Gil Botulino

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sabato 31 Dicembre 2005

Il Bambinello benedice il Municipio

dal nostro inviato al Borgo

Stamani, alle 8.30 circa, al paese di Badolato, una piccola processione (in testa Gaetano Stagno, anzi no prima c'erano due zampognari, poi Gaetano insieme al parroco del paese con in "grembo" il Bambinello) si dirigeva verso il Municipio che d'incanto apre le porte al graditissimo Ospite il quale, entrando in tutte le stanze, benedice quelle mura e tutti coloro che ne hanno il possesso.
   Per la cronaca, oltre ai summenzionati c'erano anche l'ass. Piroso e l'ass. Pultrone.
   Che sia di buon auspicio per tutta la Comunità... oltre che per l'amministrazione.

Nella foto, il parroco don Vincenzino Gallelli, l'ass. Teresa Pultrone, il Bambinello, l'ass. Pietro Piroso.
 

 
Dopo il tragico incidente della sera di Natale gli interventi di Salvatore Caminiti, Giuseppe Leuzzi e Franco Nisticò
La statale 106? Un killer spietato
Chiesto un incontro tra i consiglieri dei Comuni attraversati dalla "strada della vergogna".

Dopo l'incidente, avvenuto la sera di Natale sulla statale 106, che ha provocato la morte di due donne, Daniela Bressi di 23 anni ed Elisa Abate di 68, numerose sono state le reazioni tra i cittadini e tra i politici badolatesi.
Sulla questione sono intervenuti, infatti: Salvatore Caminiti, presidente del Consiglio comunale; Giuseppe Leuzzi, capogruppo di "Badolato sviluppo" e Franco Nisticò, coordinatore del Comitato lotta per la 106.
Salvatore Caminiti, che durante l'ultimo consiglio comunale ha fatto osservare un minuto di raccoglimento in ricordo delle due donne, ha affermato: "E' necessario risolvere il drammatico problema della statale 106 che provoca, a scadenza quasi fissa, queste tragedie. Sono morte due persone, tutte e due legate a Badolato, e credo sia giunta l'ora che tutta la popolazione si ponga realmente questo problema per risolverlo. Una risposta dovrebbe venire, in primo luogo, da tutte le amministrazioni comunali: i sindaci dovrebbero manifestare, in blocco, la volontà di dimettersi perchè qualcuno deve prendere una posizione forte rispetto a questa situazione".
Giuseppe Leuzzi, capogruppo del gruppo consiliare "Badolato sviluppo", ha invocato l'intevento dei politici che, finora, sono stati piuttosto assenti. "Dopo quello che è successo -ha spiegato Leuzzi- nessun deputato è stato interpellato e nessuno è sceso in piazza a protestare. Invito il presidente Loiero a protestare insieme a noi e far valere le nostre pretese, perchè ci sentiamo abbandonati. Vogliamo una risposta chiara perchè vogliamo vivere in queste zone dove siamo cresciuti e dove abbiamo investito. Vogliamo che i politici che abbiamo eletto siano più presenti, siano i primi a protestare insieme alla gente e siano i primi a creare le strutture che servono per la crescita di questa zona: prima di ogni cosa una statale 106 decente e sicura".
Franco Nisticò, coordinatore del Comitato lotta per la 106, ha affermato: "Ogni parola è superflua di fronte a queste tragedie che continuano a ripetersi. Credo, però, sia giunto il momento di dire basta, non si può continuare così. La messa in sicurezza di questa strada deve rappresentare una priorità. I sindaci che mi sono stati a fianco in questi anni e anche quelli che hanno preferito non partecipare alle manifestazioni, oggi devono imprimere una forte accelerazione al cammino verso questo agognato traguardo. Sarebbe opportuno un incontro tra tutti i consigli comunali, in modo che i sindaci si accordino al fine di costringere i partiti di appartenenza a firmare un documento etico e politico che li impegni nella risoluzione del problema. Qualora non dedicassero tutte le loro energie alla causa, noi non voteremo più nessuno e faremo un bel falò delle liste elettorali in tutte le consultazioni".
Molto critico nei confronti della classe politica Nisticò ha dichiarato: "Dobbiamo gridare forte la nostra rabbia, il nostro sdegno nei confronti di una classe politica incapace, inefficiente e inerme nei confronti di noi elettori che diamo loro un'immeritata fiducia che gli permette di fare la bella vita con lauti stipendi, mentre noi cittadini soffriamo e patiamo ogni disservizio. Per quanto mi riguarda andrò in giro nei nostri centri e cercherò di sensibilizzare i cittadini, perchè siamo abbandonati da tutti. Bisogna praticare mille forme di protesta per garantire il nostro futuro, perchè sulla 106 siamo tutti a rischio di morte, nessuno escluso. Questa strada -ha concluso Nisticò- è un killer spietato che non risparmia nessuna famiglia e dobbiamo sbrigarci a metterla in sicurezza".
Intanto, nei giorni scorsi, sono stati celebrati, presso la Sala del Regno dei Testimoni di Geova a Badolato marina, i funerali delle due vittime.
Oltre mille persone hanno preso parte alle esequie e sui loro volti erano ben visibili la sofferenza e il dolore per la grave perdita subita, ma anche la rabbia per l'ennesima tragedia avvenuta sulla statale 106.
La situazione è divenuta drammatica, si ha persino paura di mettersi in viaggio su quest'arteria diventata sinonimo di morte. I cittadini e tutti i familiari delle vittime mietute in questi anni dalla statale 106 meritano una risposta e non hanno più voglia di sentire vane promesse.

Sara Dominijanni, Il Domani, sabato 31 dicembre 2005
(gilbotulino.it, dicembre 2005)

 
Recital di Otello Profazio nella chiesa di San Domenico

L'associazione culturale Nicola Caporale ha organizzato nei giorni scorsi, presso la chiesa di San Domenico, il recital natalizio "Gesù, Giuseppe e Maria-capitoli popolari di storia sacra", cantato e recitato dall'artista calabrese Otello Profazio. La serata, patrocinata dall'amministrazione provinciale e dall'amministrazione comunale, è stata organizzata dall'associazione in preparazione del centenario della nascita dell'artista badolatese Nicola Caporale. Prima dello spettacolo natalizio, in tanti hanno preso la parola per ricordare Nicola Caporale, ma anche per plaudire all'iniziativa: l'Assessore al bilancio, Nicola Criniti; il parroco Don Vincenzo Gallelli; il professore Vincenzo Squillacioti, direttore della rivista "La radice"; il professore Ulderico Nisticò e Ottavio Rossani, giornalista del Corriere della Sera. Piero La Rosa, presidente dell'ASCA, ha invece commentato le tele di Nicola Caporale inserite in un calendario, realizzato appositamente per il centenario, e affiancate da alcuni versi tratti dalla sua opera "Il mio paese".  Subito dopo gli interventi, una chiesa strapiena ha potuto ascoltare il recital cantato da Otello Profazio. "Questo recital -ha spiegato il noto artista calabrese- l'ho portato dovunque perchè è fra le mie opere più belle. L'ho recitato nelle cattedrali importanti come quella di Reggio e quella di Cosenza, a Cassano Jonio e a Corigliano e anche in Australia. Si tratta dei vangeli calabresi non apocrifi, ma acquisiti in Chiesa attraverso la voce del parroco e adattati ai costumi della gente del luogo. La sacra famiglia -ha aggiunto Profazio- non è vista solo come tale, ma anche come l'umana famiglia, una famiglia di poveri dove si agisce secondo le modalità del luogo". Dopo il recital, molto apprezzato dai numerosi presenti, nei locali attigui alla Chiesa è stata organizzata la sagra dei dolci tipici badolatesi. Soddisfatta della serata si è dichiarata Luisetta Caporale, una degli otto figli dell'artista badolatese, che ha affermato: "Mio padre amava molto il Natale e viveva questo periodo dell'anno in modo intenso, per questo abbiamo scelto questa Chiesa dove è stato allestito uno dei presepi più grandi e più belli della zona, ma anche perchè qui mio padre è cresciuto e ha fatto parte della congregazione del Rosario. Per il centenario della nascita di Nicola Caporale, che si svolgerà dal 22 al 29 gennaio, -ha concluso Luisetta Caporale- l'associazione sta già predisponendo un ricco programma che non è ancora definito nei dettagli, ma all'interno del quale saranno sicuramente previsti una mostra, un convegno e una manifestazione che coinvolgerà gli alunni delle scuole badolatesi".

Sara Dominijanni, Il Domani, sabato 31 dicembre 2005
(gilbotulino.it, dicembre 2005)

 

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