomi eccellenti.
L'inchiesta sui depuratori fantasma segue tracce di soldi. Hanno
sequestrato mazzette alla frontiera di Chiasso, hanno recuperato
documenti con le coordinate bancarie del conto corrente
intestato ad Alleanza nazionale, hanno trovato carte su acquisti
di diamanti e di opere d'arte. E poi c'è una super testimone che
parla del "pizzo" sui rifiuti della Calabria: "Sono somme che
oscillano dal 3 al 7 per cento... e che venivano corrisposte a
intermediari che erano l'anello di collegamento tra le società e
alcuni uomini politici".
La vergogna di quel mare sozzo che ha costretto l'estate scorsa il
governatore Agazio Loiero a "chiedere scusa" ai turisti nasce
nell'"Ufficio del Commissario per l'emergenza ambientale", una
struttura ideata per far fronte all'inquinamento, un organismo
che - secondo le investigazioni della Procura di Catanzaro - si
è trasformata in una "centrale" di distribuzione di denaro e di
opere pubbliche da "realizzare in deroga alle norme nazionali e
comunitarie a tutela della concorrenza e della trasparenza".
Milioni di euro rubati e impianti mai collaudati, costi
gonfiati, progetti incompleti, consulenze fasulle. Così il mare
della Calabria è diventato una fogna.
Il primo a finire dentro l'indagine è stato proprio Chiaravalloti,
l'ex presidente della Regione di Forza Italia, ex procuratore
generale di Reggio Calabria e oggi vice presidente dell'Autorità
garante della privacy. Il secondo è stato il suo assessore
all'Ambiente Domenico Basile, un ex parlamentare di An. Il terzo
si chiama Giovanbattista Papello, responsabile unico
dell'Ufficio per l'emergenza ambientale e considerato uno degli
uomini di Maurizio Gasparri in Calabria. È proprio a casa sua
che hanno trovato, su alcuni fogli ben nascosti, il numero di
conto corrente intestato ad An. Un altro indagato è Fabio
Schettini.
La super testimone del pubblico ministero di Catanzaro Luigi De
Magistris ha svelato che Schettini "è referente del partito
di...". Il resto dell'interrogatorio della super teste è ancora
coperto dal segreto istruttorio. Fino a qualche mese fa Fabio
Schettini era segretario particolare dell'ex ministro Franco
Frattini, attuale commissario europeo. I reati contestati agli
indagati vanno dall'associazione a delinquere al riciclaggio,
dalla corruzione alla truffa aggravata.
L'imbroglio si è cominciato a scoprire due anni fa. Alla fine del
2003, il 24 novembre. Alla frontiera di Brogeda in provincia di
Como, i finanzieri hanno fermato Nicolino Volpe, un uomo
dell'entourage del sottosegretario dell'Udc Pino Galati. Era
insieme a Roberto Mercuri, l'amministratore delegato della
PianiImpianti spa, una delle società che ha fatto man bassa
nella spartizione dei depuratori in Calabria.
Qualche mese dopo Volpe viene fermato ancora alla frontiera,
questa volta di ritorno dalla Svizzera. È in compagnia di
Annunziato Scordo, il commercialista dell'ex governatore
Chiaravalloti e anche presidente della PianiImpianti spa. Un
gruppo di amici e una girandola di incarichi. È il 18 maggio del
2005 quando Giuseppe e Cesare Mercuri, padre e fratello di quel
Roberto già fermato due anni prima al valico di Brogeda
subiscono un altro controllo della Finanza. Sono sul treno
numero 220 diretto a Parigi. Dentro una sacca hanno 3 milioni e
354 mila euro: 6.708 banconote da 500. Il padre di quel Giuseppe
Mercuri amministratore delegato di PianiImpianti, fino a qualche
tempo prima era il capo dell'ufficio viaggiatori della dogana di
Chiasso.
È a quel punto che l'inchiesta punta verso Roma. Uomo chiave
dell'affaire sembra subito quel Giovanbattista Papello, un
ingegnere che è nel consiglio di amministrazione dell'Anas e
socio di alcune aziende che operano nell'emergenza ambientale.
Gli perquisiscono la casa. Nel suo appartamento romano "aveva
nella sua disponibilità trascrizioni di intercettazioni
telefoniche illegali, aventi oggetto vicende relative all'Anas
ed intercorse tra persone in corso di identificazione". E poi:
carnet di assegni di una dozzina di banche italiane, documenti
su conti esteri, scritture private sulla compravendita di quadri
e diamanti, l'atto di acquisto di un super attico e un altro di
uno yacth. E infine quel numero del conto corrente di An.
I magistrati hanno cominciato così a sospettare cosa c'era dietro
il disastro ambientale della Calabria: "Chiaravalloti, con
Basile e con Papello, gestiva in modo illecito i fondi non
redigendo, artificiosamente, i piani per la tutela delle acque
in modo da creare strumentali situazioni di emergenza per poi
ottenere e spendere fondi in modo ancora più disinvolto". A
spiegare meglio dove sarebbero finiti quei soldi è arrivata poi
quella super testimone. La sua identità è segreta. Ecco la sua
testimonianza. Sull'assegnazione dei lavori: "Guarda caso
venivano sorteggiate quasi sempre le stesse società... del resto
fu lo stesso assessore Basile che un giorno mi disse che "loro",
attraverso l'emergenza ambientale, potevano fare ciò che
volevano e dare i lavori a chi credevano...".
Sulla scelta delle imprese e le percentuali: "Venivano scelte solo
le società che avevano un collegamento politico e dietro ogni
commessa venivano erogate illecite somme di denaro che
oscillavano tra il 3 e il 7 per cento". Sui destinatari delle
mazzette: "Le somme venivano corrisposte ad intermediari in
Calabria, che fungevano da anello di collegamento con i politici
a Roma. Quei soldi venivano "mascherati" sotto progettazioni o
consulenze inesistenti o attraverso sovra-fatturazione di costi
e poi venivano così suddivise: il 50 per cento restava in
Calabria per la distribuzione tra i referenti della catena
illecita, il resto andava a Roma".
Sono due le "cordate" di cui parla la supertestimone. Una farebbe
capo a quell'ingegnere Papello che in casa nascondeva un tesoro.
L'altro sarebbe rappresentata da Fabio Schettini, l'ex
segretario dell'ex ministro Frattini. Questa parte
dell'inchiesta è ancora sbarrata dagli omissis.
(gilbotulino.it 12-12-2005)
Giuseppe Baldessaro e Attilio Bolzoni, Repubblica, lunedi 12
dicembre 2005 |
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