Gil Botulino |
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The German
Observer |
responsabile: Pasquale Andreacchio - e-mail: info@gilbotulino.it - web: http://www.gilbotulino.it/ |
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venerdì 14 Aprile 2006 |
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Venerdì santo al borgo , qualche canto in
presa diretta
Per tutto il pomeriggio dalle 13 e 30 alle 20, con la partecipazione del vento che, calato il sole, si è fatto anche gelido, si sono diffuse per le vie del borgo i tristi canti della Passione. Alle 13 e 30 è partita la processione dalla chiesa di San Domenico ('u monastèri), aperta dalla croce di guida (cruci avanti), seguita da un gruppo di cantori. Ancora dietro la bara ('a varetta). Portatori della varetta e dei lampioni accessi, secondo la tradizione, sono stati degli adolescenti. La processione era chiusa da un secondo gruppo di cantori e dalla statua della vergine addolorata. Un tamburo e la banda di Monasterace. Ho seguito il secondo gruppo di cantori dal monasteri al fosso, per circa un'ora, e ho registrato qualche canto. Vi propongo sotto quelli che mi sono venuti meglio. Dal vivo i canti rendevano meglio: gli strumenti che abbiamo non permettono la fedeltà audio (accontentatevi). Abbiamo fatto anche delle foto che potete vedere nella pagina dedicata alla giornata. |
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I cantori e i canti della
Passione |
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Auguri di buona Pasqua al Cs Meta Due e a
tutti voi Ritrasmettiamo gli auguri
pervenuti per la squadra di pallamano di Badolato: Il Comitato
Regionale Calabria della F.I.G.H. augura a Lei ed alla società
del Badolato una buona Pasqua. (gilbotulino.it 14-4-2006) |
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La voce del Consultorio familiare di Badolato Riceviamo e pubblichiamo:
Dr.ssa M. Teresa Napoli Nella foto, la dott.sa Maria Teresa Napoli (gilbotulino.it 14-4-2006)
Grazie alla dott.ssa Napoli per i complimenti e
soprattutto per averci scritto. |
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Politiche 2006, quanto vale un sindaco dal
punto di vista elettorale A Badolato mancu 'na cucchja Non c'è
molta soddisfazione a Badolato per il risultato elettorale dell'Udc
che, si dice, abbia perso qualcosa rispetto alle regionali
dell'anno scorso. Sotto sotto si addossa la colpa al sindaco,
non so se perchè è filoprodiano, filoudeur, filocomunista o
perché avendo a Badolato un sindaco dell'Udc ci sia aspettava un
risultato migliore. In fin dei conti -così si ragiona- se si è
amministratori se ne ha un vantaggio dal punto di vista
elettorale. (*) Criniti e Bressi sono del Ds, no problem. Pultrone... non è della Margherita, non risponde ai Ds, però è dell'Ulivo. Può sembrare complicato, ma dovete avere fede è dell'Ulivo perché fa parte, anzi ne è l'unico membro, del gruppo consiliare dell'Ulivo. Lo so che per i non badolatesi può suonare complicato, ma noi qui siamo abituati a questo e ad altro... per esempio ad un sindaco che è dell'Udc e che va a votare alle primarie dell'Unione. Per esempio anche a un paese in cui l'Unione ha il 75% dei voti, ma preferisce (almeno una parte, il Ds e l'Udeur) farsi governare da un sindaco dell'Udc, probabilmente per l'antico detto "meglio un uovo oggi che una gallina domani". (gilbotulino.it 14-4-2006) |
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Anche l'us Badolato impegnato con l'ultima
cena perse le chiavi del ristorantino "al Campo sportivo"
Ieri tutte le parrocchie sono state impegnate
nell'ultima cena: anche l'us Badolato. Linguine con le seppie.
Formaggio pecorino, fave, lardo di colonnata, sangiovese e vino
locale. Cena al "campo sportivo" che, come ristorantino,
funziona a meraviglia. Commensali, il presidente Guardainalto,
una rappresentanza degli ultras, i giocatori, Pierino (che è
anche lo chef). Altri dirigenti? Uno soltanto. Amministratori?
«Ovviamente -dichiara un dirigente- il presidente "mangia" con
gli amministratori». (gilbotulino.it 14-4-2006) |
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Riapre il bazar multietnico si muove l'economia badolatese
Hudda Saud e Desirée Lentini hanno riaperto il
bazar multietnico ai bordi della 106 davanti al bar Solesi. Nella foto, il bazar con le titolari e i primi clienti. In primo piano la mercanzia (gilbotulino.it 14-4-2006) |
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La Renault ritiri immediatamente lo spot
televisivo suicida L'Università dei
Popoli di Badolato (Catanzaro), di cui è rettore lo storico
Antonio Gesualdo, invita la casa automobilistica francese
Renault a ritirare IMMEDIATAMENTE lo spot televisivo dedicato al
modello "New Modus Breil". E' assai inopportuno e disdicevole,
infatti, che per vendere un'automobile si usi a pretesto un
tentativo di suicidio. Lo spot inizia con una giovane ed
avvenente ragazza che parcheggia la sua auto mentre dall'alto di
un grattacielo piove la scarpa di un uomo che esita a buttarsi
giù dal cornicione di una finestra. La giovane ragazza che fa,
allora, per evitare che il corpo dell'uomo possa danneggiare la
sua auto cadendo da quella vertiginosa altezza?... Spende tutte
le sue energie fisiche per fare tutte quelle scale (non usa
nemmeno un ascensore) non per salvare l'uomo dal suicidio, bensì
per spostarlo sul cornicione di un'altra finestra (che chiude
irrimediabilmente) di modo che il suicida possa cadere giù ma
ben lontano e distante dalla sua automobile parcheggiata e
nuovissima, tanto da meritare una carezza sulla carrozzeria.
Purtroppo non merita né carezza, né altrettanta attenzione, né
amore, né salvezza l'uomo che (si capisce) può non volere
davvero buttarsi giù, ma aspetta qualcuno che lo salvi, mentre
invece quella donna lo mette in una posizione ancora più
precaria e pericolosa di prima tanto che lo spot dà
l'impressione che l'aspirante suicida debba per forza compiere
il suo insano gesto, senza alternative (visto che la donna gli
chiude ogni altra possibilità di ripensamento). E l'uomo grida
per protesta. "La fantasia dei creativi pubblicitari è tale e tanta che non costa nulla a loro evitare di offrire cattivi esempi. E poi -ammonisce Lanciano - con la vita delle persone non si scherza affatto. Si cerchino altre soluzioni pubblicitarie ... a meno che non si è proprio a corto di idee positive!... Il fenomeno dei suicidi è in aumento non soltanto in Italia ma in tutto il mondo e persino in zone e popoli che conoscevano assai poco questa che sta diventando una vera e propria epidemia sociale. Invece di fare spot così aggressivi che vilipendiano la vita umana, perchè le ASL di tutta Italia non organizzano osservatori anti-suicidio visto e considerato che ancora non si fa nulla di preventivo per tale patologia e tanto si può veramente fare?... Dobbiamo constatare che il suicidio è un tabù nella nostra società la quale fa come lo struzzo che nasconde gli occhi per non vedere, mentre il problema si fa sempre più grave e preoccupante. Dove sono i movimenti per la vita, perché non protestano per tale spot? A volte si protesta per l'embrione (cosa giustissima) e non si protesta per questo sottile veleno che viene iniettato subdolamente nelle menti e nei cuori di miliardi di persone!". (gilbotulino.it 14-4-2006) |
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Incredibile, il Comune di Badolato c'era Ato 2. Sindaci assenti, salta la riunione per la depurazione
Seduta deserta alla conferenza dei sindaci
convocati dall'Ato 2, con alcuni punti urgenti all'ordine del
giorno, per risolvere i problemi cruciali della depurazione in
provincia di Catanzaro. I sindaci assenti si assumono così una
responsabilità grave, che rischia di mettere in ginocchio
l'ambito ottimale, e quindi di far fallire la depurazione, con
la conseguenza di un mare a dir poco "sporco". Raffaele Spada, Il Quotidiano,
venerdì 14 aprile 2006 |
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Incompetente il gip di Roma a cui il Tribunale di
Catanzaro aveva rinviato gli atti per 22 imputati Mithos, il processo non trova una sede La Cassazione scioglierà il conflitto e stabilirà a quale giudice destinarlo Ennesimo colpo di
scena nel processo "Mithos": il procedimento a carico di 46
persone, coinvolte a vario titolo nell'attività criminale della
cosca Gallace-Novella di Guardavalle, potrebbe ritornare a
Catanzaro. Gazzetta del Sud, venerdì 14
aprile 2006
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Noi, spettatori dell'Opera italiana
L'opera è magnifica. Peccato per il teatro. Silvio Berlusconi, il nome stesso fa pensare ad un artista di avanspettacolo, per anni ha messo allegria alle nazioni col suo istrionismo, la sua bandana e le barzellette spinte. Nella suspence teatrale di questa elezione i coloriti scambi di battute tra il Cavaliere e il Professore ricordavano irresistibilmente il Capitano e il Dottore della tradizionale commedia dell'arte. Poi il coup de theatre finale: mentre l'esito elettorale è incerto il capo di tutti capi della mafia siciliana, il Padrino, un Don Corleone in carne ed ossa, viene catturato in un remoto casolare nei pressi della cittadina di Corleone, dopo più di quarant'anni di latitanza. Non dice una parola. La vita e l'arte, la realtà e la finzione si fanno qui indistinguibili, come sui canali delle tv di Berlusconi. E ci si può godere tutta questa magnifica opera nella cornice dei più bei paesaggi e di un'architettura sublime, in compagnia delle donne e degli uomini più eleganti e gradevoli, mangiando superbamente e bevendo il vino e il caffè migliori di tutta Europa. Se al mondo tutti avessero pagato il biglietto
per il diletto e lo spettacolo che l'Italia ha offerto negli
ultimi cinque anni, l'economia italiana sarebbe florida.
Sfortunatamente non è stato così. E l'Italia quindi, come il
Teatro alla Scala, dietro le quinte è in crisi. Sotto il governo
di Forza Italia, un partito che deriva il suo nome da un coro da
stadio, l'Italia non è arrivata da nessuna parte. L'anno scorso
ha registrato crescita economica zero. La crescita totale nei
cinque anni di Berlusconi al potere è stata del 3,2%, il dato
peggiore di tutti i paesi membri della Ue. La disoccupazione
giovanile sfiora il 25%. Il debito pubblico lordo è superiore al
100% del prodotto interno lordo del Paese. La produttività e la
competitività sono in stallo o in calo. Qualunque consumatore
italiano vi dirà che i negozianti hanno sfruttato la conversione
in euro per alzare il prezzo di una birra, di una pizza o di
quell'incomparabile espresso. Invecchiamento della popolazione autoctona,
problemi di finanziamento delle pensioni, scarsa integrazione
degli immigrati,... all'Italia non manca niente, assomma tutte
le glorie e tutti i problemi della vecchia Europa. L'altro aspetto consisteva nelle modalità di approvazione della legge elettorale in mancanza di un consenso tra i maggiori partiti. Le leggi elettorali, sostiene Eicher, non sono leggi come le altre: poiché equivalgono alle "regole del gioco" tra partiti politici avversari, è necessaria una dose maggiore di consenso. Come nel calcio, la squadra vincente non deve cambiare le regole per la partita di ritorno. Al di là del modo in cui sono state cambiate le regole, c'è poi il problema rappresentato dalle regole stesse. Una delle conclusioni tratte dal disastro della politica italiana all'inizio degli anni '90 era che al Paese serviva un sistema elettorale caratterizzato da un elemento più fortemente maggioritario, al fine di produrre governi più stabili. Lo stesso Berlusconi beneficiò di tale sistema nelle elezioni del 2001 ed esso contribuì a far sì che governasse per cinque anni, diventando il primo ministro rimasto più a lungo in carica dell'Italia del dopo guerra. Ma alla fine dello scorso anno egli ha introdotto la nuova legge, basata sulla rappresentanza proporzionale, applicata in maniera lievemente diversa nei due rami del Parlamento, ciascuno dei quali ha facoltà di bloccare l'altro. Uno degli artefici di questa legge l'ha definita notoriamente «una porcata». Il suo effetto più probabile sarà di produrre un governo più debole invece che più forte. L'opera italiana si avvia ora ad un curioso intervallo. Una volta completata la verifica delle schede contestate richiesta da un Berlusconi restio ad accettare la sconfitta e ammesso che i risultati assegnino ancora la risicata vittoria alla coalizione di centrosinistra guidata da Prodi, le due Camere dovranno eleggere a metà maggio il presidente che succederà a Carlo Azeglio Ciampi, personalità che gode di popolarità e ampio rispetto. (Mi dicono che lo stesso Ciampi è in lizza per la successione). Solo dopo essersi insediato il nuovo presidente potrà dare a Prodi l'incarico di formare un nuovo governo e avrà inizio il terzo atto. Stando alle apparenze quel governo potrà contare su una adeguata maggioranza alla Camera, grazie al "bonus" previsto dalla nuova legge, ma avrà una maggioranza minima al Senato. La coalizione di Prodi è ampia e fissipara, e i comunisti, che sono stati la rovina del suo ultimo governo, hanno ottenuto buoni risultati alle urne. Come mi ha detto un senatore del centro sinistra neo-eletto: in questa situazione dovremo innanzitutto negoziare ogni minimo punto in seno alla coalizione. Quindi in base ad ogni calcolo razionale è improbabile che il governo entrante sia in grado di attuare quel genere di profonde riforme di cui l'Italia ha così palese necessità. È improbabile che riesca, ad esempio, a liberalizzare il mercato del lavoro italiano, né alla maniera nordica, attraverso il consenso, né alla maniera britannica, attraverso l'uso che fece Margaret Thatcher dei poteri di "dittatura elettiva" del primo ministro. Appare quindi probabile che l'Italia, resti con la Francia e la Germania nel gruppo delle lumache. Esistono numerose importanti differenze tra i tre Paesi che furono l'anima della prima Cee, ma questo aspetto li accomuna: la riforma economica vitale è intralciata da una democrazia con troppi checks and balances e una società che, in maggioranza, vive ancora troppo bene per accettare l'imperativo di un doloroso cambiamento. Dato che questi tre Paesi compromettono quasi la metà dell'economia totale dell'Ue ciò significa guai grossi per tutti gli europei. Se non dispero è solo per un motivo: che la ragione non è mai bastata a spiegare come funziona l'Italia. Forse l'ingrediente nascosto è il genio per l'improvvisazione, come si vede nel miglior calcio italiano, e, ovviamente, nella commedia dell'arte. Quel genio per l'improvvisazione sarà necessario oggi più che mai, a fronte delle mutate regole su tre campi da gioco: il sistema politico italiano, l'eurozona, e l'economia mondiale. Ora che Forza Italia è stata di stretta misura sconfitta alle urne, almeno io griderò da bordo campo: «Forza Italia!». Timothy Garton Ash |
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