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Aprile 2006 |
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domenica 9
Aprile 2006 |
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Chiusura domenica ore 22 ha votato il
56,7%
Alle 22 ha votato il 56,7 degli aventi diritto.
Nel 2001 aveva votato il 59,8%, ma si era votato in una sola
giornata. Alle regionali dell'anno scorso alla stessa ora aveva votato
soltanto il 30,7%.
Queste le percentuali per sezione: sez1 50,9%, sez2 63,9%,
sez3 59,2%, sez4 56,5%, sez5 52,3%.
nella provincia di Catanzaro la percentuale
è leggermente più alta, il 57,9. In Calabria ancora non sappiamo
perchè non sono pervenuti i dati della provincia di Cosenza e di
Reggio Calabria. Comunque la provincia di Crotone è al 51,3 e
quella di Vibo al 50.
Ma torniamo a Badolato e vediamo i votanti in
valore assoluto. L'anno scorso per le regionale alle 22 avevano
votato 1297 per poi chiudere il giorno successivo a 1916. In
questa tornata alle 22 i votanti sono stati 1529, intorno a 250
elettori in più dell'anno scorso. Se il trend dovesse essere
rispettato dovremmo superare i 2000 votanti.
(gilbotulino 9-4-2006) |
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l'Us Badolato ancora in vetta
a un punto dal Cortale
Badolato e Cortale vincono entrambi le loro
partite odierne, per cui la classifica ibn vetta rimane
immutata. primo Badolato e, a un punto, secondo il Cortale. Il
Cortale durante la settimana si è vista assegnata a tavolino la
partita che domenica scorsa aveva pareggiato sul campo.
(gilbotulino 9-4-2006) |
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Alle 12 ha votato quasi il 10
per cento
Alle 12 ha votato il 9,8% degli aventi diritto.
Nel 2001 aveva votato il 16,2%, ma si era votato in una sola
giornata. Alle regionali dell'anno scorso alla stessa ora aveva
votato soltanto il 4,64%.
Queste le percentuali per sezione: sez1 7,3%, sez2 10,2%,
sez3 8,7/, sez4 8,2%, sez5 15,6%. La sezione 5 è quella in
paese.
aggiornamento affluenza alle ore 19.
(gilbotulino 9-4-2006) |
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Uomini, donne e bambini. Tutti portano in mano
rami di Ulivo
Chiari
segnali di festa questa mattina, nella prima giornata delle
elezioni, in piazza Tropeano a Badolato marina. Una folla
numerosa composta da uomini donne e bambini. Tutti portano
in mano rami di ulivo.
All'ora stabilita, le 10 e 15, al suono delle campane, i fedeli si
radunano fuori della chiesa verso la quale si dirige la
processione.
Don Salvatore Tropiano, con le vesti di colore rosso, si è recato
al luogo dove è radunato il popolo, ben in vista e già
predisposto di microfono e altoparlante, ha rivolto una breve
esortazione per illustrare il significato del rito e per
invitare i fedeli a una partecipazione attiva e consapevole.
Dopo l'esortazione il sacerdote, a mani giunte, ha invitato alla
preghiera e, dopo un giusto momento di silenzio, ha invitato i
fedeli ad alzare i loro rami d'Ulivo che ha asperso con l'acqua
benedetta.
Quindi ha dato avvio alla processione con l'esortazione: "Imitiamo,
fratelli carissimi, le folle di
Gerusalemme..."
Nella foto il parroco don Salvatore Tropiano
durante la benedizione dell'Ulivo. Altre foto nella
pagina
dedicata alla giornata
(gilbotulino 9-4-2006) |
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Al via il voto per elezioni
politiche del 2006
Alle ore 8 in punto sono state
aperte le operazioni di voto nei 5 seggi di Badolato. 4 in
marina e uno in paese. Potete vedere le foto dei componenti di
ogni seggio nella
pagina
dedicata alla giornata. C'era già qualcuno ad attendere per
votare: una decina di persone.
(gilbotulino 9-4-2006) |
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Elezioni politiche 2006,
oggi e domani al voto
Oggi si vota dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7
alle 15.
Gilbotulino darà l'affluenza alle urna nelle ore canoniche, come al
solito e, poi, lunedì, i risultati finali a Badolato e, non
appena saranno noti quelli in Calabria e nazionali.
(gilbotulino 9-4-2006) |
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Andrea Steffanelli partecipa alla
realizzazione di un musical Andrea
Steffanelli, giovane cantante - musicista di Badolato, dopo
quattro mesi di televoto, è riuscito ad ottenere un numero di
voti sufficienti per farlo rientrare nei 22 componenti che
prenderanno parte alla realizzazione di un musical.
«Sono molto entusiasta dell'obiettivo raggiunto, precisa il giovane
Andrea, e colgo l'occasione per ringraziare di cuore tutti i
miei fans che mi hanno dato fiducia votandomi. In particolare,
ringrazio la redazione de "Il Quotidiano" che mi ha dato la
possibilità, attraverso la pubblicazione di diversi articoli dei
vostri corrispondenti per farmi conoscere dal grande pubblico
calabrese». Il concorso, appena superato da Andrea, arriva dopo
un lungo periodo di selezioni. Andrea ha ottenuto il successo
attraverso la partecipazione di un progetto artistico -
musicale, attuato da Massimo La Penna, componente del "Gruppo
Spef" di Catanzaro con il sostegno di enti e associazioni che
l'hanno sostenuto.
Andrea qual è l'obiettivo del progetto?
«Il progetto, ha come obbiettivo quello di far conoscere i giovani
talenti calabresi in tutto il mondo, tramite la realizzazione di
un musical, tratto dalla fiaba "La leggenda delle tredici lune",
che avrà il suo esordio al teatro Politeama di Catanzaro, mentre
le altre repliche si terranno nei teatri delle più importanti
città italiane e straniere».
Quanti saranno i partecipanti al musical?
«Al musical, prenderanno parte i 22 vincitori del concorso, ad ogni
giovane, sarà affidata una parte molto impegnativa da provare e
riprovare, nei prossimi mesi, naturalmente dietro l'insegnamento
di maestri qualificati ed esperti in dizione, canto, ballo e
recitazione. Il tutto fino a raggiungere la perfezione. Solo
allora si andrà in scena».
Andrea, per quanto riguarda i tuoi studi?
«Nel frattempo continuerò gli studi al conservatorio, perché
intendo arrivare alla laurea. Continuerò anche, come ho fatto
fino adesso, a tenere delle serate musicali sia in piazza che
nei locali, pianobar, discomusic».
Andrea, si sta preparando per uno spettacolo musicale sul grande
Lucio Battisti dal titolo "Il nostro canto libero", che andrà in
scena il 29 aprile alle 21 al Piccolo teatro d'Arte di
Montepaone Lido.
f.l., Il Quotidiano, domenica 9 aprile 2006
(gilbotulino 9-4-2006) |
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Basta, time for Italy to sack Berlusconi
Basta,
Berlusconi
Italians have a rotten choice to make, but it is time to sack
Silvio Berlusconi
Five years ago, this newspaper declared that Silvio Berlusconi
was unfit to lead Italy. Mr Berlusconi was (as he still is) the
head of Forza Italia, a political party that he had created only
seven years earlier, and as such he was the centre-right's
candidate to become prime minister. Despite our declaration,
Italians voted his coalition into power in May 2001-and Mr
Berlusconi ha been Italy's prime minister even since. Now, in
the election on April 9th and 10th he is seeking a fresh term of
office. He does nor deserve one.
Our verdict against Mr Berlusconi in 2001 rested on two broad
considerations. The first was the glaring conflict of interest
created by his ownership, via his biggest company, Mediaset, on
the three main private television stations in Italy. The second
was the morass of legal cases and investigations against him and
his associates for a wide variety of alleged offences, ranging
from money-laundering and dealing with the Mafia to false
accounting and the bribing of judges. We concluded that no
businessman with such a background was fit to lead one of the
world's richest democracies.
That view stands: we continue to think the Mr Berlusconi is unfit
to be prime minister, both because of the conflict of interest
arising from his media assets and because of his continuing
legal travails (he may shortly go on trial yet again for alleged
bribery, this time of a British witness, David Mills, who
happens to be married to a minister in Tony Blair's cabinet,
Tessa Jowell). But five years on we have a new and even more
devastating reason to call for Mr Berlusconi's removal from
office: his record in power.
Has we predict in 2001, his premiership has been disfigured by
repeated attempts, including am avalanche of new laws, to help
him avoid conviction in legal trial. He has devote much time not
only to changing the law to benefit himself and his friends, but
also to besmirching Italy's prosecutors and judges, undermining
the credibility of the country's entire judicial system. It is
not surprising that tax evasion, illegal building and corruption
all seem to have increased over the past five years. And, again
as we predicted, he has done little to resolve his conflicts of
interest: instead, he has shamelessly exploited the government's
control of the state-owned RAI television network. Directly or
indirectly, Mr Berlusconi now wields influence over some 90% of
Italy's broadcast media, a situation that no serious democracy
should tolerate.
The failed reformer
Italian voters knew most of this in 2001, of course. Yet they
still chose to give Mr Berlusconi their backing, for quite
another reason . They hoped that he would deploy the business
skills that had helped to make him so rich to reform their weak
economy, making all Italian richer as well.
On this count, however, Mr Berlusconi's government must be judged
an abject failure (see page 26-28). Italy now has the
slowest-growing large economy in Europe. With wages still rising
even though productivity is not, and with currency devaluation
no longer possible now that Italy is in the euro, Italian
business is fast losing competitiveness. Many if the country's
traditional producers in such industries as textiles, shoes and
white goods are under devastating attack from lower-cost Chinese
competitors. The Berlusconi government has also undone much of
the improvement of to the public finances made by its
predecessor: the budget deficit and the public debt, the world's
third-biggest, are both rising once more.
It would be unfair to assert that Italy's economy difficulties are
all Mr Berlusconi's fault. In truth, its problems are similar to
most of Europe's, although they seem worse in Italy that
anywhere else. As in France and in Germany, they roots stretch
back for decades, not years. To cure them will require the
adoption of many tough reforms; and, as France has just
demonstrated so graphically, implementing such changes is
politically challenging, to say the least. But where the
Berlusconi government has really let Italy down is in failing
even to begin the process. Apart from a few sensible
labour-market and pension reforms, it has done too little to
press ahead with market liberalisation, with more privatisation
and with the promotion of competition in what is one of Europe's
most overregulated economies. The conclusion from these five
years is that Mr Berlusconi is not and never will be a bold
economic reformer of the kind that Italy desperately needs.
Prodi's test
Unfortunately there are reasons to doubt whether the centre-left
opponent, Romano Prodi, would be a lot better. The former
economic professor grasps the need for change in Italy more
clearly than Mr Berlusconi, who as spent much of the campaign
denying that the country has any economic problems at all.
Moreover, Mr Prodi made a fair stab at initiating reforms when
he was prime minister in 1996-98-and he also succeeded in
getting the country into the euro. But neither then nor in his
later stint as president of the European Commission did he show
himself to be a forceful leader , still less an unwavering
advocate of economic liberalism. Most worrying of all, if Mr
Prodi wins the election he seems certain to be dependent on the
support of coalition partners who are actively hostile to reform,
particularly the unreformed Communists who are led by Fausto
Bertinotti.
In foreign policy, too, some of Mr Prodi's instincts may be
unwelcome. He is a faithful believer in a European federal
superstate; Mr Berlusconi's more sceptical approach to Brussels
is one of is better points. Mr Prodi's plans to withdraw Italian
troops from Iraq are no longer controversial – indeed, there is
little difference between him and Me Berlusconi on this issue –
but he is likely in general to adopt a rather less friendly
attitude to America than his rival.
It is the economy that will remain the critical test. Sadly, most
Italian people do not yet recognise how sick their economy ha
become. For that reason they may no be ready for the pain of
reform. Mr Berlusconi is certainly not going to push them –and
he remains unfit for the office in any event. Italians should
accordingly vote for Mr Prodi, not il Cavalier.
The Economist, April 8th 2006
(gilbotulino 8-4-2006) |
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Wall Street Journal, il fallimento di "don
Coglioni"
"Ci
sono abbastanza 'coglioni' in Italia per prendere in parola
nuovamente Berlusconi sulla questione delle tasse? o per
rischiare di ignorarlo?". E' con questo dilemma che si chiude un
lungo articolo a firma di Matthew Kaminski, pubblicato ieri
nelle pagine delle opinioni, che analizza la situazione italiana
alla vigilia del voto e che sceglie come titolo un'espressione
tanto breve quanto sferzante come "don coglioni" sopra un
disegno raffigurante il nostro presidente del consiglio.
"Questa campagna elettorale - spiega il Wsj - non verte su
obiettivi e neppure intorno a partiti, ma piuttosto su un uomo
conosciuto come il cavaliere (...) Un uomo amato e odiato con
uguale intensità", il cui "principale problema oggi - sottolinea
il quotidiano - sono gli effetti del fallimento della principale
promessa della sua schiacciante vittoria nel 2001: cambiare
l'Italia". Ne segue un'analisi durissima della situazione
italiana. "Le patologie dell'Italia sono gravi" sentenzia Wsj,
che enumera la crescita del debito, "salito al 108,5% del pil
nel 2005", la crisi demografica e l'industria non competitiva,
come pure l'euro "che molti italiani vorrebbero cambiare
nuovamente con la lira che nel passato venne spesso svalutata
per trasportare il paese fuori dai problemi economici".
L'analisi è implacabile, ma il wsj si spinge oltre ed afferma:
"queste elezioni non sembrano capaci di scuotere le cose. Una
nuova legge elettorale, la cui costituzionalità è in qualche
modo in dubbio, produrrà un governo poco stabile. Un parlamento
appeso potrebbe portare a una nuova corsa di questo circo entro
poche settimane". "Anche ammettendo una vittoria chiara delle
elezioni - continua il wsj - l'Italia sarà comunque l'unico
paese in Europa, eccezion fatta per la lituania, ad essere
guidata da un primo ministro nato prima della seconda guerra
mondiale".
Secondo il Wsj "il suo più grande fallimento" sono le tasse. "Berlusconi
ha ottenuto un formidabile mandato nel 2001 per abbassare le
tasse e per semplificare le aliquote. Poteva farlo, ma non lo ha
fatto. Rompendo questa promessa solenne, il nocciolo costituito
da piccoli imprenditori potrebbe non tanto convertirsi a Prodi,
quanto piuttosto restare a casa" nel giorno delle elezioni.
Continuando nella sua analisi e soffermandosi sull'uomo-Berlusconi,
il Wsj osserva che "può sembrare folle, ma non lo è. In queste
elezioni, con così pochi argomenti da spendere sulla base dei 5
anni passati, ha deciso di riprendere il ruolo dell'outsider.
Berlusconi è un self made man il cui gusto da parvenu ed il cui
manierismo offende gli intellettuali e tocca tanto la sinistra
quanto le vecchie famiglie imprenditoriali". E' in questa chiave
che si deve quindi leggere anche l'uscita dei "coglioni" alla
Confcommercio, non dimenticando come alla convention di
confindustria a vicenza la performance del cavaliere, tanto
"derisa dalla stampa" ha avuto tutt'altro effetto su "molti
italiani normali che lo hanno acclamato". "Sono gli stessi
italiani - conclude Wsj - che ridono quando il primo ministro
indossa la bandana dopo un ennesimo trapianto di capelli o
quando intona canzoni nella sua villa in Sardegna". (gilbotulino 8-4-2006) |
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Speciale
Elezioni 2006 |
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Speciale elezioni
politiche 2006 |
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Pino Soriero: il 9 e 10 aprile voltiamo pagina
insieme
Caro amico,
il 9 e il 10 aprile si vota e la tua scelta sarà determinante
per il tuo futuro, quello della tua famiglia e dell'intero
Paese.
Il tuo voto a Italia dei Valori può contribuire a cambiare
l'Italia in meglio e ti scrivo per spiegartene le ragioni.
Sono da sempre convinto che la politica non sia un mezzo per
garantire interessi privati, ma una missione volta alla
ricerca del bene per l'intera comunità.
Ora, come non mai, il nostro Paese ha bisogno di legalità, di
trasparenza e chiarezza. In tutti i settori, dalla
giustizia all'economia, dal mondo del lavoro a quello delle
politiche volte a favore della famiglia.
C'è bisogno di maggiore tutela verso i bambini, gli anziani, le
donne, i diversamente abili, ma anche dei lavoratori, dei
pensionati e delle casalinghe.
Noi, di Italia dei Valori, siamo testimoni e custodi di questi
valori, della giustizia, della legalità, della dignità e
dell'onestà.
Noi, con te, vogliamo riportare il nostro paese alla serenità,
al rispetto,alla credibilità internazionale, vogliamo
tornare ad essere orgogliosi di essere italiani.
Andiamo fino in fondo, il 9 e il 10 aprile facciamo vincere
l'Italia dei Valori, quelli veri.
Con amicizia,
Pino Soriero |
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Nuccio Iovene: il 9 e 10 aprile per un'Italia
nuova, più libera e più democratica
18.000
km percorsi in tutta la Calabria; più di 90 tra incontri,
dibattiti e comizi; decine tra aziende, associazioni e
cooperative visitate; numerosissimi volontari e un comitato
elettorale "virtuale", il primo di questo genere, che ha
lavorato via internet per la campagna elettorale a sostegno dei
Ds e della candidatura del senatore Iovene; l'attivazione di un
sito internet con 6000 contatti raggiunti in 40 giorni: questi i
numeri di un'intensa campagna elettorale che giunge al termine.
«Un viaggio nella nostra regione istruttivo ed
entusiasmante - dichiara Iovene - nel corso del quale ho avuto
modo di affrontare i temi fondamentali per il futuro della
nostra regione: la lotta alla criminalità organizzata,
l'occupazione, il lavoro, la realizzazione di infrastrutture, le
politiche sociali, l’associazionismo e il volontariato, la
tutela dell'ambiente e l'affermazione dei diritti umani».
«Con questa legge elettorale - conclude Iovene
– avrebbero voluto imporci una campagna elettorale anonima,
tutta rinchiusa negli angusti spazi televisivi e lontana dai
veri problemi e dalle vere richieste dei cittadini. Noi, invece,
l'abbiamo trasformata in un confronto democratico che ci porterà
l'11 aprile a festeggiare per un'Italia nuova, più libera e più
democratica. Un'Italia alla quale la Calabria non farà mancare
il proprio prezioso contributo».
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Link Utili... (dei
politici che hanno scritto a Gil e degli amici) |
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Pino Soriero

candidato al Senato |
Nuccio Iovene

candidato al Senato |
Franco Critelli

candidato alla Camera |
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