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Badolato in corsa per il primo premio al "Virtual
Reality System" Inviato: [04/02/2006
20.03]
Oggetto: Badolato concorre al primo posto.
Caro Gil,
noto con piacere che Badolato si sta collocando tra le
primissime posizioni nella graduatoria del "Virtual Reality
System" e strada facendo riuscirà sicuramente a raggiungere la
Prima Positione.
Ne intravedo il possibile traguardo per i seguenti motivi:
1) In politica abbiamo
"apparizioni" ed interventi di personaggi che oltre ad aver
fatto seri danni in precedenti "campagne", riescono a collocarsi
secondo necessità nel posto giusto e nel momento giusto,
proponendosi e proponendo senza vergogna il "nuovo corso" da
perseguire ottenendo (appropriandosi) una visibilità politica
(?) che altrimenti non otterrebbero tanto facilmente.
Per questa "visibilità" si sono inventati, giustificando il
tutto, i vari "movimenti politici" che in realtà sono solo delle
cordate o frange che come cani sciolti, sono senza reale o
visibile padrone. "Loro" hanno una forma di impunità ed
immunità, poiché del loro operare, alla fine, non rispondono a
niente e a nessuno.
La loro angosciosa presenza si può considerare un fiore
all'occhiello del "Virtual Reality System".
2) Nel pianeta cultura abbiamo molta aria fritta che viene
virtualmente propinata.
3) Tra le ultime perle da collezione c´è la virtualmente
reale "università dei popoli (?)" con sede in Badolato (?).
In questa università abbiamo il massimo del virtuale:
- Studenti non frequentanti e mai iscritti;
- Università riconosciuta e pubblicizzata
dal suo stesso inventore;
- Lauree (?) mai consegnate;
- Opere ed interventi sul territorio, mai
visti mai fatti;
Di tutto questo, LIBERA NOS DOMINE.
Scusate il disturbo, Pasquale Rudi (gilbotulino.it 5-2-2006) |
Patto Per il basso ionio e preserre (speranze
e futuro del comprensorio)
Incontro dibattito a Badolato marina
Questo l'invito firmato da Franco Nisticò e
Raffaele Mancini
Carissimo,
Stante l'aggravarsi della già preoccupante situazione del nostro
comprensorio, intendiamo lanciare un segnale di speranza alle
nostre Comunità, motivati ad operare in questo contesto
difficilissimo, porgendo una testimonianza d'impegno e di grande
amore per i nostri paesi e per i nostri concittadini.
La invitiamo pertanto, e siamo certi della Sua doverosa e
responsabile partecipazione ad un incontro dibattito Lunedì
13 febbraio alle ore 16,00 presso la Scuola media di
Badolato marina:
Sono invitati, ed in tanti hanno già assicurato la loro presenza:
- I ventisette Sindaci dell'area Pit
- Le Comunità Montane
- Le forze politiche
- I sindacati
- Movimenti es associazioni
- Gli eletti provinciali, regionali e nazionale dell'area
- Rappresentanti istituzionali della Provincia, della Regione e del
Governo
L'ordine del giorno è il
seguente:
PATTO PER IL BASSO IONIO E
PRESERRE (speranze e futuro del comprensorio)
1. Obiettivi e interventi strategici necessari per l'Area
2. Patto di solidarietà e sinergie per ottenere la dovuta
attenzione sulle nostre popolazioni
3. Atto costitutivo di un coordinamento unitario dei ventisette
Sindaci dando vita ad un nuovo organismo con forte peso politico
4. Varie e eventuali
Vi aspettiamo con fiducia,
cordiali saluti
f.to: Comitati, Movimenti, Associazioni
Franco Nisticò; Il presidente del
Pit dott. Raffaele Mancini
(gilbotulino.it 5-2-2006) |
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Su richiesta di alcuni lettori di Gilbotulino
(che non possono procurarsi una copia di Punto e a Capo, perché
lontani) e con l'occasione dell'intervento di Pasquale Rudi,
che avete letto più su, vi riporto integralmente l'intervista di
Franco Laganà al professor Gesualdo.
L'Università dei popoli ha già cinque anni!
E Gesualdo esulta
Il dottore Domenico
Lanciano, valente pubblicista, e il professor Antonio Gesualdo,
studioso e intellettuale internazionale hanno costituito, l'8
dicembre 2000, in Badolato, l'Università dei Popoli.
Quali sono state,
professore Gesualdo, le motivazioni che hanno portato a
realizzare l'Università dei Popoli?
"una analisi serrata e severa del declino della Calabria:
esso è l'effetto precisamente di determinazioni statiche delle
forme spirituali, di fragilità psicologiche e di debolezze
morali, del dramma di sofferenze sociali e di disorientamenti
irrecuperabili; e della negazione della politica che non
possiede la suprema virtù di dialettizzare e mediare, delle
violazioni del dovere e della giustizia, dell'incubo di un
abominevole futuro, dell'angoscia esistenziale e dell'angoscia
storica, e di un male oscuro annidato a insidiare e tormentare
uno sviluppo intellettuale e civile. L'esigenza di fornire uno
strumento interpretativo per la contemporaneità e d'adeguamento
a realtà più progredite, di salvaguardare la dignità e il
fondamento concettuale delle varie forme della cultura, e
l'aspirazione a operare a favore degli altri in un sistema di
possibile "indipendenza generale" e in una insurrogabile e
indispensabile articolazione multiculturale, hanno portato alla
creazione dell'Università dei Popoli, che non è una pura
escogitazione verbale, ma una attività pratica e autonoma che
mira, per sua intrinseca vocazione, a plasmare in Calabria il
senso di affinità europea e l'idea di una regione aperta e
pluralista nel contesto mondiale".
Che cosa è l'Università
dei Popoli, e quali personalità sono venute?
"La risposta non può
essere altra se non che l'Università dei Popoli, allogata nella
mia Biblioteca, che contiene ben tremila volumi, senza
esclusione di certe rarità bibliografiche sul regno di napoli,
promuove un più virile atteggiarsi del sentire e del volere, e i
valori di cultura, per il loro carattere di universalità; e si
pone come ambiente vitale di riflessione critica, di giudizio
storico, di verifiche, per chiunque voglia lavorare, insieme con
me, homo bonae voluntatis, intorno al progetto della
costruzione, feconda pei contemporanei e pei posteri, di una
nuova cultura e socialità della Calabria. Conferma l'ufficio e
natura etico-politici e di travaglio della coscienza
intellettuale, il carattere che l'Università dei Popoli ha
costante di luogo in cui s'attende al vivo e irrinunciabile
insegnamento umanistico-idealistico-laico-cattolico, e
all'educazione al senso della ragione. Procedendo ad una
selezione ristrettissima, non si può non rammemorare taluni, tra
più decine di personalità, sia italiane sia straniere, che sono
venuti all'Università dei Popoli: gli storici Gustavo Valente,
archivio vivente della storia della Calabria, e Raffaele
Colapietra, mio docente nell'Università di Messina; l'eminente
studioso E. Rawson, che ho incontrato nel Merton College e nella
Bodleian Library di Oxford; i professori Fernando Lucchese,
dell'Università di Campobasso, e Luca Giannini, dell'Università
di Firenze; i giornalisti Jeffrey Fleichman, del "The
Philadelphia Inquirer", e Luigi La Grotta di Brema. E ho avuto
il privilegio di discorrere con loro. mostrando una versatilità
di chiarimenti sempre incalzanti, di storiografia, di tesori
d'arte in Calabria e in Europa, di aspetti metodologici
dell'architettura, di potere e cultura a Catanzaro, e di
mutamento sociale, democrazia diretta, organizzazione dello
stato mondiale, restaurazione della scienza politica,
arguteggiando e macinando bel fiore di giudizi".
C'è un rapporto
dell'Università dei Popoli con organi dell'informazione, e con
istituzioni culturali?
"Mercè Domenico Lanciano, autore d'innumerevoli progetti e
proposte concreti, spediti ad autorità e a personaggi di
rilievo, l'Università dei Popoli, riferimento concettuale di
natura non finalistica dal quale non si può prescindere, per
capire i processi storici e civili della Calabria, si è immessa
subito nel circuito dell'informazione, utilizzando gli organi di
stampa e delle radiotelevisioni regionali e nazionali, per
diffondere la sua tensione propositiva, e ha conseguito più di
ottantanove referenze sino ad oggi. È ineccepibile che, dalla
vasta trama delle mie relazioni con studiosi di diversi rami
scientifici, con figure centrali per quel che concerne il
processo di modernizzazione sociale, con membri della
Deputazione di Storia Patria della Calabria, con esponenti
dell'aristocrazia e della borghesia, con direttori e redattori
di noti periodici, emerge la traiettoria dell'Università dei
Popoli, estrema parte nella ristretta cerchia della vita
culturale: ripensando poi al mio laborioso cammino, direi
lealmente che nessuno ha un buon argomento per negare il mio
rigoglio di vita mentale, la mia irrequieta luce prismatica, e
il potente ed umile impulso del mio Umanesimo ad una cultura in
cui l'individuo avvere il suo grande compito di possedere il
senso storico".
Franco
Laganà, Punto&@Capo, anno III, num. 2, febbraio 2006
(gilbotulino.it 5-2-2006) |