Gil Botulino

The German Observer
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martedì 19 Aprile 2006

 
Hasan si è fermato a Badolato

Finalmente! abbiamo il mitico "Hasan si è fermato a Badolato" nella sezione video. Un'ora e un quarto di bel cinema, fresco come la prima volta che l'ho visto. Il film è stato proiettato in tutta Europa con grande successo, in festival e in rassegne: quando l'abbiamo saputo ve ne abbiamo dato notizia.
   Alcune info sul film. Regia: Jan Ralske; Assistenti: Alina Marazzi, M.Bonvicini, ; Fotografia: Mirek Janek; Montaggio: Julia Albrecht, Tonlèka Janek, Jan Ralske; Suono: Michael Míèek; Musica:
Andrea Naimo, Mimmo Audino, Giuseppe Coscia, Kurt Ralske; Produzione: Mirjam Quinte.
Durata: 1h e un quarto. girato nel 1999. pubblicato nel 2001.

Questa è la presentazione che ne fa lo stesso autore, Jan Ralske.

Nel dicembre del 1997, la nave Ararat approda sulla costa della Calabria, carica di ottocento rifugiati curdi. I profughi, fra solidarietà e grandi speranze di una nuova vita, trovano casa nel paese spopolato e decadente di Badolato, la cui storia di sofferenza ed emigrazione ha significative somiglianze con la situazione dei curdi. La città e i suoi rifugiati vengono raccontati dopo il ritiro del circo delle televisioni che ha accompagnato l'evento. «All'inizio pensavo di fare un film molto politico sui motivi per cui il concetto di solidarietà è diventato così raro e può trovare posto soltanto nelle Disneyland mediatiche e primitive, quali quella che Badolato ha creato in occasione dell'arrivo dei profughi. Ma come si può fare un film politico quando sono proprio le idee politiche a scomparire? L'unico modo di fuggire l'assurdità del mondo sembra quello di proporsi come via di fuga per l'assurdità. Per questo motivo gli aspetti comici che ci sono nel film hanno lo stesso peso dei presupposti filosofici. In fondo la possibilità di scelta a cui si sono trovati di fronte i curdi e i badolatesi non è del tutto dissimile dalla domanda posta da Pasolini in Uccellacci e uccellini: "Non ti piacerebbe parlare come gli altri, vestire come gli altri e guidare la stessa macchina?" con Ninetto che risponde: "Certo, chè sono più stupido degli altri?"» (Jan Ralske)

(gilbotulino.it 19-4-2006)

 
 
Badolato, un paese che non si può non amare
Cattura il cuore e si insedia nell'anima di chi ha la fortuna di visitarla

Riceviamo da Olimpia e pubblichiamo

Prima di quest'estate quasi non ne conoscevo l'esistenza, oggi ricevo quotidianamente le news di Badolato, tanto me ne sono affezionata, perché Badolato, appena ci metti piede, ti regala un'aria così intensa e familiare che... non si può non amare
   Questo è esattamente quello che è accaduto anche a me. Ho conosciuto Badolato quasi per caso. Il caso mi ha portato fin qui o, più precisamente, un concerto del mio "ROCKER" preferito, Piero Pelù, quel famoso 10 agosto di un anno fa. Poi, vista la distanza dal mio paese (Trebisacce CS), decisi di rimanere per qualche giorno in questo paese.
   Difficile descrivere a parole la sensazione che ho provato appena arrivata. Ricordo che faceva molto caldo. Io ero a piedi alla
ricerca di un albergo "Bell'orizzonte". Ero stremata, sudata ma... neanche 50metri e la gente di Badolato era già riuscita a comunicare il proprio calore con una cordialità, una spontaneità e una disponibilità che, ancora oggi, mi sembra impossibile possano essere racchiuse "TUTTE" insieme in un paese così piccolo, ma tanto tanto amabile da fare invidia anche alla metropoli più grande!
   In due giorni ho conosciuto un sacco di gente, mi sembrava di essere circondata da amici di vecchia data. Per non parlare poi della gentilezza del proprietario del Lido Caciaro che, oltre ad averci offerto la possibilità di prendere il sole senza farci pagare neppure 1 euro, ci ha deliziato con un'ottima cucina a base di pesce.
   Oltre a questo grande pregio (Far sentire indigeno uno straniero), Badolato regala uno scenario artistico che cattura anche lo sguardo dei meno attenti, con delle chiese antiche e un paesaggio storico davvero singolare.
   Badolato crescerà, se non in estensione, senz'altro catturando i cuore e "insediandosi" nell'anima di chi avrà la fortuna di visitarla.
   Ciao e a presto,
Olimpia

(gilbotulino.it 19-4-2006)

 
 
Tuteliamo la storia di Badolato

Oggetto: Badolato e la sua storia.

Caro Gil,
ancora una volta utilizzo il tuo sito per esporre un mio pensiero e questa volta vado a toccare un argomento che sicuramente non interesserà molti, ma credo valga la pena comunque parlarne, perchè riguarda la nostra Badolato.
   Il Punto: E' mai possibile che non si riesca mai a dare una versione univoca sui fatti salienti che riguardano la storia di Badolato? Dico STORIA, non favolette. Tante e stravaganti sono le notizie che vengono divulgate tramite i Mass Media. Capisco che il tutto viene pensato e fatto per rendere la notizia più appetibile e "vendibile", ma tutto questo non giova sicuramente alla conoscenza e alla verità dei fatti e tantomeno a quanti sono interessati allo studio e alla ricerca storica.
   Il mio accorato appello è quindi un atto per sensibilizzare l'Amministrazione Comunale,l'Associazione Culturale "La Radice" e quanti altri ancora, per la soluzione del problema. Di ciarlatani ne abbiamo fin troppo in altri "settori" : Tuteliamo la nostra Storia.
   Pasquale Rudi

(gilbotulino.it 19-4-2006)

 
 
Marasaband.it, il sito ufficiale dei Marasà

«Ciao Pasquale, volevo comunicare ai tuoi visitors e agli amici dei Marasà che seguono il tuo website, che da un paio di giorni è attivo il nostro sito www.marasaband.it grazie e a presto. Mimmo».
   Questo l'annuncio di Mimmo Audino per la nascita del sito ufficiale dei Marasà (a lato l'icona dell'homepage).
   E' inutile che vi descriva che cosa ci trovate: andate a visitarlo e lo saprete. Vi segnalo soltanto che in una sezione è possibile scaricare i brani del Cd in formato mp3.

(gilbotulino.it 19-4-2006)

 
 
Disoccupazione in calo, ma non al Sud

Nel 2005, nella classe di età 15-64 anni il tasso di occupazione -il rapporto tra gli occupati e la popolazione di 15/64 anni- si attesta a livello nazionale al 57,5%, invariato rispetto al 2004. Nello stesso periodo il tasso di occupazione dell’Unione europea a 25 paesi è pari al 63,6%. E’ quanto segnala l’Istat in una statistica in breve dove vengono analizzati i dati a livello regionale e provinciale di due fondamentali indicatori per l’analisi della partecipazione al mercato del lavoro: il tasso di occupazione e il tasso di disoccupazione. Con riferimento alle regioni italiane, quelle che presentano i tassi di occupazione più alti sono Emilia-Romagna (68,4%), Trentino-Alto Adige (67,1%) e Valle d’Aosta (66,3%); i tassi più bassi si rilevano in Sicilia (44%), Campania (44,1%) e Puglia (44,4%). A livello provinciale, i tassi di occupazione più elevati si registrano a Reggio Emilia (70,8%), Modena(7%) e Bologna (69,4%). I tassi di occupazione piu’ bassi si registrano esclusivamente nelle province del Mezzogiorno. A Crotone è occupato solo il 39,6% della popolazione di 15- 64 anni (55,7% degli uomini e 23,8% delle donne); a Foggia, dove solo il 21,2% delle donne è occupato, il tasso di occupazione complessivo è pari al 40,6%. Otto delle dieci province del Mezzogiorno (escluse Caserta e Vibo Valentia) facevano già parte nel 2004 del gruppo delle dieci province con i più bassi livelli del tasso di occupazione complessivo.

(gilbotulino.it 19-4-2006)

 
 

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