Gil Botulino

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lunedì 6 Febbraio 2006

Badolato, da borgo famtasma della Calabria a gioiello dell'Onu

Sulla costa jonica della Calabria, arroccato su una collina dalla quale si ammira da un lato il mare e dall'altro la montagna, si erge il borgo medievale di Badolato, in provincia di Catanzaro. Il piccolo centro, ricco di chiese e palazzetti antichi, tuttavia non e' famoso tanto per i pur splendidi paesaggi nel quale e' inserito, quanto per essere il centro di un progetto di accoglienza, convivenza e integrazione interculturale senza precedenti in Italia.

Da paese fantasma a gioiello dell'Onu. Sulla costa jonica della Calabria, arroccato su una collina dalla quale si ammira da un lato il mare e dall'altro la montagna, si erge il borgo medievale di Badolato, in provincia di Catanzaro. Il piccolo centro, ricco di chiese e palazzetti antichi, tuttavia non e' famoso tanto per i pur splendidi paesaggi nel quale e' inserito, quanto per essere il centro di un progetto di accoglienza, convivenza e integrazione interculturale senza precedenti in Italia, che lo ha portato a rappresentare la nostra nazione nella prossima edizione del 'World Habitat Award', il concorso annuale patrocinato dall'Onu che premia il miglior esempio di 'architettura sociale' al mondo. Sembra incredibile che quello che fino a qualche anno fa era stato etichettato come 'paese fantasma' possa ad agosto ricevere un premio dalle mani di Kofi Annan. ''Sono molto fiducioso per il futuro del paese ed attendo con trepidazione l'esito del concorso'', ha dichiarato il sindaco Andrea Menniti. - Tutto ha inizio nel dicembre del 1997 con lo sbarco sulle coste della Calabria della 'Ararat', una nave di profughi provenienti dal Kurdistan. Per le 836 persone che avevano affrontato quel terribile viaggio in condizioni disumane fu allestita inizialmente un' accoglienza provvisoria. Gli uomini furono alloggiati nella scuola media di Badolato superiore, le donne e i bambini in un centro d'accoglienza nel vicino paese di Soverato. Al momento dello sbarco, nell'antico borgo vivevano appena 350 persone, per lo piu' anziani, conseguenza dell'ondata migratoria che, a partire dagli anni '50, aveva visto i badolatesi trasferirsi in cerca di migliori sorti nelle Americhe prima e nel resto d'Europa poi. Da questa serie di congiunture nacque la favola di 'Kurdolato', esempio di convinvenza e rispetto fra culture diverse. Gerardo Mannello, uno degli artefici di questo piccolo miracolo, nel 1997 era il sindaco di Badolato. ''Dopo lo sbarco della 'Ararat' - racconta - la situazione era molto caotica. C'era un continuo via vai da Badolato a Soverato e viceversa. Questo perche' gli uomini erano stati divisi dai propri familiari ed erano disposti a farsi oltre 20 km a piedi pur di vederli. Io personalmente ne accompagnavo in macchina il piu' possibile. Qualche tempo dopo mi venne un'idea. Decisi di riunire queste famiglie assegnando loro alcune delle abitazioni del vecchio borgo che erano disabitate da anni. Chiesi ai miei cittadini se erano d'accordo e poco dopo tempo furono consegnate 80 chiavi. L'allora ministro degli Affari sociali, Livia Turco, stanzio' un miliardo e mezzo di lire per questo progetto. Restarono 13 famiglie curde''. Inizio' cosi' una pacifica e prolifica convivenza fra italiani e curdi all'interno del piccolo paese.''All'inizio era problematico capirsi- ricorda Mannello- col tempo pero' siamo riusciti ad inventarci una sorta di lingua franca composta da termini italiani, calabresi e curdi. Lo spirito con il quale i badolatesi hanno affrontato questa esperienza e' straordinario, forse perche' hanno vissuto sulla propria pelle una situazione analoga''. Tanto per rendere l'idea, qualche mese dopo lo sbarco, i cittadini decisero di offrire ai curdi, che professano la religione musulmana, il Monastero, una delle chiese piu' importanti del paese, in modo da poter festeggiare il 'Newroz', il capodanno turco. Alcuni curdi iniziarono a lavorare nell'agricoltura e nell'edilizia, altri aprirono un ristorante e altri ancora un negozio di ceramiche. Fu istituito ben presto un centro Cir, l'ente morale-onlus che opera dal 1990 in Italia per coordinare e potenziare le azioni in difesa dei diritti per i rifugiati e richiedenti asilo. Era ed e' tuttora l'unico centro presente nella regione Calabria. Il suo scopo e' quello di coordinare le attivita' che riguardano i rifugiati che arrivano e offrire loro un supporto in caso di necessita'. Daniela Trapasso, badolatese, dirige il centro dal 1997. ''Siamo arrivati qui' in un periodo in cui in Italia non esistevano leggi sui rifugiati e i richiedenti asilo. Badolato in qualche modo s'invento' l'accoglienza. Il paese torno' a rianimarsi e ad attirare attorno a se' l'attenzione dei media di tutto il mondo, Stati Uniti compresi''. - Dal 2001 Badolato e' uno dei 92 comuni che aderisce al 'sistema di protezione per richiedenti asilo e rifuguati', un programma coordinato dal Ministero degli interni, dall'Anci e dall'Acnur. ''Il programma- spiega la Trapasso- rappresenta l'unica normativa in materia di rifugiati in Italia. Si basa sugli ultimi due punti della legge Bossi- Fini sull'immigrazione. E' incredibile pensare che siamo l'unica nazione in Europa a non avere una legge apposita per i rifugiati, anche la Spagna che non l'aveva ne ha approvata una di recente''. ''Questo e' uno dei motivi -aggiunge- insieme alla mancanza di posti di lavoro in Calabria, che ha spinto molti rifugiati a emigrare verso altre nazioni europee''. Badolato infatti, dopo la straordinaria rinascita di cui e' stata protagonista, rischia infatti di tornare ad essere nuovamente un paese fantasma. - Attualmente vivono a Badolato solo dodici curdi, anche se il paese continua ed essere il centro nevralgico dell'accoglienza per rifugiati in Calabria. La maggior parte di loro al momento proviene da paesi africani, come Etiopia, Sudan ed Eritrea. Lo spirito di solidarieta' e' sempre lo stesso, ma le prospettive cambiano. Da una parte sembra essere rinato un interesse attorno al vecchio borgo, che ha spinto molti imprenditori del nord Italia, ma anche svizzeri e tedeschi, a ristrutturare abitazioni ed edifici in disuso. Dall'altra, un costante esodo di profughi che non riescono a trovare stabilita' lavorative in una regione che non offre garanzie per il futuro. Badolato ha da poco ricevuto dei nuovi finanziamenti che riguardano delle 'borse lavoro' da assegnare ai rifugiati. ''Si tratta di un progetto- fa sapere Daniela Trapasso del Cir- che da una parte aiuta le aziende ad aumentare la produttivita', dall'altra offre la possibilita' ai rifugiati di imparare un lavoro. A frenare gli sviluppi di questi progetti purtroppo pero' sono i ritardi burocratici

La Gente d'Italia, lunedì 6 febbraio 2006
(gilbotulino.it 6-2-2006)

 
Da "paese fantasma" a gioiello dell'Onu. Miglior esempio di "architettura sociale" al mondo
Badolato candidato al World habitat award

Da paese fantasma a gioiello dell'Onu. Sulla costa jonica della Calabria, arroccato su una collina dalla quale si ammira da un lato il mare e dall'altro la montagna, si erge il borgo medievale di Badolato, in provincia di Catanzaro. Il piccolo centro, ricco di chiese e palazzetti antichi, tuttavia non è famoso tanto per i pur splendidi paesaggi nel quale è inserito, quanto per essere al centro di un progetto di accoglienza, convivenza e integrazione interculturale senza precedenti in Italia, che lo ha portato a rappresentare la nostra nazione nella prossima edizione del "World Habitat Award", il concorso annuale patrocinato dall'Onu che premia il miglior esempio di "architettura sociale" al mondo. Sembra incredibile che quello che fino a qualche anno fa era stato etichettato come "paese fantasma" possa ad agosto ricevere un premio dalle mani di Kofi Annan. «Sono molto fiducioso per il futuro del paese ed attendo con trepidazione l'esito del concorso», ha dichiarato all'Adnkronos il sindaco Andrea Menniti. L'esperienza di Badolato ha lasciato il segno nei cuori di coloro che l'hanno creata. «Ancora oggi -riferisce l'ex sindaco Mannello- mi arrivano le cartoline delle famiglie che sono emigrate altrove. Sono estremamente orgoglioso di quello che ho fatto e molto di quello che stiamo raccogliendo oggi è il frutto di quanto seminato allora». «Prima dello sbarco -aggiunge- non sapevo nulla sulle condizioni di vita di questa gente. Mi è bastato però vedere anziani, disabili, bambini piccoli e donne incinta affrontare un viaggio terribile come quello della nave "Ararat" per capire che la democrazia è un bene che noi occidentali diamo troppe volte per scontato». Gli fa eco Daniela Trapasso: «Questa esperienza ha rappresentato una grande crescita culturale del nostro paese ed è un motivo di orgoglio non solo per la Calabria ma per tutta l'Italia».

Il Domani, lunedì 6 febbraio 2006
(gilbotulino.it 6-2-2006)

 
Badolato.Prosegue a pieno ritmo l'attività della locale sezione guidata da Antonio Scoppa
L'Avis per l'affermazione dei valori umani

Continua a ritmo intenso sul territorio del comprensorio di Soverato, l'attività della sezione Avis di Badolato, che comprende anche i comuni di Isca e S. Andrea.
    «Oggi sui mass-media, ci puntualizza la professoressa Marina Gervasi, è molto frequente assistere ad episodi di violenza, razzismo, offesa della dignità umana, corruzione, quasi come se la vita umana non avesse alcun valore. Il sentimento di fraternità, spesso, si riduce ad una considerazione astratta e improduttiva verso i nostri simili, mentre, invece, dovrebbe trasformarsi in aiuti concreti che siano utili a chi ci tende la mano. Diminuire il dolore e la sofferenza dovrebbe diventare un imperativo necessario per combattere l'egoismo e l'indifferenza, tuttavia, esistono anche persone che hanno a cuore il bene altrui e che danno la loro disinteressata disponibilità per aiutare gli altri, tramite le associazioni di volontariato, nate per aiutare i malati, i deboli, gli handicappati».
    
Voi siete orgogliosi per l'attività che svolgete?
     «Certamente, come tantissime altre associazioni, una delle più degne di lode è l'Avis, presente su tutto il territorio nazionale non escluso quello di Badolato comprensivo dei comuni di Isca e S.Andrea Ionio . L'Avis, rappresenta una splendida realtà all'affermazione di valori umani e civili , con impegno costante alla solidarietà».
     Anche il presidente dell'Avis Totò Scoppa, si dichiara soddisfatto e ringrazia tutti i suoi collaboratori che fanno parte del direttivo: Bruno Calabretta vice presidente Isca Jonio, Michelangelo Criniti, Aldo Gallace, tesoriere, Maurizio La Croce. Assunta Larocca, segretaria, Bruno Lijoi, Lucia Emilia, vice presidente S. Andrea, Mario Ruggero Gallelli, Antonio Messineo, Valentino Paparo, Elvira Pullano, Vincenzo Samà. Mentre il Collegio Revisori dei Conti, risulta composto da Teresita Gallelli, Pasquale Schiamone, Ernesto Menniti. Un ruolo importante viene svolto dal medico Avis, Nicola Lentini. «Donare il sangue per aiutare chi ne ha bisogno, precisa Scoppa, è lodevole e meritoria finalità che anima e sostiene i donatori dell'Avis i quali nel corso dell'anno appena trascorso, sono accorsi sempre più numerosi, oltre 320. Oltre quattrocento le sacche di sangue complessivamente raccolte, con un incremento del 70%. Non verranno mai spese abbastanza parole di elogio per ringraziare i tanti cittadini disinteressati che compiono queste donazioni per puro spirito di altruismo».
    
Presidente avete anche organizzato incontri per valorizzare le vostre iniziative?
     « Sì, a ringraziamento delle donazioni sono stati organizzati incontri conviviali, distribuiti omaggi e consegnati diplomi di benemerenza e medaglie a coloro che hanno raggiunto un determinato numero di donazioni. Vorrei ricordare anche che i donatori hanno delle agevolazioni sanitarie».

f.l., Il Quotidiano, domenica 5 febbraio 2006
(gilbotulino.it 6-2-2006)

 
Badolato. Concluse le iniziative culturali promosse per il centenario
Caporale, poeta elegiaco e romantico
Il ricordo delle figlie: «Un uomo forte e affettuoso»

Con la relazione del docente universitario de "La Sapienza di Roma", Antonio Barbuto, sul tema "L'amore, il sentimento della natura, il fascino dei luoghi. le piccole cose, in Nicola Caporale, spirito romantico. poeta elegiaco", molto applaudita dal numeroso pubblico, si sono conclusi a Badolato gli eventi culturali, per il primo centenario della nascita di Nicola Caporale, poeta, scrittore, letterato, pittore, giornalista. Le manifestazioni, coordinate dal giornalista Antonio Piperita, sono state organizzate dal Circolo culturale che si onora del suo nome.
    Gli incontri, i dibattiti, hanno voluto rendere omaggio a questo illustre figlio di Calabria, che onorò con le sue opere Badolato, fonte di ispirazione di buona parte della sua produzione poetico ­ letteraria ed artistica, e centro della sua attività di educatore, impegnato nella formazione dei giovani, per più di 40 anni, esemplare maestro elementare. Per una settimana la mostra, curata dal Maestro Piero La Rosa, è stata visitata e apprezzata dal pubblico. Nel salone della conferenze della scuola media, sono state esposte le più significative tele di Nicola Caporale, bozzettista, espressionista, macchiaiolo, neorealista, autore di oltre 500 quadri. Molto applauditi i momenti musicali a cura di Marco Maida, al flauto, Pantaleone Froio, alla chitarra, Carmela Micò, e Silvia Calascibetta al pianoforte. Tanti applausi anche all'orchestra della scuola media. Molto partecipata la concelebrazione eucaristica in memoria di Nicola Caporale, presieduta dall'arcivescovo metropolita di Catanzaro - Squillace monsignor Antonio Ciliberti. Il vescovo, nel visitare la mostra, ha apprezzato le opere di Caporale. «Nella mia omelia, ha detto Ciliberti, in occasione della giornata della festa dei giornalisti, ho voluto fare un accostamento tra S. Francesco di Sales, protettore dei giornalisti, e il poeta giornalista Caporale, perché entrambi hanno saputo esaltare la verità nella formazione della comunità. L'accostamento quindi mi è sembrato opportuno. Caporale è stato un grande educatore, ed un padre esemplare per la sua numerosa famiglia». Molto bello i ricordo delle figlie Giuseppina e Luisetta. «Nostro padre è stato amato da tutti. Sollecitava i genitori dei suoi scolari, quasi tutti figli di contadini a farli studiare, per istruirsi per avere un futuro migliore dei propri genitori. Era un uomo forte, affettuoso, ricordo che non s'iniziava a pranzare se a tavola mancava uno di noi figli, perchè li voleva accanto a lui. Era sua abitudine, una volta che andavamo a letto, darci il bacio della buona notte. Con nostra madre, donna dolcissima, ha avuto un ottimo rapporto, mai una parola di troppo, mai una discussione. Siamo felicissimi, per la partecipazione dei badolatesi, e dei tantissimi amici agli eventi culturali». La figlia Luisetta, emozionantissima, ha ringraziato quanti hanno voluto essere presenti al primo centenario in onore del padre. Nella giornata conclusiva, alla presenza delle massime autorità sono stati premiati gli alunni che hanno partecipato al concorso grafico - artistico - letterario "Il mio Paese".
     Il consigliere provinciale Pippo Capellupo, nel suo intervento ha valorizzato l'iniziativa, apprezzando l'opera educativa di Caporale. lavori premiati, sono stati commentati dal presidente della Commissione, Paola Nucciarelli, presidente Fidapa.
Tanti applausi per la lettura di alcune significative poesie dell'autore, recitate da Domenica Piperissa e dagli alunni della scuola. Il momento più emozionante, durante le testimonianze di ex alunni del maestro Caporale. Il preside, Antonio Fiorenza, ha ricordato le grandi doti umane del maestro Caporale,il suo amore per la natura, la sua passione per la pittura, per la musica e il violino che ci suonava durante l'intervallo. Erano gli anni del dopoguerra, gli anni in cui ha insegnato nella scuola elementare di Badolato Borgo.
Commoventi i ricordi della professoresse Antonietta Belviso, e Teresa Piroso. Ricchi di significato i ricordi di Domenica Piperissa, Franco Nisticò, a nome del padre, impossibilitato ad essere presente, e Anna Laganà.
     Tutti hanno puntualizzato il ruolo che ha avuto Caporale per la crescita umana, sociale e culturale di diverse generazioni. La serata si è conclusa con la consegna di targhe ricordo ai relatori, a quanti hanno contribuito al successo dell'iniziativa.

f.l., Il Quotidiano, domenica 5 febbraio 2006
(gilbotulino.it 6-2-2006)

 
"L'acqua? Missione straordinaria" e il sindaco si dà lo stipendio bis

QUANDO si va oltre l'incredibile è come giocare a monopoli: il giro si interrompe e si ritorna all'inizio, cioè al possibile. E' ciò che è accaduto a Reggio Calabria, dove nelle case oggi l'acqua arriva piano, in alcuni mesi singhiozza per ore, poi riprende, poi si ferma. E quando arriva, è salata. Salata che ti fa schifo berla, e ti fa pure noia fare la doccia. Salata. Le falde sono traditrici, le tubature fanno cilecca. E' tutto un guaio, al punto che il governo decide, più di due anni fa oramai, che serve un'azione d'urto, un commissario con pieni poteri e otto milioni di euro da spendere. Commissario è nominato il sindaco, Giuseppe Scopelliti, un volitivo ragazzone di Alleanza Nazionale. Arriva il decreto di nomina e lui immediatamente si mette al lavoro. La prima cosa che fa è chiedere, più per la voglia di essere preciso, al ministero romano: a me tocca qualcosa? Mi pagate o lavoro gratis?
    A Reggio Calabria il sindaco ha già per legge un'indennità di circa quattromila euro al mese e in campagna elettorale Scopelliti, come tutti i suoi concorrenti, aveva promesso ogni sforzo per risolvere gli annosi (annosi, vero?) problemi della città. C'è da dire che tra le questioni annose il candidato, poi divenuto sindaco, non ha mai annoverato il sale nell'acqua che afflige sei case su dieci del centro storico, né - benché la questione fosse grave - si è mai fermato a prendere posizione sulle condotte fradicie e inservibili. Scritta dunque la lettera, ricevuta risposta: certo che puoi, caro Scopelliti. Fai come tutti, e concediti un'indennità bis: 5160 euro al mese. L'indennità.
     Tutto scritto e certificato da sé medesimo. Decreto numero 2-22/12/03: "Il commissario delegato decreta: A far data dal 22 dicembre 2003 decorrono gli emolumenti da corrispondere al Commissario delegato... agli oneri (euro 66.801,00) si fa fronte con i fondi assegnati al commissario delegato". Firmato: Il Commissario Delegato.
     Tutto da solo e tutto perfetto, tutto - va da sé - a norma di legge. Il commissario prima di assumere si è autoassunto. E' vero, ha pensato a sé. Ma dire che l'uomo non è altruista, è quasi una bugia. Scopelliti, sbrigata presto e bene la faccenda personale, ha immediatamente deciso di offrire una chanche di lavoro anche ai tanti giovani talenti reggini esperti di ingegneria idraulica.
    Con il decreto numero 5-7/1/04 ha infatti chiamato vicino a sé "nella complessa problematica della salinità dell'acqua" il dottor Giovanni Rizzica, affidandogli "il coordinamento delle attività impartite dal Commissario delegato". Per il coordinamento Rizzica si trova nelle sue tasche tremila euro al mese. E Rizzica chi è? Ma facile! Il vicecommissario è il vicesindaco della città. Il vice, come il capo, ritira una indennità mensile per gli affari del municipio. E pure lì cerca di coordinare un po' tutto. Però anche Rizzica forse aveva promesso: non mischio i problemi quotidiani con le emergenze. Per il coordinamento dell'acqua serve un'altra busta paga.
    Sistemato il vice, il commissario pensa al numero tre. E dunque al suo capo di gabinetto Francesco Zoccali, che è stato anche segretario provinciale di An, affida una consulenza "in campo giuridico-legislativo": solo 12.400 euro l'anno. E poi via, tutta la struttura. Tre contrattini per dirigenti giovanili di An, consulenze ad altri dirigenti della Regione Calabria in pensione. Persino un piccolo incarico giornalistico: l'acqua salata ha bisogno di un ufficio stampa. Certo, si può dire che a Reggio Calabria, che conta meno di duecentomila abitanti, sono già sei i giornalisti che a vario titolo vivono in municipio. Sei al giorno, sei al lavoro per sfornare comunicati, dichiarazioni. Sei. Per fare un paragone: Berlusconi si serve solo di Bonaiuti e ogni giorno il premier è per almeno cento minuti collegato in vario modo, tv-stampa-web, con l'Italia e il mondo. Ma Reggio è Reggio. C'era bisogno di un ufficio di comunicazione, sistemato il quale è parso a tutti, persino ai rubinetti, che bisognasse soltanto mettersi al lavoro e dare sollievo ai cittadini.
    Però, ecco quest'ultimo però, prima di avviare definitivamente la macchina complessa il sindaco-commissario ha voluto completare, così come fa un allenatore mai sazio, la rosa della prima squadra. Scopelliti, sindaco-commissario, ha stipulato una convenzione con il signor Alessandro Santoro, da Mesagne, Brindisi (decreto numero 12-1/3/04). Santoro è indubitabilmente un grande esperto di acque, ma di spogliatoio, avendo come skill tecnico il passato da play della Viola basket e di amico dell'ex cestista Scopelliti. A Santoro è stata dunque affidata una mansione delicata: "tenuta dei rapporti tra gli organi di direzione politica e le strutture tecniche e burocratiche dell'ufficio del commissario delegato".
Dunque, riassumendo, e illustrando per filo e per segno come si possa sfondare il muro dell'incredibile. A Reggio Calabria il sindaco fa il commissario, il vice sindaco coordina, come vicecommissario, le attività del sindaco ma solo in quanto commissario, il consulente esterno valuta la tenuta dei rapporti tra i due politici e i tecnici. Valuta, sì.
    Intanto il sale continua a fare il suo corso nei rubinetti della città. Ma il lavoro che si sta programmando è imponente e darà i suoi frutti. E' stato finalmente progettato un desalinizzatore e presto qualcosa alla fine si farà.

Antonello Caporale, Repubblica, lunedì 6 febbraio 2006
(gilbotulino.it 6-2-2006)

 
 
CALABRIA: BADOLATO, IL BORGO DEI RIFUGIATI CANDIDATO AL WORLD HABITAT AWARD

Catanzaro, 6 feb. (Adnkronos) - Da paese fantasma a gioiello dell'Onu. Sulla costa jonica della Calabria, arroccato su una collina dalla quale si ammira da un lato il mare e dall'altro la montagna, si erge il borgo medievale di Badolato, in provincia di Catanzaro.
Il piccolo centro, ricco di chiese e palazzetti antichi, tuttavia non e' famoso tanto per i pur splendidi paesaggi nel quale e' inserito, quanto per essere il centro di un progetto di accoglienza, convivenza e integrazione interculturale senza precedenti in Italia, che lo ha portato a rappresentare la nostra nazione nella prossima edizione del 'World Habitat Award', il concorso annuale patrocinato dall'Onu che premia il miglior esempio di 'architettura sociale' al mondo.
Sembra incredibile che quello che fino a qualche anno fa era stato etichettato come 'paese fantasma' possa ad agosto ricevere un premio dalle mani di Kofi Annan. ''Sono molto fiducioso per il futuro del paese ed attendo con trepidazione l'esito del concorso'', ha dichiarato all'ADNKRONOS il sindaco Andrea Menniti. (segue)
(Lar/Opr/Adnkronos)

CALABRIA: BADOLATO, IL BORGO DEI RIFUGIATI CANDIDATO AL WORLD HABITAT AWARD (2)

(Adnkronos) - Tutto ha inizio nel dicembre del 1997 con lo sbarco sulle coste della Calabria della 'Ararat', una nave di profughi provenienti dal Kurdistan. Per le 836 persone che avevano affrontato quel terribile viaggio in condizioni disumane fu allestita inizialmente un' accoglienza provvisoria.
Gli uomini furono alloggiati nella scuola media di Badolato superiore, le donne e i bambini in un centro d'accoglienza nel vicino paese di Soverato. Al momento dello sbarco, nell'antico borgo vivevano appena 350 persone, per lo piu' anziani, conseguenza dell'ondata migratoria che, a partire dagli anni '50, aveva visto i badolatesi trasferirsi in cerca di migliori sorti nelle Americhe prima e nel resto d'Europa poi. Da questa serie di congiunture nacque la favola di 'Kurdolato', esempio di convinvenza e rispetto fra culture diverse.
Gerardo Mannello, uno degli artefici di questo piccolo miracolo, nel 1997 era il sindaco di Badolato. ''Dopo lo sbarco della 'Ararat' - racconta - la situazione era molto caotica. C'era un continuo via vai da Badolato a Soverato e viceversa. Questo perche' gli uomini erano stati divisi dai propri familiari ed erano disposti a farsi oltre 20 km a piedi pur di vederli. Io personalmente ne accompagnavo in macchina il piu' possibile. Qualche tempo dopo mi venne un'idea. Decisi di riunire queste famiglie assegnando loro alcune delle abitazioni del vecchio borgo che erano disabitate da anni. Chiesi ai miei cittadini se erano d'accordo e poco dopo tempo furono consegnate 80 chiavi. L'allora ministro degli Affari sociali, Livia Turco, stanzio' un miliardo e mezzo di lire per questo progetto. Restarono 13 famiglie curde''. (segue)
(Lar/Opr/Adnkronos)

CALABRIA: BADOLATO, IL BORGO DEI RIFUGIATI CANDIDATO AL WORLD HABITAT AWARD (3)

(Adnkronos) - Inizio' cosi' una pacifica e prolifica convivenza fra italiani e curdi all'interno del piccolo paese.''All'inizio era problematico capirsi- ricorda Mannello- col tempo pero' siamo riusciti ad inventarci una sorta di lingua franca composta da termini italiani, calabresi e curdi. Lo spirito con il quale i badolatesi hanno affrontato questa esperienza e' straordinario, forse perche' hanno vissuto sulla propria pelle una situazione analoga''.
Tanto per rendere l'idea, qualche mese dopo lo sbarco, i cittadini decisero di offrire ai curdi, che professano la religione musulmana, il Monastero, una delle chiese piu' importanti del paese, in modo da poter festeggiare il 'Newroz', il capodanno turco. Alcuni curdi iniziarono a lavorare nell'agricoltura e nell'edilizia, altri aprirono un ristorante e altri ancora un negozio di ceramiche.
Fu istituito ben presto un centro Cir, l'ente morale-onlus che opera dal 1990 in Italia per coordinare e potenziare le azioni in difesa dei diritti per i rifugiati e richiedenti asilo. Era ed e' tuttora l'unico centro presente nella regione Calabria. Il suo scopo e' quello di coordinare le attivita' che riguardano i rifugiati che arrivano e offrire loro un supporto in caso di necessita'. Daniela Trapasso, badolatese, dirige il centro dal 1997. ''Siamo arrivati qui' in un periodo in cui in Italia non esistevano leggi sui rifugiati e i richiedenti asilo. Badolato in qualche modo s'invento' l'accoglienza. Il paese torno' a rianimarsi e ad attirare attorno a se' l'attenzione dei media di tutto il mondo, Stati Uniti compresi''. (segue)
(Lar/Opr/Adnkronos)

CALABRIA: BADOLATO, IL BORGO DEI RIFUGIATI CANDIDATO AL WORLD HABITAT AWARD (4)

(Adnkronos) - Dal 2001 Badolato e' uno dei 92 comuni che aderisce al 'sistema di protezione per richiedenti asilo e rifuguati', un programma coordinato dal Ministero degli interni, dall'Anci e dall'Acnur.
''Il programma- spiega la Trapasso-rappresenta l'unica normativa in materia di rifugiati in Italia. Si basa sugli ultimi due punti della legge Bossi-Fini sull'immigrazione. E' incredibile pensare che siamo l'unica nazione in Europa a non avere una legge apposita per i rifugiati, anche la Spagna che non l'aveva ne ha approvata una di recente''.
''Questo e' uno dei motivi -aggiunge- insieme alla mancanza di posti di lavoro in Calabria, che ha spinto molti rifugiati a emigrare verso altre nazioni europee''. Badolato infatti, dopo la straordinaria rinascita di cui e' stata protagonista, rischia infatti di tornare ad essere nuovamente un paese fantasma. (segue)
(Lar/Opr/Adnkronos)

CALABRIA: BADOLATO, IL BORGO DEI RIFUGIATI CANDIDATO AL WORLD HABITAT AWARD (5)

(Adnkronos) - Attualmente vivono a Badolato solo dodici curdi, anche se il paese continua ed essere il centro nevralgico dell'accoglienza per rifugiati in Calabria. La maggior parte di loro al momento proviene da paesi africani, come Etiopia, Sudan ed Eritrea. Lo spirito di solidarieta' e' sempre lo stesso, ma le prospettive cambiano.
Da una parte sembra essere rinato un interesse attorno al vecchio borgo, che ha spinto molti imprenditori del nord Italia, ma anche svizzeri e tedeschi, a ristrutturare abitazioni ed edifici in disuso. Dall'altra, un costante esodo di profughi che non riescono a trovare stabilita' lavorative in una regione che non offre garanzie per il futuro. Badolato ha da poco ricevuto dei nuovi finanziamenti che riguardano delle 'borse lavoro' da assegnare ai rifugiati.
''Si tratta di un progetto- fa sapere Daniela Trapasso del Cir- che da una parte aiuta le aziende ad aumentare la produttivita', dall'altra offre la possibilita' ai rifugiati di imparare un lavoro. A frenare gli sviluppi di questi progetti purtroppo pero' sono i ritardi burocratici''. (segue)
(Lar/Opr/Adnkronos)

CALABRIA: BADOLATO, IL BORGO DEI RIFUGIATI CANDIDATO AL WORLD HABITAT AWARD (6)

(Adnkronos) - L'esperienza di Badolato ha lasciato il segno nei cuori di coloro che l'hanno creata. ''Ancora oggi- riferisce l'ex sindaco Mannello- mi arrivano le cartoline delle famiglie che sono emigrate altrove. Sono estremamente orgoglioso di quello che ho fatto e molto di quello che stiamo raccogliendo oggi e' il frutto di quanto seminato allora''.
''Prima dello sbarco -aggiunge- non sapevo nulla sulle condizioni di vita di questa gente. Mi e' bastato pero' vedere anziani disabili, bambini piccoli e donne incinta affrontare un viaggio terribile come quello della nave 'Ararat' per capire che la democrazia e' un bene che noi occidentali diamo troppe volte per scontato''
Gli fa eco Daniela Trapasso. ''Questa esperienza ha rappresentato una grande crescita culturale del nostro paese ed e' un motivo di orgoglio non solo per la Calabria ma per tutta l'Italia''. Siamo ora in attesa di vedere se la favola di Badolato avra' o meno un lieto fine.
(Lar/Opr/Adnkronos)

Adnkronos, lunedì 6 febbraio 2006
(gilbotulino.it 6-2-2006)

 
 

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