Gil Botulino

The German Observer
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giovedì 19 Gennaio 2006

Il Calabrone ha incontrato a Roma Vincenzo Pultrone, giovane architetto e imprenditore badolatese
Badolatesi a Roma, Calabrian Style
Ideatore di un Caffè Letterario, luogo d'incontro e d'arte

Il Calabrone ha incontrato a Roma Vincenzo Pultrone, giovane architetto e imprenditore badolatese. Siamo andati nel suo raffinato negozio di design perché è lui l'ideatore del Caffè Letterario, situato ai civici 83-95 di via Ostiense, zona Piramide, inaugurato nel novembre scorso. [...]
   Vivi a Roma da ventiquattro anni. Torni mai in Calabria?
   Quasi ogni quindici giorni, per lavoro. Non ho voluto spostare la residenza da Badolato, perché sento che lì sono le mie radici e ci torno sempre con piacere. Con qualche amico vorremmo fondare l'associazione Calabresi d'Europa, perché sentiamo i calabresi protagonisti di questa Europa.
   Com'è Badolato vista da qui?
   Un'oasi di pace. Purtroppo, rispetto a quarant'anni fa, vive oggi una situazione di degrado e di abbandono.
   E che idea avresti per riqualificare il borgo antico?
   La situazione è bloccata perché manca l'iniziativa politica e non si lascia spazio a quella privata. Ci sono palazzi spettacolari che potrebbero diventare bellissimi alberghi [...] Il progetto del lungomare l'ho fatto io. Avevamo perfino i soldi dell'allora CEE. ma il comune è stato dichiarato in dissesto ed è caduta la giunta: abbiamo perso anche i finanziamenti. Di un progetto vastissimo, che doveva essere realizzato con materiali naturali, tipo cotto e tufo, evitando il cemento, ci sono oggi solo i primi 200 metri, ma non si riesce a vedere nella sua interezza. Ci dovevano essere 12 chioschi con la possibilità di dare lavoro ai giovani. La burocrazia ci ha fatto perdere i soldi ed è rimasto incompiuto. E se aggiungiamo la storia del porto...

Raffaella Maria Cosentino, Il Calabrone, anno V, num. 1, gennaio 2006
(gilbotulino.it 19-1-2006)

 
Badolato. Si susseguono gli incontri in vista delle elezioni politiche
"Aprile" lavora per la sinistra unita

A Badolato, continua l'attività dell'associazione politica culturale "Aprile per la Sinistra". Infatti la delegazione del coordinatore, Vincenzo Piperissa, dopo aver incontrato le delegazioni dei Democratici di sinistra e dei socialisti, nei giorni scorsi ha incontrato la delegazione del Circolo della Margherita. Dei risultati dell'incontro, si è fatto portavoce per Aprile, Giuseppe Cundò.
   «è stato un confronto molto proficuo, dal quale, è emerso chiaramente che a Badolato, c'è la necessità di ritornare alla politica vera, ridare voce ai partiti, provocare uno scossone per rilanciare un paese che è caduto nel letargo. Abbiamo concordato che c'è la necessità di una ripresa sociale, economica e culturale. Sia il coordinatore della Margherita, Giovanni Bove, che Nicola Lentini, che facevano parte della delegazione del partito di Rutelli, nel condividere la nostra iniziativa, ci hanno spronato a continuare negli incontri, per superare difficoltà ed incomprensioni, trovare punti di convergenza nei partiti del centro sinistra, che a Badolato possono e devono svolgere, per la loro forza elettorale un ruolo primario, purchè si mettano da parte personalismi e protagonismi, che in questi anni bui, non hanno consentito al paese di crescere, per farlo uscire dall'isolamento».
   Cundò, avete discusso anche delle prossime elezioni politiche di primavera?
   «Sì, questo era un obiettivo primario, abbiamo concordato che l'appuntamento elettorale deve vedere il centro sinistra unito, impegnato, protagonista, per contribuire alla vittoria dell'Unione, sconfiggere la destra di Berlusconi, responsabile del fallimento del suo governo di centro destra».
   La Margherita, che valutazione ha dato dell'attuale situazione politica amministrativa?
   «Come noi, anche loro hanno dato una valutazione negativa. Oggi a Badolato si è toccato il fondo, entrambe le delegazioni hanno ribadito che bisogna voltare pagina, dare voce e visibilità ai partiti, chiudere con l'esperienze delle liste civiche, ritornare in mezzo alla gente, parlare, discutere, interpretare i loro bisogni, dare risposte concrete, rendere la gente, i giovani, le donne, protagonisti, evitare che si allontanano dalla politica».
   I prossimi incontri?
   «Sabato abbiamo un incontro con la delegazione dell'Udeur di cui è responsabile Gaetano Stagno. Vorremmo concludere la nostra iniziativa politica, incontrando i movimenti, l'associazioni, la Consulta giovanile del presidente Guerrino Nisticò. Sono convinto che loro, possono e devono impegnarsi per la crescita del paese».

f.l., Il Quotidiano, giovedì 19 gennaio 2006
(gilbotulino.it 19-1-2006)

 
Disco del mese: Ad Aria dei Marasà

Ogni estate, in un paesino dell'entroterra cosentino, Castiglione, si celebra la festa delle parole sott'olio, la festa di quelle parole della memoria che vanno conservate di anno in anno, esattamente come si fa per i peperoncini o le melanzane. Sembra strano, ma anche qui sulla costa ionica qualcuno ha l'abitudine di conservare le parole... solo che il barattolo è un CD!
   Stiamo parlando dei vadulisani Marasà, moderni cantastorie, capaci, ancora nel 2006, di divertirsi e divertire col racconto di amori, feste e serenate lontane secoli.
   Ad aria... come le cornamuse e gli zufoli, come la voce, come il compenso per i suonatori, come volare planando tra i secoli e le generazioni. Tutto questo è il progetto Marasà: raccogliere il testimone della tradizione (Ahra vadulisana) e consegnarlo alle mani e alle orecchie di questi anni.
   La scommessa vinta in questo disco è quella di abbinare arrangiamenti attuali alla riscoperta di testi e melodie ancestrali (un lavoro filologico di precisione certosina). Il risultato è sorprendente perché nell'universo delle piccole produzioni di musica etnica, è uno dei pochi prodotti capaci di abbinare il calore e l'energia della musica popolare a una qualità musicale elevatissima e a un sound innovativo. Gli strumenti della memoria e la sperimentazione di nuovi contesti sonori, tecniche antichissime affidate a dita giovani, sono il marchio di fabbrica dei Marasà e le rielaborazioni sonore di Mimmo Audino e Sergio Schiavone presentano tutti tratti di originalità e freschezza rari in contesti musicali viziati da decenni di rivisitazioni e reinterpretazioni. Ottima anche l'idea di inserire, nella veste grafica, un libretto con le parole dei testi e un breve commento che ne aiuta la comprensione.
   "...In this great future you can forget your past..." cantava Marley... noi forse il nostro passato possiamo conservarlo, non sott'olia ma ad aria.
 

Il Calabrone, anno V, num. 1, gennaio 2006
(gilbotulino.it 19-1-2006)

Puoi ascoltare la musica dei Marasà nella sezione dedicata alla musica badolatese

 
la mancanza di sponsor, insieme alla carenza di strutture, è il comune denominatore delle società che animano la B femminile
Pallamano, AAA... soldi cercansi
Sono queste le sette protagoniste della B femminile calabrese

Si presenta molto interessante quest'anno il campionato di B femminile. Sono sette le squadre che vi parteciperanno. la provincia cosentina è il territorio che esprime un maggior numero di società: Handball Città di Rende, Cus Cosenza, Pandosia Hanball Club 2004, Handball Girls 89; in rappresentanza del catanzarese c'è il Centro Sportivo Meta Due, di Badolato, e la Handball Lamezia Terme 95; dal reggino, la Aspak, di Caulonia Marina. fautore della maggiore presenza del territorio di Cosenza è il professore Tullio Mazzucca. "Più che mio, il merito va ascritto alle ragazze -dice Mazzucca, presidente della società brutia- che, ad un erto punto, erano talmente numerose da poter formare, come del resto abbiamo poi fatto, tre squadre". Nell'organico dell'handball "Citta di Rende" non solo ragazze cosentine ma anche atlete di Reggio e Catanzaro. "Sono giovani universitarie che frequentano l'Unical", aggiunge il presidente. Una disciplina, questa della pallamano, in continua evoluzione, ma che deve affrontare i soliti problemi economici. "Intendo ringraziare ufficialmente il comune di Rende perché partecipa, ma i soldi sono decisamente pochi. E quindi mi trovo costretto a mettere mano alla mia tasca per poter portare avanti il nostro progetto", dice Mazzucca con fare rassegnato. Un problema, quello economico, che ha inciso profondamente nell'attività della società di Mazzucca. Lo scorso anno, infatti, il "Città di Rende" era stato ripescato in A2, ma la mancanza di finanziatori ha imposto alla società di rinunciarvi. "Ciò nonostante, contiamo di giocare un campionato di vertice e puntiamo al salto di categoria". La difficoltà economica è il comune  denominatore di tutte le società e di tutti quegli sport cosiddetti minori, ma nella pallamano femminile  si avverte, forse, ancora di più. " Stesso problema anche per noi -dice Annarita Trotta, responsabile del Cus, il centro sportivo universitario, di Cosenza- a cui si aggiunge anche la carenza di strutture. per il momento, infatti, ci alleniamo a Marano, ma speriamo di avere presto uno spazio tutto nostro", Il Cus può contare su dodici ragazze, guidate dal coach Alessandro Porco, che , naturalmente, sperano di portare a casa molti successi. In campo scendono Tatiana e Annarita trotta, Angela Presta, Barbara Ruffolo, Saride Le piane, Ida Falvo, Maria Buono, Angela e Barbara Spinelli. dal 2003 esiste anche la Pandosia Handball Club 2004, di Castrolibero. A presiederla, Francesco Guido che ne ha affidato la direzione tecnica a Gianpaolo Peluso. Allenatore Marilena Leporace, che può contare sul suo vice, Teresa Terranova. A volere fortemente questa squadra è stato un gruppo di ragazze che da oltre venti anni gioca a pallamano: Liporace, Terranova, Patrizia Nigro, Chiara Spada e Paola Cucunato. Oltre a partecipare alla B, la Pandosia ha creato anche un buon viavaio di giovanissime che prende parte all'under 14. Una delle società più "anziane" è la Handball Gilrl 89, di terranova da Sibari. Presente dal 1983, ha accumulato nel suo palmares diversi tiotli regionali e moltissime finali nazionali. "Terranova è una sorta di capitale della pallamano in Calabria -dice il presidente, Lidia Gimigliano- in cui la presenza delle Amatori e della Girl in A2, ha determinato un aumento considerevole dei praticanti. pensi che alle partite di pallamano c'è più pubblico di quelle del calcio di prima categoria in cui milita la squadra locale. Non solo -continua Gimigliano- nei nostri anni più belli, nel passato, avevamo appena dodici ragazze, mentre oggi ne possiamo contare quasi trenta. E tutte con una grande voglia di giocare".
   Circa sei anni addietro è nato, invece, il Centro Sportivo Meta Due, di Badolato. Per due stagioni hanno vinto il campionato regionale, nel 2003 hanno disputato le finali nazionale under 17. Stessa cosa nel 2004. Alle finali nazionali, ma quelle under 18, hanno partecipato le ragazze dell'Aspak, di Caulonia marina. Anche loro, come nel caso del "Città di Rende" di Mazzucca, hanno più volte vinto il campionato di B, ma per i soliti motivi economici, via hanno dovuto rinunciare. "Ci alleniamo -dice Guglielmo Paolillo, responsabile della società- nel palazzetto dello sport di Caulonia tre volte alla settimana ed abbiamo dodici ragazze. L'organico sarà presto ampliato". La Handball Lamezia Terme 95 è la società più vecchia. Nasce nel 1980, ha vinto ventidue titoli regionali e conquistato piàù volte la A2, "ma per carenza di strutture ci abbiamo rinunciato", dice il responsabile, Antonello Torchia. La società lametina può contare su ben 180 allievi ed il sogno è quello di potere, un giorno, disputare la serie A "che meritiamo da tempo", conclude Torchia.

Francesca Ledonne, Sport&Turismo, anno 11, num. 1, gennaio 2006
(gilbotulino.it 19-1-2006)

 
I racconti di Nicolina Carnuccio sul "far-West" delle nostre marine

Nicolina Carnuccio si diletta a scrivere annotazioni di diario, poesie e, in particolare, racconti tanto veri che possono essere considerate testimonianze storiche e sociologiche, non solo perché autobiografici ma anche perché descrivono le nostre marine quando (circa sessant'anni fa) ancora c'erano le Marine.
   Infatti, con il suo libro "Quando eravamo bambini io e i miei fratelli" ci dona persino le atmosfere di un territorio non ancora invaso da coloro che dai borghi collinari, piano piano dal 1945 (cioè dopo la fine della seconda guerra mondiale), si sono tasferiti nelle marine, lungo la statale jonica 106 e la ferrovia. E Nicolina ha abitato proprio la casa cantoniera dell'Anas sita nella Marina di Badolato, vicino la stazione ferroviaria, quando ancora il litorale era semi-deserto e c'era una poco beata solitudine, con più natura e più solidarietà tra quei pochissimi (autentici pionieri) che osavano stare (o vi erano costretti per lavoro) in zone ancora malariche e desolate, senza alcun servizio sociale o comodità domestica.
   Ed io che ho vissuto (sebbene in parte) quegli stessi anni e le medesime atmosfere (poiché abitavo con la mia famiglia al casello ferroviario di Cardàra) posso affermare che tale raccolta di annotazioni e racconti costituisce un prezioso tassello che tutti i cosiddetti "marinòti" (attuali e futuri) dovrebbero conoscere per amare meglio e di più questi ameni luoghi che, stretti dalle colline e dal mare, chiamiamo Marine e che tenaci pionieri hanno preparato per la calata dei "montanari".
   A ben pensarci, queste nostre marine sono state, in certo senso, il nostro piccolo, affettuoso, jonico Far-West con tanto di pionieri e di progressivi insediamenti di massa.
 

Domenico Lanciano, Punto&@Capo, anno III, num. 1, gennaio 2006
(gilbotulino.it 19-1-2006)

 

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