Gil Botulino

The German Observer
dal 2001

responsabile: Pasquale Andreacchio - e-mail: info@gilbotulino.it - web: http://www.gilbotulino.it/

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martedì 28 Febbraio 2006

Migliorare le infrastrutture: Basta parole, giri di valzer e scaricabarile

    Caro Gil,
vorrei che pubblicassi questa lettera rivolta ai cittadini e ai rappresentanti delle istituzioni e dei comuni del Basso Jonio a nome del comitato Giovani Gennaio 2006.
    Mi colpisce l'ennesima notizia di lutto provocato da un incidente avvenuto ancora sulla ss 106. E' l'ennesima .... e non sappiamo quando finirà lo stillicidio.
    Vorrei ovviamente esprimere il mio cordoglio alla famiglia delle vittime, anche se non conoscevo i F.lli Bressi personalmente. E' particolarmente triste pensare, che una altra famiglia è stata spezzata, ed è sempre un altro pezzo di Badolato che se ne va.
    Vorrei però dire, anche a nome del Comitato Giovani che aveva organizzato la manifestazione di protesta il 3 Gennaio 2006, che non ne possiamo proprio più.
    Ed è questo il grido che chiunque emergerà dalle prossime elezioni dovrà raccogliere e nel cui orecchio dovrà "rimbombare" fino alla sordità. Questo è il grido che i cittadini del nostro comprensorio, contro la cui apatia quella manifestazione era anche rivolta, dovranno urlare. Questo è il grido che affianca e potenzia quello di Franco Nisticò e di cui le nostre istituzioni devono tener conto e da subito!! Basta parole e giri di valzer!! Basta con lo scarica barile! Questo grido diventerà azione di protesta e rivolta da subito se non vediamo fatti concreti atti a migliorare le infrastrutture del nostro comprensorio. Questo grido di rabbia si trasformerà altrimenti in un vero terremoto e alluvione popolare su cui sarà impossibile stendere un sipario stile dimenticatoio.
    Non sottovalutateci!!.
   
Francesco Leto

Nella foto, uno striscione della manifestazione del 3 gennaio

(gilbotulino.it 28-2-2006)

 
"Badolato Sviluppo" chiede il parere del Segretario Comunale
La delibera che ha potenziato l'Ufficio tecnico comunale è legittima?

Badolato Sviluppo" chiederà il parere di legittimità sulla delibera di Giunta (n. 12 del 18 gennaio 2006)che ha potenziato l'Ufficio tecnico del Comune conferendo l'incarico ad un professionista esterno, l'ing. Antonio Cunsolo. Lo anticipa a Gilbotulino il consigliere Carnara (Cosi grossi! dice), ma suggerisce di rivolgersi al capogruppo.
    Un attacco all'ing. Cunsolo, ai Ds di cui l'ing. Cunsolo è dirigente o alla maggioranza?
    «Non c'è nessuna preclusione verso l'ing. Cunsolo -precisa il capogruppo Pepè Leuzzi- ma soltanto una presa di posizione politica, per fare chiarezza su una questione che è sulla bocca di tutti. Nessun attacco alla maggioranza né, tantomeno, al tecnico incaricato. Voglio ricordare che già altri consiglieri di maggioranza hanno chiesto pareri di legittimità».
   Mi sembra che voi avete sempre chiesto il potenziamento dell'Ufficio tecnico, avete cambiato idea?
    «No! -dice Leuzzi- non siamo stati noi a cambiare idea, piuttosto sono stati i Ds a cambiare idea. Infatti, quando lo chiedevamo noi, i Ds opponevano un netto rifiuto perché, a loro dire, i tecnici in dotazione al Comune erano più che sufficienti».
   Perché proprio ora, a distanza di più di un mese dall'approvazione, questo documento?
   «Volevamo riflettere -dice Leuzzi- fare una attenta riflessione politica. Oggi, non possiamo tacere, perché anche noi di "Badolato Sviluppo" veniamo chiamati in causa da lettere anonime, che sono di pubblico dominio, che circolano liberamente in uffici e in locali pubblici. Intendiamo respingere fermamente le critiche infondate e diffamatorie mosse nei nostri confronti».
   Posso avere il testo per pubblicarlo su gilbotulino?
   «Abbiamo scritto -dice Leuzzi- una lettera aperta al Sindaco e al Segretario comunale, che renderemo pubblica domani. Gilbotulino, sarà il primo ad averla: vogliamo che anche i nostri compaesani in Svizzera, che ci hanno votato, conoscano le nostre posizioni».
   Vabbò! aspettamu.

Nella foto: Pepè Leuzzi capogruppo di "Badolato Sviluppo"

(gilbotulino.it 28-2-2006)

 
Punto&@Capo, da domani in edicola il numero di marzo

Domani sarà in edicola il numero di Marzo di Punto&@Capo.
   Da non perdere! Non fosse altro perché c'è una pagina dedicata a Gilbotulino: i ringraziamenti del dott. Domenico Lanciano, a cui ormai sarete abituati, un riconoscimento da parte del prof. Vincenzo Squillacioti, un riquadro con una piccola intervista al sottoscritto, che è in assoluto la cosa più interessante. Unico neo: non hanno messo un mio santino!
   Se vi va poi, con calma, potete dare uno sguardo anche alle altre notiziole about Badolato:
       - Badolato gioiello dell'Onu
       - Badolato candidato al World Habitat Award 2006
       - Il silenzio dell'8 marzo
       - II Categoria Girone F. Badolato corona l'inseguimento
   Tutte corredate di foto.
   Se la vostra edicola non ne è fornita potete rivolgervi a:
SudGrafica di Salvatore Mantello
Direzione, redazione, pubblicità e amministrazione
Viale Cassiodoro, 29 - 88060 marina di davoli (CZ)
Tel 0967.70297 - Fax 0967.70142
www.sudgrafica.it - e-mail: sudgrafica@libero.it

Nella foto, la copertina (un po' taroccata, nei margini destro e sotto) del numero di Punto&@Capo in edicola

(gilbotulino.it 28-2-2006)

 

Il commento del senatore Nuccio Iovene (Ds) sulla scelta dell'ex deputato di collegio di candidarsi con l'Italia dei Valori
«Un partito non può essere in taxi»
Caustico giudizio su Soriero: «Non si possono buttare a mare anni di lavoro e di battaglie»

«Un partito non può essere un taxi su cui si sale e una volta giunto a destinazione si scende, ma un luogo collettivo di decisioni, confronto, lavoro sul territorio». Sono queste le conclusioni tratte da Nuccio Iovene, senatore Ds, sulla scelta di Pino Soriero di candidarsi alla Camera con l'Italia dei Valori al fianco di Di Pietro dopo essere stato per ben tre legislature consecutive uno dei membri di spicco dei Democratici di sinistra. Un commento tratto da una missiva inviata a Pasquale Andreacchio, responsabile e creatore del sito www.gilbotulino.it, che ha messo a disposizione ad alcuni esponenti politici il suo "gettonatissimo" spazio "on-line" dedicato a Badolato e dintorni.
    Dopo aver ringraziato e accettato l'ospitalità offerta il diessino ha chiarito alcuni punti essenziali sul "dilemma" che si è aperto in seno alla Quercia e che ha fatto parecchio discutere nei giorni scorsi.
(... continua...)

Claudia Vellone, Il Domani, martedì 28 febbraio 2006
(gilbotulino.it 28-2-2006)

Rifs: Gilbotulino, News del 27 febbraio 2006

 
I fantasmi di Badolato

Ieri avete potuto leggere in anteprima l'inizio dell'articolo che Domenico Gangemi ha scritto per Calabria News.
    Oggi ve lo propongo per intero, in questa pagina. Mi sembra un'ottima lettura.
    Domenico Gangemi è stato più volte a Badolato, anche prima che arrivassero i Curdi, quando era ancora da venire il "paese dell'accoglienza".
   Gangemi è uno scrittore... e si sente.
   Del periodo pre-Curdi, ricordo di Gangemi un racconto breve, che Hard Rock scovò peregrinando su Internet, in quel di Bologna. Lo conservo da allora e ne avevo perso la memoria.
   Ve ne consiglio la lettura. potete trovarlo all'indirizzo http://www.i-2000net.it/web/gangemi/gangemi2.htm.

(gilbotulino.it 28-2-2006)

 

L'antico borgo medievale per l'Italia al World Habitat Award, il prestigioso premio Onu all'architettura sociale
Badolato, l'onore dell'accoglienza calabrese

E' di questi giorni la notizia della candidatura di Badolato, per l'Italia, al prestigioso Wordl Habitat Award, il riconoscimento, patrocinato dall'ONU, ala più significativa espressione di architettura sociale.
   Non finisce mai di stupire, Badolato. Nei primi anni '90 era "un paese in vendita", come titolò un servizio dei telegiornali RAI nazionali, quando così pose all'attenzione e alla curiosità della nazione l'originale idea degli stessi Badolatesi di ripopolare l'antico borgo medievale offrendo ai cittadini del mondo l'opportunità di acquistare per modiche somme le case spopolate dall'emigrazione e dalla vista del mare vicino, lì al primo orizzonte. Attecchì quell'idea che sembrava balzana, da riderci sopra. La benestante Europa del Nord raccolse l'appello e accorse da ogni dove, dalla Svizzera specialmente. Berna in particolare.
   Da "paese in vendita" Badolato è diventato "paese dell'accoglienza", un esempio di civiltà per tutti, tanto più apprezzabile quanto più si vanno appannando certi valori.
   Tutto ebbe inizio nell'agosto del 1997. Quando, da una carretta del mare, misero piede sulla spiaggia della marina i primi extracomunitari. Erano Curdi, i senza patria del Kurdistan turco. I discendenti di quell'orda sanguinaria che per secoli aveva seminato il terrore nelle nostre coste, depredando, uccidendo, deportando schiavi. E inducendo a trasferire i paesi più su, verso le montagne, in posizione non visibile dal mare. Non arrivano più da conquistatori, non hanno gli sguardi fieri e bellicosi di allora. Sono dimessi, miserabili, schiacciati dal bisogno e dalle persecuzioni.
    Badolato non torse il muso, non si tappò il naso, non volse altrove lo sguardo. Neppure quando, il 26 dicembre di quello stesso anno, sbarcarono ben più numerosi, in 836, dalla nave Ararat. Aprì le braccia e li accolse. Mentre il resto del civile Occidente sbuffava fastidio a ogni arrivo. Anche l'Italia. Troppo presto dimentica che i nostri nonni avevano attraversato gli oceani, altrettanto miserabili, se non di più, per diventare, negli Stati Uniti, spregevoli dago, che è la storpiatura di "they go", "se ne vanno", inteso come "se ne devono andare". Badolato, no. Badolato i suoi casuali immigrati li ha accolti, ospitati, vestiti, nutriti, senza mai mortificarne la dignità. ha dato loro le case disabitate, ha creato occasioni di lavoro, li ha intesi paesani. Arrivando a offrire il cattolicissimo Monastero affinché, pur musulmani, avessero un luogo dove celebrare il nuovo anno. Onore al merito. Onore al cuore.
    Quando i tentativi di produrre lavoro duraturo naufragarono, prese campo l'idea di ristrutturare il paese per farne un'attrattiva turistica che portasse benessere. E questo antico borgo medievale, fatto costruire nel 1080 da Roberto il Guiscardo e così simile ai paesi che ammiriamo da turisti in Umbria, le potenzialità le aveva e le ha tutte. Domina, da un'altitudine di 240 metri, la vallata del torrente Gallipari e la costa con i casermoni in cemento armato del tradimento dei molti Badolatesi abbagliati dal mare e trasferitisi lì. È un bel colpo d'occhio, l'antico borgo. Avvolge il dorso di una collina, scivolando fin giù casa dopo casa. Con certi angoli dove ancora piacevolmente ristagna il Medioevo, le numerose chiese, i palazzi nobiliari impreziositi dai fregi, massicci portali a incorniciare portoni disfatti dall'incuria e dall'abbandono, colonne con capitelli, barbacani scolpiti, panciute ringhiere in ferro battuto, le stradine strette, ripide e avvolgenti, le case in pietra e calce, le tegole muschiate d'antico, il selciato in tagli di pietra di fiume infissi nel terreno. E con il mare sullo sfondo, distante pochi chilometri di asfalto che, partendo dalla mortale 106 e salendo in direzione delle Serre, si snoda su un tracciato tortuoso e tra costoni brulli e rinsecchiti.
   Sembrò che l'idea di aprire il paese al turismo potesse attecchire. tanto che alcune famiglie curde disegnarono un futuro lì, scegliendo di restare. Lo stato finanziò la ristrutturazione delle case offerte, elargì contributi in denaro per il sostentamento, nacquero associazioni di volontariato. I locali si prodigarono per creare occasioni di lavoro, inserendo i nuovi arrivati specialmente nel campo dell'edilizia e dell'artigianato. Non bastò. L'inverno, la desolazione dell'inverno in un paese con meno di cinquecento anime tranciò di netto le speranze. E il progetto lentamente si arenò. Poi lo Stato s'impegnò in altro che non poté o non volle mantenere. Allora i Curdi dovettero andare a cercare fortuna altrove, in Germania, in Svizzera, in Danimarca, nei paese Scandinavi. Tuttavia, l'esempio di civile convivenza e di solidarietà offerto al mondo dai Badolatesi è rimasto, tanto da meritarsi la candidatura al World Habitat Award. Como sono rimasti dodici Curdi. Mentre altri - arabi, neri d'Africa, orientali, ancora Curdi - per sbarcare continuano a puntare con le carrette del mare e il loro carico di miseria, dolore e speranza queste coste amiche. Con Badolato che è ormai diventato un porto franco, un preciso punto d'appoggio, un posto che sa di casa, un'oasi in mezzo all'indifferenza.
   Seppure il turismo non sia esploso, oggi, lungo quelle viuzze di un altro tempo, snodano uguali passi gli Svizzeri di berna accorsi nel "paese in vendita", i Curdi capitati per caso nel "paese dell'accoglienza", i vacanzieri di un solo giorno per ammirare l'antico conservato e un pezzo del nostro passato, e i locali, anziani consumati dagli anni e antichi quanto il borgo, facce rugose e raggrinzite, uomini ancorati per sempre alle origini, donne che somigliano alla nostre nonne, con le lunghe saie nere e una coroncina di capelli disposta a ovale intorno alla nuca.
   Il "paese fantasma" va così via via risorgendo alla vita. E fantasma lo sarà sempre meno. Non morirà, il vento non spazzerà i vicoli senza incontrare l'ostacolo che sa frapporre l'uomo. Perché lo sostengono i sentimenti e le idee.

Domenico Gangemi, Calabria News, anno III - numero 26
(gilbotulino.it 28-2-2006)

 

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Speciale Elezioni 2006


Il commento del senatore Nuccio Iovene (Ds) sulla scelta dell'ex deputato di collegio di candidarsi con l'Italia dei Valori
«Un partito non può essere in taxi»
Caustico giudizio su Soriero: «Non si possono buttare a mare anni di lavoro e di battaglie»

«Un partito non può essere un taxi su cui si sale e una volta giunto a destinazione si scende, ma un luogo collettivo di decisioni, confronto, lavoro sul territorio». Sono queste le conclusioni tratte da Nuccio Iovene, senatore Ds, sulla scelta di Pino Soriero di candidarsi alla Camera con l'Italia dei Valori al fianco di Di Pietro dopo essere stato per ben tre legislature consecutive uno dei membri di spicco dei Democratici di sinistra. Un commento tratto da una missiva inviata a Pasquale Andreacchio, responsabile e creatore del sito www.gilbotulino.it, che ha messo a disposizione ad alcuni esponenti politici il suo "gettonatissimo" spazio "on-line" dedicato a Badolato e dintorni.
    Dopo aver ringraziato e accettato l'ospitalità offerta il diessino ha chiarito alcuni punti essenziali sul "dilemma" che si è aperto in seno alla Quercia e che ha fatto parecchio discutere nei giorni scorsi.
   «Le candidature nei DS - ha spiegato nella lettera Iovene - sono state decise in base ad un regolamento nazionale, previsto dallo Statuto, che ha stabilito tra i diversi criteri di non ricandidare i parlamentari che avevano già svolto due o più legislature consecutive, salvo deroghe decise dalla direzione nazionale e che hanno riguardato solo 30 dirigenti nazionali del partito in tutta Italia. Come sai, quella appena conclusa, è stata la mia prima legislatura mentre Pino Soriero ne ha fatte tre consecutive (1992,1994, 1996) ed avrebbe fatto anche la quarta, essendo stato candidato anche nel 2001, se non avessimo perso il collegio di Soverato anche in conseguenza del clima che portò alla sconfitta elettorale nazionale. Quindi nessuna preclusione personale nei confronti di Pino Soriero e di una sua possibile candidatura, ma l'applicazione di un regolamento nazionale che ha riguardato decine e decine di compagni ai quali è stato chiesto di continuare a dare un contributo al lavoro politico del partito in altro modo. E del resto Pino ha ricoperto ruoli di primo piano nei DS praticamente fino alla sua decisione di candidarsi con Di Pietro di questi giorni. Massimo rispetto per le scelte individuali ma permettimi di dire che questa scelta non la condivido. Non si possono buttare a mare anni di lavoro e di battaglie, portati avanti con ruoli sempre di primo piano, per una mancata candidatura. A perderne in credibilità è la politica, sono i partiti, certo non esenti da difetti ed errori, ma che devono essere criticati quando li commettono e possibilmente corretti, non certo spinti ad amplificarli ed esasperarli».
   Rimarcata, inoltre, l'avversione verso il nuovo sistema elettorale che, dopo ben dodici anni, ritorna la proporzionale dando, però, alle segreterie di partito l'onere e il compito di scegliere i rappresentanti da eleggere. Cancellati, dunque, sia il voto di preferenza ai singoli ai singoli candidati che i collegi in cui erano suddivise le regioni.
   «La nuova, pessima, legge elettorale - ha dichiarato sull'argomento Iovene -voluta dal centrodestra sta ottenendo i primi risultati sperati: abolizione dei collegi e con essi di un rapporto forte tra cittadini e loro rappresentanti, decisioni centralistiche e burocratizzate che attraverso l'ordine di presentazione nelle liste, ed in assenza delle preferenze, espropria i cittadini della loro possibilità di scelta, ritorno al proporzionale con l'effetto immediato di accentuare la "concorrenza tra vicini" invece che il confronto tra i poli opposti. Infine si è seminata grande confusione nell'elettorato al quale occorrerà spiegare bene come si vota: niente preferenze, quindi, e lista DS al Senato mentre alla Camera ci sarà la lista dell'Ulivo (che comprende DS, Margherita e repubblicani europei). La circoscrizione elettorale inoltre, sia per la Camera che per il Senato, sarà l'intera Calabria, esattamente 409 Comuni».

Claudia Vellone, Il Domani, martedì 28 febbraio 2006
(gilbotulino.it 28-2-2006)

Rifs: Gilbotulino, News del 27 febbraio 2006

 
Prosegue il tour dei Ds dedicato al programma

SATRIANO - "L'impegno dei democratici di sinistra per lo sviluppo dell'Italia, della Calabria e di Satriano" è il tema del convegno dibattito che si svolgerà oggi alle 17,30 nella Sala consiliare del Comune di Satriano. I lavori saranno introdotti da Michele Drosi della direzione regionale dei Ds. Previsti gli interventi del coordinatore della segreteria di Satriano, Vincenzo Codispoti; di Valerio Donato, presidente dell'Arssa; dell'on. Nuccio Iovene e di Giovanni Puccio della segreteria regionale del partito. Concluderà l'incontro, l'on. Marco Minniti, capolista dell'Ulivo in Calabria e dirigente nazionale dei Ds.
«Attraverso questa iniziativa – afferma Michele Drosi – i Ds intendono presentare le loro proposte per la campagna elettorale, per rilanciare l'economia e migliorare la condizione generale dell'Italia, della Calabria e di Satriano. Troppi ritardi e troppe inadempienze si sono accumulate in questi anni».

(gilbotulino.it 28-2-2006)

 
Giovedì a Lamezia conferenza stampa di Nuccio Iovene e Giovanni Berlinguer
Presentazione della proposta di legge "precarie stanca"

Attualmente in Italia, quattro milioni e mezzo di persone, giovani e anziani, offrono, sia nel settore privato che in quello pubblico, le loro conoscenze e le loro specifiche abilità lavorative senza diritti e senza tutela. Negli ultimi anni, il lavoro a tempo determinato si è esteso a macchia d’olio assumendo le fuorvianti diciture di contratto a termine, co.co.co. e di contratto a progetto. Tutto ciò ha spogliato i lavoratori e le lavoratrici della dignità, impedendogli di progettare il proprio futuro. La Sinistra DS, promotrice della raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare dal titolo "Precariare stanca", è convinta che la lotta alla precarietà sia fondamentale per il futuro, economico e sociale, del nostro Paese.
    Il Sen. Nuccio Iovene, l'europarlamentare dei DS Giovanni Berlinguer presenteranno alla stampa il prossimo 2 marzo alle ore 11.30 presso il Grand Hotel Lamezia la proposta di legge di iniziativa popolare presentata dalla Sinistra DS e firmata tra gli altri da Stefano Rodotà, Rita Borsellino, Don Luigi Ciotti, Luciano Gallino, Massimo Ghini, Paul Ginzsborg e tanti esponenti della società civile, del mondo sindacale e associativo, economisti, parlamentari.
    «Non si tratta solo di superare la legge 30 - dichiara il Sen. Nuccio Iovene - ma si tratta di cambiare strada, di riscrivere le "regole del gioco" e dare a tutti i lavoratori e le lavoratrici, soprattutto in una regione come la Calabria, quegli strumenti per la partecipazione, quei diritti e quelle tutele che sono oggi la premessa indispensabile per un futuro migliore.»
    La raccolta di firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare già partita nelle scorse settimane a livello nazionale approda oggi anche in Calabria e sarà uno dei punti centrali della prossima campagna elettorale

(gilbotulino.it 28-2-2006)

 
Schermaglie non-stop nell'Unione

Fibrillazioni elettorali. Dicono che non c'è da preoccuparsi. Non solo per le schermaglie tra riformisti, ma anche per le ardite campagne acquisti delle liste minori. Si tratterebbe di un fenomeno fisiologico. Il sistema proporzionale con soglia di sbarramento, infatti, costringerebbe un po' tutti a darsi da fare. Chi non supera quel fatidico 2% resta a casa. Comprensibile, di conseguenza, il fuoco amico. Aggiungono, inoltre, che, tutto sommato, la concorrenza fa bene. Anche in politica. Sempre e comunque? Oppure c'è da chiedersi quale sia il perimetro entro cui la ricerca di visibilità dei singoli partiti rappresenti un valore aggiunto per l'intera coalizione? Un limite deve pur esserci. Altrimenti si creano confusione e disorientamento. Che non aiutano l'Unione a diventare una gioiosa macchina da guerra. Specialmente in Calabria dove la roulette delle candidature ad effetto ha provocato strappi e lacerazioni.
   I sondaggi di Berlusconi sono taroccati. Il sorpasso, quindi, è ancora lontano. La forbice, però, a quanto sembra, si è ristretta. E' possibile evitare di dargli una mano?

(gilbotulino.it 28-2-2006)

 

Link Utili... (dei politici che hanno scritto a Gil e degli amici)

Pino Soriero

Associazione Il Campo

Nuccio Iovene

Sito personale

Franco Critelli
Associazione Rinascita di Calabria

   
 
 

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