Gil Botulino |
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The German
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responsabile: Pasquale Andreacchio - e-mail: info@gilbotulino.it - web: http://www.gilbotulino.it/ |
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domenica 8 Gennaio 2006 |
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La Tesi del dottorato di ricerca di Verity Elston Una approfondita analisi dell'esperienza di accoglienza ai curdi Under Constantine's Arch: Entering the market and haven of Europe Le popolazioni descritte in questa tesi entrano nell'Unione Europea in molti modi diversi e dopo molteplici esperienze. Esse provengono dai margini fisici e simbolici del Continente, dove l'Europa scivola nel Mediterraneo e inizia l'Africa. Alcune arrivano da luoghi che hanno visto la loro gente disperdersi lungo le rotte migratorie alla ricerca di lavoro nel XX secolo, altre fanno parte di una diaspora: è gente che è stata costretta a lasciare uno Stato che legiferava inseguendo un ideale di nazione omogenea. Altre ancora sono costituite dai nuovi arrivati allo status di rifugiati, non abituati agli inconsueti requisiti e alle insolite esigenze. Queste persone, italiane, curde ed eritree, sono anche padri mogli, studenti e turisti, nonché chitarristi e panettieri, allegri vagabondi o incalliti pessimisti. In comune hanno un luogo in cui tutti hanno abitato e il futuro di questo luogo che hanno trovato sulla loro via. Il comune di Badolato, sulla costa meridionale italiana, ha accolto e unito queste persone in cerca di una comprensibile e sicura stabilità, in contrasto con la loro incessante "marginalizzazione europea". E se l'Europa è sembrata offrire una certa sicurezza a queste popolazioni, fornendo loro sostentamento economico e rifugio politico, il loro ingresso nell'Unione non ha però comportato il semplice passaggio fisico attraverso le frontiere, ma ha preteso l'accettazione e il contatto culturale, sociale, politico e legale delle varie categorie, nonché l'approccio e l'impegno verso le sue forme di dialogo. Se la nazione-stato si è ritirata dal suo ruolo di mediazione sui confini meridionali, il supra-stato dell'UE ha però mantenuto le promesse di una nuova stabilità per coloro che sapessero esprimersi in termini di iniziative locali e imprenditoria personale. Tuttavia l'Unione Europea non poteva supplire da sola la nazione-stato, facendo parte essa stessa di un percorso di ben più ampia portata che ha indotto i curdi a muovere dalla Turchia alle coste europee, i romantici romanzieri americani a trasferirsi in Calabria e i vacanzieri "etici" a raggiungere Badolato. Lungo questo percorso globale si intersecavano i problemi connessi con gli autoctoni e i diritti umani, le mafie internazionali e il Traffico di persone, gli interessi forti per le Tradizioni e la genuinità. A Badolato, questo movimento era incentrato sugli idealizzati benefici derivanti dal Turismo: la nuova fonte di reddito del paese alla fine del XX secolo. La nuova economia di Badolato non derivava più dall'agricoltura o dall'artigianato, bensì da un turismo fatto di sforzi culturali, politici e filantropici, che offriva persone, invece di beni, per attivare capitale e fornire così un certo tipo di stabilizzazione economica e sociale. I segnali dell'identità Badolatese o curda, le loro tradizioni, gli usi e i costumi e le proprietà materiali erano l'obiettivo di un turismo che offriva un potenziale per il recupero dei popoli e del Territorio. Però l'effetto di tale commercio si rivelava ambiguo poiché i segnali di identità ai quali le persone attingevano per poter contare su qualche punto di riferimento nella loro continua migrazione e "marginalizzazione", erano gli stessi segnali con i quali venivano "commercializzati", mentre i frutti di tutto questo traffico sembravano portare beneficio solo a pochissima gente. A contrastare quella che essi stessi percepivano essere la natura invadente e sfruttatrice del Turismo dallo sguardo predatorio e consumistico gli italiani e i curdi reagivano con segnali talora di comunanza e talora di differenza, di buona fede e di corruzione, di correttezza e di slealtà. In questa mia tesi ho riflettuto sulle modalità con le quali la gente di Badolato è entrata in Europa. Ho considerato i tentativi politici e legislativi dell'Unione di creare una "nuova Europa", assieme alle popolazioni che ne avrebbero fatto parte. Mi sono chiesta come questa nuova Europa sia prevista e codificata e l'ho fatto antropologicamente, considerando i parametri concettuali attraverso i quali la gente potrebbe tentare di essere inclusa nel progetto progressivo dell'UE. Creando e attribuendo categorie particolari di carattere definitivo, da una prospettiva etnografica: come la persona entra in Europa? Come curdo o come Badolatese? Come rifugiato o individuo autoctono? Come moderno o tradizionale? Questi interrogativi non coinvolgono solamente le istituzioni legali di stato e supra-stato, che interessano le suddette categorie, ma anche i corretti confini di appartenenza culturale. Due sono i concetti centrali per capire le inclusioni, e le esclusioni, nella comunità: la delineazione di alterità che continua ad essere usata per marcare i confini dell'Europa, e la crescita del neoliberalismo, dove le forze del mercato sono prioritarie rispetto alla società e al sussidio pubblico. Così l'enfasi neoliberale sull'individuo-imprenditore avente solo diritti, a scapito del dovere dello stato di risolvere le ingiustizie sociali, si accompagna all'eterno conflitto fra l'essere una persona moderna attratta dagli stimoli di oggi, opposta ad un'altra, retrograda ed arretrata. Ciò che ne consegue è la separazione intenzionale nella partecipazione riconosciuta o riconoscibile in particolari comunità: curda o badolatese, locale o straniera, di rifugiato o di turista. Questa dissertazione vuole essere un contributo di studio e analisi sull'Unione Europea e sulle sfide contemporanee al concetto di nazione-stato. Prendo in considerazione, nello stesso tempo, le prospettive degli autoctoni e degli immigrati, per mostrare come il fascino e i limiti della nuova Europa dipendano dalla figura della nazione stessa e nel medesimo tempo la consolidino. Ciò significa che nonostante i tentativi dell'Unione Europea di aprire le frontiere e creare una comunità che includa tutti gli europei, l'idea che la sicurezza e la stabilità possano essere trovate nella singola nazione conserva la sua attrattiva: in effetti, quest'idea è avvalorata implicitamente dalla stessa Unione Europea. Inoltre la continua "marginalizzazione" e instabilità attraverso e all'interno dei confini della nazione-stato sono legate ai movimenti globali di persone e capitali. Le comunità nazionali e locali si costituiscono e si rafforzano non semplicemente in risposta ai processi globali ma sono da questi incoraggiati quando l'afflusso di capitali dipenda in modo crescente, dall'attaccamento ai nomi e ai simboli dell'identità.
Verity Elston, Università di Chicago (Marzo 2005)
Per gentile concessione dell'autrice potete
scaricare il testo qui ( |
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Calcio seconda categoria. Il Badolato rosicchia un punto al Cortale
Il Badolato pareggia fuori casa a Cropani per uno
a uno, segnando ambedue le reti. Il Badolato avrebbe potuto
vincere facilmente la partita, ma non c'è stato nessuno in grado
di mettere la palla in rete nonostante le molte accosioni. (gilbotulino 8-1-2006) |
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Concorso "parliamo di Badolato", Radici,
fotografia e promozione Nei giorni
scorsi, la Consulta Giovanile Ulixes di Badolato ha promosso ed
organizzato, col patrocinio dell'Assessorato alla Cultura della
Regione Calabria, un'iniziativa culturale importante dal titolo
"Radici, fotografia e…promozione". Sara Dominijanni, Il Domani, domenica
8 gennaio 2006 |
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Tradizionale processione tra Capodanno e
l'Epifania Il Bambino Gesù entra nelle case dei badolatesi BADOLATO - Tra le festività di Capodanno e l'Epifania, il Bambinello Gesù, secondo tradizione è entrato nelle case dei badolatesi. L'artistica statuetta è stata portata in braccio dal parroco, don Salvatore Tropiano, e a turno dai giovani della parrocchia SS. Angeli Custodi. Per tre giorni, il Bambinello tutto vestito di bianco, accompagnato dal suono degli zampognari, e da numerosi fedeli ha raggiunto i casolari di campagna, le case sparse nella periferia del paese, i laboratori artigianali, le aziende agricole, i negozi, per poi concludere il suo tragitto entrando nelle abitazioni del centro abitato di Badolato Marina. Il rituale prevede che arrivato davanti l'uscio di casa, viene accolto da spari di bombette e fuochi d'artificio, poi il capofamiglia lo prende in braccio ed insieme ai suoi familiari lo porta in tutte le stanze per essere benedette. In passato era usanza donare alla chiesa olio prodotto negli uliveti di famiglia, o altro. Oggi invece si raccolgono fondi per le iniziative che la parrocchia porta avanti. è usanza anche che alcune famiglie per voto chiedono il cambio del vestito del bambinello, portato da una ragazza in una valigia. Terminato il suo peregrinare per il paese, il corteo arriva a tarda sera davanti la chiesa dove viene accolto da spettacolari fuochi pirotecnici e dal tripudio festoso dei bambini e dai fedeli. Dopo i fuochi, l'entrata trionfale in chiesa tra un'ala di folla che l'accoglie con un lungo applauso. Segue poi la celebrazione della S. Messa accompagnata dal coro parrocchiale. Durante l'omelia il parroco, nell'augurare un felice e prospero anno nuovo, ringrazia quanti hanno collaborato alla manifestazione. «Gesù - ha detto don Salvatore - entrando nelle case del paese, ha voluto dare un segnale di fede di pace e prosperità. Ricordando a tutti che nel mondo c'è tanta gente che muore, che soffre che vive nella miseria, che pertanto va aiutata. Da qui la necessità di una grande solidarietà umana, verso i bambini del terzo mondo». Il parroco ha auspicato un 2006, senza guerre, nel quale tutto il mondo si adoperi per la pace e la fratellanza. Sono seguiti gli auguri di rito e il bacio al Bambinello Gesù.
Franco Laganà,
Il Quotidiano, domenica 8 gennaio 2006 |
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