Gil Botulino

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giovedì 29 Dicembre 2005

Badolato. I funerali delle due donne morte nell'incidente a Natale celebrati dai testimoni di Geova
L'addio a Daniela ed Elisa
Commozione e sdegno per l'ennesima tragedia della strada

Oltre mille persone hanno dato l'ultimo saluto a Daniela Bressi 23 anni di Badolato e Elisa Abate 68 anni di Isca, morte tragicamente il giorno di Natale sulla statale 106 in un incidente stradale alla periferia di Badolato. La cerimonia si è svolta nella Sala del Regno dei Testimoni di Geova di Badolato Marina.
Adolfo Cantarella, sorvegliante viaggiante, che con un toccante discorso ha ricordato le doti umane, sociali e religiose delle due donne. Più volte ha ricordato alcuni passi della Bibbia. Ha ricordato a tutti i presenti che Dio Geova, aspetta tutti nel Regno dell'aldilà di cui si parla nella preghiera del Padre Nostro. «In questo regno, ha detto il rappresentante di Geova, avremo la possibilità di rivedere le sorelle Daniela ed Elisa. Questa e la speranza che ci da la Bibbia. La speranza della resurrezione che Dio ci ha dato».
Rivolgendosi ai familiari, ha avuto parole di conforto e di speranza. Tra la folla erano presenti diverse congreghe di Testimoni di Geova provenienti da tutta la Calabria. All'uscita dal Salone del Regno, la bara bianca di Daniela, e la bara di Elisa sono state salutate da un lungo applauso, tra il pianto disperato dei familiari. L'incidente mortale si era verificato al ritorno da una riunione tenutasi a Monasterace. Sull'auto Opel Astra, insieme a Daniela ed Elisa, viaggiavano Vincenzo Andreacchio, 68 anni marito di Elisa, che si trovava alla guida, e la nipote, Sonia Martelli di 18 anni, che si trovano ancora ricoverati all'ospedale di Soverato.
Nell'incidente, è stata coinvolta un'alta autovettura Audi, alla cui guida si trovava Danilo De Masi 21 anni di S. Caterina, anche lui ricoverato all'ospedale civile di Catanzaro per trauma cranico. Ancora sconosciuta la dinamica dell'incidente.
Da una prima ricostruzione, sembra che l'auto di De Masi abbia tamponato violentemente la macchina di Andreacchio, e per lo scontro, i due mezzi dopo aver divelto un muretto laterale della 10, finivano in una sottostante scarpata.
Dalle lamiere contorte venivano estratti tutti gli occupanti, ma Daniela decedeva sul colpo, mentre la signora Elisa, trasportata all'ospedale di Soverato, decedeva dopo un'ora per le gravissime ferite riportate. Ancora una volta la 106 si conferma strada della morte. Tantissime le proteste di quanti in questi anni hanno denunciato la pericolosità di questa arteria chiamando in causa le varie istituzioni nazionali e regionali, che aspettano l'inizio dei lavori per il suo ammodernamento già annunciato dall'Anas.

Franco Laganà, Il Quotidiano, giovedì 29 dicembre 2005
(gilbotulino.it, dicembre 2005)

 
Statale 106 la messa in sicurezza si attende da più di trent'anni

UN NATALE di sangue sulla Statale 106. Un'ennesima tragedia della strada che ha mietuto cinque vittime in tutta la regione. Pesante il bilancio: un pensionato morto in provincia di Cosenza, a Rossano, un altro nel Reggino e tre donne nel Catanzarese, di cui una, la più giovane, aveva appena 23 anni, studentessa di belle speranze che ha visto infrangere tutti i suoi in un attimo su quel maledetto nastro d'asfalto, sulla famigerata strada della morte, la statale 106.
Una delle strade più pericolose che ci siano in tutto il Paese. Centinaia di vittime che urlano vendetta, che certo pesano sulle coscienze di chi, da troppi anni promette la messa in sicurezza della statale 106 e che poi, sistematicamente, non lo fa. C'è rabbia e sconcerto nella gente comune per quest'ennesima tragedia annunciata. Rabbia e sconcerto perchè di deputati calabresi che affollano gli scranni a Montecitorio e che noi eleggiamo ogni anno ce ne sono tanti. Forse troppi. Perfino un vice ministro alle Infrastrutture annovera oggi la Calabria. Così come in passato un sottosegretario ai Trasporti, e tanti altri ancora.
Ma finora solo annunci e proclami.
I soldi ci sono, e pure tanti, aveva annunciato lo scorso anno di questi tempi proprio uno dei nostri deputati, anticipando la grande notizia che, di lì a poco, si sarebbe finalmente messo mano, dopo trent'anni e più, all'opera, certo non facile, della messa in sicurezza della statale 106, della ristrutturazione di ponti vetusti, se non addirittura della costruzione ex novo come da accordi presi con l'Anas.
Di tutto questo ancora non si è visto nulla. E intanto la gente continua a morire sulla 106. E tutto si consuma ormai sistematicamente quasi tra l'indifferenza, senza che nemmeno i sindaci si preoccupino più di tanto di promuovere battaglie serie ed incisive per rivendicare strade più sicure che non siano quelle del periodo Borbonico.
C'è un Comitato di lotta per la 106 a Badolato che fa capo a Franco Nisticò, ma che rimane inascoltato se non addirittura snobbato. è ora che le coscienze si risveglino. è ora che ciascuno di noi, nel suo piccolo, abbia un sussulto di dignità, che cominci a denunciare, giorno per giorno, tutte i ritardi, gli inciuci e le malefatte di chi, pur essendo stato eletto dal popolo, non lavora per la gente e la sua Calabria, ma rema contro e pensa ai suoi interessi di bottega.
Su questa strada ci viaggiamo tutti, ogni giorno. Ci viaggiano i nostri figli. Pensiamo per un attimo al dolore di quella madre che ha perso la sua Daniela.

Amalia Feroleto, Il Quotidiano, giovedì 29 dicembre 2005
(gilbotulino.it, dicembre 2005)

 

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