Gil Botulino

The German Observer
dal 2001

responsabile: Pasquale Andreacchio - e-mail: info@gilbotulino.it - web: http://www.gilbotulino.it/

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mercoledì 15 Febbraio 2006

Operazione dei carabinieri in marina

Di prima mattina a Badolato marina un discreto numero di carabinieri hanno effettuato un'operazione, pare, di perquisizione. C'erano militari appostati dalla parte della ferrovia e dalla parte del cocipana dove c'è l'ambulatorio del dott. Scuteri, mentre un altro gruppo saliva le scale del palazzo della sig.ra Larocca.
   Chi o cosa cercassero non si è saputo.

(gilbotulino.it 15-2-2006)

 
Il Velino Calabria ha male interpretato

Inviato: [14/02/2006 9.31] 14/02/2006 9.31
Oggetto: il Velino e altro


Caro Pasquale,
mi ha fatto piacere, stamani, vedere il tuo riferimento a IL VELINO-CALABRIA, che ho scoperto, per caso, ieri. Probabilmente c'è stato un errore di interpretazione tra la mia proposta di iniziare le procedure per Badolato patrimonio dell'Umanità e l'aver già ottenuto tale privilegio. Ieri mattina ho telefonato alla redazione di Roma per precisare, ma non mi hanno voluto dare retta. Fra una mezzoretta parlerò con il redattore che si è occupato della notizia (falsa o male interpretata).
   Domenico Lanciano

(gilbotulino.it 15-2-2006)

 
A quando un vocabolario del dialetto badolatese?

Inviato: [14/02/2006 9.31] 14/02/2006 9.31
Oggetto: il Velino e altro


Ti anticipo che fra due o tre mesi uscirà da Rubbettino, in 1150 pagine, il Vocabolario del Dialetto Andreolese scritto dal prof. Enrico Armogida che abita in Sant'Andrea Marina.
    Mi sono sempre chiesto come mai Badolato non ha ancora il proprio Vocabolario ... eppure c'è tanta gente a spasso che lo potrebbe fare. Speriamo che questo di Armogida sproni qualcuno a mettere mano alla nostra lingua badolatese.
   Domenico Lanciano

(gilbotulino.it 15-2-2006)

 
Quel che non ho potuto dire al convegno sulla Devoluzione

Inviato: [15/02/2006 11.46] 15/02/2006 11.46
Oggetto: devoluzione

Caro Gil ogni tanto sono presene con qualche nota.
   Oggi, approfitto della tua "vetrina" per fare una considerazione che, con mio rammarico, non ho potuto fare in occasione del convegno" La Costituzione italiana è una libertà da difendere".
   Permettimi di fare una premessa: Sulla passerella si sono succeduti 11 rappresentanti, per vario titolo, di altrettante organizzazioni politiche i quali hanno assorbito tanto di quel tempo, stancando anche la platea, che ad un certo punto la moderatrice ha annunciato che non era possibile effettuare dibattito data l'ora ormai tarda, per cui chi come me ha aspettato tanto per poter dire qualcosa si è trovato senza parola.
   Io penso che sarebbe bastato un intervento massimo due ad illustrare quello che sicuramente ormai è di dominio pubblico in merito alla Devoluzione ed avrebbero potuto dare spazio ai commenti delle numerose persone presenti del pubblico.
Invece la sensazione è stata quella che sia iniziata la passerella politica che in occasione delle scadenze elettorali si ripropone riportandoci vecchi (catananni) e nuovi oratori e protagonisti. "Passerella" che come un modulo viene riproposta in tutti i paesi del comprensorio. Da tutto questo è sicuramente da escludere Franco Nisticò che ogni volta che ha la possibilità punta il dito sul problema molto importante della 106.
   La mia considerazione parte dalla Devoluzione ma è critica soprattutto nei riguardi dei politici calabresi, politici in generale senza distinzione di appartenenza, anche perché oggi la sensazione è che si somiglino tutti visto l'operato.
   La Devoluzione è stata fortemente voluta dalla lega nord per sancire, secondo me, in maniera formale e definitiva la separazione economica tra il Nord dell'Italia ed il resto in cui siamo anche noi meridionali. È l'atto formale della definitiva morte dello "stato assistenziale", ormai scomodo e molto costoso per chi non ha più bisogno neanche di quella "Questione Meridionale" visto l'enorme disponibilità di manodopera extracomunitaria a basso costo.
   Però se questo oggi succede è soprattutto "merito" dei nostri governanti meridionali, in generale e calabresi, in particolare che non sono riusciti ad utilizzare le enormi quantità di risorse monetarie provenienti dalla CEE e dallo stato Centrale per creare sviluppo e fare in modo che questa "separazione", se non auspicabile, potesse essere indolore.
Vedi, per alcuni aspetti, invidio ed ammiro, quelli della "lega". Ammiro la loro compattezza e la forza con cui perseverano i loro interessi. Certo la forbice con il razzismo è molto corta, ma magari i politici calabresi avessero avuto un salutare, fermo e vero interesse per la propria terra.
   Oggi purtroppo siamo così, sempre più indietro della coda del porco... e la Devoluzione...? È da combattere perché per questa unità sono morte tante persone.
     G. Gallelli

(gilbotulino.it 15-2-2006)

 
Con l'amministrazione Arcobaleno Badolato non sta crescendo

Inviato: [14/02/2006 19.25] 14/02/2006 19.25
Oggetto: Sfogo di un cittadino libero


Carissimo Gil ti chiedo umilmente di pubblicare questa lettera.
    Sono veramente deluso e disgustato per gli ultimi avvenimenti politici che stanno succedendo a Badolato.
    Da quando è entrata ad "amministrare" questa amministrazione solo ed esclusivamente composta da i ds... Badolato non sta crescendo. Non si muove una pietra, i lavori che si vedono sia al Borgo che in Marina sono lavori privati.
   Ho seguito con attenzione tutti i comizi fatti, e devo dire con dispiacere visto che io ho votato l'attuale lista, che dei famosi obbiettivi che si erano prefissati ancora non ne hanno eseguito nemmeno uno!
   Vorrei invitarli a paragonare il loro operato in questi mesi con l'operato che ha fatto l'ex amministrazione 5 Stelle in un solo mese. L'ho già fatto io: non hanno fatto nemmeno 0,01%!
   Che si dimettano, non possiamo più!

     F. Gallelli

(gilbotulino.it 15-2-2006)

 

Ha atirato l'attenzione di tanti il dibattito promosso dal comitato lotta per la 106
Unione d'intenti per lo sviluppo
Accordo unanime per un Patto di solidarietà per il superamento dei gap territoriali

Ha avuto i frutti sperati l'incontro organizzato, nei giorni scorsi, da Franco Nisticò del Comitato lotta per la 106 e svoltosi presso la Scuola Media di Badolato marina.
Tutti i presenti, istituzioni politiche e sindacati, hanno dichiarato la loro disponibilità e hanno accolto positivamente la proposta di Franco Nisticò di firmare un Patto di solidarietà e di impegno sinergico finalizzato ad ottenere la dovuta attenzione sulle problematiche e i bisogni del comprensorio, così come è stato fatto nella Locride.
A partire dalla questione della Statale 106 e dalla constatazione dell'abbandono della tratta ferroviaria jonica, sono stati snocciolati nei vari interventi i problemi pregnanti della fascia jonica e delle Preserre, nonché gli obiettivi e gli interventi strategici necessari per garantire all'area un reale decollo economico, finora impedito.
"Questa zona -ha spiegato Nisticò- è la più arretrata della Calabria, ma noi non vogliamo essere considerati cittadini di serie B, vorremmo quanto meno avere la stessa attenzione di altre realtà calabresi, come ad esempio la zona tirrenica. Qui manca tutto, a partire dalle infrastrutture, e i nostri paesi stanno spopolandosi sempre di più". Il diessino Pino Soriero, intervenuto in seguito, ha affermato critico nei confronti del centro destra: "Dobbiamo recuperare i ritardi gravissimi, cinque anni perduti che potevano essere utilizzati preziosamente per spendere i finanziamenti stanziati dal governo di centro sinistra. Non basta avere a Soverato una stazione più bella e più nuova se non ci sono treni in questo comprensorio". Subito dopo l'intervento di Giuseppe Pittelli, un ferroviere che ha espresso il proprio disappunto per i disagi che la popolazione subisce per spostarsi in questo comprensorio, Sergio Genco, segretario provinciale della Cgil, ha aggiunto: "le ferrovie dello Stato stanno portando avanti una vera e propria strategia in base alla quale la tratta ferroviaria da Melito Porto Salvo a Crotone deve essere abbandonata perchè non remunerativa a sufficienza. Quanto alla statale 106, dopo i tagli all'Anas, non ci sono più neanche i soldi per la messa in sicurezza dell'arteria". Nino Bruno, Sindaco di Chiaravalle, ha sottolineato nel suo intervento la necessità di battersi in modo unitario per il comprensorio su tutti i fronti e, quindi, anche sulla questione Sanità, perchè "lottare per mantenere attivo l'Ospedale di Chiaravalle non è una battaglia municipale, ma significa salvare il complesso ospedaliero Chiaravalle-Soverato che serve settantamila abitanti".
   Forti e decisi gli interventi del Sindaco di Badolato, Andrea Menniti e del consigliere provinciale Pino Maida che, stimolati dal giornalista Franco Laganà, hanno sottolineato la necessità, dopo anni di incontri senza importanti risultati, di utilizzare strumenti di lotta più forti. "E' ora che i sindaci scendano in campo -ha affermato Menniti- come è stato fatto nella Val di Susa", "per dare una vera svolta -ha spiegato Maida- non dobbiamo più essere timidi ma dobbiamo cercare di coinvolgere la Regione come primo interlocutore".
   A fine incontro, i Sindaci Nino Bruno e Cosimo Femia hanno assunto l'impegno di raccogliere le firme dei primi cittadini assenti; i consiglieri provinciali presenti si sono invece assunti la responsabilità di presentare la richiesta di convocazione di un apposito consiglio provinciale aperto per discutere dei problemi del comprensorio e della statale 106.
   Infine, in base a quanto stabilito, le forze sindacali prepareranno una piattaforma di rivendicazioni per un piano di sviluppo del comprensorio che verrà presentata successivamente al Supercinema di Soverato dove verranno convocati insieme i ventisette consigli comunali del Pit. In quell'occasione, verrà firmato l'atto costitutivo di un coordinamento unitario per dare vita ad un nuovo organismo con forte peso politico e verrà, quindi, presentata la piattaforma di rivendicazioni alla Giunta regionale.
   Dei ventisette sindaci del Pit Serre Calabresi erano presenti all'incontro: il Sindaco di Badolato, Andrea Menniti; il Sindaco di Chiaravalle, Nino Bruno; il Sindaco di Davoli, Cosimo Femia; il Sindaco di Isca, Pierfrancesco Mirarchi e il Sindaco di Gagliato, Gianni Sgrò.
   Hanno partecipato, oltre a rappresentanti dei movimenti e delle istituzioni locali: il Senatore Nuccio Iovene; Gaetano Stagno, presidente della Comunità Montana "Versate Jonico"; Gianni Calabretta, ex sindaco di Soverato; Pietro Melia, portavoce di Unità Socialista, e i delegati Cisl di Guardavalle, Ruggero Aiello e Rocco Sbarra.

Sara Dominijanni, Il Domani, mercoledì 15 febbraio 2006
(gilbotulino.it 15-2-2006)

 

Badolato.Un convegno organizzato dal sindaco di Soverato e da Nisticò del comitato lotta per la 106
Un piano per il rilancio del Soveratese
Prossima convocazione al Supercinema dei 27 Comuni dei Pit

«Rilanciare a livello nazionale e regionale una piattaforma rivendicativa per un piano di sviluppo del territorio del Basso jonio soveratese e delle Pre serre; Ufficializzare con atto notarile la costituzione del patto territoriale, con l'adesione dei sindaci dei 27 comuni che fanno parte dei Pit; Chiedere la convocazione di un consiglio provinciale, per focalizzare le priorità e gli obiettivi da raggiungere sui due territori, le cui popolazioni vivono un vero dramma sociale ed economico; Convocare presso il Supercinema di Soverato, un'assise consiliare generale con la presenza di tutti i 27 consigli comunali, dove sarà sancito il Patto costitutivo. All'assemblea saranno invitati a partecipare, tutte le forze politiche, i parlamentari calabresi nazionali, regionali, i consiglieri provinciali, i sindacati, movimenti e associazioni; Chiedere un incontro con la giunta regionale, che faccia suo il progetto per lo sviluppo del territorio: Statale 106, ferrovia jonica, trasversale delle serre, lotta alla disoccupazione, sviluppo economico sociale e culturale, valorizzazione dei centri storici». Sono state queste le conclusioni del convegno che si è svolto a Badolato, su iniziativa del sindaco di Soverato, Raffaele Mancini e di Franco Nisticò, coordinatore del comitato di lotta 106, ferrovia jonica. All'iniziativa, hanno partecipato, sindaci, amministratori, parlamentari calabresi, forze politiche e sindacali, consiglieri provinciali, movimenti e associazioni. Nell'aprire i lavori, Nisticò, ha ripercorso le battaglie portate avanti dal comitato, le delusioni per le promesse non mantenute da parte di tutte le istituzioni ad ogni livello, evidenziando la rabbia delle popolazioni. «Questo territorio, ha detto Nisticò, è stanco e deluso, con questa iniziativa vogliamo, ancora una volta di chiudere con una protesta civile e democratica, una telenovela che dura da oltre 50 anni. Vogliamo evitare conflitti sociali che potrebbero avere ripercussioni negative sull'ordine pubblico. In campagna elettorale, il centrosinistra tramite il suo presidente Loiero, aveva indicato nel suo programma, il caso basso jonio, come priorità da risolvere con tempestività. Ora chiediamo che quella cambiale venga onorata per evitare che la dignità di queste popolazioni venga ancora una volta calpestata». Incisivi gli interventi dei parlamentari diessini, Pino Soriero e Nuccio Iovene. Entrambi hanno denunciato le gravi responsabilità del governo di centro destra di Berlusconi, e quello regionale dell'ex presidente Chiaravalloti. «Con questi governi, ha detto Soriero, si sono persi cinque anni, vanificando l'impegno del governo nazionale di centro sinistra che aveva stanziato i fondi per la 106, per altre infrastrutture, per l'ammodernamento della ferrovia jonica. Fondi che sono stati dirottati altrove e oggi queste popolazioni hanno ragione di protestare». Soriero, ha ricordato anche che nella riunione tenutasi a Roma con la presenza di Fassino, si è parlato del Mezzogiorno, della necessita che il prossimo governo nazionale con Prodi presidente, si prodighi per avvicinare il sud, la Calabria, al centro e al nord d'Italia. Iovene, ha ricordato le numerose interrogazioni presentate in parlamento per la 106 e la ferrovia jonica. «Questo governo, ha detto il senatore, con la sua finanziaria, non ha dimostrato nessuna attenzione per la Calabria, anzi ha accettato le condizioni della Lega di Bossi che vuole due italie, una ricca e l'altra povera. Ora bisogna dare voce al comitato dei sindaci per avere un maggiore peso contrattuale con le istituzioni. Io, come ho fatto fino ad oggi, sarò accanto alle popolazioni per sostenere le vostre battaglie». Sulla stessa sintonia gli interventi del sindacato e dei sindaci. «Come Cgil, Cisl , Uil, ha detto Genco siamo preoccupati, dobbiamo mobilitarci per bloccare il progetto scellerato delle ferrovie che sono intenzionati a smantellare circa 5 mila chilometri di ferrovia sul territorio nazionale, compresa il tratto della ferrovia jonica Reggio ­ Taranto tenuta in vita solo per scopi militari. Questo territorio deve alzare la testa, perché la ferrovia e la 106, sono due infrastrutture indispensabili per il suo sviluppo economico, socialeturistico e culturale. Questo territorio detiene il primato per la disoccupazione, e c'è un ritorno all'emigrazione, questa volta intellettuale. I sindacati si adopereranno per aprire un tavolo di trattative con il governo nazionale, regionale, Anas e ferrovie». Incisivi anche gli interventi dei sindaci di Davoli, Cosimo Femia, di Chiaravalle, Enzo Bruno, di Badolato, Andrea Menniti, che hanno richiamato le gravi responsabilità delle istituzioni. Da qui la necessità di costituire il coordinamento dei sindaci. Il consigliere provinciale, Pino Maida, ha criticato l'assenza di numerosi sindaci. «I problemi delle popolazioni dei nostri territori, ha detto Maida, si risolvano con battaglie di protesta civili e democratiche, portando la gente nelle piazze, come abbiamo fatto noi delle pre serre, per salvare dalla chiusura l'ospedale di Chiaravalle. Il movimento, ha visto alla testa dei cortei i sindaci del territorio. Se faremo questo nel basso jonio, le battaglie di queste popolazioni saranno vincenti». Maida e Femia, hanno preso impegno per richiedere la convocazione del consiglio provinciale che sarà chiamato ad affrontare le problematiche del Basso jonio e delle Pre serre. Accorato l'intervento di un ferroviere, che ha denunciato la soppressione non solo dei treni a lunga percorrenza, ma anche quelli regionali della linea jonica, mentre sulla linea tirrenica i treni regionali transitano e si fermano in tutte le stazioni. Un intervento di denuncia è stato fatto dall'ex sindaco di Gagliato, avvocato Luigi Romiti. «In Calabria, ha detto Romiti, per quanto riguarda la 106 l'Anas, le cooperative, e il governo nazionale sono responsabili di sperperi di miliardi, e gli interventi per la rotatoria di Soverato, e il raddoppio del ponte sull'Ancinale, non risolveranno il traffico caotico sulla 106, e la gente continuerà a morire». Tra gli altri interventi quello dell'ex sindaco di Badolato, Ernesto Menniti, e quello del presidente del consiglio comunale di Badolato, Salvatore Caminiti, sono andati contro corrente, sottolineando che fino ad oggi le trattative si sono arenate perchè da parte dell'istituzioni non c'è stata la volontà politica di intervenire. Da qui la necessità di ritornare alla lotta, alla rivolta popolare con «Insomma.-hanno detto i cittadini, i sindaci devono essere i protagonisti di questa rivolta popolare, minacciare le loro dimissioni, essere accanto alle popolazioni che lottano. E se necessario, minacciare la restituzione dei certificati elettorali rifiutandosi di votare per le prossime politiche».

Franco Laganà, Il Quotidiano, mercoledì 15 febbraio 2006
(gilbotulino.it 15-2-2006)

 

Iniziativa della comunità montana di Isca
"Tutti in rete", in ogni centro servizi digitali all'avanguardia

I servizi digitali avanzati ormai possono fare la differenza per lo sviluppo, in particolare di territori che sono penalizzati sul piano dei collegamenti e delle infrastrutture: in questa logica si muove il progetto «Tutti in rete», che è stato approvato dalla Giunta della Comunità montana di Isca, guidata dal presidente Gaetano Stagno, che prevede la realizzazione di centri di accesso pubblico a servizi digitali avanzati. Il progetto «Tutti in rete» si pone pertanto l'obiettivo di costituire sul territorio dei centri di accesso a servizi digitalizzati avanzati, compresi quelli on line della Pubblica Amministrazione, che siano di stimolo alla sensibilizzazione e alfabetizzazione digitale e al miglioramento dei servizi pubblici destinati a cittadini e imprese.
Il progetto, presentato per il finanziamento alla Regione Calabria nell'ambito del Programma operativo regionale (misura 6.3, società dell'informazione) «Capsda», in sostanza prevede la realizzazione di un punto di accesso per ogni Comune dell'ente montano, nonché un punto nella frazione Elce della Vecchia a Guardavalle e un altro a Soverato: una scelta altamente strategica e qualificante per il territorio. «La scelta di istituire un centro digitalizzato anche ad Elce della Vecchia – ha dichiarato in proposito il presidente Stagno – è stata basata sul fatto che è la frazione più montana e più isolata di tutta la Comunità montana, con consistenti problemi di viabilità soprattutto nel periodo invernale». «Per quanto riguarda Soverato invece – ha proseguito – abbiamo considerato che, oltre a essere un centro turistico, è anche frequentato dalla popolazione studentesca di media superiore dei comuni della Versante Jonico». La Giunta ha, tra l'altro, deliberato di autorizzare una studentessa iscritta all'Università degli Studi Milano «Bicocca», facoltà di Economia e commercio, ad accedere a notizie e informazioni sulla Comunità montana di Isca per acquisire dati utili per l'elaborazione della sua tesi di laurea.

Patrizia Greto, Gazzetta del Sud, mercoledì 15 febbraio 2006
(gilbotulino.it 15-2-2006)

 

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