Badolato. La processione del Sabato Santo nel
borgo antico
La grande spiritualità dei misteri dolorosi
In
un'atmosfera carica di commozione e di spititualità, si è
svolta, ieri, per le vie dell'antico borgo badolatese la
tradizionale Processione dei misteri dolorosi del Sabato Santo.
La maestosa rappresentazione, alla quale hanno preso parte oltre
200 "attori", tutti di Badolato, ha rievocato la via Crucis
percorsa da Gesù Cristo: dall'incoronazione di spine alla
flagellazione, dalla derisione al martirio della crocifissione.
Alla processione hanno partecipato a pieno titolo due delle tre
ultrasecolari Confraternite presenti e operanti a Badolato:
Maria SS. Immacolata, responsabile dell'evento, e S. Caterina
D'Alessandria.
La sacra rappresentazione, le cui origini risalgono al lontano
1802, è giunta quest'anno alla sua duecentesima edizione, in
quanto la processione fu sospesa dal 1942 al 1945 compreso.
Un percorso di circa otto chilometri che, attraverso le vie del
paese, ha toccato gli angoli più caratteristici e suggestivi del
borgo medioevale, tra i quali: la Chiesa dell'Immacolata, la
Chiesa del Convento di Santa Maria degli Angeli, la Chiesa di
Santa Caterina, la Chiesa del convento dei Domenicani, la chiesa
dell'Annunziata e la Chiesa Matrice.
Il lungo corteo è partito, come per tradizione, dalla Chiesa
dell'Immacolata Concezione, tappa che apre e chiude l'itinerario
religioso della Processione Penitenziale, con al seguito una
grande folla di fedeli.
Ad aprire la lunga processione la Croce di Penitenza, risalente
al XIX secolo, con i Simboli della Crocifissione, accompagnata
da otto cantori che hanno recitato devotamente la passione di
Gesù e il dolore della Madonna con dei canti tradizionali.
Subito dopo, è apparso il Cristo morto, disteso su un giaciglio
aperto e ricco di veli bianchi, la "Varetta", con agli angoli
dei piccoli angeli vestiti di viola.
Contemporaneamente al Cristo morto, in una dimensione temporale
anacronistica, è comparso alle sue spalle un gruppo di attori
che ha recitato la drammatica ascesa al Calvario. Dieci soldati
romani a scorta dei due ladroni e del Cristo caricato dalla
Croce e vestito da una tunica violacea, trascinato, percosso e
ingiuriato da otto giudei scalzi e da due capi torturatori.
Come tradizione vuole, il figurante che impersona il Cristo non può
essere riconosciuto, generalmente infatti si interpreta il ruolo
per "voto", e deve tenere i lunghi capelli sul volto. Ieri, come
ogni anno, sono state tre le persone che si sono alternate nel
ruolo del Cristo durante tutta la processione penitenziale.
Nel lungo corteo anche un gruppo composto da giovani ragazze
vestite di nero e con il capo coperto, le "Addoloratine", Pie
donne in silenzio e con le mani giunte in segno di preghiera.
Al seguito, circa 70 incappucciati, uomini e donne, coronati di
spine, vestiti con un saio bianco e cinti da funi, si sono
autoflagellati le spalle, ormai adeguatamente riparate, con
delle fruste metalliche chiamate discipline.
I "Disciplinari", così chiamati per l' uso della disciplina
intesa come pratica di auto flagellazione per la redenzione dei
peccati e per sentirsi più vicini al dolore e alla Passione di
Gesù Cristo, rappresentano i penitenti e, anche loro, non
possono essere riconosciuti o visti da nessuno.
Altro gruppo di personaggi che ha partecipato alla processione è
quello degli alabardieri che, con tanto di elmetto, corazza,
scudo e mantello, hanno portato l'alabarda.
A chiusura della processione, la statua della Vergine Addolorata
portata a spalla dai confratelli dell'Immacolata.
Questi ultimi, ad un certo punto della rappresentazione sacra,
hanno consegnato l'addolorata Madre ai dodici confratelli di
S.Caterina, dai quali hanno ricevuto in cambio dodici piccole
croci di legno che, al successivo punto di scambio, sono state
loro restituite alla riconsegna della Vergine Maria.
Funzione di primo piano in tutta la processione ha avuto la musica
che, tra banda e canti tradizionali a cappella, ha creato
un'atmosfera drammatica e coinvolgente. Dopo circa sette ore di
percorso la processione è terminata, in tarda serata.
La settimana santa si concluderà oggi con la tradizionale "Cumprunta"
che, a Badolato, si contraddistingue dalle simili
rappresentazioni messe in scena nel comprensorio per la
caratteristica gara dei tamburi e degli stendardi. Questi
ultimi, tra l'altro, di circa sei metri di altezza, vengono
fatti ballare con maestria, sul palmo della mano o sulla bocca,
da persone che tramandano di generazione in generazione questa
abilità.
In questi giorni rappresentazioni della Via Crucis sono state messe
in scena in tutta Italia, creando momenti di preghiera e
commozione molto intensi, ma la Processione del Sabato Santo di
Badolato ha un quid in più.
I rituali e i simboli della rappresentazione badolatese riportano
indietro nel tempo gli spettatori, facendo riscoprire loro
l'intensità della fede popolare, ma anche la straordinaria
bellezza del borgo medievale del loro paese natìo.
All'uscita della processione i vicoli, le antiche chiese e i
paesaggi incontaminati che fanno da sfondo a questa
rappresentazione si ripopolano, il tempo sembra fermarsi e
sembra che il piccolo centro abitato si ridesti da un profondo
letargo per assaporare di nuovo i colori, i suoni del passato e
rivivere gli antichi riti, durante i quali sacro e profano si
mescolano inscindibilmente, regalando ai presenti un'emozione
unica.
Sara Dominijanni, Il Domani, 16 aprile 2006
(gilbotulino.it 16-4-2006) |
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Come eliminare i gol fantasma
Caro Pasquale,
ti mando l'idea delle tecnologie per eliminare i gol
fantasma, se, parlando con i dirigenti della squadra, la U.S.
Badolato, intende sperimentare pure nel campo sportivo di
Badolato
Marina.
Ti ringrazio e ti auguro una Pasqua secondo i tuoi
desideri.
Ciao, Mimmo Lanciano
associazione culturale
UNIVERSITA' DELLE GENERAZIONI
Viale Castelnuovo
33 - Agnone Is
Negli scorsi decenni se
ne era tanto parlato. L'orografia di Agnone non consente
insediamenti
industriali veri e propri, ma solo artigianali ed alcuni altri
con
laboratori di alto contenuto tecnologico, come nella montagnosa
Svizzera. Adesso pare che sia venuta l'occasione buona che possa
dare
una "svolta" utile e promettente. Quella che fu definita
"l'Atene del
Sannio" potrebbe presto diventare una "Tecnocity" molto
avanzata, una
piccola "Città delle Scienze".
Infatti, la R.A.F. srl di Bari
(specializzata in sistemi elettronici di avanguardia), in un
recente
incontro con il vicesindaco dottore Gabriele Amicarelli, ha
proposto il
progetto "Agnone Tecnocity" per la creazione di un centro
polivalente
di tecnologie innovative da applicare a settori di eccellenza,
realizzate in gran parte con appositi finanziamenti europei. Il
direttore generale della RAF, maestro del lavoro Ferdinando
Russo, ha
fatto intravedere la possibilità di impiantare, intanto, un
laboratorio
supertecnologico di restauro delle opere d'arte e dei più
diversi materiali, che ben si collocherebbe in un'Agnone città d'arte. E
potrebbero iniziare dal prossimo anno scolastico i corsi di
perfezionamento di elettronica della sicurezza ai diplomandi
dell'Istituto Tecnico Industriale. Sono previsti pure altri
corsi di
perfezionamento in diversi settori produttivi che utilizzano
metodologie ultramoderne in grado di offrire maggiore
competitività e
successo alle aziende nel difficile contesto della
globalizzazione.
Inoltre, l'ingegnere Nicola Catalano, direttore tecnico della
RAF e
collaboratore dell'ESA (Agenzia Spaziale Europea), ha assicurato
l'interessamento del CNR per l'eventuale collocazione in Agnone
di un
Istituto universitario di alta specializzazione, come succursale
del
Politecnico di Bari. A tal proposito i due dirigenti della RAF
ed un
dirigente del CNR avranno presto un incontro con il sindaco
dott.
Gelsomino De Vita e con l'assessore regionale alle attività
produttive
avv. Franco Giorgio Marinelli, che si è detto disponibile a fare
quanto
in suo potere per agevolare al massimo la realizzazione del
progetto
"Agnone Tecnocity" con significative ricadute nell'occupazione e
nell'indotto socio-economico-culturale.
Tutte queste lusinghiere
prospettive nascono dalla semplice richiesta di intervento fatto
dall'Università delle Generazioni di Agnone alla Raf, tramite
l'ing.
Mario Bruno Lanciano (direttore generale della Pizzarotti SpA di
Parma,
azienda leader nelle nuove metodologie indutriali) per
l'applicazione
di congegni elettronici nello stadio agnonese per eliminare i
cosiddetti "gol fantasmi" attraverso la tecnologia dei gol
sonori e
luminosi. A riguardo, l'ing. Nicola Catalano ha promesso che
dalla
fine del mese di agosto 2006 (Federazione permettendo) per
l'inizio del
prossimo campionato di calcio, il "Civitelle" potrà avere anche
la
visualizzazione luminosa dell'esatta altezza dell'entrata in
porta del pallone e in più l'indicazione della velocità del tiro. Il
presidente
dell'Olympia Agnonese, ing. Franco Marcovecchio, e il direttore
tecnico, dott. Mauro Marinelli, si sono detti molto soddisfatti
ed
entusiasti delle proposte innovative atte a rendere il campo di
calcio
agnonese (già all'avanguardia per il manto sintetico e la
mancanza di
barriere) il primo in Italia a sperimentare in forma plurima e
coordinata le nuove tecnologie applicate alla sicurezza, alla
correttezza del gioco e alla certezza del risultato.
dott. Domenico
Lanciano, pubblicista
tessera n. 112352 Ordine dei Giornalisti del
Molise
tel. 320-7982378 * 0865-722290 * 0865-79034
* Ferdinando
Russo, RAF, Bari tel. 336-383517 e 080-5583370
* ing. Franco
Marcovecchio, Olympia Agnonese, tel. 333-9770155
* assessore regionale
avv. Franco Giorgio Marinelli tel. 339-8562732
(gilbotulino.it 16-4-2006) |
Al teatro della bufala
Già Roberto Calderoli, nelle vesti di Giustiniano, era uno
spettacolo comico che ha trovato il suo acme quando egli stesso
ha definito la legge elettorale, che ha scritto con mano
sapiente, "una porcata". Ora che "Giustiniano" torna in
scena in veste di esegeta della sua legge elettorale, indicando
quali sono i voti validi e quali quelli da annullare,
riprecipitiamo nella farsa. Accade questo. Il voto condanna il
centrodestra alla sconfitta. Di un soffio, ma alla
sconfitta. Berlusconi, come sempre gli capita quando è messo
male, rovescia il tavolo. Allora strilla con il coretto
delle comparse (Fini, Cesa, Maroni): ci sono stati brogli su
45.000 schede.
E' la battuta che apre il Gran Teatro della Bufala, animato ogni
giorno da un diverso protagonista del centrodestra, chiamato al
proscenio a raccontare perché e per come il centrosinistra ha
perso. Dopo la frottola di Berlusconi (le schede
contestate e non assegnate non sono 45.000 alla Camera, ma
2.131), va in scena Mirko Tremaglia. Ha voluto
fortissimamente la legge per il voto degli italiani all'estero.
Se l'è curata come un cucciolotto. L'ha nutrita e fatta
crescere. Soltanto quando gli italiani all'estero hanno
consegnato la maggioranza del Senato al centrosinistra,
Tremaglia scopre che il cucciolo è deforme e va abbattuto
perché migliaia di nostri connazionali non hanno ricevuto il
certificato elettorale. Dimentico che proprio lui, come
ministro avrebbe dovuto vigilare sull'ingorgo burocratico, che
peraltro gli erano stati segnalati con largo anticipo,
Tremaglia pretende ora che il voto degli italiani all'estero
siano annullati e si rifaccia tutto. La seconda
performance al teatro della bufala ottiene soltanto il risultato
di gettare discredito e ridicolo sul performer.
E a questo punto - ieri - che s'avanza sotto i riflettori il
Giustiniano della Lega. Per il maestro di diritto,
soltanto occasionalmente dentista, il centrosinistra ha perso le
elezioni perché "nei voti di Prodi sono stati conteggiati
irregolarmente anche gli oltre 40.000 voti presi da una lista
patacca che si è presentata soltanto in una
circoscrizione, cosa che impedisce, in base alla mia legge, il
calcolo del sua cifra elettorale nazionale e, quindi, il
suo inserimento nella cifra elettorale di tutta la coalizione di
centrosinistra".
Per Giustiniano i 45 mila voti raccolti dalla Lega Alleanza
Lombarda, apparentata al centrosinistra, non possono essere
assegnato all'Ulivo perché si è presentata in una sola
circoscrizione. E' scritto da qualche parte che se ti presenti
in una sola circoscrizione i tuoi voti andranno dispersi?
No. Giustiniano se avesse voluto impedire la presentazione di
una lista in una sola circoscrizione avrebbe dovuto
semplicemente prevederlo «con una norma esplicita e specifica»,
come dice il costituzionalista Stefano Ceccanti.
Prevederlo soltanto dopo che hai perso le elezioni, è non solo
una "porcata" come direbbe Calderoli, ma una stupidaggine
coerente con il Teatro delle Bufala (e degno soltanto del
rilievo assegnatole dal Tg5 di Carlo Rossella). Ancora. Se
Alleanza Lombarda non avesse avuto le carte in regola per
partecipare alle elezioni nella circoscrizione Lombardia
2, la Prefettura l'avrebbe eliminata dalla scheda elettorale per
evitare che gli elettori buttassero al vento il loro voto.
E' infatti la Prefettura, e quindi il ministero dell'Interno, e
quindi lo Stato governato dal governo, e quindi anche da
Roberto Calderoli, a decidere chi è legittimato a partecipare
alle elezioni. Se l'Alleanza Lombarda non aveva questa
legittimità, perché il governo (attraverso la prefettura) l'ha
inserita nella scheda? Soltanto per sequestrare un po' di
voti agli elettori o per fare uno scherzetto malandrino?
L'obiezione chiude il terzo atto in programma al Teatro
della Bufala. Lo spettacolo che si spegne su un'ultima battuta
del Giustinano leghista: "E che c'entra la prefettura?".
Le cronache annotano un boato di "buuu", molti fischi, rumorose
pernacchie.
Oggi riposo per la Pasqua. Si riprende lunedì.
A chi tocca recitare al Teatro delle Bufala?
Giuseppe d'Avanzo, la Repubblica, 16 aprile 2006
(gilbotulino.it 16-4-2006) |