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Febbraio 2006 |
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domenica 26
Febbraio 2006 |
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Il Badolato di testa vince anche a Satriano |
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dai nostri inviati a Cardinale
Finisce 4 a 1 la partita del Badolato
contro il Satriano, fanalino di coda. Una partita utile
per provare nuovi elementi.
E' l'esordio in campionato di Pasquale Piroso, dopo il riposo
forzato di inizio campionato a causa di un incidente. Ed
è proprio lui al 20' a segnare il gol dell'uno a zero.
Poi sarà la volta dei gol di Martello (che pareggia il
conto con l'autogol contro l'andreolese), di Mosca e del
difensore Nisticò che segna di testa.
Con questa partita siamo riusciti a procurarci i fotini mancanti di
Piroso e Mosca, ci manca soltanto quello di Flavio
Pultrone.
Elizio Vasile contribuisce con il filmatino di alcune fasi della
partita che vedete qui a fianco o nella
sezione video.
(gilbotulino.it 26-2-2006) |
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Piroso |

Martello |

Nisticò |

Mosca |
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Dove c'è la criminalità non ci può essere né
sviluppo né turismo
Luoghi e gente pieni di fascino, peccato che c'è la criminalità
Caro Gil,
condivido in pieno i contenuti dello scritto di apprezzamento di
Domenico Lanciano, in particolare siccome faccio da una decina
di anni qualcosa di molto simile a quanto stai facendo Tu per la
Tua comunità, so bene cosa significhi, quanti oneri e quale
impegno richieda, con la differenza che Tu rischi ancor più di
me per le connotazioni della criminalità locale, che è anche il
motivo che in parte mi ha "distanziato" da quei luoghi,
nonostante il fascino che avevano esercitato su di me al primo
approccio e l'eccellente qualità umana che avevo individuato in
molte persone conosciute sul luogo.
Ciao e buon proseguimento
Claudio Martinotti,
(Gruppo Gevam Onlus,
www.gevam.it )
(gilbotulino.it 26-2-2006) |
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Sfilata di Carnevale,
il Comune di Badolato (non) c'era

Come tradizione, da qualche anno, oggi c'è stata
la sfilata di carnevale. Un veloce corteo di bambini in
maschera. Probabilmente i bambini si sono divertiti anche se
c'erano soltanto quattro camion guidati e addobbati alla meno
peggio dai soliti quattro volonterosi ragazzi.
Una festa non preparata, tanto meno dall'amministrazione comunale.
A questa festa il Comune non c'era. Non abbiamo visto né il sindaco
con la fascia, né un suo delegato. Non li abbiamo visti né tra i
partecipanti né tra il pubblico. Si sa: l'amministrazione non
c'era perché aveva già preso impegni per la partita di calcio.
Non c'erano nemmeno le televisioni, a riprendere striscioni e
persone, impegnate alle feste di carnevale, nei paesi dove
qualcosa è stato organizzato alla grande (per esempio a Soverato
e S. Caterina). C'era, però, la figlia minore del sindaco.
Se a voi basta per dire che il Comune c'era, ditelo pure. Questa
volta basta anche a me: in fin dei conti si tratta soltanto di
Carnevale e, in ogni caso, l'Arcobaleno ci ha fatto
vivere il Carnalavara per tutto l'anno.
Nella foto: la figlia del sindaco Menniti. Altre
foto nella
pagina dedicata alla sfilata di Carnevale
(gilbotulino.it 26-2-2006) |
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Scontro sulla Statale 106 nei pressi di Santa
Caterina
Una
Lancia Thema e un autoarticolato sono rimasti coinvolti in
incidente sulla "106". Lo scontro, avvenuto intorno alle 18,
appena fuori dal centro di S. caterina dello Jonio, non ha avuto
conseguenze per i conducenti. La circolazione è stata
ripristinata dopo circa tre ore dall'accaduto.
Sara Dominijanni, Il Domani, domenica 26
febbraio 2006
(gilbotulino.it 26-2-2006) |
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Come faremo, la piazza dell'informazione
libera Libera Corinaldese
Generazione blog. Corinaldo e' un piccolo centro delle Marche a
due passi da Senigallia, dove una nuova generazione di
mediattivisti si e' radunata attorno a un blog per mettere alle
strette la politica locale in doppiopetto. Le questioni sul
tappeto sono quelle che affliggono tante altre province
italiane: ecomafie, malaffare, cattiva gestione delle risorse
del territorio. Il tutto e' documentato con la competenza e la
precisione che dovrebbero essere degli amministratori pubblici e
non di uno sparuto gruppo di cittadini che cercano di usare al
meglio la rete e i pochi mezzi tecnologici che hanno. Dietro
queste denunce c'e' un gruppo di ragazzi che sta scoprendo
giorno dopo giorno di cosa puo' essere capace il potere della
parola, lo stesso potere che ha scombinato gli equilibri di
mafia nella Cinisi di Peppino Impastato, e che oggi a Corinaldo
porta autorevoli esponenti della classe politica a guardare con
insofferenza questo blog di "rompiscatole", che nel giro di
pochi mesi ha raccolto decine di migliaia di contatti in un
paesino di cinquemila anime. [carlo gubitosa] (
www.comefaremo.it ) (gilbotulino.it 26-2-2006) |
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Saggio-denuncia di Francesca Viscone "La
globalizzazione delle cattive idee"
E la mafia fa cultura
Quante
volte noi intellettuali (o presunti tali) mostriamo con le
nostre proposizioni poco accorte una sorta di apologia verso
la mafia? Quante volte enfatizziamo, pur magari in assoluta
buona fede, le cosiddette "gesta" mafiose? Quante volte, più in
generale, ci facciamo veicolo, più o meno consapevole, delle
"cattive idee" di stampo mafioso?
Accade tante, troppe volte. Succede, ad esempio, quando i
registi producono film di gangster e di guerra o quando
realizzano documentari su problemi delicati e/o scabrosi (come
la pornografia) con meccanismi che, con finta ripugnanza, sono
in effetti corrivi. Accade anche quando i giornalisti pongono
in secondo piano i valori dell'eticità e privilegiano, invece,
quelli della morbosità o della cronaca (servizi sulle varie
violenze, sessuali e non). Oppure quando gli editori di libri
pubblicano finte inchieste di sesso prevaricatore e violento.
Oppure ancora quando i musicisti decantano improbabili virtù di
ladri e assassini. Diverse dunque sono le occasioni dove
l'intenzione informativa, pur mascherandosi di buoni propositi,
dà poi effettivo spazio ai disvalori concussionari della
violenza e della sopraffazione. Uno degli aspetti appena
menzionati, l'ultimo per esattezza, è affrontato da un
documentato, quanto fruibile, libro di Francesca Viscone "La
globalizzazione delle cattive idee. Mafia, musica, mass media"
(con testi di Renate Siebert e di Vito Teti, Rubbettino, pp.
256, euro 14,00). La giornalista, collaboratrice di "Diario",
oltre che scrittrice di raffinati racconti, denuncia un'assai
opinabile operazione commerciale compiuta da alcune case
discografiche che hanno inciso e messo in commercio una serie di
canzoni che inneggiano a delinquenti e assassini e dileggiano,
invece, la magistratura e le forze di polizia. Il tutto, si badi
bene, con il regolare bollino Siae...
La Viscone mette in rilievo come siano state così
commercializzate musiche aberranti che divulgano testi che
maledicono i carabinieri che hanno arrestato i delinquenti, che
dileggiano i "pentiti" che hanno permesso di sgominare bande di
assassini, che insultano i magistrati che hanno condannato i
"picciotti", eccetera eccetera. Musiche e testi che, talvolta, i
Cd commentano anche (quasi come se fossero testi del "Cantagiro"
o di "Sanremo") con note di pseudocritica musicale.
Veramente esemplari tali note critiche dove si trattano questi
Cd come se fossero canzoni qualunque. Nessuna presa di distanza
esplicita e diretta (probabilmente la sottintendevano, ma tant'è);
solo analisi musicale e la considerazione inqualificabile
che "anche la mafia fa cultura". Viene in mente la vicenda di un
ingegnere tedesco che, un po' di anni fa, scrisse un saggio
sugli impianti idraulici dei campi di concentramento nazisti
senza ben riflettere a che cosa servissero. Oppure a quegli
storici che descrivono, senza far avvertire la ripugnanza, come
nel Medioevo venivano bruciati gli eretici. Pensate un po', per
ritornare al nostro discorso sui Cd dedicati alle canzoni
mafiose, che il "commentatore" dei testi delinquenziali discetta
su questa o quella parola del linguaggio (mafioso), su questo o
quell'elemento musicale senza ragionare, sul fatto che con
tali testi si fa, oggettivamente, apologia della 'ndrangheta.
Questa dei Cd appare decisamente come un'operazione discutibile
che, per di più, è stata poi presa a pretesto dalla stampa
estera e, in particolare, da quella tedesca per rimettere in
moto l'abituale binomio "Calabria='ndrangheta". Un tema che
affonda il coltello nella piaga di un fenomeno di estrema
gravità. E che (mi sia consentita una breve digressione di
carattere personale su questo mio "piccolo/grande" conflitto
d'interessi) mi ha indotto a scrivere, per la prima volta, una
recensione di un libro della casa editrice per la quale lavoro
da alcuni anni a questa parte. Ma la Calabria non è tutta
negatività. Cionostante, come scrive Vito Teti nella sua
appassionata "Presentazione", "parlare di Calabria significa
sempre dichiarare preliminarmente non tanto quello che la
regione è, quanto piuttosto quello che essa non è, non tanto chi
sono i calabresi quanto chiarire che non tutti sono quello che
di solito si dice o si vuole che siano". Il volume di Viscone,
oltre all'analisi dei testi di canti di 'ndrangheta, contiene
anche una miscellanea di articoli e documentari pubblicati dalla
stampa straniera e italiana. Leggendoli, lo stupore a poco a
poco viene sostituito dal disagio e dalla rabbia. Come scrive
Renate Siebert nella "Postfazione": "Chi ama la Calabria, chi è
in contatto con le nuove generazioni [...] non può che avvertire
un forte senso di disagio, di rabbia e di disgusto nei confronti
di questa operazione di mercato".
Il saggio-denuncia di Viscone non è passato inosservato.
Sull'argomento hanno già scritto diversi organi di stampa locali
e nazionali. Fra questi ultimi ci limitiamo a ricordare solo un
giornale d'informazione politico-religiosa, l'"Avvenire", uno di
politica pura, "Il Foglio", e uno generalista, "il Resto del
Carlino". Notevoli, anche se generali, gli approfondimenti del
"Tg1" e di "Tv7".
fulvio mazza, Il Quotidiano,
sabato 25 febbraio 2005
Potete trovare tutti gli articoli mensionati su Gilbotulino, la
maggior parte alla pagina dedicata
alla musica della ndrangheta
(gilbotulino.it 26-2-2006) |
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Domani il seminario informativo organizzato dalle
consigliere di parità
Le opportunità offerte dalla legge 215 sull'imprenditoria
femminileCon preghiera di voler
pubblicare il suddetto comunicato, più volte nell'arco della
settimana, onde permettere una maggiore diffusione e
divulgazione del seminario in questione. Ringraziando si porgono
cordiali saluti
Le Consigliere Regionali di parità e le
Consigliere Provinciali di parità di Catanzaro, hanno
organizzato, per il 27 febbraio p.v., alle ore 17.00, presso la
Camera di Commercio di Catanzaro, in via Ippolito Menniti, un
seminario informativo per presentare, a tutte le donne
interessate, le opportunità che offre la legge 215
sull'imprenditoria femminile. Sarà presente il Dott. Domenico
Lemma, Dirigente Generale Dipartimento Politiche dell'Ambiente,
il quale sarà a disposizione per fornire tutte le eventuali
informazioni utili sulle agevolazioni che la legge prevede e
sulle modalità di redazione dei progetti.
Ufficio Consigliere di Parità - Regione
Calabria
(gilbotulino.it 26-2-2006)
(gilbotulino.it 21-2-2006) |
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Speciale
Elezioni 2006 |
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Speciale Elezioni 2006 |
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Presentato al Ministero dell'Interno il
simbolo de "Il Campo"
Ne
ha dato notizia il presidente dell' associazione "Il Campo –
idee per il futuro", on. Giuseppe Soriero, già sottosegretario
ai trasporti nel governo Prodi, oggi impegnato insieme ad
Antonio Di Pietro e a Leoluca Orlando nella lista della società
civile espressa da Italia dei valori. La presentazione del
simbolo presenta, sempre di più, l'associazione "Il Campo – idee
per il futuro" come un vero e proprio movimento politico. E' un
simbolo, quindi, che esprime un nuovo rapporto tra politica e
società civile, a disposizione di tutte le forze che vogliano
sinceramente rinnovare la politica. Il primo segnale del impegno
politico diretto dell'associazione verrà dato nella città di
Catanzaro, in occasione delle prossime elezioni amministrative.
(gilbotulino.it 26-2-2006) |
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Idv, il campo e gli altri: «Vogliamo la
vittoria dell'Unione»
Il protocollo
d'intesa tra l'associazione "Il Campo" e le altre collegate, e
il partito l'Italia dei Valori è stato presentato nel corso di
un incontro con i giornalisti. L'obiettivo era di illustrare le
finalità del "Campo", definita una novità politica dal suo
presidente Giuseppe Soriero: «La nostra associazione – ha
affermato – sta lavorando per rendere più nutrito il gruppo
delle forze impegnate a favorire la vittoria dell'Unione.
Miriamo alla valorizzazione di questo progetto, rifuggendo dalla
polemica e dal clima rissoso che ha animato il dibattito
politico negli ultimi mesi. Non vogliamo costituire un cartello
elettorale a caccia di voti e poltrone, ma un nucleo di
movimenti, per lo più appartenenti alla tradizione di sinistra,
che contribuisca alla nascita del partito Democratico teorizzato
da Romano Prodi. Un intento difficilmente attuabile senza il
provvidenziale intervento di Italia dei Valori e del suo leader
Antonio Di Pietro, che ha mostrato grande attenzione nei
confronti del tentativo di coinvolgimento della società civile.
Così facendo, l'amico Tonino si è sostituito ai dirigenti
dell'Ulivo, troppo concentrati su questioni marginali».
Lo stesso apporto vuole dare "Rinascita di Calabria",
rappresentata dal presidente Francesco Critelli: «Circa un anno
fa abbiamo creato un soggetto che non disperdesse le consistenti
energie fuoriuscite dal partito dei Comunisti Italiani nella
nostra regione. Nonostante tutto però, la filosofia a cui ci
ispiriamo è fortemente caratterizzata dagli ideali del vecchio
Pci. Per quanto ci riguarda, come sosteneva Togliatti, bisogna
anteporre l'interesse generale a quello di parte. In quest'ottica
siamo lieti di aver trovato in Italia dei Valori un partito
disposto a darci la possibilità di fornire una fattiva
collaborazione".
A chiudere l'intervento del presidente di "Pro Calabria",
federata con "Calabria-libre", Aurelio Misiti: «Da tempo – ha
ricordato – mi occupo di raggruppare tanti illustri
corregionali, che per veder riconosciute e valorizzate le
proprie capacità sono stati costretti a lasciare la terra
d'origine. Al nostro interno ci sono persone d'ogni estrazione
politica, che credono sia giunto il momento di formulare
proposte alternative. La crisi dei partiti è evidente. Non si
riesce a dare risposte concrete ai cittadini. Ormai è sempre
crescente il numero delle famiglie che ha enormi difficoltà ad
arrivare alla fine del mese. Altrettanto problematica è la
situazione di tanti giovani, che non trovano occupazione. È
necessario un ricambio della classe dirigente, con figure
istituzionali pronte a recepire le istanze che vengono dal
basso. Ecco spiegata la nascita di movimenti, che confluendo
nella casa comune di Italia dei Valori si prefiggono di
dialogare ed elaborare un progetto largamente condiviso per
venire incontro alle esigenze della gente».
Erano presenti anche Maria Concetta Guerra, presidente di Donne
europee-Federcasalinghe, Maurizio Feraudo e Lucia Rubino,
rispettivamente capogruppo al consiglio regionale e segretario
provinciale di Italia dei Valori. La lista dei candidati del
partito di Di Pietro verrà presentata l'11 marzo.
Gazzetta del Sud, domenica 26
febbraio 2006
(gilbotulino.it 26-2-2006) |
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Si definiscono le candidature con qualche
conferma scontata e alcune esclusioni a sorpresa
Pronte le squadre dell'Udeur e di IdV
Loiero ritorna sulla Devolution: se non sarà respinta con il
Referendum perderemo tuttiC'è un lavoro
di cesello politico dietro ogni candidatura: le eminenze grigie
di tutti i partiti camminano ormai da tempo con la calcolatrice
nel taschino: si calcolano quozienti, si confrontano i risultati
elettorali più recenti, si azzarda: due eletti, cinque, dieci?
Ed ecco che si riempiono le caselle, si definisce l'ordine in
lista. La conquista del posto al sole diventa un lotta
all'ultimo sangue. Ed un po' da tutte le parti si contano
perdite, nel senso di cambi di casacca; sono gli "effetti
collaterali" d'una guerra che si combatte senza esclusione di
colpi.
Ma il tempo stringe, e ci sono partite da chiudere. Nell'Udeur
le ultime notizie raccontano di una inversione nelle candidature
in primo tempo previste. Al Senato capolista dovrebbe essere
Clemente Mastella, seguito dall'uscente Nicodemo Filippelli,
dall'avv. Armando Veneto e dal consigliere regionale Antonio
Borrello. Alla Camera il campanile dovrebbe schierare capolista
l'assessore Ennio Morrone, seguito da Pino Luppino e Claudo
Parente, già presidente dell'Us Catanzaro.
Borrello, Filippelli e Morrone saranno presumibilmente candidati
anche in altri collegi.
Italia dei Valori schiererà, capolista al Senato in Calabria,
l'ex sottosegretario diessino Pino Soriero, mentre alla Camera,
dopo il capolista Antonio Di Pietro, sarà candidato Aurelio
Misiti, ex presidente del Consiglio superiore dei lavori
pubblici nonché assessore regionale della Giunta di centrodestra
guidata da Giuseppe Chiaravalloti.
Tra i temi politici che tengono banco in queste ore quelli
legati alla devolution, che il presidente della Giunta regionale
Agazio Loiero definisce senza mezzi «una provocazione al
sentimento di unità nazionale di cui nessuno ha calcolato gli
effetti e un danno immenso per le regioni meridionali». Per il
presidente della Regione è la devolution è stata «imposta
all'Italia dall'egoismo di una parte minoritaria del Paese».
Loiero, ieri mattina, ha incontrato i giovani dell'Istituto
Tecnico Einaudi di Catanzaro ed è stato categorico: «Se la
devolution non sarà respinta col referendum, per il Sud saranno
problemi seri. Se tutti, invece, avranno contezza dei pericoli
derivanti dalla riforma costituzionale, valori storici quali
l'unità e la solidarietà non solo non verranno intaccati, bensì
avranno una ulteriore conferma. Perchè non è un discorso di
destra o di sinistra. In questa situazione, nel Mezzogiorno,
destra e sinistra hanno uguali interessi e io spero – ha detto
ancora Loiero – che anche il centrodestra più consapevole sposi
il referendum per abbattere la pseudo-riforma sostenuta dall'ex
ministro Calderoli, quello della maglietta anti-Islam che ha
provocato lutti».
«Si tratta di una riforma devastante – ha detto ancora il
presidente Loiero – perchè vengono meno quelle certezze volute
dai padri costituenti che hanno pensato a uno Stato dove ci
siano pari diritti e pari doveri, con l'obiettivo di un'equa
ripartizione delle risorse, con l'obbligo di una solidarietà
concreta nei confronti delle regioni meno sviluppate».
Loiero si è detto sgomento per il federalismo approvato in
Parlamento: «Il più importante assetto dello Stato, dopo quello
disegnato da Cavour, è stato affidato, non s'è mai chiarito in
base a quale accordo inconfessabile, alla Lega di Umberto Bossi
che sull'antimeridionalismo e sul razzismo ha fondato le proprie
fortune».
Per Loiero esiste, concreta, la «possibilità di uno sfaldamento
dello Stato che non è interesse nè della destra nè della
sinistra e soprattutto non è nel cuore del Mezzogiorno». E per
ciò ha invitato a una riflessione profonda e ha sollecitato
l'impegno di tutti per cancellare quella legge costituzionale
che ha definito «una vergogna».
Intanto, il Patto per il Sud-Liberaldemocratici ha assunto
dimensioni nazionali e potrà presentare liste e collegamenti sia
per la Camera che per il Senato. Lo ha reso noto il segretario
nazionale Tonino Perrelli.
Il partito, nato da una costola del Patto dei Liberaldemocratici,
è stato riconosciuto con decreto del ministero dell'Interno.
Perrelli, nella sua veste di segretario nazionale, potrà
presentare liste di collegamento con Prodi e la Margherita
«verso il Partito Democratico – viene sottolineato in un
comunicato – grande speranza dell' Italia e della Calabria che
verrà».
Gazzetta del Sud, domenica 26
febbraio 2006
(gilbotulino.it 26-2-2006) |
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