Gil Botulino |
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The German
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venerdì 30 Dicembre 2005 |
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Accesa riunione del collegio civico guidato dal
primo cittadino Andrea Menniti La minoranza abbandona l'aula Variazioni al bilancio approvate all'unanimità dei soli presenti
Si è riunito, nei giorni scorsi, il consiglio
comunale di Badolato guidato da Andrea Menniti. Sara Dominijanni, Il Domani,
venerdì 30 dicembre 2005 |
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Bivongi. Un coro a favore del monaco
trasferito BIVONGI (REGGIO CALABRIA) - E' in Calabria dal '94 e, da allora, ha sempre svolto la propria missione nel monastero di San Giovanni Vecchio di Bivongi. Adesso, pero', padre Cosmas Aghiorita, monaco ortodosso che ha ritagliato in questo angolo di Calabria uno spicchio di spiritualita', verra' sostituito con un altro religioso greco ortodosso proveniente dalla repubblica monastica del Monte Athos, in Grecia. L'avvicendamento nel monastero di San Giovanni Theriste non va proprio giu' a tanti fedeli ed estimatori del religioso, che hanno fatto anche appello al Patriarca di Costantinopoli nella speranza di giungere a una revoca del trasferimento. Migliaia di lettere sono partite in questi giorni dalla Calabria, ma anche da Venezia, Roma e, perfino, dalla Grecia, dove esistono gruppi di fedeli che ogni anno vengono a trascorrere in Calabria le feste pasquali. Una vera e propria catena di solidarieta' che e' stata moltiplicata grazie a internet. ''Padre Cosmas - scrive la signora Maria Rubino in una delle lettere inviate alla massima autorita' religiosa di rito ortodosso - ha concretizzato con vero spirito cristiano il pensiero di Giovanni Paolo II accogliendo, seppure con la consueta forma austera dei padri ortodossi, tutti coloro che si presentano nel monastero per avere un dialogo, una preghiera, un consiglio. Ha realizzato l'incontro interreligioso guardando negli occhi di ciascuno per scoprire la realta' dell'anima e suggerire parole giuste per andare avanti nella via del Signore. E' bello e gratificante anche per i cattolici - prosegue la lettera - avere nella nostra Calabria un padre che non ha pianto sulle rovine del monastero ma che s' e' rimboccato le maniche e, con la fede e la speranza del vero credente, ha sorriso guardando lontano e ha lavorato con la mente, il cuore e le mani. Ha trasformato i terreni scoscesi e incolti in orti e giardini e le rovine del monastero in ambienti, salubri, decorosi e accoglienti''. Gli appelli in favore di Padre Cosmas continuano ad arrivare, anche se i margini per una revoca della decisione appaiono piuttosto risicati. ''Padre Cosmas - dice Francesco Antonio Scuteri, archeologo e studioso del periodo bizantino - vive da 11 anni nel monastero di Bivongi. E' stato lui a ristrutturarlo, con forza e coraggio, e a promuoverne non solo la rinascita architettonica, ma anche spirituale. Anche se non possiamo bloccare il suo allontanamento, per noi immotivato, vogliamo manifestare con forza la nostra riconoscenza a una persona che ha continuato a credere nella rinascita non solo spirituale della Calabria''. Il monastero di San Giovanni Theriste, eretto intorno al 1100 e' stato concesso dal Comune di Bivongi alla Sacra arcidiocesi ortodossa d'Italia. Quello che e' l'unico insediamento ortodosso ormai esistente in Italia, abbandonato nel 1662 dai monaci basiliani greco-cattolici, e' meta ogni anno di migliaia di pellegrini. Clemente
Angotti, Ansa, venerdì 30 dicembre 2005 |
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Concerto di solidarietà per il Madagascar Nella splendida cornice della Chiesa di San Domenico, sita nel cuore del borgo antico di Badolato, un numeroso pubblico ha assistito, nei giorni scorsi, ad un concerto benefico a favore delle popolazioni del Madagascar. L'iniziativa di solidarietà, organizzata dall'associazione culturale "La Ginestra" di Badolato e intitolata "Dal borgo di Badolato al Sud del mondo", si inseriva nell'ambito della rassegna "Musica-Natura-Architettura", giunta alla sua sesta edizione. La serata è stata aperta dall'intervento della presidentessa dell'associazione, Liberina Leone, che, dopo un breve saluto ai convenuti, ha inteso spiegare le ragioni dell'importante iniziativa. "Noi siamo un'associazione culturale -ha affermto la presidentessa- e abbiamo come scopo principale la tutela e valorizzazione dell'ambiente, delle risorse naturali e culturali del comprensorio. Operiamo da circa sei anni e abbiamo organizzato tanti progetti nei quali abbiamo coinvolto anche le scuole, poichè la nostra attività spazia anche ad iniziative a carattere formativo. Vogliamo infondere i nostri valori e, soprattutto, il valore della vita. Per questo abbiamo voluto sposare la causa del Madagascar, perchè vogliamo che un piccolo aiuto al Sud del mondo parta anche da Badolato per contribuire ad alleviare la sofferenza di tante persone che vivono nella povertà, senza ciò che è basilare come l'acqua e l'assistenza sanitaria. Siamo consapevoli -ha concluso la presidentessa- dell'importanza della dignità di ogni persona e del diritto di tutti ad essere felici e, in questi giorni di festa per noi, vorremmo regalare un raggio di sole pieno di speranza a chi ha più bisogno". Dopo i saluti della presidentessa, Alessandro Catalano ha raccontato ai numerosi presenti la sua toccante esperienza in Madagascar come volontario del V.I.S., il Volontariato internazionale per lo sviluppo. "Un'eperienza avvenuta per caso -ha ricordato Catalano- che ha lasciato il segno non solo in me, ma anche nella mia famiglia. Al ritorno dal Madagascar ho ridimensionato e riequilibrato il mio modo di vedere le cose e di affrontare la vita e le sue difficoltà che, paragonate a quelle delle ragazzi africani, sono nulla". A seguire, ha avuto inizio il concerto lirico che ha avuto come protagonisti d'eccezione due qualificati artisti: Rosaria Buscemi, soprano, e Mario Montore, pianista. L'esibizione canora, nella quale è stato proposto un repertorio classico di grande effetto con brani scritti dai più grandi compositori, da Mozart a Schubert, da Verdi a Bernstein, da Strauss a Puccini, è stata molto apprezzata dai presenti che hanno applaudito calorosamente a conclusione di ogni brano. Un plauso, dunque, all'associazione "La Ginestra" e a tutti i soci che, attraverso il linguaggio della musica, sono riusciti a trasmettere un importante messaggio di amore e solidarietà. Sara Dominijanni, Il Domani,
venerdì 30 dicembre 2005 |
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Badolato. Consiglio dai toni infuocati.
Gallelli chiede le dimissioni della maggioranza Fine d'anno tra le polemiche Appello del presidente dell'assemblea per la sistemazione della 106 Prima dell'inizio dei lavori del consiglio comunale di Badolato, chiamato ad approvare un assestamento di bilancio, e deliberare sulla lettera inviata all'amministrazione dalla società Schillacium, il presidente del Consiglio, Salvatore Caminiti, ha invitato i consiglieri ad evitare polemiche sterili, limitandosi a discutere con pacatezza i punti in discussione. Ma l'appello di Caminiti è caduto nel vuoto, dal momento che tra maggioranza e minoranza si sono verificati aspri scontri verbali, con minacce da parte del sindaco, Andrea Menniti, e dell'assessore Domenico Bressi di abbandonare i lavori a causa delle continue interruzioni da parte del capogruppo di minoranza "Cinque Stelle", Francesco Gallelli. Su proposta del consigliere di maggioranza Gaetano Stagno, l'assise ha osservato un minuto di silenzio per ricordare Daniela Bressi ed Elisa Abate, rispettivamente di 23 e 68 anni, decedute tragicamente il giorno di Natale in un incidente stradale alla periferia sud di Badolato sulla 106, tristemente conosciuta come "La strada della morte". Sull'assestamento di Bilancio, ha relazionato l'assessore Nicola Criniti, che ha illustrato le variazioni dovute a maggiori entrate, pari a circa 15 mila euro, indicando i settori d'assestamento relativi ai servizi, allo sport, al sociale, ed altri provvedimenti. Ha ricordato anche il forte impegno dell'amministrazione per dare risposte positive ai cittadini. Nel suo intervento, il capogruppo Gallelli, ha contestato la convocazione che essendo in seduta straordinaria d'urgenza doveva ritenersi nulla, perchè mancava della relativa motivazione che solo successivamente veniva comunicata con l'aggiunta del secondo punto, sul quale non era stato materialmente possibile documentarsi, e dimostra l'incapacità amministrativa di questa maggioranza. Gallelli, inoltre, nell'annunciare l'abbandono dell'aula sulla votazione dell'assestamento, ha lanciato pesanti accuse alla maggioranza, che dal suo insediamento non ha saputo dare risposte agli impegni assunti. «Inoltre - ha precisato Gallelli - c'è il rischio di perdere i finanziamenti per la realizzazione dei tanti progetti predisposti dalla precedente amministrazione guidata da Gerardo Mannello, citando Palazzo Gallelli, il Centro polifunzionale, l'Area marittima». Nella conclusione del suo intervento ha chiesto le dimissioni della maggioranza non più maggioranza dopo la formazione del gruppo "Badolato Sviluppo", che ha portato tre consiglieri, Lezzi, Lanciano e Carnara, a dissociarsi dalla maggioranza. L'intervento di Gallelli è stato contestato dal sindaco Menniti e da consiglieri Criniti, Caminiti, Bressi e Piroso, il quale ha affermato l'impegno della giunta che ha ottenuto finanziamenti per i servizi sociali e uno scuolabus. Il consigliere Stagno, ha chiesto a Criniti maggiori delucidazioni sull'assestamento, per sapere come vengono distribuiti i fondi dell'assestamento. Il provvedimento era approvato dalla sola maggioranza, mentre i cinque consiglieri di minoranza abbandonavano l'aula. Criniti ha relazionato anche sul secondo punto analizzando l'attuale situazione della Schillacium, i gravi disagi provocati alla popolazione, la necessità di fare chiarezza sul futuro della società, ha ribadito anche che il comune di Badolato ha regolarmente pagato le somme della raccolta solida urbana, mentre rimangono ancora insoluti, come in tutti i comuni i pagamenti per la raccolta differenziata, richiesta questa verificatosi solo adesso da parte del commissario straordinario. Nel suo intervento, ha fatto riferimento alla convocazione della riunione del 9 gennaio quando si terra l'assemblea dei soci per cambiare lo statuto, e procede alle nuove nomine. L'assessore di maggioranza ha dichiarato che si sta valutando l'ipotesi della rescissione del contratto, come hanno già fatto altri comuni. «L'amministrazione comunale - ha precisato Criniti - ha dato mandato al sindaco a rappresentare l'ente nella prossima riunione dell'assemblea Schillacium». Prima di entrare nel merito della discussione, la minoranza ha evidenziato che il presidente del consiglio, più volte non ha tenuto conto dell'interpellanze prsentate, venendo meno al suo mandato. Alcuni consiglieri di maggioranza, e lo stesso presidente, hanno invitato il Gallelli ad attenersi al punto in discussione. Contestazioni sono arrivate anche dai consiglieri di minoranza Piroso e Menniti. Il sindaco, in particolare, ha replicato a Gallelli, affermando di non voler fare polemiche, che ci saranno modi e tempi per affrontare le argomentazioni della minoranza, inoltre, ha accusato Gallelli di voler fare con i suoi interventi solo ostruzionismo, inoltre ha sollecitato il presidente a non consentire questi atteggiamenti, altrimenti avrebbe abbandonato l'aula. Sulla votazione, la minoranza si è astenuta, ma le polemiche sono continuate. Infine i due capigruppi Criniti e Gallelli, si sono dichiarati disponibili ad un confronto televisivo per discutere dei problemi amministrativi. A margine dei lavori del consiglio, bisogna registrare le pesanti dichiarazioni e le denunce del consigliere comunale Salvatore Caminiti, che, facendo riferimento all'incidente mortale, ha accusato le istituzioni ad ogni livello per i ritardi relativi all'ammodernamento della statale 106. «Il mio appello al consiglio - ha precisato il presidente del consiglio - mirava ad evitare polemiche sterili ed impegnarsi invece a risolvere problemi gravissimi, come la pericolosità della 106, che con la morte di due donne innocenti ha scosso l'opinione pubblica e la comunità di Badolato. Ritengo, che tutti i sindaci della zona, ma anche le popolazioni, si debbano mobilitare per risolverlo definitivamente senza aspettare alte tragedie». «La risposta - ha concluso Caminiti - dovrebbe venire da tutte le amministrazioni comunali. I sindaci in blocco dovrebbero manifestare la volontà di dimettersi, perché qualcuno deve prendere posizione rispetto ai drammi che la 106 provoca giornalmente». Franco
Laganà, Il Quotidiano, venerdì 30 dicembre 2005 |
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Bivongi Raccolta di firme contro il trasferimento
del monaco greco-ortodosso L'addio di padre Kosmas BIVONGI – Padre Kosmas, il monaco greco-ortodosso, che da undici anni vive al monastero di San Giovanni Theristìs (mietitore), sec. XI, lascia la vallata bizantina dello Stilaro. Ad allontanarlo è stato un trasferimento, ordinato da Gennadios, metropolita d'Italia e Malta, che ha disposto un avvicendamento con un altro monaco. Molte le firme raccolte in questi giorni a favore del monaco e trasmesse al patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo II, per la revoca del trasferimento. Tutto ciò non è bastato. Qualche voce trapelata in paese parla di atti di disobbedienza nei confronti dei superiori. Padre Kosmas non ha accettato il trasferimento e, anzi, ha notiziato solo i suoi amici per promuovere un'azione atta a evitare l'allontanamento. Il paese ha appreso la notizia a cose fatte, dopo la sua partenza. Perché i bivongesi non sono stati informati? Perché padre Kosmas non ha avvisato il sindaco e l'Amministrazione comunale che avevano favorito la sua venuta al monastero? Padre Kosmas, figura carismatica, era giunto a Bivongi nel 1994, quando il monastero era un rudere: i bivongesi lo accolsero con molta ospitalità vedendo anche in questo monaco un segno importante per il recupero delle tradizioni, smarrite dopo lo scisma tra la chiesa di Costantinopoli e di Roma del1054. L'Amministrazione dell'epoca, guidata da Felice Valenti, intuì l'importanza di avere all'interno del monastero la presenza di un monaco tanto da concedere la custodia del monastero, alla metropolia d'Italia, per ben novantanove anni. A seguire da vicino le varie fasi della crescita del monumento bizantino-normanno è stato da sempre Ernesto Riggio, vicesindaco. In undici anni il monastero è tornato all'antico splendore, tanto da essere definito dagli studiosi un nuovo gioiello d'arte recuperato. In questi anni, infatti, è stato meta non solo di pellegrini, ma di studiosi provenienti da molte parti del mondo. Quando, nel marzo del 1912, Paolo Orsi, impegnato nel restauro della vicina Cattolica di Stilo, lo scoprì affermò che un gioiello di architettura come il San Giovanni Theristìs doveva essere salvato. Aveva ragione: il monumento si è imposto all'attenzione mondiale. Intanto padre Kosmas che recentemente ha denunciato qualche problema di salute forse tornerà al monte Athos. L'unica cosa certa è che il nuovo prete, padre Massimo, è stato accompagnato al monastero dal vicario del metropolita Gennadios, padre Nilo Vatopedino, che si è limitato a fare le consegne di rito, avvisare il sindaco, Ernesto Riggio, e il parroco del paese, don Alfredo Valenti, visti i buoni rapporti instaurati in questi anni con la Chiesa cattolica. Per padre Massimo, infine, è un ritorno in Calabria visto che, il 2 maggio del 1993 a Gerace, fu il primo a celebrare in Calabria, dopo 500 anni, una liturgia greco-ortodossa nella chiesa di S. Giovannello. Il sindaco di Bivongi si è recato al monastero per conoscere e salutare il nuovo arrivato augurandogli una buona permanenza. Ugo Franco, Gazzetta del Sud,
venerdì 30 dicembre 2005 |
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