Gil Botulino

The German Observer
dal 2001

responsabile: Pasquale Andreacchio - e-mail: info@gilbotulino.it - web: http://www.gilbotulino.it/

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venerdì 14 Aprile 2006

 
Venerdì santo al borgo , qualche canto in presa diretta

Se volete sapere cosa succede il venerdì santo a Badolato andate nello speciale della settimana santa, perché anche quest'anno non ci sono novità.
   Per tutto il pomeriggio dalle 13 e 30 alle 20, con la partecipazione del vento che, calato il sole, si è fatto anche gelido, si sono diffuse per le vie del borgo i tristi canti della Passione.
   Alle 13 e 30 è partita la processione dalla chiesa di San Domenico ('u monastèri), aperta dalla croce di guida (cruci avanti), seguita da un gruppo di cantori. Ancora dietro la bara ('a varetta). Portatori della varetta e dei lampioni accessi, secondo la tradizione, sono stati degli adolescenti. La processione era chiusa da un secondo gruppo di cantori e dalla statua della vergine addolorata. Un tamburo e la banda di Monasterace.
   Ho seguito il secondo gruppo di cantori dal monasteri al fosso, per circa un'ora, e ho registrato qualche canto. Vi propongo sotto quelli che mi sono venuti meglio. Dal vivo i canti rendevano meglio: gli strumenti che abbiamo non permettono la fedeltà audio (accontentatevi).
Abbiamo fatto anche delle foto che potete vedere nella pagina dedicata alla giornata.
 

I cantori e i canti della Passione

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Auguri di buona Pasqua al Cs Meta Due e a tutti voi

Ritrasmettiamo gli auguri pervenuti per la squadra di pallamano di Badolato: Il Comitato Regionale Calabria della F.I.G.H. augura a Lei ed alla società del Badolato una buona Pasqua.
   Con l'occasione auguro a tutti voi una buona Pasqua.

(gilbotulino.it 14-4-2006)

 
 

La voce del Consultorio familiare di Badolato

Riceviamo e pubblichiamo:

Con ritardo, per impegni di lavoro, tengo fede ad un impegno preso con me stessa nel momento in cui ho letto quanto il vostro sito ha riportato in merito alla manifestazione del 30 marzo al Consultorio Familiare di Badolato.
   Ritengo giusto ringraziare chi ha voluto dedicare spazio all'evento che in verità intendeva essere una riunione preliminare alla futura costituzione di una Consulta Immigrati.
   Ho trovato inoltre piacevole la modalità utilizzata sul vostro sito, per illustrare la giornata.
   Credo sia corretto però chiarire, come detto sopra, che questa voleva essere una riunione tecnica di alcuni esponenti di istituzioni, organismi e associazioni che operano a favore degli immigrati. Infatti quella era la riunione della COSTITUENTE DELLA FUTURA CONSULTA che in quella occasione avrebbe dovuto anche individuare gli altri componenti da coinvolgere. Solo in seconda battuta sarà convocata la CONSULTA, a questo incontro parteciperanno anche le Amministrazioni Comunali, Provinciali ecc.
   Quanto detto per chiarire che nessuna Amministrazione comunale è stata invitata e non solo quella di Badolato, ma ciò in quanto ci sarà un incontro successivo dedicato agli Enti Locali.
   Il Consultorio Familiare si onora di stare sulle "Pagine Virtuali" di Badolato, ma chiede che non gli vengano assegnati intenti che non ha avuto!
   Nel ringraziare ancora per l'attenzione e nella speranza di non essere risultata polemica porgo i saluti da chi da anni opera con Amore in un territorio che Merita Amore!!!

Dr.ssa M. Teresa Napoli
Responsabile del Consultorio

Nella foto, la dott.sa Maria Teresa Napoli

(gilbotulino.it 14-4-2006)

Grazie alla dott.ssa Napoli per i complimenti e soprattutto per averci scritto.
E' passato un po' di tempo dal 30 marzo. Per rinfrescarvi la memoria potete consultare su gilbotulino il seguente materiale:
 vedi - le foto della giornata (gilbotulino 30-3-2006)
 vedi - Riesce a partire da Badolato la Consulta immigrati (gilbotulino 30-3-2006)
 vedi - Parte da Badolato la Consulta immigrati (gilbotulino 30-3-2006)
 vedi - Le dichiarazioni degli intervenuti all'inaugurazione della Consulta immigrati (gilbotulino 30-3-2006)
 vedi - Il responsabile delle eclissi di Badolato: non ci facciamo strumentalizzare da gilbotulino! (gilbotulino 1-4-2006)
 

 
 
Politiche 2006, quanto vale un sindaco dal punto di vista elettorale
A Badolato mancu 'na cucchja

Non c'è molta soddisfazione a Badolato per il risultato elettorale dell'Udc che, si dice, abbia perso qualcosa rispetto alle regionali dell'anno scorso. Sotto sotto si addossa la colpa al sindaco, non so se perchè è filoprodiano, filoudeur, filocomunista o perché avendo a Badolato un sindaco dell'Udc ci sia aspettava un risultato migliore. In fin dei conti -così si ragiona- se si è amministratori se ne ha un vantaggio dal punto di vista elettorale.
   Un fondo di verità c'è in questo. Infatti solo un assessore, o un sindaco o uno della maggioranza può promettere, se non dare qualcosa, per tentare di farsi dare un voto. Per esempio si può promettere un cammino spedito per l'approvazione di un progetto, o si può adottare un piano di lottizzazione, o scegliere gli scrutatori, o i rampatori, o promettere un contributo per la squadra di calcio o di pallamano, o addirittura dare questo contributo, si possono saldare o promettere di farlo vecchi conti dell'us Badolato... e così via. Insomma se hai i cordoni del potere, qualcosa puoi dare e qualcosa puoi promettere in cambio di un voticino.
   Ma cosa si rimprovera al sindaco, di non avere fatto abbastanza promesse  o di non avere dato abbastanza? No, soltanto di non avere preso i voti.
   Cerchiamo di dare un supporto "matematico" o una giustificazione numerologica a questa affermazione, cominciando dagli assessori. Quanto vale un assessore in termini di voti? L'Ulivo ha tre assessori
(*) in giunta e ha preso 657 voti (219 ad assessore), l'udeur ha un assessore e ne ha preso 266. Dunque un assessore vale almeno 200 voti. Poiché l'Udc ha un assessore ed ha preso 139 voti, vuol dire che il sindaco ne vale -61 (meno sessantuno), cioè ha portato soltanto danni al suo partito.

(*) Criniti e Bressi sono del Ds, no problem. Pultrone... non è della Margherita, non risponde ai Ds, però è dell'Ulivo. Può sembrare complicato, ma dovete avere fede è dell'Ulivo perché fa parte, anzi ne è l'unico membro, del gruppo consiliare dell'Ulivo. Lo so che per i non badolatesi può suonare complicato, ma noi qui siamo abituati a questo e ad altro... per esempio ad un sindaco che è dell'Udc e che va a votare alle primarie dell'Unione. Per esempio anche a un paese in cui l'Unione ha il 75% dei voti, ma preferisce (almeno una parte, il Ds e l'Udeur) farsi governare da un sindaco dell'Udc, probabilmente per l'antico detto "meglio un uovo oggi che una gallina domani".

(gilbotulino.it 14-4-2006)

 
 
Anche l'us Badolato impegnato con l'ultima cena
perse le chiavi del ristorantino "al Campo sportivo"

Ieri tutte le parrocchie sono state impegnate nell'ultima cena: anche l'us Badolato. Linguine con le seppie. Formaggio pecorino, fave, lardo di colonnata, sangiovese e vino locale. Cena al "campo sportivo" che, come ristorantino, funziona a meraviglia. Commensali, il presidente Guardainalto, una rappresentanza degli ultras, i giocatori, Pierino (che è anche lo chef). Altri dirigenti? Uno soltanto. Amministratori? «Ovviamente -dichiara un dirigente- il presidente "mangia" con gli amministratori».
   "Al campo" si mangia sempre, lo si è sempre fatto, probabilmente l'attività calcistica è soltanto una copertura. Per esempio soltanto di gas, durante la gestione messié, si sono spesi circa 2.500 euro. Se si va di questo passo con Guardainalto verranno abbondantemente superate. sempre che si riesca a ritrovare la chiave che oggi è stata smarrita.

(gilbotulino.it 14-4-2006)

 
 
Riapre il bazar multietnico
si muove l'economia badolatese

Hudda Saud e Desirée Lentini hanno riaperto il bazar multietnico ai bordi della 106 davanti al bar Solesi.
Resterà aperto, per ora, fino al 19 aprile perchè poi devono tornare a scuola.    Quest'anno vendono subito magliette, prezzo a partire da 2 euro. Poi venderanno anche costumi da bagno.
   Non fanno in tempo ad aprire gli scatoloni che già vengono assaliti dalla clientela. Un minuto e già hanno guadagnato 10 euro. Abbastanza per abbassare per un momento la saracinesca e fare una capatina al bar e comprare il loro primo gelato.
  Al ritorno vendono subito un'altra maglietta. Gli affari vanno a gonfie vele.
  Petru 'u Soles, che è di naso fino, ha capito che l'economia comincia a muoversi, che queste nuove generazioni hanno avuto un'iniezione di fiducia dalla vittoria dell'Unione, ed a fatto subito un'ordinazione di nuovi gelati al suo fornitore.
   Questa è l'intervista concessa dalle intraprendenti ragazzine alla nostra immigrata Silvana Butera
clicca per l'intervista

Nella foto, il bazar con le titolari e i primi clienti. In primo piano la mercanzia

(gilbotulino.it 14-4-2006)

 
 
La Renault ritiri immediatamente lo spot televisivo suicida

L'Università dei Popoli di Badolato (Catanzaro), di cui è rettore lo storico Antonio Gesualdo, invita la casa automobilistica francese Renault a ritirare IMMEDIATAMENTE lo spot televisivo dedicato al modello "New Modus Breil". E' assai inopportuno e disdicevole, infatti, che per vendere un'automobile si usi a pretesto un tentativo di suicidio. Lo spot inizia con una giovane ed avvenente ragazza che parcheggia la sua auto mentre dall'alto di un grattacielo piove la scarpa di un uomo che esita a buttarsi giù dal cornicione di una finestra. La giovane ragazza che fa, allora, per evitare che il corpo dell'uomo possa danneggiare la sua auto cadendo da quella vertiginosa altezza?... Spende tutte le sue energie fisiche per fare tutte quelle scale (non usa nemmeno un ascensore) non per salvare l'uomo dal suicidio, bensì per spostarlo sul cornicione di un'altra finestra (che chiude irrimediabilmente) di modo che il suicida possa cadere giù ma ben lontano e distante dalla sua automobile parcheggiata e nuovissima, tanto da meritare una carezza sulla carrozzeria. Purtroppo non merita né carezza, né altrettanta attenzione, né amore, né salvezza l'uomo che (si capisce) può non volere davvero buttarsi giù, ma aspetta qualcuno che lo salvi, mentre invece quella donna lo mette in una posizione ancora più precaria e pericolosa di prima tanto che lo spot dà l'impressione che l'aspirante suicida debba per forza compiere il suo insano gesto, senza alternative (visto che la donna gli chiude ogni altra possibilità di ripensamento). E l'uomo grida per protesta.

"L'Università dei Popoli di Badolato - afferma il promotore-responsabile Domenico Lanciano - invita la Renault a ritirare subito e senza esitare lo spot che non soltanto appare antieducativo ma addirittura privilegia l'incolumità di una macchina, di un semplice e insignificante manufatto dell'uomo al posto della salvezza della vita dell'uomo stesso. Non ci dobbiamo poi lamentare che la società vada così tanto male se si veicolano valori anti-uomo. Questo spot non avrebbe dovuto passare, tanto è contrario alla vita umana a favore però della merceologia!".

Domenico Lanciano non è nuovo a proteste antispot che siano troppo palesemente contrari ai valori umani e possano destabilizzare elementi più fragili. A volte ne fa una vera e propria crociata. Già, anni fa, la sua protesta ha fatto ritirare uno spot televisivo ad una industria alimentare che aveva usato troppo allegramente lo stesso metodo del suicida per un piatto di minestrone.

"La fantasia dei creativi pubblicitari è tale e tanta che non costa nulla a loro evitare di offrire cattivi esempi. E poi -ammonisce Lanciano - con la vita delle persone non si scherza affatto. Si cerchino altre soluzioni pubblicitarie ... a meno che non si è proprio a corto di idee positive!... Il fenomeno dei suicidi è in aumento non soltanto in Italia ma in tutto il mondo e persino in zone e popoli che conoscevano assai poco questa che sta diventando una vera e propria epidemia sociale. Invece di fare spot così aggressivi che vilipendiano la vita umana, perchè le ASL di tutta Italia non organizzano osservatori anti-suicidio visto e considerato che ancora non si fa nulla di preventivo per tale patologia e tanto si può veramente fare?... Dobbiamo constatare che il suicidio è un tabù nella nostra società la quale fa come lo struzzo che nasconde gli occhi per non vedere, mentre il problema si fa sempre più grave e preoccupante. Dove sono i movimenti per la vita, perché non protestano per tale spot? A volte si protesta per l'embrione (cosa giustissima) e non si protesta per questo sottile veleno che viene iniettato subdolamente nelle menti e nei cuori di miliardi di persone!".

(gilbotulino.it 14-4-2006)

 
 
Incredibile, il Comune di Badolato c'era
Ato 2. Sindaci assenti, salta la riunione per la depurazione

Seduta deserta alla conferenza dei sindaci convocati dall'Ato 2, con alcuni punti urgenti all'ordine del giorno, per risolvere i problemi cruciali della depurazione in provincia di Catanzaro. I sindaci assenti si assumono così una responsabilità grave, che rischia di mettere in ginocchio l'ambito ottimale, e quindi di far fallire la depurazione, con la conseguenza di un mare a dir poco "sporco".
   I sindacati hanno già annunciato che convocheranno delle assemblee sui posti di lavoro per impedire che questa estate il clima diventi "rovente", il mare sporchissimo e il presidente Loiero debba chiedere di nuovo scusa, giudicando irresponsabile l'atteggiamento dei sindaci che non partecipano alla conferenza e non pagano le quote.
   Non si è avuto, dunque, il numero legale, di quaranta più uno, dal momento che erano presenti solo i sindaci di Andali, Badolato, Belcastro, Borgia, Botricello, Carlopoli, Catanzaro, Cerva, Cortale, Falerna, Girifalco, Isca, Lamezia Terme, Marcellinara, Maida, S. Vito sullo Ionio, S. Andrea, Sellia, Sellia Marina, Sersale, Squillace, Stalettì, Taverna, Vallefiorita, Zagarise, arrivati in tempo utile, anche se come popolazione si raggiungeva largamente la maggioranza dei cittadini della provincia di Catanzaro.
   A quando il prossimo incontro? Si pensa fra qualche settimana, non oltre come vorrebbero alcuni amministratori, addirittura dopo le elezioni.
   Sembra manchi la volontà politica dei sindaci, ma anche di coloro i quali come l'Ufficio del commissario, per esempio, o la Giunta regionale, o la Provincia di Catanzaro, che danno l'impressione di stare alla finestra aspettando per intervenire con procedure d'urgenza. Questo delicato percorso, provincia per provincia, del passaggio dalla situazione di "emergenza" perenne ad una sana normalità va seguito, hanno fatto notare in molti, perché i comuni non sono dei soggetti depositari solo di imposizioni o di commissari ad acta, anche se servono pure questi ultimi per i comuni recidivi. Ci vuole una autorità che faccia capire la logica della legge Galli che richiama tutti alle loro responsabilità.

Raffaele Spada, Il Quotidiano, venerdì 14 aprile 2006
(gilbotulino.it 14-4-2006)

 
 
Incompetente il gip di Roma a cui il Tribunale di Catanzaro aveva rinviato gli atti per 22 imputati
Mithos, il processo non trova una sede
La Cassazione scioglierà il conflitto e stabilirà a quale giudice destinarlo

Ennesimo colpo di scena nel processo "Mithos": il procedimento a carico di 46 persone, coinvolte a vario titolo nell'attività criminale della cosca Gallace-Novella di Guardavalle, potrebbe ritornare a Catanzaro.
La notizia è stata resa nota ieri mattina durante l'udienza stralcio a carico di 13 imputati per reati minori (ai quali non è contestata l'associazione mafiosa) dal Pm della Dda, Gerardo Dominijanii. Il Gip di Roma ha infatti dichiarato l'incompetenza territoriale per 11 dei 33 imputati il cui procedimento era stato trasferito nella capitale.
L'udienza del processo stralcio, su richiesta di tre avvocati, è stata rinviata dal giudice del Tribunale, Maria Teresa Carè (a latere Antonio Battaglia e Camilo Falvo, cancelliere Giuseppe Rizzuto) al 26 maggio. Nel frattempo la decisione finale sulla competenza del procedimento spetterà alla Cassazione che dovrà dirimere l'arcano. La richiesta di pronunciamento della suprema Corte sarà inoltrata subito dopo le feste pasquali dal procuratore Dominijanni. Le posizioni sulle quali il Gip della capitale ha deciso l'incompetenza territoriale sono quelle di Francesco Aloi, 38 anni, di Guardavalle; Francesco Cicino, 35 anni, di Guardavalle; Agazio Gallace, 51 anni, di Nettuno; Bruno Gallace, 33 anni, di Guardavalle; Vincenzo Gallace, 58 anni, di Guardavalle; Vincenzo Alessio Novella, 28 anni, di Guardavalle; Nicola Peronace, 62 anni, di Anzio; Paolo Riitano, 29 anni, di Anzio; Francesco Taverniti, 31 anni, di Guardavale.
Tra l'altro, il tribunale non aveva neanche depositato le motivazioni del trasferimento delle posizioni nella capitale, visto che il termine ultimo per consegnare i documento scadevano a fine mese.
I giudici avevano ritenuto fondata la tesi dei difensori secondo cui la Procura competente a portare avanti le indagini sul sodalizio criminale calabrese sarebbe stata quella di Roma, dal momento che nel Lazio, in particolare nelle città di Anzio e Nettuno - dove risiedono molti dei presunti affiliati al clan di Guardavalle - sarebbero stati compiuti i reati più gravi contestati agli indagati.
Una questione sollevata dagli avvocati Francesco Loiacono, Salvatore Staiano e Giuseppe Gervasi, in quanto al Tribunale di Roma è in corso un processo parallelo denominato "Appia", avviato nel 1997, che riguarda gli stessi imputati di "Mithos" e gli stessi capi di imputazione (associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione, traffico internazionale di armi).
A parere degli inquirenti, al vertice dell'organizzazione che avrebbe controllato tutte le attività malavitose occorse nel Soveratese e nei comuni di Badolato, Santa Caterina dello Jonio e Guardavalle, c'erano Vincenzo Gallace e Carmelo Novella. Il presunto sodalizio criminale sarebbe riuscito a creare solidi legami e veicolare diramazioni pure nel Lazio (Anzio e Nettuno) e in Lombardia (Rho e Legnano).

Gazzetta del Sud, venerdì 14 aprile 2006
(gilbotulino.it 14-4-2006)

 

 
 
Noi, spettatori dell'Opera italiana

L'opera è magnifica. Peccato per il teatro. Silvio Berlusconi, il nome stesso fa pensare ad un artista di avanspettacolo, per anni ha messo allegria alle nazioni col suo istrionismo, la sua bandana e le barzellette spinte. Nella suspence teatrale di questa elezione i coloriti scambi di battute tra il Cavaliere e il Professore ricordavano irresistibilmente il Capitano e il Dottore della tradizionale commedia dell'arte. Poi il coup de theatre finale: mentre l'esito elettorale è incerto il capo di tutti capi della mafia siciliana, il Padrino, un Don Corleone in carne ed ossa, viene catturato in un remoto casolare nei pressi della cittadina di Corleone, dopo più di quarant'anni di latitanza. Non dice una parola. La vita e l'arte, la realtà e la finzione si fanno qui indistinguibili, come sui canali delle tv di Berlusconi. E ci si può godere tutta questa magnifica opera nella cornice dei più bei paesaggi e di un'architettura sublime, in compagnia delle donne e degli uomini più eleganti e gradevoli, mangiando superbamente e bevendo il vino e il caffè migliori di tutta Europa.

Se al mondo tutti avessero pagato il biglietto per il diletto e lo spettacolo che l'Italia ha offerto negli ultimi cinque anni, l'economia italiana sarebbe florida. Sfortunatamente non è stato così. E l'Italia quindi, come il Teatro alla Scala, dietro le quinte è in crisi. Sotto il governo di Forza Italia, un partito che deriva il suo nome da un coro da stadio, l'Italia non è arrivata da nessuna parte. L'anno scorso ha registrato crescita economica zero. La crescita totale nei cinque anni di Berlusconi al potere è stata del 3,2%, il dato peggiore di tutti i paesi membri della Ue. La disoccupazione giovanile sfiora il 25%. Il debito pubblico lordo è superiore al 100% del prodotto interno lordo del Paese. La produttività e la competitività sono in stallo o in calo. Qualunque consumatore italiano vi dirà che i negozianti hanno sfruttato la conversione in euro per alzare il prezzo di una birra, di una pizza o di quell'incomparabile espresso.
Il paese ha subito un tracollo nelle tabelle di competitività faticando a corrispondere alle esigenze dell'eurozona "taglia unica" e a far fronte alla sfida della globalizzazione. I prodotti dei settori in cui l'Italia eccelle, tessile, pelletteria, vengono esportati da Cina e India a una frazione del prezzo.

Invecchiamento della popolazione autoctona, problemi di finanziamento delle pensioni, scarsa integrazione degli immigrati,... all'Italia non manca niente, assomma tutte le glorie e tutti i problemi della vecchia Europa.
A ciò si aggiunge l'aggravante di un nuovo sistema elettorale, introdotto dal governo Berlusconi lo scorso autunno. Ho parlato qualche giorno fa con Peter Eicher, capo degli osservatori Osce delle elezioni italiane. Egli ha elogiato numerosi aspetti del "sano ambiente democratico" italiano, e pur non tentato a paragonare le elezioni italiane e quelle in Ucraina o in Bielorussia, ha citato due aspetti fonte di seria preoccupazione. Uno era la parzialità delle cronache sui canali della televisione commerciale di proprietà di Berlusconi e sui canali della televisione pubblica fortemente influenzati da quest'ultimo in qualità di primo ministro in carica. (In un rapporto del 2005, la Freedom House, in riferimento alla libertà di stampa, definisce l'Italia solo «parzialmente libera»).

L'altro aspetto consisteva nelle modalità di approvazione della legge elettorale in mancanza di un consenso tra i maggiori partiti. Le leggi elettorali, sostiene Eicher, non sono leggi come le altre: poiché equivalgono alle "regole del gioco" tra partiti politici avversari, è necessaria una dose maggiore di consenso. Come nel calcio, la squadra vincente non deve cambiare le regole per la partita di ritorno.

Al di là del modo in cui sono state cambiate le regole, c'è poi il problema rappresentato dalle regole stesse. Una delle conclusioni tratte dal disastro della politica italiana all'inizio degli anni '90 era che al Paese serviva un sistema elettorale caratterizzato da un elemento più fortemente maggioritario, al fine di produrre governi più stabili. Lo stesso Berlusconi beneficiò di tale sistema nelle elezioni del 2001 ed esso contribuì a far sì che governasse per cinque anni, diventando il primo ministro rimasto più a lungo in carica dell'Italia del dopo guerra. Ma alla fine dello scorso anno egli ha introdotto la nuova legge, basata sulla rappresentanza proporzionale, applicata in maniera lievemente diversa nei due rami del Parlamento, ciascuno dei quali ha facoltà di bloccare l'altro. Uno degli artefici di questa legge l'ha definita notoriamente «una porcata». Il suo effetto più probabile sarà di produrre un governo più debole invece che più forte.

L'opera italiana si avvia ora ad un curioso intervallo. Una volta completata la verifica delle schede contestate richiesta da un Berlusconi restio ad accettare la sconfitta e ammesso che i risultati assegnino ancora la risicata vittoria alla coalizione di centrosinistra guidata da Prodi, le due Camere dovranno eleggere a metà maggio il presidente che succederà a Carlo Azeglio Ciampi, personalità che gode di popolarità e ampio rispetto. (Mi dicono che lo stesso Ciampi è in lizza per la successione). Solo dopo essersi insediato il nuovo presidente potrà dare a Prodi l'incarico di formare un nuovo governo e avrà inizio il terzo atto. Stando alle apparenze quel governo potrà contare su una adeguata maggioranza alla Camera, grazie al "bonus" previsto dalla nuova legge, ma avrà una maggioranza minima al Senato. La coalizione di Prodi è ampia e fissipara, e i comunisti, che sono stati la rovina del suo ultimo governo, hanno ottenuto buoni risultati alle urne. Come mi ha detto un senatore del centro sinistra neo-eletto: in questa situazione dovremo innanzitutto negoziare ogni minimo punto in seno alla coalizione.

Quindi in base ad ogni calcolo razionale è improbabile che il governo entrante sia in grado di attuare quel genere di profonde riforme di cui l'Italia ha così palese necessità. È improbabile che riesca, ad esempio, a liberalizzare il mercato del lavoro italiano, né alla maniera nordica, attraverso il consenso, né alla maniera britannica, attraverso l'uso che fece Margaret Thatcher dei poteri di "dittatura elettiva" del primo ministro. Appare quindi probabile che l'Italia, resti con la Francia e la Germania nel gruppo delle lumache.

Esistono numerose importanti differenze tra i tre Paesi che furono l'anima della prima Cee, ma questo aspetto li accomuna: la riforma economica vitale è intralciata da una democrazia con troppi checks and balances e una società che, in maggioranza, vive ancora troppo bene per accettare l'imperativo di un doloroso cambiamento. Dato che questi tre Paesi compromettono quasi la metà dell'economia totale dell'Ue ciò significa guai grossi per tutti gli europei.

Se non dispero è solo per un motivo: che la ragione non è mai bastata a spiegare come funziona l'Italia. Forse l'ingrediente nascosto è il genio per l'improvvisazione, come si vede nel miglior calcio italiano, e, ovviamente, nella commedia dell'arte. Quel genio per l'improvvisazione sarà necessario oggi più che mai, a fronte delle mutate regole su tre campi da gioco: il sistema politico italiano, l'eurozona, e l'economia mondiale. Ora che Forza Italia è stata di stretta misura sconfitta alle urne, almeno io griderò da bordo campo: «Forza Italia!».

Timothy Garton Ash
Repubblica, 13-04-2006 (traduzione di Emilia Benghi)
(gilbotulino.it 14-4-2006)

 
 

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