Gil Botulino |
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The German
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martedì 10 Gennaio 2006 |
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Invito alla lettura -
La globalizzazione delle cattive idee di Francesca Viscone Scoprire l'identità profonda della Calabria Scoprire
l'identità profonda di un popolo che ispira sentimenti
contrastanti. Viaggiare nei meandri di una regione che alterna testimonianze di grande valore a sacche di povertà e sottosviluppo quasi inarrestabili. Verificare come alla bellezza dei paesaggi, al fascino inesauribile che trae origine dal ricco passato della Magna Grecia, si sovrappone un declino economico devastante. Notare che la prepotenza dei clan criminali, che imperversano indisturbati dalle contrade più remote fino alle città più celebri, si fa sempre più aggressiva e violenta. Affondare nella palude degli stereotipi culturali che non esitano a disegnare una realtà uniforme e immutabile, nella quale tutte le intelligenze libere vengono accomunate sotto la cappa asfissiante della 'ndrangheta, l'organizzazione mafiosa che controlla il territorio facendo leva sul ricatto della morte. È questo il lungo viaggio che la giornalista Francesca Viscone ha compiuto nel suo saggio "La globalizzazione delle cattive idee. Mafia, musica, mass media" dedicato ai pregiudizi che segnano l'idea della Calabria oscurandone le sue molteplici qualità nascoste. Viscone F. La globalizzazione delle cattive idee. Mafia, musica, mass media, Rubbettino, Soveria Mannelli, ottobre 2005. Euro 14,00 (gilbotulino 9-1-2006 |
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La musica della mafia - vol I N.B: gli audio files sono esterni al sito (potrebbero essere stati rimossi) |
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(gilbotulino 10-1-2006) |
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Il nuovo libro di Francesca Viscone La globalizzazione delle cattive idee Mafia, musica, mass media
Francesca Viscone è giornalista e insegnante. Tra le sue pubblicazioni il racconto Le porte del silenzio, dedicato a Badolato, da paese in vendita a paese dei kurdi (la Mongolfiera editrice). Collabora con Calabria, Diario, e le riviste della Rubettino Rnotes e Scriptamanent. Viscone F. La globalizzazione delle cattive idee. Mafia, musica, mass media, Rubbettino, Soveria Mannelli, ottobre 2005, euro 14,00 (gilbotulino.it 22-11-2005) Su Gilbotulino, è disponibile il testo de "Le porte del Silenzio" come regalo dell'autrice ai badolatesi. |
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La musica della mafia - vol II N.B: gli audio files sono esterni al sito (potrebbero essere stati rimossi) |
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(gilbotulino 10-1-2006) |
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Gli esperti: tarantella e dialetto fanno sì
che siano ascoltati anche «senza impegno» La globalizzazione delle cattive idee di F. Viscone «Canti popolari in cui l'infame è lo sbirro» «I
canti di malavita sono molto diffusi in Calabria», afferma la
ricercatrice-giornalista Francesca Viscone che collabora con la
sociologa dell'Unical, Renate Siebert. «E sono liberamente
commercializzati come economiche cassette da bancarella,
ultimamente anche come cd, sempre in versione economica. La
maggior parte viene diffusa attraverso canali legali, nelle
bancarelle dei mercati, come dimostra la presenza del bollino
Siae. Raccontano la storia leggendaria, i riti e i valori
dell'Onorata Società, ma anche la vita di "uomini d'onore" -
eroi coraggiosi che non hanno paura della Legge - perseguitati
dagli sbirri, dagli infami. Ci sono canti di carcerati, canti di
donne che piangono i mariti uccisi e i figli orfani, ma anche
tarantelle particolarmente brillanti e allegre. Vi si celebra
l'onore, il battesimo di un nuovo affiliato o del locale dove si
svolgono le riunioni della 'ndrina, l'omertà, l'eroismo di chi,
a costo di finire in carcere da innocente, non parla, non
tradisce. E, soprattutto, molti canti sono pieni di minacce,
ingiurie, offese, avvertimenti contro gli "infami", i pentiti e
i collaboratori di giustizia». Francesca Viscone ha analizzato nel saggio La globalizzazione delle cattive idee. Mafia, musica, mass media (in uscita a novembre per la Rubbettino editore) un particolare fenomemo verificatosi qualche anno fa in Germania, dove l'uscita di due cd de Il canto di malavita ha suscitato l'attenzione dei mass media di tutto il mondo. Viscone sostiene che, generalmente, «nei canti di 'ndrangheta tutto si trasforma paradossalmente nel contrario di tutto. I criminali sono presentati come vittime o come eroi; gli uomini di legge come criminali; pentiti e collaboratori di giustizia sono spie, carogne o infami. Il mondo si divide in un "dentro" e un "fuori". Chi è dentro l'organizzazione e ne fa parte è "uomo". Chi sta fuori non è nulla, non conta niente, la sua vita non vale niente. I canti non sono insignificanti, tutt'altro. Essi sono lo specchio di un modo di vivere e di interpretare la realtà, sono espressione di una vera e propria subcultura mafiosa. Tuttavia non bisogna credere che tutti coloro che li ascoltano siano mafiosi, poiché il fatto stesso che le musiche siano chiaramente legate a canoni popolari come le tarantelle, e che le parole siano in un dialetto spesso percepito come paradossale e grottesco, può spingere ad ascoltarli e cantarli senza riflettere molto, come se fossero una specie di gioco trasgressivo e provocatorio». Ma questi canti che sentimenti esprimono? «Spesso sentimenti negativi: malinconia, lutto, odio, disprezzo, desiderio di vendetta. A volte con drammaticità, a volte con esagerata retorica. I più diffusi sono i canti di carcerato. Molto forte è la rappresentazione drammatica delle "persecuzioni" subite dall'uomo d'onore, da parte degli sbirri o degli infami. Il suo è un dolore vissuto come ingiustizia, come tradimento e lutto. In questo caso i toni possono diventare tristemente lamentosi, con forti accenti di commiserazione o autocommiserazione. La pietà è tuttavia a senso unico, orribilmente egocentrica. Il malavitoso si autocommisera e piange solo su se stesso. Nei canti non c'è mai una parola di pietà o di comprensione per le vittime o i figli delle vittime non mafiose. La vita di un uomo d'onore viene rappresentata in modo molto stereotipato. È un eroe, ma un eroe non libero di vivere come vuole: egli appartiene all'Onorata. La concatenazione "naturale" degli eventi della sua vita comprende sempre l'obbligo di dimostrare il proprio coraggio attraverso il crimine. Quasi sempre il suo "curriculum" comprende il battesimo, il crimine, l'omertà, il tradimento, il carcere, la vendetta, la morte. Come se questa fosse la sequenza abituale dell'esistenza umana». Paola Surace, Avvenire online |
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La musica della mafia - vol III N.B: gli audio files sono esterni al sito (potrebbero essere stati rimossi) |
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(gilbotulino 10-1-2006) |
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Francesca Viscone La globalizzazione delle cattive idee Rubbettino, 256 pagine, 14 euro Copertine
con disegni naif (cuori, catene, rose trasudanti sangue), titoli
come "Vangelu i malavita", testi del genere: "Malavita malavita/
appartegnu all'Onorata/ puru si c'impizzu a vita/ eu non fazzu 'na
sgarrata". Fantasmi della vulgata mafiosa. Da vent'anni o più in
Calabria sono in vendita nelle bancarelle, nei mercati e nelle
feste padronali cassette audio con i cosiddetti "canti di
malavita", i canti della 'ndrangheta. Nel 2002, un paio di
produttori decidono di raccoglierli in due cd pubblicati in
Germania, vendono moltissimo, alzano polemiche e articoli di
giornale in tutto il mondo. Da qualche settimana è in vendita un
terzo cd, con canti e musiche ancora relativamente sconosciuti.
In questo libro (sottotitolo: "mafia, musica, mass media") la sociologa Francesca Viscone analizza la diffusione dei canti di malavita, cercando di chiarire il rapporto tra mafia e cultura popolare e la risonanza europea di un'operazione commerciale discussa. Quella musica vende perchè fa leva sui valori tradizionali, distorcendoli in modo sottile. Per esempio, calcando sul concetto di sangue e onore e obliando quello di pietà, sempre presente nella cultura popolare del sud. La tesi di fondo è che il successo dei "canti di malavita" sia una sorta di cocktail micidiale tra (falsi) valori tradizionali e mercato globalizzato. La diffusione mediatica che gioca sull'immagine stereotipa di una "Calabria ferox" viene amplificata dai meccanismi della pubblicità globale. Il male fa sempre, e sempre più, notizia, specialmente in una regione che stenta ad essere definita al di fuori degli stereotipi. Nella prefazione, Vito Teti nota che, nell'immaginario collettivo, "la regione è una sorta di 'luogo ossimoro' che contiene tutto e il contrario di tutto (bellezze e rovine, santi e briganti, fortuna e sfortuna, felicità e maledizione)". Il saggio della Viscone è interessante. Ma ci sarebbe molto da discutere su certe prese di posizione vagamente contenutiste. Il titolo di uno dei capitoli è "Gli uomini cattivi non hanno canti belli", ma siamo certi che anche il male non abbia i suoi fiori? E il blues, che è musica del diavolo? E i canti della mala milanese? E il canto "a fronne" dei carcerati napoletani? Una nota a margine del libro. La musica calabrese è una delle più ricche e interessanti d'Europa, come sanno gli etnomucologi, da Diego Carpitella in poi, che hanno dedicato ad essa innumerevoli ricerche. Di quella complessità in questi cd della musica calabrese c'è una traccia vaga, sia dal punto di vista delle musiche che da quello dei testi: i "veri" canti di 'ndrangheta sono quasi sempre ellittici, pieni di frasi "in codice", qui invece c'è un'orgia di sangu, onuri, ammazzatine, minacce. Sarà un caso o un segno di fatale approssimazione che sulla copertina dell'ultimo cd dei Canti di malavita spunti una chitarra acustica western, strumento sconosciuto in Calabria, ove dominano chitarre battenti, zampogne, organetti e tamburelli? Bruno Giurato,
Il Foglio quotidiano, sabato 26 novembre 2005 |
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In aula i riti abbreviati Mithos, a fine gennaio la requisitoria
PROSSIMO alla chiusura anche il capitolo
dell'udienza preliminare relativo alle 21 richieste di rito
abbreviato avanzate da altrettanti imputati del maxi processo
scaturito dall'operazione Mithos. Fissato, ieri mattina, il
calendario delle udienze che precederanno la sentenza del gup
Rosario Murgida, il primo appuntamento sarà con il pm Gerardo
Dominijanni il 30 gennaio, data in cui il magistrato sarà
chiamato a trarre le proprie conclusioni rispetto alle accuse
che vanno dall'associazione a delinquere di tipo mafioso al
danneggiamento, passando attraverso estorsioni, rapine, traffico
internazionale di armi, produzione, traffico e spaccio di
sostanze stupefacenti, fino al controllo degli appalti pubblici.
Il 10, 15 e 24 febbraio toccherà invece agli avvocati difensori
scendere in campo (tra loro l'avvocato Salvatore Staiano)contro
l'impianto messo su dalla pubblica accusa e infine l'attesa
decisione. (gilbotulino 10-1-2006) |
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Viaggio gratuito in treno per i vacanzieri del
Nord I turisti del Nord Italia che
intendono passare le loro vacanze estive nelle località
suggestive del Golfo di Squillace, tra Catanzaro Lido e
Guardavalle, potranno usufruire del viaggio gratuito. È la
sintesi di un progetto che coinvolge il sistema turistico della
costa jonica catanzarese, gli imprenditori turistici del
territorio, il Gal Serre Calabresi, il Consorzio per il
contratto turistico del Soveratese, la Camera di commercio di
Catanzaro, l'assessorato alle Attività produttive della
Provincia e l'assessorato regionale al Turismo, i cui
rappresentanti saranno chiamati a raccolta nella sala consiliare
di Soverato lunedì 16 gennaio. Dell'idea progettuale, già
discussa con i rappresentanti di TrenItalia, si è già parlato
all'interno del consiglio di amministrazione del Consorzio
presieduto da Mario Muzzì, dove la relazione svolta dall'ing.
Piero Sainato è stata accolta con entusiasmo anche perché
l'iniziativa si ricollega ad altre analoghe che tanto successo
hanno avuto per altre località del Sud Italia. Pietro Danieli, Gazzetta del
Sud, martedì 10 gennaio 2006 |
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Iniziativa di "Rinascita di Calabria" Una delibera contro la devolution
Il movimento "Rinascita di Calabria" propone che
tutti i consigli comunali calabresi di adottare una delibera
contro la Devolution. E' quanto si apprende in una nota diffusa
dal presidente Franco Critelli. (gilbotulino 10-1-2006) |
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S. Caterina mette ko il favorito Cortale e si
piazza solitario al secondo posto In
una giornata fredda e nuvolosa, alla presenza del pubblico delle
grandi occasioni,tra cui molti dirigenti di società del
comprensorio, si sono dati battaglia il S. Caterina e il Cortale.
La gara ha visto di fronte le due squadre , fino ad oggi
protagoniste del campionato. La capolista Cortale aveva puntato
tutto per lasciare imbattuta S. Caterina, ma in campo i locali
di mister Jorfida, hanno messo alle corde gli avversari
costringendoli a scoprirsi. Per tutta la gara gli attaccanti
hanno messo in serie difficoltà la difesa ospite, che più volte
su incursioni di Marino, Caporale D., Bascerano, ha rischiato di
capitolare ma l'imprecisione, e la bravura del portiere Sparcino,
tra i migliori in campo ha evitato il peggio. Poche le azioni da
gol della capolista, che si è limitata a qualche incursione di
contropiede con gli attaccantiGuà, senatore e Simonetta. Nella
ripresa il S. Caterina ha premuto sull'acceleratore, e su azione
iniziata dai centrocampisti, veniva lanciato Pilato L. che
entrava in area e veniva messo a terra. Il direttore di gara non
aveva dubbi e concedeva il rigore. Rigore che veniva trasformato
dal bravissimo Caporale ., tra il tripudio dei sostenitori
locali che durante la gara hanno mai fatto mancare un tifo
infernale per sostenere i propri beniamini. Franco Laganà, Il Quotidiano,
martedì 10 gennaio 2006 |
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