Gil Botulino

The German Observer
dal 2001

responsabile: Pasquale Andreacchio - e-mail: info@gilbotulino.it - web: http://www.gilbotulino.it/

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venerdì 5 Maggio 2006

 
Domani Badolato è su Rai 2, anzi no è rimandato ancora una volta

Rischia di diventare una telenovela ma non possiamo farci niente

Data: Fri, 5 May 2006 16:14:40 +0100 (GMT+01:00) [05/05/2006 17:14:40 CEST]
Cari amici,
faccio un collegamento d'emergenza fuori casa perchè sono in black-out internet e telefoni fìssi da venerdì scorso.
  Purtroppo dopo il mio ultimo messaggio non ho potuto darvi in tempo il cambiamento di programma: causa attentato a Nassiryia la puntata della trasmissione su Badolato è slittata a domani 6 maggio ore 23.50 su Rai2.
   Ci risentiremo più avanti con meno retta.
   Un abbraccio, Franco

Data: Fri, 5 May 2006 21:53:00 +0200 (ora legale Europa occ.) [05/05/2006 21:53:00 CEST]
Caro Pasquale,
sembra una comica ma mi ha appena chiamato Rosaria Busnardo, la giornalista del "TG 2 dossier storie" per dirmi, non senza vergogna, che il programma slitta ancora. Mi ha chiesto di scusarla con i badolatesi ma le scelte sulla messa in onda le fa qualcun altro. Pare che la redazione ritiene più opportuni altri argomenti per il momento. In ogni caso dovrebbe, ma a questo punto il condizionale è d'obbligo, andare in onda a fine maggio. Ti terrò informato sugli sviluppi.
   Grazie e buon lavoro, Daniela

(gilbotulino.it 5-5-2006)

 
 

Badolato Erano stati apposti i sigilli due anni fa in piena stagione turistica
Dissequestrato il porto
Sulla vicenda pende un'inchiesta legata alla realizzazione della struttura

Quiete dopo la tempesta sul porto di Badolato. Dopo le traversie giudiziarie che avevano portato, il 4 agosto del 2004, in piena stagione turistica, al sequestro della darsena (disposto dal sostituto procuratore Luigi De Magistris e poi confermato dal Tribunale del riesame) ieri il Gip del Tribunale di Catanzaro, Antonio Giglio, ha accolto l'istanza di dissequestro del porto badolatese denominato "Le Bocche di Gallipari", uno dei pochissimi approdi del Basso Jonio. L'istanza era stata avanzata dalla società costruttrice Salteg, difesa dagli avvocati Armodio Migali, Titti Nunnari e Salvatore Staiano. Una lunga battaglia quella portata avanti dai tre legali e culminata ieri con l'ordine di dissequestro  della struttura e la sua restituzione alla Salteg.
   Una vicenda che s'intreccia non solo con l'inchiesta sulle presunte  estorsioni consumate nell'ambito della realizzazione del porto, ma anche con l'insediamento, il 15 marzo, di una  commissione d'accesso al Comune di Badolato. Lo stesso sindaco, Andrea Menniti, è sotto inchiesta, anche se il Tribunale  della Libertà di recente non ha riscontrato «condotte penalmente rilevanti per nessuno degli indagati» (il sindaco  Menniti, il suo predecessore Gerardo Mannello; Vincenzo Gallelli, già indagato nell'operazione "Mithos"; gli imprenditori  Andrea Santillo e Angelo Domenico Paparo e l'ing. Gianfranco Pietro Gregorace, direttore dei lavori per la realizzazione  del porto).
   Un caso eclatante, quello dei sigilli apposti alla darsena in pieno agosto, che mette a nudo, tra l'altro, la drammatica carenza di approdi che penalizza la nautica da diporto in Calabria. Tutto nasce dall'ampliamento, ritenuto abusivo, della  superficie del porto rispetto al progetto originario. La Salteg aveva realizzato l'approdo in una delle zone più belle  della costa, ma in fase esecutiva si era manifestata la necessità di estendere il bacino di ormeggio ed era sorta  l'esigenza di ampliare leggermente la superficie di terraferma. A causa dell'ancora non perfezionato iter autorizzativo  in relazione alle modifiche apportate, il porto ha subìto il sequestro penale. In questo contesto ha assunto importanza  fondamentale la sanatoria ottenuta dalla Salteg grazie alla concessione demaniale concessione demaniale integrativa  rilasciata dalla Regione Calabria con atto per notaio Andreacchio di Soverato del 16 marzo scorso, concessione avente ad  oggetto l'intera superficie occupata dalla struttura portuale, pari a complessivi 51.710 metri quadrati, di cui 32.550  sulla terraferma e 19.160 di specchio acqueo. Quanto al profilo ambientale, l'illiceità dell'ampliamento, di impatto  ambientale contenuto rispetto al progetto originario, risulta sanata dal rilascio dell'autorizzazione paesaggistica del  27 dicembre 2004. Secondo il giudice che ha disposto il dissequestro, difettano i presupposti per il mantenimento del  vincolo cautelare per diversi motivi. Il primo lotto funzionale dell'opera (la struttura portuale vera e propria) risulta  da tempo ultimato. Inoltre la difformità consisterebbe nella traslazione di qualche metro verso l'esterno dei muri perimetrali del complesso, uno sconfinamento sostanzialmente indifferente sull'aspetto dimensionale delle strutture realizzate all'interno del bacino. Anche l'aggravamento del cosiddetto carico urbanistico è oggettivamente trascurabile -  sempre secondo il Gip - in rapporto alle vastità della struttura (un'opera pubblica di imponenti dimensioni, estesa su  una superficie superiore ai 50 mila metri quadrati). Pertanto «difettano allo stato, anche tenendo conto dell'intervenuta  sanatoria degli aspetti relativi all'occupazione demaniale e all'illecito paesaggistico, esigenze cautelari idonee a  giustificare il permanere del vincolo». Il giudice evidenzia pure che «l'autorità comunale ha già manifestato la formale  volontà di addivenire alla realizzazione dell'opera, attestandone la conformità allo strumento urbanistico». Ecco perché  «devono considerarsi venuti meno i presupposti per il mantenimento del sequestro». Quando, due anni fa, il sequestro fu  eseguito dai finanzieri del Nucleo provinciale di Polizia tributaria, nell'approdo erano ormeggiate un centinaio di  imbarcazioni che furono allontanate dalle acque antistanti località Gallipari. I proprietari delle barche, turisti amanti  della nautica da diporto, furono colti di sorpresa dall'operazione eseguita all'alba e in piena stagione turistica. Un  rappresentante della Salteg parlò di danni all'immagine per questo particolare settore del turismo nautico, praticato nel  segmento costiero Guardavalle-Squillace. La realizzazione de "Le bocche di Gallipari" venne avviata nel 2001, dopo la  concessione di un contributo comunitario di circa 2 miliardi e 300 milioni delle vecchie lire. 

Betty Calabretta, Gazzetta del Sud, venerdì 5 maggio 2006
(gilbotulino.it 5-5-2006)

 
 
Salta la conferenza dei sindaci, solo 25 le amministrazioni comunali rappresentate
Ancora una fumata nera per l'Ato
A rischio molti provvedimenti per la prossima stagione estiva

Gravissimo atteggiamento ostruzionistico della maggioranza dei sindaci della provincia di Catanzaro, che ieri in massa hanno disertato, ancora una volta, l'apposita Conferenza dei sindaci, presieduta da Michele Traversa e convocata dall'Ato 2 della provincia di Catanzaro, presso la sede del Consiglio provinciale.
  Era già successo lo scorso 12 aprile, quando risultò deserta per mancanza del numero legale. È accaduto di nuovo ieri, perché con 25 sindaci presenti non si è raggiunto il quorum richiesto, e cioè 41 su 80. Erano presenti solo i rappresentanti dei comuni di Belcastro, Borgia, Cardinale, Catanzaro, Falerna, Gimigliano, Iacurso, Isca, Lamezia Terme, Marcellinara, Motta S. Lucia, Platania, S. Vito sullo Ionio, S. Andrea, Sellia, Sellia Marina, Serrastretta, Sorbo S. Basile, Soveria Mannelli, Soveria Simeri, Squillace, Stalettì, Taverna, Vallefiorita, Zagarise.
   All'ordine del giorno figuravano importanti scadenze come la procedura per l'individuazione del gestore unico, attraverso la "gara negoziata"; la copertura del periodo di vacatio, passaggio di consegne dall'Ufficio del Commissario all'Ato 2 dal 1 ottobre 2004 al 31 marzo 2005; la prosecuzione del contratto con la Gerica fino al 30 settembre 2006, ed il passaggio non più indifferibile del depuratore di Catanzaro.
   I sindaci assenti si assumono platealmente una grave responsabilità, a parere di molti presenti, almeno per le competenze che riguardano i comuni, giacché anche loro contribuiscono a mettere in ginocchio l'ambito ottimale, e quindi di far fallire la depurazione, con la conseguenza di un mare sicuramente sporco.
   Le assenze dei sindaci, se da un lato rappresentano un problema per la gestione e conduzione dell'Ato, rispetto alla urgenza dei problemi da definire, dall'altro pongono un disagio finanziario da parte dei comuni alle prese con tariffe che incidono in modo rilevante sui bilanci comunali, inducendo molte amministrazioni a stornare le tasse della depurazione. Si assiste purtroppo al caso di molti comuni che evadono i versamenti, con i quali fanno quadrare i conti invece di accantonarli, tanto da essere definiti dalle autorità recidivi.
   Dietro le quinte, secondo alcuni osservatori, forse c'è dell'altro e cioè che qualcuno (un gigante del ciclo integrato delle acque?) stia lavorando per affossare l'Ato e voglia puntare ad una gestione commissariale, più snella, senza "l'orpello" della conferenza dei sindaci, in modo da consegnare il servizio della depurazione a trattativa privata, senza le gare europee e senza un controllo democratico. In tal caso, però, i sindaci si renderebbero responsabili dell'esautoramento di un organismo democratico che rappresenta ognuno di loro.
   Il presidente Michele Traversa, consapevole dei rischi che attraversa il servizio depurativo della provincia catanzarese e della città capoluogo di regione, ha deciso di esprimere pubblicamente la sua disapprovazione, senza tralasciare, però, ciò che disse alcune settimane fa, quando, per evitare implicazioni di carattere ambientale su tutta la provincia, che produrrebbero devastanti effetti a catena per la salvaguardia delle coste e del mare, aveva denunciato che il sistema della depurazione è un problema irrisolto a Catanzaro ed in Calabria, e che occorre una forte azione politica, un'inversione di tendenza per mettere gli Ato in condizione di gestire il sistema, anche in considerazione della grave crisi finanziaria delle aziende a cui il commissario delegato aveva affidato gli impianti, poi trasferiti agli ambiti ottimali. Sarà ancora valida oggi quella proposta rivolta al governo nazionale ora dimissionario

Raffaele Spada, Il Quotidiano, venerdì 5 maggio 2006
(gilbotulino.it 5-5-2006)

 
 
Badolato. Si rivendica il diritto di votare anche se il domicilio non coincide con la residenza anagrafica
È nato il Sindacato elettori italiani

Il Domani, venerdì 5 maggio 2006
(gilbotulino.it 5-5-2006)

vedi gilbotulino News di ieri

 
 
"Versante ionico", Vincenzo Aversa rimane al suo posto

Rimarrà al suo posto Vincenzo Aversa. Non c'è alcun motivo per revocare la sua nomina in seno alla Comunità montana "Versante ionico". Lo hanno deciso i giudici amministrativi della prima sezione del Tar della Calabria, che hanno rigettato il ricorso proposto da Nicola Severino. Al Comune di Santa Caterina dello Ionio e alla Comunità montana "Versante ionico" con sede a Isca marina, gli avvocati difensori di Nicola Severino hanno contestato la nomina di Vincenzo Aversa. Tuttavia, non c'è stato niente da fare. I giudici non hanno rilevato l'opportunità di adottare alcuna misura cautelare.

Il Domani, venerdì 5 maggio 2006
(gilbotulino.it 5-5-2006)

 
 
Il gip ha accolto la richiesta della Salteg srl disponendo di togliere i sigilli alla darsena "Le Bocche di Gallipari" chiusa ad agosto 2004
Dissequestrato il porto di Badolato
Determinanti la conscessione demaniale integrativa della regione e l'autorizzazione paesaggistica della Provincia

Olga Iembo, Il Domani, venerdì 5 maggio 2006
(gilbotulino.it 5-5-2006)

 
 

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