Gil Botulino

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venerdì 30 giugno 2006

 
Ucciso un serpente al Montemanna
Diciacà è un serpente velenoso o una vipera

(gilbotulino.it, 30-6-2006)

 
 
Tutti i lidi pronti all'apertura
Domani conteremo i turisti, se non fa troppo caldo

(gilbotulino.it, 30-6-2006)

 
 
AltreMenti, La Puntata Su Badolato slitta a giovedì prossimo

(gilbotulino.it, 30-6-2006)

 
 

Porteranno i “colori” e le “radici” della loro terra
I Marasà al Folkest 2006 in Friuli Venezia Giulia
Ospite del FOLKEST 2006 anche Vinicio Capossela che il 6 luglio inaugurerà la manifestazione

di Ezio Alessio Gensini

Tra pochi giorni i “Marasà” saranno impegnati in un tour errante in Friuli Venezia Giulia con la partecipazione al Folkest 2006 (per visionare programma completo, scaricare locandina e quant’altro: www.folkest.it). Per il gruppo calabrese quattro serate: venerdì 7 luglio 2006 a Sacile (PN) in Piazza del Popolo, sabato 8 luglio 2006 ad Aquileia (UD) in Piazza Patriarcato, domenica 9 luglio 2006 a Sedegliano (UD) in Via Roma e lunedì 10 luglio 2006 a Travesio (PN) in Piazza XX settembre. Il 6 luglio 2006 la serata inaugurale con Vinicio Capossela. Dal 6 luglio al 30 luglio p.v. nelle piazze del Friuli Venezia Giulia il “Folkest 2006” proporrà artisti di prima grandezza nel suo genere: oltre al già citato Vinicio Capossela, tra gli i molti gruppi e solisti presenti citerei Randy Newman, Hevia (ovvero Maria Jose e Angel Hevia Velasco dalle Asturie), Roy Paci, Frank London, Boban Markovic in “Il Terrone, l'Ebreo e lo Zingaro”, Moya Brennan dall’Irlanda, Solis String Quartet , Andreas Vollenweider & Friends (dalla Svizzera), Luigi Grechi (fratello di Francesco De Gregari, già Targa Tenco nel 1993 con “Il bandito e il campione”, una poetica storia di amicizia indelebile in musica, portata poi al successo dal fratello più mediaticamente famoso) e i “Marasà” con la sua musica, la musica della sua terra, la musica delle sue radici, i colori e le emozioni di una Calabria viva e genuina. Indelebile.
   Conosco i “Marasà” da prima che nascessero, una disquisizione letteraria un po’ insolita ma è la realtà. Di fatto dall’incontro tra Domenico “Mimmo” Audino e Sergio Schiavone nell’estate del 2002 nasce il gruppo dei “Marasà”, naturalmente nell’ambito della riproposta e rielaborazione di musica tradizionale calabrese. In realtà Domenico “Mimmo” Audino lo conosco dal 1995, da quando ho iniziato a “rifugiarmi” da Firenze nel piccolo borgo di Badolato sulla costa jonica catanzarese. Quante serate passate a parlare di musica, poesia, di cinema. E poi a cantare e suonare, musica rigorosamente calabrese. Le serenate. Quei ritmi che mi portavo dentro a Firenze e la smania di ritornare in Calabria e rivivere emozioni artistiche vere, voglia di fare di creare (molti eventi fantasticati, molti realizzati). I vecchi, i volti, i vicoli del borgo antico vivi stampati nella memoria indelebile e la musica dentro come una colonna sonora naturale viva ed emozionante.
   Molti musicisti dal 2002 ad oggi hanno contribuito alla crescita dei “Marasà” (Domenico “Mimmo” Audino e Sergio Schiavone il “cuore e l’anima” del gruppo), prima di arrivare alla formazione attuale con Peppuccio Garofano, Angelo Pisani, Giuseppe Fiorito e Francesco Mancuso. Citerei Sergio Menniti e Michele Riitano, oltre che i giovani badolatesi Antonio Gallelli e Giuseppe Argirò. Tutti hanno posto un tassello, ma importante è stato il contributo dei “vecchi” e l’avvicinarsi dei “giovani” a questo genere di musica che scava dentro le proprie radici.
   I “Marasà” cominciano a dare forma a quelle che diventeranno le loro prime vere canzoni (“Stasera ni volimu divertira”, “Aquila bella”, “Strina”, “Facci de n’ammendula mundata”). Nel frattempo il 14 agosto 2003 vivono un’esperienza singolare: il rocker Piero Pelù li invita sul palco di Soverato in occasione di un concerto con la sua band Supercombo davanti ad almeno diecimila persone sul lungomare, con Piero Pelù e Domenico “Mimmo” Audino a cantare in calabrese. L’esperienza piace al pubblico e verrà ripetuta negli anni successivi in diverse occasioni durante i concerti di Piero Pelù in Calabria (Mirto Crosia, Rossano, Crotone, Badolato).
   Da alcuni anni (con grande dispiacere) non sono più tornato in Calabria, nel vecchio borgo di Badolato, ma costanti i contatti con la band nel tempo. Infatti non appena i “Marasà” incidono il loro primo Cd “Ad aria” dopo pochi giorni lo trovo nella cassetta della posta. “Stasera ni volimu divertira”, “Canzone d’amore e di naviganti”, “A nova”, “Strina”, “C’avanti” … “Sangiuvannisa”, per arrivare ad “Aquila bella”, una intensa serenata d’amore: un film davanti ai miei occhi, ricordi, zingarate, emozioni, i vecchi, i vicoli, il raccontare semplice degli anziani … e ascoltando il disco ho incontrato, ho re-incontrato i “Marasa”.
   Che di fatto ho incontrato a Firenze il 5 agosto 2005 a Villa Strozzi in occasione della manifestazione “Teatro Mediterraneo”: il concerto viene aperto da Piero Pelù che legge e interpreta alcuni passi di “Cristo si è fermato ad Eboli” su musiche dei “Marasà” preparate per l’occasione, e viene concluso dalle inevitabili tarantelle con zampogna a paro e organetto sotto il palco, coinvolgendo il numeroso pubblico presente. In quella occasione sono state gettate le basi per uno speciale di “Kulturing 2006” (trasmissione televisiva curata da Ezio Alessio Gensini e Claudia Fiorelli, ovvero documentari monografici di artisti tutto tondo dalla cui scaletta non potevano mancare i “Marasà”).
   Ha scritto recentemente una collega su di un quotidiano calabrese “ci sono molti modi per incontrare i “Marasà”, … anche soltanto ascoltando il loro cd” è vero, è così intenso che ti racconta l’anima di una terra artisticamente fertile, narrata da artisti in costante crescita che hanno il “difetto” di amare la loro terra, semplice teorema.
   Se potete, non mancate al “Folkest 2006”.

(gilbotulino.it, 30-6-2006)

 
 
Badolato, al via il corso base per entrare nella Croce rossa

r.cz., Il Domani, venerdì 30 giugno 2006
(gilbotulino.it, 30-6-2006)

 
 

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