La civile protesta di una cagnetta disperata
Kira: Numerosi cani randagi tentano di aggredirmi
Date: 27 Jun 2006, 09:11:05 PM
Caro
Gil,
mi chiamo Kira, forse sono la prima cagnetta che ti scrive una
lettera, e ne sono orgogliosa.
Sono nata in un canile del comune di Roma due mesi fa. Sono
felicissima per essere stata adottata da due ragazzi calabresi
di Badolato che sono eccezionali, che hanno dimostrato nei miei
confronti una grande solidarietà.
Abito in località Montemanno, ma sono molto triste in quanto non
posso uscire a passeggio con i miei adorabili padroncini, ai
quali sono molto affezionata, perchè
per le strade del Montemanno ci sono numerosi cani randagi che,
appena mi vedono, tentano di aggredirmi.
So che del grave problema sono stati avvisati i carabinieri e il
comandante dei vigili urbani Emilio Bressi, in quanto anche le
persone e i bambini rischiano di essere aggredite.
A chi spetta il compito d’intervenire? Perchè non si chiama
l’accalappia cani? E perché chi possiede un cane lo lascia
libero per le strade come un randagio? E' troppo chiedere di
poter esercitare il dritto di uscire, per me e per le persone
che hanno paura dei cani, e un po' più di civiltà e solidarietà?
Un bacio e un'affettuosa leccatina, Kira
(gilbotulino.it,
28-6-2006) |
Nel nostro mare iniziano a notarsi numerose bolle
di dubbia origine
Siamo sicuri che il mare badolatese sia balneabile?
Date: 27 Jun 2006, 05:07:54 AM
Subject: Mare inquinato
Caro Gil,
sono ormai diverse mattine che sulle acque del nostro mare,
subito dopo le ore nove, iniziano a notarsi numerose bolle di
dubbia origine. L'altro ieri c'era pure del fogliame sospetto.
Ma siamo sicuri che il mare badolatese sia balneabile?
Se così non fosse i bagnanti rischiano di contrarre delle infezioni
sulla pelle o peggio ancora, se malauguratamente dovessero
ingurgitare un po' d'acqua, delle gastroenteriti o altre gravi
malattie come il tifo o il colera.
Ma le autorità competenti cosa aspettano ad intervenire? Devono
prima attendere il verificarsi di simili tragiche eventualità?
Si dice sempre che è meglio prevenire che curare ma come al
solito, tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare.
L'anno scorso, quando sulle acque del nostro mare galleggiavano
torte e mastazzola di sterco, amministratori comunali,
carabinieri e funzionari dell'A.S.L. dissero di aver effettuato
i loro dovuti controlli e di aver agito di conseguenza anche se
l'inquinamento non venne debellato.
Ma come si può permettere che (per restare in tema) uno stronzo
qualsiasi, per ignoranza o per menefreghismo distrugga
l'ambiente marino che è patrimonio comune e al contempo, una
delle pochissime risorse naturali ed economiche rimaste
ai calabresi?
Penso che non si dovrebbe avere alcuna pietà né tantomeno, si
può essere conniventi con chi attenta alla salute degli altri.
Il sacrosanto diritto alla salute è tutelato dalla nostra
costituzione. Una costituzione che la stragrande maggioranza
degli italiani, proprio nel recente referendum del 25 e 26
giugno ha deciso di far rispettare ritenendola più che mai
attuale. Pertanto, per salvaguardare la salute collettiva, si
applichi la costituzione.
Di conseguenza, facendomi interprete dei sentimenti e delle attese
dei tanti cittadini che come me hanno a cuore la soluzione di
tale problema, rivolgo un appello alle autorità comunali,
sanitarie, giudiziarie e a tutte le forze dell'ordine affinché
si prodighino con ogni mezzo per stroncare alla radice questo
triste fenomeno che deturpa la bellezza del nostro splendido mar
Jonio.
Sperando che questa richiesta non venga disattesa, ringrazio te
caro Gil per l'ospitalità concessami e tutti quelli che si
adopereranno per il lieto fine di questa ennesima brutta storia.
Pietro Cossari
(gilbotulino.it,
28-6-2006) |
I due fratelli di Badolato Antonio e Vincenzo
Laganà raccontano i loro successi
Laganà, siamo legati dal doppio cordone della musica
«Siamo stati noi ad aprire i concerti a Soverato e a Sant'Andrea
di Pelù e Venuti»

Quasi due gocce d'acqua, quanto a
somiglianza fisica. Trentuno anni, riservato, l'animo
dell'artista, il primo, ventinove l'altro, espansivo e
impulsivo, come si descrive.
Sono i fratelli Antonio e Vincenzo Laganà, nati e cresciuti a
Badolato, nella provincia catanzarese, da tanti anni trapiantati
nella capitale, per motivi di studio, di lavoro e per seguire la
loro passione: la musica. Un amore che li ha ricambiati con il
raggiungimento di importanti tappe: la vittoria di un'edizione
del Girofestival a Pescara da parte di Antonio e la presenza d
entrambi alla manifestazione l'anno successivo come ospiti, la
partecipazione al tour di Radio dimensione suono e la
soddisfazione di essere giunti tra i primi quarantotto finalisti
nelle selezioni della "categoria giovani" di un Sanremo.
Hanno all'attivo, un singolo "Il mondo gira piano", mandato in onda
su radio nazionali, come Rds, Radio Italia, Radio kiss ed il
relativo videoclip che è stato trasmesso da emittenti nazionali
e satellitari, tra le quali Tmc 2, Video Italia, Magic tv e
Countdown tv, e quindi un album "Sensazioni", questo nel 2003,
un anno che si è rivelato proficuo. Nell'estate, infatti, Piero
Pelù gli ha consentito di aprire il suo concerto a Soverato e
Mario Venuti a Sant'Andrea. La loro canzone "La luna porta
fortuna" è stata in vetta alle classifiche di importanti radio
libere, prima fra tutte Radio studio 54. Emittente con la quale
sono stati anche in tour, passando per rinomati centri di
Calabria e Sicilia. Di loro si è occupato anche il settimanale "Cioè'".
Bei riconoscimenti per un'attività curata passo, dopo passo
parallelamente agli studi, entrambi sono iscritti alla Facoltà
di giurisprudenza. Antonio terminerà a breve, ha finito di
sostenere gli esami e sta completando la sua tesi che ha per
oggetto "La tutela della privacy in internet". Così tra un esame
di diritto e l'altro, tra giornate passate sui manuali e codici,
i due fratelli badolatesi portano avanti il loro sogno e
s'impegnano caparbiamente per coronarlo. Verso la fine di luglio
affronteranno la selezione di Castrocaro.
In attesa di questo importante appuntamento abbiamo provato a
conoscerli e loro si sono raccontati.
Antonio da quanto tempo vi
dedicate alla musica?
«Diciamo che sono andato avanti io. Ho iniziato a suonare all'età
di tredici anni, ma le prime cose importanti sono venute dopo,
intorno ai diciotto. Ho vinto il primo premio come cantautore
nel concorso musicale di Lastra a Signa, in provincia di Firenze
e ho partecipato anche alle selezioni del premio "Mia Martini".
Sono stato ospite, per tre anni consecutivi, in serate di
selezione di Miss Italia in Calabria e Sicilia. Questo fino alla
vittoria del Girofestival di Pescara. Da lì abbiamo deciso di
lavorare assieme. Io canto. Vincenzo suona e fa il coro».
Qual è il vostro genere?
«Il pop rock»
A cosa vi ispirate?
«A storie di vita quotidiana, autobiografiche e dei nostri amici. Quindi
nelle nostre canzoni c'è l'amore, l'amicizia e tutto ciò che ci
circonda»
Nel vostro album c'è anche
una canzone dialettale, quale il rapporto con la tradizione
popolare, con un genere molto diverso dal vostro?
«Sì, è vero, abbiamo incluso un brano in dialetto badolatese. Le
radici sono quelle, come le tradizioni e ce li portiamo dentro.
Quando ci sono cose che ci piacciono le inseriamo.
l'arrangiamento però è moderno. A volte organizziamo delle
serate di musica popolare con i nostri amici, così per
divertirci».
«Infatti -aggiunge Vincenzo- provando a riarrangiare anche qualche
canzone. Con un gruppo di musica folk, siamo andati anche alla
manifestazione "Taranta Power" di Roccella Ionica. C'era una
donna anziana bravissima. È stata un'esperienza coinvolgente ed
emozionante. ma la nostra strada è il pop rock».
Antonio, su questa scia quale sarà la
vostra prossima mossa, pensate di riprovarci con Sanremo?
« Questo è un po'
difficile da prevedere adesso. Per il momento stiamo solo
pensando alle selezioni di Castrocaro. Continueremo a scrivere e
a lavorare. Intanto stiamo cercando anche un nuovo produttore».
Qual è stata per te
l'esperienza più significativa?
«Significative sicuramente ce ne sono
state diverse. La più importante? Sicuramente, quando abbiamo
sentito la nostra canzone su Rds e abbiamo visto il video clip
sulle varie emittenti. È stata la soddisfazione più grande dopo
anni di sacrifici. Un altro bel traguardo è stato rientrare a
Sanremo tra i 48 finalisti della categoria giovani».
Vincenzo, e per te?
«Concordo con mio fratello. Non eravamo assieme, io ho sentito il
nostro pezzo, mentre ero in macchina a Milano ed è stato
fantastico. Anche trovarci davanti a Fiorello e Baudo, allora
direttore artistico del Festival della canzone italiana, è stato
strepitoso, soprattutto per noi ragazzi del Sud, dove non capita
spesso di poter essere ascoltati da personaggi di un certo
spessore».
Dell'apertura del
concerto di Piero Pelù a Soverato, che mi dite? Come è stato
l'incontro con questo artista?
«Lo abbiamo incontrato -risponde Antonio- a Badolato superiore,
nella nostra cittadina, dove Pelù era in vacanza con alcuni
amici e gli abbiamo chiesto se acconsentiva a farci aprire il
concerto. È stato molto disponibile, nonostante noi fossimo
degli emergenti. Nella stessa serata sono saliti sul palco anche
i Marasà, un gruppo folk badolatese, con loro, inoltre, Pelù ha
proposto un brano in dialetto calabrese. Anche Mario Venuti
allora in concerto a Sant'Andrea si è dimostrato molto
disponibile accogliendo la nostra richiesta».
Vincenzo, state
studiando giurisprudenza e proseguite il vostro cammino nel
mondo della musica, ma l'aspirazione più grande qual è?
«Realizzare il sogno che
stiamo coltivando da un sacco di anni. Proseguire negli studi è
stata una scelta che è dipesa da tanti fattori, innanzitutto
dalla constatazione che muoversi nel mondo della musica ed
affermarsi non è facile ed anche dall'esigenza di portare a
termine un cammino intrapreso».
Com'è lavorare con
tuo fratello?
«Ormai ci muoviamo all'unisono. Quando
non lavoravamo assieme, io mi occupavo di arrangiamenti, stavo
davanti ad un mixer. Tutto è cambiato dopo il Girofestival, come
ha già raccontato Antonio».
I vostri caratteri
mi sembra siano abbastanza diversi?
«Abbastanza. Lui è il vero artista, calato nel suo mondo. Io
sono più espansivo, curo anche le relazioni pubbliche».
I genitori che ne dicono di questa vostra scelta?
«All'inizio come
tutti i genitori erano preoccupati. Col passare del tempo ci
hanno visti sempre più convinti e sono dalla nostra parte».
Vi vedremo da qualche
parte?
«Ci sono delle cose in ballo, ancora da valutare, prima di
pronunciarci».
Della vostra terra che
cosa vi manca di più?
«Il mare»-
In attesa di ritornare presso le acque cristalline dello Ionio,
intanto ai Laganà, come dicevamo, toccherà tuffarsi nelle
selezioni della manifestazione canora di Castrocaro. L'augurio è
di poter arrivare più lontano possibile.
Maria
Patrizia Sanzo, Calabria 7, 24-30 giugno 2006
(gilbotulino.it,
28-6-2006) |