Gil Botulino |
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The German
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giovedì 29 Dicembre 2005 |
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Badolato. I funerali delle due donne morte
nell'incidente a Natale celebrati dai testimoni di Geova L'addio a Daniela ed Elisa Commozione e sdegno per l'ennesima tragedia della strada
Oltre mille persone hanno dato l'ultimo saluto a
Daniela Bressi 23 anni di Badolato e Elisa Abate 68 anni di Isca,
morte tragicamente il giorno di Natale sulla statale 106 in un
incidente stradale alla periferia di Badolato. La cerimonia si è
svolta nella Sala del Regno dei Testimoni di Geova di Badolato
Marina. Franco Laganà, Il Quotidiano,
giovedì 29 dicembre 2005 |
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Statale 106 la messa in sicurezza si attende
da più di trent'anni UN NATALE di sangue sulla Statale 106. Un'ennesima tragedia della strada che ha mietuto cinque vittime in tutta la regione. Pesante il bilancio: un pensionato morto in provincia di Cosenza, a Rossano, un altro nel Reggino e tre donne nel Catanzarese, di cui una, la più giovane, aveva appena 23 anni, studentessa di belle speranze che ha visto infrangere tutti i suoi in un attimo su quel maledetto nastro d'asfalto, sulla famigerata strada della morte, la statale 106. Una delle strade più pericolose che ci siano in tutto il Paese. Centinaia di vittime che urlano vendetta, che certo pesano sulle coscienze di chi, da troppi anni promette la messa in sicurezza della statale 106 e che poi, sistematicamente, non lo fa. C'è rabbia e sconcerto nella gente comune per quest'ennesima tragedia annunciata. Rabbia e sconcerto perchè di deputati calabresi che affollano gli scranni a Montecitorio e che noi eleggiamo ogni anno ce ne sono tanti. Forse troppi. Perfino un vice ministro alle Infrastrutture annovera oggi la Calabria. Così come in passato un sottosegretario ai Trasporti, e tanti altri ancora. Ma finora solo annunci e proclami. I soldi ci sono, e pure tanti, aveva annunciato lo scorso anno di questi tempi proprio uno dei nostri deputati, anticipando la grande notizia che, di lì a poco, si sarebbe finalmente messo mano, dopo trent'anni e più, all'opera, certo non facile, della messa in sicurezza della statale 106, della ristrutturazione di ponti vetusti, se non addirittura della costruzione ex novo come da accordi presi con l'Anas. Di tutto questo ancora non si è visto nulla. E intanto la gente continua a morire sulla 106. E tutto si consuma ormai sistematicamente quasi tra l'indifferenza, senza che nemmeno i sindaci si preoccupino più di tanto di promuovere battaglie serie ed incisive per rivendicare strade più sicure che non siano quelle del periodo Borbonico. C'è un Comitato di lotta per la 106 a Badolato che fa capo a Franco Nisticò, ma che rimane inascoltato se non addirittura snobbato. è ora che le coscienze si risveglino. è ora che ciascuno di noi, nel suo piccolo, abbia un sussulto di dignità, che cominci a denunciare, giorno per giorno, tutte i ritardi, gli inciuci e le malefatte di chi, pur essendo stato eletto dal popolo, non lavora per la gente e la sua Calabria, ma rema contro e pensa ai suoi interessi di bottega. Su questa strada ci viaggiamo tutti, ogni giorno. Ci viaggiano i nostri figli. Pensiamo per un attimo al dolore di quella madre che ha perso la sua Daniela.
Amalia Feroleto, Il Quotidiano, giovedì 29
dicembre 2005 |
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