Gil Botulino

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sabato 14 Gennaio 2006

Porto di badolato, sarà depositata istanza di dissequestro

Un'istanza di dissequestro del porto di Badolato verrà depositata lunedì al tribunale di Catanzaro dai difensori della Salteg (la società che ha realizzato l'approdo), avvocati Armodio Migali, Maria Concetta Nunnari e Salvatore Staiano.
Il sequestro sta vincolando la struttura da circa un anno e cinque mesi «senza che mai - sostengono i legali - nessuno abbia chiesto una semplice proroga delle indagini».
Nell'articolata richiesta i difensori sostengono tra l'altro che il porto è rimasto un anno e cinque mesi privo di manutenzione, che nei porti dev'essere invece costante e ininterrotta. E che qualora la forza del mare dovesse superare le protezioni (cosa possibile mancando la manutenzione), si verificherebbe l'irrimediabile distruzione dell'intera darsena con un disastro ambientale di proporzioni enormi.
Il decreto di sequestro del porto turistico "Le bocche di Gallipari" è stato emesso dal Gip il 7 agosto del 2004 nel corso del procedimento penale a carico di Mario Grossi, legale rappresentante della Salteg, ed altri indagati tra cui il direttore dei lavori dell'approdo, ing. Gianfranco Gregorace. L'accusa è delicata: truffa aggravata in concorso, ai danni della Regione. In base alla ricostruzione dei fatti operata dagli inquirenti, Gregorace avrebbe "lavorato" a quattro mani con Mario Grossi, imprenditore di 53 anni residente nel Modenese e presidente della Salteg. L'ingegnere avrebbe redatto due verbali di collaudo falsi, facendoli firmare da professionisti compiacenti e quindi inducendo in errore la Regione e gli altri enti pubblici interessati all'opera. Secondo le tesi accusatorie, i verbali falsi sarebbero serviti per ottenere un finanziamento regionale superiore al milione e 125 mila euro, che la Salteg non avrebbe potuto incassare poiché l'opera non era stata realizzata e l'impresa non aveva rispettato gli impegni con l'esecutivo di viale De Filippis. I due indagati avrebbero anche ottenuto tre proroghe per intascare le varie tranche del finanziamento regionale. L'inchiesta non è limitata a loro due. In una seconda fase sono stati "avvisati" e sottoposti a perquisizione domiciliari il sindaco di Badolato, Andrea Menniti, il suo predecessore Gerardo Mannello, Vincenzo Gallelli, indagato nell'operazione Mithos e gli imprenditori Andrea Santillo e Angelo Domenico Paparo.

(b.c.), Gazzetta del Sud, sabato 14 gennaio 2006
(gilbotulino.it 15-1-2006)

 
Badolato. Si susseguono gli incontri con Ds, Margherita, Udeur e socialisti in cerca di una sintesi
Aprile per la sinistra", prove di dialogo
Piperissa: «Organizzeremo un convegno per concordare un atto unitario»

La politica vera, il ruolo dei partiti, le potenzialità del centro sinistra e della sinistra, i giovani, devono ritornare ad essere i protagonisti per il riscatto morale, civile, sociale, e culturale della comunità badolatese. Sono stati questi i temi dominanti degli incontri organizzati dall'associazione politico culturale "Aprile per la Sinistra".  Vincenzo Piperissa, coordinatore di Aprile, in una conferenza stampa, ha illustrato, le problematiche affrontate negli incontri con i partiti della sinistra.
   «Ci siamo fatti promotori, in vista delle prossime elezioni di primavera, ha detto Piperissa, di verificare lo stato di salute all'interno dei partiti dell'Unione, per superare divisioni e incomprensioni, concordare iniziative unitarie per contribuire alla sconfitta del governo Berlusconi, e far ritornare alla guida del paese il centrosinistra guidato da Prodi».
   Piperissa, nei due primi incontri avete discusso con le delegazioni dei Democratici di Sinistra e con i socialisti che hanno scelto di stare con il centro sinistra. Quali sono i risultati?
  
«Prima di questi incontri, abbiamo avuto un confronto sereno e franco con un gruppo di compagni storici del vecchio Pci, che in passato hanno ricoperto la carica di sindaco e ruoli dirigenziali. Alcuni di loro, insieme con noi di Aprile ci siamo allontanati dalla sezione dei Ds non condividendo la loro linea politica a Badolato. Insieme abbiamo deciso d'intraprendere tutte quelle iniziate atte a superare divisioni ed incomprensioni all'interno della sinistra, per costruire un nuovo contenitore politico, trovare punti di convergenza, proiettarci in una nuova stagione politica, promotori di un progetto politico - programmatico a lungo respiro, per costruire una sinistra unita e un centro sinistra partito di governo a livello nazionale, locale e comprensoriale. L'incontro con i compagni diessini, è servito a rilanciare un dialogo interrotto da anni. All'inizio della discussione sono emersi forti contrasti che hanno riaperto vecchie ferite. Poi è prevalso il buon senso e dagli interventi delle due delegazioni sono arrivati segnali distensivi. Insieme abbiamo concordato di intensificare gli incontri, in considerazione della confusa fase politica che attraversa Badolato, e la necessità di lavorare unitariamente per rafforzare la sinistra e il centro sinistra, in vista delle prossime elezioni politiche di primavera».
   Avete discusso anche della situazione politica amministrativa del paese?
  
«Volutamente, abbiamo evitato di entrare nel merito del problema. Comunque abbiamo dato una valutazione molto negativa dell' attuale maggioranza amministrativa guidata da un sindaco di centro destra. Considerando che i Ds, nella coalizione "Arcobaleno" sono parte integrante, per cui abbiamo lasciando ai compagni della sezione di valutare con serenità l'anomala situazione».
   L'incontro con i socialisti?
   «Molto proficuo, anche loro hanno dato una valutazione negativa dell'attuale fase politica del paese. Abbiamo trovato punti di convergenza, ribadita la necessita del ruolo che i partiti devono svolgere nella realtà badolatese, l'impegno per rafforzare un centro sinistra, che alle ultime elezioni regionali ha ottenuto forti consensi, e che quindi si candida alla guida del paese. Abbiamo ribadito che la vera politica e i partiti siamo al servizio dei cittadini, per sconfiggere i soliti gruppi di potere che in questi anni hanno determinato le scelte amministrative».
   Nei prossimi giorni incontrerete le altre forze politiche del centro sinistra?
   «è nostra intenzione incontrare le delegazioni della Margherita e dell'Udeur, e successivamente gruppi di compagni di Rifondazione Comunista, che non sono organizzati politicamente. Contatteremo anche l'associazioni, i movimenti, la consulta giovanile, e tutti i soggetti della società civile che spesso rimangono tagliati fuori della politica».
   Al termine degli incontri cosa intendete fare?
   «Organizzare un convegno con tutti i soggetti incontrati, informare i cittadini della nostra iniziativa, concordare un documento unitario che tracci le linee guida di un progetto che affronti tutte le tematiche emerse. Attivarsi per dare soluzione al fermo del Porto di Badolato, del Centro Polifunzionale, la statale 106, la ferrovia jonica, le drammatiche condizioni degli anziani, un migliore servizio sanitario, rendere protagonisti del cambiamento i giovani, dibattere i problemi della disoccupazione giovanile, dare voce alle medie e piccole industrie in difficoltà, sollecitare la soluzione d'opere pubbliche ferme da anni, ed attivarsi in altri settori d'interesse collettivo. Insomma vogliamo far uscire il paese dall'isolamento, dal degrado, per far ritornare Badolato ad essere un punto di riferimento per tutto il comprensorio del basso jonio, come lo è stato in passato. Insieme possiamo farcela».

Franco Laganà, Il Quotidiano,  sabato 14 gennaio 2006
(gilbotulino.it 15-1-2006)

 
L'ultima fatica letteraria di Pasquale Battaglia

Dopo "Riflessioni" (volume di liriche edito nel 1999), "Palcoscenico" (raccolta di poesie edita nel 2002), "Serenata malandrina" e "Testimoni la luna e le stelle" (libri di narrativa pubblicati rispettivamente nel 2003 e 2004), Pasquale Battaglia, badolatese di nascita ma catanzarese di adozione, ha pubblicato in questi giorni, per i tipi delle Edizioni Ursini, una interessante raccolta di motti e ballate in vernacolo calabrese con traduzione in lingua a fronte, dal titolo "Eu sugnu calabresi e non mi spagnu". "E' megghiu u parri comu t'imparau mammata arhu focularu!: è questa la "filosofia" di fondo che ha ispirato Pasquale Battaglia nel redigere questo volume e che gli ha consentito di raccogliere quasi mille proverbi, filastrocche, e modi di dire che costituiranno certamente una solida base di lavoro e di approfondimento per tutti coloro che vorranno addentrarsi nello studio della variegata cultura popolare calabrese e di Badolato in particolare.«L'idea di tramandare ai posteri il semplice modo di dialogare e di vivere dei miei avi, - commenta l'autore - è maturata quando ho avuto l'opportunità di constatare che le nuove generazioni, in maniera lenta ma progressiva, andavano sempre più trascurando la lingua natìa (sicuramente, piena di espressioni colorate e ricca di significati profondi), per usare un linguaggio, indubbiamente più erudito, ma meno colorito e spesso pieno di assurde volgarità».
«Credo - aggiunge - che è un gran bene parlare correttamente la lingua italiana, senza però dover ad ogni costo mettere da parte la lingua dialettale, che, senza ombra di dubbio, è la ricchezza primaria di ogni comunità o popolo che si rispetti. Come non ha alcun senso abbandonare le tradizioni, gli usi ed i costumi dei nostri antenati, così è altrettanto logico e fondamentale coltivare l'idioma del proprio paese. Comunque, è più che giusto e necessario studiare la lingua italiana in tutte le sue particolarità e sfumature e non solo perché è la nostra lingua nazionale, ma, principalmente, perché è la più ricca e forbita tra tutte le lingue del mondo. Detto questo, se la nostra civiltà viene definita millenaria, e la Magna Grecia è stata, sicuramente, la culla della civiltà mediterranea, non s'intravede la ragione per la quale si dovrebbe trascurare la nostra terminologia dialettale. Prima caritas e poi caritatis dicevano i latini. La scuola farebbe bene ad insegnare ai ragazzi anche la lingua dei loro avi, se non come materia primaria, almeno come secondaria».
«Se è ritenuto istruttivo studiare, almeno in alcune scuole classiche, il greco ed il latino, perché non dovrebbe essere altrettanto logico ritenere importante lo studio del vernacolo, certamente pieno di sfumature e di espressioni paesane molto belle e significative?! Questa raccolta di proverbi, modi di pregare, di cantare e di esprimersi in dialetto, calabrese e badolatese, è frutto di un lavoro appassionato, iniziato nella mia prima giovinezza, quando, pur non trascurando la nostra amata lingua italiana, restavo incantato ed affascinato dal modo di parlare e di comunicare dei miei nonni. Le cose riportate nel libro sono, ovviamente, una piccola parte, ma sono espressioni che mi hanno aiutato a vivere in modo probo e corretto, anche se, come suol dirsi, in questo mondo, alla fin fine, nessuno è perfetto. D'altronde quando non si riesce a capire un nostro interlocutore, non è forse proverbiale dire: "E' megghiu u parri comu t'imparau mammata arhu focularu!"?». Che bella espressione!

 Il Quotidiano,  sabato 14 gennaio 2006
(gilbotulino.it 15-1-2006)

 
Soriero annuncia la raccolta delle firme per il referendum
Devolution, parte l'offensiva

Inizia oggi alle alle ore 10.00 a Catanzaro in piazza Prefettura a Catanzaro la raccolta delle firme per il referendum contro la devolution da parte del
Comitato unitario "Salviamo la Costituzione" . Ad annunciarlo è il presidente dell'associazione Il Campo e dirigente dei Ds Pino Soriero. Un'iniziativa importante, spiega Soriero in un comunicato, per allargare la mobilitazione in corso in Calabria, che troverà il suo momento più alto nell'incontro con Oscar Luigi Scalfaro, Presidente Emerito della Repubblica, che sarà in Calabria sabato 28 Gennaio.
«È urgente abrogare la vergognosa legge "spaccaItalia" - spiega Soriero - giacchè la maggioranza di centrodestra, soffocando ogni forma di dibattito e confronto sotto i continui ricatti della Lega Nord, ha stravolto la nostra Carta Costituzionale; ha imposto la modifica di oltre cinquanta degli ottantacinque articoli della seconda parte della Costituzione Repubblicana». E si tratta di modifiche gravissime e inaccetabili secondo Soriero e spiega il perché:
1) L'attribuzione alle regioni di poteri esclusivi su scuola, sanità e sicurezza mette a rischio l'universalità dei diritti alla salute ed alla istruzione.
ß Il Presidente della Repubblica è privato dei suoi poteri fondamentali e cessa di essere il garante di tutti i cittadini.
2) Il Presidente del Consiglio dei Ministri accentra nella sua persona poteri che non hanno riscontro nella nostra storia costituzionale, eccezion fatta per il periodo fascista.
3) Il Parlamento è svuotato di ogni autonomo potere e sovranità.
«La "riforma" del centrodestra - secondo Soriero - è una violenza profonda alle ragioni della nostra democrazia, alle regole stesse della nostra convivenza, all'unità ed alla solidarietà nazionale fra Nord e Sud. Perciò è importante che proprio dalla Calabria emerga un segnale di larga mobilitazione per ricreare le condizioni di una nuova solidarietà tra le regioni più ricche e quelle più fragili. Facciamo appello a tutti i Sindaci, a tutti gli amministratori locali - conclude - perché attraverso iniziative in ogni città, in ogni quartiere possa emergere proprio dalla Calabria un segnale di larga mobilitazione per abrogare una legge inaccettabile e ricreare le condizioni di una nuova solidarietà tra le regioni più ricche e quelle più fragili».

 Il Quotidiano,  sabato 14 gennaio 2006
(gilbotulino.it 15-1-2006)

 
Ricorso accolto contro l'Etr

Codici numerici incomprensibili e richiami a norme difficili da reperire e comprendere rendono di 'criptica formulazionè le cartelle esattoriali che vengono inviate ai cittadini. È questa la principale motivazione con la quale il Giudice di pace di Catanzaro, Valeria Pucci, ha accolto il ricorso presentato dall'avvocato Rossana Greco a difesa di un cittadino catanzarese contro l'Etr, società di riscossione, ed il Comune di Catanzaro, annullando una cartella esattoriale che era stata inviata per una violazione del codice della strada. Nel corso del processo, l'avvocato Greco ha rilevato come la cartella esattoriale, attraverso la quale l'Etr avrebbe dovuto riscuotere una multa comminata al cittadino catanzarese dal Comune, non solo non fosse stata mai notificata, ma mancasse del decreto di attuazione, necessario per stabilire modalità, termini e procedure per l'esecuzione di quanto disposto dalla normativa in vigore. Accogliendo il ricorso dell'avvocato Greco, il giudice Pucci ha rilevato come la cartella esattoriale, non spiegando nei dettagli le modalità di esecuzione, non sia «rispettosa dei principi e delle garanzie costituzionali spettanti ai cittadini. Nel caso di specie - prosegue il provvedimento del Giudice di Pace di Catanzaro - l'Etr ha usato una formula sibillina nella cartella esattoriale e quindi viola il principio di trasparenza ed efficacia previsti dall'articolo 1 della Legge 241/90 ( Legge sul procedimento amministrativo, ndr) e dell'articolo 97 della Costituzione».

Gazzetta del Sud, sabato 14 gennaio 2006
(gilbotulino.it 15-1-2006)

 

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