Gil Botulino |
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lunedì 6 Febbraio 2006 |
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Badolato, da borgo famtasma della Calabria a
gioiello dell'Onu
Da paese fantasma a gioiello dell'Onu. Sulla costa jonica della Calabria, arroccato su una collina dalla quale si ammira da un lato il mare e dall'altro la montagna, si erge il borgo medievale di Badolato, in provincia di Catanzaro. Il piccolo centro, ricco di chiese e palazzetti antichi, tuttavia non e' famoso tanto per i pur splendidi paesaggi nel quale e' inserito, quanto per essere il centro di un progetto di accoglienza, convivenza e integrazione interculturale senza precedenti in Italia, che lo ha portato a rappresentare la nostra nazione nella prossima edizione del 'World Habitat Award', il concorso annuale patrocinato dall'Onu che premia il miglior esempio di 'architettura sociale' al mondo. Sembra incredibile che quello che fino a qualche anno fa era stato etichettato come 'paese fantasma' possa ad agosto ricevere un premio dalle mani di Kofi Annan. ''Sono molto fiducioso per il futuro del paese ed attendo con trepidazione l'esito del concorso'', ha dichiarato il sindaco Andrea Menniti. - Tutto ha inizio nel dicembre del 1997 con lo sbarco sulle coste della Calabria della 'Ararat', una nave di profughi provenienti dal Kurdistan. Per le 836 persone che avevano affrontato quel terribile viaggio in condizioni disumane fu allestita inizialmente un' accoglienza provvisoria. Gli uomini furono alloggiati nella scuola media di Badolato superiore, le donne e i bambini in un centro d'accoglienza nel vicino paese di Soverato. Al momento dello sbarco, nell'antico borgo vivevano appena 350 persone, per lo piu' anziani, conseguenza dell'ondata migratoria che, a partire dagli anni '50, aveva visto i badolatesi trasferirsi in cerca di migliori sorti nelle Americhe prima e nel resto d'Europa poi. Da questa serie di congiunture nacque la favola di 'Kurdolato', esempio di convinvenza e rispetto fra culture diverse. Gerardo Mannello, uno degli artefici di questo piccolo miracolo, nel 1997 era il sindaco di Badolato. ''Dopo lo sbarco della 'Ararat' - racconta - la situazione era molto caotica. C'era un continuo via vai da Badolato a Soverato e viceversa. Questo perche' gli uomini erano stati divisi dai propri familiari ed erano disposti a farsi oltre 20 km a piedi pur di vederli. Io personalmente ne accompagnavo in macchina il piu' possibile. Qualche tempo dopo mi venne un'idea. Decisi di riunire queste famiglie assegnando loro alcune delle abitazioni del vecchio borgo che erano disabitate da anni. Chiesi ai miei cittadini se erano d'accordo e poco dopo tempo furono consegnate 80 chiavi. L'allora ministro degli Affari sociali, Livia Turco, stanzio' un miliardo e mezzo di lire per questo progetto. Restarono 13 famiglie curde''. Inizio' cosi' una pacifica e prolifica convivenza fra italiani e curdi all'interno del piccolo paese.''All'inizio era problematico capirsi- ricorda Mannello- col tempo pero' siamo riusciti ad inventarci una sorta di lingua franca composta da termini italiani, calabresi e curdi. Lo spirito con il quale i badolatesi hanno affrontato questa esperienza e' straordinario, forse perche' hanno vissuto sulla propria pelle una situazione analoga''. Tanto per rendere l'idea, qualche mese dopo lo sbarco, i cittadini decisero di offrire ai curdi, che professano la religione musulmana, il Monastero, una delle chiese piu' importanti del paese, in modo da poter festeggiare il 'Newroz', il capodanno turco. Alcuni curdi iniziarono a lavorare nell'agricoltura e nell'edilizia, altri aprirono un ristorante e altri ancora un negozio di ceramiche. Fu istituito ben presto un centro Cir, l'ente morale-onlus che opera dal 1990 in Italia per coordinare e potenziare le azioni in difesa dei diritti per i rifugiati e richiedenti asilo. Era ed e' tuttora l'unico centro presente nella regione Calabria. Il suo scopo e' quello di coordinare le attivita' che riguardano i rifugiati che arrivano e offrire loro un supporto in caso di necessita'. Daniela Trapasso, badolatese, dirige il centro dal 1997. ''Siamo arrivati qui' in un periodo in cui in Italia non esistevano leggi sui rifugiati e i richiedenti asilo. Badolato in qualche modo s'invento' l'accoglienza. Il paese torno' a rianimarsi e ad attirare attorno a se' l'attenzione dei media di tutto il mondo, Stati Uniti compresi''. - Dal 2001 Badolato e' uno dei 92 comuni che aderisce al 'sistema di protezione per richiedenti asilo e rifuguati', un programma coordinato dal Ministero degli interni, dall'Anci e dall'Acnur. ''Il programma- spiega la Trapasso- rappresenta l'unica normativa in materia di rifugiati in Italia. Si basa sugli ultimi due punti della legge Bossi- Fini sull'immigrazione. E' incredibile pensare che siamo l'unica nazione in Europa a non avere una legge apposita per i rifugiati, anche la Spagna che non l'aveva ne ha approvata una di recente''. ''Questo e' uno dei motivi -aggiunge- insieme alla mancanza di posti di lavoro in Calabria, che ha spinto molti rifugiati a emigrare verso altre nazioni europee''. Badolato infatti, dopo la straordinaria rinascita di cui e' stata protagonista, rischia infatti di tornare ad essere nuovamente un paese fantasma. - Attualmente vivono a Badolato solo dodici curdi, anche se il paese continua ed essere il centro nevralgico dell'accoglienza per rifugiati in Calabria. La maggior parte di loro al momento proviene da paesi africani, come Etiopia, Sudan ed Eritrea. Lo spirito di solidarieta' e' sempre lo stesso, ma le prospettive cambiano. Da una parte sembra essere rinato un interesse attorno al vecchio borgo, che ha spinto molti imprenditori del nord Italia, ma anche svizzeri e tedeschi, a ristrutturare abitazioni ed edifici in disuso. Dall'altra, un costante esodo di profughi che non riescono a trovare stabilita' lavorative in una regione che non offre garanzie per il futuro. Badolato ha da poco ricevuto dei nuovi finanziamenti che riguardano delle 'borse lavoro' da assegnare ai rifugiati. ''Si tratta di un progetto- fa sapere Daniela Trapasso del Cir- che da una parte aiuta le aziende ad aumentare la produttivita', dall'altra offre la possibilita' ai rifugiati di imparare un lavoro. A frenare gli sviluppi di questi progetti purtroppo pero' sono i ritardi burocratici
La Gente d'Italia, lunedì 6 febbraio
2006 |
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Da "paese fantasma" a gioiello dell'Onu.
Miglior esempio di "architettura sociale" al mondo Badolato candidato al World habitat award Da paese fantasma a gioiello dell'Onu. Sulla costa jonica della Calabria, arroccato su una collina dalla quale si ammira da un lato il mare e dall'altro la montagna, si erge il borgo medievale di Badolato, in provincia di Catanzaro. Il piccolo centro, ricco di chiese e palazzetti antichi, tuttavia non è famoso tanto per i pur splendidi paesaggi nel quale è inserito, quanto per essere al centro di un progetto di accoglienza, convivenza e integrazione interculturale senza precedenti in Italia, che lo ha portato a rappresentare la nostra nazione nella prossima edizione del "World Habitat Award", il concorso annuale patrocinato dall'Onu che premia il miglior esempio di "architettura sociale" al mondo. Sembra incredibile che quello che fino a qualche anno fa era stato etichettato come "paese fantasma" possa ad agosto ricevere un premio dalle mani di Kofi Annan. «Sono molto fiducioso per il futuro del paese ed attendo con trepidazione l'esito del concorso», ha dichiarato all'Adnkronos il sindaco Andrea Menniti. L'esperienza di Badolato ha lasciato il segno nei cuori di coloro che l'hanno creata. «Ancora oggi -riferisce l'ex sindaco Mannello- mi arrivano le cartoline delle famiglie che sono emigrate altrove. Sono estremamente orgoglioso di quello che ho fatto e molto di quello che stiamo raccogliendo oggi è il frutto di quanto seminato allora». «Prima dello sbarco -aggiunge- non sapevo nulla sulle condizioni di vita di questa gente. Mi è bastato però vedere anziani, disabili, bambini piccoli e donne incinta affrontare un viaggio terribile come quello della nave "Ararat" per capire che la democrazia è un bene che noi occidentali diamo troppe volte per scontato». Gli fa eco Daniela Trapasso: «Questa esperienza ha rappresentato una grande crescita culturale del nostro paese ed è un motivo di orgoglio non solo per la Calabria ma per tutta l'Italia». Il Domani, lunedì 6 febbraio
2006 |
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Badolato.Prosegue a pieno ritmo l'attività della
locale sezione guidata da Antonio Scoppa L'Avis per l'affermazione dei valori umani
Continua a ritmo intenso sul territorio del
comprensorio di Soverato, l'attività della sezione Avis di
Badolato, che comprende anche i comuni di Isca e S. Andrea. f.l., Il Quotidiano, domenica 5
febbraio 2006 |
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Badolato. Concluse le iniziative culturali
promosse per il centenario Caporale, poeta elegiaco e romantico Il ricordo delle figlie: «Un uomo forte e affettuoso»
Con la relazione del docente universitario de "La
Sapienza di Roma", Antonio Barbuto, sul tema "L'amore, il
sentimento della natura, il fascino dei luoghi. le piccole cose,
in Nicola Caporale, spirito romantico. poeta elegiaco", molto
applaudita dal numeroso pubblico, si sono conclusi a Badolato
gli eventi culturali, per il primo centenario della nascita di
Nicola Caporale, poeta, scrittore, letterato, pittore,
giornalista. Le manifestazioni, coordinate dal giornalista
Antonio Piperita, sono state organizzate dal Circolo culturale
che si onora del suo nome. f.l., Il Quotidiano, domenica 5
febbraio 2006 |
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"L'acqua? Missione straordinaria" e il sindaco
si dà lo stipendio bis QUANDO si va
oltre l'incredibile è come giocare a monopoli: il giro si
interrompe e si ritorna all'inizio, cioè al possibile. E' ciò
che è accaduto a Reggio Calabria, dove nelle case oggi l'acqua
arriva piano, in alcuni mesi singhiozza per ore, poi riprende,
poi si ferma. E quando arriva, è salata. Salata che ti fa schifo
berla, e ti fa pure noia fare la doccia. Salata. Le falde sono
traditrici, le tubature fanno cilecca. E' tutto un guaio, al
punto che il governo decide, più di due anni fa oramai, che
serve un'azione d'urto, un commissario con pieni poteri e otto
milioni di euro da spendere. Commissario è nominato il sindaco,
Giuseppe Scopelliti, un volitivo ragazzone di Alleanza
Nazionale. Arriva il decreto di nomina e lui immediatamente si
mette al lavoro. La prima cosa che fa è chiedere, più per la
voglia di essere preciso, al ministero romano: a me tocca
qualcosa? Mi pagate o lavoro gratis? Antonello Caporale, Repubblica,
lunedì 6 febbraio 2006 |
| CALABRIA:
BADOLATO, IL BORGO DEI RIFUGIATI CANDIDATO AL WORLD HABITAT
AWARD Catanzaro, 6 feb. (Adnkronos) - Da paese fantasma a gioiello dell'Onu. Sulla costa jonica della Calabria, arroccato su una collina dalla quale si ammira da un lato il mare e dall'altro la montagna, si erge il borgo medievale di Badolato, in provincia di Catanzaro. Il piccolo centro, ricco di chiese e palazzetti antichi, tuttavia non e' famoso tanto per i pur splendidi paesaggi nel quale e' inserito, quanto per essere il centro di un progetto di accoglienza, convivenza e integrazione interculturale senza precedenti in Italia, che lo ha portato a rappresentare la nostra nazione nella prossima edizione del 'World Habitat Award', il concorso annuale patrocinato dall'Onu che premia il miglior esempio di 'architettura sociale' al mondo. Sembra incredibile che quello che fino a qualche anno fa era stato etichettato come 'paese fantasma' possa ad agosto ricevere un premio dalle mani di Kofi Annan. ''Sono molto fiducioso per il futuro del paese ed attendo con trepidazione l'esito del concorso'', ha dichiarato all'ADNKRONOS il sindaco Andrea Menniti. (segue) (Lar/Opr/Adnkronos) CALABRIA: BADOLATO, IL BORGO DEI RIFUGIATI CANDIDATO AL WORLD HABITAT AWARD (2) (Adnkronos) - Tutto ha inizio nel dicembre del 1997 con lo sbarco sulle coste della Calabria della 'Ararat', una nave di profughi provenienti dal Kurdistan. Per le 836 persone che avevano affrontato quel terribile viaggio in condizioni disumane fu allestita inizialmente un' accoglienza provvisoria. Gli uomini furono alloggiati nella scuola media di Badolato superiore, le donne e i bambini in un centro d'accoglienza nel vicino paese di Soverato. Al momento dello sbarco, nell'antico borgo vivevano appena 350 persone, per lo piu' anziani, conseguenza dell'ondata migratoria che, a partire dagli anni '50, aveva visto i badolatesi trasferirsi in cerca di migliori sorti nelle Americhe prima e nel resto d'Europa poi. Da questa serie di congiunture nacque la favola di 'Kurdolato', esempio di convinvenza e rispetto fra culture diverse. Gerardo Mannello, uno degli artefici di questo piccolo miracolo, nel 1997 era il sindaco di Badolato. ''Dopo lo sbarco della 'Ararat' - racconta - la situazione era molto caotica. C'era un continuo via vai da Badolato a Soverato e viceversa. Questo perche' gli uomini erano stati divisi dai propri familiari ed erano disposti a farsi oltre 20 km a piedi pur di vederli. Io personalmente ne accompagnavo in macchina il piu' possibile. Qualche tempo dopo mi venne un'idea. Decisi di riunire queste famiglie assegnando loro alcune delle abitazioni del vecchio borgo che erano disabitate da anni. Chiesi ai miei cittadini se erano d'accordo e poco dopo tempo furono consegnate 80 chiavi. L'allora ministro degli Affari sociali, Livia Turco, stanzio' un miliardo e mezzo di lire per questo progetto. Restarono 13 famiglie curde''. (segue) (Lar/Opr/Adnkronos) CALABRIA: BADOLATO, IL BORGO DEI RIFUGIATI CANDIDATO AL WORLD HABITAT AWARD (3) (Adnkronos) - Inizio' cosi' una pacifica e prolifica convivenza fra italiani e curdi all'interno del piccolo paese.''All'inizio era problematico capirsi- ricorda Mannello- col tempo pero' siamo riusciti ad inventarci una sorta di lingua franca composta da termini italiani, calabresi e curdi. Lo spirito con il quale i badolatesi hanno affrontato questa esperienza e' straordinario, forse perche' hanno vissuto sulla propria pelle una situazione analoga''. Tanto per rendere l'idea, qualche mese dopo lo sbarco, i cittadini decisero di offrire ai curdi, che professano la religione musulmana, il Monastero, una delle chiese piu' importanti del paese, in modo da poter festeggiare il 'Newroz', il capodanno turco. Alcuni curdi iniziarono a lavorare nell'agricoltura e nell'edilizia, altri aprirono un ristorante e altri ancora un negozio di ceramiche. Fu istituito ben presto un centro Cir, l'ente morale-onlus che opera dal 1990 in Italia per coordinare e potenziare le azioni in difesa dei diritti per i rifugiati e richiedenti asilo. Era ed e' tuttora l'unico centro presente nella regione Calabria. Il suo scopo e' quello di coordinare le attivita' che riguardano i rifugiati che arrivano e offrire loro un supporto in caso di necessita'. Daniela Trapasso, badolatese, dirige il centro dal 1997. ''Siamo arrivati qui' in un periodo in cui in Italia non esistevano leggi sui rifugiati e i richiedenti asilo. Badolato in qualche modo s'invento' l'accoglienza. Il paese torno' a rianimarsi e ad attirare attorno a se' l'attenzione dei media di tutto il mondo, Stati Uniti compresi''. (segue) (Lar/Opr/Adnkronos) CALABRIA: BADOLATO, IL BORGO DEI RIFUGIATI CANDIDATO AL WORLD HABITAT AWARD (4) (Adnkronos) - Dal 2001 Badolato e' uno dei 92 comuni che aderisce al 'sistema di protezione per richiedenti asilo e rifuguati', un programma coordinato dal Ministero degli interni, dall'Anci e dall'Acnur. ''Il programma- spiega la Trapasso-rappresenta l'unica normativa in materia di rifugiati in Italia. Si basa sugli ultimi due punti della legge Bossi-Fini sull'immigrazione. E' incredibile pensare che siamo l'unica nazione in Europa a non avere una legge apposita per i rifugiati, anche la Spagna che non l'aveva ne ha approvata una di recente''. ''Questo e' uno dei motivi -aggiunge- insieme alla mancanza di posti di lavoro in Calabria, che ha spinto molti rifugiati a emigrare verso altre nazioni europee''. Badolato infatti, dopo la straordinaria rinascita di cui e' stata protagonista, rischia infatti di tornare ad essere nuovamente un paese fantasma. (segue) (Lar/Opr/Adnkronos) CALABRIA: BADOLATO, IL BORGO DEI RIFUGIATI CANDIDATO AL WORLD HABITAT AWARD (5) (Adnkronos) - Attualmente vivono a Badolato solo dodici curdi, anche se il paese continua ed essere il centro nevralgico dell'accoglienza per rifugiati in Calabria. La maggior parte di loro al momento proviene da paesi africani, come Etiopia, Sudan ed Eritrea. Lo spirito di solidarieta' e' sempre lo stesso, ma le prospettive cambiano. Da una parte sembra essere rinato un interesse attorno al vecchio borgo, che ha spinto molti imprenditori del nord Italia, ma anche svizzeri e tedeschi, a ristrutturare abitazioni ed edifici in disuso. Dall'altra, un costante esodo di profughi che non riescono a trovare stabilita' lavorative in una regione che non offre garanzie per il futuro. Badolato ha da poco ricevuto dei nuovi finanziamenti che riguardano delle 'borse lavoro' da assegnare ai rifugiati. ''Si tratta di un progetto- fa sapere Daniela Trapasso del Cir- che da una parte aiuta le aziende ad aumentare la produttivita', dall'altra offre la possibilita' ai rifugiati di imparare un lavoro. A frenare gli sviluppi di questi progetti purtroppo pero' sono i ritardi burocratici''. (segue) (Lar/Opr/Adnkronos) CALABRIA: BADOLATO, IL BORGO DEI RIFUGIATI CANDIDATO AL WORLD HABITAT AWARD (6) (Adnkronos) - L'esperienza di Badolato ha lasciato il segno nei cuori di coloro che l'hanno creata. ''Ancora oggi- riferisce l'ex sindaco Mannello- mi arrivano le cartoline delle famiglie che sono emigrate altrove. Sono estremamente orgoglioso di quello che ho fatto e molto di quello che stiamo raccogliendo oggi e' il frutto di quanto seminato allora''. ''Prima dello sbarco -aggiunge- non sapevo nulla sulle condizioni di vita di questa gente. Mi e' bastato pero' vedere anziani disabili, bambini piccoli e donne incinta affrontare un viaggio terribile come quello della nave 'Ararat' per capire che la democrazia e' un bene che noi occidentali diamo troppe volte per scontato'' Gli fa eco Daniela Trapasso. ''Questa esperienza ha rappresentato una grande crescita culturale del nostro paese ed e' un motivo di orgoglio non solo per la Calabria ma per tutta l'Italia''. Siamo ora in attesa di vedere se la favola di Badolato avra' o meno un lieto fine. (Lar/Opr/Adnkronos) Adnkronos, lunedì 6 febbraio
2006 |
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