Gil Botulino

The German Observer
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venerdì 28 Aprile 2006

 
Rinviato a sabato prossimo il servizio su Badolato di Tg2 Dossier

"Crocevia Badolato", il servizio, girato interamente a Badolato, previsto per domani all'interno di "Tg2 dossier storie", non andrà in onda.
   La puntata di domani sarà dedicata all'attentato di Nassyria. Il servizio di Badolato è stato rimandato a sabato prossimo 6 maggio (salvo ulteriori imprevisti).
   Se sapremo qualcosa vi avvertiremo per tempo.

(gilbotulino.it 28-4-2006)

 
 
Anche oggi due incidenti sulla Nazionale

Due incidenti, senza conseguenze per le persone, oggi in via Nazionale.
   Il primo questa mattina di fronte alla Banca. Sul posto si è portato immediatamente Franco Nisticò, coordinatore del movimento per la 106, la famigerata strada della morte.
  Il secondo incidente è avvenuto di fronte al negozio di Franco. Cosicché Franco non avrebbe dovuto nemmeno spostarsi. Purtroppo Franco era al seminario dell'Acat alla scuola media.

Nella foto, una delle auto coinvolte negli incidenti

(gilbotulino.it 28-4-2006)

 
 
Calcio. Il Badolato guadagna 2 punti a tavolino
Accolto il reclamo dell'A.S. Brutia Brutia Soveria

La partita Brutia Soveria-Cortale, finita 1 a 1 sul campo, era stata assegnata al Cortale a tavolino. Il Soveria aveva presentato reclamo. Oggi è uscita la sentenza della commissione disciplinare della Lega che ha confermato il responso del campo.
  Il Cortale quella partita l'ha pareggiata e non vinta. Dunque il Badolato si ritrova a due giorni della fine del campionato con tre punti di vantaggio in classifica sul Cortale.
  Non è cosa da poco perché così il Badolato, per essere promosso, può anche pareggiare contro il Real Lucrezia. La partita si può affrontare con più tranquillità.

visualizza il documento della Lega in formato PDF

(gilbotulino.it 28-4-2006)

 
 
La giornata nazionale di prevenzione alcologica
Assenti il sindaco di Badolato e il presidente della Comunità Montana
 

Soddisfatti i padroni di casa dell'Acat medio ionio, per la riuscita del seminario organizzato a Badolato marina. All'incontro, introdotto e coordinato dalla dott.ssa Teresa Carnuccio, hanno partecipato tutti gli operatori del settore che contano nella regione Calabria, per cui lo definirei un seminario importante.
   Per i contenuti alti vi rinvio alla stampa regionale, presente al seminario.
   Un accenno di polemica, a margine, durante il buffet, che non raccoglierei, ha riguardato l'assenza del sindaco di Badolato, in cartellone al primo posto tra i saluti dalle autorità.
   Io non me la prenderei anzi direi che è un'altra delle note positive della giornata. Vabbe', non ha inviato nessun messaggio di scuse e nessun sostituto ma probabilmente avrebbe voluto farlo e sicuramente qualche motivo l'avrà avuto e, se proprio non riesce a trovarlo da sé, lo aiuterà la giunta del "nuovo corso". Suggerisco subito la scusa più ovvia: "Non è vero che il sindaco non c'era! C'era il vice sindaco, seduto nel pubblico, e c'era anche la moglie del sindaco e le amiche della moglie".
   Di tutt'altro stile l'assenza di Gaetano Stagno che ha inviato un messaggio e un sostituto: l'assessore ai servizi sociali della comunità montana Angela Rovito. Anche di questa assenza non c'è che da rallegrarsi: il seminario ne ha molto guadagnato in grazia.
   Il nostro assessore alle politiche sociali, Assunta Carnuccio, ha preparato un breve saluto che ha porto a braccio e una torta al cioccolato per il buffet finale. Ambedue, discorso e torta, sono state molto apprezzate.

Nella foto, il tavolo dei relatori. Altre foto nella pagina dedicata alla giornata.

(gilbotulino.it 28-4-2006)

 
 
La fontana di Zangarsa si rifà il look

Sulla strada provinciale si stanno facendo dei lavori.
   Fra le altre cose, stanno ripristinando il tubo che porta e portava l'acqua 'nta gebbia 'e Cenzu 'e Nangiu.
   Peccato che tra i lavori non sia previsto il ripristino del buvèri, ci vorrebbe veramente poco, ora.
   Lo spettro dell'albero, uno dei pini secolari di fausta memoria, sovrasta la fontana -tanto a dire "non bevete è morta".

Nella foto, Zangarsa sovrastata del fantasma di un pino secolare

(gilbotulino.it 28-4-2006)

 
 
I nostri legittimi dubbi sulla Schillacium

Riceviamo e pubblichiamo

Desta qualche perplessità la dichiarazione stampa colorata di opinabile ottimismo di qualche esponente sindacale in merito alla gestione della Schillacium.
Il fatto che non si rilevino livelli di conflittualità non significa che tutto è a posto. Anzi! Responsabilmente il sindacato ha ritenuto offrire una apertura di credito al nuovo Consiglio di Amministrazione in virtu' che la situazione drammatica in cui versa la società Schillacium merita una fase di programmazione oculata ed attenta . Trascorsi pero' circa quattro mesi non è pensabile che si possa avallare quanto scaturito da un assemblea dei lavoratori tenuta il 24 Aprile alle sei del mattino sul cantiere di Davoli , ovvero il fatto che i lavoratori non hanno ancora percepito le ultime quattro mensilità del 2005, la tredicesima e l'Una Tantum contrattuale.
L' impressione netta è che l'opera di risanamento passa attraverso ulteriori sacrifici chiesti ai lavoratori . C.G.I.L. e C.I.S.L. hanno pertanto chiesto un incontro alla Schillacium , tenendo conto che l'obiettivo minimo è avere garanzie su un piano di rientro da parte della società per il pagamento dei lavoratori e la garanzia del rispetto delle regole contrattuali in materia di trasferimento ad altre aziende subentranti nell'erogazione del servizio.
   segretario generale Cgil -Fp

 
 
Kurt Gödel, cade oggi il centenario della nascita del matematico filosofo

Qualche anno fa, quando il settimanale Time scelse i protagonisti del Novecento appena concluso, incoronò come «matematico del secolo» Kurt Gödel: certamente il logico più grande dai tempi di Aristotele, e forse il più grande di sempre. Se avesse voluto, però, avrebbe anche potuto incoronarlo come «filosofo del secolo», invece di assegnare il titolo a Ludwig Wittgenstein (tra parentesi, un altro logico): fu infatti lo stesso Gödel a dire, parlando dei suoi maggiori risultati matematici, che essi discendevano direttamente dalle sue assunzioni filosofiche. E le loro intuizioni, trasformate in teoremi dal tocco di Mida delle mani di Gödel, riguardano naturalmente i concetti fondamentali della filosofia: l'essere, la verità, lo spazio, il tempo...
   Oggi, a cent'anni esatti dalla sua nascita, avvenuta a Brno il 28 aprile 1906 e celebrata in questi giorni con congressi in tutto il mondo, si ha effettivamente la percezione che il lavoro di Gödel abbia spalancato le porte di una nuova disciplina: la moderna «matematica della filosofia», da non confondere naturalmente con la classica «filosofia della matematica».
   Un grande riferimento filosofico di Gödel è stato, non sorprendentemente, Kant. Soprattutto quello della Critica della ragion pura, il cui assunto principale si può riassumere dicendo che se la ragione vuol essere completa, nel senso di poter trattare liberamente di idee trascendentali come quelle di dio, del mondo o dell'anima, allora deve accettare di essere contraddittoria, nel senso che quelle idee portano ad antinomie. Equivalentemente, se la ragione non vuol essere contraddittoria, allora deve accettare di essere incompleta, rifiutandosi di spingersi oltre le colonne d'Ercole della sensatezza ed evitando di imbarcarsi in discorsi sulle idee trascendentali.
   Il famoso teorema di incompletezza, che Gödel ha dimostrato nel 1931 e che lo ha reso famoso, trasporta l'impianto dell'opera di Kant nella matematica: esso afferma, infatti, che se un sistema matematico vuol essere completo, nel senso di poter esprimere «formule trascendentali» come quella che dice di se stessa di non essere dimostrabile, e di poter dimostrare tutte quelle vere, allora deve accettare di essere contraddittorio. Equivalentemente, se un sistema che può esprimere formule trascendentali non vuole essere contraddittorio, allora deve accettare di non poter dimostrare tutte quelle vere.
   Ora, come nel linguaggio naturale non ci vuole molto a parlare di dio, del mondo o dell'anima, anche se Kant ha dimostrato che non se ne può parlare in maniera non contraddittoria, cosí nel linguaggio matematico non ci vuole molto a trovare una formula che dica di se stessa di non essere dimostrabile, anche se Gödel ha dimostrato che essa è vera ma non dimostrabile. O meglio, non ci vuole molto dopo il suo lavoro, perché prima sembrava invece impossibile: tanto che Wittgenstein aveva dichiarato nel Trattato che un linguaggio può solo mostrare la propria forma logica, ma non parlarne.
   Per confutare Wittgenstein e costruire la sua formula, Gödel inventò un metodo che permette di tradurre la sintassi di un linguaggio nell'aritmetica dei numeri. O meglio, lo prese a prestito da Leibniz, che nella Dissertazione sull'arte combinatoria aveva già anticipato la possibilità di associare numeri semplici alle nozioni semplici, e numeri composti a quelle composte: con una ingenuità, però, perché lui suggeriva di assegnare prodotti a queste ultime, senza tener conto del fatto che nella moltiplicazione i fattori si perdono, e diventa impossibile ritrovarli in maniera univoca. Gödel aggirò il problema sfruttando un teorema di Euclide secondo cui la decomposizione in fattori primi di un numero è invece univoca, e assegnò alle nozioni composte prodotti di numeri primi aventi per esponenti i numeri delle componenti.
   Se le limitazioni della ragione erano il punto centrale della Logica della Critica, quello centrale della sua Estetica era la natura dello spazio e del tempo: secondo Kant, infatti, essi non sono caratteristiche del mondo ma del nostro modo di percepirlo, e derivano dalla particolare struttura del nostro apparato sensoriale e mentale. Nel suo colorito linguaggio, spazio e tempo sono cioè degli a priori che costituiscono le forme della nostra percezione. In particolare, né l'uno né l'altro hanno un'esistenza oggettiva: un'idea che Gödel non condivideva, ma di cui voleva verificare la consistenza con le teorie della fisica contemporanea, in particolare la relatività di Einstein.
   Ora, benchè la teoria speciale del 1905 avesse fatto uscire l'assolutezza dello spazio e del tempo dalla porta, la teoria generale del 1915 sembrava averla fatta rientrare dalla finestra: in tutti i modelli conosciuti fino al 1949, infatti, era possibile arrivare a una nozione di tempo assoluto mettendo insieme i tempi relativi delle grandi masse. Ma Gödel scoprí un modello in cui non solo non c'è un tempo assoluto, ma è addirittura possibile fare un giro attorno all'universo e tornare nello stesso punto dello spazio-tempo, cosí come sulla Terra si può fare un giro attorno a un isolato e tornare nello stesso punto dello spazio. In un mondo come questo si può andare sempre avanti nel futuro e ritrovarsi a un certo punto nel proprio passato: dunque, nemmeno il tempo individuale è oggettivo.
   Con questi (e molti altri) risultati Gödel ha indicato la via regia per la rivitalizzazione della filosofia: trafugare il suo cadavere imbalsamato dalle celle frigorifere dei manuali di storia e dagli obitori dei dipartimenti accademici, dove esso viene mantenuto a disposizione dei continentali per le loro necrofile dissezioni, e rivitalizzarlo mediante iniezioni di logica, matematica e scienza, che riportino in vita le sue problematiche, le sue ispirazioni e le sue idee. O, più semplicemente, smettere di preoccuparsi di cosa noi possiamo fare per la filosofia degli antichi, e incominciare a chiedersi cosa la filosofia possa fare per noi moderni.

 
 

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